Paese: Italia

  • Ferrata del Vallon

    Ferrata del Vallon

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata del Vallon

    La Ferrata del Vallon sale la parete est del Gruppo Sella collegando il Rifugio Kostner alla zona del Piz Boè (provincia di Bolzano). È la via attrezzata meno conosciuta e tecnicamente meno impegnativa del Sella: per gran parte facile, ha un paio di passaggi più impegnativi nel tratto conclusivo dopo un suggestivo ponte sospeso accanto a una cascata. L’ambiente del circo glaciale del Vallon, contornato da imponenti pareti, è uno dei più belli e meno frequentati del gruppo.

    ▲Approach

    The starting point is the mountain station of the cable car that from Corvara (Val Badia) climbs first to the Crep de Mont and then to the Vallon (2537 m; open the starting point on Google Maps). In alternativa, per evitare la funivia, dal Passo di Campolungo (tra Arabba e Corvara) si parcheggia presso l’Alberto Boè (1860 m) e si sale sul largo sentiero CAI 638 fino al bivio per la ferrata, poco prima del Rifugio Kostner (2500 m, 1h 30′ dal passo). Dalla stazione a monte si segue a destra il cartello per le Ferrate Piz da Lech e Vallon; in falsopiano si raggiunge una deviazione (a destra sale alla Ferrata Piz da Lech) e si prosegue a mezzacosta su pendio detritico, entrando nel Vallon sul versante destro fino all’attacco, segnato da grandi bolli rossi in fondo a un magnifico circo glaciale (45 minuti dalla stazione a monte). Si può anche seguire le indicazioni per il Rifugio Kostner e la Ferrata Piazzetta (CAI 638), facendo attenzione, prima del rifugio, ai segni e alla traccia che si addentrano nel circo.

    ▲The path

    Si inizia con un facile traverso diagonale in salita, oltre il quale si affrontano balzi rocciosi ben gradonati con il cavo a sinistra (utilizzabile solo come autoassicurazione, dato che i passaggi sono arrampicabili). Si supera un facile camino, dove una fessura offre molti appigli per salire in spaccata, poi un tratto facile di sentiero attrezzato verso destra e sinistra in direzione della bastionata nero-giallastra che sormonta la valle. Sotto la parete, verso destra, si risalgono alcune roccette (cavo a sinistra) e un nuovo breve camino simile al precedente; la roccia ben appigliata permette di uscirne in spaccata. Si raggiunge così il punto più iconico dell’escursione: un ponte sospeso accanto a una cascata (il tracciato originale passava a sinistra della cascata, ora si sviluppa a destra; sono ancora visibili le vecchie attrezzature). Passato il ponte si entra nella seconda sezione, più impegnativa: una parete esposta e verticale di una ventina di metri. Si sale una prima pancia rocciosa, poi si piega leggermente a sinistra e a destra su buoni appigli per mani e piedi (chi ha dimestichezza con l’arrampicata può procedere senza trazionare il cavo); segue un tratto diagonale che richiama un diedro appoggiato e, dopo le ultime roccette, si raggiunge il terrazzino roccioso che domina il circo glaciale (45 minuti dall’attacco, 1h 30′ complessive).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche, esposizione e impegno fisico contenuti (2/5), con complessità ambientale un po’ più alta (3/5) per la quota e l’ambiente d’alta montagna. È una buona prima ferrata per chi è già esperto di montagna e di percorsi in quota; la parete dopo il ponte, pur ben appigliata, è esposta e richiede un minimo di dimestichezza con l’arrampicata. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Le attrezzature sono state completamente rinnovate nel 2024, ma l’inverno può danneggiare qualche fittone rendendo il cavo lasco in alcuni punti: con cavo molle conviene appoggiarsi alla roccia e prestare più attenzione. A inizio stagione alcuni brevi tratti di cavo possono restare sepolti sotto la neve: utile avere bastoncini per affrontare in sicurezza i tratti su neve. La parete verticale dopo il ponte non va sottovalutata dai principianti vista l’esposizione.
    ▲Period and safety

    Via estiva d’alta quota, da percorrere con tempo stabile e roccia asciutta; nelle giornate limpide il panorama sul Gruppo Sella e le sue valli interne è eccezionale. Verificare l’apertura della funivia se la si usa per l’avvicinamento e l’eventuale presenza di neve a inizio stagione.

    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si seguono le tracce verso il già visibile Piz Boè, salendo a una sella. A un bivio si può scendere a sinistra lungo il Sentiero Lichtenfels, che cala su un pendio detritico e poi in una più ripida vallata con alcuni tratti attrezzati di bassa difficoltà fino al Rifugio Kostner (2517 m, 1 ora dal bivio, 2h 45′ complessive); oppure proseguire dritti in salita al Piz Boè (3152 m, 1 ora dal bivio) per il CAI 672 lungo la Cresta Stenta, a tratti attrezzata ed esposta, rientrando poi a ritroso al bivio (45′ dal Piz Boè) e scendendo per il Lichtenfels al Kostner (4h 30′ complessive). Dal Rifugio Kostner si seguono il CAI 638 e poi il 646B fino alla stazione a monte della seggiovia (20′ dal rifugio) e quindi a Corvara.

    ▲To match

    La Vallon si abbina facilmente alla vicina Ferrata del Piz da Lech e, in un itinerario di più giorni, all’impegnativa Ferrata Piazzetta al Piz Boè. Sul Gruppo Sella, in ordine crescente di difficoltà, la Ferrata Tridentina e la Ferrata delle Mesules. In Val Badia il Sentiero Tru Dolomieu e la Ferrata della Pace; verso Canazei la Ferrata dei Finanzieri al Colac e la Ferrata delle Trincee al Padon.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:45 h
    • Duration0:45 h
    • Total itinerary3:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference263 m
    • Maximum altitude2800 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Col Rodella

    Ferrata Col Rodella

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Col Rodella

    La Ferrata Col Rodella è una via breve sopra il Passo Sella, che collega la Val di Fassa con la Val Gardena (provincia di Bolzano). Avvicinamento e rientro corti la rendono una buona scelta nelle giornate di meteo incerto, quando è sconsigliato impegnarsi nei lunghi itinerari tipici delle ferrate dolomitiche della zona. Di difficoltà medio-bassa, ha però un paio di passaggi su roccia levigata che richiedono attenzione.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è il Passo Sella (tra Canazei e Selva di Val Gardena): al passo si imbocca la stradina che sale ripida sul versante della Val di Fassa verso i Rifugi Valentini e Salei, percorrendola in salita per un centinaio di metri e parcheggiando a bordo strada prima del divieto di transito (open the starting point on Google Maps). Dal Rifugio Valentini (2213 m) si segue la carrareccia, che coincide con il sentiero CAI 557, verso sud-ovest in direzione del Rifugio Salei (2222 m) e poi della stazione a monte della funivia che sale da Campitello di Fassa (in alternativa si può salire direttamente con la funivia). Dalla stazione a monte, proprio sotto i cavi della funivia, si stacca un sentiero privo di segnali per la ferrata: lo si segue aggirando la base del Col Rodella per circa 5 minuti fino a notare un ghiaione sulla destra, risalendo il quale si raggiunge il non evidente attacco (30 minuti dal parcheggio).

    ▲The path

    Da un terrazzino terroso, dove indossare l’imbracatura, si sale una parete ben appigliata e una serie di roccette facilmente arrampicabili. Guadagnata quota si piega a sinistra verso un grosso masso, che si aggira in un tratto esposto; segue un camino non particolarmente impegnativo, da superare in spaccata, prima di una parete su roccia levigata che costringe a una certa trazione sul cavo. Si arriva poi sotto una parete attrezzata con una serie di solide staffe metalliche; risalite queste, un secondo passaggio impegnativo — una nuova parete levigata, breve, da superare con un po’ di trazione. Si prosegue su una parete esposta ma ottimamente appigliata, arrampicabile, fino a un traverso esposto che aggira uno spigolo; oltre lo spigolo, alcuni facili balzi rocciosi portano al termine della via, al Rifugio Col Rodella (2484 m, 40 minuti dall’attacco, 1h 30′ complessive), con notevole panorama sul Gruppo Sella e sulla Val di Fassa.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche ed esposizione attorno al 3/5, impegno fisico contenuto (2/5). È un buon “test” per chi passa dalle ferrate facili a quelle più difficili. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ La roccia è abbastanza levigata e in alcuni punti unta: è sconsigliato percorrere la via subito dopo scrosci di pioggia o con umidità. I due passaggi su roccia liscia richiedono una certa trazione sul cavo e non la rendono adatta ai neofiti assoluti, nonostante la brevità. Una targa commemora una persona deceduta per malore lungo la via nel 2020: un promemoria che in montagna nulla è mai banale. Verificare eventuali chiusure del sentiero d’avvicinamento per lavori, segnalate in passato.
    ▲Period and safety

    Itinerario estivo, ideale come “riscaldamento” a inizio vacanza o per le giornate dal meteo incerto vista la brevità e la presenza del rifugio all’arrivo. Affrontarla con roccia asciutta e verificare l’apertura della funivia se la si usa per l’avvicinamento.

    ▲Discipline

    Dal Rifugio Col Rodella si scende per comodo sentiero fino al bivio percorso all’andata e, a ritroso lungo il sentiero d’avvicinamento, si rientra all’auto (30 minuti dal Col Rodella, 2 ore complessive).

    ▲To match

    Dal Passo Sella si possono affrontare, ben più impegnative, la Ferrata Schuster al Sassopiatto e la Ferrata delle Mesules al Gruppo Sella. Verso Canazei e il Passo Pordoi: la difficile Ferrata Piazzetta al Piz Boè, la Ferrata delle Trincee al Padon e la Ferrata dei Finanzieri al Colac. Verso la Val Gardena, la Ferrata Tridentina e la Ferrata Sass Rigais.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference120 m
    • Route difference260 m
    • Maximum altitude2485 m
    • Length4,9 Km
  • Ferrata Susatti a Cima Capi

    Ferrata Susatti a Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Susatti a Cima Capi

    La Ferrata Susatti a Cima Capi è a facile street and very panoramic above Lake Garda, in Valle di Ledro (province of Trento). Undifficultà techniques of relief but with good exposure, è l’ ideal for those who have già mountain experience but wants to approach the equipped paths. L’ environment, overlooking the lake and rich in traces of the Great War, makes it a journey of great historical interest.

    ▲Approach

    The starting point è the village of Biacesa, 4 km from Riva del Garda: from Riva follow the tunnels towards Val di Ledro and, exit from the second, you reach Biacesa; you take via dei Dazi to the right and, at the end of the road, still to the right. L’ excursion begins at the playground of Biacesa, where però non è più allowed to park for non-residents: you need to look for a parking place nearby (open the starting point on Google Maps). From Biacesa follow the path CAI 470 (Sentiero dei Bech) to halfway east along the Gec Valley, ignoring the deviation to the left for the Route Attrezzato delle Laste (use as a return). Between climbs and Mediterranean vegetation (fields, olive trees) and some easy rocks you will reach a crossroads where you ignore the CAI 405 (scende to Riva) and climb towards l’ attack, reached after an easy fireplace (1h 15′ from parking).

    ▲The path

    At the red plate there are some unequipped rocks, besides which the wire rope helps to overcome some rocky jumps in a fireplace. Exit in the ridge rises with increasing exposure, but without difficulty;, on well-calibnate plates where è possible proceed in climbing without relying continuously on the cable. A plaque with a couple of brackets leads to the ridge wire: continue on the right side in strong exposure, always without challenging passages, going up massive and small equipped walls, with Lake Garda behind. L’ the only passage of difficult-and-grave media; consists of the ’ add a large boulder on an exposed traverse, looking for l’appiglio over the edge; supersededed this section, an easy chimney and some short vertical passages put on the path leading to the summit of Cima Capi (909 m, 1h 15′.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), with all the parameters of totaltà on 2/5: the progression è simple but l’ è good, great for taking confidence with l’ equipped environment. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ Low altitude and prevailing exposure to the south-east: in the summer months può very hot, it is advisable to leave soon. The &grave area, full of tunnels and trenches of the Great War that can be visited along the paths: bring a frontal torch. At the end of the ferrata it is advisable to not remove the set, because they are encountered other stretches equipped along any return option.
    ▲Period and safety

    Thanks to the modest share it is possible to travel most of the year and is particularly pleasant in the half seasons. The path signs are great. Check the weather and, in summer, avoid the hottest hours given exposure to the sun.

    ▲Discipline

    From the summit you descend on the opposite side to the uphill slope, along an easy ridge path at the trenches of the Great War and a pitch for helicopters; in 15 minutes you reach a crossroads. A left continues the Path Attrezzato Foletti, which leads to the Bivacco Arcioni, to the Church of San Giovanni and then to Biacesa (1h 30′ from Cima Capi, 4 hours overall); from Bivacco Arcioni can be arranged ograve; alternatively go down the più difficult Sentiero delle Laste, which starts on the CAI 470 route Dritto continues the Path Treated Susatti until Bocca d’Enzima (about 1 hour), with not difficult equipped strokes; hence the CAI 404 to Rocchetta Giochello and then the CAI 417 report to Biacesa with a long ring (3 hours from Cima Capi, 5h 30 &8242; overall).

    ▲To match

    You can combine the Path Attrezzato Foletti and the Path of the Laste downhill; from Bivacco Arcioni, energies allowing, the climb to Cima Rocca with the easy hardware. Nearby the Friendship Ferrata in Cima Sat; going up to Trento la Ferrata in Castel Drena and easy Colods and Cavre Path.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:15 h
    • Duration1:15 h
    • Total itinerary4:00 h
    • Hardware level difference315 m
    • Route difference490 m
    • Maximum altitude907 m
    • Length8,1 Km
  • Ferrata Rio Sallagoni

    Ferrata Rio Sallagoni

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Rio Sallagoni

    La Ferrata Rio Sallagoni takes place along the forra dell’ the homonymous stream, at the foot of Castel Drena, in the province of Trento. È a facile street but definitely spectacular: rocking over l’ flowing water, a narrow and suggestive gorge and two suspended bridges make this short itinerary one of the pi’ scenics; Alto Garda. Precisely for the low difficultà and the charm of the ’ environment & very popular in summer.

    ▲Approach

    The starting point is located on the road connecting Dro to Drena. Arriving from Riva del Garda, before the village of Dro follow the signs to the right to climb to Drena; after a few minutes and a hairpin bend, on the left you will find a large parking lot and shortly after, on the right, a field of drum (open the starting point on Google Maps). From the parking lot you will descend towards the hairpin bend by car: on the left side of the road a pole with CAI signs indicates the descent towards the edge of the Rio Sallagoni, where the ferrata immediately begins (about 10 minutes from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata attacks on the left side of the throat. You climb a couple of meters with the rope, then a short traverse to the right on brackets for the feet, then a few meters diagonally and vertically: a stretch exposed and very beautiful, with the river that flows right under the feet. Continue in the traverse and you will encounter the probably more challenging passage of the street, slightly overhanging, which obliges a slight traction on the cable to maintain the balance. After this point you pass under a framed rock and cross a vertical escape route. Continuing in the hole the traverse continues to the right; the throat tightens and, near a large framed rock, passes on the right side facing only one more challenging passage due to a rocky protrusion. In short, the equipment ends and is located in a rocky amphitheatre with waterfalls.

    Start the second part: from the left path you will reach the first suspended bridge at three ropes, about 15 meters long and fairly stable. Continue on the right side of the stream, on equipped path and easy rocky balconies, then you pass on the left side for l’ the only true vertical section of the street, to the right: some passages require a po’ of commitment, but on difficultà altogether low. Then we arrive at the second suspension bridge, più short of the first but less stable, where the Ferrata of Castel Drena ends (40 minutes from the ’ attack, 50 total). You cross a wooden bridge, you go back to the right side of the stream and climb on a path until you exit near the castle (10 minutes from the end of the ferrata, 1 hour overall). At the end of 2024 & a final variante was added dedicated to the Falls of Nassirya: instead of crossing the Rio Sallagoni you stay on the left gold bank, going up on easy equipped strokes (except a sometimes wet and slippery ramp) with long beams on cambre very close to the crude, up to Casteldrena; calculate about 30 minutes in pigrave.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), it has difficulties; techniques, environmental and exposure around 2/5 and minimum physical commitment (1/5). È also suitable for those with little experience, purché at ease with l’ exposure above l’ water. Indispensable l’ complete equipment: harness, hardware kit and helmet.

    ⚠ Itinerary very beaten, especially in summer, by numerous groups: concrete the risk of being bottled in the throat. It is advisable to travel early in the morning or late afternoon, avoiding the più hours; warm and crowded. If you travel the variant of the Nassirya Falls, pay maximum attention to the guadi, which in spring or after abundant rainfall can become difficult: a couple of telescopic sticks are useful.
    ▲Period and safety

    The low altitude makes the ideal way in the half seasons. To avoid with torrents in full or after heavy rains, both for the guds of the variant and for the water level in the hole. Always check the weather and conditions of the rio before descending into the throat.

    ▲Discipline

    From the castle follow the asphalted road downhill; on the left there is a path that, in steep descent with some bends, brings back to the field by drum at the parking (20 minutes from the castle, 1 hour and 20 minutes overall).

    ▲To match

    Given the brevity, the Rio Sallagoni leaves time and energy for a second itinerary in the day. Staying on the easy you can walk Ferrata Colodri o il Sentiero Attrezzato delle Cavre, both towards Riva del Garda. About 45 minutes drive there is the Ferrata Marangoni in Mori, la Ferrata di Ballino e la Artpinistica Ferrata in Preore. For very experienced hikers, about 30 minutes, the difficult Ferrata Rino Pisetta.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary1:20 h
    • Hardware level difference150 m
    • Route difference200 m
    • Maximum altitude365 m
    • Length3 Km
  • Ferrata Colodri

    Ferrata Colodri

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Colodri

    La Ferrata Colodri sale le pareti orientali del Monte Colodri, che domina la cittadina di Arco in provincia di Trento, a due passi dal Lago di Garda. È una via facile, ottimamente attrezzata e priva di difficoltà tecniche rilevanti: per questo è una delle mete più gettonate per chi vuole avvicinarsi al mondo delle vie ferrate. Si svolge accanto a pareti note per l’arrampicata libera e regala dalla cima un bel panorama su Arco, la valle del Sarca e il lago.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Arco. Si oltrepassa il fiume Sarca sul ponte e si prende a destra via Maini, proseguendo dritti fino all’ingresso di un campeggio sulla destra; subito dopo, sulla sinistra una bacheca e sulla destra uno slargo permettono di parcheggiare poche auto (open the starting point on Google Maps; in alternativa è segnalato l’ampio parcheggio gratuito presso le piscine). Entrati nel parco si seguono i segnavia bianco-rossi del CAI per Cima Colodri e per la ferrata, raggiunta in breve a una targa bianca, circa 10 minuti dal parcheggio.

    ▲The path

    La ferrata inizia su una rampa gradonata, arrampicabile comodamente anche senza usare il cavo. Saliti i primi gradoni si percorre un facile traverso verso destra e si prosegue su un’altra rampa gradonata, dove il cavo funge da corrimano. Si piega a destra su una larga cengia che porta a un primo tratto verticale ma appoggiato, con ottimi appigli; superato questo breve passaggio si volge a sinistra salendo in obliquo tra piccoli balzi rocciosi, cenge e tratti di sentiero. Lo sviluppo prosegue in prevalente falsopiano, su una cengia liscia ma priva di difficoltà tecniche, verso sinistra. Si risalgono un paio di placche inclinate attrezzate con cambre e staffe, alcuni tratti diagonali e una facile fessura, fino all’ultimo tratto: un diedro di una decina di metri dove le cambre annullano di fatto le difficoltà dove gli appigli naturali sono meno evidenti. Percorsa l’ultima placca appoggiata terminano le attrezzature; un breve sentiero conduce a Cima Colodri (400 m), con la sua croce e la caratteristica madonnina, in circa 30 minuti dall’attacco (40 minuti complessivi).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un itinerario molto elementare, con tutti i parametri di complessità al minimo (1/5): ideale come prima ferrata, adatta anche a chi accompagna persone alle prime armi. Resta comunque indispensabile l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Pericolo di scariche di materiale detritico dall’alto: indossare il casco già durante l’avvicinamento, non solo all’attacco. Sulla via si sono verificati incidenti gravi, anche mortali. Il terreno in alcuni punti è smosso e c’è il rischio di far cadere sassi su chi sta sotto, per cui è importante prestare attenzione, soprattutto quando la via è affollata. La parete è esposta a est ed è in pieno sole al mattino: in estate conviene partire nel pomeriggio per trovare ombra.
    ▲Period and safety

    Grazie alla quota modesta e all’esposizione soleggiata, è percorribile in gran parte dell’anno ed è particolarmente indicata nelle mezze stagioni. La roccia, levigata dalle innumerevoli ripetizioni, può risultare scivolosa: meglio evitarla bagnata. Vista l’elevata frequentazione, mantenere ordine sui passaggi ed evitare di creare ingorghi. Portare acqua e verificare il bollettino meteo prima di partire.

    ▲Discipline

    Da Cima Colodri si scende sul versante opposto (ovest) fino a un bivio con il sentiero CAI 431. Per il rientro più breve si prosegue a sinistra in direzione di Santa Maria di Laghel, quindi si prende la stradina a sinistra che scende verso Arco; dal centro si ripercorre la strada asfaltata fino al parcheggio (1 ora dal termine della ferrata, 1 ora e 45 minuti complessivi). In alternativa è possibile un lungo itinerario ad anello: al bivio si tiene la destra sul CAI 431 fino al Monte Colt e alla Croce di Colt, si scende verso il Sentiero Attrezzato degli Scaloni (parte del Sentiero delle Cavre, circa 2 ore dal termine della ferrata), lo si percorre e, tenendo poi la sinistra sul CAI 408, si rientra nei pressi di Santa Maria di Laghel e quindi ad Arco (circa 4 ore dalla ferrata, circa 5 ore complessive).

    ▲To match

    Arco e l’Alto Garda sono ricchissimi di vie attrezzate per ogni livello. Nella zona di Cima Capi si trovano la Ferrata Susatti e la Ferrata di Cima Rocca; vicino a Riva del Garda la Ferrata dell’Amicizia a Cima Sat. Per chi cerca più difficoltà, l’esposta Ferrata Marangoni in Mori o la molto impegnativa Ferrata Pisetta a Sarche. Verso nord, la Ferrata alla Cascata del Rio Ruzza e la Artpinistica Ferrata in Preore.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary1:30 h
    • Hardware level difference280 m
    • Route difference300 m
    • Maximum altitude398 m
    • Length4,5 Km
  • Ferrata del Piccolo Cir

    Ferrata del Piccolo Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata del Piccolo Cir

    La Ferrata del Piccolo Cir ` a short and very climbing route that climbs one of the pinnacles of the Cir Group, on the northern side of Passo Gardena (province of Bolzano). Gradely difficult, offers a fun progression on excellent rock and a prim’ panorama; order from the narrow peak of the Piz da Cir V.

    ▲Approach

    Starting from the Passo Gardena (2121 m), which connects Val Badia (Corvara) with Val Gardena (Selva); leave l’ car in the ’ wide square of the pass (open the starting point on Google Maps). On a well beaten path you climb to the mountain station of the Dantercepies cable car (2298 m), which arrives from Selva, in about 10 minutes. Following the signs to the north and the red boils you face a steep stretch on rock; overcome some rocks you reach the attack of the ferrata, about 30 minutes from Passo Gardena.

    ▲The path

    It sticks on easy rocky leaps towards a passage that makes gain exposure; you climb a short metal ladder and some rocky jumps exposed. Attached a edge, a beautiful wall is vertically stretched out, then diagonally to the right and then più vertical up to a transverse plane of medium difficulty; to be faced using the good supports for the feet. You can reach a panoramic terrace, ideal for a stop. Then you pass a più leap; pronounced and you go on a path at a height at a detritic bottom; in the north direction you arrive at the ’ last stretch equipped. After a rocky canal you touch a sella detritica (from here, downhill, è you can keep the right side for an alternative route). L’ last pass è the più challenging of the street: a diagonal wall along a crack, well-dressed but exposed, which with two steps of musk leads to the summit terrace, the narrow peak of the Piz da Cir V (2520 m), reached in about 30 minutes from the ’ attack and 1 hour from Passo Gardena. From the top the panorama embraces the Sella Group and the Odle.

    ▲Character and difficulty

    Classified Editly Difficult (MD), è a short but complete route: complex and comprehensive; technical, environmental and exposure around 3/5, physical commitment più content (2/5). È suitable for those approaching the ferrates only if già accustomed to the ’ exposure, due to the più passage; challenging present both uphill and downhill. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ Very busy in summer, with possible queues; the summit is small and sometimes difficult to stay. Rock very climbing but some steps are exposed: do not underestimate it despite brevity. According to a report of 2026 the descent was modified and partly equipped, remaining high on the wall with a split passage and a short passage on brackets: check the current configuration of attack and descent before leaving.
    ▲Period and safety

    Summer itinerary, to be covered with stable weather and dry rock. As a short and popular route, it is advisable to leave early to avoid crowding. Bring complete equipment, water and something to eat for a stop at the top, and check the weather report before moving.

    ▲Discipline

    Go down backwards to the detritic già saddle; met uphill. From here you can go back on the way up or, recommended solution, go down a canalone equipped which helps for about fifty meters on rocks up to a detritic path. Then a crossroads are reached: on the left, a half-coast track leads to the’ attack of the Ferrata Gran Cir (1h 45′ return, 3h 30′ overall); on the right, the path leads back to the cable car encountered on the way and then to the car (40′ from the top, 2 hours overall).

    ▲To match

    Natural matching is with Ferrata Gran Cir, starting from the same Passo Gardena: together they commit half a day. Coming down towards Corvara there are three beautiful routes of the Sella Group: the Ferrata Tridentina at Pisciadù, la Ferrata al Piz da Lech e la Ferrata del Vallon. Towards Val Gardena you can climb Ferrata Sass Rigaison the north side of the OdleAlta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia. To Canazei, finally, the Ferrata Piazzetta piz Boè.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference390 m
    • Maximum altitude2520 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Gran Cir

    Ferrata Gran Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Gran Cir

    La Ferrata Gran Cir sale la vetta più alta del Gruppo Cir, a nord del Passo Gardena (provincia di Bolzano). È una via attrezzata facile, con esposizione e difficoltà tecniche molto ridotte: per questo viene spesso scelta come prima ferrata o come itinerario panoramico per chi vuole avvicinarsi alle vie attrezzate. Breve e logica, si abbina con naturalezza alla vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir.

    ▲Approach

    Si parte dal Passo Gardena, che collega la Val Badia (Corvara) con la Val Gardena (Selva); si lascia l’auto nell’ampio piazzale del passo (open the starting point on Google Maps). Dal passo si seguono i numerosi cartelli che, in direzione nord, guidano su traccia ben marcata verso il canalone che separa il Grande Cir dal Piccolo Cir. Si procede su facili sentieri fino a raggiungere il canalone detritico, dove sul lato destro iniziano le attrezzature metalliche (circa 45 minuti dal Passo Gardena).

    ▲The path

    La ferrata apre con una rampa inclinata verso destra, un po’ scivolosa ma priva di difficoltà; a tratti si allarga in una cengia poco inclinata. Dopo una breve serie di roccette si prosegue lungo un sentiero, in un tratto facile e privo di attrezzature metalliche, fino a un secondo breve tratto attrezzato. Si superano alcuni facili balzi rocciosi, si riprende un comodo sentiero e si salgono le ultime roccette fino alla croce di vetta del Gran Piz da Cir (2592 m), raggiunta in circa 30 minuti dall’attacco e 1 ora e 15 minuti dal Passo Gardena. Dalla cima il panorama spazia sul vicino Gruppo Sella e sul Sassolungo.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un’escursione attrezzata ideale per chi inizia: difficoltà tecniche minime (1/5), esposizione e impegno fisico contenuti (2/5), dislivello e durata ridotti. Resta comunque un ambiente di montagna e va affrontata con l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Attenzione: buona parte del percorso si svolge su tratti facili ma sprotetti (senza cavo) e in alcuni punti esposti. Con roccia bagnata o unta diventano decisamente più insidiosi, sia in salita sia in discesa. Da non sottovalutare nonostante il grado facile: usare comunque l’imbracatura nei tratti attrezzati e procedere con prudenza.
    ▲Period and safety

    Itinerario tipicamente estivo, da affrontare con meteo stabile e roccia asciutta vista la presenza di tratti scivolosi se bagnati. Trattandosi di una via molto frequentata e adatta anche a famiglie, conviene mantenere ordine sui passaggi e non creare ingorghi. Portare acqua, abbigliamento a strati e verificare il bollettino meteo prima della partenza.

    ▲Discipline

    La discesa avviene lungo il medesimo itinerario di salita, per un tempo complessivo dell’escursione di circa 2 ore. Nei tratti sprotetti ed esposti la discesa richiede la stessa attenzione della salita.

    ▲To match

    La Gran Cir si combina perfettamente con la vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir. Restando in zona si possono salire la panoramica Ferrata Tridentina at Pisciadù e la Ferrata alla Forcella del Sassolungo; aggirando il Gruppo Sella, le più impegnative Ferrata del Vallon e Ferrata Piz from Lech. Verso la Val Gardena si trovano la Ferrata Sass Rigais, l’Alta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:45 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:30 h
    • Hardware level difference212 m
    • Route difference471 m
    • Maximum altitude2592 m
    • Length4 Km
  • Ferrata Tridentina at Pisciadù

    Ferrata Tridentina at Pisciadù

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Tridentina at Pisciadù

    La Ferrata Tridentina at Pisciadù is one of the most popular equipped routes in the Dolomites: climbs the north side of the Sella Group, in the province of Bolzano, and leads to Cima Pisciadù with limited technical difficulties but a difference in altitude anything but trivial. The very short approach, the famous bridge suspended on the Exner Tower and the final at the Cavazza Refuge make it a classic itinerary, accessible by those who already have a minimal experience of ferrate and is in good physical form.

    ▲Approach

    The starting point is located along the road that from Passo Gardena descends towards Colfosco, on the slope of Val Badia: in correspondence of the sixth bend, on the right, a large parking lot at a quarry marks the beginning of the itinerary (open the starting point on Google Maps). From the parking lot look to the south the walls of the Sella Group; they ignore the signs 650 that connect the Passo Gardena with Colfosco and follow the indications that, to the left towards the east, carry on a path in falsepiano until the first metal equipment, reached in about 15 minutes.

    ▲The path

    The first equipped section opens with a well-dressed traverse to the left, followed by a series of brackets that make earn a lean wall. Continue to the left along an exposed but solid traverse, then face a few meters of vertical wall and a wet died equipped up with metal brackets. At the exit you cross the path that descends halfway from Passo Gardena, useful as a way of escape in case of bad weather. From here a path towards the east, with ups and downs and a characteristic passage in a slit, leads to the equipment placed just above the plate that marks the real attack of Tridentina (2070 m, about 40 minutes from the parking lot).

    Now rise diagonally under a’ impressive wall, always well-dressed and never too exposed. After the first metal fixtures the progression becomes più vertical on well-qualified rock, with brackets and fixtures where the wall è più Smooth. A succession of beautiful vertical walls progressively leads to the passages that approach the Rio Pisciadù waterfall; bypasses an edge with an air passage, then you run più rocks; comfortable and a traverse on pioli, exposed but well equipped, up to a escape route. Those who continue to face the più tract; challenging, what goes up the Torre Exner: a small vertical wall, a series of brackets and a dihedron leaned with the right cable and the left brackets (arrampable looking for the claws, little obvious, on the right side). It goes right with an easy traverse, climbs a metal staircase and, after wandering a rocky cord, you reach l’ iconic ponte suspended between the Exner Tower and l’ last stretch: stable but suspended on a a abyss of a few hundred meters. Passed the catwalk, un’ last vertical wall enters the path that leads to the Cavazza Refuge to the Pisciadù (2587 m), where the ferrata ends after about 3 hours in total.

    ▲Character and difficulty

    Classified Editly Difficult (MD), the Tridentine owes its populartà precisely to the difficultà medium-low techniques combined with a short approach. On the overall level of the complex; they weigh mainly l’ physical commitment and l’ exposure (both 3/5), while the technical component remains più contained (2/5). L’ hardware equipment è mandatory: harness, homologated hardware kit and helmet.

    ⚠ In July and August the risk of queues and traffic jams on the equipped passages is concrete. It's better to leave very soon. The difference in altitude (400 m of ferrata, 626 m of total) should not be underestimated, as well as the altitude over 2500 m. In case of incoming storms you can fold on the escape routes that intercept the path from Passo Gardena.
    ▲Period and safety

    The route is summery and must be faced with stable weather, starting in the early hours of the morning to avoid the afternoon thunderstorms and crowding. Always check the bulletin and the conditions of the path, in particular in the downhill stretches that may be affected by landslides or snow residues at the beginning of the season. A small hint of history: Ferrata Tridentina was born on July 10, 1960 on the intuition of the mountain guide Germano Kostner who, with the help of the Alpini della Tridentina (to which it is dedicated), equipped the Exner Tower to give direct access to the Pisciadù Refuge; the second section, with the daring suspended bridge, was added seven years later. Every 31 July, the Alpine Guides of Val Badia illuminate in the evening the route, visible from the centre of Corvara.

    ▲Discipline

    After a stop at Lake Pisciadù, the return follows l’ High Via 2 along the path CAI 66 in Val de Setus. The descent è steep and takes place in a detritic valley with some equipped sections, where you need attention. You go down to a crossroads (left you would go up to Passo Gardena) and continue downwards following the path to the starting parking, in about 1 hour and 15 minutes from the end of the ferrata (4 hours and 30 minutes overall).

    ▲To match

    The Sella Group offers many other equipped routes around. Going down towards Val Badia you can walk Ferrata del Vallon e la Ferrata Piz from Lech; towards Val di Fassa, at Passo Sella, la Ferrata delle Mesules and, at the Pordoi Pass, the Ferrata Piazzetta. Staying at Passo Gardena are the two Ferrates of the Cir Group, the Ferrata at Piccolo Cir e la Ferrata Gran Cir, both medium-easy.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration2:45 h
    • Total itinerary4:30 h
    • Hardware level difference400 m
    • Route difference626 m
    • Maximum altitude2586 m
    • Length7,5 Km
    • Year opening1960
  • Ferrata Gianni Aglio alla Tofana di Mezzo

    Ferrata Gianni Aglio alla Tofana di Mezzo

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Gianni Aglio alla Tofana di Mezzo

    La Ferrata Gianni Aglio alla Tofana di Mezzo percorre il crinale che collega il Dos de Tofana alla vetta della Tofana di Mezzo (3244 m), nel cuore delle Dolomiti Ampezzane (provincia di Belluno). È una via difficile e molto lunga, in ambiente d’alta montagna, con passaggi tecnicamente di media difficoltà ma esposizione costante e panorami tra i più spettacolari delle Dolomiti. Itinerario impegnativo per dislivello e durata: da affrontare solo con tempo stabile e buona preparazione.

    ▲Approach

    Il punto di partenza di riferimento è il Rifugio Dibona (2083 m), raggiungibile per strada asfaltata che si stacca dalla via Cortina–Passo Falzarego (evitare il bivio per il Rifugio Duca d’Aosta; open the starting point on Google Maps). La ferrata vera e propria parte dal Dos de Tofana (2850 m), che dal Dibona si raggiunge con tre opzioni: 1) al Rifugio Pomedes (2303 m, 45′) per il sentiero 421, poi la Ferrata Olivieri a Punta Anna fino al Dos de Tofana (2h 45′ dal Dibona); 2) al Pomedes (421), poi il Sentiero Attrezzato Olivieri verso il Rifugio Ra Vales e su per il vallone detritico che scende dal Dos de Tofana (circa 3h 30′ dal Dibona); 3) dal Dibona verso ovest sul sentiero 403 nel vallone tra Tofana di Mezzo e Tofana di Rozes, in direzione del Rifugio Giussani; poco prima del rifugio una traccia a destra sale ripida ed esposta, in parte attrezzata, verso Punta Anna, dove si segue l’ultimo tratto della Ferrata Olivieri fino al Dos de Tofana (2h 45′ dal Dibona). In alternativa si può accorciare salendo in funivia da Cortina verso Ra Vales.

    ▲The path

    Dal Dos de Tofana l’itinerario inizia senza targa né attrezzature: si sale verso destra una serie di tornanti fino al filo di cresta, con di fronte l’imponente parete sud della Tofana di Rozes. Sulla cresta i primi passaggi sono semplici, su rampa ben gradonata a zigzag, fino a un’ampia e panoramica cengia con precipizi su entrambi i lati. Si prosegue sul crinale, a tratti attrezzato ma facile, fino a un improvviso balzo dove la prima scala metallica aiuta a rimontarlo. Si percorre un secondo tratto di crinale detritico fino a un altro balzo roccioso, che si sale sul lato sinistro con passaggi verticali; alcune staffe agevolano il singolo passaggio più difficile (leggermente strapiombante). Attraverso un intaglio si torna su un tratto pianeggiante di cresta che si sposta sul versante occidentale; una cengia conduce verso un’evidente forcella, con di fronte la sagoma della Torre Aglio. La forcella (2920 m, 30′ dal Dos de Tofana) è attrezzata con uno spezzone di corda per l’attraversamento.

    Segue una sezione verticale: un diedro di quasi dieci metri (cavo a sinistra, alcune staffe), poi una piccola sella e una parete di una quindicina di metri dove il cavo sale in diagonale a destra, alternando buoni appoggi a singoli passaggi in cui occorre trazionare sul cavo. Una breve cengia e un facile traverso a destra portano a uno spigolo, che si aggira scendendo leggermente sotto la Torre Aglio. Da qui parte la salita alla Torre Aglio, probabilmente il passaggio più impegnativo dell’intera via: circa 30 metri su roccia povera di appigli, aerea, con passaggi difficili sia in salita sia in discesa (20′ andata e ritorno); l’itinerario principale prosegue invece dal bivio. Seguendo la scritta “Tofana” sulla roccia si scende un paio di metri aggirando lo spigolo con l’aiuto di alcuni pioli, e ci si trova davanti a un traverso orizzontale estremamente esposto e leggermente strapiombante: prosegue alcuni metri a destra sfruttando una rientranza per i piedi ed è bene non temporeggiare per non affaticare le braccia. Si esce su una cengia e si prosegue verso un intaglio tra la parete e un torrione.

    Un nuovo tratto di cresta, con un tratto in discesa di sentiero e roccette, porta a un’insellatura sopra il Bus de Tofana (2900 m, 1h 45′ dal Dos de Tofana), dove sulla sella una via di fuga a destra consente (dopo un tratto attrezzato) il rientro per il ghiaione fino al Rifugio Ra Vales. Seguendo la scritta “Cima” si perde un po’ di quota su un lungo tratto quasi orizzontale di cenge e brevi salti; si aggira uno spigolo (freccia) salendo una placca attrezzata con staffe, poi una lunga placca inclinata fino a un camino molto impegnativo, reso più abbordabile da numerose staffe: si sale sul lato sinistro e si esce a destra su un esposto traverso orizzontale con staffe; il cavo riprende poi bruscamente in verticale, aereo ed esposto ma non difficile, grazie a molte staffe. Una cengia a destra porta verso il più piccolo Bus de Tofana; sul versante orientale due scale e un tratto verticale molto esposto, con parete levigata e staffe, conducono alla cresta soprastante. Si percorre l’ampio crinale, una cengia e, oltre alcune reti paravalanghe, una placca appoggiata seguendo le funi verso destra; due scalette metalliche fanno guadagnare ancora quota fino al crinale finale. Tenendo il versante destro si risalgono un paio di balzi e l’ultima scaletta; gli ultimi metri, privi di attrezzature, portano alla croce di vetta della Tofana di Mezzo (3244 m, 3 ore dal Dos de Tofana).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Difficile (D): tecnicamente è piuttosto “assistita” (molte scale e staffe), tanto che la vicina Ferrata Olivieri risulta più impegnativa sul piano tecnico (difficoltà tecniche 2/5). La Aglio mantiene però un grado elevato per l’ambiente d’alta montagna, il dislivello, la lunghezza e l’esposizione costante: complessità ambientale, esposizione e impegno fisico sono tutti 4/5. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Itinerario lungo e d’alta quota (vetta a 3244 m): da percorrere solo con meteo stabile, partendo molto presto. L’esposizione è continua e il traverso strapiombante prima del Bus de Tofana è intenso: gestire le energie e non sostare inutilmente sui passaggi aerei. La via è molto frequentata in alta stagione, con rischio di code nelle tarde ore della mattina. Verificare sempre l’apertura degli impianti di risalita usati per avvicinamento e rientro: se la funivia dalla vetta non è in servizio, occorre programmare il rientro dal Bus de Tofana o verso la Tofana di Dentro, allungando notevolmente l’itinerario.
    ▲Period and safety

    Via estiva d’alta montagna, da affrontare in piena stagione con tempo stabile e assenza di neve sui passaggi. Data la lunghezza (8h 30′ o più complessivi) è indispensabile una buona preparazione fisica, scorta d’acqua e abbigliamento adeguato alle rapide variazioni meteo in quota. Pianificare con attenzione gli orari degli impianti per non restare bloccati a fine giornata.

    ▲Discipline

    Dalla vetta si scende in direzione nord verso la stazione a monte della funivia, fino a un bivio. 1) Tenendo la destra si raggiunge il Rifugio Cima Tofana (3190 m, 10′ dalla vetta) e si prende la funivia in discesa: lasciata l’auto al Dibona, si scende alla stazione intermedia di Ra Vales (2470 m), si risale brevemente il pendio detritico fino a un bivio e, a sinistra, si percorre in discesa il Sentiero Attrezzato Olivieri verso il Rifugio Pomedes e quindi il Dibona (circa 8h 45’–9h 30′ complessivi a seconda dell’avvicinamento). 2) Dal bivio si scende invece verso la Tofana di Dentro lungo il crinale che porta alla Forcella di Tofana (3085 m, 40′ dalla vetta) — primo tratto, attrezzato, della Ferrata del Formenton; quindi a sinistra su un sentiero esposto a mezzacosta sulla parete occidentale fino alla Forcella del Vallon, da cui si scende per ripido ghiaione al Rifugio Giussani (1h 30′ dalla vetta) e infine, sull’ampio sentiero, al Rifugio Dibona (1h dal Giussani, 2h 30′ dalla vetta).

    ▲To match

    La Tofana di Mezzo permette molti concatenamenti. L’itinerario classico unisce la Ferrata Olivieri, la Ferrata Aglio e il Sentiero Attrezzato Olivieri; salendo direttamente la Aglio si può abbinare la Ferrata del Formenton alla Tofana di Dentro. In più giorni: le ferrate alla Tofana di Rozes (Lipella e Scala del Menighel) e il facile Sentiero Astaldi tra Pomedes e Dibona. Verso il Passo Falzarego, la Ferrata Tomaselli, la Ferrata al Col dei Bos e la Ferrata Averau.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach2:45 h
    • Duration3:00 h
    • Total itinerary8:30 h
    • Hardware level difference594 m
    • Route difference944 m
    • Maximum altitude3244 m
    • Length3,2 Km
  • Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande

    Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande

    Vie Ferrate › Abruzzo › L'Aquila
    Ferrata dei Ginepri (ex Brizio) al Corno Grande

    La Ferrata dei Ginepri (ex Ferrata Brizio) collega i versanti nord e sud del Corno Grande del Gran Sasso (provincia de L’Aquila, Abruzzo), evitando la salita per la via normale o la direttissima. È un itinerario di media difficoltà che si svolge a mezzacosta, con alcuni tratti decisamente esposti e una caratteristica successione di scale metalliche: tecnicamente non difficile, ma in ambiente d’alta quota e di grande respiro.

    ⚠ Stato da verificare prima di partire. Dopo il rinnovo delle attrezzature nel 2018, una slavina invernale ha danneggiato una delle scale e, secondo la relazione, la via non risulta ufficialmente aperta/collaudata, pur essendo l’attrezzatura in buono stato e la scala non gravemente danneggiata. Essendo la via prevalentemente esposta a nord, a inizio stagione è frequente trovare un nevaio nel canalone (circa al 30% del percorso): può essere ghiacciato e rendere necessari ramponi e, in certe condizioni, corda. Valutare condizioni e agibilità aggiornate prima di intraprendere l’itinerario.
    ▲Approach

    Il punto di partenza è Campo Imperatore. Da Roma o Teramo: A24 fino al casello di Assergi, poi SS 17bis per Fonte Cerreto e quindi fino al parcheggio di Campo Imperatore; in alternativa si può lasciare l’auto a Fonte Cerreto e salire in circa 7 minuti con la funivia (verificare sempre orari e giornate di apertura per non perdere l’ultima corsa). Da Pescara: A25 fino a Popoli, poi SS 17 verso L’Aquila e Assergi (open the starting point on Google Maps). Da Campo Imperatore si raggiunge la Sella di Monte Aquila (2423 m) per il turistico sentiero 101, ignorando le deviazioni a sinistra per il Rifugio Duca degli Abruzzi. Alla sella si tiene il sentiero 103 a sinistra, verso nord in direzione della Sella del Breccecaio, ignorando il 104 che a destra porta alla Sella del Corno Grande. A un bivio successivo si prosegue dritti (a sinistra si va al Rifugio Garibaldi) e, sempre sul 103 che taglia le pareti meridionali del Corno Grande, si raggiunge la Sella del Brecciaio (2506 m, circa 1 ora e 15 minuti da Campo Imperatore), dove si attacca la ferrata.

    ▲The path

    La via ha uno sviluppo particolare: nella prima parte si perde quota fino a un punto a valle, per poi risalire sul versante nord del Corno Grande. Si segue il sentiero fino al cavo metallico, che corre sulla sinistra e scende in diagonale su una rampa inclinata e poi su un colatoio ricco di appoggi. Si scende a una stretta cengia, si aggira uno spigolo e, lungo una cengia diagonale, si raggiunge la prima scaletta metallica; scesa questa, un’ampia cengia conduce a una seconda scala più lunga, da scendere in forte esposizione; dopo un breve tratto di collegamento a sinistra si scende un’altra scala. Le scale non hanno difficoltà tecniche ma sono esposte e adrenaliniche. Al termine si incontra generalmente il nevaio: lo si può attraversare, oppure risalire il tratto tra nevaio e roccia con un paio di passi di arrampicata libera, oppure scendere su sfasciumi e attraversarlo a valle risalendo sul versante opposto; la scelta dipende dalle condizioni. Il nevaio segna la fine della discesa e l’inizio della risalita: si sale in divertente arrampicata uno spigolo ben appigliato, si prosegue su una cengia e un breve tratto in discesa, quindi in diagonale si risale la parete fino a un traverso in salita e agli ultimi tratti, fino al termine delle attrezzature (1 ora e 15 minuti dalla Sella del Brecciaio).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche contenute (2/5), ma complessità ambientale, esposizione e impegno fisico attorno al 3/5, complici la quota, la lunghezza dell’itinerario e i tratti esposti sulle scale. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco; a inizio stagione anche ramponi (ed eventualmente corda) per il nevaio.

    ▲Period and safety

    Da preferire l’estate e l’inizio autunno, quando il nevaio è ridotto o assente; verificare comunque le condizioni aggiornate vista la situazione di agibilità non ufficiale. La via è particolarmente utile per concatenamenti e per i rientri lunghi dai due Corni. Un cenno di storia: la ferrata fu costruita negli anni ’50 per facilitare l’accesso al Corno Piccolo dal versante aquilano ed era intitolata all’alpinista Guido Brizio; nel 2023 il CAI di Teramo ha deciso di rinominarla Ferrata dei Ginepri.

    ▲Discipline

    Tralasciando il ritorno a ritroso sulla ferrata, il rientro più breve prosegue in salita verso la Sella dei Due Corni (2547 m); da qui si tiene la destra seguendo i bolli biancorossi in salita ripida, con un paio di passaggi di arrampicata libera (I grado), fino al Passo del Cannone (2679 m), molto panoramico. Si prosegue a destra sulla traccia 103 in direzione sud-ovest per una decina di minuti fino alle indicazioni (segnavia 154) della Via Normale per la vetta del Corno Grande (2912 m, salita facoltativa, circa 1 ora andata e ritorno, non conteggiata nei tempi). Ignorando la Via Normale si resta sul 103 in discesa; a un nuovo bivio si ignora il 154A (Cresta Ovest) e si scende fino alla Sella del Brecciaio (circa 2 ore e 30 minuti dal termine della ferrata). A ritroso per il sentiero di avvicinamento si rientra a Campo Imperatore (40 minuti, circa 5 ore e 30 minuti complessivi), eventualmente con sosta al Rifugio Duca degli Abruzzi o al Garibaldi.

    ▲To match

    L’itinerario si abbina spesso ad altre vie dei due Corni per collegare i versanti del Corno Grande. Verso il Corno Piccolo: il Sentiero Attrezzato Ventricini e la Ferrata Danesi. Sul Corno Grande la Ferrata Ricci e la Ferrata al Bivacco Bafile. Sul versante aquilano il lungo Sentiero del Centenario (con la Ferrata Famigliari) e, a nord, la Ferrata Bertona.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:15 h
    • Duration1:15 h
    • Total itinerary5:30 h
    • Hardware level difference80 m
    • Route difference779 m
    • Maximum altitude2912 m
    • Length13 Km
Need help? Write to us!