Regione: Lombardia

  • Ferrata Guerino Rossi al Pizzo Strinato

    Ferrata Guerino Rossi al Pizzo Strinato

    Vie Ferrate › Lombardia › Bergamo
    Ferrata Guerino Rossi al Pizzo Strinato
    Moderately Hard● ClosedDescriptionComplexityMapsGallery

    ⚠ FERRATA SMANTELLATA A LUGLIO 2020. La via attrezzata risulta rimossa: questa scheda è mantenuta a scopo documentale e storico. Non considerarla percorribile come ferrata; verificare sempre lo stato attuale presso i rifugi e le fonti locali prima di programmare qualsiasi salita al Pizzo Strinato.

    La Ferrata Guerino Rossi era inserita in un'impegnativa ascensione al Pizzo Strinato, nelle Alpi Orobie: più un percorso alpinistico dal carattere selvaggio che una semplice ferrata, in un ambiente molto bello e panoramico. La salita non presentava tratti tecnicamente difficili, ma era a lungo esposta e su fondo spesso instabile, da evitare con tempo incerto e con pernottamento consigliato al Rifugio Barbellino per spezzare il lungo itinerario.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è l'abitato di Grumetti, nel comune di Valbondione (provincia di Bergamo), in alta Val Seriana: da Valbondione si prosegue dritti fino a Grumetti, parcheggiando nello spiazzo al termine della strada (starting point on Google Maps). Dal parcheggio si risale il sentiero 332 verso il lago artificiale del Barbellino, dove sul bordo si trova l'ostello Curò (circa 2h 15' dal parcheggio); si costeggia la riva sud del lago e si segue il sentiero 308/324 fino al Rifugio Barbellino (3h 30' dal parcheggio), in una bella conca da cui, verso sud-est, si individua il Pizzo Strinato. Dal rifugio si tiene la destra risalendo una morena con segnavia rossi e ometti verso sud-est fino a un masso indicato "Pizzo Strinato"; a un bivio successivo, dove la via normale prosegue dritto, si vira a sinistra sui segni bianco-rossi fino all'attacco, segnalato da una targa bianca (1h dal rifugio, 4h 15' dal parcheggio). Vista la lunghezza dell'avvicinamento conveniva raggiungere il rifugio il giorno prima e pernottare, per disporre poi di molte ore di luce.

    ▲The path

    La ferrata si divideva in due sezioni distinte: la prima sulla parete nord, la seconda lungo l'esposto spigolo nord-est. Oltre alle difficoltà tecniche (moderate), l'itinerario richiedeva passo fermo, capacità di affrontare passi di I e II grado non attrezzati e buona preparazione fisica. La prima sezione attaccava con una lunga parete di rocce appoggiate, da arrampicare facendo attenzione alla roccia a tratti instabile (pareti coricate, roccette, tratti diagonali e balzi), guadagnando esposizione rapidamente; dopo la prima parete si piegava a destra in diagonale per una cinquantina di metri su roccette, fino a un tratto dove la catena era spesso coperta dalla neve accumulata (in tal caso si risaliva una ventina di metri di canalino per riprendere la catena pochi metri a sinistra, sulla parete superiore). Seguiva il tratto più impegnativo, un diedro con la catena sul versante sinistro da risalire in spaccata, che in alto si apriva in parete verticale; usciti dalla parete si risaliva uno spigolo non molto ripido, poi una parete appoggiata di roccia ed erba fino alla seconda sezione. Qui la catena diventava un canapone e si usciva dall'ombrosa parete nord sullo spigolo nord-est al sole: si risaliva lo spigolo in forte esposizione, alternando tratti facili a tratti di media difficoltà, tenendo conto che il canapone, con ancoraggi lontani, era meno teso e stabile di una fune metallica. Verso l'alto la parete saliva più ripida in vista di un gendarme roccioso, da discendere parzialmente, e l'ultima parte molto esposta risaliva alcuni balzi fino al termine del canapone, pochi metri sotto la croce (1h 30' dall'attacco, 5h 45' complessive). Dalla croce iniziava un tratto aereo e impegnativo: si proseguiva sulla sottile e aerea cresta fino al punto più alto del Pizzo Strinato (20' dalla croce, 6h complessive) con alcuni passaggi di I e II grado non protetti.

    ▲Character and difficulty

    Itinerario alpinistico austero e selvaggio, su roccia di arenaria a tratti poco stabile.

    ⚠ La parete nord della prima sezione restava innevata fino a stagione inoltrata: poteva avere senso portare ramponi e piccozza. I fittoni della catena, spesso lasca, erano distanti tra loro e una caduta era assolutamente da evitare. Da percorrere solo con tempo stabile. (Via comunque oggi smantellata.)

    ▲Period and safety

    Quando era in opera, l'itinerario era riservato all'estate inoltrata e a giornate stabili, possibilmente senza nuvole, per l'ambiente austero. Oggi la via è smantellata: l'ascensione al Pizzo Strinato resta un terreno alpinistico da valutare con competenza e informazioni aggiornate.

    ▲Discipline

    La discesa scendeva per la cresta sud-ovest, tenendo spesso il versante destro su roccia a tratti instabile, con alcuni passaggi di disarrampicata di I grado e traversi esposti, fino alla Forcella del Lago; da qui si scendeva a destra verso il rifugio, seguendo i segni rossi sotto la parete del Pizzo Strinato, in una discesa lunga e faticosa fino al Rifugio Barbellino (1h 30' dalla vetta, 7h 30' complessive) e quindi al parcheggio per il sentiero dell'andata (2h 30' dal rifugio, 10h complessive). La prima mezz'ora di discesa richiedeva probabilmente più concentrazione della salita, per l'instabilità del fondo.

    ▲To match

    Restando nella zona del Lago del Barbellino si può intraprendere la Ferrata del Pizzo Recastello, pernottando in uno dei rifugi. Nelle alte valli bergamasche ci sono inoltre la Ferrata al Pizzo del Becco e la Ferrata al Passo della Porta, d'alta montagna e di media difficoltà; scendendo verso la città si incontrano la Ferrata Maurizio, la Ferrata alla Madonnina del Coren e, verso Lecco, la Ferrata al Monte Ocone, mentre in Val Brembana c'è la Ferrata di Santa Croce alla Corna Maria.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupAlps
    • Approach4:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerary (a/r)10:00 h
    • Hardware level difference406 m
    • Route difference1940 m
    • Max2836 m
    • Length23,5 Km
  • Ferrata Gianni Succetti

    Ferrata Gianni Succetti

    Vie Ferrate › Lombardy › Sondrio
    Ferrata Gianni Succetti
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La recente Ferrata Succetti è una via facile della Valle di Chiavenna: non presenta difficoltà tecniche e si procede su abbondanti attrezzature metalliche lungo quasi tutta la salita. Per questo si presta bene come ferrata iniziale, per chi vuole avvicinarsi a questo tipo di itinerari avendo già un minimo di esperienza di montagna.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è l'abitato di Mese, nel comune di Gordona (provincia di Sondrio). Dalla SS36 dello Spluga, prima di Chiavenna, si prende per Gordona e ci si dirige verso il campo da calcio comunale di Mese, parcheggiando nei pressi (starting point on Google Maps). Dal parcheggio di Via Vanoni si imbocca il sentiero verso ovest, a nord della piazzola ecologica e a sud del campo da calcio, dove si trova una bacheca con le informazioni della ferrata; si segue l'esile traccia verso il bosco di castagni (attenzione a una fune da scavalcare) fino all'attacco (15' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si attacca con un traverso verso sinistra su abbondanti staffe metalliche per i piedi; dopo pochi metri si affronta una parete verticale fittamente staffata, si traversa nuovamente a sinistra e si riattacca una parete verticale simile alla precedente. Dal termine di questa placca si risale una parete più appoggiata che esce dal bosco, e si procede in brevi tratti di arrampicata e aderenza fino a un nuovo breve traverso verso sinistra; segue una parete verticale molto attrezzata. Si incontra un altro tratto analogo — traverso a sinistra su appoggi artificiali e parete verticale con staffe — e, guadagnando esposizione, si arriva a un traverso più appoggiato sempre a sinistra. Si risale poi una lunga parete verticale molto staffata e si affronta un esposto traverso verso destra che, a differenza dei precedenti, è privo di infissi e si percorre in aderenza; si risale un'altra parete con abbondanti appigli artificiali, si affronta un traverso verso destra e si attacca un'ultima parete, prima verticale e poi in diagonale. Un'ultima paretina verticale conduce in cima, a un balcone panoramico sulla Valle di Chiavenna (1h dall'attacco, 1h 15' complessive).

    ▲Character and difficulty

    La via non presenta difficoltà tecniche: le staffe guidano la progressione senza lasciare margine all'arrampicata, cosa peraltro difficile vista la roccia. Può essere un buon battesimo per un neofita con esperienza di montagna.

    ⚠ L'esposizione è presente, ma gli infissi e l'ottima fune danno ampia sicurezza nella progressione; l'impegno è soprattutto fisico, per la continuità delle pareti verticali.

    ▲Period and safety

    La quota molto bassa consente di percorrere la via per gran parte dell'anno, evitando le giornate più calde vista l'esposizione al sole della parete.

    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si seguono i segnavia bianco-rossi in leggera salita, poi si devia a sinistra in discesa; a un bivio si tiene la sinistra scendendo lungo la Via Crucis fino a una strada asfaltata. Si gira a sinistra in via Madonna delle Grazie e poi ancora a sinistra in via Cappella Grande, si arriva alla chiesa e, attraversata la piazza, si è nei pressi del campo da calcio dove si era parcheggiato (30' dal termine della ferrata, 1h 45' complessive).

    ▲To match

    La Succetti viene spesso combinata con la vicina Ferrata Biasini. Volendo proseguire con altre ferrate in zona si può intraprendere la Ferrata della Galleria di Morcate (in direzione Lecco), la Ferrata del Centenario CAO Como al Monte Grona oppure la Ferrata dei Picasass.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupValle di Chiavenna
    • Approach0:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)1:45 h
    • Hardware level difference180 m
    • Route difference210 m
    • Max490 m
    • Length1,6 Km
  • Ferrata della Galleria di Morcate

    Ferrata della Galleria di Morcate

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Ferrata della Galleria di Morcate
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata della Galleria di Morcate è un itinerario breve, di difficoltà media, che risale una parete a picco sul Lago di Como: poco tecnica, sale alcune pareti molto attrezzate — alcune strapiombanti — in meno di un'ora, e il panorama sul lago da solo vale la visita.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è la Galleria di Morcate, lungo la strada che costeggia il Lago di Como tra Bellano e Varenna. In genere conviene arrivare a Bellano dalla SS36, scendere in paese, svoltare a sinistra e percorrere la strada oltre la prima galleria; in prossimità della seconda, sulla destra, c'è uno slargo con posto per due auto, altrimenti si passa la seconda galleria e si parcheggia sul bordo destro appena oltre (starting point on Google Maps). L'attacco vero e proprio è dentro la galleria: una delle finestre — la quarta arrivando da Varenna, la prima da Bellano — ha un infisso metallico (di recente è stata aggiunta anche una fune ben visibile). Lo si scavalca e dall'altro lato, oltre il lago, attende la catena (5' dal parcheggio).

    ▲The path

    Oltrepassata la finestra ci si trova di fronte al lago, con l'impressione di camminarci sopra: si percorre verso destra una passerella in sasso e, dopo un breve tratto in discesa, si arriva dove la catena svolta a 90 gradi in verticale. La parete mostra qui le caratteristiche che ritroveremo lungo la via: leggermente strapiombante, con ampio uso di staffe a sostegno della progressione e una robusta catena per la sicurezza. La si risale piegando verso destra fino a vedere la parete superiore della galleria, poi si sale un sentiero con la catena come corrimano traversando a sinistra fino a un terrazzino panoramico. Si raggiunge un canalino attrezzato con staffe più vecchie, che ne risalgono ora il lato destro ora il sinistro senza particolari difficoltà; terminato il canalino la catena vira a destra (a sinistra parte il sentiero di rientro, quindi una via di fuga) e si arriva sotto una bella parete strapiombante, da risalire attaccando prima a destra e poi a sinistra di una sporgenza con le abbondanti staffe. Si prosegue fino al passaggio chiave: si risale uno spigolo, si gira a destra e si percorre un traverso in salita diagonale con una paretina verticale finale — non difficile, ma il punto più impegnativo della via insieme alla parete strapiombante incontrata a metà percorso. Si giunge quindi a una palina verde che segna la fine della ferrata (45' dall'attacco, 50' complessive).

    ▲Character and difficulty

    Via breve e non tecnica, ma con alcune pareti strapiombanti molto attrezzate che richiedono un minimo di forza nelle braccia; il contesto a picco sul Lago di Como la rende spettacolare.

    ⚠ Esiste una variante più difficile: parcheggiando dal lato della galleria verso Bellano, prima dell'ingresso si notano delle funi sul lato destro. Il cavo si ricongiunge alla via principale aggirando un esposto spigolo in discesa non facile, poi scende una parete strapiombante di 5 metri fino a una placca inclinata proprio sopra il lago, da cui un traverso orizzontale su staffe raggiunge la prima parete verticale dell'ingresso principale.

    ▲Period and safety

    La quota molto bassa, a filo del Lago di Como, consente di percorrere la via in gran parte dell'anno; conviene evitare la roccia bagnata, viste le placche lisce in discesa.

    ▲Discipline

    Conviene non togliere l'imbrago al termine, perché il rientro, pur breve, ha alcuni tratti attrezzati. Si segue il sentiero in ripida discesa con la catena a sostegno fino a una rete paramassi, dove si scende sulla sinistra attraverso un apposito buco; da qui partono una catena e alcuni infissi, il sentiero interseca la via di salita e affronta l'ultimo tratto in discesa, ripido e su roccia liscia, da percorrere attaccati alla catena con lo sguardo a monte fino alle staffe che riportano alla base della galleria e quindi all'auto (20' dal termine della ferrata, 1h 10' complessive).

    ▲To match

    Con avvicinamento pressoché nullo e rientro rapido, è perfetta come conclusione di giornata dopo una ferrata più impegnativa della zona: la Ferrata degli Alpini al Corno del Medale, la Ferrata Contessi al Monte Due Mani, la Ferrata Gamma 1 al Pizzo d'Erna oppure, dall'altro versante del lago, la Ferrata del Centenario CAO Como.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupLago di Como
    • Approach0:05 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)1:10 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference100 m
    • Max150 m
    • Length1 Km
  • Ferrata Fregio

    Ferrata Fregio

    Vie Ferrate › Lombardy › Brescia
    Ferrata Fregio
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Fregio è un itinerario breve ma molto atletico, sul versante orientale del Lago di Idro in provincia di Brescia. Pur durando poco, presenta numerosi tratti strapiombanti che richiedono buon allenamento e forza nelle braccia; la quota contenuta la rende percorribile gran parte dell'anno e, nelle pause, regala un bel panorama sul lago sottostante.

    ▲Approach

    Punto di partenza è il paese di Vesta, sulla riva orientale del Lago di Idro. Arrivando da Pieve Vecchia e Crone, sulla destra si nota un piccolo spiazzo ghiaioso con una palina in ferro che indica i sentieri (starting point on Google Maps): qui parte l'avvicinamento. Se possibile si parcheggia nello spiazzo (posto per due auto al massimo), altrimenti poco più avanti c'è un parcheggio. Dallo spiazzo in ghiaia si risale per qualche minuto il sentiero fino a guadare il torrente su comodi sassi; sul versante opposto si seguono i cartelli lungo un comodo sentiero in salita fino a un bivio, dove si tiene la sinistra per arrivare presso una vecchia galleria di guerra e all'attacco della ferrata (10' dal parcheggio).

    ▲The path

    La Fregio mette subito in conto le difficoltà maggiori: a fianco della grotta conviene indossare imbrago e casco prima di partire. Ci si sposta un paio di metri a sinistra, in leggera discesa, per affrontare la prima parete, che alterna tratti verticali a evidenti strapiombi dove maniglie e staffe offrono il minimo sostegno; è un tratto molto verticale che guadagna esposizione rapidamente. Il consiglio è di non procedere a rilento cercando la progressione migliore, perché le possibilità di arrampicare sono ridotte e si rischia di affaticare troppo le braccia. Rimontato uno spigolo sul suo lato sinistro — segno di aver superato la parte più dura di questo primo tratto — si può tirare il fiato su una staffa, poi si prosegue lungo lo spigolo che, pur non strapiombante, resta su difficoltà elevate e spesso obbliga a trazionare sul cavo. La pendenza cala fino a una cengia erbosa, ottima per riposare ammirando il lago. Si percorre poi una comoda cengia erbosa sotto un tetto roccioso prima di un traverso in salita verso destra; con un paio di staffe si segue il cavo, ora verticale, lungo una placchetta liscia ma attrezzata. Si superano alcune roccette terrose, si aggirano due alberi e si raggiunge un tratto pianeggiante; si riparte verticali per 3 metri, si traversa a destra per un paio e si torna verticali su roccia più gradinata ma comunque difficile. Un breve sentiero attrezzato di collegamento porta all'ultimo tratto, una parete attrezzata con cambre: le difficoltà sono inferiori rispetto all'attacco, ma alcuni passaggi a strapiombo, sommati alla stanchezza accumulata, la rendono comunque impegnativa. Si parte dal lato sinistro su cambre in lieve strapiombo, si traversa a destra per 3 metri in orizzontale e si risale il lato destro, più lungo e strapiombante; si raggiunge una facile crestina attrezzata che, dopo un paio di metri, conclude la Ferrata del Fregio (30' dall'attacco, 40' complessive).

    ▲Character and difficulty

    È una ferrata atletica, che richiede buona forza nelle braccia: nonostante la breve durata, i tratti strapiombanti e tracciati in modo da obbligare al passaggio tendono a stancare chi la percorre, con poche occasioni reali di arrampicata.

    ⚠ Può essere utile portare con sé un rinvio per assicurarsi e sostare nel caso non si riesca a proseguire lungo i tratti più difficili. Da affrontare solo con adeguata preparazione fisica.

    ▲Period and safety

    La bassa altitudine consente di percorrere la via per gran parte dell'anno, evitando però le giornate più calde vista l'esposizione e l'impegno fisico richiesto.

    ▲Discipline

    Terminata la Fregio si segue la traccia in leggera salita fino all'attacco della Ferrata delle Ginestre, dove si presentano due opzioni: chiudere qui l'escursione scendendo a valle lungo il sentiero che cala ripido nel bosco fino al bivio incontrato all'andata e quindi al parcheggio (20' dal termine, 1h complessive), oppure proseguire con la soprastante Ferrata delle Ginestre, breve ma da non sottovalutare, che termina poco più in alto e con un breve sentiero riporta all'attacco e in discesa all'auto (1h 45' complessive).

    ▲To match

    La Fregio e la Ferrata delle Ginestre sono facilmente concatenabili. Volendo proseguire la giornata si può optare per la vicina Ferrata Crench, oppure passare sul versante occidentale del Lago di Idro per la breve Ferrata di Cima Ora; sul versante orientale, sempre presso Vesta, parte il facile e panoramico Sentiero Attrezzato Sasse. Tornando verso Brescia è possibile percorrere uno degli itinerari attrezzati del Parco delle Fucine di Casto.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupAlto Garda Bresciano
    • Approach0:10 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)1:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference200 m
    • Max600 m
    • Length1,7 Km
  • Ferrata Ernesto Franco al Monte Spino

    Ferrata Ernesto Franco al Monte Spino

    Vie Ferrate › Lombardy › Brescia
    Ferrata Ernesto Franco al Monte Spino
    Very difficult● ClosedDescriptionComplexityMapsGallery

    ⚠ AVVISO: questa via ferrata è stata chiusa e smantellata all’inizio della primavera 2019 e sostituita da una falesia di arrampicata. La scheda è mantenuta a scopo storico e documentale: la Ferrata Ernesto Franco non è più percorribile.

    La Ferrata Ernesto Franco era una via breve ma difficile e molto fisica, sviluppata su lunghi traversi presso il Passo di Monte Spino, sopra la riva bresciana del Lago di Garda. È stata smantellata nel 2019: questa pagina ne conserva la documentazione.

    ▲Dove si trovava

    Il punto di partenza era San Michele, presso Gardone Riviera (BS), in direzione della Val di Sura; al Ristorante Colomber, presso una biforcazione, si poteva parcheggiare oppure proseguire a sinistra su una sterrata dissestata (sconsigliata alle auto basse) con vari slarghi (starting point on Google Maps). Dal parcheggio si proseguiva oltre Voghere sul sentiero CAI 1, guadando due volte il torrente Barbarano fino alla località Cascina Gemelle (950 m, 1h dal parcheggio); tenendo la destra si saliva all’attacco, segnalato sulla destra del sentiero (1h 30′ dal parcheggio).

    ▲Com’era il percorso

    La via attaccava con un traverso a sinistra in strapiombo (con una provvidenziale staffa metallica), poi in diagonale a destra; dopo un primo tratto ben appoggiato iniziava la parte più dura e meno appigliata, da superare in aderenza fino a una fessura dove riposare. Si risaliva uno spigolo impegnativo con scarsi appigli, poi un traverso in leggera discesa su roccia levigata, un altro spigolo esposto e liscio (difficile non trazionare il cavo) e un traverso più appigliato verso sinistra; un ultimo tratto, più arrampicabile e piacevole, portava alla crestina finale (20′ dall’attacco, circa 2h totali). Era una ferrata fisica e in gran parte non arrampicabile, su molti traversi orizzontali e diagonali che mettevano alla prova la tenuta atletica.

    ▲Discipline

    Dal termine si scendevano alcuni brevi tratti attrezzati fino all’attacco, poi verso il Passo di Spino e, a sinistra, di nuovo a Cascina Gemelle per il sentiero dell’andata (1h dal termine, 3h totali); in alternativa il Rifugio Pirlo e il sentiero diretto al CAI 1.

    ▲To match

    In zona restano altri itinerari attrezzati (la ferrata in sé non è più percorribile): lo Spigolo della Bandiera vicino a Cascina Gemelle; verso Casto e Lodrino la Ferrata Caspai, la Ferrata Nasego e gli itinerari delle Fucine di Casto.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupAlto Garda Bresciano
    • Approach1:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level difference40 m
    • Route difference650 m
    • Max1165 m
    • Length11,6 Km
  • Ferrata al Corno del Grevo (Erminio Arosio)

    Ferrata al Corno del Grevo (Erminio Arosio)

    Vie Ferrate › Lombardy › Brescia
    Ferrata al Corno del Grevo (Erminio Arosio)
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata al Corno del Grevo (Erminio Arosio) è una delle vie attrezzate più impegnative dell’arco alpino. Risale da ovest la frastagliata cresta del Corno del Grevo, in Val Camonica, con esposizione fortissima e continua, poca attrezzatura artificiale e passaggi vari e difficili. Ambiente severo e poco battuto: itinerario da riservare a escursionisti molto esperti e in ottima forma.

    ▲Approach

    Punto di partenza è il parcheggio presso Malga Licino. Si risale la Val Camonica (BS) fino a Cedegolo, si prende a destra per Valle (15 km) e, all’uscita del paese, si seguono diritti i cartelli marroni per le località Rasega e Forami; si continua sulla stretta strada fino alla fine dell’asfalto presso un ponte, dove si parcheggia (starting point on Google Maps). Si segue il sentiero CAI 15 fino alle Scale di Adamè e quindi al Rifugio Lissone (2000 m, 45′ dal parcheggio). Dietro il rifugio una traccia sale tra i mughi verso sudest (CAI 24) in direzione del Passo di Forcella Rossa; salendo ripidi, a sinistra compaiono il Corno di Grevo e la cresta ovest della ferrata. A un bivio segnato su una roccia si tiene la sinistra (a destra il CAI 24 prosegue verso la forcella e la via normale) e si raggiunge l’attacco, con targa bianca accanto a una ex galleria militare (1h dal rifugio, 1h 45′ totali).

    ▲The path

    Si parte su una bella placca verticale ben appigliata che porta subito sullo spigolo che caratterizza tutta la salita: si procede lungo l’esposto filo di cresta con il cavo (non sempre teso) sul lato sinistro, alternando i due versanti a seconda della convenienza, tra forcelline, brevi cenge e un singolare pilastro usato come appoggio. Si incontra un primo balzo difficoltoso (il cavo passa quasi sopra la testa, scarso aiuto: si rimonta con le gambe), poi si risale il filo sul versante destro, un tratto verticale, una placca ascendente con pochi appigli dove si traziona il cavo, alcune fessure e un tratto di discesa su placca inclinata fino a una forcellina erbosa. La cresta riparte ripida ed esposta: roccia frastagliata ma non sempre facile da arrampicare, da superare aiutandosi col cavo; seguono tratti pianeggianti, una breve parete inclinata, una verticale insidiosa con pochi appigli e poi un camino, affrontato prima come diedro e poi attraversato letteralmente quando la fessura si allarga (attenzione agli zaini ingombranti). Si esce in forte esposizione e si affronta un tratto diagonale, un breve diedro e una cengia ascendente molto esposta; aggirato uno spigolo arriva un traverso molto esposto, la cui parte chiave rimonta verso destra una parete liscia con alcune staffe, dove serve forza (cavo a tratti lasco). Dopo un terrazzino erboso si sale un lungo diedro fisico (a tratti in arrampicata, a tratti tirando il cavo), poi placche e tratti aerei a cavallo dello spigolo levigato. Seguono una cengia mista, una forcellina (maniglia per rimontare una sporgenza), una breve parete con pochi appigli e di nuovo il filo di cresta in fortissima esposizione; un terrazzino, uno sperone da salire e poi scendere, un diedro brevissimo ma poverissimo di appigli (gambe e una provvidenziale maniglia), un secondo diedro più appigliato, una fessura tra cresta e pilastro e una lama sporgente da aggirare a sinistra. Si rimonta l’ultima parete verticale, si scavalca la cresta sul versante destro e, salito l’ultimo balzo, si esce sul prato sommitale dove, lungo una cresta sassosa non difficile, terminano le attrezzature presso la croce di vetta del Corno del Grevo (2827 m, 3h 30′ dall’attacco, 5h 15′ totali).

    ▲Character and difficulty

    Via di altissimo impegno, tra le più difficili delle Alpi. La roccia granitica è solida e ruvida, ma spesso povera di appigli evidenti: alcuni tratti si percorrono in aderenza tirando il cavo. Sono presenti un difficile traverso, un paio di diedri impegnativi e molti tratti verticali, ma soprattutto un’esposizione costante dall’inizio alla fine.

    ⚠ Via per espertissimi, ben allenati e con buona arrampicata: NON ha vie di fuga, quindi va affrontata solo in ottime condizioni fisiche, psicologiche e meteo. I fittoni sono distanti tra loro e il cavo resta mobile: valutare un cordino con nodo Prusik e un rinvio aggiuntivo per maggiore sicurezza; utili le scarpette d’arrampicata per l’aderenza. Nell’avvicinamento la deviazione per l’attacco è dipinta su un sasso: con nebbia o nevischio è facile non vederla.

    ▲Period and safety

    Itinerario d’alta quota per la piena estate (quota massima circa 2869 m), in ambiente severo e poco frequentato. Il cavo è stato ammodernato nel 2017. Cartografia: carta delle Giudicarie, Val di Daone e Valle del Chiese, oppure carta dell’Adamello & Presanella (4Land).

    ▲Discipline

    La discesa inizia poco oltre il termine delle attrezzature, sul versante sud: si scende a tratti con fune e catena, poi su roccette, alternando brevi salite e discese (fino al II grado in salita), alcune difficili e da affrontare con attenzione (segnavia biancorossi 24). In circa 40′ si raggiunge il Passo del Forcellino Rosso, dove si tiene la destra verso il Rifugio Lissone scendendo un lungo canalino franoso che richiede molta prudenza (consigliati i bastoncini); raggiunto il bivio dell’avvicinamento si torna a ritroso al rifugio e al parcheggio (3h dalla vetta, 8h 30′ totali).

    ▲To match

    Via lunga e difficile che difficilmente lascia energie per un secondo itinerario in giornata; in zona, comunque, la Ferrata Terzulli all’Adamello (alpinistica) e la Ferrata al Pizzo Badile Camuno. Verso il Lago d’Idro l’atletica Ferrata del Fregio e la Ferrata delle Ginestre o la Ferrata Crench; verso il Tonale il Path of Flowers e il Sentiero degli Alpini a Punta d’Albiolo.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupAdamello
    • Approach1:45 h
    • Ferrata3:30 h
    • Itinerary (a/r)8:30 h
    • Hardware level difference500 m
    • Route difference1200 m
    • Max2869 m
    • Length11 Km
  • Ferrata delle Ginestre

    Ferrata delle Ginestre

    Vie Ferrate › Lombardy › Brescia
    Ferrata delle Ginestre

    La Ferrata delle Ginestre è una via breve ma fisica sul versante orientale del Lago d’Idro (BS), fatta quasi tutta di traversi esposti e impegnativi. Si abbina spesso alla sottostante e difficile Ferrata del Fregio, per un’uscita corta ma severa, soprattutto per le braccia.

    ▲Approach

    Si parte dal paese di Vesta, sulla riva orientale del Lago d’Idro: arrivando da Pieve Vecchia e Crone, sulla destra si nota un piccolo spiazzo ghiaioso con una palina segnaletica in ferro, da cui parte il sentiero (starting point on Google Maps). Si può parcheggiare nello spiazzo (max 2 auto) o poco più avanti. L’avvicinamento naturale è salire la difficile Ferrata del Fregio e proseguire con le Ginestre (40′ dal parcheggio); per andare diretti alle Ginestre si segue lo stesso sentiero fino a un bivio dove, ignorata a sinistra l’indicazione per l’attacco della Fregio, si sale tra ripidi tornanti fino alla targa in legno dell’attacco (30′ dal parcheggio).

    ▲The path

    L’inizio inganna: un traverso diagonale con buoni appoggi per i piedi sale verso destra senza difficoltà. Usciti dal primo tratto cominciano i passaggi più duri, con sezioni leggermente strapiombanti in lieve salita e pioli per i piedi posti piuttosto in alto rispetto al cavo (scomodi per chi è alto, più agevoli per statura medio-bassa). Un paio di passaggi in lieve discesa affaticano le braccia; si prosegue sull’impegnativo traverso fino a un bivio: a destra continua la via, a sinistra un tratto attrezzato evita il ponte sospeso, mentre un sentiero scende nel bosco. Si percorre una cengia scivolosa in leggera discesa, si aggira uno spigolo e si affronta un nuovo traverso esposto con appoggi artificiali per i piedi (sempre con il cavo vicino agli appoggi); aggirato un ulteriore spigolo si arriva a un ponte tibetano (‘delle scimmie’) di 15 metri, da percorrere faccia a monte. Si risale poi una facile parete verticale con abbondanti maniglie e staffe e, su un breve tratto di cresta, si chiude la ferrata (20′ dall’attacco).

    ▲Character and difficulty

    Via Difficile e tutta sui traversi: il primo parte facile e diventa impegnativo ed esposto, con un paio di passaggi di scomoda discesa; il secondo è più esposto ma meno faticoso; adrenalinico il ponte tibetano finale. Difficoltà tecniche, esposizione e impegno fisico 3/5, ambiente più contenuto (1/5).

    ⚠ La ridotta distanza tra il cavo e i sostegni per i piedi richiede fatica extra, soprattutto a chi è di statura elevata; la via stanca molto le braccia, ancor di più se abbinata alla Fregio. Attenzione alle cenge scivolose.

    ▲Period and safety

    Bassa quota (massimo 600 m): percorribile gran parte dell’anno, evitando le giornate più calde e umide. Cartografia: carta del Parco Alto Garda Bresciano (4Land).

    ▲Discipline

    Dal termine delle attrezzature si sale per un breve tratto, oltre il quale inizia la ripida discesa che riporta all’attacco e poi, lungo il sentiero, al bivio per la Ferrata del Fregio; da qui a ritroso per l’avvicinamento fino al parcheggio (30′ dal termine, circa 1h 45′ totali).

    ▲To match

    È il naturale proseguimento della sottostante Ferrata del Fregio (la combinazione mette alla prova la tenuta fisica); vicine anche la Ferrata Crench e i più facili sentieri attrezzati Sasse e delle Cascate di Idro. Verso Brescia, valutando le energie, la Ferrata Caspai o la Ferrata Nasego, di media difficoltà ma più lunghe.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionLombardy
    • GroupLago d'Idro
    • Approach0:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerary (a/r)1:45 h
    • Hardware level difference20 m
    • Route difference200 m
    • Max600 m
    • Length2 Km
  • Ferrata del Centenario al Resegone

    Ferrata del Centenario al Resegone

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Ferrata del Centenario al Resegone
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata del Centenario al Resegone risale un’imponente bastionata addentrandosi in un lungo canalone presso il Passo Fò, sotto il Resegone. È di difficoltà moderata e, cosa inusuale per il lecchese, abbondantemente attrezzata, oltre a essere facilmente concatenabile con altri itinerari della zona.

    ▲Approach

    Punto di partenza è l’ampio piazzale della funivia per i Piani d’Erna, a Lecco: dalla superstrada Lecco-Ballabio, all’uscita di una galleria si seguono le indicazioni per i Piani d’Erna e si sale tra tornanti fino al piazzale (starting point on Google Maps). Due alternative: salire con la funivia ai Piani d’Erna e seguire il Sentiero 5 lungo la base del Resegone, ignorando il bivio con il Sentiero 1 e proseguendo verso il Rifugio Ghislandi e il Passo Fò, dove cartelli indicano l’attacco (50′ dalla funivia); oppure, a piedi, prendere il Sentiero 1 in salita dal lato destro del parcheggio, ignorare il bivio per la Ferrata Gamma 1, salire fino al Sentiero 6 e seguirlo verso il Passo Fò e il Rifugio Ghislandi, da cui in breve si raggiunge l’attacco (1h 30′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La ferrata attacca all’imbocco di un angusto canalino: si sale una parete verticale con alcune staffe e due strappi verticali per una decina-quindicina di metri, poi un traverso a destra su staffe e di nuovo verticali, addentrandosi nel canalino chiuso tra alte pareti di bella roccia calcarea (il tratto più esposto). Una cengia a destra e un nuovo tratto verticale, non difficile ma esposto, portano a un sentiero attrezzato e quindi alla seconda parte, dentro un altro canalino. Questa prosegue abbastanza verticale ma su roccia più coricata, salendo il canale prima sulla destra poi sulla sinistra con singolari barre metalliche per i piedi, alternando pareti appoggiate e roccette sempre ben attrezzate, fino a uscire dalla parte più stretta su un sentiero attrezzato. Una breve serie di roccette e una breve parete portano sul Pian Serrada; un tratto di sentiero e le ultime roccette chiudono la via (45′ dall’attacco, 1h 30′ dalla stazione a monte della funivia).

    ▲Character and difficulty

    Ferrata di difficoltà moderata (Moderatamente Difficile), con presenza di staffe nettamente superiore alla media delle vie del Resegone; senza difficoltà tecniche di rilievo, ha la sua nota d’esposizione nella parte iniziale, prima di addentrarsi nel canalone.

    ⚠ La via si sviluppa in canaloni dove è facile smuovere sassi: prestare la massima attenzione a non far cadere pietre sugli escursionisti sottostanti.

    ▲Period and safety

    Itinerario di media quota, percorribile nella bella stagione. Cartografia consigliata: carta delle Grigne, Resegone e Valsassina.

    ▲Discipline

    Al termine, a destra, parte il cartello per la vicina Ferrata del Caminetto (Buco della Carlotta). Per chiudere l’escursione attrezzata si sale sui prati fino al Sentiero 1, lo si segue a sinistra verso i Piani d’Erna e, al bivio con il Sentiero 5, si rientra alla funivia (1h dal termine, 2h 45′ totali); in alternativa, restando sul Sentiero 1, si scende al Rifugio Stoppani e al parcheggio (1h 45′ dal termine, 3h 45′ totali).

    ▲To match

    Si concatena bene con la più impegnativa Ferrata Silvano de Franco o con la discesa dal Sentiero Attrezzato del Caminetto; in alternativa si può salire ai Piani d’Erna con la Ferrata Gamma 1 invece che in funivia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupPrealpi Lombarde – Resegone
    • Approach0:50 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)2:45 h
    • Hardware level difference165 m
    • Route difference200 m
    • Max1450 m
    • Length8 Km
  • Ferrata del Centenario CAO Como – Monte Grona

    Ferrata del Centenario CAO Como - Monte Grona

    Vie Ferrate › Lombardy › Como
    Ferrata del Centenario CAO Como – Monte Grona
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata del Centenario CAO Como al Monte Grona è una via difficile ed esposta sopra il Lago di Como, da affrontare in buona forma e con esperienza. Offre ottima roccia con molti intagli e prese che la rendono in larga parte arrampicabile, ma con forte esposizione lungo quasi tutto lo sviluppo.

    ▲Approach

    Punto di partenza è Monti di Breglia (Como): si raggiunge Breglia e, poco prima del paese, si svolta a sinistra in salita (cartello marrone); lungo la stretta strada (a tratti sterrata) si arriva a un tornante a destra dove una P indica l’ampio spiazzo di parcheggio a sinistra (starting point on Google Maps). Per accedere a questa strada si paga un ticket in loco di 3 euro a una macchinetta. Dal tornante parte la sterrata con indicazioni per il Monte Grona e il Rifugio Menaggio; si segue il sentiero verso il rifugio scegliendo, come consigliato, il sentiero alto a destra (più panoramico, 45′ al rifugio). Dal Rifugio Menaggio si prosegue verso sud-ovest seguendo i cartelli fino al cartello bianco d’attacco della ferrata (circa 1h 15′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La via risale una cresta rocciosa articolata in quattro torrioni. Il primo sale subito ripido in diagonale a sinistra su roccia ricca di fratture e appigli (attenzione a un singolo passaggio in traverso molto levigato, dove serve la catena); guadagnando subito molta esposizione si superano impegnativi balzi, un traverso orizzontale a sinistra, una difficile parete verticale e un camino dove cavo e catena seguono direttrici diverse (cavo a destra, catena e staffe utili a sinistra). Riuniti cavo e catena, si superano una breve parete, un aereo traverso di cresta e altre placche verticali, fino a una prima via di uscita presso il secondo torrione. La seconda torre, meno lunga, esordisce con un passaggio strapiombante in un intaglio (utile la staffa a sinistra), poi un lungo pilastro arrampicabile fino alla terza torre. La terza, più levigata e fisica nei primi metri (qui serve maggiormente la catena), porta a un esposto passaggio in spaccata in una fenditura, poi a uno spigolo da risalire in forte esposizione e a un’ultima via di fuga. Il quarto torrione, il più impegnativo, parte con una placca liscia e povera di appigli, con pochi terrazzini per riprendere fiato; si traversa a destra, si risalgono uno spigolo e una spaccatura, e con un ultimo tratto su placca e un traverso leggermente strapiombante si raggiunge la croce di vetta del Monte Grona (2h 45′ dall’attacco, 4h totali), con vista sul Lago di Como.

    ▲Character and difficulty

    Via lunga, esposta e nel complesso stancante (Molto Difficile): la roccia è molto arrampicabile, ma il terzo e il quarto torrione richiedono di arrivare ancora in forze, facendo buon uso delle braccia.

    ⚠ Esposizione fortissima lungo quasi tutta la via; in più punti cavo e catena si incrociano o si allontanano, richiedendo cambi di moschettone anche senza fittoni. Le vie di fuga dopo il primo, secondo e terzo torrione sono importanti se si dubita di poter completare l’itinerario.

    ▲Period and safety

    Via da percorrere con buona forma fisica ed esperienza di ferrate impegnative; per accedere alla strada da Breglia è richiesto il ticket di 3 euro. Quota massima 1736 m.

    ▲Discipline

    Dalla vetta due possibilità: la Via Normale, che dopo un breve tratto attrezzato risale verso l’anticima nord e scende tra roccette fino alla Sella della Forcoletta e al rifugio (1h 45′ dalla cima, 5h 45′ totali); oppure la Direttissima, più ripida e aerea, con alcuni passaggi attrezzati non difficili, che riporta al rifugio (1h 30′ dalla cima, 5h 30′ totali). Dal rifugio si rientra a ritroso per il sentiero di avvicinamento.

    ▲To match

    Verso Varese la Ferrata Bellotti presso Mesenzana; nel triangolo lariano le impegnative ferrate del Sass Tavaracc e del Corno Rat; nei dintorni anche la Ferrata dei Picasass e la Ferrata Biasini.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionLombardy
    • GroupAlpi Lepontine – Monte Grona
    • Approach1:15 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerary (a/r)5:45 h
    • Hardware level difference385 m
    • Route difference636 m
    • Max1736 m
    • Length8,1 Km
  • Ferrata Cuore alla Croce – Monte Palabione

    Ferrata Cuore alla Croce - Monte Palabione

    Vie Ferrate › Lombardy › Sondrio
    Ferrata Cuore alla Croce – Monte Palabione
    Moderately Hard● To checkDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Cuore alla Croce sale il Monte Palabione sopra Aprica (Sondrio). Non presenta difficoltà tecniche elevate per il ferratista esperto, ma è esposta e segue una bella cresta erbosa che non va sottovalutata: pochi tratti verticali e molti tratti appoggiati con la risalita di brevi balzi rocciosi.

    ⚠ La via risultava in manutenzione (estate 2021) e il cavo, a tratti lasco, tende a sbandierare: verificare lo stato delle attrezzature prima di percorrerla.
    ▲Approach

    Punto di partenza è Aprica: risalita la Valtellina fino a Tresenda si prende a destra per Aprica, oppure si sale da Edolo dal lago d’Iseo. Per l’avvicinamento a piedi conviene parcheggiare lungo via Ospitale, a un bivio con parcheggio sulla sinistra (starting point on Google Maps); chi preferisce gli impianti può lasciare l’auto al piazzale della funivia in via Adamello. A piedi si torna su via Ospitale e si sale sull’asfaltata per 500 m fino a che diventa forestale con segni bianco-rossi: è il sentiero 327, che porta al Dosso Pasò e quindi alla stazione a monte della funivia (1h 15′ dal parcheggio). Da qui si sale verso il lago Palabione e si punta alla cresta a est, seguendo i segni bianco-rossi fino alla targhetta bianca d’attacco (20′ dalla stazione a monte, 1h 40′ totali).

    ▲The path

    La via si sviluppa su uno spigolo e conserva quindi una certa esposizione che, abbinata al fondo erboso non sempre stabile, costituisce la difficoltà maggiore. È un misto di tratti di cresta e risalita di balzi rocciosi: poco dopo l’inizio si incontra il passaggio chiave, un’esposta parete verticale da risalire arrampicando. In molti punti si sale in diagonale sfruttando gli appigli della roccia; superato il tratto difficile, alcuni piccoli balzi e il tratto finale di cresta erbosa portano alla croce di vetta (40′ dall’attacco, 2h 15′ totali).

    ▲Character and difficulty

    Itinerario ideale per chi, con esperienza di montagna, vuole provare una ferrata esposta ma tecnicamente contenuta (Moderatamente Difficile). Le difficoltà tecniche sono modeste, ma l’esposizione e un paio di passaggi richiedono attenzione.

    ⚠ Il fondo erboso dello spigolo non è sempre stabile e il cavo a tratti è lasco: progredire con prudenza, soprattutto nei tratti esposti.

    ▲Period and safety

    Via di media quota (max 2361 m), praticabile nella stagione estiva; l’avvicinamento con la funivia riduce nettamente i tempi.

    ▲Discipline

    Dal versante opposto a quello di salita si imbocca il sentiero di discesa, in parte attrezzato, ripido ma non difficile, fino a innestarsi sul sentiero dell’andata (CAI 237). Per tornare a piedi al parcheggio si ripercorre l’andata a ritroso (1h 15′ dalla vetta, 3h 45′ totali); per rientrare in funivia si risale 10′ fino alla stazione a monte. In alternativa, dal Rifugio Valtellina si può scendere per il 329, la Malga Magnotta e i sentieri 301/326 fino ad Aprica (circa 1h 30′ in più).

    ▲To match

    In provincia di Sondrio si può abbinare la Ferrata al Torrione Porro (usando gli impianti per la salita al Palabione). Verso il bresciano, in ordine di difficoltà, la Ferrata del Pizzo Badile Camuno e itinerari più impegnativi; per restare sul facile, al Lago d’Iseo, il Sentiero Attrezzato della Corna Trentapassi.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupAlpi Orobie – Monte Palabione
    • Approach1:40 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerary (a/r)3:30 h
    • Hardware level difference252 m
    • Route difference666 m
    • Max2361 m
    • Length7 Km
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