Stato: Aperta

  • Ferrata del Partusac

    Ferrata del Partusac

    Vie Ferrate › Piedmont › Vercelli
    Ferrata del Partusac

    The Ferrata del Partusac is an easy way to Civiasco, in Valsesia (Vercelli). It takes place above all in climbs, with a traverse and a vertical wall well equipped in the final, a little exposed but not difficult; interesting from the landscape point of view, is often traveled in succession to the nearby Ferrata Falconera.

    ▲Approach

    For the only partusac it is advisable to start from Civiasco: at the entrance of the village take the road Piandellavalle and park in the square on the right. Starting point on Google Maps. From the chapel of Pian della Valle you take the path 636B in the woods, you ignore the first two bivores and the third you go left on the 636C until the attack (20' from the parking lot). Starting from Varallo you climb on 636A until the junction with 636B at an artificial pond, then 636B and 636C until the attack (40'); who arrives from the end of Ferrata Falconera reaches the attack in 5'.

    ▲The path

    The road begins with a downhill stretch on a steep path of mixed earth-rock; at the end you continue left in oblique until a first small cave, you descend again and on an easy nod you reach a second cave. It follows a transverse oblique exposure to the right up to an equipped vertical wall that climbs steep, gaining altitude and exposure; you arrive at a grassy terrace and a new vertical wall equipped, then a last floor leads to the end of the street (30' from the attack, about 1h from the parking lot).

    ▲Character and difficulty

    Easy Ferrata, from the modest difference in altitude, available in both ways: excellent as first experience for the neophyte or as a continuation of the Falconera for the experienced hiker.

    ▲Discipline

    You can go back to the street or follow the path to the forklifts: parking in Piandellavalle you go down 636B until the pond and then 636; for Varallo you follow the 636B until the junction with the 636A downhill.

    ▲To match

    Almost mandatory matching with the neighbor Ferrata Falconera. Alternatively Picasass Ferrata on Lake Maggiore or the Infernone Path in Biellese.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyEasy
    • RegionPiedmont
    • GroupValsesia
    • Approach0:20 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)1:15 h
    • Hardware level difference40 m
    • Route difference130 m
    • Max830 m
    • Length1,6 Km
  • Ferrata della Pace (Croda del Vallon Bianco e Furcia Rossa)

    Ferrata della Pace (Croda del Vallon Bianco e Furcia Rossa)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata della Pace (Croda del Vallon Bianco e Furcia Rossa)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata della Pace è una via di media difficoltà inserita in un lungo e impegnativo itinerario di grande valore storico e paesaggistico nel gruppo di Fanes. Combina la salita attrezzata alla Croda del Vallon Bianco e la Ferrata alla Furcia Rossa; con avvicinamento e rientro molto lunghi (circa 20 km), va pianificata con giudizio ed è riservata a escursionisti allenati ed esperti di alta montagna.

    ▲Approach

    Partenza dalla Capanna Alpina (1725 m), raggiungibile dal Rifugio Stella Alpina presso il Passo di Valparola (Val Badia: da San Cassiano/Armentarola o dal Passo Falzarego). Starting point on Google Maps. Si scende brevemente sul sentiero 11; al bivio col CAI 20 (a destra per il Rifugio Scotoni) si tiene la sinistra e si sale ripidi al Col de Locia (2070 m, 45'). Sul sentiero 11, in falso piano nell'ampia vallata e su alcuni ponti, si raggiunge la Forcella Ju d'Ega (2158 m, 1h 30'); si continua a scendere nella valle fino al bivio in vista di Malga Fanes Grande, dove si prende a destra il sentiero 17 (2107 m). Si sale verso il crinale tra la Croda del Vallon Bianco e la Furcia Rossa: ignorata una prima deviazione a destra (rientro), a un secondo bivio (2250 m) si prosegue dritto a mezzacosta sul sentiero VB fino a una targa a 2400 m (3h dal parcheggio), dove a destra inizia la Ferrata alla Furcia Rossa e a zigzag sale il sentiero al Vallon Bianco. Si percorrono entrambi gli itinerari attrezzati, noti insieme come Ferrata della Pace.

    ▲The path

    Croda del Vallon Bianco. Si sale per l'itinerario attrezzato, molto esposto ma largo, su un ampio sentiero di origine militare a mezzacosta che alterna cenge a canalini; dopo circa 30' (esposti ma non difficili) si passa presso un muretto a secco da cui una traccia porta in 15-20' al Bivacco Baccon-Barborka (4 posti). Proseguendo si incontrano passerelle in legno, un solido ponte sospeso e altre passerelle; risaliti alcuni tornanti e ultime cenge si raggiungono il libro delle firme e la croce sull'ampio pianoro sommitale (2684 m, circa 4h totali). Per la Furcia Rossa si rientra al bivio a 2400 m (45' dalla vetta): qui conviene valutare energie e tempo per concludere l'intero giro (circa 10h).

    Furcia Rossa. Dal bivio si seguono a sinistra le indicazioni lungo una cengia detritica sotto le pareti nerastre, a tratti sotto un tetto roccioso; prima dell'attacco si scende un camino con una fune e cinque scalette (due verticali, due appoggiate, un'ultima verticale) fino a un terrazzino, da cui un ripido sentiero porta alla forcella tra Furcia Rossa II e III. Inizia il tratto in salita: roccette in diagonale a destra, un tratto di sentiero non protetto, ancora roccette, una cengia attrezzata e una serie di scalette metalliche intervallate da rampe. Si raggiunge il passaggio chiave: una parete verticale con staffe metalliche, non difficile tecnicamente ma molto esposta e faticosa nei primi metri leggermente strapiombanti. Usciti dalla parete si risale, sul lato destro, un camino che porta in cresta e alla scarna croce della Furcia Rossa III, accanto a una panchina ricavata dalle ruote di un cannone (2791 m, 1h dal bivio, 5h 45' totali). Si prosegue verso sud scendendo, sul versante ovest, due scale appoggiate, un tratto di sentiero e altre due scalette più verticali ed esposte; dopo una cengia e ulteriori scale si scende la costa della Furcia Rossa con un'ultima fune verticale. Persi circa 200 m, si risale a mezzacosta fino al Bivacco della Pace (2760 m), sotto il Monte Castello, dove la via termina (1h 15' dalla vetta della Furcia Rossa III, 7h totali).

    ▲Character and difficulty

    Tecnicamente di media difficoltà, ma estremamente lungo e poco battuto, in ambiente stupendo con viste su Fanes, Tofane e Dolomiti di Badia. Da affrontare allenati e con margine di tempo.

    ⚠ Itinerario molto impegnativo per sviluppo e isolamento: indispensabile tempo stabile, perché i bivacchi sono distanti tra loro e il maltempo qui può creare seri problemi. Da valutare il pernottamento in bivacco o rifugio.
    ▲History

    La via attraversa quello che fu il fronte della Grande Guerra. Il bivacco lungo il percorso è dedicato al capitano Barborka, che guidava i Kaiserjäger austriaci in questa zona: dopo scontri cruenti, nel luglio 1916 le truppe italiane ebbero la meglio e vollero rendere omaggio al valoroso ufficiale nemico.

    ▲Discipline

    Dal Monte Castello si scende per la vallata del Vallon Bianco, versante ovest, sul sentiero 17 in costante discesa fino al bivio dell'andata e quindi a Malga Gran Fanes (2102 m, 1h 15' dal Monte Castello). Da qui si percorre a ritroso l'avvicinamento: Forcella Ju d'Ega, vallone del Gran Pian e Col de Locia, fino alla Capanna Alpina (10h totali).

    ▲To match

    Itinerario ideale da spezzare in due giorni con pernottamento in bivacco. Nel Parco di Fanes si abbina alle ferrate al Sasso delle Nove e al Sasso delle Dieci e al Sentiero Dolomieu; verso la Val Travenanzes alla Ferrata Lipella and Ferrata Brigata Alpina al Col dei Bos.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupFanes
    • Approach3:00 h
    • Ferrata4:00 h
    • Itinerary (a/r)10:00 h
    • Hardware level difference300 m
    • Route difference1100 m
    • Max2781 m
    • Length20,2 Km
  • Ferrata Ovest o dell’Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    La Pietra di Bismantova è una singolare formazione rocciosa dell'Appennino reggiano, nota agli arrampicatori per oltre 80 vie. Dal 2017 la parete Ovest ospita questa facile ferrata, ideale per chi vuole approcciarsi alle vie attrezzate.

    ▲Approach

    Partenza dal Piazzale Dante a Castelnuovo ne' Monti (Reggio Emilia), raggiungibile dalla SS 63 del Cerreto seguendo le indicazioni per la Pietra di Bismantova. Starting point on Google Maps. Dal piazzale si risale la scalinata, si raggiunge e si costeggia il Rifugio della Pietra e si segue il sentiero principale CAI 697 verso il pianoro sommitale, lungo imponenti pareti d'arrampicata; dopo circa 20' un cartello indica a sinistra l'imbocco della ferrata, raggiunta in pochi metri di discesa.

    ▲The path

    La via è divisa in due parti. La prima è una lunga cengia con facili sali-scendi, dove spesso il cavo funge da corrimano: ideale per prendere dimestichezza con la progressione; al suo termine (15' dall'attacco) si può eventualmente tornare indietro. La seconda parte è più verticale e divertente: si attacca una placca abbastanza verticale, con passaggi che richiedono più attenzione ma ben attrezzati con maniglie e cambre; segue un facile traverso e una rampa, al termine della quale si scende un paio di metri fino al libro delle firme. La salita si chiude con una cengia inclinata e un ultimo salto, reso facile da maniglie e cambre, fino al termine delle attrezzature (30' dall'attacco).

    ▲Character and difficulty

    Ferrata facile, perfetta come prima esperienza; chi ha buona esperienza può percorrerla anche in discesa, magari dopo aver salito la più complessa Ferrata degli Alpini sulla parete Est.

    ⚠ Durante il rientro è bene non togliere il casco fino al Rifugio della Pietra: non è raro vedere cadere sassi dalle pareti.
    ▲History

    La Ferrata dell'Ultimo Sole è stata inaugurata nel 2017 dal CAI di Castelnovo ne' Monti e installata dalle Guide La Pietra.

    ▲Discipline

    Si prosegue dritto sui prati sommitali innestandosi sul CAI 697, che verso destra scende a Piazzale Dante (20' dal termine). In alternativa, a sinistra, si può raggiungere la parete Est per osservare la parte finale della Ferrata degli Alpini (10' dal termine della Ferrata Ovest).

    ▲To match

    Si concatena con le altre vie di Bismantova: la Ferrata degli Alpini e la Ferrata Orto del Mandorlo (con cui forma un classico anello). Nei dintorni, in giornata: Ferrata Balze del Malpasso (~24 km), Ferrata Monte Penna (~42 km) e Ferrata Barranco del Dolo (~38 km).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyEasy
    • RegionEmilia-Romagna
    • GroupStone of Bismantova
    • Approach0:20 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)1:30 h
    • Hardware level difference70 m
    • Route difference180 m
    • Max1046 m
    • Length3 Km
  • Ferrata Oskar Schuster al Sassopiatto

    Ferrata Oskar Schuster al Sassopiatto

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Oskar Schuster al Sassopiatto
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La storica Ferrata Oskar Schuster è un itinerario parzialmente attrezzato che sale alla Cima di Mezzo del Sassopiatto, nel gruppo del Sassolungo. I tratti attrezzati sono di media difficoltà, ma la via alterna passaggi su cavo a sezioni in libera (per lo più I grado, qualche II) all'inizio e alla fine: ambiente di alta montagna senza vie di fuga, da percorrere solo con tempo sicuro.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è la stazione a valle della funivia che dal Passo Sella sale al Rifugio Toni Demetz; il Passo Sella si raggiunge dalla Val di Fassa (Canazei) o dalla Val Gardena (Selva). Starting point on Google Maps. Conviene salire il primo dislivello dal Passo Sella (2180 m) al Rifugio Toni Demetz (2685 m) con la cabinovia (in alternativa il sentiero CAI 525, circa 1h 30'). Dal Demetz si scende ripidi sul CAI 525 nel vallone fino al Rifugio Vicenza (2253 m, 45' dalla stazione a monte). Lasciato il rifugio si prosegue nella detritica conca del Sassopiatto verso il punto più alto del cono formato da un ripido canalone, dove si trova l'attacco (45' dal Vicenza, 1h 30' totali); prima della prima fune si risalgono alcune roccette seguendo i segni a vernice rossa.

    ▲The path

    Le prime funi sono su una rampa inclinata che aggira uno spigolo (2550 m); poi le attrezzature si interrompono e si alternano tratti su cavo a passi in libera. Si superano roccette e un secondo spezzone aiuta a rimontare un balzo verticale; si entra in un canalino su gradoni naturali seguendo i bolli rossi fino a un nuovo salto, vinto con due staffe, seguito da un traverso esposto ma facile verso destra. Si continua su rampe e roccette non difficili e su un ampio vallone piacevole da arrampicare senza cavo, fino al punto più verticale dell'itinerario: una parete di una trentina di metri con ottimi appigli naturali e fune, che porta a un'ampia forcella di sosta. Oltre la forcella un nuovo tratto verticale, privo di appigli, si supera con solide staffe e una scaletta metallica; poco oltre si entra in un canalino e, aggirato uno spigolo, si raggiunge la suggestiva Forcella delle Torri (2730 m, 1h dall'attacco). Una comoda cengia in quota aggira la parete sud del Sassopiatto fino a un breve salto attrezzato; segue un lungo canalone senza attrezzature, con passi in libera non difficili ma da calcolare per il detrito. In alto il canalone si stringe in una fessura che immette nella cresta sommitale e quindi sulla Cima di Mezzo del Sassopiatto (2955 m, 2h dall'attacco, 3h 30' dalla stazione a monte).

    ▲Character and difficulty

    Ferrata vecchio stile, senza difficoltà tecniche elevate, che porta a una vetta di rilievo per un versante più alpinistico rispetto alla via normale (estiva e molto frequentata). Piacevole e arrampicabile sia sul cavo sia in libera; i passi liberi su roccia asciutta restano tra il I e il II grado e l'esposizione è in genere contenuta.

    ⚠ Itinerario di alta montagna senza vie di fuga: indispensabile meteo stabile. Attenzione ai tratti innevati fino a stagione inoltrata, soprattutto nei canalini e nel canalone finale.
    ▲Period and safety

    Stagione estiva, con neve possibile a inizio e fine estate. Cartografia consigliata: carte 4Land della Val di Fassa oppure della Val Gardena, Val di Funes e Alpe di Siusi.

    ▲History

    La via è dedicata all'alpinista tedesco Oscar Schuster, medico ed esploratore tra fine Ottocento e inizio Novecento, morto in Russia durante la Grande Guerra. Ripercorre in larga parte la salita che Schuster compiè nel 1895 con l'austriaco Hans Lorenz sulla parete est del Sassopiatto; attrezzata poco dopo, divenne una delle prime ferrate delle Dolomiti, come riporta il rapporto del 1896 della Sezione Accademica di Vienna del Club Alpino Austriaco, che ne propose il nome di Oscar-Schuster-Weg.

    ▲Discipline

    Si scende sul versante opposto (ovest), dapprima su sentiero roccioso poi ampio e facile, fino al Rifugio Sassopiatto (2300 m, 1h dal termine). Si prosegue sul CAI 557 toccando il Rifugio Sandro Pertini (2316 m) e il Rifugio Federico Augusto (2298 m), fino ai pressi del Col Rodella, da cui si raggiunge il parcheggio (3h dal termine, 6h 30' totali).

    ▲To match

    Sul Sassopiatto non vi sono altre vie attrezzate, ma dal Passo Sella si possono salire la breve Ferrata al Col Rodella o l'impegnativa Ferrata delle Mesules. Scendendo in Val Gardena: la Ferrata Tridentina e le ferrate del Piz da Cir; verso il Passo Pordoi la molto difficile Ferrata Piazzetta.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupSaxony
    • Approach1:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)6:30 h
    • Hardware level difference395 m
    • Route difference700 m
    • Max2964 m
    • Length12,8 Km
  • Ferrata Palestra di Roccia Val Gallina

    Ferrata Palestra di Roccia Val Gallina

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Palestra di Roccia Val Gallina

    Alla Palestra di Roccia della Val Gallina (nota anche come VII Reggimento Alpini), presso Soverzene (Belluno), si sviluppano sulla stessa bastionata più vie attrezzate: la Ferrata A, facile ma molto esposta, e la Ferrata B, decisamente difficile con un paio di passaggi che richiedono tecnica e forza nelle braccia. Nel 2019 è stata aperta anche una terza via, C, difficile e atletica. Itinerari brevi, ottimi come allenamento anche in stagione invernale.

    ▲Approach

    Si raggiunge Soverzene sul versante orientale del Piave: da sud si arriva da Pian di Vedoia attraversando il ponte sul Piave, si passa accanto alla centrale elettrica (punto di partenza della vicina Ferrata Parete dei Falchi) e si entra in paese; verso nord si imbocca via Val Gallina e, a un bivio presso un piccolo edificio religioso, si tiene la sinistra verso Longarone fino alle indicazioni per il parcheggio della palestra di roccia. Starting point on Google Maps. Dal parcheggio, attraversato un torrente, in pochi minuti si è sotto la parete: a sinistra la Ferrata A, a destra il diedro della Ferrata B.

    ▲The path

    Ferrata A. Verso sinistra si sale una rampa diagonale di una decina di metri, poi una parete verticale di roccia impegnativa resa semplice da numerosi pioli e staffe. Una nuova rampa a sinistra porta sotto il passaggio più impegnativo della A: un canalino ben attrezzato ma verticale ed esposto. Seguono una stretta e aerea cengia a sinistra, un camino non difficile e un traverso a destra; dopo alcuni balzi innocui si raggiunge il termine (15' dall'attacco, 30' dal parcheggio).

    Ferrata B. Dallo spiazzo si va a destra in discesa fino al torrente, dove attacca la via. Dopo i primi metri di cavo in diagonale si sale verticali e, dopo 4 metri, si affronta un tratto strapiombante: la roccia spancia, il cavo sale a destra della sporgenza mentre gli appigli migliori (naturali e staffe) sono a sinistra; conviene procedere rapidi nei 3 metri strapiombanti. Si esce su un balconcino, si risale un breve tratto di roccette che piega a sinistra sotto un camino (cavo prima a sinistra poi a destra, con staffe e appoggi naturali); usciti dal camino, un traverso di 3 metri a destra porta a una lunga serie di cambre su parete levigata, poi a una stretta cengia verso sinistra fino a un breve diedro. Si arriva al passaggio chiave: un impegnativo traverso che prima risale un tetto roccioso (con pioli, aggirando uno spigolo), poi prosegue orizzontale, aereo e su roccia molto levigata; il cavo sale quindi in una fessura con buoni appoggi per i piedi e, dopo un altro traverso ascendente a destra, porta sotto una parete verticale e leggermente strapiombante con staffe e pioli. Superato il tratto chiave si sale su parete più appoggiata, poi due lunghe serie di cambre unite da un breve traverso diagonale; il cavo piega infine a destra su una rampa di terra e roccia, aggira uno spigolo e termina (30' dall'attacco, circa 50' dal parcheggio).

    Ferrata C. Aperta nel 2019, difficile e atletica; la relazione di dettaglio non è ancora disponibile sulla fonte.

    ▲Character and difficulty

    Per i ferratisti l'itinerario consigliato è salire la B e scendere la A. La Ferrata B è la più difficile: il tratto strapiombante iniziale, il camino e il traverso non sono da sottovalutare (per questo è classificata difficile nonostante la brevità). La Ferrata A non ha passaggi tecnici impegnativi ma è decisamente esposta.

    ⚠ Le vie sono state ri-attrezzate di recente, con cavo largo ma non sempre teso. Un tratto della Ferrata B risultava (2017) instabile, con un fittone su una porzione di roccia in distacco: serve prudenza. Casco sempre obbligatorio.
    ▲Discipline

    Dalla Ferrata A si scende per una traccia a sinistra fino al punto di partenza e al parcheggio (20' dal termine). Dalla Ferrata B si segue la traccia a sinistra fino al termine della A e si scende come per quest'ultima (circa 1h 30' totali).

    ▲To match

    Vista la brevità, si abbina bene alla vicina Ferrata Parete dei Falchi. Verso Longarone l'impegnativa Ferrata della Memoria al Vajont; a est la Ferrata Costacurta e l'Alta Via dei Rondoi; sullo Schiara diverse ferrate impegnative (Sperti, Berti, Marmol, Zacchi).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionVeneto
    • GroupVal Gallina
    • Approach0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)1:30 h
    • Hardware level difference90 m
    • Route difference100 m
    • Max560 m
    • Length1 Km
  • Ferrata Ottone Brentari

    Ferrata Ottone Brentari

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Ottone Brentari
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Ottone Brentari collega i Rifugi Agostini e Pedrotti sotto la Cima d'Ambiez, nelle Dolomiti di Brenta, senza difficoltà tecniche di rilievo ma con tratti esposti e l'attraversamento di vedrette. Qui è descritta in direzione Agostini-Pedrotti, che consente di percorrere la parte attrezzata in salita godendo dei panorami migliori.

    ▲Approach

    Partenza dal Ristoro Dolomiti (768 m) sopra Dorsino: in paese una strada segnalata «Val d'Ambiez» sale stretta lungo la valle fino al ristorante, dove si parcheggia. Starting point on Google Maps. Dal parcheggio si sale sul CAI 325 fino al Rifugio al Cacciatore (1820 m, 2h 15'), poi sempre sul 325 (Sentiero Dallago) al Rifugio Agostini (2410 m, 3h 30' totali). L'avvicinamento è lungo e supera circa 1700 m di dislivello: ha senso valutare un pernottamento in rifugio per affrontare riposati l'itinerario in quota.

    ▲The path

    Dal Rifugio Agostini si risale verso nord il vallone della Bocca d'Ambiez; si supera il bivio col CAI 321 (Ferrata Castiglioni) tenendo il lato sinistro e affrontando facili tratti attrezzati su roccette e cenge, fino alla Vedretta d'Ambiez (2800 m, 45' dal rifugio). Qui, dove il CAI 304 prosegue dritto verso la Bocca d'Ambiez, si tiene la destra attraversando la vedretta seguendo alcune bandierine rosse e prestando attenzione alla stabilità del ghiaccio presso il bordo. All'attacco (cartello rosso) si sale una parete appoggiata con ampie staffe, poi un traverso ascendente a sinistra e una serie di gradini metallici fino a un segnavia: a sinistra si va verso la Bocca d'Ambiez, a destra in salita prosegue la Brentari. Si guadagna quota con esposizione crescente ma su passaggi mai difficili: una scala metallica prima verticale poi appoggiata, facili balzi attrezzati, un'ampia cengia a destra e altre roccette. Si percorrono una seconda cengia, una serie di scale appoggiate e un tratto facile fino a un'altra scala; una lunga cengia conduce alla Bocca di Tosa (2845 m) e all'ultima scala, percorsa in discesa. Aggirato uno spigolo, dove un tempo c'era un ponte sospeso traballante si percorre una breve ed esposta cengia fino alla Sella di Tosa (2860 m, 45' dall'attacco, 1h 30' dal Rifugio Agostini), dove la ferrata termina.

    Da qui si scende verso il Rifugio Pedrotti su tracce, con splendida vista sulla parete sud di Cima Tosa, sul Campanil Basso e sugli Sfulmini: alcune roccette non attrezzate portano sul versante sinistro della Vedretta di Tosa, che si scende affrontando alcuni nevai. Risalito un breve tratto, si incontrano i bivi per il Sentiero Attrezzato Apolloni e per il Sentiero Palmieri; proseguendo sul CAI 304 si aggira Cima di Brenta Bassa e si arriva al Rifugio Pedrotti (2491 m, 1h dalla Sella di Tosa, 6h 15' totali).

    ▲Character and difficulty

    Tecnicamente non difficile, ma abbastanza esposta nel tratto che sale dalla Vedretta d'Ambiez alla Sella di Tosa. Si presta benissimo a essere concatenata con gli altri itinerari attrezzati del Brenta.

    ⚠ Gli attraversamenti delle vedrette dipendono dall'innevamento e dalla sua stabilità, variabili di anno in anno: i ramponi sono un'opzione consigliabile anche in stagione avanzata. Indispensabile meteo stabile, vista la quota e l'ambiente.
    ▲Discipline

    La ferrata termina ben prima del Pedrotti. Per non raggiungere il rifugio si può imboccare il Sentiero Attrezzato Apolloni (CAI 320B), che si stacca a destra circa 20' prima del Pedrotti: esposto ma non difficile, resta in quota fino a Passo Forcoletta (2433 m) e scende al Rifugio al Cacciatore (2h 15' dal termine della ferrata, 8h 30' totali) e quindi al Ristoro Dolomiti (circa 10h). Volendo passare dal Pedrotti si percorre a ritroso il tratto fino all'Apolloni, aggiungendo circa un'ora (11h totali).

    ▲To match

    Per il lungo avvicinamento conviene unirla ad altri itinerari del Brenta: in più giorni con la Ferrata Castiglioni e il Sentiero dell'Ideale, oppure dal Pedrotti verso Bocca di Brenta con la Ferrata delle Bocchette Centrali and the recent Ferrata Spellini. Più a nord, la Ferrata delle Bocchette Alte con il proseguo nella Benini e il Sentiero Sosat.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupDolomiti di Brenta
    • Approach3:30 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerary (a/r)10:00 h
    • Hardware level difference350 m
    • Route difference2100 m
    • Max2860 m
  • Ferrata Orto del Mandorlo (Pietra di Bismantova)

    Ferrata Orto del Mandorlo (Pietra di Bismantova)

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Orto del Mandorlo (Pietra di Bismantova)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Orto del Mandorlo è una via recente che sale l'arenaria della Pietra di Bismantova, sopra Castelnuovo ne' Monti (Reggio Emilia). Condivide il primo tratto con la storica Ferrata degli Alpini e prosegue poi su un settore noto per roccia non sempre di qualità: presenta passaggi facili con due tratti moderatamente difficili, il più bello sul pilastrino centrale.

    ▲Approach

    Si parte dal Piazzale Dante, ai piedi della Pietra, raggiungibile da Castelnuovo ne' Monti (SS 63 del Passo del Cerreto) seguendo le abbondanti indicazioni per la Pietra di Bismantova. Starting point on Google Maps. Dal piazzale si risale la scalinata verso il Rifugio della Pietra; dopo pochi metri un cartello CAI sulla destra indica la ferrata. Si costeggiano per circa 10' le imponenti pareti d'arrampicata, si entra in un anfratto roccioso e, lungo esposti terrazzini erbosi, si raggiunge il primo tratto attrezzato (15' dal parcheggio). Vista la poca comodità all'attacco, conviene indossare l'imbrago già al piazzale.

    ▲The path

    La prima sezione è in comune con la Ferrata degli Alpini ed è fatta di sali-scendi con due passaggi impegnativi: una parete appoggiata gradevole in arrampicata sull'arenaria, poi, aggirato uno spigolo, un canale di discesa di una decina di metri (passaggio chiave, ben infisso, con un cono di gomma aggiunto nel 2019) che richiede piede fermo. Si raggiunge una grotta da affrontare in discesa, semplice se studiata, dopo la quale un sentiero a segni bianco-rossi costeggia un paio di frane fino all'inizio della seconda sezione degli Alpini. Qui, invece di salire verso gli Alpini, si segue a destra un cartello CAI «Sentiero» verso un'evidente pietraia; a mezzacosta, seguendo poi una traccia alla base della parete, si raggiunge il cartello azzurro che indica l'attacco dell'Orto del Mandorlo (circa 40' dal parcheggio).

    I primi 50 metri salgono lo zoccolo su misto di terra, erba e rocce instabili (massima attenzione a non scaricare sassi sul sentiero sottostante): si sale in diagonale a destra fino a una radice con un breve passo in strapiombo, poi su placca appoggiata con passi d'aderenza mai difficili, badando più a non scivolare che a cadere. Una paretina più verticale, ricca di appoggi ma priva di staffe, porta a un breve traverso a destra e a una placchetta che chiude lo zoccolo. Si segue una cengia terrosa in orizzontale verso sinistra, si doppia uno spigolo risalendo un canalino e si traversa ancora a sinistra in lieve discesa fino al pilastrino, il tratto più bello: ci si sposta a sinistra in esposizione, si afferra una comoda cambra metallica e si sale in leggero strapiombo su ottimi appigli e appoggi. Usciti a destra dal pilastro, scavalcata una radice, si raggiunge un terrazzino terroso; una placchetta diagonale, un tratto in lieve strapiombo e un traverso a sinistra conducono alla placca sommitale, appoggiata e di buona roccia, che si risale anche in aderenza fino al termine delle attrezzature sul pianoro (circa 1h dal parcheggio). Di fronte si vede la scala finale della Ferrata degli Alpini.

    ▲Character and difficulty

    Via breve ma non banale: i tratti in comune con gli Alpini (discesa presso lo Spigolo dei Nasi e nella Grotta del Sambuco) sono moderatamente difficili; l'Orto del Mandorlo è per lo più facile con due passi moderatamente difficili. Nel complesso la Ferrata degli Alpini resta leggermente più difficile ed esposta.

    ⚠ Roccia non sempre di qualità e fondo terroso: un eventuale distacco di sassi cadrebbe sul sentiero di avvicinamento o sui tratti iniziali. Casco assolutamente obbligatorio; sconsigliato percorrere la via in discesa (rischio di scaricare detriti su chi sale).
    ▲History

    La via è stata installata nell'autunno 2023 dalle Guide della Pietra e ripercorre in parte la «Via del Campo», ardita salita in solitaria di G. Colombani: per la roccia scadente dello zoccolo e le difficoltà sostenute (VI+) contava pochissime ripetizioni ed era da anni abbandonata (si notano ancora vecchi spit artigianali). La direttrice, nella seconda parte, segue logicamente la fessura del pilastro.

    ▲Discipline

    Tre opzioni. La più semplice: dal termine si segue a sinistra la traccia fino all'ampio sentiero che attraversa il pianoro e scende per la via principale a Piazzale Dante (30'). Una variante più impervia raggiunge la parete sud dove terminano diverse vie d'arrampicata, con un paio di passi su roccette, e da l' al piazzale. Per i ferratisti, infine, si può scendere lungo la facile Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole (inaugurata nel 2017), percorribile anche in discesa.

    ▲To match

    Le tre ferrate di Bismantova si concatenano in un bell'anello: oltre all'Orto del Mandorlo, la Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole e la Ferrata degli Alpini. Nei dintorni, in auto e in giornata: Ferrata Balze del Malpasso (~24 km), Ferrata Monte Penna (~42 km) e Ferrata Barranco del Dolo (~38 km).

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionEmilia-Romagna
    • GroupStone of Bismantova
    • Approach0:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)2:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference280 m
    • Max1046 m
    • Length4,00 Km
  • Ferrata dell’Orrido di Foresto

    Ferrata dell'Orrido di Foresto

    Vie Ferrate › Piedmont › Turin
    Ferrata dell'Orrido di Foresto
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata dell'Orrido di Foresto si snoda in una gola naturale magnifica ed è tra le più spettacolari della Val di Susa: impegnativa al punto giusto su due pareti verticali con tratti strapiombanti e molto adrenalinica per i tre ponti sospesi, di cui due lunghi e oscillanti. La portata del torrente incide parecchio, sia nei guadi sia sulle pareti vicine alla seconda e alla terza cascata.

    ▲Approach

    Si parte dal paese di Foresto, in Val di Susa (Torino), parcheggiando nei pressi della chiesa. Starting point on Google Maps. Si segue la strada che sale verso destra (indicazioni anche per la storica palestra di roccia), prima asfaltata poi sterrata, fin dentro l'orrido; si attraversa una prima volta il torrente, si risale il fondo della gola e si guada nuovamente fino all'attacco (15' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si attacca una corta placchetta in diagonale, seguita da un facile traverso; dopo un breve tratto di collegamento si sale una parete dapprima verticale poi verso destra, guadagnando esposizione sul torrente. In diagonale si raggiunge il primo ponte sospeso, il più lungo e il più dondolante: la corda di destra, piuttosto bassa, tende a sbilanciare nella parte centrale, ma con calma si passa. Oltre il ponte, un facile traverso orizzontale con staffe conduce al secondo ponte, più corto e stabile, che riporta sulla destra orografica. Segue un traverso prima orizzontale poi in lieve discesa fino al passaggio più bello e impegnativo: una parete di una trentina di metri a fianco di una cascata, con alcuni metri strapiombanti e, in alto, doppia fila di staffe a sostegno; in base alla portata ci si bagna. Dopo un guado (con piena, soprattutto in primavera, ci si bagna ancora) si sale con un traverso verso sinistra al terzo e ultimo ponte, preceduto da un tratto verticale e leggermente strapiombante. Attraversato il ponte, un traverso verso destra costeggia una nuova cascata; la via si chiude con una lunga parete verticale ben assistita da staffe e con alcuni bei passaggi arrampicabili su roccia, fino al termine delle difficoltà e ad alcuni minuti di tratti attrezzati conclusivi (2h dall'attacco, 2h 15' complessive).

    ▲Character and difficulty

    Via molto ben attrezzata e arrampicabile, dove l'ambiente di forra e i ponti fanno la differenza; le pareti strapiombanti vicine alle cascate sono il tratto più faticoso e suggestivo.

    ⚠ La ferrata fu chiusa nel 2016 per una frana presso il primo ponte e ripristinata nell'ottobre 2017: la roccia può essere instabile, quindi massima attenzione e casco indispensabile. Da evitare con portata del torrente elevata (almeno tre guadi): utile portare un paio di ciabatte per i guadi e un kway per i tratti vicini alle cascate.
    ▲History

    L'Orrido di Foresto è un pezzo di storia dell'arrampicata in Val di Susa. Un primo sentiero attrezzato fu tracciato da soci del CAI negli anni Sessanta e restò in funzione una ventina d'anni, fino alla chiusura e al parziale smantellamento per ragioni di sicurezza, mentre la falesia all'ingresso dell'orrido attirava forti arrampicatori sui suoi strapiombi. La via ferrata fu ricostruita nel 2003 e nel 2010 furono aggiunti i tre ponti sospesi che oggi la caratterizzano: rispetto all'originale è molto più attrezzata e accessibile.

    ▲Discipline

    Terminata la ferrata si rientra seguendo il sentiero ben indicato verso sinistra che, senza difficoltà, riporta in discesa al paese (30' dal termine, 2h 45' totali).

    ▲To match

    Si concatena facilmente con le altre ferrate della Val di Susa: la vicina Ferrata dell'Orrido di Chianocco, la Ferrata Carlo Giorda, le ferrate di Claviere come la Ferrata Rocca Clarì e la Ferrata delle Cascate di Novalesa, oltre alla Ferrata Gorge della Dora.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupVal di Susa
    • Approach0:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)2:45 h
    • Hardware level difference230 m
    • Route difference240 m
    • Max740 m
    • Length4 Km
  • Ferrata dell’Orrido di Chianocco

    Ferrata dell'Orrido di Chianocco

    Vie Ferrate › Piedmont › Turin
    Ferrata dell'Orrido di Chianocco
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata dell'Orrido di Chianocco risale la gola scavata dal torrente Prebec, presso Chianocco in Val di Susa. Non è tecnicamente impegnativa, salvo un paio di pareti esposte e leggermente strapiombanti, ed è soprattutto un itinerario di grande valore paesaggistico dentro una caratteristica forra.

    ▲Approach

    Si parte dalla borgata di Chianocco, comune di Bussoleno (Torino), cercando parcheggio vicino alla chiesa. Starting point on Google Maps. Dal parcheggio si risale verso destra il sentiero a segni bianco-rossi, oltre una bacheca, in direzione della gola del Prebec: si attraversa un fitto bosco, si passa in una galleria naturale e si superano un paio di guadi non difficili fino ai primi tratti attrezzati, dove ha inizio la ferrata (15' dal parcheggio).

    ▲The path

    I primi metri sono propedeutici: un breve balzo roccioso con fune e scalini porta al vero attacco. Si comincia con un traverso orizzontale, comodo per i piedi, a pochi metri dal letto del torrente, poi un traverso diagonale più impegnativo; si supera un anfratto, si risale uno spigolo e un ulteriore traverso conduce al ponte sospeso. Il ponte non è lungo e ha doppia corda per i piedi, quindi risulta abbastanza stabile. Dal lato opposto si affronta un traverso con alcune staffe, poi una parete verticale leggermente strapiombante presso una frattura, fittamente attrezzata di staffe, che fa guadagnare in fretta quota ed esposizione. Segue il passaggio chiave: un lungo traverso esposto e leggermente strapiombante di una ventina di metri, dopo il quale si scende, ora più facilmente, oltre uno sbarramento sul torrente. Aggirato un piccolo bosco, presso il caratteristico foro della diga, la via termina con una decina di minuti di roccette e un sentiero attrezzato (45' dall'attacco, 1h complessiva).

    ▲Character and difficulty

    La ferrata non è difficile, ma le pareti leggermente strapiombanti impegnano le braccia: l'esposizione è il dato più rilevante. Itinerario breve, ideale anche come uscita di mezza giornata.

    ⚠ Attenzione alla portata del torrente: pur restando quasi sempre staccati dall'acqua (tranne il tratto iniziale e i guadi), con piena elevata l'ambiente diventa più insidioso. Casco sempre obbligatorio.
    ▲Discipline

    Si seguono i sentieri ben segnalati (segni bianco-rossi) che in circa 20' riportano al paese e quindi al parcheggio (circa 2h totali comprese le soste).

    ▲To match

    La ferrata si concatena facilmente con le altre vie attrezzate della Val di Susa. Tra le più vicine: la Ferrata dell'Orrido di Foresto, la Ferrata Carlo Giorda e, risalendo la valle, le ferrate di Claviere come la Ferrata Rocca Clarì, oltre alla Ferrata Gorge della Dora and Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupVal di Susa
    • Approach0:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)1:30 h
    • Hardware level difference90 m
    • Route difference150 m
    • Max614 m
    • Length4 Km
  • Ferrata Ombretta

    Ferrata Ombretta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Ombretta
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Ombretta, segnalata in alcuni punti come Ferrata Vernale, è un breve tratto attrezzato inserito in un ampio e impegnativo anello che risale la Val de Contrin fino alla Cima Ombretta Orientale (3011 m), affacciata sull'imponente parete sud della Marmolada. La parte ferrata è facile e adatta anche a chi è alle prime armi con le vie attrezzate, ma il giro complessivo — circa 18 km e oltre 1500 m di dislivello in ambiente di alta montagna — richiede una buona preparazione fisica.

    ▲Approach

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia del Ciampac, tra Alba di Canazei e Penia, in Val di Fassa (Trento). Da Canazei si seguono le indicazioni per il Passo Fedaia; ad Alba, sulla destra, compaiono le funivie del Ciampac e il relativo parcheggio (1500 m). Starting point on Google Maps.

    Dal parcheggio si imbocca il sentiero CAI 602 verso sud, dentro il bosco: superato un torrente e ignorato il bivio per il 602A (che scende a Penia), si sale ripidi a tornanti fino alla Baita Locia Contrin (1736 m, 30'). Si prosegue nell'ampia Val de Contrin sul 602, a lungo accanto al torrente, trascurando le diramazioni per il Colac, il Passo San Nicolò e il Col Ombert, fino al Rifugio Contrin (2016 m, 1h 30'). Dal rifugio si seguono i segnavia CAI 607 lungo la forestale verso sud/sud-est, ignorando i sentieri 606 e 610 che a sinistra salgono al Passo Ombretta e alla Forcella Marmolada. Si continua sul 607 fino a un bivio: a destra prosegue il 609 per il Passo Paschè, si tiene invece la sinistra sul 607 verso la ferrata e il Sasso Vernale, entrando nella detritica Val di Cirelle. Attenzione a un bivio non segnalato: dove il 607 punta a sud/sud-est verso il Passo delle Cirelle, si tiene la sinistra risalendo ghiaie verso il Passo Ombrettola. Più in alto, a un ulteriore bivio (2h 45' dal parcheggio), si lascia il 607 e si prende a sinistra il CAI 650, che a mezzacosta porta alla bastionata della ferrata. L'attacco, segnalato da una scritta a vernice scura sulla roccia, è a 2570 m (3h dal parcheggio); poco sotto, una grotta consente di indossare comodamente l'imbrago.

    ▲The path

    Seguendo i segni bianco-rossi si raggiunge l'attacco. La via segue una linea logica e risale un tratto meno ripido rispetto alla bastionata sopra la grotta: si parte su una parete con buoni appigli, si prosegue su una facile cengia rocciosa e si imbocca un lungo canale diagonale, a tratti un po' stretto, che fa guadagnare quota senza difficoltà. Si conclude su roccette dal fondo detritico e poco stabile fino al termine delle attrezzature (2620 m, 20' dall'attacco, 3h 20' complessive), da cui lo sguardo torna sulla Val Contrin appena risalita.

    ▲Character and difficulty

    Tecnicamente la ferrata è breve e facile, adatta anche ai neofiti delle vie attrezzate, e l'attrezzatura è stata rinnovata di recente in ottime condizioni. Il vero impegno sta nell'itinerario: lungo, faticoso e in ambiente severo, con la quota dei 3000 m che non va mai sottovalutata.

    ⚠ Itinerario di alta montagna con forte dislivello (1511 m) e sviluppo di circa 18 km: da affrontare solo in buona forma fisica e con meteo stabile. Le roccette finali hanno fondo detritico instabile: casco indispensabile e attenzione a non scaricare sassi.
    ▲Period and safety

    Stagione tipicamente estiva: a inizio stagione la conca morenica oltre la ferrata può conservare neve. Per la cartografia della zona è utile la carta della Val di Fassa di 4Land.

    ▲Discipline

    Il rientro è ad anello. Dal termine della ferrata si prosegue verso est sul CAI 650 tra ghiaie e detriti verso una sella, con a destra l'imponente parete nord del Sasso Vernale. Si risale la conca morenica, ben segnata, fino a una sella a 2950 m (45'), dove conviene la breve deviazione a destra alla Vetta Ombretta Orientale (3011 m, 15' a/r), con vista magnifica sulla parete sud della Marmolada. Si continua a sinistra sul 650 fino a un'altra sella, poi si scende a destra su sentiero ripido, presso una costruzione della Prima Guerra Mondiale, verso il Passo Ombretta e il Bivacco Dal Bianco (2730 m, 1h 30' dal termine, 5h totali). Raggiunto il Passo Ombretta (2702 m) si tiene la sinistra sul CAI 610 che, in costante discesa, riporta al Rifugio Contrin (1h) e quindi, a ritroso lungo l'avvicinamento, al parcheggio (1h 30', 7h 30' totali). In alternativa, dal Passo Ombretta si può tenere la destra fino al Rifugio Falier (2074 m) per pernottare ai piedi della parete sud della Marmolada.

    ▲To match

    In un itinerario di più giorni la Ferrata Ombretta si abbina bene alla Funds for the Colac and Ferrata Kajserjager al Col Ombert, entrambe raggiungibili dalla Val de Contrin. Chi ha esperienza di ghiacciai può salire la Ferrata a Punta Penia sulla Marmolada (sentiero 606 dal Rifugio Contrin, con ramponi e attrezzatura da ghiaccio per la discesa sul ghiacciaio); dal Passo Fedaia è inoltre raggiungibile la Ferrata delle Trincee.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupMarmolada
    • Approach3:00 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerary (a/r)7:30 h
    • Hardware level difference50 m
    • Route difference1511 m
    • Max3011 m
    • Length18,2 Km
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