Caratteristica: Ambiente alpinistico

  • Ferrata Monte Nero (Presanella)

    Ferrata Monte Nero (Presanella)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Monte Nero (Presanella)

    La recente Ferrata Monte Nero è solo una parte — breve (95 m di dislivello attrezzato) ma centrale — di un lungo e impegnativo itinerario di alta montagna che, dalla Val d'Amola e dal Rifugio Segantini, conduce alla vetta della Presanella (3558 m), il punto più alto interamente in territorio trentino. L'itinerario richiede l'attraversamento di una vedretta con ramponi.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio presso il ponte sul torrente Sarca, in Val d'Amola (Malga Vallina d'Amola, 2006 m). Dalla SS239 Pinzolo–Madonna di Campiglio, a Pinemonte Basso si imbocca la strada per la Val Nambrone; oltre il Rifugio Nambrone si sale su carrabile fino a un bivio dove si prosegue a sinistra (a destra il Rifugio Cornisello) fino al parcheggio. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue verso ovest il segnavia 211, poi al bivio si tiene la destra sul 211 «Oscar Collini» che, ripido ma senza difficoltà, porta al Rifugio Segantini (2373 m, 1h dal parcheggio). Dietro il rifugio si seguono le indicazioni per la Presanella verso nord-ovest, puntando alla morena e tenendo come riferimento il Monte Nero; si raggiunge la vedretta (ghiaccio vivo o neve secondo stagione: necessari i ramponi, attenzione alle scariche di sassi) e la si taglia in diagonale fino alla roccia, salita con passaggi di I superiore fino all'attacco (3070 m, 1h 30' dal Segantini, 2h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Cavo metallico nuovo e numerosi infissi aiutano sui passaggi di roccia levigata. Si sale su placche appoggiate con qualche staffa, poi un traverso esposto ma non impegnativo affacciato sull'itinerario percorso. La ferrata non è continua: in alcuni tratti il cavo lascia spazio a roccette e facili balzi. Si supera una stretta cengia attrezzata con passerella in legno, quindi si alternano placche e balzi e un'esposta rampa inclinata verso destra fino al punto più alto della via in cresta (3165 m). Il cavo porta poi sul versante opposto scendendo per circa 50 m verso la Vedretta di Nardis Orientale con disarrampicata non difficile e una lunga serie di infissi, dove la ferrata termina (30' dall'attacco). Su questa vedretta, a stagione inoltrata, i ramponi in genere non servono; la difficoltà principale è l'orientamento con scarsa visibilità (pochi ometti e bolli). Si prosegue verso nord-ovest risalendo la valle fino al pianoro sopra la vedretta, da cui si individua il Bivacco Orobica: per raggiungerlo un paio di passaggi delicati (un tratto attrezzato in discesa e una traversata esposta su fondo friabile con assi di legno). Dal bivacco (3382 m, 1h 30' dal termine della ferrata) si segue la traccia sul lato sinistro della cresta fino alla vetta della Presanella (3558 m, 45' dal bivacco, 5h dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario lungo, con dislivello significativo e carattere alpinistico. La ferrata in sé è difficile ma breve; l'impegno maggiore è ambientale. Nel tratto tra la Vedretta di Nardis e il Bivacco Orobica sono presenti chiodi con moschettoni utili per una sicura con corda.

    ⚠ Necessari ramponi e piccozza. Massima attenzione nell'attraversamento della Vedretta di Monte Nero, anche per l'instabilità dei sassi. Partire presto: consigliato il pernottamento al Rifugio Segantini per raggiungere la vetta in mattinata. Meteo stabile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione estiva con ghiacciaio in condizioni. Alta montagna: valutare neve, visibilità e meteo.

    ▲Discesa

    Il rientro avviene a ritroso per l'itinerario di andata (circa 5h fino all'auto, circa 10h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoAdamello-Presanella
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata95 m
    • Dislivello itinerario1558 m
    • Quota max3558 m
    • Lunghezza15,5 Km
  • Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)

    Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)

    La Ferrata del Monte Emilius percorre la cresta nord e nord-ovest della cima (3551 m) dal Colle Carrel: per lunghezza, ambiente e dislivello va considerata fra le più impegnative. È un itinerario di alta montagna da non sottovalutare, oltre 16 km, che conviene spezzare in due giorni con pernottamento al Rifugio Arbolle o al Bivacco Federigo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte degli impianti Aosta-Pila, proseguendo per la stazione Chamolé (2300 m). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue il sentiero verso il Rifugio Arbolle (segnavia 19c poi 19a in salita, quindi un centinaio di metri di discesa nel vallone di Arbolle; 1h 30' dalla stazione a monte). Conviene pernottare al rifugio. Da lì si scende sul sentiero 14 (Vallone di Comboe) fino a un bivio dove si tiene la destra sui sentieri 16c e 16a fino allo spartano Bivacco Federigo (2907 m), sotto il Colle Carrel (1h 30' dal rifugio, 3h 45' totali). La ferrata inizia subito dietro il bivacco.

    ▲Il percorso

    Dal bivacco si seguono le tracce fino all'attacco; la via si svolge prevalentemente sul filo di cresta. Si risalgono roccette e diversi traversi esposti ma non difficili, fino a un punto dove si disarrampica verso un ponte sospeso molto esposto, con passerella in legno per i piedi. Oltre il ponte si raggiunge il Mont Ross, da cui si prosegue sul lato destro su placche inclinate ed esposte; qui una via di fuga (cartello) scende a destra verso il Lago Gelato. La ferrata alterna a lungo sentiero di cresta e passaggi verticali o esposti protetti da cavo e cambre, lungo belle placconate di granito, fino al Petit Emilius (3342 m). Tenendo sempre la destra del filo si superano gradoni e un tratto verticale con infissi metallici dove può esserci un nevaio anche a stagione inoltrata (meglio avere i ramponi). Un ultimo risalto roccioso porta alla cresta finale e, in una decina di minuti, alla madonnina di vetta (3551 m, 4h 30' dal bivacco, 7h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Attrezzature ottime e ben posizionate, ma è una ferrata da considerare come parte di un itinerario alpinistico lungo, impegnativo e appagante. Sul finire della via attenzione ad alcuni tratti non protetti su roccia non sempre stabile.

    ⚠ Fino almeno a fine luglio portare ramponi e piccozza: non è inusuale trovare neve in quota, dove l'attrezzatura di sicurezza può risultare inutilizzabile. Meteo stabile indispensabile. La funivia chiude relativamente presto in estate: percorso proibitivo in una sola giornata, meglio in due.
    ▲Periodo e sicurezza

    Piena estate con neve assente o gestibile in quota. Alta montagna: valutare condizioni, orari impianti e meteo.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende tra sfasciumi lungo la via normale verso il Passo dei Tre Cappuccini, si costeggia il Lago Gelato e si prosegue fino al Rifugio Arbolle (2h 30' dalla vetta, 10h totali). Dal rifugio, a ritroso per il sentiero di avvicinamento verso la funivia (1h dal rifugio, 11h totali).

    ▲Da abbinare

    Pernottando ad Arbolle, al rientro si può percorrere il più semplice ma panoramico Sentiero Attrezzato Panorama. Altri itinerari in quota in Valle d'Aosta: Ferrata del Gran Paradiso, Ferrata al Bivacco Borelli e Ferrata delle Crete Seche.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Emilius
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata4:30 h
    • Itinerario (a/r)11:00 h
    • Dislivello ferrata750 m
    • Dislivello itinerario1250 m
    • Quota max3551 m
    • Lunghezza16,4 Km
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