Caratteristica: Funivia al ritorno

  • Ferrata alla Croda Rossa di Sesto

    Ferrata alla Croda Rossa di Sesto

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata alla Croda Rossa di Sesto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La ferrata dei Costoni della Croda Rossa di Sesto risale una delle cime simbolo delle Dolomiti di Sesto, in un ambiente d’alta quota carico di storia della Grande Guerra. È una via di media difficoltà ma lunga e d’impegno, agevolata in partenza dalla seggiovia dei Prati di Croda Rossa, con scale metalliche e tratti attrezzati fino ai 2939 m della vetta.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione a monte della seggiovia (~1924 m, presso il Rifugio Prati di Croda Rossa) si segue il sentiero 15 e poi il 15B verso la Croda Rossa, in circa 30 minuti, fino a un balzo verticale. Indicazioni stradali →

    ▲Il percorso

    Il balzo si supera con una serie di scale metalliche (la prima è la più lunga); si prosegue su ghiaioni e roccette attrezzate fino a una forcella, passando accanto ai resti di baracche della Prima Guerra Mondiale. Dopo un tratto in leggera discesa e altri resti bellici, un tratto verticale a camino e alcune roccette finali conducono alla croce di vetta (circa 2936 m, circa 2h15 dall’attacco).

    ⚠ Itinerario lungo da non sottovalutare; l’esposizione prevalente a nord lascia neve anche a stagione inoltrata in alcuni punti. Da non confondere con la “Ferrata alla Croda Rossa” (sentiero 100). La variante di discesa per la Ferrata del Castelliere verso il Passo della Sentinella è più impegnativa. Verifica gli orari della seggiovia: in genere chiude verso le 17:30.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per il medesimo itinerario (circa 2h45 dalla vetta), in alternativa — per esperti — lungo la più impegnativa Ferrata del Castelliere verso il Passo della Sentinella.

    ▲Da abbinare

    Nelle Dolomiti di Sesto si trovano la Ferrata Zandonella, la Strada degli Alpini e la Ferrata Roghel.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaBolzano
    • GruppoDolomiti di Sesto
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario totale5:45 h
    • Dislivello ferrata~400 m
    • Dislivello itinerario1090 m
    • Altitudine max2939 m
    • Lunghezza7,3 km
  • Ferrata alla Forcella del Sassolungo

    Ferrata alla Forcella del Sassolungo, gruppo del Sassolungo, Dolomiti

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata alla Forcella del Sassolungo
    Moderatamente Difficile
    ● Aperta
    Caratteristiche
    Complessità
    📍 Maps

    Galleria

    Inaugurata nel 2022, la ferrata che sale alla Forcella del Sassolungo è un itinerario attrezzato moderno, vario e molto arrampicabile che dal Passo Sella porta al Rifugio Toni Demetz, nel cuore del gruppo Sassolungo–Sassopiatto, tra la Val Gardena e la Val di Fassa. È una via di media difficoltà (MD) che, pur non raggiungendo una vetta, regala una progressione divertente, qualche tratto aereo e un panorama d’eccezione sui gruppi dolomitici attorno al Passo Sella. La quota non è elevata e l’avvicinamento è breve, il che la rende un’ottima ferrata d’inizio stagione o da abbinare ad altri itinerari della zona.

    ▲Partenza e avvicinamento

    Il punto di partenza è la stazione a valle della funivia che dal Passo Sella (2180 m) sale al Rifugio Demetz. Il passo si raggiunge in auto sia da Canazei, salendo dalla Val di Fassa, sia da Selva, dalla Val Gardena. Qui le indicazioni stradali e il parcheggio su Google Maps →

    Ci sono due modi per arrivare all’attacco. Il primo è tutto a piedi: dal parcheggio si segue il sentiero CAI 525 e, dopo circa 45–60 minuti, si individuano sulla sinistra i cartelli che indicano l’inizio della via attrezzata. Il secondo sfrutta la funivia Passo Sella → Demetz: una volta in quota si perde un po’ di dislivello scendendo lungo il 525 fino al bivio per l’attacco, risparmiando circa un’ora di cammino. La salita a piedi resta la scelta più appagante e completa.

    ▲Il percorso, tratto per tratto

    La ferrata non concede riscaldamento: i primi metri sono i più impegnativi di tutta la via. Si attacca un breve diedro verticale di roccia scura con un passo iniziale in leggero strapiombo per staccarsi da terra; pioli e staffe metalliche aiutano nei primissimi metri, poi si traversa a destra e si comincia a guadagnare quota. Superato questo primo balzo si aggira uno spigolo e si percorre una stretta cengia verso sinistra, fino a una bella paretina verticale.

    Qui la roccia è molto ammanigliata e conviene arrampicare cercando gli appigli naturali invece di trazionare sul cavo: è uno dei tratti più piacevoli. Si raggiunge il bordo di un canalino, lo si attraversa e si prosegue su cengia verso destra; aggirato un altro spigolo ci si trova sotto un balzo nei pressi di un diedro, dove alcune staffe facilitano la risalita di un passaggio logico e divertente. Poco sopra si sbuca su un piccolo pianoro erboso.

    Si riparte verso sinistra su una cengia che si assottiglia fino a diventare un traverso, raggiungendo un classico canale dolomitico. Il cavo guida in salita diagonale, con buoni appoggi per i piedi ma un impegno costante, fino a un breve passo strapiombante: anche qui le staffe riducono la difficoltà, ma serve uno spunto deciso per affrontarlo. All’uscita dal camino le guglie del Sassolungo e del Sassopiatto si ergono imponenti sopra la testa. Si arriva così alla cassetta con il libro di vetta e a una panchina panoramica, circa 30–40 minuti dopo l’attacco: il punto ideale per una sosta.

    Da qui la via risale qualche roccetta, supera uno spigolo e con un traverso a destra svela il Rifugio Demetz, meta dell’itinerario. Si guadagna il filo di cresta, facile ma esposto, lo si percorre tra brevi sali-scendi e un caratteristico ponte sospeso, poi si disarrampica un tratto verticale fino a una forcellina. Oltre la forcella il cavo riparte in verticale e, per roccette più facili, conduce a una bella placconata giallastra: un primo passo impegnativo, quindi ancora salita verticale fino a un diedro lavorato. Gli ultimi cinquanta metri si mantengono belli e continui, riportando sul filo di cresta con uno stretto camino, prima della breve discesa attrezzata che chiude la via proprio sopra il rifugio (circa 1h 30′ dall’attacco, 2h 30′ dal Passo Sella).

    Numerose vie di fuga attrezzate permettono di rientrare sul sentiero 525 senza completare l’intera ferrata: utile in caso di affollamento o di meteo in peggioramento.

    ▲Carattere e difficoltà

    Nonostante la classificazione di media difficoltà (MD), la Forcella del Sassolungo non è una via per principianti assoluti. È continuamente attrezzata e quindi sempre sicura, ma si sviluppa spesso in verticale e in esposizione, con tre o quattro passaggi che richiedono buona forza di braccia e dimestichezza con la roccia. Dove la progressione si fa più dura intervengono pioli e staffe artificiali che abbassano la difficoltà tecnica, ma l’attacco iniziale e i passi strapiombanti restano impegnativi. È perfetta per chi ha già qualche ferrata nelle gambe e vuole arrampicare divertendosi; sconsigliata a chi soffre il vuoto o è alla primissima esperienza.

    ▲Periodo, attrezzatura e discesa

    Periodo consigliato: da inizio estate all’autunno, neve permettendo; la quota contenuta la rende percorribile anche a stagione non ancora matura. Attrezzatura: kit da ferrata omologato, imbragatura e casco obbligatorio — trattandosi di una via di apertura recente, la roccia può presentare tratti ancora friabili, quindi attenzione ai sassi mobili, soprattutto in partenza e con altre cordate sopra. Discesa: dal termine dei cavi si scende per traccia al vicino Rifugio Demetz (2685 m, circa 10 minuti); da qui si rientra con la funivia al Passo Sella oppure a piedi sul sentiero 525 (circa 1h 15′), per un giro complessivo di circa 4 ore.

    ▲Da abbinare

    Il proseguimento naturale dal Demetz è la vetta del Sassopiatto con la Ferrata Oskar Schuster: chi parte presto e è ben allenato può concatenare le due vie in un anello impegnativo. Dal Passo Sella sono inoltre raggiungibili la breve Ferrata al Col Rodella e l’impegnativa Ferrata delle Mesules nel Gruppo di Sella; scendendo in Val Gardena si trovano la Tridentina, il Piccolo e il Gran Cir.

    ▲Galleria

    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaBolzano
    • GruppoSassolungo
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario totale4:00 h
    • Dislivello ferrata~200 m
    • Dislivello itinerario440 m
    • Altitudine max2685 m
    • Lunghezza~5 km
    • Apertura2022
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