Caratteristica: Interesse storico

  • Sentiero Attrezzato del Gronton a Cima Bocche

    Sentiero Attrezzato del Gronton a Cima Bocche

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato del Gronton a Cima Bocche

    Il Sentiero Attrezzato del Gronton รจ un percorso attrezzato in quota che non presenta particolari difficoltร  tecniche, ma la cui esposizione, costante lungo tutto l’itinerario, richiede una certa esperienza di montagna. Parte dal Passo Lusia, sale verso Cima Bocche e scende ai Laghi di Lusia, snodandosi su una linea di difesa austriaca della Grande Guerra.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza รจ il Passo Lusia, raggiungibile tramite una strada sterrata che si stacca dalla statale del Passo San Pellegrino vicino a Moena (TN). Da Moena si procede verso il Passo San Pellegrino per pochi chilometri fino agli impianti di risalita Lusia, utilizzabili per raggiungere il rifugio; chi sale in auto imbocca la sterrata che risale subito dopo il passaggio sotto le piste e la percorre per alcuni chilometri fino al rifugio (apri su Google Maps). Dal Rifugio al Passo Lusia (2055 m) si procede verso sud sul CAI 633 in direzione di Cima Bocche, risalendo i prati a modesta pendenza fino alla Sella Lusia (2360 m), da cui si ha una vista ideale sull’intero giro: a sinistra la cresta del Gronton, dritto davanti Cima Bocche e in basso i Laghi, lungo i quali corre il rientro. Dalla sella si scende a mezzacosta fino al Bivacco Redolf (2335 m), dove a un bivio si lascia il 633 (che sarร  il sentiero di rientro) e si tiene a sinistra il CAI 634 per l’attrezzata del Gronton, che inizia a Forcella Cajerin (2365 m, 1h30 dal Rifugio Lusia).

    ▲Il percorso

    Dalla Forcella Cajerin il sentiero attrezzato si sviluppa generalmente poco sotto il filo di cresta, tranne nel tratto conclusivo, ed รจ protetto nei punti piรน esposti. Poco dopo l’inizio si incontra una cengia esposta con la fune alla destra, oltre la quale si susseguono passaggi su grossi blocchi di roccia alternati a tratti gradonati, residui delle attivitร  militari di un secolo fa. Si raggiunge una nuova cengia con un innocuo ponte sospeso a funi, che porta verso una forcella ben visibile; superata la forcella, si perde leggermente quota lungo una cengia esposta e attrezzata. La salita, non particolarmente ripida, conduce alla cresta, da cui si vedono il percorso appena fatto e i sottostanti Laghi di Lusia; si percorre quindi il tratto piรน scenografico, un’esposta cengia che aggira uno sperone roccioso, e un ultimo tratto di cresta fino a un bivio: a destra si scende verso la Forcella delle Bocche, a sinistra si sale a Cima Gronton (1h andata e ritorno, con altri resti bellici). L’escursione prosegue scendendo verso la Forcella delle Bocche (2543 m, 1h dall’attacco, 2h30 totali); poco prima, sulla sinistra, un bivio consente di salire a Cima Bocche (2745 m, 1h andata e ritorno, salita consigliata, 3h30 totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Non presenta difficoltร  tecniche nรฉ situazioni di arrampicata verticale; รจ un’escursione piacevole, interessante dal punto di vista storico e paesaggistico e meno battuta di tante altre delle valli vicine. L’unica vera nota di impegno รจ l’esposizione, presente lungo tutto il percorso e non indifferente.

    ⚠ L’esposizione accompagna l’intero itinerario, pur con protezioni nei tratti piรน critici: servono esperienza di montagna e passo fermo.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 2622 m). L’ambiente attorno ai Laghi di Lusia รจ molto caratteristico; piรน che la tecnica, รจ l’esposizione a richiedere attenzione.

    ▲Discesa

    Dalla Forcella delle Bocche si rientra lungo il sentiero 633, che scende nella vallata dei Laghi di Lusia โ€” non รจ raro incontrare cavalli allo stato brado โ€” fino alla Forcella Lusia e quindi al Rifugio al Passo Lusia (2h da Forcella Bocche; 4h30 totali senza la salita a Cima Bocche, 5h30 con la salita).

    ▲Da abbinare

    Sul versante opposto della valle che porta al Passo San Pellegrino si trovano due itinerari ben piรน impegnativi: l’Alta Via Bepi Zac e l’Alta Via Bruno Federspiel.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Facile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoLagorai – Catena di Bocche
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata256 m
    • Dislivello itinerario567 m
    • Quota max2622 m
    • Lunghezza13,4 Km
  • Sentiero Attrezzato degli Eroi al Monte Peurna

    Sentiero Attrezzato degli Eroi al Monte Peurna

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato degli Eroi al Monte Peurna

    Il Sentiero Attrezzato degli Eroi sale al Monte Peurna, in Val Schievenin. รˆ facile nei brevi tratti attrezzati, ma ostico nei lunghi tratti non protetti su fondo instabile; l’itinerario non รจ soggetto a manutenzione puntuale e a volte risulta difficile da individuare. Corre in una zona ricca di testimonianze della Grande Guerra.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge la Valle di Schievenin, in provincia di Belluno: dalla valle del Piave, in prossimitร  di Quero, si procede verso est seguendo le indicazioni per Schievenin; arrivati in paese ci si addentra nella valle su strada stretta ma asfaltata fino a un parcheggio, oltre il quale c’รจ divieto di transito (attenzione ad alcuni colatoi e buche che possono danneggiare le auto basse) (apri su Google Maps). Dal parcheggio (515 m) si cammina lungo la strada interdetta al traffico verso nord, su sterrata con segnavia 848, seguendo per Forcella Bassa; in prossimitร  di una curva una traccia si stacca a sinistra nel bosco, senza palina e segnalata solo da un piccolo cartello (15′ dal parcheggio). Il sentiero 848 sale lungo la Valle dell’Inferno fino a Forcella Bassa: un tratto che al 2017 risultava piuttosto mal tenuto, con alberi divelti, traccia a volte difficile da individuare e passaggi a mezzacosta su fondo scivoloso ed esposto sul lato sinistro. Raggiunta Forcella Bassa (1044 m, 1h dal bivio), si tiene la sinistra innestandosi nel piรน lungo Sentiero degli Eroi (cartelli AV8), di cui si percorre solo un tratto; verso sud, sul versante orientale del Peurna, il sentiero presenta tratti su erba e terriccio insidiosi e non protetti. Aggirata la parete est, sul versante sud-orientale si raggiunge il primo tratto attrezzato (1h15 da Forcella Bassa, 2h30 totali).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto attrezzato si sviluppa in cresta, con il cavo alla destra: si scende lungo questo tratto fino a una facile e ampia cengia attrezzata. Si prosegue sul sentiero verso sud fino al secondo tratto attrezzato, dove si risale un passaggio molto ripido su fondo scivoloso, protetto per sicurezza. Oltre questo punto terminano le attrezzature e con esse la parte attrezzata del Sentiero degli Eroi (30′ dall’attacco, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Dove protetto, l’itinerario non presenta difficoltร  tecniche; le principali difficoltร  sono dovute ai numerosi tratti di sentiero su fondo insidioso e non protetto. รˆ inoltre facile perdere la traccia: sia in avvicinamento sia al rientro ci sono punti con alberi caduti e tratti invasi da ortiche ed erbe alte.

    ⚠ Itinerario poco mantenuto e a tratti difficile da individuare, con lunghi tratti non protetti su fondo instabile, scivoloso ed esposto. Sono consigliati pantaloni lunghi e bastoncini telescopici; valutare con cura meteo e capacitร  di orientamento.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota bassa (massimo 1207 m): l’itinerario รจ percorribile in buona parte della stagione escursionistica, ma le condizioni del fondo e la vegetazione possono renderlo faticoso. La cura nell’orientamento รจ il fattore di sicurezza principale.

    ▲Discesa

    Si prosegue in leggera discesa fino a intersecare il sentiero 843, si tiene la sinistra e poco dopo ancora la sinistra seguendo il segnavia 839 che riporta a Schievenin. Raggiunta l’asfaltata percorsa all’andata, ci si ritrova a valle rispetto al parcheggio, quindi si risale la strada fino al punto di partenza (2h dal termine delle attrezzature, 5h complessive).

    ▲Da abbinare

    Verso sud, in direzione di Bassano del Grappa, si trovano due ferrate che salgono alla zona sacra del Grappa, la Ferrata Sass Brusai e la Ferrata Guzzella; per qualcosa di piรน impegnativo, seppur breve, la Ferrata Santa Felicitร . Verso nord si raggiunge il Lagorai con la Ferrata Gabrielli a Cima d’Asta, mentre verso le Dolomiti Feltrine si trova la Ferrata al Monte Coppolo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Facile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Feltrine – Val Schievenin
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario785 m
    • Quota max1207 m
    • Lunghezza9,1 Km
  • Sentiero Attrezzato al Cuestalta (Hoher Trieb)

    Sentiero Attrezzato al Cuestalta (Hoher Trieb)

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Sentiero Attrezzato al Cuestalta (Hoher Trieb)

    Il Sentiero Attrezzato al Cuestalta sale all’omonimo monte (Hoher Trieb in tedesco), posto sul confine tra Italia e Austria. รˆ un itinerario lungo ma mai eccessivamente impegnativo, con un tratto in cresta attrezzato nei punti piรน esposti e verticali, in un ambiente carnico ricchissimo di storia della Grande Guerra.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Malga Pramosio, nel comune di Paluzza (UD), raggiungibile su una sterrata in buone condizioni dal paese di Claulis, lungo la statale che da Tolmezzo sale al Passo di Monte Croce Carnico; all’ingresso del paese un chiaro cartello indica la Foresta di Pramosio, e si segue la strada fino al termine presso la malga, che offre anche possibilitร  di pernottamento (apri su Google Maps). Dalla Casera di Pramosio (1521 m) si segue il sentiero 407 verso est; si ignora subito il bivio del 404 e si oltrepassano la Sella di Cercevesa e i ruderi dell’omonima casera. A un nuovo bivio (1h15 dal parcheggio) si lascia il 407 che scende a destra e si resta sul sentiero 448, indicato come esposto, che taglia a mezzacosta la cresta del Cuestalta (attenzione al fondo in caso di abbondanti piogge). A un bivio successivo, dove a sinistra il 448 sale alla via normale italiana, si prosegue a mezzacosta sul 448a verso il Rifugio Fabiani; il sentiero piega verso la Creta Rossa, raggiunta dopo un tratto di cresta un po’ esposto ma non difficile (1770 m, 1h dal bivio del 407, 2h15 totali), e da qui si scende ripidamente al Rifugio Fabiani (1539 m, 2h40 totali). Dal rifugio il sentiero 454 sale al Passo Pecol di Chiaula (1797 m, 3h totali), confine di Stato tra Italia e Austria, con numerose testimonianze della Grande Guerra: gallerie, trincee e baraccamenti. Si scende ora in territorio austriaco verso un rifugio con cappella; dopo alcuni minuti, ignorate le tracce a sinistra, conviene scendere fino a un bivio segnalato e seguire a sinistra il cartello per il Kleiner Trieb (sentiero 421) salendo verso Cima Medatte; ripidi, si raggiunge la croce di Punta Medatte (2095 m, 1h dal Passo Pecol di Chiaula, 4h totali).

    ▲Il percorso

    Inizia qui il tratto di cresta con i passaggi attrezzati. Punta Medatte (Kleiner Trieb) รจ separata dalla vicina Cuestalta (Hoher Trieb) da una sella: si scende lungo il crinale, attrezzato con cavo corrimano nei punti esposti. Dalla sella (10′ da Punta Medatte) parte la breve ferrata che sale al Cuestalta: si superano alcune roccette non protette fino a incontrare il cavo, che guida prima su roccette e poi, da sinistra verso destra, su una paretina. La ferrata, di livello facile, sale su una cresta molto ben appigliata, piacevole da arrampicare; essendo un percorso di cresta รจ esposta, ma mai eccessivamente. La salita, molto logica, deposita poco sotto la cima del Cuestalta, segnalata da una croce metallica che si raggiunge per sentiero (2199 m, 20′ dalla sella, 30′ da Punta Medatte, 4h30 complessive).

    ▲Carattere e difficoltร 

    รˆ un bell’itinerario che taglia un pezzo del crinale di confine italo-austriaco, lungo ma non eccessivamente impegnativo: la parte attrezzata serve soltanto a salire la cresta nei tratti piรน verticali ed esposti. Il contesto storico, con le testimonianze della Grande Guerra, รจ uno dei suoi punti di forza.

    ⚠ Itinerario lungo (13 km, 6h15) in ambiente di montagna di confine: attenzione al fondo dei tratti a mezzacosta in caso di abbondanti piogge.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione estiva, quota massima 2199 m. Pur senza difficoltร  rilevanti, lo sviluppo lungo richiede buona gestione dei tempi e attenzione al meteo, dato l’ambiente di alta montagna.

    ▲Discesa

    Dalla cima del Cuestalta si scende affiancando, lungo i tratti ripidi, alcuni ruderi di trincee, fino al bivio tra il sentiero 448 (via normale italiana) e quello che prosegue in cresta verso il Passo Pramosio. Si resta su quest’ultimo, di cresta solo a tratti esposta e privo di arrampicata, passando vicino al Monte Scarniz (salibile con una breve deviazione), fino al Passo Pramosio (1785 m, 1h15 dal Cuestalta, 5h30 complessive). Dal passo, visibile alcune centinaia di metri piรน a valle, si raggiunge la Malga Pramosio con un tratto di sentiero e poi di strada sterrata (6h15 complessive).

    ▲Da abbinare

    Lungo questo tratto di confine si trovano altri itinerari attrezzati, in genere piรน difficili e atletici: in ordine crescente di impegno, relativamente vicine, la Ferrata Steinbergerweg al Cellon, la Ferrata al Coglians e la Ferrata Senza Confini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Facile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Carniche
    • Avvicinamento4:00 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)6:15 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario678 m
    • Quota max2199 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato Ceria Merlone al Modeon del Buinz

    Sentiero Attrezzato Ceria Merlone al Modeon del Buinz

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Sentiero Attrezzato Ceria Merlone al Modeon del Buinz
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Ceria Merlone รจ un lungo e panoramico itinerario delle Alpi Giulie, con partenza dall’Altopiano del Montasio. Dopo un lungo avvicinamento fino alla Forcella Lavinal dell’Orso, segue un magnifico percorso di cresta che chiude un grande anello in discesa al Rifugio Brazzร . Numerosi tratti non sono protetti, e in alcuni casi richiedono brevi passaggi di disarrampicata: un percorso superbo ma da affrontare con esperienza. La via รจ dedicata agli alpinisti triestini Celestino Ceria e Ruggero Merlone, ed รจ stata inaugurata nel 1971 dal Battaglione Alpini Cividale, a memoria della linea tenuta dagli Alpini su questa cresta durante la Grande Guerra.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da un ampio parcheggio lungo la strada che collega Malga Montasio con Sella Nevea, sull’Altopiano del Montasio (UD). Per arrivare a Sella Nevea si raggiunge Chiusaforte, a 20 minuti dall’uscita Carnia-Tolmezzo della A23; da lรฌ si seguono le indicazioni per Sella Nevea verso est, si supera il ponte e si guida per 20 km fino al paese, dove a un tornante un cartello marrone indica l’Altopiano del Montasio, da seguire fino al termine della strada (apri su Google Maps). L’itinerario รจ qui proposto da est (Forcella Lavinal dell’Orso) a ovest (Cima Terrarossa), verso in cui molti tratti attrezzati si percorrono in salita. Dal parcheggio (circa 1500 m) si sale su sterrata verso il Rifugio Brazzร ; dopo pochi minuti si incrocia una sterrata con segnavia 624 che taglia a destra in falsopiano. Perdendo un poco di quota si oltrepassano le Casere Parte di Mezzo e poi le Casere Larice (1479 m, 30′ dal parcheggio); ignorata una traccia a destra che scende a Sella Nevea, si raggiunge il Rifugio Casere Cregnedul di sopra (1515 m, 1h dal parcheggio). Ci si innesta sul sentiero 625 che sale da Sella Nevea, si tiene la sinistra in salita, prima nel bosco e poi puntando deciso a nord; usciti dal bosco si taglia a mezzacosta la parete sud del Cregnedul fino al Passo degli Scalini (2022 m, 1h dal Rifugio Casere Cregnedul, 2h totali). Oltrepassato il passo si apre un vallone: a sinistra in alto si notano la Forcella Lavinal dell’Orso e la cresta della Ferrata Goitan. Si taglia il vallone seguendo la traccia e, sul versante opposto, i segni bianco-rossi, salendo con un certo affanno verso la forcella; poco prima si segue una scritta su roccia e una traccia che si stacca a sinistra: comincia qui il Sentiero Attrezzato Ceria Merlone (30′ dal Passo degli Scalini, circa 2h30 totali).

    ▲Il percorso

    Il primo obiettivo รจ la Forcella Cregnedul, raggiunta guadagnando circa 200 metri attorno alle imponenti pareti di Punta Plagnis. Si sale su fondo ghiaioso fino a un primo tratto attrezzato che supera alcune roccette, una parete verticale e una placchetta inclinata; lasciata alle spalle la Forcella Lavinal dell’Orso, si prosegue in diagonale fino a un camino attrezzato e a una scaletta metallica a pioli appoggiata alla roccia, e in un alternarsi di passaggi a destra e a sinistra si chiude il primo tratto faticoso alla Forcella Cregnedul (2340 m, 1h15 dall’attacco). Si segue ora la traccia su un’ampia cengia non protetta che aggira le pareti sud di Punta Plagnis, passando dal versante est a quello ovest: i passaggi sono esposti ma generalmente ampi, salvo un paio di forcelle e roccette sul versante ovest dove il sentiero si stringe; i tratti piรน esposti hanno un cordino corrimano. Con un tratto attrezzato in discesa si scende di alcuni metri, poi si cammina su cenge ampie e comode fino alla Forca de la Val (2352 m, 1h15 da Forcella Cregnedul), che separa il Modeon del Buinz dalla Cima de la Puartate. Si salgono canalini attrezzati intervallati da ghiaione detritico, tenendosi a sud per evitare a nord la ripida parete, in un tratto ricco di esposte cenge protette; si raggiunge una forcellina incastonata e si comincia ad aggirare la parete meridionale del Modeon del Buinz verso la Sella di Buinz, con davanti il Foronon del Buinz e il suo bivacco poco sotto la vetta. Si aggira un’esposta cengia attrezzata, si sale un breve tratto sprotetto su fondo instabile, si percorre una cengia e ci si porta sulla parete ovest del Modeon; lungo un ampio crinale sul lato sud, in leggera salita, si superano tratti attrezzati di roccette e facili balzi rocciosi fino al nuovo e funzionale Bivacco Vuerich (2531 m, 1h15 da Forca de la Val, 3h45 dall’attacco). Dalla cima del Foronon del Buinz si segue l’ampio crinale, si percorre una passerella e si comincia a perdere quota con facili passaggi di disarrampicata, attrezzati nei casi piรน impegnativi; tenendosi sul lato sud si percorrono esposte cenge in genere non protette e si raggiunge un nuovo tratto verticale, con un canalino attrezzato ripido ma ben appigliato, seguito da alcune roccette, fino alla Forca de Lis Siens (2274 m, 1h dal Bivacco Vuerich). Dall’ampia sella il sentiero corre in falsopiano tra modesti saliscendi sul lato sud fino al bivio segnalato con scritta su sasso (2285 m, 15′ da Forca de Lis Siens, 5h dall’attacco) tra la salita a Cima Terrarossa e il Sentiero Ceria Merlone, dove la via attrezzata termina.

    ▲Carattere e difficoltร 

    Non presenta particolari difficoltร  tecniche, nรฉ nei tratti attrezzati nรฉ in quelli non protetti; merita perรฒ grande attenzione per i numerosi passaggi esposti lungo cenge e canalini. Si sviluppa interamente in quota, con il Bivacco Vuerich a metร  percorso in ottime condizioni, ma con solo due vie di fuga, entrambe non segnate.

    ⚠ Itinerario molto lungo (9h, 16 km) in ambiente d’alta montagna, con molti tratti esposti e non protetti e brevi passaggi di disarrampicata. Le sole due vie di fuga โ€” a Forca de la Val verso la Conca di Casera Cregnedul e a Punta Plagnis per la Plagnota โ€” sono ripide e non segnate, da usare solo in emergenza. Partire presto, con meteo stabile e buona autonomia.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna nelle Alpi Giulie (quota massima 2531 m). Le attrezzature e la segnaletica sono in buone condizioni, ma lo sviluppo, l’esposizione e la scarsitร  di vie di fuga richiedono esperienza, allenamento e attenzione al meteo.

    ▲Discesa

    Dal bivio finale (2285 m) la discesa piรน rapida รจ a sinistra, in direzione dell’Altopiano del Montasio; volendo si puรฒ salire alla vicina Cima Terrarossa (2420 m, 45′ andata e ritorno). Tenendo la destra e scendendo verso l’altopiano si raggiunge il Rifugio Brazzร  (1660 m, 1h15 dal termine della ferrata) e quindi il parcheggio (circa 1h30 dal termine, 9h complessive).

    ▲Da abbinare

    L’ambiente si presta a itinerari di piรน giorni: si puรฒ salire al Jof di Montasio per la Ferrata Amalia e usare il Ceria Merlone per rientrare sul versante nord, oppure abbinarlo al Sentiero Attrezzato Leva pernottando in rifugio o bivacco. Dalla Forcella Lavinal dell’Orso si puรฒ intraprendere la Ferrata Goitan verso il Jof Fuart. Restando nelle Alpi Giulie segnaliamo anche la Ferrata Julia al Canin e la Ferrata della Vita al Mangart.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Giulie
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata5:00 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata257 m
    • Dislivello itinerario1031 m
    • Quota max2531 m
    • Lunghezza16 Km
  • Ferrata Strada degli Alpini

    Ferrata Strada degli Alpini

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Strada degli Alpini
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Strada degli Alpini percorre uno splendido itinerario nelle Dolomiti di Sesto, risalendo il versante orientale della Val Fiscalina Alta dal Rifugio Comici fino a Forcella Undici lungo la storica Cengia della Salvezza della Grande Guerra. Per larghi tratti non presenta particolari difficoltà, pur essendo esposta; è un anello molto lungo e con elevato dislivello, da preparare con cura e da percorrere solo se ben allenati.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza l'albergo Dolomitenhof in Val Fiscalina (1454 m), raggiungibile da Moso in Val Pusteria. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue la carrareccia 102 verso sud fino al Rifugio al Fondo Valle (1548 m, 30'), poi sempre il 102 verso sud-ovest e a un bivio si tiene la sinistra sul sentiero 103 verso il Rifugio Comici, salendo lungo la sinistra orografica della Val Fiscalina Bassa (sul versante opposto si vede la cresta della Strada degli Alpini) fino al Rifugio Comici (2224 m, 2h 30' dal parcheggio). Dal rifugio si prosegue sul 103 verso sud, in discesa e poi in salita a sinistra verso Forcella Giralba, sul versante sinistro della Croda dei Toni; prima della forcella si incontra a sinistra il sentiero 101 verso il Monte Popera. Salendo verso una forcella e scendendo pochi metri, a un bivio (a destra la normale al Popera) si prosegue verso nord a mezzacosta fino alla cengia dell'attacco (1h dal Rifugio Comici).

    ▲Il percorso

    Il tratto iniziale supera facili roccette e si sviluppa poi lungo la panoramica Cengia della Salvezza, scavata nella roccia durante la Grande Guerra. Si percorre dapprima una cengia molto ampia, a tratti non attrezzata, fino al punto più iconico: la cengia svolta bruscamente in una rientranza della roccia e la si aggira dall'interno, con la caratteristica vista che richiama una «spada». Usciti sul versante opposto, dopo alcune roccette, la cengia prosegue tra modesti saliscendi lungo la parete ovest delle propaggini di Cima Undici, con stupendi panorami su Cima Dodici e la Val Fiscalina: generalmente larga, si percorre senza problemi nonostante il precipizio a sinistra. Presso un tetto roccioso ci si abbassa su una passerella di legno; più avanti, in una rientranza, una cascata e, secondo la stagione, un nevaio. La cengia prosegue ora senza protezione, in salita su fondo detritico, supera un nuovo nevaio e raggiunge un vecchio muretto militare dove si conclude il primo tratto (1h 45' dall'attacco, 5h 15' totali). Si continua su cengia non protetta, in falsopiano, fino a Forcella Undici, dove termina la ferrata con un panorama a 360° su Croda Rossa di Sesto, Cima Undici, Cima Dodici e Cima Uno (2h 30' dall'attacco, 6h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Per i primi due terzi la via non presenta passaggi tecnicamente impegnativi: si sviluppa soprattutto su cenge esposte ma ben attrezzate. I tratti più verticali e medio-difficili si incontrano in discesa, soprattutto verso il Passo della Sentinella.

    ⚠ Alcuni passaggi non protetti sono esposti e richiedono piede fermo. L'escursione è lunga e dopo il Rifugio Comici non si incontrano altri punti d'appoggio fino al rientro: svolgendosi poco sotto i 3000 m va percorsa solo con tempo stabile. Può essere utile avere con sé i ramponi se i nevai sono ancora presenti, spesso con neve dura.

    ▲Periodo e sicurezza

    Per questa via non è disponibile una traccia GPS ufficiale. Per la cartografia è utile la cartina delle Dolomiti di Sesto di 4Land.

    ▲Storia

    La Strada degli Alpini affonda le radici nella Grande Guerra, quando la «Cengia della Salvezza» — in origine cengia naturale, poi allargata dagli alpini — collegava Forcella Giralba alla terrazza ovest di Cima Undici per raggiungere e fortificare le postazioni in vista dell'attacco al Passo della Sentinella, allora confine italo-austriaco. Dopo la guerra Francesco Meneghello (CAI) riportò alla luce l'itinerario e nel 1932 il CAI di Padova lo attrezzò con corde metalliche e scalette; il tratto da Forcella Undici al Passo della Sentinella fu invece attrezzato dal CAI di Padova negli anni Settanta.

    ▲Discesa

    Da Forcella Undici due opzioni. La prima segue il segnavia 124 che, aggirando l'Elferschartespitze, scende in Val Fiscalina con un traverso attrezzato e un paio di canalini franosi, poi un vallone detritico con la Croda Rossa a destra, fino al parcheggio (1h 30' da Forcella Undici, 6h 45' totali). La seconda scende al Passo della Sentinella (anche detta Ferrata del Passo Sentinella): cenge, una scaletta, l'attraversamento di un canale, una lunga passerella di legno e balzi verticali in forte esposizione fino al passo (2717 m, 1h da Forcella Undici), ricco di resti bellici; si scende poi a sinistra nel Vallon Sentinella, dapprima molto ripido e attrezzato, fino al bivio con il sentiero 124 che riporta in Val Fiscalina e al parcheggio (8h totali).

    ▲Da abbinare

    Itinerario ideale da inserire in giri di più giorni: un classico abbina la Ferrata Roghel e la Cengia Gabriella verso i Rifugi Berti e Carducci, usando poi la Strada degli Alpini per rientrare al Berti dalla Val Popera; oppure la salita alla Croda Rossa di Sesto per la Ferrata Zandonella e la discesa per i Costoni di Croda Rossa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Sesto
    • Avvicinamento3:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)8:00 h
    • Dislivello ferrata337 m
    • Dislivello itinerario1200 m
    • Quota max2717 m
    • Lunghezza11 Km
  • Ferrata Steinbergerweg

    Ferrata Steinbergerweg

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Steinbergerweg
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Steinbergerweg ripercorre la storica via di salita sulla parete nord-orientale della Creta di Collinetta (Cellon), aperta durante la Grande Guerra da una spedizione militare austriaca guidata dal maggiore Steinberger. Sale senza eccessive difficoltà lungo gole e colatoi, ed è di grande interesse storico per le numerose testimonianze dei combattimenti. Difficoltà medio-bassa nei tratti attrezzati.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il Passo di Monte Croce Carnico (1360 m), sul confine Italia-Austria, raggiungibile in circa 40' da Tolmezzo (Udine) per la SS 52b. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si può salire dal versante austriaco (con l'opzione di percorrere la galleria bellica del Cellon, descritta nella scheda della Ferrata Senza Confini) o da quello italiano, qui descritto: più lungo ma meno impegnativo. Dal parcheggio si seguono i segnavia 146 su comoda mulattiera sul versante meridionale del crinale, fino a incrociare il sentiero 147 per il Cellon (proveniente dal Rifugio Marinelli); preso il 147 a destra si sale più decisi lungo una mulattiera di guerra con cenge esposte e brevi gallerie fino al Contrafforte di Schulter (1736 m). Si prosegue su rocce e mughi, prestando attenzione a non perdere la traccia, fino a un bivio segnato su roccia (a sinistra la Senza Confini, a destra la Steinbergerweg): tenendo la destra, su ghiaione e poi tagliando in quota la parete nord-orientale, si raggiunge l'attacco, con una targa di marmo in tedesco (1870 m, 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via ricalca il percorso seguito dai soldati austriaci. Si sale un colatoio e gradualmente si traversa a sinistra su roccette ed erba in discreta esposizione (attenzione al fondo e alle rocce instabili; il cavo è invece stato rinnovato di recente). Ci si sposta poi in una gola rocciosa dove si affrontano molti tratti gradonati attrezzati, con qualche passaggio di arrampicata libera (massimo I+) e sassi instabili. Si ritrova il cavo sul lato sinistro salendo ripidi passaggi verso una breve cresta, quindi si risale un ultimo colatoio con l'ausilio della fune fino a una sella erbosa dove terminano i cavi e si uniscono i sentieri dalla Senza Confini e dal versante italiano (2103 m, 1h dall'attacco, 2h 30' totali). Su evidente traccia si sale all'anticima est e, fra numerosi resti della Grande Guerra, alla vetta della Creta di Collinetta (2241 m, 20' dal termine della ferrata, circa 3h totali), con croce metallica e targa commemorativa.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata piacevole, di medio-bassa difficoltà e molto arrampicabile: a parte l'esposto traverso iniziale e un paio di passaggi più verticali, è priva di difficoltà oggettive.

    ⚠ Attenzione ai pochi passaggi non protetti dove si arrampica e ai sassi instabili lungo gole e colatoi. Le diciture «Creta di Collinetta» e «Cellon» sono usate indistintamente.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina delle Alpi Carniche Centrali.

    ▲Discesa

    Si rientra al crocevia raggiunto al termine della ferrata e si scende a destra sul sentiero 147, versante italiano, tagliando in orizzontale; lungo la mulattiera ci si ricongiunge al sentiero dell'avvicinamento fino al parcheggio (1h 30' dalla vetta, 4h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Condivide gran parte di avvicinamento e rientro con la più impegnativa Ferrata Senza Confini. Dal vicino Rifugio Marinelli si raggiunge l'attacco della difficile Ferrata alla parete nord del Coglians; a valle del passo il Sentiero Attrezzato Cuestalta. Più a sud, nelle Prealpi Carniche, la Cassiopea, la Ferrata al Clap Varmost e la dei 50 del Clap.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Carniche
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata358 m
    • Dislivello itinerario868 m
    • Quota max2228 m
    • Lunghezza8,2 Km
  • Ferrata Senza Confini (Cellon)

    Ferrata Senza Confini (Cellon)

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Senza Confini (Cellon)

    La Ferrata Senza Confini sale al Cellon (Creta di Collinetta), al Passo di Monte Croce Carnico, sul confine tra Italia e Austria. È una via molto impegnativa, verticale, esposta e fisica, da evitare se non ben allenati e abituati all'esposizione, ma di forte interesse storico: l'itinerario consente di percorrere anche una lunga galleria bellica della Prima Guerra Mondiale. La vetta della Creta di Collinetta tocca i 2241 m.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il Passo di Monte Croce Carnico (1360 m), raggiungibile in circa 40' da Tolmezzo (Udine) per la SS 52b. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. L'itinerario inizia in territorio austriaco e rientra da quello italiano. Oltrepassata la dogana si imbocca, sul versante occidentale del passo, il sentiero CAI verso la Creta di Collinetta; si ignora un primo segno per la Senza Confini a sinistra proseguendo dritti verso la Galleria e il Canalone Steinbergerweg. Dopo circa 15' a un bivio si tiene la sinistra in ripida salita verso la Galleria Schulter; un primo tratto ripido attrezzato con fune porta agli insediamenti bellici e all'ingresso della Galleria del Cellon (1541 m, circa 30'). La galleria sale circa 110 m di dislivello su quasi 200 m di sviluppo: interno ripido, roccia umida e scivolosa, attrezzata con fune per tutta la lunghezza e con alcune staffe nei tratti più ripidi. Si esce in poco meno di 30' da una stretta fenditura, si percorre un tratto attrezzato e si raggiunge un contrafforte di guerra (1h dal parcheggio). Tenendo la destra verso la cima e, a un secondo bivio segnato su roccia, ancora la sinistra (a destra va alla Steinbergerweg), si prosegue tra erba, mughi e pietraia fino a un evidente diedro/fenditura diagonale dove inizia la ferrata, senza targhette (1h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L'attacco è a circa 4 metri da terra e va raggiunto arrampicando in libera su passaggi appoggiati con buoni appigli. Presi il cavo, si salgono roccette appoggiate con qualche balzo facile, poi si piega a destra in un canalino al cui termine il cavo vira bruscamente in verticale alla base di un lungo, impegnativo e aereo diedro: la placca è povera di appigli naturali e attrezzata con staffe distanti tra loro, che obbligano a una certa trazione sul cavo; l'esposizione cresce rapidamente. Usciti dal diedro e spostatisi a sinistra su un passaggio impegnativo, si arriva sul filo di cresta, aereo, con vista sul passo. Seguono passaggi più facili che presto tornano su livelli medio-difficili: placche inclinate prima a sinistra poi a destra della cresta, uno spigolo esposto e alcune placche diagonali da affrontare in aderenza e con buona forza di braccia. Presso un masso incastrato c'è un primo passaggio strapiombante attrezzato solo con corda, che richiede agilità e forza; più avanti un secondo strapiombo, inizialmente con gradini metallici, poi un diedro e un camino ben gradonato, entrambi risaliti sul lato sinistro. Un tratto di cresta appoggiata con mughi invita a riposare; si riprende fedelmente il filo di cresta, aereo, fino al libro delle firme e a un ultimo diedro, oltre il quale terminano le attrezzature. Un sentiero di cresta conduce ad alcuni baraccamenti della Grande Guerra e a un crocevia (2103 m, 1h 30' dall'attacco); di qui si sale a vista alla vetta della Creta di Collinetta (2241 m, 20' dal termine della ferrata, circa 3h totali), con croce metallica e targa commemorativa.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via atletica e difficile che mette alla prova: poco arrampicabile per lunghi tratti, con singoli passaggi di livello elevato che inducono a una decisa trazione sul cavo. Corre in parte parallela a una storica via d'arrampicata friulana (Mazzilis e De Infanti).

    ⚠ Adatta solo a escursionisti allenati, con forza di braccia e che non soffrano di vertigini: un paio di passaggi sono molto esposti. Per la galleria del Cellon è indispensabile una pila frontale, perché la prima sezione è completamente buia; la roccia interna è umida e scivolosa.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina delle Alpi Carniche Centrali. Le diciture «Creta di Collinetta» e «Cellon» sono usate indistintamente.

    ▲Discesa

    Si rientra al crocevia raggiunto al termine della ferrata e si scende a destra sul sentiero 147, versante italiano, tagliando in orizzontale; poi lungo la mulattiera ci si ricongiunge al sentiero dell'avvicinamento e si torna al parcheggio (1h 30' dalla vetta, 4h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    L'itinerario condivide avvicinamento e rientro con la vicina Ferrata Steinbergerweg, valutabile come opzione in discesa per escursionisti esperti. In Carnia, più a sud del passo, il Sentiero Attrezzato Cuestalta e, raggiungibile via Rifugio Romanin, la Ferrata del Coglians; più a sud, in provincia di Udine, la Cassiopea al Torrione Comici, la 50° del Clap e la Ferrata al Clap Varmost.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Molto Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Carniche
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata50
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata408 m
    • Dislivello itinerario868 m
    • Quota max2228 m
    • Lunghezza6,8 Km
  • Ferrata di Cima Rocca

    Ferrata di Cima Rocca

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Ferrata di Cima Rocca

    La Ferrata di Cima Rocca รจ una breve via che ricalca un sentiero di guerra fino alla cima dell’omonimo monte, sopra l’Alto Garda. Si percorrono gallerie risalenti alla Prima Guerra Mondiale, ben segnalate al loro interno, per guadagnare quota e affacciarsi su un panorama splendido verso il Lago di Garda, il Monte Baldo e le Valli Giudicarie. Piรน che dalle difficoltร  tecniche, la via รจ caratterizzata dal forte interesse storico.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza il paese di Biacesa, a 4 km da Riva del Garda: da Riva si seguono le gallerie verso la Val di Ledro e, usciti dalla seconda, si raggiunge Biacesa; si imbocca via dei Dazi a destra e, a fine strada, si gira di nuovo a destra fino a un parco giochi con ampio parcheggio (punto di partenza su Google Maps). Ci sono due avvicinamenti. Il piรน facile segue il CAI 417 verso nord e, dopo una decina di minuti, tiene la destra (CAI 460) verso la Chiesa di San Giovanni, sotto l’imponente parete di Cima Rocca (1h dal parcheggio); oltre la chiesa i segni bianco-rossi salgono a nord verso l’attacco (CAI 471). In alternativa si puรฒ salire per il CAI 470 (Sentiero dei Bech) fino al bivio col 417, poi a sinistra sul 471 โ€” ben attrezzato nei tratti difficili โ€” passando presso il Bivacco Accioni fino alla Chiesa di San Giovanni (1h 15′).

    ▲Il percorso

    Dalla chiesa si salgono alcuni ripidi tornanti sul CAI 471 fino alla prima galleria, dove un cartello segna l’inizio del tratto attrezzato (10′ dalla chiesa). Si entra nella galleria, seguendo le indicazioni interne, e si esce sopra una scala metallica di 13 metri, nel bosco; si procede lungo ripidi canali terrosi e alcuni balzi rocciosi attrezzati fino alla seconda galleria, anch’essa ben segnalata all’interno. Usciti, si segue un sentiero a tratti attrezzato fino alla terza galleria, che per ora si ignora seguendo il CAI 471A che, lungo una trincea di guerra, conduce alla cima di Cima Rocca (1090 m, 45′ dalla Chiesa di San Giovanni, 2h totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Via non difficile (Difficile come grado complessivo per via di alcuni tratti esposti), breve, con solo 70 m di dislivello attrezzato: il suo valore sta nelle gallerie e nelle trincee della Grande Guerra e nel panorama, piรน che nell’impegno tecnico.

    ⚠ รˆ assolutamente necessario portare una torcia, idealmente frontale per avere le mani libere: si attraversano gallerie di guerra prive di illuminazione. Attenzione inoltre al caldo nei mesi estivi, vista la bassa quota e l’esposizione verso il Garda.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota dell’Alto Garda (massimo 1090 m): percorribile gran parte dell’anno, meglio nelle stagioni intermedie evitando il caldo estivo. Itinerario breve, 5,8 km e 672 m di dislivello, circa 3 ore complessive.

    ▲Discesa

    Da Cima Rocca si puรฒ scendere lungo l’itinerario di salita fino alla Chiesa di San Giovanni, oppure per il sentiero attrezzato che cala sulla parete nord verso Bocca Pasumer (attrezzato nei punti piรน esposti, non difficile); a un bivio, a sinistra, una lunga galleria di guerra di 300 m (torcia necessaria) porta all’imbocco della terza galleria non percorsa all’andata, mentre proseguendo dritti il CAI 460B riporta alla chiesa. Da qui si rientra in paese per uno dei due itinerari di avvicinamento (circa 1h 30′ dalla vetta, 3h totali).

    ▲Da abbinare

    Nell’Alto Garda, poco distante, si trovano la Ferrata di Cima Capi e la Ferrata di Colodri ad Arco.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Difficile
    • RegioneTrentino Alto Adige
    • GruppoAlto Garda – Val di Ledro
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario672 m
    • Quota max1090 m
    • Lunghezza5,8 Km
  • Alta Via Bruno Federspiel

    Alta Via Bruno Federspiel

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Alta Via Bruno Federspiel

    L’Alta Via Bruno Federspiel e’ un impegnativo itinerario di cresta nei Monzoni, in provincia di Trento, che collega la Forcella de la Costela con il Passo delle Selle. I tratti attrezzati non sono di difficolta’ elevata, ma l’ambiente e’ esposto e fatto di continui saliscendi, e il percorso ha un forte valore storico: attraversa tratti dove erano posizionate le artiglierie austriache durante la Grande Guerra. La classifichiamo Moderatamente Difficile, con l’avvertenza che il dislivello reale e’ molto superiore a quello tra partenza e cima.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza e’ Malga Crocefisso, in Val San Nicolo’, valle perpendicolare alla Val di Fassa all’altezza di Pozza di Fassa (punto di partenza su Google Maps). Se la strada non e’ chiusa si puo’ salire in Val Monzoni e parcheggiare nei pressi del primo tornante, altrimenti si lascia l’auto a Malga Crocefisso. Dal parcheggio si risale la strada della Val Monzoni, che coincide con il sentiero CAI 603, fino alla Baita Monzoni (1792 m, 45′ da Malga Crocefisso); si prosegue sul 603 fino a un bivio dove lo si lascia per imboccare a destra il CAI 624 in direzione di Punta Valacia e dell’omonimo rifugio (2275 m, 1h30′ totali). Poco oltre il rifugio si sale per ripido sentiero fino alla Forcella de la Costela (2529 m, 2h30′ totali), dove a sinistra, con segnavia CAI 616, ha inizio l’Alta Via Bruno Federspiel.

    ▲Il percorso

    Dalla Forcella de la Costela si ha davanti la lunga cresta da percorrere. Si parte su un sentiero inizialmente ampio che, salendo vicino alla cresta, si restringe e richiede piede fermo; si procede a mezzacosta accanto al filo per un buon tratto, mantenendo alta l’attenzione, fino a una forcella e poi a un tratto di cresta che porta allo Spiz del Malinvern (2630 m, 1h15′ dall’attacco, 3h45′ totali), dove si incontrano i primi tratti attrezzati. Da qui si potrebbe interrompere l’alta via scendendo a destra per il sentiero 624B verso Ronchi. Proseguendo, si scende verso est lungo una cresta erbosa fino alla Forcella Ricoletta (2431 m, 20′ dallo Spiz del Malinvern). Si continua in direzione dello Spiz de Tariciogn, che non si tocca lungo la via ma solo con una deviazione facoltativa, e si scende a una forcella dove riprendono i tratti attrezzati: si percorrono un paio di cenge esposte con passerelle in legno e alcuni tratti attrezzati non difficili vicino a uno spigolo, quindi un breve diedro da scendere e un facile traverso attrezzato. Si attraversa poi un tratto ricco di postazioni della Grande Guerra, raggiungibili con numerose deviazioni, e tra continui saliscendi si arriva al Passo delle Selle (3h dall’attacco, 5h30′ totali).

    ▲Carattere e difficolta’

    L’impegno maggiore deriva dal dislivello complessivo: i continui saliscendi lungo la cresta sommano molto piu’ dislivello di quanto suggerisca la differenza tra partenza e punto piu’ alto. L’itinerario e’ meno frequentato del vicino Bepi Zac perche’ nel complesso piu’ esposto, soprattutto rispetto alla prima parte del Bepi Zac. Chi vuole risparmiare energie puo’ percorrerlo in senso inverso dal Passo San Pellegrino, usando gli impianti di risalita per raggiungere il Passo delle Selle.

    ⚠ Itinerario lungo ed esposto con molti saliscendi su cresta: serve buon allenamento e piede fermo, soprattutto nei tratti di mezzacosta stretti vicino al filo. Le cenge esposte con passerelle e i ghiaioni in discesa richiedono attenzione. Valutare meteo e residui di neve nei passaggi a nord a inizio stagione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione utile dall’estate all’inizio autunno. Set da ferrata (imbracatura, kit, casco) per i tratti attrezzati, scarponi con buona aderenza per cresta ed erba, acqua e cibo per una giornata di 7-8 ore. Verificare se la strada della Val Monzoni e’ aperta e controllare il meteo: la cresta e’ esposta e poco riparata.

    ▲Discesa

    Dal Passo delle Selle (2528 m) ci sono due rientri a Malga Crocefisso. L’opzione piu’ semplice imbocca a sinistra, verso nord, il CAI 604 fino al Rifugio Taramelli (2040 m, 1h dal Passo delle Selle); si scende poi piegando a destra fino al bivio dell’andata verso il Rifugio Valacia e, passando accanto alla Baita Monzoni, si raggiunge Malga Crocefisso (1h45′ dal Passo delle Selle, 7h30′ totali). L’opzione piu’ impegnativa, che richiede ancora buona gamba, percorre il Sentiero Attrezzato Gino Badia (segnavia 640A) dal Passo delle Selle alla Forcella dell’Ort (2504 m, 1h), con alcuni tratti attrezzati e una delicata discesa su ripido ghiaione, fino al CAI 641 dove, tenendo la sinistra, si rientra sul sentiero 603 dell’andata e quindi a Malga Crocefisso (2h30′ dal Passo delle Selle, 8h15′ totali).

    ▲Da abbinare

    La cresta termina al Passo delle Selle e puo’ proseguire fino a Forcella Uomo lungo l’altra alta via della Grande Guerra, la Ferrata Bepi Zac. In alternativa la Federspiel si abbina alla Ferrata Gadotti al Sass Aut, in entrambi i casi con pernottamento in quota. Scendendo in Val San Nicolo’ si incontrano la difficile Ferrata Magnifici 4 e la Ferrata Kaiserjager al Col Ombert; spostandosi verso il Catinaccio si possono percorrere la Ferrata Santner, la Ferrata al Catinaccio d’Antermoia, la Ferrata Masare’ e la Ferrata Roda di Vael.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento2:30 h
    • Durata ferrata3:00 h
    • Itinerario totale7:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario1037 m
    • Altitudine massima2647 m
    • Lunghezza17 Km
  • Ferrata al Sentiero dei Fiori

    Ferrata al Sentiero dei Fiori

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata al Sentiero dei Fiori

    La Ferrata al Sentiero dei Fiori e’ uno splendido itinerario di cresta d’alta quota, attorno ai 3000 metri, sul gruppo dell’Adamello: un percorso attrezzato dove necessario, preparato dai militari italiani che qui avevano il fronte durante la Prima guerra mondiale, con panorami magnifici sui ghiacciai del Presena e del Pisgana. La difficolta’ tecnica e’ nel complesso modesta, con poche eccezioni nei tratti finali, ma l’ambiente d’alta montagna e l’innevamento possono alzare molto l’impegno reale; la classifichiamo Difficile.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Passo del Tonale, al confine tra le province di Trento e Brescia, raggiungibile da Bolzano (2h) o Brescia (2h30′) sulla SS42 oppure dalla Valtellina con la SS39 (1h45′ da Sondrio); si parcheggia presso la Funivia al Passo Paradiso, sul versante lombardo del passo (punto di partenza su Google Maps). Si sale con la funivia al Passo Paradiso (2585 m); scesi, si aggira il piccolo lago seguendo il CAI 44 in salita verso il Passo del Castellaccio. A un bivio non segnalato, dove alcuni segni CAI si staccano a sinistra, si tira dritto verso il passo lungo un sentiero ben segnato, su terreno d’alta montagna con alcuni balzi rocciosi non difficili, fino al Passo del Castellaccio (2963 m, 1h15′ dalla stazione a monte della funivia). Qui si indossa l’imbrago, si lascia il CAI 44 che scende nel versante opposto (valle di Narcanello) e si inizia la ferrata.

    ▲Il percorso

    Dal passo si procede verso sud seguendo segni e tracce abbondanti. Il primo tratto attrezzato e’ una lunga cengia con una serie di saliscendi, senza particolari difficolta’, che porta a una serie di passerelle in legno. Su una di queste, a sinistra, una fila di staffe sale a una punta panoramica: e’ una deviazione consigliata (circa 10 minuti) che porta al cosiddetto nido dell’aquila, costruito a scopo militare nella Grande Guerra; si rientra poi a ritroso sulla via. Si raggiunge cosi’ il punto piu’ iconico del percorso, il Gendarme di Casamadre, avvicinato e superato da due lunghi ponti sospesi, stabili e ben costruiti, con un tratto di collegamento tra l’uno e l’altro; chi non volesse percorrere i ponti puo’ utilizzare una galleria scavata durante la guerra che li evita. Oltre il gendarme una cengia aggira uno spigolo e scende di alcuni metri, senza difficolta’ di rilievo per l’escursionista esperto. Si incontra poi un tratto dove puo’ esserci neve anche in stagione inoltrata: se il cavo e’ nascosto dalla neve diventa necessaria l’attrezzatura da ghiaccio (ramponi, piccozza, corda per conserva). Si prosegue su sentiero relativamente facile, segnato dagli interventi bellici che ne hanno moderato le difficolta’, fino a ritrovare le attrezzature presso una paretina e alcune roccette; poi, superati alcuni massi talvolta instabili, si raggiunge il Bivacco Amici della Montagna, in genere aperto e gestito d’estate (3160 m, 1h15′ dall’attacco, 2h30′ totali). Proseguendo si perde quota fino a una prima via di fuga: a sinistra si scende a Capanna Presena (1h, con tratti attrezzati) per prendere il secondo troncone della funivia. Continuando sul sentiero si affronta un tratto a mezzacosta tra massi e si scende lungo una trincea di guerra fino al Passo di Lagoscuro (2970 m, 30′ dal bivacco, 3h totali), dove sorge una cappella di legno. Da qui chi vuole prosegue verso sud in direzione di Cima Payer, su cenge e balzi rocciosi sul versante occidentale del filo di cresta, senza grandi difficolta’, fino alla croce di Cima Payer (3056 m). Oltre, verso Passo Payer (2978 m), la difficolta’ aumenta davvero (e’ il tratto che merita la classifica Difficile): si scendono balzi e placche a ritroso, il filo si assottiglia e si percorrono esposti traversi in discesa. L’ultima parte del Sentiero dei Fiori, da Passo Payer verso il Passo del Lago di Pisgana (2933 m), sale su roccette attrezzate alternate a placche granitiche appoggiate, difficili da arrampicare ma sostenute dalla catena, e percorre un’aerea cresta attrezzata da non sottovalutare fino a Punta Pisgana (3088 m), prima di scendere al Passo del Lago di Pisgana.

    ▲Carattere e difficolta’

    Per gran parte dello sviluppo le difficolta’ tecniche sono modeste: a fare la differenza sono la quota, l’esposizione di alcuni tratti finali e soprattutto l’innevamento. Il tratto tra Cima Payer e la zona di Cima Lago Ghiacciato e’ il piu’ esposto e impegnativo e alza di un grado l’impegno complessivo dell’intero giro. Nel 2022 il sentiero e’ stato riammodernato dopo un periodo di manutenzione; sono stati installati cartelli che suggeriscono di percorrerlo dalla seconda stazione dell’ovovia al Passo Presena verso il Passo del Castellaccio, cioe’ nel senso opposto a questa relazione: di conseguenza si incontrano spesso escursionisti che procedono in direzione contraria e occorre attenzione agli incroci.

    ⚠ Itinerario attorno ai 3000 m: l’innevamento puo’ coprire i cavi anche in stagione inoltrata e in quel caso servono ramponi, piccozza e corda per procedere in conserva. Tempo e quota possono cambiare rapidamente: portare attrezzatura adeguata all’alta montagna. Attenzione agli incroci dovuti al senso di percorrenza consigliato dai cartelli e all’aerea cresta attrezzata verso Punta Pisgana, da non sottovalutare.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione utile dall’estate inoltrata all’inizio autunno, in funzione dell’innevamento. Set da ferrata completo (imbracatura, kit, casco) e, quando la neve e’ presente, attrezzatura da ghiaccio; abbigliamento da alta quota e scorta d’acqua e cibo per una giornata lunga. Organizzare l’uscita in base agli orari della funivia/ovovia del Passo Paradiso e del Passo Presena.

    ▲Discesa

    Il Sentiero dei Fiori puo’ essere interrotto in piu’ punti, tutti che riportano verso la Capanna Presena passando dal Passo di Maroccaro. Dal Passo di Lagoscuro (circa 2h dall’inizio del tratto attrezzato) si scende a sinistra verso il Lago Scuro, si risale al Passo di Maroccaro e si scende per nevaio del ghiacciaio Presena alla Capanna Presena (circa 2h dal passo). Dal Passo Payer (1h dal Passo di Lagoscuro) si scende verso il Rifugio Citta’ di Trento al Mandrone e, poco prima del rifugio, si prende a sinistra il CAI 209 fino al Passo di Maroccaro e quindi alla Capanna Presena (circa 2h30′ dal Passo Payer). Dal Passo del Lago di Pisgana si scende a sinistra al Rifugio Citta’ di Trento al Mandrone e si risale poi al Passo di Maroccaro per scendere alla Capanna Presena (circa 3h15′ dal passo). Dalla Capanna Presena si rientra a valle con la funivia. L’intero giro completo richiede circa 9h30′.

    ▲Da abbinare

    Sul versante nord del Passo del Tonale si trova il Sentiero Attrezzato degli Alpini a Punta d’Albiolo. Il gruppo dell’Adamello offre molte vie attrezzate, tra cui la Ferrata Terzulli all’Adamello, la molto difficile Ferrata al Corno del Grevo, la Ferrata al Pizzo Badile Camuno e, sul versante trentino, la Ferrata Monte Nero alla Presanella.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento1:15 h
    • Durata ferrata5:00 h
    • Itinerario totale9:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario490 m
    • Altitudine massima3088 m
    • Lunghezza15 Km
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