Caratteristica: Interesse storico

  • Ferrata Susatti a Cima Capi

    Ferrata Susatti a Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Susatti a Cima Capi

    La Ferrata Susatti a Cima Capi è una via facile e molto panoramica sopra il Lago di Garda, in Valle di Ledro (provincia di Trento). Senza difficoltà tecniche di rilievo ma con buona esposizione, è l’ideale per chi ha già esperienza di montagna ma vuole avvicinarsi ai sentieri attrezzati. L’ambiente, affacciato sul lago e ricco di tracce della Grande Guerra, la rende un itinerario di grande interesse anche storico.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il paese di Biacesa, a 4 km da Riva del Garda: da Riva si seguono le gallerie verso la Val di Ledro e, usciti dalla seconda, si raggiunge Biacesa; si prende via dei Dazi a destra e, a fine strada, ancora a destra. L’escursione inizia presso il parco giochi di Biacesa, dove però non è più consentito parcheggiare ai non residenti: occorre cercare un posteggio consentito nelle vicinanze (apri il punto di partenza su Google Maps). Da Biacesa si segue il sentiero CAI 470 (Sentiero dei Bech) a mezzacosta verso est lungo la Valle del Gec, ignorando la deviazione a sinistra per il Sentiero Attrezzato delle Laste (utile come rientro). Tra saliscendi e vegetazione mediterranea (allori, olivi) e alcune facili roccette si arriva a un bivio dove si ignora il CAI 405 (scende a Riva) e si sale verso l’attacco, raggiunto dopo un facile camino (1h 15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Presso la targa rossa si risalgono alcune roccette non attrezzate, oltre le quali la fune metallica aiuta a superare alcuni salti rocciosi in un camino. Usciti in cresta si sale con crescente esposizione, ma senza difficoltà, su placche ben gradonate dove è possibile procedere in arrampicata senza affidarsi continuamente al cavo. Una placca con un paio di staffe porta al filo di cresta: si prosegue sul versante destro in forte esposizione, sempre senza passaggi impegnativi, risalendo massi e piccole pareti attrezzate, con il Lago di Garda alle spalle. L’unico passaggio di media difficoltà consiste nell’aggirare un grosso masso su un traverso esposto, cercando l’appiglio oltre lo spigolo; superato questo tratto, un facile camino e alcuni brevi passaggi verticali immettono sul sentiero che porta alla vetta di Cima Capi (909 m, 1h 15′ dall’attacco, 2h 30′ complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificata Facile (F), con tutti i parametri di complessità sul 2/5: la progressione è semplice ma l’esposizione è buona, ottima per prendere confidenza con l’ambiente attrezzato. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Bassa quota ed esposizione prevalente a sud-est: nei mesi estivi può fare molto caldo, conviene partire presto. La zona è ricca di gallerie e trincee della Grande Guerra visitabili lungo i sentieri: portare una torcia frontale. Al termine della ferrata conviene non togliere il set, perché si incontrano altri tratti attrezzati lungo qualsiasi opzione di rientro.
    ▲Periodo e sicurezza

    Grazie alla quota modesta è percorribile gran parte dell’anno ed è particolarmente piacevole nelle mezze stagioni. La segnaletica dei sentieri è ottima. Verificare il meteo e, in estate, evitare le ore più calde data l’esposizione al sole.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende sul versante opposto a quello di salita, lungo un facile sentiero di crinale presso trincee della Grande Guerra e una piazzola per elicotteri; in 15 minuti si raggiunge un bivio. A sinistra prosegue il Sentiero Attrezzato Foletti, che conduce al Bivacco Arcioni, alla Chiesa di San Giovanni e quindi a Biacesa (1h 30′ da Cima Capi, 4 ore complessive); dal Bivacco Arcioni si può in alternativa scendere il più difficile Sentiero delle Laste, che si innesta sul CAI 470 percorso all’andata. Dritto prosegue il Sentiero Attrezzato Susatti fino a Bocca d’Enzima (circa 1 ora), con tratti attrezzati non difficili; da qui il CAI 404 verso Rocchetta Giochello e poi il CAI 417 riportano a Biacesa con un lungo anello (3 ore da Cima Capi, 5h 30′ complessive).

    ▲Da abbinare

    Si possono abbinare il Sentiero Attrezzato Foletti e il Sentiero delle Laste in discesa; dal Bivacco Arcioni, energie permettendo, la salita a Cima Rocca con la facile ferrata. Nelle vicinanze la Ferrata dell’Amicizia a Cima Sat; risalendo verso Trento la Ferrata a Castel Drena e i facili Colodri e Sentiero delle Cavre.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Avvicinamento1:15 h
    • Durata ferrata1:15 h
    • Itinerario totale4:00 h
    • Dislivello ferrata315 m
    • Dislivello itinerario490 m
    • Altitudine massima907 m
    • Lunghezza8,1 Km
  • Alta via Bepi Zac

    Alta via Bepi Zac

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Alta via Bepi Zac

    L’Alta Via Bepi Zac percorre per intero la Cresta di Costabella, nel gruppo dei Monzoni sopra il Passo San Pellegrino: un lungo itinerario di guerra tra trincee, gallerie, camminamenti e passerelle della Grande Guerra, con tratti attrezzati e splendide vedute su Marmolada, Sella e Catinaccio. Più che una ferrata classica è una traversata d’alta quota, lunga e d’impegno, da affrontare con bel tempo.

    ▲Avvicinamento

    Dal Passo San Pellegrino (1907 m) si può salire con la funivia verso il Passo delle Selle oppure a piedi sul CAI 604 fino al Rifugio al Passo delle Selle (2528 m), dove inizia il percorso. Indicazioni stradali →

    ▲Il percorso

    Dal Passo delle Selle si segue il CAI 637 lungo la cresta, tra resti bellici e gallerie, con i primi tratti attrezzati su terreno a tratti franoso. Si toccano il Piccolo e il Grande Lastel, poi un susseguirsi di saliscendi tra camminamenti, passerelle e intagli porta alla Cima Campagnaccia e, più avanti, a Cima Costabella (2762 m). La seconda metà, più impegnativa, alterna cenge con passerelle in legno, traversi e placche attrezzate, diedri e fessure, fino al tratto di cresta esposto e non protetto che precede la Forcella dell’Uomo (2840 m), da cui parte la salita alpinistica facoltativa alla Cima Uomo (3010 m).

    ⚠ Itinerario quasi interamente in cresta: da evitare con tempo instabile. Numerosi tratti su terreno friabile e instabile non sono attrezzati, e alcuni passaggi di cresta sono esposti e non assicurati; porta una torcia per le gallerie. La salita alla Cima Uomo è di carattere alpinistico, su sentiero esposto e franabile, sconsigliata ai meno esperti. La discesa da Forcella Laghet è su massi instabili.
    ▲Discesa

    A metà percorso, alla Forcella Ciadin, è possibile rientrare. Completando l’alta via, dalla Forcella dell’Uomo si scende ripidamente fino alla Forcella Laghet e poi verso il Rifugio Fuciade e il Passo San Pellegrino.

    ▲Da abbinare

    Sulla stessa cresta e nei dintorni si trovano l’Alta Via Bruno Federspiel, la Ferrata Kaiserjager al Col Ombert e la Ferrata Santner al Catinaccio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaTrento
    • GruppoCresta di Costabella (Monzoni)
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata4:00 h
    • Itinerario totale6:30 h
    • Dislivello ferrata~312 m
    • Dislivello itinerario467 m
    • Altitudine max2840 m
    • Lunghezza12 km
    • Apertura1981
  • Ferrata alla Croda Rossa di Sesto

    Ferrata alla Croda Rossa di Sesto

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata alla Croda Rossa di Sesto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La ferrata dei Costoni della Croda Rossa di Sesto risale una delle cime simbolo delle Dolomiti di Sesto, in un ambiente d’alta quota carico di storia della Grande Guerra. È una via di media difficoltà ma lunga e d’impegno, agevolata in partenza dalla seggiovia dei Prati di Croda Rossa, con scale metalliche e tratti attrezzati fino ai 2939 m della vetta.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione a monte della seggiovia (~1924 m, presso il Rifugio Prati di Croda Rossa) si segue il sentiero 15 e poi il 15B verso la Croda Rossa, in circa 30 minuti, fino a un balzo verticale. Indicazioni stradali →

    ▲Il percorso

    Il balzo si supera con una serie di scale metalliche (la prima è la più lunga); si prosegue su ghiaioni e roccette attrezzate fino a una forcella, passando accanto ai resti di baracche della Prima Guerra Mondiale. Dopo un tratto in leggera discesa e altri resti bellici, un tratto verticale a camino e alcune roccette finali conducono alla croce di vetta (circa 2936 m, circa 2h15 dall’attacco).

    ⚠ Itinerario lungo da non sottovalutare; l’esposizione prevalente a nord lascia neve anche a stagione inoltrata in alcuni punti. Da non confondere con la “Ferrata alla Croda Rossa” (sentiero 100). La variante di discesa per la Ferrata del Castelliere verso il Passo della Sentinella è più impegnativa. Verifica gli orari della seggiovia: in genere chiude verso le 17:30.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per il medesimo itinerario (circa 2h45 dalla vetta), in alternativa — per esperti — lungo la più impegnativa Ferrata del Castelliere verso il Passo della Sentinella.

    ▲Da abbinare

    Nelle Dolomiti di Sesto si trovano la Ferrata Zandonella, la Strada degli Alpini e la Ferrata Roghel.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaBolzano
    • GruppoDolomiti di Sesto
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario totale5:45 h
    • Dislivello ferrata~400 m
    • Dislivello itinerario1090 m
    • Altitudine max2939 m
    • Lunghezza7,3 km
  • Ferrata al Monte Zermula

    Ferrata al Monte Zermula

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata al Monte Zermula
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Realizzata nel 1983 dagli Amici della Montagna di Paularo, la ferrata al Monte Zermula sale la parete nord di questa cima delle Alpi Carniche e si conclude con una suggestiva cresta tra trincee e postazioni della Grande Guerra. È una via di media difficoltà, mai estrema, su buona roccia ricca di appigli, con un forte valore storico e panoramico.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Passo Cason di Lanza (1552 m): attraversata la strada, una sterrata e poi il segnavia 442 nel bosco portano alla base della parete nord; un vallone detritico tagliato in diagonale conduce all’attacco (1833 m) in circa un’ora. Indicazioni stradali →

    ▲Il percorso

    Dall’attacco si sale su roccette fino al cavo; la parete è ripida ma molto appigliata, e si procede in arrampicata divertente tra diedri, placche scanalate e terrazzini panoramici. Dopo un tratto su sentiero e una stretta cengia, alcune paretine più verticali e un colatoio detritico portano alla cresta (circa un’ora dall’attacco). Da qui un sentiero di cresta esposto ma comodo, sul versante sud, conduce alla croce di vetta del Monte Zermula (2145 m).

    ⚠ La segnaletica iniziale non è ottimale: consigliata la traccia GPS. Le placche con solchi carsici diventano scivolose se umide; alcuni tratti della ferrata e del sentiero di cresta sono esposti. A inizio stagione valuta la possibile lingua di neve nel vallone di avvicinamento.
    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende lungo la panoramica Cresta delle Trincee, tra camminamenti e baraccamenti, fino a innestarsi sul 442 e raggiungere la Forcella di Lanza; la traccia 442a riporta poi al Cason di Lanza (circa 3h45 totali). Chi ha energie e meteo favorevole può abbinare la vicina Ferrata Zuc della Guardia.

    ▲Da abbinare

    Nella zona del Cason di Lanza si trovano la Ferrata Zuc della Guardia, la Ferrata Crete Rosse e la Ferrata Senza Confini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • ProvinciaUdine
    • GruppoMonte Zermula (Alpi Carniche)
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario totale3:45 h
    • Dislivello ferrata252 m
    • Dislivello itinerario593 m
    • Altitudine max2145 m
    • Lunghezza5 km
    • Apertura1983
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