Difficoltà: Facile

  • Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    La Ferrata Terza Cengia Pomagagnon — nota anche come Sentiero Attrezzato Zumeles — percorre una cengia spettacolare sulle pareti orientali del Pomagagnon sopra Cortina d’Ampezzo. L’alternanza di tratti attrezzati e passaggi liberi su cengia esile ed esposta, con fondo ghiaioso instabile, rende l’itinerario più impegnativo sul piano dell’attenzione che della tecnica pura. Panorama straordinario sui gruppi dolomitici circostanti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio dell’Istituto Putti, sopra Cortina d’Ampezzo (Belluno). Si sale verso nord-est per sentiero, poi si prende la ciclabile 211 tenendo la sinistra; si continua sul sentiero 202 in salita tenendo la destra e ignorando il segnavia 218. Giunti al canalone della Ferrata Strobel si tiene la destra e ci si abbassa brevemente, poi si risale fino alle indicazioni per la Terza Cengia: circa 1 ora e 30 minuti dall’inizio.

    ▲Il percorso

    La cengia si presenta inizialmente ampia, poi si restringe notevolmente diventando molto esile ed esposta. I tratti attrezzati si alternano a passaggi liberi su terreno inclinato e ghiaioso: la progressione richiede concentrazione costante. Il fondo instabile è la vera insidia di questo itinerario più che la difficoltà tecnica delle singole sezioni. Dopo aver aggirato uno spigolo si raggiunge la Punta Erbin, con panorama eccezionale sul gruppo delle Tofane e sulle Dolomiti di Cortina.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile per la tecnica alpinistica, ma l’esposizione e il fondo ghiaioso richiedono cura. Il dislivello dell’itinerario è di 981 m su 16,3 km con un totale di 6 ore: i tempi lunghi sono dovuti all’avvicinamento e al dislivello da affrontare, non alla complessità della ferrata.

    ⚠ Il fondo ghiaioso della cengia può essere scivoloso anche con terreno asciutto. Fare attenzione a non smuovere sassi verso eventuali alpinisti che seguono. Valutare con attenzione in caso di umidità o terreno bagnato.
    ▲Discesa

    Dalla Punta Erbin si scende per sentiero verso Cortina, rientrando al parcheggio dell’Istituto Putti. L’itinerario totale andata/ritorno è di circa 6 ore per 16,3 km.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPomagagnon / Dolomiti di Cortina
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata500 m
    • Dislivello itinerario981 m
    • Quota max2300 m
    • Lunghezza16,3 Km
  • Sentiero Attrezzato Filippo Benedetti – Punta Almana

    Sentiero Attrezzato Filippo Benedetti - Punta Almana

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Sentiero Attrezzato Filippo Benedetti – Punta Almana

    Il Sentiero Attrezzato Filippo Benedetti raggiunge la Punta Almana (1390 m) sopra il Lago d’Iseo dalla riva orientale bresciana. La ferrata vera e propria dura circa un’ora dall’attacco, ma si inserisce in un itinerario di quasi quattro ore con scorci eccezionali sul Sebino. Percorribile sia da nord verso sud che in senso inverso.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è Portole, piccola frazione sopra Provaglio d’Iseo sulla riva orientale del Lago d’Iseo (Brescia). Da qui si imbocca una strada sterrata che sale verso nord-est fino alla Forcella di Sale (circa 1 ora). Alla forcella si entra nel bosco seguendo il sentiero 3V/314, si incontra un bivio e si tiene la destra verso il Sentiero Benedetti, raggiunto a circa 1 ora e 15 minuti dalla partenza.

    ▲Il percorso

    Dall’attacco si sale per traccia nei prati seguendo i segni bianco-blu fino a una forcella rocciosa. Si raggiunge l’anticima della Punta Cabrera, dove inizia la prima cengia diagonale su terreno erboso-terroso — massima attenzione con il fondo bagnato. Si percorre un canalino erboso e si tocca la Punta Cabrera, poi una breve discesa precede il traverso più esposto, protetto da cavo. Il canalino roccioso finale porta alla Punta Almana (1390 m), termine delle attrezzature, circa 30 minuti dall’attacco e 1 ora e 45 minuti dalla partenza.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile. Le attrezzature sono adeguate e il dislivello della ferrata è limitato. Il punto che richiede maggiore cura è il fondo erboso della prima cengia, scivoloso se bagnato.

    ⚠ Il sentiero è percorribile sia in direzione nord-sud (Forcella di Sale → Croce di Pezzolo) che sud-nord, con possibilità di traversata lasciando un mezzo a ciascuna estremità.
    ▲Discesa

    Dalla Punta Almana si continua verso la Croce di Pezzolo seguendo il percorso 3V verso sud, oppure si inverte il percorso rientrando per la Forcella di Sale. Itinerario totale: circa 3 ore e 45 minuti per 8,2 km con 830 m di dislivello complessivo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane / Lago d'Iseo
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:45 h
    • Dislivello ferrata372 m
    • Dislivello itinerario830 m
    • Quota max1390 m
    • Lunghezza8,2 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Pizzetti

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato dei Pizzetti

    Il Sentiero Attrezzato dei Pizzetti, nel comune di Esino Lario (LC), è un anello di circa cinque ore che esplora i Pizzetti di Esino attraverso creste e passaggi esposti, con un dislivello totale di 900 m. Ideale per chi cerca un’esperienza alpinistica breve ma completa, con partenza e arrivo dallo stesso punto e segnaletica bianco-rossa.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Esino Lario (LC), raggiungibile in auto dalla SS36 del Lago di Como e dello Spluga. Si lascia l’auto nel centro del paese e si segue la segnaletica per i Pizzetti di Esino. Il sentiero sale nel bosco raggiungendo la base delle creste dei Pizzetti in circa 45 minuti.

    ▲Il percorso

    Il percorso si sviluppa come anello con partenza e arrivo a Esino Lario. Si sale al Pizzetto di Sopra e poi si percorre la cresta verso il Pizzetto di Sotto, con brevi tratti attrezzati (cavi e staffe) nei punti più esposti. Le creste offrono panorami eccezionali sul Lago di Como e sui gruppi delle Grigne. Si scende poi per sentiero nel bosco fino al punto di partenza.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile. I tratti attrezzati sono brevi e ben protetti; la difficoltà maggiore è data dall’esposizione della cresta. Adatto a escursionisti con esperienza di sentieri di montagna.

    ⚠ La cresta è molto esposta al vento. In caso di maltempo o terreno bagnato la difficoltà aumenta sensibilmente. Portare abbigliamento a strati e verificare le previsioni meteo prima di partire.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per sentiero nel bosco, rientrando a Esino Lario per la via di discesa del percorso ad anello. Itinerario complessivo: circa 5 ore ad anello con 900 m di dislivello totale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lecchesi / Grigna
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata350 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max1573 m
    • Lunghezza10 Km
  • Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Vie Ferrate › Veneto › Verona
    Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Il Sentiero Attrezzato della Val Sorda si sviluppa nelle Prealpi Veronesi, risalendo la selvaggia omonima valletta tra pareti calcaree boscose. Breve ma ricco di atmosfera: cascate, pozze, massi levigati e il buio di una breve galleria naturale si alternano a tratti attrezzati con corde e catene, rendendo l’itinerario ideale per un’uscita mezza giornata adatta a tutta la famiglia.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Lumini, frazione di Brentino Belluno (VR). Si segue la strada che sale da Rivoli Veronese in direzione Val Sorda, parcheggiando all’area attrezzata nei pressi dell’ingresso della valle. L’avvicinamento è brevissimo: si raggiunge l’attacco della gorgia in pochi minuti a piedi.

    ▲Il percorso

    Il sentiero risale il torrente tra pareti strette e bagnate. Già all’inizio si incontrano le prime corde fisse per superare un masso levigato; poi si attraversa una galleria naturale nel buio totale (portare una torcia). Seguono passaggi su massi con corde, passaggi accanto a cascate e pozze, fino a uscire dalla gorgia nella parte alta della valle. Il percorso è attrezzato con corde e catene fisse nei punti più tecnici.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile. L’ambiente è selvaggio ma le difficoltà tecniche sono minime. Il passaggio nella galleria naturale è il momento più suggestivo: è corto ma completamente buio — una torcia frontale è indispensabile.

    ⚠ Portare una torcia o lampada frontale per la galleria. Il terreno è spesso bagnato e scivoloso per via delle cascate: calzature con buona aderenza. Non adatto durante le piene del torrente. Percorribile tutto l’anno ma meglio evitare in caso di piogge intense.
    ▲Discesa

    Dall’uscita della gorgia si rientra per il sentiero nel bosco che riporta al parcheggio di partenza. Itinerario ad anello di circa 2 ore e 30 minuti per 4 km con 200 m di dislivello.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPrealpi Veronesi / Monte Baldo
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max450 m
    • Lunghezza4 Km
  • Sentiero Attrezzato della Val Cassina

    Sentiero Attrezzato della Val Cassina

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato della Val Cassina

    Il Sentiero Attrezzato della Val Cassina risale un canalone stretto e suggestivo compreso tra il Sasso dei Carbonari e il Sasso Cavallo sul versante meridionale della Grigna Settentrionale. È un itinerario lungo (6h 30 min, 1425 m di dislivello) con attrezzature metalliche nei passaggi più impegnativi del canalone, adatto a escursionisti in buona forma fisica.

    ▲Avvicinamento

    La partenza è dalla frazione di Rongio nel comune di Mandello del Lario (provincia di Lecco). Da Mandello si segue la rotonda, si passa sotto il ponte ferroviario e si percorre la strada in salita fino a Rongio (ca. 400 m). Dal parcheggio si segue la stradina asfaltata che diventa sterrata nel bosco, poi sentiero che sale con pendenza moderata in direzione della Val Cassina (circa 3h fino all’inizio dei tratti attrezzati).

    ▲Il percorso

    La Val Cassina è incassata tra la parete del Sasso dei Carbonari a destra (ovest) e il Sasso Cavallo a sinistra (est). Nei tratti più impegnativi del canalone sono posizionate attrezzature metalliche — scalini infissi e brevi rinvii — che assistono il superamento dei balzi rocciosi e dei risalti più ripidi, a volte con l’ausilio di mani e piedi anche in arrampicata semplice. Il canalone termina alla Bocchetta della Val Cassina (1823 m, 45 min dall’inizio delle attrezzature), dove la vista si apre sui prati del versante ovest della Grigna Settentrionale.

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero Facile da un punto di vista tecnico, ma lungo e impegnativo per il dislivello di circa 1425 m. Sono presenti punti d’appoggio lungo la via: il Rifugio Elisa e il Rifugio Bietti Buzzi sono raggiungibili nei pressi dell’itinerario.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da maggio a ottobre. Il canalone può trattenere neve in profondità fino a giugno inoltrato: verificare le condizioni prima di partire. Portare acqua a sufficienza per un’escursione lunga.

    ▲Discesa

    Dalla Bocchetta della Val Cassina si percorre un semicerchio a mezzacosta verso il Rifugio Bietti Buzzi (1719 m), da cui il sentiero 25 scende fino a Rongio per rientro al parcheggio (6h 30 min totali). In alternativa è possibile salire dal Bietti Buzzi alla vetta della Grigna Settentrionale o al Monte Cavallo (segnavia 16B, ca. 30 min aggiuntivi).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoGrigna Settentrionale
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario1425 m
    • Quota max1823 m
    • Lunghezza6:30 h
  • Sentiero Attrezzato degli Stradini

    Sentiero Attrezzato degli Stradini

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato degli Stradini

    Il Sentiero Attrezzato degli Stradini collega i Piani d’Artavaggio ai Piani di Bobbio percorrendo il versante est e sud dello Zucco Pesciola, con tratti attrezzati da funi e spigoli, panorami ampi sul Lago di Lecco e sulla Valsassina. Adatto a neofiti che vogliono avvicinarsi ai sentieri attrezzati in un contesto di bassa difficoltà tecnica ma di grande soddisfazione paesaggistica.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia ai Piani d’Artavaggio (1650 m), in provincia di Lecco. Da Lecco si percorre la Val Sassino, si attraversa Ballabio e la frazione di Balisio, poi si svolta a destra seguendo le indicazioni per Moggio e la funivia di Artavaggio (strada stretta fino all’impianto). L’impianto risale i Piani d’Artavaggio in pochi minuti.

    ▲Il percorso

    Dalla stazione a monte (1650 m) si segue il largo sentiero in salita verso i Rifugi Cazzaniga e Nicola. Subito dopo si prendono le indicazioni per Malga Campelli, quindi si prosegue fino alla Bocchetta del Faggio (ca. 1900 m), dove il Sentiero degli Stradini diventa ben visibile davanti a noi. Il sentiero taglia a mezzacosta il versante meridionale dello Zucco Pesciola: si percorre un tratto con leggera discesa aggirando un versante, poi si supera uno spigolo assistito da fune e si prosegue in leggera salita. Il sentiero alterna cenge erbose e passi rocciosi, con ulteriori tratti attrezzati dove le catene garantiscono la progressione sicura sui punti più esposti. Si giunge infine ai Piani di Bobbio (1641 m) e al Rifugio Lecco (2h di percorso dal punto di partenza).

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero Facile, privo di passaggi tecnici impegnativi. L’esposizione è presente ma non eccessiva. Il percorso è percorribile in entrambe le direzioni, rendendolo versatile come avvicinamento alla Ferrata Zucco Pesciola o alla Ferrata Mario Minonzio che si sviluppano sui Piani di Bobbio.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da primavera a autunno. La funivia di Artavaggio ha orari stagionali: verificare l’apertura prima di partire. Se la funivia è chiusa è possibile raggiungere Artavaggio a piedi dal basso con circa 1h aggiuntiva.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Lecco ai Piani di Bobbio si può scendere con la funivia di Bobbio oppure a piedi fino a Valsecca. In alternativa si rientra ad Artavaggio a ritroso per lo stesso sentiero (4h 30 min complessivi per l’anello).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata140 m
    • Dislivello itinerario180 m
    • Quota max2010 m
    • Lunghezza6 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Tecett

    Sentiero Attrezzato dei Tecett

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato dei Tecett

    Il Sentiero Attrezzato dei Tecett è il più antico sentiero attrezzato delle montagne lecchesi: risale la bastionata occidentale del Monte San Martino affacciata a picco sul Lago di Como e la superstrada per Sondrio, portando al Rifugio Piazza attraverso rampe, placche e la caratteristica cengia inclinata che dà nome al percorso. Panorami sul lago e sulle cime circostanti accompagnano l’intera salita.

    ▲Avvicinamento

    La partenza è a Pradello, comune di Lecco, presso il parcheggio del ristorante “I Bodega” (210 m). Provenendo da Lecco si percorre il Lungolago Piave in direzione Malgrate, svoltando poi verso Acquate e Pratello seguendo le indicazioni. Dal parcheggio si segue il sentiero 54 dei Tecett, ripido ma ben segnalato, che in circa 30 minuti porta all’inizio delle attrezzature.

    ▲Il percorso

    Dall’inizio delle attrezzature si risale una serie di rampe e placche sporgenti senza particolare difficoltà, sfruttando canalini e cenge presidiate da catene e pioli metallici. Si giunge alla cengia inclinata dei Tecett — il passaggio chiave che dà nome all’itinerario — una balconata obliqua nella parete con vista verticale sul lago sottostante. Superata la cengia si prosegue in salita lungo costoni alberati fino alla Chiesetta di San Martino e al contiguo Rifugio Piazza (767 m, 1h 30 min totali dalla partenza). Il rifugio è generalmente aperto giovedì e domenica, senza pernottamento.

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero Facile con attrezzature ben posizionate. La cengia inclinata può impressionare chi soffre di vertigini per l’esposizione sul lago, ma tecnicamente non richiede esperienza ferratistica. Il tracciato è percorribile in tutte le stagioni grazie alla bassa quota.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile tutto l’anno, ideale anche d’inverno in assenza di ghiaccio. Il panorama sul Lago di Como è particolarmente suggestivo nelle giornate limpide di primavera e autunno.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Piazza si dispone di più opzioni: rientro al parcheggio per il medesimo sentiero 54 oppure traversata verso il Coltiglione o la Val Farina. Il rientro diretto a Pradello richiede circa 45 minuti (3h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoMonte San Martino
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)3h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario560 m
    • Quota max767 m
    • Lunghezza5,2 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Vasche

    Sentiero Attrezzato delle Vasche

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato delle Vasche

    Il Sentiero Attrezzato delle Vasche risale il torrente Inferno a Valmadrera unendo tratti attrezzati, semplici passaggi di arrampicata di primo grado e bellissimi scorci sulle vasche naturali scolpite nel rio. Il percorso si divide in due sezioni: una prima parte più facile tra le vasche tipiche, e una seconda leggermente più tecnica con traverso e paretina. Difficoltà variabili con la portata del torrente.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la frazione di Ceppo nel comune di Valmadrera (provincia di Lecco). Si cerca parcheggio nei 3 parcheggi a bordo strada e si risale la strada asfaltata fino all’isolato. Da Ceppo si seguono i segnavia bianco-rossi che scendono verso il greto del torrente Inferno, risalendolo fino alla prima cascata dove il sentiero attrezzato vero e proprio ha inizio (15 min dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dalla prima cascata si risale il sentiero sulla destra orografica allontanandosi momentaneamente dal letto del torrente. Si torna poi sul letto passando a fianco delle vasche naturali — le pozze e sculture d’acqua che danno nome all’itinerario — spostando la progressione alternativamente sulla destra e sulla sinistra orografica del torrente. Nella seconda sezione si affronta un traverso e successivamente una breve paretina attrezzata prossima al corso d’acqua con passaggi di primo grado. Si supera la paretina e si prosegue fino al Taja Sass, termine del sentiero attrezzato.

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero Facile, adatto a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di itinerario. I passaggi di arrampicata (I grado) sono brevi e attrezzati. La paretina nella seconda sezione è il punto più tecnico.

    ⚠ Le difficoltà variano considerevolmente con la portata d’acqua del torrente Inferno. Con acqua abbondante i passaggi più vicini al letto del rio possono diventare pericolosi. Valutare le condizioni prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da marzo a novembre. Particolarmente gradevole in primavera con le vasche piene e in estate per il refrigerio del torrente. Evitare nei giorni di pioggia intensa.

    ▲Discesa

    Dal Taja Sass si prende il sentiero a destra verso San Tomaso e quindi verso l’abitato, scendendo a Belvedere e risalendo verso Ceppo (50 min dal termine del sentiero). In alternativa si segue il sentiero che in un unico tratto riporta direttamente al Ceppo (3h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lecchesi
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata280 m
    • Dislivello itinerario370 m
    • Quota max623 m
    • Lunghezza7 Km
  • Sentiero Attrezzato Violi

    Sentiero Attrezzato Violi

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Violi

    Il Sentiero Attrezzato Violi è il collegamento non difficile tra il Rifugio Casinei e il Rifugio Brentei sulle Dolomiti di Brenta occidentali, alternativa meno frequentata rispetto al parallelo Sentiero Bogani. Attraversa la parete di Cima Fridolin con tratti attrezzati nei punti esposti e un finale leggermente più ripido, rendendolo un classico avvicinamento alle ferrate delle Dolomiti di Brenta.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il parcheggio del Rifugio Vallesinella (1513 m), sopra Madonna di Campiglio: dalla rotonda del centro di Madonna di Campiglio si segue Via Vallesinella per circa 3 km. Dal parcheggio si sale sul CAI 317 nel bosco fino al Rifugio Casinei (1850 m, ca. 45 min).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio Casinei (1850 m) si segue il Sentiero Violi che parte nel bosco con pendenza moderata, attraversando da ovest la parete di Cima Fridolin ad una quota inferiore rispetto al Sentiero Bogani. A metà via si incontrano alcuni tratti attrezzati di facile progressione, poi alcune roccette con passaggi su terreno solido. L’ultimo tratto è il più ripido di tutto il percorso e porta al Rifugio Brentei (2182 m, ca. 2h dal Casinei — 5h totali dal Vallesinella incluso il rientro).

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero Facile, adatto a escursionisti con buona gamba. I tratti attrezzati non presentano difficoltà tecniche ma richiedono buon equilibrio. Il tratto finale più ripido rispetto al Bogani può stancare ulteriormente in vista di successivi itinerari pianificati da Brentei.

    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre, quando le Dolomiti di Brenta sono libere dalla neve. Il Rifugio Brentei offre pernottamento e ristoro, punto di partenza ideale per il Sentiero SOSAT e le Bocchette del Brenta.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Brentei si può rientrare per il Sentiero Bogani (CAI 318, più diretto) oppure ridiscendere per il Violi stesso fino al Casinei e da lì al Vallesinella sul CAI 317 (5h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario569 m
    • Quota max2182 m
    • Lunghezza11 Km
  • Sentiero Attrezzato Sperone del Crocefisso

    Sentiero Attrezzato Sperone del Crocefisso

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Sentiero Attrezzato Sperone del Crocefisso

    Breve escursione attrezzata nelle Prealpi Bresciane che conduce a uno sperone roccioso iconico sotto il Monte Maddalena, con tratti attrezzati di bassa difficoltà e un bel panorama sulla città di Brescia. Adatta a neofiti e famiglie, è percorribile in qualsiasi stagione grazie alla bassa quota.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il parcheggio del Ristorante Al Grillo in via della Maddalena, Brescia, raggiungibile percorrendo via della Maddalena verso nord dalla città. Dal parcheggio (ca. 430 m) si segue il sentiero CAI con segnavia bianco-azzurri verso l’ex Rifugio della Maddalena (0h 30 min).

    ▲Il percorso

    Dall’ex Rifugio della Maddalena si prosegue lungo sentiero verso i ripetitori radio del Monte Denno, seguendo i segnavia bianco-azzurri del CAI. Il primo tratto attrezzato risale una serie di gradini ricavati con infissi di legno, semplici e sicuri. Si accede poi a una rampa inclinata rocciosa sempre attrezzata ma senza difficoltà tecniche: si svolta a sinistra e in breve si giunge sotto una scala metallica che porta sulla cima dello Sperone del Crocefisso (730 m circa, 0h 40 min dall’inizio delle attrezzature). La vetta offre un panorama ravvicinato sul capoluogo e sulle Prealpi circostanti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario Facile, senza difficoltà tecniche. I tratti attrezzati sono brevi e ben protetti: gradini di legno, rampa rocciosa con fune e scala metallica. Percorso consigliato come primo approccio ai sentieri attrezzati.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile tutto l’anno grazie alla bassa quota. In inverno prestare attenzione a eventuale ghiaccio sui gradini e sulla rampa rocciosa. L’itinerario è breve (3 km, 1h 30 min totali), ideale come escursione mattutina da Brescia.

    ▲Discesa

    Si rientra a ritroso per lo stesso itinerario fino al parcheggio (ca. 45 min dalla cima, 1h 30 min totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata30 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max730 m
    • Lunghezza3 Km
Serve aiuto? Scrivici!