Difficoltà: Facile

  • Sentiero Attrezzato Silvia – Monte San Martino

    Sentiero Attrezzato Silvia – Monte San Martino

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato Silvia – Monte San Martino

    Itinerario diretto da Lecco alla cima del Monte San Martino (ca. 980 m), risalendo la parete sudovest con tratti attrezzati elementari. Facilmente concatenabile con altri percorsi del Medale e del Coltiglione, è uno dei sentieri attrezzati più frequentati della zona lecchese.

    ▲Avvicinamento

    Da Lecco si segue la strada verso Ballabio fino a un evidente doppio tornante nel centro di Rancio Alto. Al secondo tornante si prosegue dritti su Via Quarto per circa 200 m, poi si imbocca a destra una stradina asfaltata ripida con sbarra: si parcheggia alla sbarra. Risalita la strada cementata fino a un tornante, si prosegue dritti sulla mulattiera CAI 52 sotto le alte pareti del Medale e del Monte San Martino. Ignorando i bivi per le vie di arrampicata e il CAI 58, si arriva a un bivio principale (20' dal parcheggio): a sinistra il Sentiero della Vergella porta alla Cappella della Madonna del Carmine in 1h30'; a destra un sentiero ripido nel bosco con balzi rocciosi porta alla stessa cappella in ca. 45' (1h15' totali).

    ▲Il percorso

    Dalla Cappella della Madonna del Carmine il Sentiero Silvia parte dal lato destro con segni rossi. Si risale ripidamente con due brevi tratti a catena: il primo è una serie di facili balzi rocciosi, il secondo è un tratto appoggiato con gradoni verso sinistra. Entrambi elementari, le catene sono utili soprattutto con terreno bagnato. Al bivio seguente si tiene la destra verso il gendarme roccioso, passaggio chiave dell'itinerario: lo si affronta con il camino attrezzato (catena sul fianco destro, interno del camino) oppure lo si aggira su sentiero esposto ma non tecnico. Oltre il gendarme si intravede la vetta; si prosegue su ripido sentiero con alcune balze attrezzate fino alla croce di vetta del Monte San Martino (45' dalla cappella, 2h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. I tratti attrezzati sono elementari e l'esposizione è moderata. Il camino del gendarme è il passaggio più tecnico della via.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile quasi tutto l'anno, evitare con ghiaccio. Ottima anche come escursione invernale con terreno asciutto. La vicinanza a Lecco rende il sentiero molto frequentato nei week-end.

    ▲Discesa

    Dal Monte San Martino si scende verso nord-est in direzione del Coltiglione fino a un bivio, poi si rientra al parcheggio per il sentiero più diretto.

    ▲Da abbinare

    Nella zona del Medale si trovano il Sentiero Attrezzato Ger del Coltiglione e la Sentiero Attrezzato della Vergella.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lecchesi / Medale
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario670 m
    • Quota max1042 m
    • Lunghezza8,2 Km
  • Sentiero Attrezzato Sasse – Lago di Idro

    Sentiero Attrezzato Sasse – Lago di Idro

    Vie Ferrate › Lombardia › BS
    Sentiero Attrezzato Sasse – Lago di Idro

    Spettacolare itinerario attrezzato sul versante orientale del Lago di Idro tra i paesi di Vesta e Baitoni (Brescia). Cenge a pelo d'acqua, un ponte sospeso con assi in legno e alcuni balzi rocciosi compongono uno dei sentieri attrezzati più panoramici del Lago di Idro, percorribile in entrambe le direzioni.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la spiaggia La Busetta a Vesta, sulla sponda orientale del Lago di Idro (BS). Si attraversa il paese fino al punto in cui la strada piega verso il lago: nello spiazzo si parcheggia e si nota la palina metallica con le indicazioni per i sentieri. Dal parcheggio si segue il sentiero verso nord passando vicino alla palestra di roccia Corna di Fenere. All'incrocio si prosegue dritto fino al Dosso della Madonnina (20' dal parcheggio), dove inizia il sentiero attrezzato.

    ▲Il percorso

    Il primo tratto del Sentiero Sasse scende verso il lago con un cavo corrimano a destra, poi una cengia esposta porta a una paretina verticale con staffe ottimamente posizionate per la discesa. Si entra nel tratto più suggestivo: una lunga cengia con qualche balzo roccioso e un traverso non difficile percorsa a pelo d'acqua. Si raggiunge il ponte sospeso, stabile con assi in legno, che rappresenta anche la prima via di fuga (50' totali). Dopo il ponte si risale una facile paretina verticale con infissi metallici e si prosegue su sali-e-scendi con attenzione a due discese attrezzate inframezzate da un traverso con roccia asciutta. Un passaggio su tronchi attraverso un canalino franoso chiude il tratto attrezzato al cartello bianco di Baitoni (1h50' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Il ponte sospeso è solido e ben attrezzato. Attenzione alle due discese attrezzate con terreno scivoloso.

    ⚠ Le discese attrezzate richiedono attenzione con terreno bagnato. Il canalino franoso finale è instabile.

    ▲Periodo e sicurezza

    Aprile-ottobre. Evitare con pioggia per il fondo scivoloso sulle cenge. Il percorso è ben segnato in entrambe le direzioni.

    ▲Discesa

    Dal termine del sentiero attrezzato si prosegue verso nord sul sentiero fino alla palina del Sentiero dei Contrabbandieri (o Sentiero dei Tralicci), che rientra a Vesta a quota più alta ricollegandosi al bivio dell'avvicinamento e poi al parcheggio.

    ▲Da abbinare

    Nei dintorni del Lago di Idro si trovano la Ferrata delle Ginestre, la Ferrata Fregio e la Sentiero Attrezzato alle Cascate di Idro.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoMonte Calva / Lago di Idro
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario370 m
    • Quota max515 m
    • Lunghezza7,2 Km
  • Sentiero Attrezzato della Scala Santa – Dolomiti di Brenta

    Sentiero Attrezzato della Scala Santa – Dolomiti di Brenta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato della Scala Santa – Dolomiti di Brenta

    Principale accesso al Rifugio XII Apostoli nelle Dolomiti di Brenta Meridionali, il Sentiero della Scala Santa risale un caratteristico intaglio attrezzato affiancato da un'iconica Madonnina scolpita nella roccia. Facile dal punto di vista tecnico, è il punto di partenza per molti itinerari più impegnativi nel Brenta.

    ▲Avvicinamento

    Da Pinzolo (SS239 da Trento) si prende la funivia in due tronconi fino al Doss del Sabion (2101 m). In alternativa, a piedi con il CAI 307B da Pinzolo passando per il Rifugio Pra Rodont (1530 m). Dalla stazione a monte si percorre un sentiero a mezza costa verso est intercettando il CAI 307 in località Baita del Cacciatori (1836 m). Si entra in Val dei Nardi verso est passando dal Lago d'Agola, poi si prosegue sul lato destro della valle fino alla radura pianeggiante del Lago Asciutto, dove si stacca la teleferica per il rifugio. Da qui il sentiero si fa più ripido (1h30' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Dal Lago Asciutto si punta verso l'intaglio nella roccia che caratterizza la Scala Santa. Il tratto attrezzato è ripido ma privo di difficoltà tecniche una volta assicurati: si sale accanto alla Madonnina scolpita, poi su gradoni in legno e ripido sentiero. Usciti dal tratto attrezzato si risale un vallone morenico su ghiaioni seguendo attentamente i segni biancorossi per non uscire dal percorso. Una caratteristica lastricata di pietra precede il pianoro del Rifugio XII Apostoli dove termina l'escursione (1h30' dalla Scala Santa, 3h totali dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Il tratto attrezzato è ben punteggiato di infissi e non presenta difficoltà intrinseche. Attenzione alla segnatura sul ghiaione che segue la Scala Santa.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre, verificare l'apertura della funivia di Pinzolo e del Rifugio XII Apostoli. Il ghiaione può essere parzialmente innevato a inizio stagione.

    ▲Discesa

    Si ridiscende per il percorso di salita fino alla stazione a monte della funivia (2h dal rifugio, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Dal Rifugio XII Apostoli partono i celebri sentieri delle Bocchette: il Sentiero delle Bocchette Centrali, il Sentiero delle Bocchette Alte e il Sentiero Ideale Bocca di Ambiez.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario389 m
    • Quota max2489 m
    • Lunghezza12 Km
  • Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › BZ
    Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Escursione panoramica nelle Dolomiti che porta alla croce di vetta del Sass de Putia (2875 m) risalendo il versante sud dal Passo delle Erbe. Il sentiero attrezzato impegna solo gli ultimi 150 m, ma l'itinerario complessivo è lungo e paesaggisticamente straordinario, con viste sulle Odle, le Dolomiti Bellunesi e le Alpi Aurine.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo delle Erbe (1987 m) si raggiunge dall'uscita A22 di Chiusa seguendo le indicazioni per la Val di Funes e poi per il passo. Dal parcheggio al passo si imbocca l'ampia carrareccia segnata come sentiero 8 verso est. Al primo bivio si tiene la destra sul sentiero 8A che sale in falso piano verso est fino alla Forcella de Putia (2357 m, 1h30'). Lungo il percorso si aggira la parete nord del Sass de Putia e ci si innesta sul sentiero 4 — l'Alta Via Günther Messner — che conduce alla forcella.

    ▲Il percorso

    Dalla Forcella de Putia si seguono le chiare indicazioni che a sinistra portano su sentiero erboso verso l'ampio pianoro sassoso sotto la vetta. Gli ultimi 150 m sono attrezzati con cavi: si risale una comoda rampa inclinata, alcune roccette e si giunge al singolo passaggio più impegnativo, un breve camino con un tratto inizialmente lungo che si supera grazie a una staffa sul lato destro della fessura. Pochi metri di roccia portano alla croce di vetta con panorama a 360 gradi (2875 m, 3h totali dalla partenza).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. I 150 m attrezzati non presentano difficoltà tecniche e le attrezzature sono in ottimo stato. L'ambiente è quello dell'alta montagna dolomitica con segnatura chiara.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre. Evitare in caso di temporali pomeridiani, frequenti nelle Dolomiti. Ottima segnatura dei sentieri; per la cartografia consigliata la mappa della Val Badia o della Val Gardena-Val di Funes (4Land).

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende per il percorso di salita (5h30' totali). In alternativa, consigliato, si percorre l'anello seguendo il sentiero 4B e poi il 35 attorno al versante sud del Sass de Putia fino al Passo di Goma (2111 m, 1h dalla Forcella de Putia) e da lì il sentiero 8B riporta al parcheggio (6h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOdle/Puez
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario869 m
    • Quota max2875 m
    • Lunghezza12,8 Km
  • Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    ⚠ Il sentiero attrezzato risulta al momento smantellato. Le corde fisse sono state rimosse. Verificare le condizioni aggiornate prima di avvicinarsi al rifugio.

    Itinerario di alta montagna in Val Ferret che conduce al Rifugio Dalmazzi nel bacino del Ghiacciaio del Triolet (Monte Bianco). Tecnicamente non difficile, il contesto alpino severo con nevaio, morena e rischio caduta sassi richiede esperienza d'alta montagna. Sentiero attrezzato attualmente smantellato.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la frazione di Arnouva, ultima località di Val Ferret nel comune di Courmayeur (AO). Si parcheggia nel piazzale antistante il ristorante-campeggio e si percorre la sterrata (segnavia 23 poi 32) per circa 1 km verso il Rifugio Elena. A una curva a destra si trova il bivio a sinistra per il Rifugio Dalmazzi. Si risale il fondo valle ignorando il Bivacco Comine (sentiero 22), si attraversano 4 torrenti affluenti della Dora di Ferret e si raggiunge la morena del Ghiacciaio del Triolet. Seguendo i bolli gialli si percorre la pietraia, il fianco nord del vallone, un tratto in leggera discesa verso il vallone glaciale e poi nuovamente in salita fino alla cresta, dove un nevaio precede l'ultimo tratto (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dalla cresta si incontrano grossi roccioni con spezzoni di corda fissa ancorata a fittoni e chiodi (attualmente rimossi). Si risale il canale verso sinistra, si supera uno spigolo esposto e si affronta un diedro con corde e staffe metalliche. Sul pianoro erboso soprastante un traverso a destra e pochi metri di sentiero concludono il tratto attrezzato in prossimita del Rifugio Dalmazzi (30' dalla prima corda, 2h30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile tecnicamente, ma è un'escursione di alta montagna con ambienti severi, ghiacciaio nelle vicinanze e rischio caduta sassi lungo il canale di salita.

    ⚠ Ambiente alpino impegnativo: non sottovalutare la quota, il ghiacciaio e la caduta sassi lungo il canale di salita.

    ▲Periodo e sicurezza

    Estate (luglio-agosto) con meteo stabile. Neve residua in quota fino a stagione inoltrata. Prima di partire verificare lo stato del percorso attrezzato con il rifugio o le guide locali.

    ▲Discesa

    Stesso percorso di salita (2h dal rifugio, 5h totali). I tratti attrezzati, se presenti, risultano agevoli in discesa.

    ▲Da abbinare

    Nella zona si trovano la Ferrata al Bivacco Borelli e la Ferrata del Bicentenario al Mont Chetif.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Bianco / Val Ferret
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario800 m
    • Quota max2590 m
    • Lunghezza9,8 Km
  • Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › UD
    Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Sentiero attrezzato che percorre le cenge del gruppo del Jof Fuart nelle Alpi Giulie, sviluppandosi sul versante sud de La Torre. Facile dal punto di vista tecnico, con un balzo verticale di 7-8 m punteggiato di cambre metalliche come passaggio chiave; il fondo scivoloso e le cenge esposte richiedono comunque attenzione.

    ▲Avvicinamento

    Da Chiusaforte (A23, uscita Carnia-Tolmezzo) si seguono le indicazioni per Sella Nevea verso est per 20 km. Giunti in paese si prosegue sulla SP76 verso il confine sloveno per altri 6,3 km fino a due strette curve: il parcheggio (997 m) è subito prima della prima curva. Si sale con il CAI 625 costeggiando il Rio Bianco nel bosco fino alla Capanna Re di Sassonia (1432 m, Rifugio Brunner, non gestito, 1h30'). Si ignorano le indicazioni per le Cave del Predil (CAI 656) e si prende il sentiero 629 a sinistra.

    ▲Il percorso

    Dal sentiero 629 si sale in diagonale sotto il bosco avvicinandosi alle pareti sud de La Torre. Usciti dal bosco si incontra una bella cascata sul versante sud-est. Si perde leggermente quota avvicinandosi alle rocce dove inizia il primo tratto attrezzato: una cengia esposta su fondo ghiaioso verso sinistra. Aggirando lo spigolo in leggera discesa si trova un secondo tratto esposto, poi si risale sul lato opposto attraverso una stretta cengia. Il passaggio più impegnativo è un balzo verticale di 7-8 m con cambre e infissi metallici che porta alla cengia superiore. Da qui si percorre un traverso orizzontale sotto un tetto roccioso — cambre per i piedi rendono agevole il passaggio esposto — poi si scende di 3 m e si riprende una cengia a sinistra. Si attraversa un colatoio e si prosegue verso un bastione roccioso con passaggi analoghi fino al termine del percorso attrezzato.

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Il balzo verticale e i traversi esposti sono ben attrezzati. Attenzione al fondo scivoloso sui tratti non protetti.

    ⚠ Cenge e tratti non protetti con fondo scivoloso: il cavo non è sempre presente. Scarponi adeguati e set da ferrata raccomandati.

    ▲Periodo e sicurezza

    Estate-autunno. Il percorso è percorribile in entrambe le direzioni. Evitare con pioggia o neve.

    ▲Discesa

    Dal termine del sentiero attrezzato si ridiscende verso il parcheggio di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nelle vicine Alpi Giulie si trovano la Ferrata Anita Goitan al Jof Fuart e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoJof Fuart / Alpi Giulie
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario449 m
    • Quota max1446 m
    • Lunghezza8,3 Km
  • Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Lunga escursione attrezzata da Pietramurata alla vetta del Monte Casale (1632 m) in provincia di Trento. Tecnicamente facile, il sentiero richiede però buon allenamento e attenzione per il fondo insidioso e il dislivello complessivo. Sconsigliato nelle ore calde dei mesi estivi.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il paese di Pietramurata vicino a Sarche (TN). Giungendo da Riva del Garda o da Sarche, si percorre la via principale fino quasi all'uscita sud del paese, dove uno spiazzo con un bar offre parcheggio. Si percorre il lato della strada verso sud fino al segnavia che indica a destra il sentiero CAI 426. Questo attraversa il bosco tagliando i tornanti della Strada Forestale Massampiano fino all'attacco del sentiero attrezzato (1h45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L'attacco apre su tratti attrezzati su roccette e rampe inclinate nel bosco con fondo che può risultare scivoloso. Si risalgono i passaggi con cavo fino alla fine del tratto attrezzato (1h15' dall'attacco, 3h totali). Si prosegue a destra sul CAI 408 verso la località Le Quadre, poi si tiene la destra sul CAI 411 che sale fino al Rifugio Don Zio Pisoni (da verificare l'apertura) e alla croce di vetta del Monte Casale (1632 m, 4h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile dal punto di vista tecnico, il sentiero è però insidioso per il fondo scivoloso e impegnativo per la lunghezza e il dislivello.

    ⚠ Usare set da ferrata e bastoni telescopici per i tratti non protetti. Non percorrere con caldo eccessivo: la via è lunga e faticosa.

    ▲Periodo e sicurezza

    Ottimale in primavera e autunno. I mesi estivi possono portare calore eccessivo su un itinerario che supera le 7 ore complessive. Buon allenamento fisico necessario.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Monte Casale si scende verso nord in direzione del Rifugio Pisoni, poi sul CAI 427 tra pascoli e faggeta verso Godersi e quindi verso Sarche. Seguendo il CAI 427B si torna a Pietramurata (3h dalla fine della ferrata, 7h totali).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona si trova la Ferrata Che Guevara al Monte Casale, più impegnativa ma con panorami spettacolari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Casale / Arco
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)7:00 h
    • Dislivello ferrata540 m
    • Dislivello itinerario1380 m
    • Quota max1630 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Sentiero storico della Grande Guerra che risale il Monte Pubel lungo la cengia artificiale scavata dagli alpini. Tecnicamente elementare, con cavi utili soprattutto su terreno bagnato e boschivo, ideale come primo approccio all'ambiente attrezzato.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza si trova sulla strada che collega Valstagna con Foza (Vicenza): si raggiunge Valstagna dalla SS47 della Valsugana da Bassano sul Grappa, si svolta a sinistra verso Piazza San Marco e si seguono le indicazioni per Foza fino al secondo tornante, dove un cartello segnala Cala del Sasso. Si parcheggia a bordo strada. Dal parcheggio si percorre una sterrata verso ovest in Val Frenzela, quindi si prende a destra il sentiero 779, ben segnalato per il Sentiero Pierino dalla Zuanna (PDZ).

    ▲Il percorso

    Il sentiero sale su traccia chiara raggiungendo in successione il Pian dea Mea (350 m), il Balcon de Rialto (479 m) e il Col dei Mufloni (618 m). A circa un'ora dal parcheggio si arriva al Bivio Strada Militare (660 m): tenendo la sinistra si entra nella parte più interessante dell'itinerario. Poco dopo un secondo bivio: a sinistra scende la variante facile non attrezzata usata al ritorno, a destra si imbocca la variante attrezzata nel bosco. Si sale fino a una galleria militare con targetta, poi si percorre la cengia artificiale scavata nella roccia. Un tratto ripido con cavo conduce alla Base del Canale (975 m), da cui una scaletta metallica e circa 100 m alternati tra tratti attrezzati e sentiero portano alla cima del Monte Pubel.

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Le attrezzature non compensano difficoltà arrampicatorie ma aumentano la sicurezza su fondo boschivo, scivoloso e in qualche punto esposto. La cengia artificiale scavata dagli alpini è il passaggio più caratteristico della via.

    ⚠ Fondo insidioso con pioggia o neve: bastoni telescopici consigliati nei tratti non attrezzati del bosco.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da primavera ad autunno. La via è esposta a est e la parte bassa nel bosco rimane umida a lungo dopo le piogge. Evitare con neve o ghiaccio. Non richiede attrezzatura alpinistica, ma il set da ferrata è raccomandato.

    ▲Discesa

    Dal termine della via si ridiscende prendendo la variante non attrezzata a sinistra del secondo bivio, che riporta al bivio della Strada Militare e poi al parcheggio di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nella zona del Monte Pasubio e dell'Altopiano si trovano diversi itinerari della Grande Guerra: il Sentiero Attrezzato Baglioni e il Sentiero Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoAltopiano di Asiago / Valbrenta
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max1138 m
    • Lunghezza9 Km
  • Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Il Sentiero Attrezzato Kaiserjager sale al Piccolo Lagazuoi dal Passo di Valparola, in un contesto impregnato di storia bellica: le trincee e le strutture difensive austriache della Grande Guerra accompagnano ogni passo. Itinerario facile, ideale per avvicinarsi al mondo delle vie ferrate con un’esperienza panoramica di grande impatto.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge il Passo di Valparola, 2 Km a est del Passo Falzarego sulla strada tra Cortina e la Val Badia. Ampio parcheggio nei pressi del bar-ristorante (indicazioni Maps). Dal parcheggio si scende leggermente su sentiero e si percorre una traccia che punta verso le pareti meridionali del Lagazuoi, identificando in alto la gola con il ponte sospeso. In circa 45 minuti si raggiunge la cengia attrezzata che segna l’inizio del percorso.

    ▲Il percorso

    Si percorre la cengia fino a un canalino: lo si risale sfruttando tavole di legno incastrate come gradini e una serie di infissi metallici privi di cavo continuo. Attenzione — su questi infissi ci si deve assicurare singolarmente se si vuole procedere in sicurezza. Superato il canalino si entra su una cengia attrezzata con cavo che porta verso l’alto, offrendo una vista sempre più ampia sulle Dolomiti. Si raggiunge il pianoro sommitale e il bivacco militare del Piccolo Lagazuoi (1h 15′ dall’attacco, 2778 m). In discesa si può scegliere la stessa via o imboccare la galleria di guerra del Lagazuoi che scende alla stazione della funivia.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile: i passaggi attrezzati non presentano difficoltà tecniche significative. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5. Ottimo per neofiti con guida o per famiglie con esperienza escursionistica.

    ⚠ Gli infissi metallici del canalino non hanno un cavo continuo: chi intende assicurarsi deve collegare la longe direttamente ad ogni infisso. Verificare le condizioni della via in stagione primaverile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a ottobre. Evitare in caso di temporale: la cengia è esposta ai fulmini. La funivia del Lagazuoi offre un comodo rientro alternativo.

    ▲Discesa

    Si scende per la via di salita (45′ al parcheggio) oppure si percorre la galleria di guerra interna al Lagazuoi fino alla stazione della funivia e si scende a Passo Falzarego (funivia a pagamento).

    ▲Da abbinare

    Nelle vicinanze: la Ferrata Fusetti al Sass de Stria, la Ferrata Tomaselli e la classica Ra Gusela.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane
    • Avvicinamento0:40 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata350 m
    • Dislivello itinerario575 m
    • Quota max2778 m
    • Lunghezza5,2 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Il Sentiero Attrezzato delle Laste è la via più diretta per salire da Biacesa al Bivacco Arcioni e alla Chiesa di San Giovanni, sotto Cima Capi e Cima Rocca. Percorso breve, privo di esposizione marcata, adatto a chi muove i primi passi sui sentieri attrezzati in un contesto lacustre di grande fascino.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Biacesa, 4 Km da Riva del Garda percorrendo le gallerie verso la Val di Ledro (indicazioni Maps). Imboccando via dei Dazi e svoltando a destra si arriva a un parco giochi con ampio parcheggio. Si segue il sentiero CAI 470 (Sentiero dei Bech) verso est in direzione di Cima Capi per circa 15 minuti fino al bivio dove il CAI 471 sale a sinistra: è l'attacco del Sentiero delle Laste.

    ▲Il percorso

    Il primo ostacolo è un diedro di 6 metri con cavo sul lato sinistro e buoni appigli naturali sul destro. Seguono una cengia erbosa nel bosco e una rampa diagonale ben gradinata. Si arriva a una galleria con libro delle firme — ottimo punto di sosta. Ripartendo si sale una paretina con ampie cambre metalliche, poi un secondo tratto simile in diagonale esaurisce le attrezzature. Il sentiero continua su terreno più aperto fino al Bivacco Arcioni (45' dall'attacco), quindi alla Chiesa di San Giovanni.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile: i tratti attrezzati non superano il secondo grado e non presentano esposizione. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 1/5, ambiente 2/5. Adatto a bambini già abituati all'uso del casco e dell'imbrago con supervisione adulta.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile quasi tutto l'anno grazie alla quota modesta. In caso di pioggia il diedro iniziale può essere scivoloso.

    ▲Discesa

    Dalla Chiesa di San Giovanni si prende il sentiero CAI 460 verso ovest fino all'incrocio col CAI 417, poi a sinistra verso Biacesa (45' — 1h 45' totali compresa la salita).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Garda: il Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Baldo e Garda
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata231 m
    • Dislivello itinerario440 m
    • Quota max858 m
    • Lunghezza4 Km
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