Difficoltà: Facile

  • Ferrata di Locana

    Ferrata di Locana

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata di Locana

    La Ferrata di Locana, detta anche di San Lorenzo Piantonetto, risale una placconata granitica nella Valle di Piantonetto (Torino). È moderna e attrezzata in modo impeccabile: gli esperti la troveranno forse troppo staffata, ma proprio per questo è perfetta per prendere dimestichezza con le ferrate. Nel complesso è facile.

    ▲Avvicinamento

    Da Rosone, lungo la strada che dalla Valle dell'Orco sale verso il Lago di Teleccio nel Parco del Gran Paradiso, all'uscita della frazione si svolta a destra prendendo la seconda laterale (indicazioni per Piantonetto). La strada sale a tornanti, si restringe e corre lungo il torrente; poco prima di attraversarlo si parcheggia in uno spiazzo. Punto di partenza su Google Maps.

    In circa 20': si attraversa la strada verso la valle e, sul versante opposto al torrente, si segue il sentiero che sale nel bosco verso sud fino all'attacco (una bacheca informativa è presente al parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via inizia presso un traliccio elettrico. Dopo i primi metri si scende un facile traverso attrezzato fino a un ponte sospeso di circa 30 m (aggirabile a destra con sentiero attrezzato); oltre il ponte si prosegue a sinistra con un facile traverso e una parete attrezzata di circa 15 m, resa agevole dalle molte cambre. Si incontra quindi il sentiero attrezzato che farà da discesa: ignorate le deviazioni a destra e sinistra, si sale in verticale su una nuova parete ricca di staffe, un tratto di collegamento e l'ultima paretina verticale che chiude la salita. Si segue allora il cavo a destra in discesa lungo una placconata, si raggiunge il bivio già incrociato in salita e si prosegue in discesa fino a una balma; la si attraversa e, alternando tratti attrezzati e sentiero, si torna al ponte e al punto di partenza presso il traliccio.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario moderno, ben attrezzato e generalmente facile, ideale per avvicinarsi a vie più impegnative.

    ⚠ La via disegna un 8: l'incrocio fra salita e discesa funge anche da via di fuga per chi volesse interrompere il percorso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota bassa (circa 1170 m) e avvicinamento breve la rendono fattibile per gran parte della stagione, con le normali cautele su roccia umida.

    ▲Discesa

    Completata la fase di discesa della ferrata e tornati al traliccio, si rientra all'auto percorrendo a ritroso il sentiero dell'avvicinamento.

    ▲Da abbinare

    Scendendo verso Pont Canavese si incontra la Ferrata di Pont Canavese (variante normale difficile e variante estrema da non sottovalutare); fra le altre ferrate del Torinese segnaliamo quelle della Val di Susa, come la Ferrata Carlo Giorda alla Sacra di San Michele e la Ferrata allo Chaberton, e la recente Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegionePiemonte
    • GruppoValle dell'Orco
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)2:15 h
    • Dislivello ferrata170 m
    • Dislivello itinerario230 m
    • Quota max1170 m
    • Lunghezza3,5 Km
  • Ferrata Lampskopf

    Ferrata Lampskopf

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Lampskopf

    In alta Val di Fleres, vicino al confine con l'Austria, la Ferrata Lampskopf si sviluppa alle pendici dell'omonimo monte. È una via facile, nel complesso adatta ai neofiti, ma inserita in un'escursione piuttosto lunga e isolata: conviene percorrerla con tempo stabile.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è Fleres di Dentro (Bolzano). Dall'Autostrada del Brennero si esce a Vipiteno e si sale a Colle Isarco, da cui si procede verso occidente attraversando Valmignia fino a Fleres di Dentro; in paese si oltrepassa un lungo parcheggio sul bordo sinistro e, al bivio successivo, si tiene la sinistra del parcheggio ERL, proseguendo pochi minuti su asfalto fino a un ampio parcheggio sulla destra (punto di partenza su Google Maps). Si prosegue sulla strada, ora sterrata; dopo pochi minuti, al primo bivio, si oltrepassa il torrente tenendo la destra con le prime indicazioni per la Via Ferrata al Tribulaun, su ampio sentiero tra bosco e prati. A un bivio circa 1 km dall'auto si tiene la destra; il sentiero entra nel bosco con segni rossi e, aumentando la pendenza senza difficoltà, in circa un'ora porta all'inizio delle attrezzature (1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La prima sezione è un susseguirsi di brevi e facili balzi rocciosi, intervallati da tratti di collegamento a volte attrezzati a volte no, in un bell'ambiente alpino; è piacevole e arrampicabile senza forzare il cavo. Dopo una ventina di minuti, con una leggera discesa, si raggiunge un lungo traverso attrezzato, facile, che in molti punti assomiglia a una cengia erbosa, salvo qualche passaggio dove serve attenzione (uno in discesa) con il fondo umido; per una quindicina di minuti questa cengia corre sotto le nerastre pareti, con bel panorama sulla Valle di Fleres, finché il cavo inizia a salire. Si sale per pochi metri, si traversa a destra, poi di nuovo in verticale e, dopo una breve rampa, si torna sulla cengia, ormai rocciosa; tra modesti saliscendi si raggiunge una scala metallica di una quindicina di metri, senza difficoltà. Aggirato uno spigolo e salita una placca appoggiata, alcune facili roccette portano al termine delle attrezzature. Si esce dal bosco sui prati, con il Tribulaun davanti, e si affronta l'ultima sezione: un facile traverso, una placca, uno spigolo aggirato e alcune roccette fino a un punto da cui si scende verso una sella, dove si incrociano il sentiero 7 da S. Antonio e il 32/A della Via Alta di Fleres. Si prosegue a sinistra sul ghiaione fino all'incrocio con il sentiero 8 (il rientro) e quindi in salita al Rifugio Calciati (2368 m, 2h 30' dall'inizio della ferrata, circa 3h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    La via è nel complesso facile: nessun passaggio merita di essere definito tecnicamente difficile. È però lunga e l'ambiente, bellissimo, è isolato e poco frequentato.

    ⚠ Il tratto a cui prestare più attenzione è dalla sella al Rifugio: si attraversa un nevaio spesso presente anche in stagione inoltrata. Nel 2019 l'itinerario è stato interessato dalla caduta di alberi e per questo chiuso: si consiglia di verificare con il Rifugio Calciati l'eventuale chiusura nelle stagioni successive.

    ▲Discesa

    Per il rientro si torna sui propri passi fino all'ultimo bivio (2286 m); pur essendoci altre opzioni, si consiglia il sentiero 8: al bivio si tiene la destra tagliando in diagonale la vallata, sotto la teleferica, e si scende costantemente fino al bivio con il sentiero 6; si tiene la destra, tagliando il bosco senza eccessiva pendenza, fino al bivio dell'andata e quindi all'auto (circa 2h dal Rifugio, circa 5h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    In valle non ci sono altre vie attrezzate: scendendo a sud si trova la Ferrata delle Cascate di Stuller in Val Passiria, poi le vie della Val Venosta — la Ferrata Hoachwool e la Ferrata Knott a Naturno, la Heini Holzer a Merano e le ferrate dell'Ortles. Nel 2024 è stata inaugurata vicino a Vipiteno la Ferrata Bergkristall.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoAlpi Breonie
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata750 m
    • Dislivello itinerario1250 m
    • Quota max2365 m
    • Lunghezza11,5 Km
  • Ferrata Knott

    Ferrata Knott

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Knott

    La Ferrata Knott, sopra Naturno, concatena più percorsi in cui la maggior parte dei passaggi è facile, con qualche variante moderatamente difficile o più impegnativa, sempre evitabile. Comodamente raggiungibile con la funivia, è un itinerario ideale per iniziare a percorrere le vie ferrate.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la stazione a valle della funivia Unterstell a Naturno (Bolzano), raggiungibile da Bolzano per Merano e poi sulla statale dello Stelvio, uscita Naturno (punto di partenza su Google Maps). Conviene salire con la funivia alla stazione a monte, risparmiando 1h 30' rispetto al sentiero 10; dalla stazione a monte si segue il cartello del sentiero 24 verso la piattaforma panoramica, che in 15 minuti porta all'attacco (20' dalla stazione a monte, 1h 45' se a piedi).

    ▲Il percorso

    La Knott è formata da quattro itinerari con tre vie di fuga interne. Il primo che si incontra è il percorso Katharina, che sale il margine sinistro di una parete di circa 50 metri su brevi balzi rocciosi mai difficili e ben attrezzati, terminando presso il ponte sospeso. Dal punto d'accesso più basso parte il percorso Sally, che dopo i primi 20 metri si divide in tre: a destra una via intermedia (un breve tratto difficile, il resto moderatamente difficile) con due balzi più impegnativi, brevi cenge e un tratto leggermente strapiombante superabile con alcune staffe; a sinistra una lunga scala metallica seguita da facili passaggi fino al ponte; al centro una variante molto impegnativa, con brevi tratti estremamente difficili in forte strapiombo, che richiede forza di braccia e agilità. Il Big Foot Bridge è un ponte sospeso di circa 20 metri, con larghe pedane per i piedi, molto stabile e privo di difficoltà. Oltre il ponte ci sono tre opzioni: Turtle, la più facile, su balzi rocciosi con solide staffe; Affele, con una scaletta metallica e due balzi ben assistiti da caratteristiche staffe rotonde; Rocky, che mantiene il livello su una serie di traversi non difficili ma esposti, una ripida scaletta e facili balzi fino a destra della piattaforma — aumentabile di difficoltà tenendo subito la destra sull'esposto traverso Ocherle. Dal punto più basso è possibile anche salire la parete di destra con lo Spitzbaum Steig, sempre con almeno un tratto molto o estremamente difficile, da cui dopo i primi 50 metri si sceglie la via Daniel (a destra, con un netto strapiombo finale) o si traversa a sinistra verso Affele.

    ▲Carattere e difficoltà

    È un percorso ideale per avvicinarsi alle ferrate: nelle linee principali non ci sono passaggi difficili, ma la grande varietà di situazioni permette di prendere confidenza e lavorare sulla tecnica, riducendo al minimo la trazione sul cavo.

    ⚠ Diverse varianti (la centrale di Sally, lo Spitzbaum Steig, la via Daniel) raggiungono il molto/estremamente difficile in tratti strapiombanti: vanno scelte solo da chi ha forza ed esperienza, mentre le vie di fuga consentono di evitarle.

    ▲Discesa

    Dal termine si può sostare sulla piattaforma panoramica, con vista sulla Val Senales, per poi rientrare alla stazione a monte della funivia (20' dal termine) e quindi al parcheggio.

    ▲Da abbinare

    La Knott si può percorrere dopo la più difficile e fisica Ferrata Hoachwool (riservata a esperti). Per chi vuole aumentare gradualmente il grado, a Merano c'è la moderatamente difficile Ferrata Heini Holzer; in Val Senales la recente Ferrata Larix; nei pressi di Laces la breve Ferrata Poppele Knott.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoVal Venosta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario100 m
    • Quota max1315 m
    • Lunghezza0,6 Km
  • Ferrata alle Cascate di Fanes

    Ferrata alle Cascate di Fanes

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata alle Cascate di Fanes

    La Ferrata alle Cascate di Fanes è una piacevole escursione attrezzata in un ambiente di grande bellezza, adatta anche ai principianti. In realtà riunisce tre itinerari percorribili anche singolarmente — la Ferrata Giovanni Barbara, la Ferrata Lucio Delaiti e la Ferrata alla Cengia di Mattia — che si sviluppano soprattutto su cenge e tratti verticali privi di difficoltà, con l'eccezione di una paretina verticale di 4 metri sulla Delaiti, appena più impegnativa.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio del Parco Naturale Dolomiti d'Ampezzo, a circa 6 km da Cortina d'Ampezzo (Belluno) lungo la statale 51 verso Dobbiaco. Da Cortina, dopo circa 5 km, un cartello marrone indica "Val di Fanes": si scende a sinistra su una stretta strada asfaltata e la si percorre per circa un chilometro fino al parcheggio (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio (circa 1300 m) si costeggia il lato destro del torrente in leggera salita fino a una deviazione a sinistra, dove si tiene il segnavia 10 verso ovest; si attraversa il ponte sul Rio Fanes evitando il sentiero che prosegue sulla sinistra orografica e si sale fino al Ponte Alto (1470 m, 45' dal parcheggio), da cui si vedono in alto la Ferrata Giovanni Barbara e, sul versante opposto, i primi metri della Lucio Delaiti. Oltrepassato il ponte, un sentiero a destra scende all'attacco della Ferrata Giovanni Barbara (1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La Ferrata Giovanni Barbara inizia con un'esposta ma ampia cengia che sale a sinistra fino a un punto da cui si scende verso la prima cascata, passando sotto un tetto roccioso con il salto d'acqua sulla destra. Si risale un breve canalino sabbioso aiutati dalla fune, si attraversa una stretta forcella e si scende sul versante opposto, dove alcune traversine riducono le difficoltà. Si prosegue senza problemi fino al passaggio chiave — comunque modesto —: si scende una paretina appoggiata con l'aiuto di staffe, un traverso verso destra e un tratto più ripido, poi alcuni grossi massi verso il torrente fino al cartello che chiude la Giovanni Barbara (20' dall'attacco). Attraversato il ponte sul Rio Fanes, alcuni facili balzi attrezzati portano alla targa d'inizio della Ferrata Lucio Delaiti: una cengia ascendente verso sinistra, a destra del torrente, conduce dopo un breve traverso un poco esposto sotto il passaggio chiave, probabilmente il più impegnativo dell'intero giro — una parete verticale di 4 metri piuttosto liscia sul lato destro della corda, con appigli migliori a sinistra. Superata, una lunga cengia ascendente, dapprima sabbiosa poi più stabile, riporta al sentiero 10 poco prima dell'attacco della Giovanni Barbara (20' dal termine della Giovanni Barbara, 1h 40' totali). Si prosegue verso la Ferrata alla Cengia di Mattia: lungo il sentiero 10 si tiene la destra seguendo il cartello "Scorciatoia" fino alla località "Bus de l'Orso" (1507 m, 10'), dove si raggiunge la targa d'inizio. Brevi passaggi attrezzati portano al tratto caratteristico, una cengia che passa sotto una cascata; qui il passaggio chiave è l'uscita: un traverso ascendente verso destra con staffe, su roccia bagnata che può rendere instabili. La cengia prosegue sotto la cascata, si salgono alcune roccette con staffe nei punti più umidi e, aggirato uno spigolo, un ultimo balzo chiude la Cengia di Mattia (20' dall'attacco, 2h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Le tre vie sono da considerarsi facili e adatte ai neofiti. Nell'itinerario proposto la Giovanni Barbara si percorre in discesa, il che aumenta leggermente le difficoltà soprattutto nel tratto verticale con le staffe.

    ⚠ È possibile percorrere la Giovanni Barbara anche in salita utilizzando, durante l'avvicinamento, il sentiero che tiene la sinistra orografica del Rio Fanes. Attenzione ai tratti bagnati sotto le cascate, dove la roccia può risultare scivolosa.

    ▲Discesa

    Dal termine della Cengia di Mattia il sentiero attraversa il Rio Fanes su un ponticello di legno e si ricongiunge al sentiero 10: lo si prende a sinistra e si ripercorre a ritroso il tracciato dell'andata fino al parcheggio (1h dal termine, 3h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    L'itinerario è breve e si presta a essere abbinato a vie più impegnative della zona di Cortina: la difficile Ferrata Ettore Bovero al Col Rosà, la Ferrata Strobel a Punta Fiames o la Terza Cengia del Pomagagnon; salendo verso Dobbiaco si incontra la Ferrata René de Pol, mentre scendendo verso Cortina si trova la molto difficile Ferrata Sci Club 18 al Faloria.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti d'Ampezzo
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario210 m
    • Quota max1510 m
    • Lunghezza10,2 Km
  • Ferrata Galera

    Ferrata Galera

    Vie Ferrate › Toscana › Livorno
    Ferrata Galera

    La Ferrata della Galera è un percorso attrezzato che risale il Monte La Galera (969 m) all'Isola d'Elba. L'escursione è paesaggisticamente splendida e, pur senza difficoltà tecniche di rilievo, richiede un buon allenamento per la lunghezza e il dislivello complessivi: il vero protagonista è l'ambiente selvaggio tra roccia, mare e macchia.

    ▲Avvicinamento

    L'itinerario parte da Marciana, nella zona nord dell'Isola d'Elba (punto di partenza su Google Maps). Da Marciana si raggiunge la stazione a monte della funivia del Monte Capanne, salendo a piedi per i sentieri CAI 1 e 6 oppure, in estate, con la funivia che parte dal paese. Da qui si prosegue lungo il sentiero in direzione delle antenne, restando poco sotto la cresta in leggera discesa sul versante nord-ovest (Sentiero 00, segnavia bianco-rossi); giunti in prossimità del Monte La Galera lo si aggira a destra fino a entrare in un canale attrezzato (3h senza funivia, 45' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Per raggiungere la cima de La Galera si percorrono tre brevi tratti attrezzati. Il primo traversa una placca non difficile ma esposta; il secondo scende un tratto di cresta; il terzo rimonta alcune placche di granito fino alla vetta, priva di croce, del Monte La Galera (3h 30' dal parcheggio). I passaggi attrezzati sono pochi ma, in un paio di punti, sono qualcosa di più di un semplice corrimano.

    ▲Carattere e difficoltà

    Definirla ferrata è forse eccessivo: le difficoltà tecniche sono minime e ciò che rende speciale l'uscita è l'ambiente, la parte più selvaggia dell'isola racchiusa tra roccia, mare e una natura sorprendente.

    ⚠ Itinerario lungo e con dislivello importante (oltre 6h complessive): più che le difficoltà tecniche conta la resistenza fisica, soprattutto se si rinuncia alla funivia.

    ▲Periodo e sicurezza

    Destinazione ideale nelle mezze stagioni, per godere della parte montana dell'isola evitando il caldo estivo. Cartografia consigliata: carta dell'Isola d'Elba di 4Land.

    ▲Discesa

    Si può ripercorrere a ritroso l'intero itinerario (3h, 6h 30' totali) oppure, dalla Galera, proseguire sul CAI 00 fino a La Tavola e poi al bivio col CAI 10, che scende fino al bivio col CAI 3 poco sotto Marciana (3h 30', 7h totali).

    ▲Da abbinare

    All'Isola d'Elba non ci sono altri tratti attrezzati, ma l'isola sorprende per la moltitudine di sentieri: una destinazione perfetta nelle mezze stagioni per scoprirne il versante montano.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneToscana
    • GruppoMonti dell'Isola d'Elba
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata50 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Quota max1019 m
    • Lunghezza12 Km
  • Ferrata del Cinzanino

    Ferrata del Cinzanino

    Vie Ferrate › Lombardia › Varese
    Ferrata del Cinzanino

    ⚠ Via di recentissima costruzione: i lavori si sono conclusi nel novembre 2025 e l’itinerario è in attesa di inaugurazione ufficiale. Verificare lo stato di apertura e l’agibilità delle attrezzature prima di percorrerla.

    La Ferrata del Cinzanino è una via breve e panoramica affacciata sul versante lombardo del Lago Maggiore, sopra Maccagno. Di livello facile, si sviluppa praticamente a filo d’acqua tra traversi e placchette, e si percorre in poco più di mezz’ora: ideale come prima esperienza o come gita rapida con vista sul lago.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è lungo la SS394 del Verbano Orientale, poco dopo Maccagno con Pino e Veddasca: uscendo dal paese verso nord si supera una galleria e subito dopo si svolta a sinistra in direzione del lago, parcheggiando in uno dei pochi posti disponibili (punto di partenza su Google Maps). Si seguono le indicazioni per la falesia del Cinzanino, sulle pareti grigiastre; da lì una scalinata scende a una piccola cappella, da cui parte la ferrata (3′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dall’attacco, dietro la cappelletta, si risale un breve traverso in diagonale aiutati da piccole cambre, per poi scendere quasi al livello del lago restando sempre in traverso. Terminato il traverso si sale una placchetta priva di cambre, sfruttando l’aderenza della roccia, e si prosegue con qualche saliscendi senza particolari difficoltà. L’ultimo tratto si percorre in discesa su una placca appoggiata, alla cui destra corrono alcune facili vie di arrampicata. In tutto circa mezz’ora di attrezzature.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via facile e divertente (20 m di dislivello attrezzato), giocata su traversi e placche a pochi metri dal lago. Difficoltà complessiva Facile: adatta anche a chi è alle prime armi, fermo restando l’uso di casco, imbrago e kit da ferrata.

    ▲Periodo e sicurezza

    Quota molto bassa (massimo 180 m): percorribile tutto l’anno, scegliendo il momento della giornata più adatto alla stagione per via dell’esposizione sul lago. Itinerario brevissimo, 0,4 km e 30 m di dislivello, circa 35′ complessivi.

    ▲Discesa

    Terminate le attrezzature si è su uno slargo della passerella che contorna la roccia; da qui una normale scala metallica riporta in breve sulla strada dell’avvicinamento, dove si trova anche un bar (5′, 35′ totali).

    ▲Da abbinare

    Sempre in provincia di Varese si può percorrere la Ferrata Bellotti a Mesenzana. Spostandosi, le opzioni vanno verso il Lago di Como (Monte Grona, Venticinquennale, Sass Tavaràc sul ramo lariano) o verso la Val d’Ossola (Picasass, Montorfano, Walserfall).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoLago Maggiore – Verbano
    • Avvicinamento0:03 h
    • Ferrata0:25 h
    • Itinerario (a/r)0:35 h
    • Dislivello ferrata20 m
    • Dislivello itinerario30 m
    • Quota max180 m
    • Lunghezza0,4 Km
  • Ferrata Capitano Bilgeri al Monte Piano

    Ferrata Capitano Bilgeri al Monte Piano

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Capitano Bilgeri al Monte Piano

    La Ferrata Capitano Bilgeri sale al Monte Piano, nelle Dolomiti di Sesto, in un ambiente carico di storia della Grande Guerra. È una via di difficoltà contenuta, mai atletica, inserita in un itinerario piuttosto lungo il cui avvicinamento colma un buon dislivello in poco tempo.

    ▲Avvicinamento

    Ci si porta sulla strada che collega Misurina con Dobbiaco. Salendo da Misurina si procede per circa 4 km e, dopo un marcato tornante a destra, si individua una traccia che sale nel bosco, parcheggiando in uno degli slarghi (circa 1.600 m; punto di partenza su Google Maps). Si segue la traccia ripida nel bosco tenendo sempre la sinistra verso il Rifugio Bosi al Monte Piana (2.205 m); dal rifugio la pendenza cala. Si evita il sentiero attrezzato che sale al Monte Piana (a sinistra) restando in falso piano verso il Museo all’Aperto della Grande Guerra; a un crocevia si prosegue dritti in direzione della ferrata (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dal cartello giallo dell’attacco si sale in diagonale fino a un diedro dove alcuni pioli aiutano la progressione; si prosegue in leggera salita aggirando uno spigolo che porta su una comoda cengia. Dopo alcuni facili balzi rocciosi si raggiunge una panchina di legno per una sosta panoramica. Si riprende su una cengia a sinistra fino a un bel caminetto da risalire in spaccata — il passaggio più bello e impegnativo della via. Si sale un canalino e poi un secondo canalino stretto in spaccata, quindi un colatoio tenendo il lato destro fino a una forcellina; alcuni balzi rocciosi senza difficoltà portano sulla crestina e quindi al pianoro sommitale del Monte Piano (2.305 m, 1h dall’attacco, 3h totali), con magnifica vista sulle Tre Cime di Lavaredo.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via semplice e mai atletica, su roccia ben arrampicabile e con molti infissi che aiutano anche in assenza di capacità tecniche; notevole l’interesse storico. Difficoltà complessiva: Facile.

    ⚠ Dopo la tempesta Vaja (2018) l’itinerario classico è diventato difficile da seguire prima e dopo il Rifugio Bosi: dal 2020 si consiglia la variante dal Lago di Landro (versante altoatesino), salendo dal versante nord del lago sui sentieri 6/102 e seguendo le indicazioni per il Monte Piano. In questo terreno, ricco di trincee e gallerie, i percorsi non sono sempre obbligati: muoversi con attenzione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ambiente d’alta quota (max 2.305 m): stagione estiva con terreno asciutto. Cartografia consigliata: carta delle Dolomiti di Sesto di 4Land.

    ▲Discesa

    Dal Monte Piano si segue verso sud il sentiero 6 (Alta Via 3) che, tra tratti attrezzati e trincee di guerra, scende a una forcella; si risale verso la vetta del Monte Piana (2.324 m) e si scende al Rifugio Bosi toccato all’andata, quindi a ritroso per la via di avvicinamento fino al parcheggio. In alternativa, sull’itinerario dal Lago di Landro, si scende seguendo i segnavia 6A tra gallerie e trincee verso ovest, con due opzioni di rientro al lago.

    ▲Da abbinare

    Nelle Dolomiti di Sesto: la Ferrata Innerkofler-De Luca al Monte Paterno, la Ferrata alla Torre Toblin e la Ferrata ai Costoni di Croda Rossa. Verso Misurina il Sentiero Bonacossa e la Ferrata Merlone ai Cadini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti di Sesto
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario895 m
    • Quota max2305 m
    • Lunghezza12 Km
  • Ferrata di Campione del Garda

    Ferrata di Campione del Garda

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata di Campione del Garda

    La breve Via Ferrata di Campione del Garda sale per circa 300 metri dal piccolo paese sulla sponda bresciana del lago fino a un belvedere affacciato sul Garda. È un itinerario facile, ideale per le prime esperienze e per i mesi invernali grazie alla bassa quota e all’esposizione mite.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza Campione del Garda, sulla sponda bresciana: da nord o da sud si arriva lungo la SS45bis che corre sulla riva lombarda, con uscita posta dentro una galleria (punto di partenza su Google Maps). Conviene usare il parcheggio a pagamento presso l’ex cotonificio. Dal parcheggio ci si incammina sul lungolago verso sud fino a un circolo nautico; lo si attraversa e, dietro una casetta prefabbricata, parte la traccia che sale ripida nel bosco fino a una sbarra metallica (15′ dal parcheggio); la ferrata inizia pochi metri dopo.

    ▲Il percorso

    Si parte nel bosco con facili roccette attrezzate, seguite da una cengia che porta fuori dagli alberi, con il Lago di Garda e il Monte Baldo alle spalle. Si procede su traccia attrezzata prima verso sinistra, poi a destra, fino a una paretina appoggiata piacevole da arrampicare. Una scalinata attrezzata e una rampa conducono alla base di un lungo diedro appoggiato, molto appigliato e panoramico. Si attraversa poi un tratto con reti paramassi e si passa sotto un breve arco roccioso, raggiungendo in breve il termine della via.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via facile, priva di verticalità eccessiva, perfetta come avvicinamento al mondo verticale e per una gita di mezza giornata. Difficoltà complessiva: Facile.

    ⚠ Pur essendo facile resta un itinerario su roccia: casco, imbrago e kit da ferrata restano indispensabili. Bella anche in inverno, ma da evitare con roccia bagnata o ghiacciata.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota molto bassa (max 357 m): percorribile praticamente tutto l’anno, anche nei mesi invernali. Cartografia consigliata: carta del Parco Alto Garda Bresciano di 4Land.

    ▲Discesa

    Terminata la ferrata si segue la traccia che si innesta nel sentiero da Campione al Monte Cas; per rientrare si tiene la destra scendendo diretti verso Campione attraverso una breve galleria e scalinate nel bosco fino al paese, poi lungo il lungolago all’auto (1h 45′ totali).

    ▲Da abbinare

    Verso nord, le ferrate dell’alto Garda: la Ferrata di Cima Capi, la Ferrata a Cima Sat, la Ferrata Rio Sallagoni e la Ferrata di Colodri. Nell’entroterra bresciano, verso i laghi d’Idro e d’Iseo: la Ferrata Crench, la Ferrata Fregio e la Ferrata di Caspai.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane – Alto Garda
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata210 m
    • Dislivello itinerario240 m
    • Quota max357 m
    • Lunghezza2 Km
  • Ferrata Balze del Malpasso

    Ferrata Balze del Malpasso

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Balze del Malpasso

    La Ferrata Balze del Malpasso e un itinerario facile e divertente lungo una parete che costeggia il fiume Dolo, tra le colline reggiane: un ambiente piacevole fatto di rocce calcaree, ponti tibetani, zip line e cascate. Sviluppandosi a bassa quota e sconsigliata in piena estate.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge la borgata di Castagnola, nel comune di Toano, poco distante dalla frazione di Quara; conviene parcheggiare nel piccolo spiazzo accanto alla cappella o lungo la strada. Meta dell’avvicinamento e Castel Pizzigolo: dalla cappella si scende sulla sterrata seguendo il sentiero CAI 613, poi al bivio il 613 Bis per Castel Pizzigolo, raggiungendo in pochi minuti le Fonti del Quara. Poco prima dell’area pic-nic vicino al sito archeologico del castello si gira a destra (indicazioni per la ferrata) e si scende fino al primo ponte tibetano; attenzione al terreno scivoloso che lo precede (30 minuti dall’auto). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Il primo ponte tibetano e lungo circa 50 metri, con assi di legno. Oltre il ponte si sale una parete obliqua attrezzata con gradini e si arriva a una paretina da scendere per circa 8 metri, fino a un bivio con due alternative. A destra si sale verso le zip line, che attraversano il canyon in andata e ritorno. A sinistra prosegue l’itinerario principale: si scende per ripido sentiero al secondo ponte tibetano, piu corto del primo; attraversatolo si va a destra su una comoda cengia fino a un breve tratto verticale leggermente strapiombante, dove maniglie e attrezzature annullano di fatto le difficolta. Si prosegue a sinistra su un’altra cengia fino a un bivio: il percorso facile resta sulla cengia e sale una facile parete inclinata ben attrezzata con staffe, terminando in poco piu di 5 minuti; il percorso per esperti riparte a destra su una serie di pioli e affronta una parete verticale di 15 metri, passaggio chiave della via, particolarmente liscia, che in un punto richiede forza di braccia e tenuta atletica nonostante l’abbondanza di pioli. Superato il tratto, in pochi metri si chiude la ferrata (30 minuti dall’attacco). Una variante, dal bivio tra percorso facile ed esperti, segue la cengia a destra e scende alle Antiche Fonti di Quara.

    ▲Carattere e difficolta

    Via facile e adatta anche a famiglie nel percorso principale, con la possibilita di alzare l’asticella sulla variante per esperti. La roccia, specie sulle cenge, e particolarmente sdrucciolevole.

    ⚠ Caschetto indispensabile per il rischio di caduta sassi sulla roccia scivolosa. Per le zip line e obbligatoria una carrucola ad elevato rendimento (es. Petzl Tandem Speed o CT Duetto): con carrucole comuni si rischia quasi certamente di restare bloccati a meta cavo.
    ▲Discesa

    Dal termine della ferrata si raggiunge in breve l’area pic-nic incontrata all’andata e si torna a ritroso lungo il sentiero fino all’auto (30 minuti dal termine). In alternativa la traccia GPS allegata segue la variante che scende al greto del Dolo e alle Antiche Fonti di Quara, rientrando a Castagnola lungo una carrareccia e il Sentiero Matilde, con un percorso ad anello.

    ▲Da abbinare

    Inaugurata nel giugno 2006 grazie al Gruppo Escursionisti Toanesi. Non ci sono ferrate concatenabili a piedi, ma in giornata, in auto, si raggiungono la Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e la Ferrata Ovest (entrambe a circa 40 minuti), la Ferrata Monte Penna (circa 40 minuti) e la Ferrata Barranco del Dolo (circa 35 minuti).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaFacile
    • RegioneEmilia Romagna
    • GruppoAppenino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max556 m
    • Lunghezza2,7 Km
  • Ferrata dei Bambini

    Ferrata dei Bambini

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata dei Bambini

    La Ferrata dei Bambini si sviluppa quasi interamente su una cengia obliqua priva di vere difficolta, ideale per bambini e principianti che vogliono avvicinarsi alle vie attrezzate. Solo uno spigolo richiede un po’ piu di attenzione per la distanza tra i gradini, ma il tratto e breve.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza e Gressoney-Saint-Jean: arrivati in paese, si attraversa il piccolo ponte sulla sinistra che scavalca il torrente Lys e si prosegue dritti lungo una stradina per circa 200 metri fino a uno spiazzo dove parcheggiare (stesso attacco e stesso avvicinamento della Ferrata Jose Angster). Dal parcheggio si va a destra verso il lago di Gover, si supera una costruzione in legno e ci si porta sul versante occidentale del lago, lato montagna; si imbocca il sentiero 4A (segni rossi sui sassi) che risale nel bosco. A un bivio si lascia il 4A per il sentiero 15 verso nord, a destra; dopo un centinaio di metri, a una pietraia con cartello e tabella, si abbandona il 15 e si sale lungo la pietraia seguendo i segni gialli fino alla falesia e a un gabbiotto di legno. Si prosegue a destra per un centinaio di metri oltre l’attacco della Ferrata Jose Angster, fino al margine della parete da cui partono i cavi della Ferrata dei Bambini (30 minuti dal parcheggio). In loco l’attacco e segnalato come F2, con guarnizione di gomma verde attorno al cavo (la F1 con guarnizione gialla e la Jose Angster). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    La via segue una lunga cengia obliqua che da destra prosegue in diagonale verso sinistra, verso lo sperone che taglia la piu difficile Jose Angster. Si sale in diagonale fino a un tratto piu esposto con tre gradini, oltre i quali si incrocia il cavo giallo dell’altra ferrata; si prosegue in orizzontale, si passa un tratto con un tetto e si aggira uno spigolo fino a una parete appoggiata dove il cavo diventa giallo. Si risale questa placca e, dopo un breve traverso leggermente strapiombante, la via termina (20 minuti dall’attacco, 50 minuti dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficolta

    Una ferrata facile, adatta ai bambini e alle persone inesperte: in larga parte un sentiero attrezzato su cengia obliqua con difficolta quasi inesistenti.

    ⚠ Anche se facile, resta una via attrezzata: imbrago, kit da ferrata e caschetto sono sempre necessari, soprattutto con i piu piccoli.
    ▲Discesa

    Si prosegue verso sinistra seguendo la traccia che scende in falsopiano fino a intersecare il sentiero 4A; si scende incrociando il sentiero 15 e si torna al cartello di legno visto all’andata, ripercorrendo a ritroso l’avvicinamento fino all’auto (25 minuti dal termine, 1 ora e 15 in totale).

    ▲Da abbinare

    La Ferrata dei Bambini corre sotto la piu difficile Ferrata Jose Angster: fatte le dovute premesse sul maggiore grado di quest’ultima, le due si combinano comodamente in mezza giornata. Volendo aggiungere un altro itinerario facile, si possono scegliere la Ferrata Harry Potter o la Ferrata di Covarey.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Pennine
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)1:15 h
    • Dislivello ferrata60 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Quota max1640 m
    • Lunghezza2 Km
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