Difficoltà: Facile

  • Ferrata di Pra Catinat

    Ferrata di Pra Catinat

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata di Pra Catinat

    La Ferrata di Pra Catinat è stata pensata per chi non ha preparazione alpinistica ed è percorribile anche da utenti diversamente abili se accompagnati. Esposta in pieno versante sud-est, a circa 1600 m di quota di partenza, è praticabile durante tutto l'arco dell'anno; si sviluppa per tre quarti su traversi, con dislivello molto contenuto.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è l'albergo Pracatinat, sopra la frazione di Depot (Torino): giunti a Depot si svolta a destra in salita sulla provinciale 172 verso Agnelli, Pequerel e Puy. Punto di partenza su Google Maps. Dall'albergo si segue il sentiero che porta all'orrido, alla sinistra della struttura; in fondo, presso una bacheca, c'è l'inizio della ferrata (15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si attacca un breve balzo roccioso e si imbocca un lungo traverso verso destra su erba; si prosegue in saliscendi di bassa difficoltà fino a una parete dove il traverso si fa esposto, con maniglie per le mani e staffe per i piedi in alcuni tratti. Al termine del traverso si disarrampica per alcuni metri (un paio di staffe aiutano i piedi), si raggiunge un terrazzo roccioso e si percorre un secondo traverso orizzontale simile al primo; infine un tratto verticale, in piacevole arrampicata, porta sul pianoro sommitale dove la breve via si conclude (1h dall'attacco, 1h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    È una ferrata facile, ideale per chi vuole avvicinarsi a questo tipo di escursioni; lo sviluppo prevalentemente su traversi e il dislivello ridotto la rendono accessibile.

    ⚠ Pur facile, resta una via attrezzata: casco e set da ferrata sono comunque necessari, e i traversi esposti richiedono attenzione.
    ▲Periodo e sicurezza

    L'esposizione a sud-est la rende fruibile in ogni stagione, anche nelle belle giornate invernali; con neve o ghiaccio sui traversi conviene rimandare.

    ▲Discesa

    Si segue l'evidente sentiero che riporta all'albergo e quindi al parcheggio (20' dal termine della ferrata, 1h 40' totali).

    ▲Da abbinare

    Per alzare nettamente il grado: la Ferrata Ciardelli a 20' d'auto, oppure verso Claviere la Ferrata Rocca Clarì, la Ferrata dei Militari e la Ferrata della Batteria Bassa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Cozie – Val Chisone
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata280 m
    • Dislivello itinerario350 m
    • Quota max2000 m
    • Lunghezza1,5 Km
  • Ferrata delle Peredrette a Donnas

    Ferrata delle Peredrette a Donnas

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata delle Peredrette a Donnas

    La Ferrata delle Peredrette è una via recente che risale una costa rocciosa presso Donnas, in bassa Valle d'Aosta. È facile e adatta ai principianti e, per quota ed esposizione, si presta bene alle mezze stagioni e alle belle giornate invernali.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Donnas; l'opzione più comoda è parcheggiare in una vecchia zona industriale lungo la Dora Baltea: poco dopo il paese, a una rotonda dove la statale prosegue dritta, si scende a sinistra fino a un ampio parcheggio. Punto di partenza su Google Maps. Si passa sotto la statale, si prosegue verso nord-est in una via del paese fino a un arco in pietra; lo si attraversa e si sale a sinistra per circa 300 metri. Oltre un primo ponticello (indicazioni per Pomeroud) si arriva a un secondo ponticello, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni: ancora circa 300 metri, una svolta a sinistra e si raggiungono le prime attrezzature nel bosco (circa 20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La prima parte è un sentiero attrezzato di bassa difficoltà che sale rampe e placche nel bosco, con belle viste sulla valle e sui vigneti; ha più le caratteristiche di un sentiero attrezzato che di una vera ferrata, mancando di verticalità. Dopo un breve tratto in discesa e altri facili passaggi termina la prima parte; segue un tratto di collegamento nel bosco (una decina di minuti, paline gialle) fino alla seconda parte, più verticale e divertente. Il cavo riprende su placche appoggiate fino a un primo risalto con abbondanti cambre; si esce a destra in vista della valle, si supera un altro breve tratto in discesa e si raggiunge il passaggio più caratteristico, sullo spigolo della parete a picco sulla valle (senza difficoltà, ma molto panoramico). A un bivio si può scegliere a destra la via facile o a sinistra una variante moderatamente difficile, che dopo un breve traverso sale una paretina leggermente aggettante di una decina di metri, ricca di cambre. Le due vie si riuniscono per i metri conclusivi: qualche passo orizzontale e un facile traverso diagonale fino al termine (circa 1h 15' dall'inizio delle attrezzature, circa 1h 45' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario breve e facile, ideale per i neofiti e percorribile gran parte dell'anno; la variante di sinistra aggiunge un pizzico di impegno per chi vuole qualcosa di più verticale.

    ▲Storia

    La ferrata è stata inaugurata il 6 novembre 2021, all'interno di un progetto più ampio che comprende anche nuove falesie attrezzate (Piramide di Pomerou, Falesia delle Ciliegie, Masso Vigneti di Reisen).

    ▲Discesa

    Il sentiero di rientro è ben segnato e si sviluppa nel bosco, ricongiungendosi con la parte finale dell'avvicinamento; si torna all'auto a ritroso (circa 40' dal termine, circa 2h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Breve e facile, lascia tempo per una seconda via in giornata: la più difficile Ferrata del Gorbeillon verso Cervinia, la Ferrata Casimiro o la Ferrata José Angster; restando in bassa valle la Ferrata di Covarey.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoBassa Valle d'Aosta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max639 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata del Partusac

    Ferrata del Partusac

    Vie Ferrate › Piemonte › Vercelli
    Ferrata del Partusac

    La Ferrata del Partusac è una facile via presso Civiasco, in Valsesia (Vercelli). Si svolge soprattutto in sali-scendi, con un traverso e una parete verticale ben attrezzati nel finale, un po' esposti ma non difficili; interessante dal punto di vista paesaggistico, viene spesso percorsa in successione alla vicina Ferrata Falconera.

    ▲Avvicinamento

    Per la sola Partusac conviene partire da Civiasco: all'ingresso del paese si imbocca a sinistra la strada Piandellavalle e si parcheggia nel piazzale sulla destra. Punto di partenza su Google Maps. Dalla cappella di Pian della Valle si prende il sentiero 636B nel bosco, si ignorano i primi due bivi e al terzo si va a sinistra sul 636C fino all'attacco (20' dal parcheggio). Partendo da Varallo si sale sul 636A fino al bivio col 636B presso un laghetto artificiale, poi 636B e 636C fino all'attacco (40'); chi arriva dal termine della Ferrata Falconera raggiunge l'attacco in 5'.

    ▲Il percorso

    La via inizia con un tratto in discesa su ripido sentiero di misto terra-roccia; al termine si prosegue a sinistra in obliquo fino a una prima piccola grotta, si scende ancora e su una facile cengia si raggiunge una seconda grotta. Segue un esposto traverso obliquo verso destra fino a una parete verticale attrezzata che sale ripida, facendo guadagnare quota ed esposizione; si arriva a un terrazzino erboso e a una nuova parete verticale attrezzata, quindi un ultimo tratto piano conduce al termine della via (30' dall'attacco, circa 1h dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata facile, dal dislivello modesto, percorribile in entrambi i sensi: ottima come prima esperienza per il neofita o come proseguo della Falconera per l'escursionista esperto.

    ▲Discesa

    Si può ripercorrere a ritroso la via oppure seguire il sentiero fino ai bivi: parcheggiando a Piandellavalle si scende per il 636B fino al laghetto e poi col 636; per Varallo si segue il 636B fino al bivio col 636A in discesa.

    ▲Da abbinare

    Quasi d'obbligo l'abbinamento con la vicina Ferrata Falconera. In alternativa la Ferrata dei Picasass sul Lago Maggiore o il Sentiero Attrezzato dell'Infernone nel Biellese.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegionePiemonte
    • GruppoValsesia
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:15 h
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario130 m
    • Quota max830 m
    • Lunghezza1,6 Km
  • Ferrata Ovest o dell’Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Ovest o dell'Ultimo Sole (Pietra di Bismantova)

    La Pietra di Bismantova è una singolare formazione rocciosa dell'Appennino reggiano, nota agli arrampicatori per oltre 80 vie. Dal 2017 la parete Ovest ospita questa facile ferrata, ideale per chi vuole approcciarsi alle vie attrezzate.

    ▲Avvicinamento

    Partenza dal Piazzale Dante a Castelnuovo ne' Monti (Reggio Emilia), raggiungibile dalla SS 63 del Cerreto seguendo le indicazioni per la Pietra di Bismantova. Punto di partenza su Google Maps. Dal piazzale si risale la scalinata, si raggiunge e si costeggia il Rifugio della Pietra e si segue il sentiero principale CAI 697 verso il pianoro sommitale, lungo imponenti pareti d'arrampicata; dopo circa 20' un cartello indica a sinistra l'imbocco della ferrata, raggiunta in pochi metri di discesa.

    ▲Il percorso

    La via è divisa in due parti. La prima è una lunga cengia con facili sali-scendi, dove spesso il cavo funge da corrimano: ideale per prendere dimestichezza con la progressione; al suo termine (15' dall'attacco) si può eventualmente tornare indietro. La seconda parte è più verticale e divertente: si attacca una placca abbastanza verticale, con passaggi che richiedono più attenzione ma ben attrezzati con maniglie e cambre; segue un facile traverso e una rampa, al termine della quale si scende un paio di metri fino al libro delle firme. La salita si chiude con una cengia inclinata e un ultimo salto, reso facile da maniglie e cambre, fino al termine delle attrezzature (30' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata facile, perfetta come prima esperienza; chi ha buona esperienza può percorrerla anche in discesa, magari dopo aver salito la più complessa Ferrata degli Alpini sulla parete Est.

    ⚠ Durante il rientro è bene non togliere il casco fino al Rifugio della Pietra: non è raro vedere cadere sassi dalle pareti.
    ▲Storia

    La Ferrata dell'Ultimo Sole è stata inaugurata nel 2017 dal CAI di Castelnovo ne' Monti e installata dalle Guide La Pietra.

    ▲Discesa

    Si prosegue dritto sui prati sommitali innestandosi sul CAI 697, che verso destra scende a Piazzale Dante (20' dal termine). In alternativa, a sinistra, si può raggiungere la parete Est per osservare la parte finale della Ferrata degli Alpini (10' dal termine della Ferrata Ovest).

    ▲Da abbinare

    Si concatena con le altre vie di Bismantova: la Ferrata degli Alpini e la Ferrata Orto del Mandorlo (con cui forma un classico anello). Nei dintorni, in giornata: Ferrata Balze del Malpasso (~24 km), Ferrata Monte Penna (~42 km) e Ferrata Barranco del Dolo (~38 km).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoPietra di Bismantova
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario180 m
    • Quota max1046 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    Vie Ferrate › Lombardia › Bergamo
    Ferrata il Nido dei Santa Croce (Corna Maria)

    La Ferrata del Nido dei Santa Croce è una via recente in Val Brembana (Bergamo) che sale la Corna Maria, presso San Pellegrino Terme. Nel complesso è facile — con la sola eccezione di una paretina «moderatamente difficile» — e regala passaggi interessanti e un bel ponte sospeso; è percorribile tutto l'anno.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla frazione di Santa Croce (San Pellegrino Terme). Si risale la Val Brembana fino a San Pellegrino; da sud si supera il paese e si esce a destra dove indicato «Dossena / San Pellegrino Terme», poi si segue per Antea e quindi a destra per Santa Croce, parcheggiando ad esempio nell'ampio spazio vicino alla chiesa. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal paese sono ben visibili le due mete: a sinistra la Corna Maria, a destra la Corna Pedezzina. Si segue il sentiero CAI 561 verso la Corna Maria; al punto di congiunzione dell'anello si prosegue dritti verso il Monte Rabbioso, incontrando un paio di segnavia per la ferrata, fino a una sella con un capanno di caccia verde dove si svolta a sinistra; sulla destra il cartello d'attacco (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    I primi metri sono sentiero attrezzato con un breve balzo roccioso e un tratto di collegamento. Si sale poi una bella parete verticale di calcare, ben frastagliata e dotata di cambre e maniglie: è il tratto «moderatamente difficile». Si prosegue in salita per una trentina di metri piegando a destra fino a un terrazzino terroso panoramico sulla Val Brembana; ci si sposta a sinistra e si sale uno spigolo ben gradonato, poi un facile traverso orizzontale a destra conduce a una scaletta metallica da percorrere in discesa. Sotto si vede il ponte sospeso, raggiunto dopo una quindicina di metri di disarrampicata facilitata dalle cambre (attenzione a un paio di passaggi in cui per individuare gli appoggi serve sporgersi). Si traversa a sinistra e si raggiunge il ponte sospeso (17 m), con assi di legno. Oltre il ponte si sale verso destra su passaggi di modesta difficoltà fino a un terrazzino, poi su risalti rocciosi arrampicabili fino al termine dei tratti verticali (le attrezzature fungono solo da corrimano). Si segue infine la traccia fino alla cima della Corna Maria (1057 m, circa 40' dall'attacco, circa 1h 15' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via recente, con attrezzature abbondanti e in ottimo stato, adatta a principianti con un minimo di esperienza (in particolare per un paio di passaggi nella prima parte e per il tratto in discesa prima del ponte). Aperta al pubblico da inizio 2022; fa parte di un progetto più ampio che include la vicina Corna Pedezzina (completata nel 2023).

    ⚠ Essendo una via di costruzione recente, prestare attenzione al terreno e a eventuali detriti lungo il percorso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota: percorribile quasi tutto l'anno, eventualmente evitando i mesi più caldi.

    ▲Discesa

    Dalla Corna Maria si segue il cavo che, verso est, scende e aggira la cima in direzione del Pizzo Rabbioso; si prosegue in cresta per circa 70 m fino a deviare a destra in discesa, raggiungendo il sentiero CAI 561. Si tiene la destra per tornare a Santa Croce (circa 2h totali); a sinistra si completa invece il giro ad anello. Lungo la discesa è possibile abbinare, seguendo la segnaletica, la vicina Ferrata alla Corna Pedezzina.

    ▲Da abbinare

    In zona: la Ferrata alla Corna Pedezzina, la difficile Ferrata del Monte Ocone in Valle Imagna, la Ferrata Maurizio all'Alben e, nelle Orobie, la Ferrata del Pizzo del Becco.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bergamasche
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)0:45 h
    • Quota max1057 m
    • Lunghezza3,5 Km
  • Ferrata del Monte Sarrandone

    Ferrata del Monte Sarrandone

    Vie Ferrate › Lombardia › Bergamo
    Ferrata del Monte Sarrandone

    La Ferrata del Monte Sarrandone è breve e priva di difficoltà significative, poco sopra Castione della Presolana: un itinerario ideale come primo approccio alle ferrate, percorribile gran parte dell'anno. È probabilmente, insieme alla Madonnina del Coren, la ferrata più facile della provincia di Bergamo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla frazione di Bratto-Dorga (Castione della Presolana). Venendo dalla valle si supera Bratto verso il Passo della Presolana; dopo un tornante, in salita sulla sinistra, un cartello segnala il termine della frazione e, pochi metri dopo, un viottolo asfaltato chiuso da una sbarra. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si parcheggia poco prima del viottolo (un'auto) o circa 100 m oltre (3 auto). Si sale a piedi il viottolo, si ignora una prima traccia a sinistra e si prosegue fino a intercettare il sentiero CAI 28, che si prende a sinistra: in breve si raggiunge la placca calcarea dove inizia la ferrata, non segnalata (1260 m, circa 20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La roccia è in buona parte calcarea e, verso la fine, dolomitica. La via si divide in due tronconi. Il primo sale su roccia a pendenza moderata, in appoggio, percorribile sia arrampicando sia tenendo il cavo; nonostante la vegetazione (erba, cespugli) non mancano appigli per mani e piedi, con qualche tratto più ripido ma semplice. Segue un tratto di collegamento in salita nel bosco fino alla seconda placca. Il secondo è prevalentemente su placche calcaree in appoggio, poi più divertente con l'aumento di pendenza, fino a un bel passaggio verso destra e a un tratto verticale con appigli da risalire in piacevole arrampicata. Dopo una ventina di metri si raggiunge la cima, con panorama sulla valle (1460 m, circa 40' dall'attacco, circa 1h totale).

    ▲Carattere e difficoltà

    Attrezzata interamente con cavo d'acciaio zincato teso, fissato con fittoni a L. Semplice e piacevole, è usata da guide alpine come percorso preparatorio e dalle scuole CAI per l'alpinismo giovanile.

    ⚠ Anche su una via facile, casco e set da ferrata restano d'obbligo. L'attacco non è segnalato: seguire il CAI 28 fino alla placca.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile gran parte dell'anno data la quota contenuta. Verificare l'assenza di neve/ghiaccio sulle placche.

    ▲Discesa

    Si scende a ritroso. Alternativa interessante: una calata in corda doppia dalla vetta (circa 30 m) fino a un piccolo anfiteatro naturale, poi nel bosco a riprendere la ferrata per la discesa (tempo complessivo circa 1h 45').

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Orobie
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata180 m
    • Dislivello itinerario400 m
    • Quota max1446 m
  • Ferrata del Monte Amariana

    Ferrata del Monte Amariana

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata del Monte Amariana

    Il Monte Amariana (in friulano «La Mariane»), nelle Prealpi Carniche, sorge alla confluenza tra Fella e Tagliamento e regala dalla vetta (1905 m) un panorama a 360 gradi, ben più alta di tutte le cime vicine. La ferrata sul versante sud è un itinerario facile e di media lunghezza (circa 7 km tra salita e discesa) che risale un canalone fino alla selletta sotto la cima.

    ▲Avvicinamento

    Usciti dal casello autostradale di Amaro si svolta a destra verso il paese; presso l'abitato si gira a sinistra e lo si attraversa verso le pendici del monte. Alle ultime case si prosegue lungo la strada militare fino alla Forca del Cristo (980 m). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla Forca del Cristo si imbocca il segnavia CAI 414, si passa per il cuel dai noglars e, usciti dal bosco, ci si apre la visuale sul Monte San Simeone e la vallata. Dopo circa 2,6 km si raggiunge l'attacco, a circa 1700 m; il sentiero è ben tracciato e privo di incroci (tranne uno a fine ferrata), quindi è praticamente impossibile sbagliare strada.

    ▲Il percorso

    Dall'attacco, segnalato dalla cartella rossa del CAI (posta dopo il risanamento della struttura nel 2016), si prosegue per circa 500 m con pratici cavi innestati nel canalone d'ascesa fino alla selletta sotto la cima. La ferrata è di livello facile; il canalone ha fondo piuttosto instabile, quindi il casco è indispensabile e va prestata attenzione a non smuovere detriti, che scivolerebbero verso chi segue. Terminato il canalone, i tratti attrezzati continuano su facili rampe oblique fino al loro termine; si raggiunge poi la vetta (1905 m) in breve, su sentiero (2h 30' dall'inizio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario facile, di fatto un sentiero attrezzato: l'ascesa si potrebbe compiere anche senza i cavi, ma resta consigliata almeno per chi ha un minimo di esperienza.

    ⚠ Caschetto comunque fortemente consigliato: nel canalone non sono infrequenti le cadute di sassi mossi dalle intemperie o da altri escursionisti. Per la bassa quota e l'esposizione, affrontarla in primavera o autunno: d'estate le temperature sono molto elevate.
    ▲Periodo e sicurezza

    Primavera e autunno sono i periodi migliori. Caschetto sempre indossato per il rischio di scariche nel canalone.

    ▲Discesa

    L'opzione più rapida è il rientro per la via di salita, di nuovo alla Forca del Cristo (giro complessivo 4h 45'). In alternativa, disponendo di due auto, si può scendere sul versante nord con l'altra ferrata fino alla sella Pradut, con eventuale sosta al recentemente ristrutturato Bivacco Cimenti-Floreanini (1067 m), proseguendo fino a Illeggio (607 m); oppure scendere la cresta est passando per il ricovero Pian d'Aiars (1475 m) e il ric. M. Forcella (1098 m) fino al «Ponte della Carnia» sul Fella.

    ▲Da abbinare

    In Carnia: la recente Ferrata Farina del Diavolo a Villa Santina, la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici e la Ferrata Cinquanta del Clap.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario870 m
    • Quota max1905 m
  • Ferrata Mendola al Roèn

    Ferrata Mendola al Roèn

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Mendola al Roèn

    La facile Ferrata Mendola al Roen è un itinerario piacevole, percorribile per gran parte dell'anno, che non presenta particolari difficoltà tecniche ed è perfetto per avvicinarsi a vie più complesse. L'anello può includere l'interessante Via dei Camosci, sotto il Monte Testa Nera.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della seggiovia che collega il Passo Mendola con il Rifugio Mezzavia: dal Passo Mendola (uscita Bolzano Sud, superstrada per Merano, uscita Appiano) si svolta a sinistra seguendo i cartelli gialli per la seggiovia. Punto di partenza su Google Maps.

    Dalla stazione a monte si raggiunge il Rifugio Mezzavia (1585 m) e si prosegue dritti sulla forestale CAI 500 fino a Malga Romeno (1773 m, 45'), ignorando i bivi per Monte Lira, Crosara e Caldaro. A Malga Romeno si lascia il CAI 537 e il CAI 500 (via normale al Roen) e si prende il CAI 560, che in falsopiano porta al Rifugio Oltradige (1773 m, 1h dalla stazione a monte), dove inizia la ferrata.

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio Oltradige, a un bivio, si lascia dritto il CAI 560 (Via dei Camosci, valida per il rientro) e si prende a sinistra il CAI 523 della ferrata. Si sale ripidi fino alla prima fune e si percorre una cengia ascendente a destra su fondo sabbioso; alcuni balzi ben appigliati, arrampicabili senza tirare sul cavo, e una seconda cengia ghiaiosa portano a un breve salto verticale, superato con una staffa e ottimi appoggi. Si raggiunge il canalone e lo si risale a destra con passaggi facili e assicurati; una paretina più esposta e sottile (una staffa aiuta) immette su balzi ben appigliati. In alto le attrezzature piegano a destra su una cengia agevole e, dopo una piega a sinistra, si arriva al termine della ferrata (2050 m, 45' dal Rifugio Oltradige, 1h 45' totali). Proseguendo fra pini e mughi si incrocia la via normale e si sale alla croce e alla vetta del Monte Roen (2116 m, 2h totali), affacciata sulla Val d'Adige e sulle Dolomiti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata adatta ai neofiti: nessuna difficoltà tecnica né esposizione marcata, passaggi ben gradinati e qualche staffa dove la verticalità aumenta. Aiuta a imparare le tecniche di base dentro un piacevole itinerario.

    ⚠ Pur facile, è un percorso mediamente lungo (anello fino a 5h con la Via dei Camosci): valutare tempi ed energie.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota fino a 2116 m ma esposizione contenuta: percorribile gran parte dell'anno. Per la cartografia si consiglia la carta della Val di Non o della Strada del Vino e Monte Corno.

    ▲Discesa

    Dal Monte Roen, rientro più corto: a nord per il CAI 500 a Malga Romeno (45') e poi a ritroso (1h 30' dalla vetta, 3h 30' totali). Anello più lungo: a sud sul CAI 500 fino al Monte Testa Nera (2030 m), poi a sinistra il CAI 560 (Via dei Camosci), con una bella cengia aerea attrezzata sotto il Testa Nera, fino al Rifugio Oltradige e all'avvicinamento (4-5h totali).

    ▲Da abbinare

    Itinerario adatto a neofiti che lascia tempo per una seconda via in giornata: verso Merano la Ferrata Heini Holzer, la facile Ferrata Knott e la difficile Ferrata Hoachwool a Naturno.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Roen
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata195 m
    • Dislivello itinerario531 m
    • Quota max2116 m
    • Lunghezza10 Km
  • Ferrata Marguerettaz

    Ferrata Marguerettaz

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata Marguerettaz

    La Ferrata Marguerettaz è la classica via ideale per far provare a un neofita un percorso attrezzato. Tecnicamente non presenta alcuna difficoltà e si svolge in un ambiente protetto, senza avversità ambientali, dopo un semplice avvicinamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte presso Morgex (Aosta): da Morgex si imbocca la SR39 verso Arpy; al nono tornante c'è uno spiazzo dove parcheggiare (poi 200 m a piedi in salita), oppure si prosegue circa 200 m oltre il tornante cercando posto in due piccoli spiazzi. Punto di partenza su Google Maps.

    Dal parcheggio una sterrata (vietata alle auto) entra nel bosco a destra: si seguono i segni giallo-neri per la palestra di roccia «Hans Marguerettaz». A un bivio si tiene la destra in falsopiano, si attraversa un ruscello su un ponticello di tronchi e si raggiungono le prime falesie; superata la zona di arrampicata per bambini, alcuni tornanti portano all'inizio delle attrezzature (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La facile ferrata sale una parete verticale attrezzata con staffe, con una breve deviazione a sinistra fino a una lunga cengia da cui partono alcune vie di arrampicata; segue un diedro attrezzato con ampie staffe e un facile traverso orizzontale a destra. Si salgono alcuni facili balzi fino a una scala rossa protetta, la si risale spostandosi a sinistra; una seconda scala rossa conduce a un tiro di arrampicata, mentre la ferrata termina a sinistra (20' dall'attacco, 50' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via senza difficoltà tecniche né esposizione eccessiva: perfetta come prima esperienza. Accanto, una falesia con molti tiri di grado basso permette di arrampicare a chi è alle prime armi.

    ⚠ Per consolidare l'esperienza, conviene percorrere la facile via anche in discesa (disarrampicata), in un contesto privo di complicazioni ambientali.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota (1390 m) e ambiente protetto: percorribile per gran parte della stagione con le normali cautele.

    ▲Discesa

    Si consiglia di ripercorrere a ritroso la ferrata in disarrampicata; in alternativa si aggira lo sperone roccioso sulla sinistra, si scende dalle vie di arrampicata e si torna all'auto per il sentiero d'avvicinamento (circa 30', 1h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Risalendo la valle, la Ferrata del Bicentenario al Mont Chetif; per chi ha bambini e vuole proseguire l'avvicinamento alle ferrate, in valle di Gressoney la Ferrata Harry Potter e la Ferrata dei Bambini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMorgex
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)1:00 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Quota max1390 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata La Voie du Paradis

    Ferrata La Voie du Paradis

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata La Voie du Paradis

    La Ferrata La Voie du Paradis è una via recente nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, presso il torrente Savara in Valsavarenche. È di livello facile, con avvicinamento brevissimo e rientro agevole; le attrezzature sono abbondanti e in stile francese (cavo lasco e numerose cambre).

    ▲Avvicinamento

    Il parcheggio (5-6 posti) si trova lungo la SR23 della Valsavarenche (Aosta), dopo l'abitato di Bien. Punto di partenza su Google Maps.

    Dal cartello che descrive la ferrata si segue il sentiero sulla destra e in meno di un minuto si è all'attacco.

    ▲Il percorso

    La via è divisa in 9 sezioni intervallate da brevi sentieri ben segnalati con frecce gialle. In ciascuna sezione si salgono pareti verticali fra loro simili, non particolarmente esposte e generosamente staffate, con qualche breve traverso di collegamento. Nell'8° settore si incontra il primo ponte tibetano (circa 15 m); subito dopo la 9° sezione attacca con una parete verticale e porta al secondo ponte tibetano (circa 10 m). Entrambi i ponti sono molto stabili ma non aggirabili. La parte attrezzata si percorre in circa 1h 15'.

    ▲Carattere e difficoltà

    Le abbondanti staffe rendono la progressione semplice e costante, tanto da fare di questa via un'ottima prima esperienza su ferrata.

    ⚠ Attenzione: i due ponti sospesi non sono aggirabili, quindi va valutato in anticipo se chi sale se la sente di attraversarli. La via è al sole nelle ore mattutine.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ferrata di bassa quota (attorno ai 2000 m), percorribile per gran parte della stagione escursionistica con le normali cautele. Per la cartografia si consiglia la carta del Gran Paradiso.

    ▲Discesa

    Superato il secondo ponte si segue il sentiero che chiude la ferrata; all'indicazione di discesa si prosegue sulla destra e, in circa 30', si rientra al parcheggio.

    ▲Da abbinare

    Poco distante si trova la Ferrata Casimiro; nella Valle d'Aosta occidentale segnaliamo anche la Ferrata Marguerettaz, la Ferrata Bethaz Bovard e la Ferrata al Bivacco Borelli.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoGran Paradiso
    • Avvicinamento0:02 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata280 m
    • Dislivello itinerario280 m
    • Quota max2.000 m
    • Lunghezza2,5 Km
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