Difficoltà: Moderatamente Difficile

  • Ferrata Oliva Detassis

    Ferrata Oliva Detassis

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Oliva Detassis
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Oliva Detassis è un grande classico delle Dolomiti di Brenta: una lunga sequenza di scale metalliche verticali — oltre cento metri di bastionata ottimamente costruita — che collegano il pianoro sottostante con la Bocca Bassa di Massodì (2790 m), inserendosi nell’itinerario delle Bocchette Alte. L’ambiente dolomitico di rara bellezza compensa abbondantemente il lungo avvicinamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio del Rifugio Vallesinella (Madonna di Campiglio, TN). Si sale nel bosco fino al Rifugio Casinei (1850 m), poi si segue il sentiero CAI 318 attraversando la Galleria Bogani — breve tratto esposto ma ben attrezzato. Si raggiunge il Rifugio Brentei (2182 m) in circa 2 ore e 15 minuti. Dal rifugio si prende il CAI 323 verso nord-est fino a un bivio: si ignora la deviazione per il Rifugio Alimonta e si piega a sinistra sul CAI 396 fino all’attacco della ferrata, raggiunto in circa 3 ore e 15 minuti totali.

    ▲Il percorso

    L’ingresso in ferrata avviene con una prima scala, seguita da staffe metalliche che portano a una lunga sequenza di scale verticali molto esposte: la bastionata supera i 100 metri di sviluppo verticale ed è ottimamente costruita, con possibilità di fermarsi a riposarsi sulle scale stesse. A metà via si incontra una cengia di sosta. Superata la seconda sezione di scale e un traverso finale si raggiunge la Bocca Bassa di Massodì (2790 m). Da qui si può proseguire lungo le Bocchette Alte verso il Rifugio Tucket.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Moderatamente Difficile. La tecnica richiesta è contenuta — le scale hanno buone staffe e catene — ma l’esposizione è elevata e la quota superiore ai 2700 m impone prudenza nella valutazione delle condizioni meteo. Questa ferrata è una variante della via delle Bocchette Alte, non un percorso autonomo completo.

    ⚠ Itinerario lungo con avvicinamento di oltre 3 ore: partire presto. La quota espone ai temporali pomeridiani tipici delle Dolomiti. Il Rifugio Brentei offre possibilità di sosta e pernottamento per chi vuole spezzare la gita in due giorni.
    ▲Discesa

    Dalla Bocca Bassa di Massodì si scende per sentiero verso il Rifugio Brentei e da lì si rientra al parcheggio del Rifugio Vallesinella per la via di salita. In alternativa si prosegue il giro delle Bocchette verso il Rifugio Tucket. Tempo totale del giro: circa 10 ore.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:15 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata110 m
    • Dislivello itinerario230 m
    • Quota max2807 m
    • Lunghezza2 Km
  • Sentiero Attrezzato di Sileggio

    Sentiero Attrezzato di Sileggio

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato di Sileggio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato di Sileggio — nel comune di Mandello del Lario, sopra la frazione Sonvico — è un percorso lungo e vario che collega due creste e due cime tramite un camino di quattro metri e due scale metalliche, la prima delle quali strapiombante. Con circa cinque ore di cammino e 1100 m di dislivello è un itinerario impegnativo, ma la qualità della progressione attrezzata e il panorama sul Lario ripagano ogni sforzo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla frazione di Sonvico (Mandello del Lario, LC). Si imbocca il sentiero 15 nel bosco seguendo i segnavia bianco-rossi fino alla palina del segnavia 17B (Cresta Sud-Est), raggiungibile in circa 45 minuti. Da qui si prende il segnavia 17B (segnali blu) in ripida salita fino alla base dello Zucco di Tura, dove si trova la vecchia teleferica.

    ▲Il percorso

    Dalla base della teleferica il terreno si fa più impegnativo: un pendio con catene porta allo Zucco di Tura. Si percorre poi la cresta orientale fino a una selletta dove si incontra una deviazione per la Val d’Era: ignorarla e proseguire in salita verso lo Zucco di Morterolo. Il passaggio chiave è un camino di 4 metri — la catena è posizionata a sinistra ma gli appigli migliori si trovano a destra. Seguono due scale metalliche (la prima strapiombante, la seconda più appoggiata) e una paretina che sale prima in diagonale poi in verticale fino alla croce di vetta (1368 m s.l.m.).

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Moderatamente Difficile. La lunghezza dell’itinerario (10 km, 5 ore circa a/r con le soste) è l’elemento che più caratterizza questo percorso: non è tecnicamente proibitivo ma richiede allenamento e buona resistenza.

    ⚠ La catena del camino è un po’ lasca: usarla solo come punto di equilibrio, non per la trazione. Sul percorso non è disponibile acqua: portarne a sufficienza. Il sentiero è combinabile con il Sentiero Attrezzato del Fiume in senso inverso, aggiungendo circa 45 minuti per un totale di circa 6 ore.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per il segnavia 17B in senso inverso, rientrando a Sonvico. Chi vuole allungare può proseguire verso il Sentiero Attrezzato del Fiume percorrendolo nel senso opposto (+45 min). Itinerario complessivo: 10 km, dislivello 1100 m, tempo stimato 5 ore.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lecchesi
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata600 m
    • Dislivello itinerario1100 m
    • Quota max1368 m
    • Lunghezza10 Km
  • Sentiero Attrezzato SOSAT

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato SOSAT
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato SOSAT è uno dei grandi classici delle Dolomiti di Brenta: un itinerario di cresta che percorre un lungo tratto delle Bocchette, con scalette, corde fisse e passaggi esposti in un ambiente dolomitico di grande impatto. Tecnicamente esigente — uno dei più impegnativi delle Bocchette — ma eccezionalmente panoramico dal Rifugio Pedrotti fino alla Bocca di Tuckett.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Pedrotti (2491 m), raggiungibile dalla Val di Genova o da Molveno seguendo i segnavia CAI. Dal rifugio si segue il sentiero verso nord fino all’attacco delle Bocchette Centrali — tempo di avvicinamento dal rifugio: circa 20 minuti.

    ▲Il percorso

    Il SOSAT percorre le Bocchette Centrali delle Dolomiti di Brenta con una sequenza di scalette verticali, cenge esposte, corde fisse e traversi aerei. I passaggi più impegnativi si trovano nella parte centrale del percorso, dove le pareti si alzano e l’esposizione diventa significativa. Si sale fino alla Bocca degli Armi e poi alla Bocca di Tuckett (2648 m), dove termina il tratto attrezzato.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Moderatamente Difficile. È uno dei percorsi più tecnici e impegnativi delle Bocchette di Brenta: richiede esperienza di ferrata, assenza di vertigini e buona forma fisica. Non è un itinerario per principianti.

    ⚠ Il SOSAT è esposto ai temporali pomeridiani tipici delle Dolomiti: partire presto al mattino. Portare kit ferrata completo (imbracatura, longe doppia con dissipatore, casco). Le scale metalliche possono essere scivolose in caso di umidità. Controllare sempre le condizioni neve in quota a inizio e fine stagione.
    ▲Discesa

    Dalla Bocca di Tuckett si scende al Rifugio Tuckett e Sella (2272 m) seguendo il sentiero CAI. Da qui si può rientrare a Madonna di Campiglio con la funivia o a piedi. Itinerario totale dall’attacco alla Bocca di Tuckett: circa 5 ore.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max2648 m
    • Lunghezza7,5 Km
  • Sentiero Attrezzato Tru Dolomieu

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Sentiero Attrezzato Tru Dolomieu

    Il Sentiero Attrezzato Tru Dolomieu è il percorso più impegnativo del gruppo dei Conturines, in Alta Badia (BZ): 10 ore totali, 1800 m di dislivello e un ambiente dolomitico selvaggio e solitario. Riservato ad alpinisti esperti, regala vette spettacolari e silenzi assoluti nelle Dolomiti patrimonio UNESCO.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da La Villa (Alta Badia, BZ) salendo in seggiovia fino a Pra di Rit o in auto per la strada forestale. Si segue il segnavia verso i Conturines, raggiungendo il Rifugio Gardenaccia (2050 m) in circa 1 ora e 30 minuti. Dal rifugio si prosegue verso il Piz Conturines per sentiero fino all’attacco, raggiunto in circa 3 ore totali dalla partenza.

    ▲Il percorso

    Il Tru Dolomieu risale le pareti dei Conturines con una sequenza di passaggi attrezzati — corde fisse, catene, scale — in ambiente fortemente esposto e a quote elevate (oltre 3000 m). Il Piz Conturines (3064 m) è la vetta più alta del gruppo ed è il termine principale della via. L’itinerario è lungo, fisicamente molto impegnativo e richiede eccellente orientamento in quota.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Difficile. La lunghezza dell’itinerario (10 ore, 1800 m di dislivello), la quota superiore ai 3000 m e l’ambiente remoto e solitario rendono questa via adatta solo ad alpinisti con solida esperienza. Non è un itinerario per principianti o chi non è abituato alle vie attrezzate impegnative.

    ⚠ Partire molto presto: 10 ore di itinerario in quota implicano partenza prima delle 6:00. La neve può permanere fino a luglio in alcuni tratti. Portare kit ferrata completo, abbigliamento caldo, cibo e acqua a sufficienza. Il rifugio Gardenaccia offre possibilità di pernottamento per chi vuole spezzare in due giorni.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per la via normale del Piz Conturines o per il versante ovest verso la Val Badia, rientrando a La Villa. Itinerario complessivo: circa 10 ore per 17 km con 1800 m di dislivello.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoConturines / Dolomiti dell'Alta Badia
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata550 m
    • Dislivello itinerario1800 m
    • Quota max3064 m
    • Lunghezza17 Km
  • Sentiero Attrezzato della Val Scarettone

    Sentiero Attrezzato della Val Scarettone

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato della Val Scarettone
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato della Val Scarettone è la via più lunga per raggiungere la vetta della Grigna Meridionale (2184 m) partendo dai Piani dei Resinelli, interamente sviluppata sul versante nord-occidentale. Completamente riattrezzata nel 2015, è considerata impegnativa per il profilo accidentato con canalini, cenge e traversi protetti da catene: consigliata a escursionisti esperti e allenati.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza consigliato è il parcheggio dei Piani dei Resinelli (1183 m). Da lì si sale al Rifugio Rosalba (1730 m) — circa 2h — scegliendo tra il sentiero diretto o la cresta Sinigaglia. Dal Rosalba si segue il sentiero 10 verso sud-est, passando per il Colle Garibaldi (1824 m) fino al Colle Valsecchi (1898 m, 30 min dal Rosalba — 2h 30 min totali).

    ▲Il percorso

    Al Colle Valsecchi si lascia il sentiero 10 (che prosegue verso la Cresta Cermenati) e si imbocca a sinistra il sentiero 11, ovvero il Sentiero Attrezzato dello Scarettone. Da qui il percorso supera una serie di canalini, cenge, traversi e salti di roccia, tutti attrezzati con catene nei punti più difficili ed esposti. Si rimonta poi un ripido pendio erboso con tornanti e si raggiunge il fondo detritico della valle sommitale, da cui le ultime rocce portano alla vetta della Grigna Meridionale (2184 m).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile per la varietà e continuità dei passaggi tecnici: canalini scivolosi, cenge strette e traversi esposti. La riattrezzatura del 2015 ha migliorato la sicurezza ma non ha ridotto la selettività del percorso.

    ⚠ Percorso consigliabile solo a escursionisti con esperienza di vie ferrate. Evitare con roccia bagnata o nella stagione invernale.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a ottobre. Il Rifugio Rosalba offre ristoro e pernottamento. Il Colle Valsecchi è un incrocio di più sentieri: segnavia ben evidenti su tutti i rami.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si può rientrare per il Sentiero Attrezzato Cecilia (sentiero 10, via Cresta Cermenati e Rifugio Rosalba) oppure per qualunque altro sentiero di accesso a Piani dei Resinelli. La discesa per lo Scarettone non è consigliata per l’esposizione invertita (6h totali per il giro completo).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoGrigna Meridionale
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Quota max2184 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato Simone – Creton dell’Arco, Alpi Carniche

    Sentiero Attrezzato Simone – Creton dell'Arco, Alpi Carniche

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › UD
    Sentiero Attrezzato Simone – Creton dell'Arco, Alpi Carniche
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Itinerario di media difficoltà che porta al Creton dell'Arco (2357 m) nelle Alpi Carniche nei pressi di Sappada. Il camino finale è il passaggio più tecnico della via. Facilmente abbinabile alla più impegnativa Ferrata dei Cinquanta del Clap per una giornata lunga e varia.

    ▲Avvicinamento

    Da Sappada (UD) si parcheggia nell'ampio spiazzo a sud del Piave, vicino alla zona sosta camper. Si segue il sentiero 317 sulla destra orografica del Rio Storto, ignorando la traccia a destra per il Bivacco Damiana (sentiero 322, che sarà opzione di rientro). Si sale nel bosco con tornanti fino al Passo dell'Arco (1907 m, 1h30'), riconoscibile per l'omonimo arco di roccia. Già in prossimità del passo, sulla destra si individua una traccia ben segnata che conduce all'attacco (1h45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto attrezzato risale un canalino detritico con fondo erboso instabile. Si raggiunge una cengia che conduce alle pareti rocciose e poi all'inizio della gola, che si risale con l'aiuto di alcune staffe metalliche alternando tratti attrezzati a sentiero con difficoltà contenute. L'ultimo tratto è il più tecnico: un traverso a destra su ottimi appigli e poi un camino ben appigliato ma più impegnativo della media. Superato il camino si guadagna il pendio finale e su evidente traccia con segni biancorossi si arriva al Creton dell'Arco (2357 m, 1h15' dall'inizio attrezzature, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Moderatamente Difficile. Il camino finale richiede buona tecnica e sicurezza sui passaggi verticali.

    ⚠ Il fondo erboso instabile del primo canalino può essere insidioso. Roccia bagnata rende il camino finale significativamente più difficile.

    ▲Periodo e sicurezza

    Estate (luglio-settembre). Evitare con roccia bagnata. La gola resta ombreggiata fino a metà mattina.

    ▲Discesa

    Si ridiscende per lo stesso percorso di salita (2h dalla vetta, 5h totali). Alternativa impegnativa: dalla vetta si può raggiungere un punto intermedio della Ferrata dei Cinquanta del Clap, ma questa opzione è tecnicamente molto più difficile e non raccomandata in discesa.

    ▲Da abbinare

    La Ferrata dei Cinquanta del Clap al Creton de Culzei è il naturale abbinamento per chi cerca una giornata più impegnativa nelle Alpi Carniche di Sappada.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Carniche / Sappada
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)8:00 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario1177 m
    • Quota max2357 m
    • Lunghezza15 Km
  • Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa

    Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Impegnativo itinerario di alta montagna che sale da Gressoney-La-Trinité al Rifugio Quintino Sella (3585 m) nel massiccio del Monte Rosa. L'ultimo tratto attrezzato percorre una cresta aerea ed esposta con filo di cresta alternato, passerella in legno e un breve verticale. Richiede massima attenzione alle condizioni meteo e ai nevai.

    ▲Avvicinamento

    Da Gressoney-La-Trinité si raggiunge Stafal (fine strada, parcheggio) e si prendono gli impianti di risalita (funivia poi seggiovia coperta) fino al Colle della Bettaforca (2680 m, ca. 30'). Dalla stazione a monte si segue il sentiero 9 verso nord su pietraia con segni gialli e ometti. Si raggiunge il Colle Bettolina Inferiore, poi il Colle Bettolina Superiore (nevaio residuo fino a stagione inoltrata), dove si interseca il sentiero 10 da Pian di Verra Superiore. Si prosegue su bolli e pietre in verticale, con segnatura più rada, fino alla cresta finale (2h45' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    L'ultima cresta prima del rifugio è aerea ed esposta, attrezzata con corda fissa. Si percorre il filo di cresta alternando lato sinistro e destro fino a una passerella in legno che collega due punti della cresta. Si supera uno stretto traverso e poi un breve verticale di circa 2 m con appigli naturali per mani e piedi. Gli ultimi metri di cresta portano al Rifugio Quintino Sella (40' dalla cresta attrezzata, 3h30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Moderatamente Difficile. L'aerea cresta attrezzata non presenta difficoltà tecniche eccessive ma richiede passo sicuro, nessuna vertigine e la capacità di leggere il terreno in alta quota.

    ⚠ Alta montagna a 3585 m: il meteo può deteriorarsi rapidamente. Nevaio persistente al Colle Superiore fino a luglio inoltrato. Partire presto la mattina.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre con meteo stabile. Verificare sempre le condizioni di neve e le previsioni meteo del Monte Rosa prima di partire. L'alta quota richiede abbigliamento adeguato e scorte d'acqua.

    ▲Discesa

    Stessa via di salita (3h dal rifugio, 6h30' totali). Alternativa: al Colle Superiore si può seguire il sentiero 10 verso Pian di Verra Superiore, aggiungendo circa un'ora al percorso.

    ▲Da abbinare

    Nella zona di Gressoney si trovano la Ferrata Angster a Gressoney e la Ferrata Guide di Gressoney.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Rosa
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario850 m
    • Quota max3585 m
    • Lunghezza9,5 Km
  • Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales

    Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales

    Vie Ferrate › Veneto › BL
    Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Itinerario di rilievo sotto la parete est di Punta Anna nelle Tofane, con un percorso attrezzato su cenge esposte, scale e un camino che porta a 2580 m nel cuore delle Dolomiti d’Ampezzo. Il Rifugio Ra Vales rappresenta la meta intermedia dell’anello, immerso in uno scenario dolomitico d’eccezione raggiungibile da Cortina.

    ▲Avvicinamento

    Da Cortina d’Ampezzo si sale alla Baita Pie Tofana (1675 m, indicazioni Maps) e si prosegue in seggiovia oppure a piedi per il sentiero 405 fino al Rifugio Pomedes (2303 m). Dal rifugio si percorre la carrareccia e poi una traccia nel ghiaione sotto la parete est di Punta Anna, fino alla targa commemorativa che segna l’attacco (1h15′ dall’impianto superiore, 1h45′ totali).

    ▲Il percorso

    Si attacca con una cengia in salita attrezzata, seguita dalla discesa di una breve paretina con canalino (possibile neve residua in primavera). Si attraversa un secondo canalino e si percorre una nuova cengia su fondo detritico. Si incontra la prima scala esposta, poi alcune roccette e una cengia in discesa. Un tratto ripido e tortuoso su ghiaia porta allo sperone con la seconda scala. Si risale quindi un camino il cui primo balzo è atletico, si percorre una cengia sotto un tetto e si supera uno spigolo: il Sentiero Attrezzato termina a 2580 m (1h15′ dall’attacco). Da qui si scende nella valle destra verso il Rifugio Ra Vales (2470 m, 2h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. Il camino con il primo balzo atletico e le scale esposte sono i passaggi che richiedono maggiore tecnica. Il fondo detritico e la possibile neve residua aumentano il grado di attenzione necessario.

    ⚠ I canalini possono conservare neve fino a luglio inoltrato. Verificare le condizioni prima di partire, soprattutto nella prima parte di stagione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a ottobre. Il Rifugio Ra Vales offre ristoro a metà percorso.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Ra Vales si segue il sentiero 407 verso nord fino alla Forcella Ra Vales (2300 m), poi si scende per canalone alla Baita Pie Tofana (5h30′ totali ad anello). In alternativa si rientra in funivia dal Rifugio Pomedes.

    ▲Da abbinare

    La zona delle Tofane offre numerosi altri itinerari d’alta quota nelle Dolomiti d’Ampezzo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario280 m
    • Quota max2576 m
    • Lunghezza2,9 Km
  • Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron

    Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › UD
    Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    L’itinerario al Monte Miaron parte dal Passo Mauria e risale il versante nord-ovest del monte lungo cenge e canaloni, con brevi tratti attrezzati, fino al Bivacco Vaccari a 2050 m. Un angolo delle Prealpi Carniche poco frequentato, con ambienti selvatici e un tratto chiave su ghiaione privo di protezioni che è il vero passaggio discriminante dell’escursione.

    ▲Avvicinamento

    Dal Passo Mauria (1298 m, indicazioni Maps) si imbocca la carrareccia del sentiero 325, vietata alle auto. Si raggiunge il Ricovero Militare Miaron in circa 45 minuti. Alla biforcazione si abbandona il sentiero 327 (via normale) e si prende il 325 a destra, che porta su una cengia a mezzacosta tra mughi sul versante NW. Un’indicazione rossa segnala la deviazione verso il canalone detritico di risalita.

    ▲Il percorso

    Si affronta una prima paretina verticale attrezzata a lato di un canalino di frana, poi un tratto a mezzacosta su spigolo roccioso. Seguono cenge e canaloni sul versante ovest del Miaron, dove il caschetto è obbligatorio per il rischio caduta massi. Si giunge a un pilone-forcella, quindi a una seconda cengia simile. Il passaggio chiave è un ghiaione non protetto verso quota 1900 m: il passo deve essere calibrato con cura poiché il terreno non offre sicurezze di corda. Superato questo tratto, una cengia stabile porta a una terza insenatura con cengia stretta attrezzata, poi al Bivacco Vaccari (2050 m, 3h45′ dal Passo Mauria).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. La difficoltà principale non risiede nei tratti attrezzati ma nel ghiaione non protetto, che richiede piede sicuro e prudenza assoluta. Ambiente solitario e selvaggio.

    ⚠ Il caschetto è obbligatorio. Evitare di percorrere il versante ovest in presenza di altri escursionisti sulla parete soprastante per il rischio caduta massi.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a settembre. Il ghiaione non protetto è particolarmente insidioso in condizioni di bagnato.

    ▲Discesa

    Dal Bivacco Vaccari si scende per il sentiero 340 est verso la Forca del Cridola (2176 m), poi per il sentiero 348 fino alla Forcella Fossiana (1967 m), scendendo per la Val del Cadorini al Passo Mauria (6h30′ totali).

    ▲Da abbinare

    Il Passo Mauria è punto di riferimento per numerosi itinerari nelle Prealpi Carniche al confine tra Friuli e Veneto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario878 m
    • Quota max2176 m
    • Lunghezza9 Km
  • Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball

    Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Un grande anello alpinistico nelle Pale di San Martino che combina la breve Ferrata della Vecia con il più impegnativo Sentiero Attrezzato Gusella–Ball, attraversando forcelle selvagge e ambienti di alta montagna in un itinerario completo di circa 9 ore. Una delle proposte più complete del Parco Naturale Paneveggio–Pale di San Martino.

    ▲Avvicinamento

    Da Malga Civertaghe (1375 m, indicazioni Maps) si imbocca il sentiero 713 verso le malghe superiori. Si segue il 713 fino alla Malga Sopra Ronz, poi a sinistra la variante ripida verso la pietraia. A un bivio si prende il sentiero 739 a sinistra verso la Ferrata della Vecia (2h30′ fino alla Forcella del Porton a 2460 m).

    ▲Il percorso

    La Ferrata della Vecia copre circa 50 m di cambre verticali. Dalla Forcella del Porton (2460 m) si svolta sul sentiero 714 verso Gusella, aggirando la Cima Ball sul versante sud e risalendo alla Forcella della Fede. Si scende un canalino senza protezioni, quindi inizia il Sentiero Attrezzato Gusella: un lungo traverso diagonale sul versante ovest di Cima Ball segnato da bolli rossi, con tratti attrezzati alternati a sezioni su terreno libero. Si giunge alla Forcella Stephen (2650 m, 4h totali). La discesa verso il Passo di Ball (2443 m, 4h45′) è ripida e attrezzata in più punti: una placca di 20 m, un camino e cenge verticali richiedono attenzione. Dal Passo si raggiunge il Rifugio Pradidali (2278 m) per poi risalire al Porton e rientrare a Malga Civertaghe (9h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, ma lungo e impegnativo fisicamente. Combina ferrata vera e propria, sentiero alpinistico attrezzato, tratti liberi esposti e lunga traversata ad alta quota. Necessario partire all’alba.

    ⚠ Il tratto Gusella è segnato solo da bolli rossi: seguirli con attenzione. Non adatto alle prime uscite in ferrata.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre inoltrato, verificando che la Forcella della Fede sia libera da neve. Partenza consigliata alle prime luci.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Pradidali si risale al Porton (7h15′ totali) e si rientra per il sentiero 713 a Malga Civertaghe (9h totali).

    ▲Da abbinare

    L’area delle Pale di San Martino offre itinerari per tutti i livelli; la Ferrata del Porton, inclusa in questo anello nel tratto di salita, è percorribile anche come escursione a sé.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata2:15 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata262 m
    • Dislivello itinerario1270 m
    • Quota max2698 m
    • Lunghezza18 Km
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