Difficoltà: Moderatamente Difficile

  • Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf

    Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Marino Guardiano sale al Monte Pelf nel Gruppo dello Schiara, uno dei massicci più selvaggi delle Dolomiti Bellunesi. Itinerario lungo e impegnativo — ideale da abbinare ad altre vie dello Schiara in un giro di più giorni — con difficoltà tecniche moderate nei tratti attrezzati ma terreno esposto e non banale nei passaggi non protetti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Case Bortot (695 m) in provincia di Belluno (indicazioni Maps): da Belluno si segue la strada del Col di Lana, poi verso Bolzano Bellunese e il Parco delle Dolomiti Bellunesi. Il parcheggio è allo spiazzo finale. Si segue il CAI 501 nel bosco: dopo il Ponte del Mariano (30′) si tiene la sinistra per il Rifugio VII Alpini (1502 m — 2h 45′).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio VII Alpini si sale verso Forcella Marmol con la Ferrata Marmol, che costituisce il primo tratto attrezzato della giornata. Raggiunta la forcella si abbandona la ferrata e si attacca il Sentiero Attrezzato Guardiano in direzione del Pelf: il percorso sale su terreno misto, alternando roccia e erba, con tratti attrezzati di moderata difficoltà e lunghi passaggi su cresta esposta privi di protezioni. La cima del Monte Pelf è il punto più alto e panoramico dell’itinerario. Il rientro scende lungo il CAI 507 fino a Ponte del Mariano e al parcheggio di partenza.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, con una lunghezza totale di giornata molto impegnativa. I tratti attrezzati non superano MD ma l’itinerario non è adatto a chi non ha esperienza su terreno alpino. Complessità: tecnica 2/5, fisica 4/5, esposizione 3/5, ambiente 4/5.

    ⚠ Itinerario da non sottovalutare per lunghezza e isolamento. Portare viveri e acqua abbondanti; verificare la disponibilità del Rifugio VII Alpini (aperto stagionalmente).
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L’escursione completa richiede una giornata intera o un pernottamento al rifugio. Partire all’alba per evitare i temporali pomeridiani.

    ▲Discesa

    Dal Pelf si scende per CAI 507 verso il Ponte del Mariano e al parcheggio di Case Bortot (itinerario ad anello).

    ▲Da abbinare

    Nel Gruppo dello Schiara: la Ferrata Zacchi, la Ferrata Marmol e la Ferrata Berti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Bellunesi – Gruppo Schiara
    • Avvicinamento6:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)11:30 h
    • Dislivello ferrata340 m
    • Dislivello itinerario1805 m
    • Quota max2502 m
    • Lunghezza22 Km
  • Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio

    Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Leva percorre la scenografica cengia tra la Cima di Terrarossa e la Forca dei Disteis alle pendici del Jof di Montasio. Itinerario di media difficoltà con tratti esposti e non protetti che richiedono passo sicuro: ideale da inserire in un giro di più giorni sull'Altopiano del Montasio.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Chiusaforte sull'A23 (uscita Carnia Tolmezzo) e si prosegue verso est per 20 Km fino a Sella Nevea. Da un tornante si segue il cartello marrone per Altopiano del Montasio fino al termine della strada, dove si trova un ampio parcheggio (indicazioni Maps). Il percorso proposto passa per il Rifugio Brazza e la Cima di Terrarossa; non include la salita al Jof di Montasio (quella è la Ferrata Amalia).

    ▲Il percorso

    Si percorre il sentiero da Cima Terrarossa verso ovest in direzione Forca dei Disteis. Dalla cima si scende verso la Forca del Pallone (2242 m) affrontando una caratteristica scala metallica appoggiata alla roccia — richiede attenzione. Si imbocca poi la cengia attrezzata che aggira la parete ovest della Cima Terrarossa: il tratto è esposto per lunghi tratti e non sempre protetto da cavi. Superata la Forca del Pallone, la via riprende sul versante opposto della gola risalendo gli infissi verso la Forca dei Disteis. I tratti più verticali si trovano nei pressi della Forca, dove si effettua la salita più impegnativa dell'intero percorso.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati sono contenuti ma i passaggi non protetti su cengia esposta rappresentano la vera sfida: richiedono concentrazione e stabilità anche con zaino pesante. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 3/5, ambiente 3/5.

    ⚠ L'Altopiano del Montasio può conservare neve fino a giugno inoltrato. Verificare le condizioni con il Rifugio Brazza prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. Alta montagna con meteo instabile: partire presto. L'itinerario è percorribile in entrambi i sensi ma nel verso descritto (est→ovest) si percorre in salita il tratto più verticale.

    ▲Discesa

    Dalla Forca dei Disteis si scende al Rifugio Brazza e poi al parcheggio di partenza lungo i sentieri dell'Altopiano del Montasio.

    ▲Da abbinare

    Nelle Alpi Giulie: la Ferrata Goitan al Jof Fuart e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Giulie
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata178 m
    • Dislivello itinerario918 m
    • Quota max2420 m
    • Lunghezza9,1 Km
  • Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè

    Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Gustavo Vidi si snoda attorno a Pietra Grande e agli Orti della Regina nelle Dolomiti di Brenta, partendo dalla stazione a monte della funivia di Madonna di Campiglio al Grostè. Un anello su cengia di rara bellezza in un angolo tra i meno frequentati del Brenta, con esposizione da non sottovalutare nonostante le difficoltà tecniche contenute.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Madonna di Campiglio e si prende la funivia verso il Rifugio Stoppani al Grostè (indicazioni Maps). In alternativa si sale a piedi dal passo con il sentiero CAI 301, che recupera 800 m di dislivello in circa due ore senza pendenza eccessiva.

    ▲Il percorso

    Dalla stazione a monte della funivia si seguono i numerosi segnavia CAI 390 verso Pietra Grande. In venti minuti si incontra il primo cartello rosso che segna l'ingresso ufficiale nel Sentiero Attrezzato Vidi. Si risalgono alcune facili roccette e si percorre un sentiero ripido e ghiaioso fino a una caratteristica cengia ampia, dove una targa metallica ricorda la dedica del percorso. Si prosegue verso nord, mantenendo la quota, fino a un primo restringimento di cresta con attrezzatura metallica. Dopo alcune roccette non protette si affronta un canalino stretto dove il cavo accompagna la salita. Il percorso descrive un arco attorno al massiccio: un lungo tratto di cengia, parzialmente privo di protezioni, richiede piede fermo e concentrazione. In basso si intravede il Rifugio Graffer, meta del rientro (circa 2h 30' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati in senso stretto non presentano difficoltà tecniche elevate, ma larghi settori di cengia sono esposti e privi di cavo: richiedono piede sicuro e assenza di vertigini. Complessità: tecnica 2/5, fisica 2/5, esposizione 3/5, ambiente 2/5.

    ⚠ In stagione inoltrata alcuni passaggi possono conservare neve o ghiaccio: piccozza o ramponi come precauzione, analogamente a tutto il settore del Brenta.
    ▲Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a settembre. Evitare in presenza di precipitazioni o rischio temporali pomeridiani. La funivia chiude stagionalmente: verificarne la disponibilità prima di partire.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Graffer si scende in funivia dalla stazione intermedia oppure si prosegue a piedi lungo il sentiero CAI 301 fino a Madonna di Campiglio (circa 5h totali contando la funivia in salita e la discesa a piedi). In alternativa si risale al Rifugio Stoppani per riprendere la funivia (3h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Brenta si può abbinare la Ferrata della Val Gelada o il vicino Sentiero Attrezzato delle Palete.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata220 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max2662 m
    • Lunghezza4,4 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz

    Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz
    Moderatamente Difficile● ChiusaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ ATTENZIONE — Via CHIUSA: Il Sentiero Attrezzato dei Mar risulta chiuso. Verificare le condizioni aggiornate prima di qualsiasi pianificazione.

    Il Sentiero Attrezzato dei Mar percorre il versante settentrionale delle Pale di San Martino con partenza dall'isolato abitato di Gares, salendo verso il Mulaz tra panorami sul Focobon. Itinerario poco frequentato, tecnicamente non difficile ma con fondo talvolta insidioso su erba e terroso.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Gares da Canale d'Agordo svoltando verso sud (ovest) per circa 7 Km su una bella vallata (indicazioni Maps). Parcheggio comodo nel paese. A piedi si raggiunge la chiesa e si imbocca l'itinerario verso Malga Stia seguendo le indicazioni, salendo prima su carrareccia poi sul sentiero 754 sul versante sinistro della Val di Greta. In circa 50 minuti si arriva a Malga Stia (1785 m), poi si continua sul sentiero 752 verso Forcella Stia.

    ▲Il percorso

    Da Malga Stia si percorre il sentiero 752 su prati verso Forcella Stia. Puntando alla Cresta dei Mar si arriva a una scaletta metallica e a un cartello che segnano l'inizio delle attrezzature. Si risale la scaletta e si affronta una prima esile cengia attrezzata. Si prosegue su crinale erboso seguendo la labile traccia verso la cresta rocciosa che si percorre restando appena sotto il filo di cresta, seguendo i cavi metallici e prestando attenzione al fondo erboso e terroso che può risultare scivoloso con umidità. Il percorso porta infine verso il Mulaz.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati non sono tecnicamente esigenti ma il fondo instabile e la labilità della traccia richiedono orientamento e prudenza. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 2/5, ambiente 3/5.

    ⚠ Via attualmente chiusa. Non percorrere senza aver verificato lo stato dell'attrezzatura con la Sezione CAI competente o con la Guardia di Finanza di Falcade.
    ▲Periodo e sicurezza

    Normalmente aperto da luglio a settembre. Verificare la riapertura prima di pianificare l'escursione.

    ▲Discesa

    Dal Mulaz si scende verso il Rifugio Mulaz e poi per sentiero verso Falcade oppure si rientra a Gares per la via di salita.

    ▲Da abbinare

    Nelle Pale di San Martino: la Ferrata del Canalino al Mulaz e la Ferrata Gabitta d'Ignoti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:
    • Itinerario (a/r)7:00 h
    • Dislivello itinerario1180 m
    • Quota max2560 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato dell’Ideale – Bocca d’Ambiez

    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato dell'Ideale attraversa la parete sotto la Cima d'Ambiez nelle Dolomiti di Brenta, collegando i Rifugi XII Apostoli e Agostini. Sebbene storicamente classificato come sentiero attrezzato, presenta tratti verticali ed esposti degni di una vera via ferrata — da non sottovalutare.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza più comune è la funivia da Pinzolo al Doss del Sabion (indicazioni Maps). Da Pinzolo sulla SS 239 si parcheggia negli ampi spiazzi accanto agli impianti di risalita. Dalla stazione a monte si segue il Sentiero Attrezzato della Scala Santa per raggiungere il Rifugio XII Apostoli (circa 3h).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio XII Apostoli si segue il CAI 307 verso est in direzione della Bocchetta dei Camosci. Si risale un vallone su fondo detritico con pendenza sostenuta fino a un punto dove la parete si stringe: qui iniziano i tratti verticali ed esposti che giustificano la reputazione di questo percorso. La via sale verso la Bocca d'Ambiez alternando roccette attrezzate e cenge aeree. L'uscita conduce al Rifugio Agostini. Il percorso può essere percorso anche in senso inverso, oppure come naturale prosecuzione della Ferrata Brentari che parte dal Rifugio Pedrotti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, ma con passaggi che si avvicinano al Difficile per esposizione e verticalità. Non adatto a chi è alle prime armi con l'uso del set da ferrata. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 3/5, ambiente 3/5.

    ⚠ L'itinerario si svolge ad alta quota nel Brenta: possibile presenza di neve e ghiaccio anche in estate. Verificare le condizioni al Rifugio Agostini prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L'alta quota e l'orientamento ombreggiato possono mantenere neve a lungo. Consigliato in compagnia o dopo aver percorso altre ferrate di livello simile.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Agostini si può scendere verso Molveno lungo sentieri CAI oppure rientrare al Rifugio XII Apostoli per riprendere la funivia verso Pinzolo.

    ▲Da abbinare

    Complementare alla Ferrata Brentari, al Sentiero della Scala Santa e alla Ferrata Benini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max1750 m
    • Lunghezza6 Km
  • Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › RE
    Groppi di Camporaghena e Monte Alto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    I Groppi di Camporaghena e il Monte Alto (1904m) rappresentano l’angolo più alpino dell’Appennino tosco-emiliano: un lungo itinerario con tre sezioni attrezzate su Monte Alto al triplice confine tra le province di Reggio Emilia, Parma e Massa-Carrara.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Succiso Nuovo, piccola frazione del comune di Ventasso in provincia di Reggio Emilia (RE), raggiungibile percorrendo la strada che sale da Busana o da Collagna verso l’alta valle del Secchia. Si parcheggia al paese e si imbocca il segnavia CAI 653 che porta verso l’alta quota. L’avvicinamento richiede circa 3 ore: il sentiero attraversa il Torrente Liocca e risale verso il pianoro di Camporaghena, zona di pascoli d’alta quota al confine provinciale RE/PR/MS.

    Il percorso

    Da Succiso Nuovo si risale per il segnavia 653, attraversando il Torrente Liocca e guadagnando quota verso i panoramici Groppi di Camporaghena. I tre tratti attrezzati si trovano sulla cresta di Monte Alto (1904m) e superano le sezioni più ripide e rocciose dell’itinerario con circa 2h30′ di percorso attrezzato (dislivello ferrata: 100m). Il paesaggio ha una morfologia che ricorda per certi versi le aree prealpine, con pareti verticali inusuali per l’Appennino settentrionale. La quota massima è 1904m.

    Carattere e difficoltà

    Itinerario impegnativo principalmente per la lunghezza eccezionale (16km, 9 ore totali, 1325m di dislivello complessivo) e l’isolamento dell’ambiente. Le tre sezioni attrezzate su Monte Alto non sono mai tecnicamente estreme ma la stanchezza accumulata nelle 3 ore di avvicinamento le rende più significative. L’ambiente dell’Appennino tosco-emiliano a questa quota è selvaggio e lontano da servizi. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Non adatto a principianti per la durata e l’isolamento.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a ottobre. La lunghezza richiede partenza mattutina per completare l’itinerario con la luce del giorno (9 ore). L’isolamento del percorso impone di portare con sé acqua, cibo e abbigliamento per ogni condizione meteorologica. In caso di maltempo la discesa può risultare complicata. Verificare le condizioni della neve in quota in tarda primavera.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita invertito, scendendo da Monte Alto verso i Groppi di Camporaghena e poi lungo il segnavia 653 a Succiso Nuovo. Il tempo totale dell’escursione andata e ritorno è di circa 9 ore.

    Da abbinare

    Il Monte Alto e i Groppi di Camporaghena si trovano in un’area poco frequentata dell’Appennino reggiano-parmense, adatta a chi ama l’escursionismo in ambienti selvaggi e lontani dalla folla. Nelle vicine Alpi Apuane (versante toscano) sono presenti ferrate più tecniche e spettacolari. L’Alta Via dei Parchi percorre questa zona dell’Appennino settentrionale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario1325 m
    • Quota max1904 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Foppe

    Sentiero Attrezzato delle Foppe

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato delle Foppe
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato delle Foppe è un percorso di difficoltà contenuta che collega i Piani dei Resinelli al Rifugio Rosalba, porta d’accesso alla Grigna Meridionale, con pochi ma ben posizionati tratti attrezzati.

    Come arrivare e avvicinamento

    Si raggiungono i Piani dei Resinelli da Ballabio risalendo la strada panoramica con i suoi numerosi tornanti. Giunti alla frazione si cerca parcheggio nei pressi dell’ex Rifugio Alippi. Dal parcheggio si seguono le abbondanti indicazioni per il sentiero n. 9, denominato anche Sentiero delle Foppe. Si percorre inizialmente via alle Foppe, una stradina asfaltata privata con pendenza moderata che conduce fuori dall’abitato; a un bivio segnalato si prosegue a destra aumentando la ripidità e seguendo i segnavia bianco-rossi fino al primo tratto attrezzato (circa 30 minuti dal parcheggio).

    Il percorso

    Il primo tratto attrezzato si trova subito dopo un canalone detritico: una catena assicura il passaggio più esposto. Proseguendo si lascia a sinistra la deviazione per i Torrioni alpinistici Punta Giulia, Torre Costanza e Mongolfiera. Poco oltre si trova il secondo breve tratto attrezzato, composto da un paio di staffe metalliche e una corda fissa che aiuta a risalire un breve salto di roccia. Da questo punto la pendenza aumenta sensibilmente e la sezione attrezzata termina, lasciando spazio a un sentiero ripido nel bosco. Un terzo e ultimo passaggio attrezzato — una facile paretina — precede l’arrivo al Rifugio Rosalba (1730m), meta dell’itinerario (circa 1 ora in totale dai primi tratti attrezzati).

    Carattere e difficoltà

    Percorso con difficoltà tecniche molto contenute: le poche attrezzature presenti aiutano a superare i rari passaggi impegnativi senza richiedere vera esperienza di ferrata. Il dislivello di 550m in 13km complessivi lo rende un itinerario adatto a escursionisti che vogliono avvicinarsi ai sentieri attrezzati in un contesto paesaggistico di grande bellezza. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Nei fine settimana estivi il sentiero e il rifugio sono molto frequentati.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da aprile a novembre. Il sentiero si svolge prevalentemente nel bosco e le attrezzature sono di facile progressione; tuttavia la roccia calcarea può diventare scivolosa in caso di gelo o pioggia. Prestare attenzione all’affollamento nei weekend estivi. Il Rifugio Rosalba (1730m) offre ristoro e ricovero in caso di rapido deterioramento delle condizioni meteorologiche.

    Discesa

    Dal Rifugio Rosalba si può rientrare ai Resinelli per il sentiero di salita in circa 1 ora (3 ore totali). Un’alternativa interessante è la discesa per il Sentiero Attrezzato dei Morti: dal rifugio si scende brevemente, poi si devia a sinistra su un sentiero ripido con un tratto attrezzato su traverso esposto, che riporta poco sopra il primo tratto del Sentiero delle Foppe (circa 1h30′ dal rifugio, 3h30′ totali).

    Da abbinare

    Dal Rifugio Rosalba partono numerose vie attrezzate e alpinistiche sulla Grigna Meridionale. Da qui è possibile proseguire verso il Sentiero Attrezzato della Direttissima e verso il Sentiero Cecilia. Il Sentiero Attrezzato GER al Monte Coltiglione è raggiungibile dallo stesso comprensorio dei Resinelli.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata60 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1730 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato della Direttissima

    Sentiero Attrezzato della Direttissima

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato della Direttissima
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Direttissima alla Grigna Meridionale è uno dei percorsi attrezzati più suggestivi delle Alpi lombarde, capace di regalare panorami spettacolari sulle guglie calcaree della Grignetta fino al Lago di Como.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è il pianoro dei Resinelli in provincia di Lecco, raggiungibile da Ballabio percorrendo la strada panoramica che risale con numerosi tornanti il versante orografico sinistro. Giunti in prossimità del cartello marrone di benvenuto si prosegue ancora un tornante, poi si tiene la sinistra alla diramazione successiva lungo la stretta strada asfaltata fino al parcheggio nei pressi di una sbarra. Dal parcheggio si raggiunge in pochi minuti il Rifugio Carlo Porta, dal quale si imbocca il sentiero n. 8 che sale nel bosco. A un primo bivio si lascia a destra la Cresta Cermentati e si prosegue a sinistra verso la Direttissima. Dopo aver transitato vicino a un canalone, il tracciato diventa progressivamente più ripido fino alle prime attrezzature metalliche (circa 30 minuti dal parcheggio).

    Il percorso

    La via attrezzata si sviluppa su speroni rocciosi, spesso in diagonale, dove è possibile sfruttare la roccia per risalire senza affidarsi esclusivamente alle catene. Si affrontano una serie di risalti assistiti da un cavo metallico, quindi un traverso esposto dotato di staffe per i piedi, prima di addentrarsi in un canalone con alcuni balzi. La sezione più tecnica è il Caminetto Pagani, risalito con due scale metalliche: la prima strapiombante, la seconda più appoggiata. Usciti dal camino — attenzione ai zaini voluminosi nel passaggio stretto — si percorre un tratto panoramico tra pinnacoli e guglie calcaree, ignorando le deviazioni laterali. Superato un bivio in prossimità del Canalone Angelina, si risalgono pareti appoggiate fino a Colle Valsecchi (2177m), dove terminano le attrezzature principali.

    Carattere e difficoltà

    Percorso di difficoltà moderata, mai tecnico in modo estremo ma ricco di passaggi esposti che richiedono buon equilibrio e assenza di vertigini. La progressione è quasi sempre intuitiva e l’impianto delle attrezzature risulta razionale. Le sezioni più impegnative sono il traverso esposto prima del Caminetto Pagani e le due scale metalliche del caminetto stesso. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Attrezzatura standard da ferrata consigliata: imbrago, longe doppia con dissipatore, casco.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da maggio a ottobre, evitando le giornate con nebbia bassa o rischio di temporali pomeridiani. Il percorso si svolge a quote comprese tra circa 1300m e 2177m: anche in estate le temperature possono abbassarsi rapidamente con l’arrivo di perturbazioni. La roccia calcarea della Grignetta diventa scivolosa dopo la pioggia. Nei fine settimana estivi il sentiero è molto frequentato: una partenza anticipata consente di evitare code sulle attrezzature.

    Discesa

    Da Colle Valsecchi (2177m) si hanno più opzioni di rientro. Si può proseguire per il Sentiero Attrezzato Cecilia oppure scendere verso la Val Scarlettone seguendo il Canalino Federazione, percorso attrezzato che riporta verso i Resinelli. In alternativa la Cresta Cermentati o la Cresta Sinigaglia offrono discese più lunghe ma panoramiche. Il tempo totale del giro si attesta sulle 6 ore.

    Da abbinare

    Il Sentiero Attrezzato della Direttissima si abbina naturalmente al Sentiero Attrezzato Cecilia, con cui condivide il tratto terminale da Colle Valsecchi. Nelle immediate vicinanze si trovano anche il Sentiero Attrezzato delle Foppe per il Rifugio Rosalba e numerosi altri itinerari alpinistici sulla Grigna Meridionale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata600 m
    • Dislivello itinerario930 m
    • Quota max2177 m
    • Lunghezza10 Km
  • Sentiero Attrezzato Falcipieri

    Sentiero Attrezzato Falcipieri

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Falcipieri
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Falcipieri è una lunga traversata sulle 5 Cime del Pasubio (Veneto), in un ambiente intriso di storia della Grande Guerra con panorami estesi sulle Piccole Dolomiti vicentine.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è la Bocchetta di Campiglia (1220m), in provincia di Vicenza, raggiungibile da Schio o da Rovereto percorrendo la strada che sale verso il Pian delle Fugazze. Dall’ampio parcheggio della Bocchetta di Campiglia si imbocca il segnavia 367 che, in breve avvicinamento di circa 15 minuti a piedi, porta all’attacco del percorso attrezzato.

    Il percorso

    Il Sentiero Falcipieri si sviluppa per circa 5 ore lungo la cresta delle 5 Cime del Pasubio, con un dislivello della sezione attrezzata di 700m. Il tracciato segue il segnavia 367 attraverso ambienti aperti e ventosi dove le testimonianze della Prima Guerra Mondiale sono ancora molto visibili: camminamenti, trincee e gallerie scavate nel vivo della roccia. I tratti attrezzati si susseguono sulle varie cime con cavi metallici e pioli che rendono sicuri i passaggi più esposti. La quota massima raggiunta è 2040m. La traversata completa, per lunghezza e ambiente, è tra le più caratteristiche delle Prealpi veneto-trentine.

    Carattere e difficoltà

    Il Falcipieri è impegnativo soprattutto per la durata (5 ore di percorso attrezzato, 7h30′ totali) e l’ambiente aperto sul crinale, più che per le difficoltà tecniche dei singoli passaggi. L’esposizione al vento e le rapide variazioni meteorologiche tipiche del Pasubio richiedono buona preparazione fisica e capacità di gestire le energie su un percorso lungo. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Interesse storico eccezionale: l’intera zona fu teatro di sanguinosi combattimenti della Grande Guerra. Dotazione standard da ferrata consigliata.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a settembre. Il crinale delle 5 Cime è completamente esposto: in caso di temporali pomeridiani la ritirata può risultare difficoltosa lungo il percorso. La partenza mattutina è essenziale per completare la traversata prima del pomeriggio. In presenza di neve residua (possibile anche in maggio a 2000m) i tratti di cresta richiedono valutazione accurata delle condizioni.

    Discesa

    Il rientro dalla traversata avviene per la Strada delle 52 Gallerie (segnavia 366), storico percorso militare della Grande Guerra che scende verso la Bocchetta di Campiglia. Questo itinerario di discesa è esso stesso di grande interesse storico. Tempo totale dell’escursione: circa 7h30′ incluso l’avvicinamento.

    Da abbinare

    Sul versante trentino del Pasubio si trova il Sentiero Attrezzato Franco Galli al Corno Battisti, percorso altrettanto ricco di storia della Prima Guerra Mondiale. Le Piccole Dolomiti offrono numerose altre ferrate nell’area tra Recoaro Terme e Rovereto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPasubio
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata5:00 h
    • Itinerario (a/r)7:30 h
    • Dislivello ferrata700 m
    • Dislivello itinerario808 m
    • Quota max2040 m
    • Lunghezza11 Km
  • Ferrata Ivano Dibona al Cristallo

    Ferrata Ivano Dibona al Cristallo

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Ivano Dibona al Cristallo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ Avviso — La bidonvia che saliva a Forcella Staunies è stata smantellata (luglio 2017) ed è in attesa di ricostruzione a data da destinarsi; l’unico modo per raggiungere l’attacco è oggi risalire il ripido vallone detritico del Gran Staunies, su fondo ghiaioso instabile (almeno 2h dal termine della seggiovia). Anche il Rifugio Lorenzi, all’inizio della ferrata, risulta chiuso. È un itinerario lungo e impegnativo a prescindere: pianificare tempi e meteo con cura.

    La Ferrata Ivano Dibona è uno stupendo itinerario di cresta sul Gruppo del Cristallo. Da Forcella Staunies percorre tutta la cresta che scende al Col dei Stombi, in un percorso di grande interesse paesaggistico e ricco di tracce indelebili dei combattimenti della Grande Guerra. Le difficoltà tecniche non sono elevate, ma alcuni tratti sono esposti e soprattutto il dislivello complessivo richiede un ottimo allenamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio presso il Ristorante Rio Gere, da cui sale la seggiovia che collega Rio Gere (1700 m) con il Rifugio Son Forca (2215 m), lungo la strada del Passo delle Tre Croci che unisce Cortina d’Ampezzo ad Auronzo di Cadore, sul versante ampezzano (apri su Google Maps). L’attacco è a Forcella Staunies (2932 m): dal Rio Gere ci sono quasi 1250 m di dislivello, quindi è vivamente consigliato usare la seggiovia fino al Rifugio Son Forca. Da qui, smantellata la vecchia bidonvia che saliva alla forcella, l’unica soluzione è risalire il vallone detritico del Gran Staunies, un canale ripido e su fondo ghiaioso instabile da affrontare con prudenza, mettendo in conto almeno 2 ore dal termine della seggiovia.

    ▲Il percorso

    Raggiunta la Forcella Staunies si scorge la sagoma del Rifugio Lorenzi, in posizione stupenda ma chiuso; dietro di esso una scala metallica incastonata nella roccia dà inizio alla ferrata. Terminata la passerella metallica, una scaletta avvia la prima sezione, la più “ferrata” dell’intero itinerario: una cengia con un passaggio su passerella di legno, un breve traverso che aggira un risalto roccioso con un paio di saliscendi privi di difficoltà, alcune roccette verso una galleria bellica piuttosto breve che piega subito a sinistra (torcia non necessaria) e una comoda cengia con passerella di legno. Si salgono altre roccette e si prosegue poco sotto il filo di cresta, con passaggi ampi e passerelle in legno dove il terreno si restringe, fino al ponte sospeso di circa 30 metri, uno dei punti più iconici del percorso: voltandosi si vedono il Rifugio Lorenzi appena lasciato e l’inizio della Ferrata Bianchi, che procedeva in senso inverso (15′ dall’attacco al rifugio, 2h30 totali). Il ponte è molto ampio, costruito con traversine di legno (un paio non fisse). Oltre il ponte una lunga scala metallica, divisa in due sezioni, fa guadagnare quota e porta sulla lunga cresta che caratterizza questa parte del percorso, ottimamente attrezzata con fune nonostante sia quasi ovunque ampia. Dopo una leggera discesa verso la Forcella Grande si incontra un bivio (2980 m, 15′ dal ponte, 30′ dall’attacco): si può proseguire dritto sulla Dibona oppure prendere la deviazione facoltativa a sinistra per la Cima Cristallino, salendo a mezzacosta a un’insellatura e poi su uno spigolo non difficile alla base della vetta (2997 m, 10′ dal bivio); si sale preferibilmente dal versante ovest, con una breve cengia e un ultimo strappo verticale di una decina di metri attrezzato con staffe, fino alla cima del Cristallino (3008 m), rientrando per la variante est lungo un canalino attrezzato e poi a ritroso fino alla Dibona (deviazione per il Cristallino circa 40′ andata e ritorno). Ripresa in discesa la Dibona, si scende verso la Forcella Grande (2874 m), dove a destra si stacca il sentiero per la Ferrata Renè de Pol alla Punta del Forame e si incontrano alcuni resti di postazioni di cecchini della Grande Guerra; alla forcella si tiene la sinistra restando sulla Dibona. Sul versante sinistro si passa accanto al rudere di un ex ricovero militare italiano e si percorre, sotto la Cresta Bianca, un tratto in cui si alternano sentiero, cenge, facili traversi e camminamenti attrezzati a modesto dislivello, fino alla Forcella Padeon (2762 m, 2h dall’attacco inclusa la deviazione al Cristallino, 4h15 totali), dove sorge il Bivacco Buffa di Perrero, ex caserma di guerra ristrutturata e in posizione panoramica eccellente, ideale per una sosta. Si prosegue a mezzacosta sul versante sud del Vecio del Forame, con alcune esposte cenge a tratti non protette, fino a un canalone detritico che si scende sulla sinistra con un lungo tratto attrezzato, raggiungendo prima la Forcella Alta (2650 m) e poi un bivio (2490 m, 1h dal Bivacco Buffa di Perrero, 5h15 totali). Qui, mentre a sinistra il ripido canalino franoso della Val Padeon costituisce una via di fuga difficile e poco consigliabile, si prosegue dritti sul Sentiero Dibona fino alla Forcella Bassa (2450 m); si cammina poi a mezzacosta senza attrezzature lungo la Cresta dello Zurlon, si sale una scaletta che porta ad alcuni ruderi militari (2360 m, 40′ da Forcella Bassa, 6h totali) e, dopo un breve tratto in salita a una forcella, si scende un ripido canalone ghiaioso fino al Col dei Stombi (2017 m, 40′ dai ruderi dello Zurlon, 6h45 totali), dove finisce l’ambiente roccioso e iniziano pini e mughi. Dal Col dei Stombi si scende ripidamente, tra tornanti e serpentine, fino all’innesto sulla forestale (CAI 203, 1700 m, 30′ dal colle, 7h15 totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Le difficoltà tecniche non sono elevate, ma l’itinerario è lungo e committente, con tratti esposti e alcune cenge non protette; il dislivello da affrontare è notevole e richiede ottimo allenamento. Storicamente è uno dei percorsi più affascinanti delle Dolomiti, disseminato di tracce della Grande Guerra.

    ⚠ Itinerario molto lungo (23 km, fino a 10h) e impegnativo, con tratti esposti e cenge a tratti non protette: partire presto, con meteo stabile, e tenere conto dell’accesso ora più faticoso (risalita del Gran Staunies).
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 3008 m al Cristallino). La lunghezza, l’esposizione e l’accesso impegnativo lo rendono adatto a escursionisti ben allenati e autonomi.

    ▲Discesa

    Raggiunta la forestale si tiene la sinistra sul sentiero 203, ignorando tutte le deviazioni, fino al Passo Son Forcia (2109 m, 1h45 dall’innesto sulla forestale, 8h totali). Da qui si può salire al Rifugio Son Forca per prendere la seggiovia che scende al Rio Gere (attenzione agli orari di apertura impianti), oppure tenere la destra sul 203 fino alla deviazione a sinistra per il CAI 206 (1948 m, 20′ dal Passo Son Forcia), in direzione di Malga Lareto; si scende sul 206 fino a individuare un’esile traccia non segnata che scende al Rio Gere (30′ dall’innesto sul 206, 2h45 dal termine della ferrata, 10h complessive).

    ▲Da abbinare

    Dalla Forcella Grande si stacca la Ferrata Renè de Pol alla Punta del Forame, naturale prosecuzione per chi ha ancora energie.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoCristallo
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata5:00 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata1300 m
    • Dislivello itinerario1300 m
    • Quota max3008 m
    • Lunghezza23 Km
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