Paese: Italia

  • Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato del Caminetto (Buco della Carlotta)

    Il Sentiero Attrezzato del Caminetto, noto anche come Buco della Carlotta, permette di raggiungere Pian Serrada dal Passo Fò, sotto il Resegone (Lecco). Si sviluppa lungo un canalone abbastanza ripido con alcuni tratti attrezzati a catene; viene spesso combinato con altri itinerari della zona.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia per i Piani d'Erna a Lecco (dalla superstrada Lecco–Ballabio, all'uscita di una galleria si seguono le indicazioni «Piani d'Erna» salendo tra tornanti fino al piazzale). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. L'avvicinamento al Passo Fò coincide con quello della Ferrata del Centenario: circa 1h salendo con la funivia, oppure circa 1h 30' a piedi dal parcheggio (Sentiero 1 e poi Sentiero 6). Al Passo Fò i cartelli separano la ferrata dal sentiero attrezzato.

    ▲Il percorso

    Dal Passo Fò si prende a destra (cartello) su sentiero ripido e a tratti sassoso fino all'attacco. Si inizia con la prima catena risalendo una placca, poi si gira a sinistra, si risalgono un paio di tratti e si fa un breve passaggio in discesa. Tra sfasciumi si raggiunge il passaggio caratteristico: sotto un grosso masso incastrato che si oltrepassa da destra risalendo il «Buco della Carlotta» fino a uscire su una cengia. Segue un secondo canalino con alcuni tratti un po' atletici (per arrampicare occorre cercare con pazienza appigli non subito evidenti); poi il sentiero diventa più facile e si esce dal caminetto. A sinistra un cartello indica la Ferrata del Centenario; il sentiero prosegue su prato e roccette nella Pian Serrada, dove termina (45' dall'attacco, 1h 45' dalla funivia, 2h 15' complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario facile, con alcuni passaggi verticali ma non difficili ed esposizione contenuta, sviluppandosi dentro un canalone. Più sentiero attrezzato che ferrata vera e propria.

    ⚠ Attenzione a non smuovere sassi in salita: potrebbero colpire chi sta sotto (casco indispensabile). Un passaggio nel canale è stretto e può dare problemi con zaini ingombranti: utile un rinvio/fettuccia per appendere lo zaino all'imbrago.

    ▲Discesa

    Da Pian Serrada si risale al Sentiero 1 e lo si prende in discesa fino al bivio col Sentiero 5: a destra per la stazione della funivia dei Piani d'Erna (1h dal termine, 2h 45' complessive), oppure dritti verso il Rifugio Stoppani e il parcheggio (1h 45' dal termine, 3h 30' complessive).

    ▲Da abbinare

    È spesso usato come discesa/rientro al Passo Fò dopo la Ferrata del Centenario, o come rientro da escursioni al Resegone come la Ferrata Gamma 2 o la Ferrata Silvano de Franco.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • ProvinciaLecco
    • GruppoResegone
    • Avvicinamento1h
    • Tratto attrezzato45 min
    • Itinerario completo2h 45'
    • Dislivello attrezzato150 m
    • Dislivello itinerario180 m
    • Quota massima1475 m
    • Lunghezza6 km
  • Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva

    Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva è una via attrezzata di media difficoltà in ambiente alpino, alle pendici del gruppo del Monte Bianco. Conduce a un pianoro panoramico – il Belvedere – con una vista tra le più belle di tutte le Alpi Occidentali.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della funivia di La Palud (Courmayeur, Aosta). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si scende alla prima fermata della tratta «La Palud–Punta Helbronner» e si segue il sentiero in leggera salita a fianco del giardino botanico Saussurea; al primo bivio si tiene la sinistra su sentiero ben tracciato che attraversa a mezzacosta i pendii erbosi verso la morena del ghiacciaio del Toula. Un breve tratto attrezzato con catena supera alcune rocce e si raggiunge un'area panoramica con panchina, dove inizia il tratto attrezzato (30' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    La parte attrezzata inizia scendendo lungo la scarpata orientale del Mont de la Brenva, con tratti scoscesi in cui la corda dà sicurezza; un tratto in discesa di III grado, non difficile, è sostenuto dalla catena. Si prosegue a mezzacosta con salite e discese, assistiti da catena e staffe sul lato destro, e si attraversa una pietraia (segni gialli); al termine un sentiero risale ripido verso le rocce della Brenva fino al Belvedere (2300 m, 1h 30' dall'inizio del tratto attrezzato), con vista su Ghiacciaio della Brenva, Monte Bianco, Mont Blanc de Courmayeur, Aiguille Blanche, Aiguille Noire e Dames Anglaises.

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero attrezzato non lungo e non difficile, ma in ambiente alpino e con tratti esposti dove le protezioni sono essenziali; il panorama dal Belvedere è da solo un ottimo motivo per percorrerlo.

    ⚠ Ambiente d'alta montagna su morena e pietraia: casco raccomandato e attenzione al fondo. Valutare meteo e orari della funivia per il rientro.

    ▲Discesa

    La discesa avviene sullo stesso itinerario di salita (1h 30' dal Belvedere, 3h 45' complessive).

    ▲Da abbinare

    Partendo presto, si può connettere alla Ferrata Casimiro (circa 1h d'auto). In zona anche il Sentiero al Rifugio Dalmazzi, il Sentiero al Bivacco Boccalatte e la Ferrata al Rifugio Monzino.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • ProvinciaAosta
    • GruppoMonte Bianco
    • Avvicinamento30 min
    • Tratto attrezzato1h 30'
    • Itinerario completo (a/r)3h 45'
    • Dislivello attrezzato130 m
    • Dislivello itinerario322 m
    • Quota massima2300 m
  • Sentiero Attrezzato Bozzetti al Monte Zeledria

    Sentiero Attrezzato Bozzetti al Monte Zeledria

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Bozzetti al Monte Zeledria

    Il Sentiero Attrezzato Bozzetti sale al Monte Zeledria sopra Madonna di Campiglio. È un facile itinerario attrezzato, adatto anche a principianti, in una zona di grande pregio paesaggistico: la vista sulle Dolomiti di Brenta e sui laghi sottostanti ripaga della salita. Si presta a un bell'anello tra i laghi della zona.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Cascina (Malga) Zeledria, nel comune di Madonna di Campiglio: in direzione Folgarida, all'altezza del Passo Campo Carlo Magno (1682 m), si imbocca a sinistra Via Zeledria salendo fino alla malga. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si sale sul CAI 265 verso il Rifugio Viviani al Lago di Pradalago (40'); restando sul 265 si scende leggermente verso il Lago delle Malghette e l'omonimo rifugio (1890 m, 1h 30'). Costeggiato il lago e aggiratolo da nord, si seguono il CAI 201 a sinistra e poi il CAI 267 verso i 3 Laghi: prima il Lago Alto, poi i 3 Laghi (2282 m) con il Lago Medio e il Lago Inferiore (1h dal Lago delle Malghette, 2h 30'). Su un tratto di cresta, ignorato il sentiero che scende verso il Lago Scuro, si raggiunge l'attacco, segnalato da una targa metallica (2h 45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si prosegue verso sud fino ad alcuni sfasciumi a sinistra; a destra c'è il bivio per il CAI 226/B verso il Lago di Seredoli, ma si tiene la destra e si risale la cresta che collega il Monte Zeledria al Monte Nambino, guadagnando 150 metri di dislivello. Il tratto è un po' faticoso e in alcuni punti aiutato da cordini metallici e una scala, fino alla vetta (segnata da una bandiera italiana), con vista magnifica sul Brenta e sui laghi. Inizia poi la parte in discesa del Bozzetti, sul versante orientale: alcuni tratti attrezzati con scale e funi proteggono il ripido costone meridionale che scende verso il Lago di Nambino. Terminate le attrezzature (cartello rosso per chi sale in senso inverso), si scende a destra su facili roccette fino al Lago di Pradalago, dove il sentiero termina (1h 30' dalla targa, 4h 15' complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario senza particolari difficoltà: i pochi punti esposti sono ben protetti. Ottimo per avvicinare neofiti e chi ha poca esperienza, in un anello paesaggisticamente molto interessante.

    ⚠ Pur facile, è una via attrezzata d'alta montagna: casco e set da ferrata raccomandati. L'itinerario ad anello è lungo (circa 11 km): calcolare bene tempi e meteo.

    ▲Discesa

    Dal termine del sentiero attrezzato si ripercorre il tratto dell'avvicinamento tra il Lago di Pradalago e Cascina Zeledria in discesa fino al parcheggio (30' dal termine, 4h 45' complessive).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona dell'Adamello-Presanella e del Brenta si trovano numerosi itinerari attrezzati; spostandosi a sud, sopra Pinzolo e in Val Rendena, la via delle Bocchette e le classiche del Brenta.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaTrento
    • GruppoAdamello-Presanella
    • Avvicinamento2h 45'
    • Tratto attrezzato1h 30'
    • Itinerario ad anello4h 45'
    • Dislivello attrezzato70 m
    • Dislivello itinerario646 m
    • Quota massima2426 m
    • Lunghezza11 km
  • Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    La salita al Bivacco Boccalatte-Piolti, ai piedi delle Grandes Jorasses nel gruppo del Monte Bianco, è un itinerario lungo e impegnativo, con notevole dislivello e alcuni guadi non sempre agevoli. La parte con protezioni fisse (corde e scale) copre circa 200 metri ed è solo una componente di un'escursione dal forte carattere alpino.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza è Planpincieux, frazione di Courmayeur (Aosta): si svolta verso il centro della frazione, dove c'è un ampio spiazzo per parcheggiare, e si seguono i segnavia del sentiero 21 presso l'albergo-ristorante Miravalle. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. La prima ora è tranquilla, prima nel bosco poi sui prati con vista incredibile su Monte Bianco e Grandes Jorasses; dopo circa un'ora si affrontano due guadi risalendo le pareti di un torrente. Si risale poi una placconata molto ripida con passaggi di I e II grado (roccia non sempre stabile e scivolosa se umida); seguendo i segni gialli e qualche breve tratto attrezzato si giunge a una scala metallica che supera un balzo di 20 metri (1h 30' dal parcheggio). Si prosegue a zig-zag su una cresta morenica e, dopo circa un'ora, si piega a sinistra attraversando un nevaio fino alla bastionata rocciosa sopra cui sorge il bivacco.

    ▲Il percorso

    Si sale su tratti di roccia aiutati da grossi canaponi che tagliano verso sinistra; si seguono le corde fisse fino a un pulpito e poi, su percorso aereo, fino al balcone su cui è costruito il Bivacco Boccalatte-Piolti (30' dall'attacco, 3h 30' dal parcheggio), da cui si gode una vista stupenda sul Ghiacciaio di Planpincieux. È possibile proseguire oltre il rifugio su corde fisse fino a raggiungere il ghiacciaio.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario per escursionisti esperti: la difficoltà sta nel dislivello, nei guadi, nei passaggi di roccia di I-II grado e nell'ambiente d'alta montagna alla base di una delle salite più impegnative delle Alpi.

    ⚠ Nell'ultimo traverso sul nevaio attenzione al ghiacciaio sovrastante, che può scaricare blocchi di ghiaccio: casco obbligatorio. I guadi possono risultare difficili in certi periodi. Il bivacco/rifugio è aperto nei weekend di giugno e tutti i giorni di luglio e agosto (informazioni presso il CAI di Torino).

    ▲Discesa

    Si scende lungo il medesimo itinerario di salita (circa 3h).

    ▲Da abbinare

    Per la lunghezza non si abbina ad altri itinerari nella stessa giornata, ma in zona ci sono il Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi, la Ferrata al Bivacco Borelli, il Sentiero al Mont de la Brenva e la Ferrata al Rifugio Monzino.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • ProvinciaAosta
    • GruppoMonte Bianco
    • Avvicinamento3h
    • Tratto attrezzato30 min
    • Itinerario completo (a/r)6h 30'
    • Dislivello attrezzato150 m
    • Dislivello itinerario1224 m
    • Quota massima2803 m
    • Lunghezza8,3 km
  • Sentiero Attrezzato Burrone Giovanelli

    Sentiero Attrezzato Burrone Giovanelli

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Burrone Giovanelli

    Il Sentiero Attrezzato al Burrone Giovanelli si sviluppa nel suggestivo burrone di Mezzocorona, in provincia di Trento. Non presenta particolari difficoltà tecniche, è esposto solo in singoli passaggi e molto piacevole; pur essendo di bassa quota si può percorrere anche d'estate perché corre in gran parte dentro una forra fresca e caratteristica.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Mezzocorona: usciti al casello di San Michele all'Adige (A22) si raggiunge il centro, si prende a sinistra Via Cesare Battisti e, prima di arrivare a Mezzolombardo, si tiene sulla destra una strada stretta ma asfaltata tra i vigneti fino a un parcheggio con bacheca informativa. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si seguono i segni del CAI 505 nel bosco; a un primo bivio (5', palina CAI) si tiene la sinistra (CAI 505A), variante più completa, raggiungendo un ponticello sul torrente e salendo sulla destra orografica fino al cartello rosso e alla targa in marmo che segnano l'inizio del sentiero attrezzato (15' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dall'inizio delle attrezzature una facile cengia orizzontale porta alla prima cascata, dove si attraversa il rio e ci si trova sotto una lunga scala metallica in due tronconi, verticale ed esposta ma senza difficoltà tecniche (attenzione alle suole bagnate dopo il guado); in cima, voltandosi, si gode la vista sulla Piana Rotaliana. Un facile tratto attrezzato con roccette e una seconda scaletta più corta conduce dentro il burrone; una cengia in lieve salita e uno stretto passaggio attrezzato portano all'ingresso vero e proprio della forra. Si scende una corta scaletta, si attraversa il rio e si risale il versante destro su ampie e solide cambre, piegando a destra; una breve scaletta e una cengia con passerella in legno portano presso una statua della Madonna. Si entra nel tratto più angusto del burrone, poco illuminato salvo nelle ore centrali, salendo a fianco del rio in ambiente molto suggestivo fino a uscirne; si prosegue fino a una cascata di circa 100 metri. Alternando tratti attrezzati e facili salite, superate alcune roccette umide e una scala lunga e appoggiata, si raggiunge l'ultima scala che chiude le attrezzature; in una decina di minuti il sentiero termina presso una strada forestale (765 m, 1h 15' dall'attacco, 1h 30' complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via attrezzata facile, superata grazie a numerose scale e cambre, con esposizione limitata a pochi passaggi; l'ambiente di forra è il vero punto di forza. Ottima anche per neofiti accompagnati.

    ⚠ Dopo il guado del rio le suole bagnate scivolano sulle scale: prudenza. Roccia spesso umida nel burrone; casco e set da ferrata indispensabili.

    ▲Discesa

    Raggiunta la forestale, per il rientro ci sono più opzioni: tenendo la sinistra si scende nel bosco sul sentiero 504 fino all'auto in circa 45' (2h 30' complessive); tenendo la destra, in circa un'ora sul sentiero 505 (passando da Baita Manzi) si raggiunge la stazione a monte della funivia di Mezzocorona, da cui si scende a valle. Esiste anche una variante più lunga: conviene verificare la segnaletica in loco.

    ▲Da abbinare

    In zona, vicine, la Ferrata Rio Secco a Cadino di Faedo, la Ferrata di Favogna e la Ferrata Val del Rì a Mezzolombardo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaTrento
    • GruppoPaganella
    • Avvicinamento15 min
    • Tratto attrezzato1h 30'
    • Itinerario completo2h 30'
    • Dislivello attrezzato480 m
    • Dislivello itinerario670 m
    • Quota massima918 m
    • Lunghezza5 km
  • Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega

    Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega

    Vie Ferrate › Veneto › Verona
    Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Pojesi sale al Carega nelle Piccole Dolomiti veronesi. Di recente ristrutturazione, offre un'escursione varia e appagante con difficoltà complessivamente contenute: pochi passaggi di media difficoltà, ma fondo a tratti instabile su cui prestare attenzione. È lungo se si include la salita al Carega.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Revolto (1355 m), risalendo la Val d'Illasi: da sud si esce dall'A4 a Verona Est o Soave, si raggiunge Selva di Progno e poi Giazza, da cui si prosegue circa 7 km su strada stretta ma asfaltata fino al rifugio. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal Revolto si sale al Rifugio Passo Pertica (1530 m), per la forestale (30') o per il sentiero nel bosco che la taglia (20'); da qui si seguono le targhette verso nord-ovest fino all'inizio del sentiero attrezzato, presso una cengia (circa 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il Pojesi inizia con un'esposta ma comoda cengia attrezzata verso sinistra, con passerelle, brevi balzi e scalini; una scaletta metallica e un tratto su fondo ghiaioso portano a un breve e aereo traverso da percorrere su cambre e pioli. Aggirato uno spigolo, una passerella riporta sulla cengia; in lieve discesa su fondo instabile si raggiunge un traverso più corto e facile, poi un tratto di discesa attrezzata, e si piega a destra in salita chiudendo il primo tratto di cengia. Inizia il secondo tratto: un balzo verticale di 4 metri e una serie di balzi e massi attrezzati – il primo realmente arrampicabile – poi un camino con cavo a sinistra e solide cambre a destra. Si prosegue in salita fino a un tratto di discesa attrezzata di circa 15 metri (paretina con cambre, roccette, canalino) e a ripidi gradoni di legno; segue un breve tratto attrezzato e una disarrampicata verticale su roccia molto appigliata. Si scende ancora tra mughi e ghiaioni, con brevi tratti attrezzati, fino sotto una bella parete verticale che si risale per una ventina di metri (cambre e appigli naturali), uscendo su una rampa gradonata; si raggiunge il libro delle firme. La salita però non è finita: si entra in un canalone attrezzato e arrampicabile (conviene restare sul lato destro in spaccata anche se la fune corre a sinistra), poi si risale una parete verticale di una trentina di metri su cambre e appigli. Con alcune roccette e brevi tratti attrezzati il Pojesi termina innestandosi sul sentiero 108 (2h 30' dall'attacco, 3h dal parcheggio). Dal bivio si può rientrare a destra al Rifugio Pertica (circa 1h 15') oppure proseguire a sinistra verso il Rifugio Fraccaroli (2230 m, 45' dal termine) su un bel sentiero di cresta panoramico, salendo infine alla vetta del Carega (2259 m, 4h complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    La ristrutturazione ha ammodernato la via e aggiunto appigli artificiali: a parte tre passaggi (il traverso iniziale e i due canalini finali) l'itinerario può considerarsi di difficoltà facile. Fune, infissi e passerelle sono in ottime condizioni.

    ⚠ Le Piccole Dolomiti si avvolgono spesso di nebbia nel pomeriggio, specie nei mesi caldi: meglio partire presto. Attenzione a sassi e fondo instabile; in zona ci sono molti camosci, quindi casco sempre indispensabile.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Carega si torna al bivio tra il Pojesi e il sentiero 108 e si scende sul 108, senza difficoltà, prima al Rifugio Pertica e poi, per il sentiero dell'avvicinamento, al Rifugio Revolto (2h dalla vetta, 6h complessive).

    ▲Da abbinare

    Dal Rifugio Pertica parte la verticale ed esposta Ferrata Biasin e l'escursione alla Ferrata Campalani. Verso il Gramolon ci sono la Ferrata Viali e la Ferrata Ferrari; verso il Pasubio il Vajo Scuro e il Vajo Stretto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaVerona
    • GruppoPiccole Dolomiti – Carega
    • Avvicinamento30 min
    • Tratto attrezzato3h 30'
    • Itinerario completo6h
    • Dislivello attrezzato700 m
    • Dislivello itinerario908 m
    • Quota massima2260 m
    • Lunghezza15 km
  • Sentiero Attrezzato Bertotti alla Croce del Chegul

    Sentiero Attrezzato Bertotti alla Croce del Chegul

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Bertotti alla Croce del Chegul

    Il Sentiero Attrezzato Bertotti è un piacevole itinerario di bassa difficoltà che sale alla Croce del Chegul, sulle montagne a est di Trento. Non presenta difficoltà tecniche ed è adatto anche a neofiti o a chi ha poca esperienza di ferrate; dalla cima il panorama è a 360 gradi.

    ▲Avvicinamento

    Dal Passo del Cimirlo (733 m), raggiunto da Trento, si prende a destra la strada con indicazioni per Maranza; dopo circa 1,5 km, stretti ma asfaltati, si nota a sinistra il segnavia CAI 418 del Sentiero Attrezzato Bertotti. Si parcheggia a bordo strada. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal cartello (850 m) si sale ripidi nel bosco tra tornanti, gradoni rocciosi e massi sotto le pareti del Chegul, poi a destra su un pendio fino a una cengia sotto la cresta; con brevi tratti attrezzati si raggiunge il libro delle firme, dove una targa segna l'inizio del sentiero attrezzato (1115 m, 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si risale un canalone nel bosco fino al suo punto più alto, dove si passa tra due rocce; si affronta poi una parete verticale attrezzata con larghe cambre. Il sentiero prosegue facile e privo di attrezzature per alcuni minuti, fino ad alcune roccette e a una lunga scala metallica di 20 metri; superata la scala, una serie di gradoni attrezzati conduce senza problemi alla Croce del Chegul (1263 m), con ottima vista su Trento e sul Bondone (30' dal libro delle firme, 1h complessiva).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario non difficile: i due tratti verticali sono facilitati da una scala e da una serie di staffe; il dislivello è superato con tratti attrezzati nei punti più esposti, ma la difficoltà resta modesta. Molto bello invece il panorama dalla cima.

    ⚠ Pur facile, resta una via attrezzata: casco e set da ferrata sono raccomandati, soprattutto per i neofiti che vi si avvicinano.

    ▲Discesa

    Si può scendere al parcheggio per lo stesso itinerario (45', 1h 45' complessive) oppure compiere un più lungo anello: oltrepassato un ponticello si sale allo Spiaz delle Patate (1310 m), poi verso sud sul CAI 411 verso il Monte La Marzola, superando vecchie postazioni di guerra; a un bivio (1541 m) si può salire a La Marzola (1738 m) col CAI 411A oppure proseguire sul CAI 411/412 fino al Bivacco Bailoni (1632 m). Dal bivacco, in ripida discesa col CAI 412 verso ovest, si raggiunge il Rifugio Maranza (1072 m) e infine, sui CAI 426 e 413, l'auto (circa 5h complessive).

    ▲Da abbinare

    Percorrendolo nella variante breve restano tempo ed energie per un'altra via: in Val d'Adige la Ferrata Rio Secco e la Ferrata di Favogna, o il Burrone Giovannelli; verso il Garda la Ferrata Che Guevara e la Sentiero de le Stel.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaTrento
    • GruppoValsugana
    • Avvicinamento30 min
    • Tratto attrezzato30 min
    • Itinerario ad anello5h
    • Dislivello attrezzato150 m
    • Dislivello itinerario886 m
    • Quota massima1737 m
    • Lunghezza14,7 km
  • Sentiero Attrezzato Astaldi

    Sentiero Attrezzato Astaldi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Astaldi
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Astaldi percorre la cengia basale del versante meridionale di Punta Anna, nelle Tofane sopra Cortina d'Ampezzo. È paesaggisticamente notevole, con difficoltà tecniche modeste e impegno fisico contenuto, ideale per una mezza giornata; va però affrontato con attenzione per un paio di canalini detritici non protetti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Dibona (2083 m), raggiungibile per strada asfaltata dalla statale Cortina–Passo Falzarego (seguire le indicazioni per il Dibona, evitando il bivio per il Rifugio Duca d'Aosta). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si segue verso est il sentiero 403 (verso il Rifugio Giussani) lungo il vallone tra la parete sud della Tofana di Rozes a sinistra e Punta Anna a destra; in salita si individua una traccia che lascia la mulattiera in corrispondenza di una decisa curva a sinistra. Si sale su pendio detritico fino a uno scollinamento e si segue la traccia verso la bastionata rocciosa, dove – a destra di un foro artificiale nella roccia – inizia il sentiero attrezzato (45' dal Rifugio Dibona).

    ▲Il percorso

    Il sentiero taglia trasversalmente la coloratissima Formazione di Raibl. Si scende qualche metro in un canalino fino alla prima fune, che assiste sulla cengia esposta; si prosegue alternando tratti larghi e non protetti a punti più stretti. Presso un tetto roccioso la cengia si restringe e in alcuni tratti bisogna abbassarsi per passarvi sotto. Si raggiunge un canale che interrompe il percorso e si risale sfruttando le traversine poste a rendere meno scivoloso il fondo; segue una cengia più esposta sopra le rosse stratificazioni. Aggirato uno spigolo si affronta il passaggio più insidioso: un canalino dal fondo instabile, breve e non attrezzato, dove è assolutamente da evitare una scivolata. Dopo un breve traverso su staffe e un altro canalino detritico si entra nell'ultima sezione, su cengia più ampia e in gran parte non protetta; si scende un ultimo tratto e si raggiunge l'ultimo tratto attrezzato, terminando presso il sentiero 421 Dibona–Pomedes (1h 15' dall'attacco, 2h dal rifugio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario prevalentemente in cengia, di difficoltà modeste; i punti critici sono i due canalini detritici non protetti, dal fondo non del tutto stabile.

    ⚠ Il casco è indispensabile, sia per la possibile caduta di materiale detritico sia per i tetti rocciosi a tratti bassi. Massima cautela nei canalini non attrezzati: una scivolata è da evitare assolutamente.

    ▲Discesa

    Si rientra subito al parcheggio percorrendo il sentiero 421 tenendo la destra: tra rocce e conifere, in poco più di 30 minuti si torna al Rifugio Dibona (2h 15' complessive). Dal bivio è possibile salire in 10' al Rifugio Pomedes.

    ▲Da abbinare

    L'Astaldi collega i due versanti di Punta Anna. Dal Rifugio Giussani si raggiungono la Ferrata Lipella alla Tofana di Rozes; sul versante orientale la Ferrata Olivieri, la Ferrata Aglio e la Ferrata Formenton.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaBelluno
    • GruppoTofane
    • Avvicinamento45 min
    • Tratto attrezzato1h
    • Itinerario completo2h 15'
    • Dislivello attrezzato50 m
    • Dislivello itinerario240 m
    • Quota massima2283 m
    • Lunghezza3,3 km
  • Sentiero Attrezzato Apolloni

    Sentiero Attrezzato Apolloni

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Apolloni

    Il Sentiero Attrezzato Apolloni è il più recente sentiero attrezzato delle Dolomiti di Brenta e collega il Rifugio Agostini al Rifugio Pedrotti passando per il Passo Forcoletta. Corre più in quota del parallelo Sentiero Palmieri ed è attrezzato nei punti più esposti, senza particolari difficoltà tecniche.

    ▲Avvicinamento

    La relazione parte dal Ristoro Dolomiti (768 m) sopra Dorsino: in centro paese una strada segnata col cartello marrone «Val d'Ambiez» sale stretta e asfaltata fino al ristorante, dove si parcheggia. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si sale sul CAI 325 (prima sterrata, poi sentiero) fino al Rifugio al Cacciatore (1820 m, 2h 15'), poi sul CAI 325 (Sentiero Dallago) fino al Rifugio Agostini (2410 m, 3h 30' dal parcheggio). L'avvicinamento è lungo e con forte dislivello (circa 1700 m). In alternativa, percorrendo l'itinerario al contrario, si può partire da Molveno con la funivia al Pradel.

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio Agostini si procede verso est, verso le pareti occidentali di Cima Ceda, seguendo il CAI 320 (Sentiero Palmieri); in leggera salita a mezzacosta si raggiunge il Passo di Forcolotta di Noghera (2423 m). Si prosegue su tratti più esposti verso est tenendo la sinistra (ignorando il bivio per il CAI 345 verso Passo Caplo), fino a passare nella valle della Pozza Tramontana, in un imponente anfiteatro tra Cima Ceda, Cima Brenta e Monte Daino. In discesa verso nord si raggiunge il bivio tra il Sentiero Palmieri (più basso) e il Sentiero Attrezzato Apolloni (CAI 320B), composto da due tratti attrezzati: il primo è una serie di cenge esposte con gradini metallici assicurati; il secondo, più vicino a Cima Brenta Bassa, è un intaglio nella roccia da risalire con alcune staffe. Nessuno dei due presenta difficoltà tecniche rilevanti. Completato il sentiero, presso Cima Brenta Bassa, in pochi minuti si scende al Rifugio Pedrotti (2491 m, 2h 30' dal Rifugio Agostini, 6h complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    I due tratti attrezzati sono facili e proteggono i punti più esposti; l'attrezzatura è nuova e in ottimo stato. La vera fatica sta nel lungo avvicinamento e nel forte dislivello complessivo.

    ⚠ L'avvicinamento fa salire circa 1700 m di dislivello: valuta di pernottare in rifugio per affrontare l'itinerario in quota da riposato. Giornata complessivamente lunga (fino a 9h 30' per il giro completo).

    ▲Discesa

    L'opzione più semplice è tornare a ritroso: dal Passo Forcoletta si scende al Rifugio al Cacciatore (2h 15' dal Rifugio Pedrotti) e da qui al Ristoro Dolomiti per il CAI 325 (9h 30' complessive). In alternativa, più impegnativo, si può rientrare per la Ferrata Brentari verso il Rifugio Agostini passando per la Vedretta d'Ambiez (consigliato il pernottamento in quota).

    ▲Da abbinare

    È un sentiero di collegamento tra due rifugi da cui partono numerose escursioni del Brenta: dal Rifugio Pedrotti si raggiungono gli itinerari delle Bocchette Alte e Centrali.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • ProvinciaTrento
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3h 30'
    • Tratti attrezzati2h 30'
    • Itinerario completo9h 30'
    • Dislivello attrezzato100 m
    • Dislivello itinerario1623 m
    • Quota massima2491 m
    • Lunghezza3,2 km
  • Sentiero Attrezzato Amalio da Prร  al Monte Ciareido

    Sentiero Attrezzato Amalio da Prà al Monte Ciareido

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Amalio da Prà al Monte Ciareido
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Amalio da Prà aggira il Monte Ciareido nelle Marmarole, un gruppo dolomitico molto meno frequentato dei vicini e per questo selvaggio e sorprendente. È un anello di media difficoltà: un paio di passaggi attrezzati impegnativi e, soprattutto, tratti esposti e non protetti che alzano l'impegno complessivo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Parco alla Memoria di Pian dei Buoi, sopra Lozzo di Cadore. Poco prima dell'incrocio tra la SS52 e la SS51 una strada sulla sinistra, con indicazioni per il Ciareido e le Marmarole, sale per diversi chilometri ed è stretta: in alta stagione vige il senso unico alternato a orari (verificare sul sito del Comune). Si arriva all'ultimo parcheggio (100 posti), non lontano dal Rifugio Ciareido. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si prosegue sulla sterrata fino al Rifugio Ciareido (1969 m, 15' dal parcheggio); poco oltre, a un bivio, si tiene la destra sul CAI 272 verso nord, restando in piano fino a un bivio dove a sinistra un sentiero con segni rossi sale rapidamente verso l'evidente forcella tra il Ciareido e un gendarme roccioso; si risale il ghiaione fino alla forcella dove inizia il sentiero attrezzato (circa 1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dalla forcella si scende verso sinistra incontrando presto le attrezzature: il cavo funge da corrimano in discesa per aggirare prima la Torre Pian dei Buoi e poi il versante est del Ciareido; caratteristico un passaggio dove il cavo corre lungo un canale scavato in diagonale nella parete. Il sentiero scende ripido e piega a sinistra incontrando alcune cenge quasi sempre protette. Inizia il tratto più interessante: si scende qualche metro in disarrampicata sulle pareti est del Ciareido, si percorre un tratto di sentiero esposto e attrezzato e si risale una parete verticale attrezzata – il punto più difficile del tracciato, comunque su livelli moderati. Un ultimo canalino con alcuni balzi chiude le attrezzature; si prosegue a mezzacosta seguendo gli abbondanti segni fino alla forcella sul versante sud del Ciareido, dove il sentiero attrezzato termina (1h 30' dall'attacco, 2h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Le parti attrezzate sono piuttosto facili, salvo il tratto in discesa e la parete verticale da risalire, non banali. L'impegno maggiore sta nei tratti non protetti ed esposti, dove servono piede fermo e attenzione: nessun passaggio eccessivamente difficile, ma da non sottovalutare.

    ⚠ Alcuni tratti restano spesso innevati anche a stagione inoltrata: è prudente portare piccozza e ramponi. Massima attenzione nei passaggi esposti e non attrezzati.

    ▲Discesa

    Dal termine si aggira la parete sud del Ciareido (lasciandosi alle spalle la guglia detta «Il Pupo») in un ambiente molto bello, scendendo verso il rifugio. A un bivio si può scendere a destra al Rifugio Baion-Boni (1828 m, 45' dal termine), oppure proseguire aggirando il Ciareido fino al Rifugio Ciareido dell'andata e quindi a ritroso al parcheggio (1h 15' dal termine, 3h 45' complessive).

    ▲Da abbinare

    Nelle vicinanze, impegnativo, il Sentiero Attrezzato degli Alpini che sale a Forcella Jau Tana: facile nei tratti attrezzati ma di forte carattere in quelli non protetti, da riservare a escursionisti esperti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaBelluno
    • GruppoMarmarole
    • Avvicinamento1h
    • Tratto attrezzato1h 30'
    • Itinerario ad anello4h
    • Dislivello attrezzato100 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota massima2298 m
    • Lunghezza8,7 km
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