Regione: Valle d’Aosta

  • Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa

    Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Impegnativo itinerario di alta montagna che sale da Gressoney-La-Trinité al Rifugio Quintino Sella (3585 m) nel massiccio del Monte Rosa. L'ultimo tratto attrezzato percorre una cresta aerea ed esposta con filo di cresta alternato, passerella in legno e un breve verticale. Richiede massima attenzione alle condizioni meteo e ai nevai.

    ▲Avvicinamento

    Da Gressoney-La-Trinité si raggiunge Stafal (fine strada, parcheggio) e si prendono gli impianti di risalita (funivia poi seggiovia coperta) fino al Colle della Bettaforca (2680 m, ca. 30'). Dalla stazione a monte si segue il sentiero 9 verso nord su pietraia con segni gialli e ometti. Si raggiunge il Colle Bettolina Inferiore, poi il Colle Bettolina Superiore (nevaio residuo fino a stagione inoltrata), dove si interseca il sentiero 10 da Pian di Verra Superiore. Si prosegue su bolli e pietre in verticale, con segnatura più rada, fino alla cresta finale (2h45' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    L'ultima cresta prima del rifugio è aerea ed esposta, attrezzata con corda fissa. Si percorre il filo di cresta alternando lato sinistro e destro fino a una passerella in legno che collega due punti della cresta. Si supera uno stretto traverso e poi un breve verticale di circa 2 m con appigli naturali per mani e piedi. Gli ultimi metri di cresta portano al Rifugio Quintino Sella (40' dalla cresta attrezzata, 3h30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Moderatamente Difficile. L'aerea cresta attrezzata non presenta difficoltà tecniche eccessive ma richiede passo sicuro, nessuna vertigine e la capacità di leggere il terreno in alta quota.

    ⚠ Alta montagna a 3585 m: il meteo può deteriorarsi rapidamente. Nevaio persistente al Colle Superiore fino a luglio inoltrato. Partire presto la mattina.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre con meteo stabile. Verificare sempre le condizioni di neve e le previsioni meteo del Monte Rosa prima di partire. L'alta quota richiede abbigliamento adeguato e scorte d'acqua.

    ▲Discesa

    Stessa via di salita (3h dal rifugio, 6h30' totali). Alternativa: al Colle Superiore si può seguire il sentiero 10 verso Pian di Verra Superiore, aggiungendo circa un'ora al percorso.

    ▲Da abbinare

    Nella zona di Gressoney si trovano la Ferrata Angster a Gressoney e la Ferrata Guide di Gressoney.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Rosa
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario850 m
    • Quota max3585 m
    • Lunghezza9,5 Km
  • Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    ⚠ Il sentiero attrezzato risulta al momento smantellato. Le corde fisse sono state rimosse. Verificare le condizioni aggiornate prima di avvicinarsi al rifugio.

    Itinerario di alta montagna in Val Ferret che conduce al Rifugio Dalmazzi nel bacino del Ghiacciaio del Triolet (Monte Bianco). Tecnicamente non difficile, il contesto alpino severo con nevaio, morena e rischio caduta sassi richiede esperienza d'alta montagna. Sentiero attrezzato attualmente smantellato.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la frazione di Arnouva, ultima località di Val Ferret nel comune di Courmayeur (AO). Si parcheggia nel piazzale antistante il ristorante-campeggio e si percorre la sterrata (segnavia 23 poi 32) per circa 1 km verso il Rifugio Elena. A una curva a destra si trova il bivio a sinistra per il Rifugio Dalmazzi. Si risale il fondo valle ignorando il Bivacco Comine (sentiero 22), si attraversano 4 torrenti affluenti della Dora di Ferret e si raggiunge la morena del Ghiacciaio del Triolet. Seguendo i bolli gialli si percorre la pietraia, il fianco nord del vallone, un tratto in leggera discesa verso il vallone glaciale e poi nuovamente in salita fino alla cresta, dove un nevaio precede l'ultimo tratto (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dalla cresta si incontrano grossi roccioni con spezzoni di corda fissa ancorata a fittoni e chiodi (attualmente rimossi). Si risale il canale verso sinistra, si supera uno spigolo esposto e si affronta un diedro con corde e staffe metalliche. Sul pianoro erboso soprastante un traverso a destra e pochi metri di sentiero concludono il tratto attrezzato in prossimita del Rifugio Dalmazzi (30' dalla prima corda, 2h30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile tecnicamente, ma è un'escursione di alta montagna con ambienti severi, ghiacciaio nelle vicinanze e rischio caduta sassi lungo il canale di salita.

    ⚠ Ambiente alpino impegnativo: non sottovalutare la quota, il ghiacciaio e la caduta sassi lungo il canale di salita.

    ▲Periodo e sicurezza

    Estate (luglio-agosto) con meteo stabile. Neve residua in quota fino a stagione inoltrata. Prima di partire verificare lo stato del percorso attrezzato con il rifugio o le guide locali.

    ▲Discesa

    Stesso percorso di salita (2h dal rifugio, 5h totali). I tratti attrezzati, se presenti, risultano agevoli in discesa.

    ▲Da abbinare

    Nella zona si trovano la Ferrata al Bivacco Borelli e la Ferrata del Bicentenario al Mont Chetif.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Bianco / Val Ferret
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario800 m
    • Quota max2590 m
    • Lunghezza9,8 Km
  • Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Il Sentiero Attrezzato Panorama percorre la cresta che culmina sulla Punta Valletta (3090 m) sopra Aosta, raggiungendo un facile tremila con le attrezzature metalliche a supporto dei passaggi più delicati. Un’escursione con partenza e arrivo in funivia da Pila, con vista superba su Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione di Chamôle a monte degli impianti Aosta–Pila (indicazioni Maps) si scende leggermente per il sentiero 19C ignorando le deviazioni verso la seggiovia Couis 1. Si prende poi a sinistra la deviazione per il Col Tsa Setse seguendo il sentiero 22. La salita, mai eccessivamente ripida e guidata da segnali gialli sulle rocce, porta al Col Tsa Setse (2815 m) con magnifico panorama sul massiccio del Monte Bianco. Dal colle, indicazioni a sinistra verso Punta Valletta conducono al sentiero 19A, punto d’attacco delle attrezzature (2h dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Il Sentiero Attrezzato inizia con una breve discesa attrezzata per poi risalire un gendarme roccioso. Si percorre la cresta rocciosa verso l’anticima, aggirando un secondo gendarme in aderenza con il cavo. Un esposto traverso poco sotto il filo di cresta introduce a un lungo tratto di cresta con la croce già visibile. L’ultimo risalto presenta alcuni brevi tratti di arrampicata assicurata tra pareti e balzi rocciosi, oltre i quali si trova la croce di vetta della Punta Valletta (3090 m, 1h dall’attacco, 3h totali dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile per la quota, l’esposizione della cresta e i brevi tratti di arrampicata assicurata nella parte finale. Le attrezzature sono recenti e il percorso non presenta difficoltà tecniche elevate in nessun punto; tuttavia l’ambiente di alta quota e il ripido tratto di discesa verso il Col de Chamôle richiedono esperienza escursionistica consolidata.

    ⚠ In discesa, ignorare la freccia gialla che indica un canalone ripido e pericoloso: seguire sempre il sentiero ufficiale verso il Col de Chamôle. Attenzione alla nebbia che può salire improvvisamente dal vallone sottostante.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre con buone condizioni. La quota richiede esperienza in alta montagna, in particolare nel tratto ripido di discesa verso il Colle di Chamôle.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende verso nord sulla via normale, su sfasciumi e cresta erbosa verso la Tête Noire e quindi al Col de Chamôle. Da qui si raggiunge il lago di Chamôle nei pressi della funivia per il rientro (2h dalla Punta Valletta, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Dalla stessa funivia di Pila è accessibile la più impegnativa Ferrata del Monte Emilius. Il Rifugio Arbolle, raggiungibile dal Col de Chamôle, è punto d’appoggio utile per collegare i due itinerari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Graie
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario800 m
    • Quota max3090 m
    • Lunghezza12,8 Km
  • Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Il Sentiero Attrezzato della Grande Chenalette sale dal Colle del Gran San Bernardo fino ai 2950m della vetta valdostana, con tratti tecnici su diedri rocciosi in un ambiente alpino di confine tra Italia e Svizzera.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova al Colle del Gran San Bernardo (2469m), valico alpino al confine tra Valle d’Aosta e Svizzera, raggiungibile dall’Italia tramite la strada del colle oppure dal Traforo del Gran San Bernardo. Si parcheggia nella zona dell’ospizio, sul versante svizzero del valico. L’avvicinamento richiede circa 1h20′: si sale verso nord transitando vicino ai ruderi degli impianti sciistici dismessi degli anni ’80 fino a un belvedere panoramico a quota 2650m. Il vero attacco della sezione attrezzata si trova a 2780m, circa 1h20′ dal parcheggio.

    Il percorso

    Da quota 2780m inizia la sezione attrezzata della Grande Chenalette. Il percorso si sviluppa su un diedro roccioso assistito da pioli metallici e corde fisse per un dislivello di 108m in circa 1 ora. La progressione su roccia è tecnica ma le attrezzature sono ben posizionate. La vetta della Grande Chenalette (2950m) è la meta dell’itinerario: da qui il panorama spazia sulle Alpi Pennine al confine italo-svizzero in tutte le direzioni.

    Carattere e difficoltà

    Percorso difficile soprattutto per la quota elevata (circa 2950m) e l’esposizione del diedro. Nonostante la brevità relativa (6.4km, 1 ora di tratto attrezzato), l’altitudine richiede buona acclimatazione e fisico allenato. L’indice di complessità tecnico-atletica è elevato su tutti i parametri. Difficoltà: Difficile. Percorso per ferratisti esperti e alpinisti abituati all’alta quota.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio ad agosto. A 2950m neve e ghiaccio possono persistere anche in estate, specialmente nel diedro attrezzato esposto a nord. Il vento forte è frequente sul crinale di confine. Verificare accuratamente le condizioni nivometeorologiche prima di intraprendere l’escursione. Equipaggiamento da ferrata completo indispensabile.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita: dal diedro attrezzato si ridiscende al belvedere a 2650m e poi all’ospizio del Gran San Bernardo. Tempo totale dell’escursione: circa 3h30′.

    Da abbinare

    Il Gran San Bernardo si trova al cuore delle Alpi Pennine valdostane. La Valle d’Aosta offre alcune delle ferrate più impegnative dell’arco alpino occidentale, in un contesto di alta montagna glaciale unico. Nelle vicinanze si trovano percorsi alpini sul crinale di confine italo-svizzero.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Pennine
    • Avvicinamento1:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata108 m
    • Dislivello itinerario530 m
    • Quota max2950 m
    • Lunghezza6,4 Km
  • Sentiero Attrezzato del Vofrede (Ferrata dello Sperone)

    Sentiero Attrezzato del Vofrede (Ferrata dello Sperone)

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Sentiero Attrezzato del Vofrede (Ferrata dello Sperone)

    Il Sentiero Attrezzato del Vofrede — chiamato da alcuni Ferrata dello Sperone — è un itinerario non difficile ma dai panorami mozzafiato, che risale il vallone della Cignana contornato da stupendi laghi alpini. Si arriva ai pressi del Colle di Vofrede con un rientro ad anello in un giro molto appagante, sotto lo sguardo del Cervino.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è lungo la strada che da Châtillon risale verso Breuil-Cervinia (AO). Si oltrepassa Valtournenche e si prosegue oltre la centrale idroelettrica di Perrères fino a vedere sulla sinistra un’area in cui si lavora la sabbia; lungo un rettilineo si nota una strada sterrata che scende in quella direzione e, prima di oltrepassare il ponte, si parcheggia a bordo strada. Se l’ingresso nella sterrata non fosse possibile per lavori, si prosegue per qualche metro sulla strada principale e si parcheggia a destra in uno spiazzo, allungando di poco l’escursione (apri su Google Maps). Dal parcheggio si supera il ponte sul torrente Marmore svoltando a destra in direzione del laghetto per la pesca sportiva; nei pressi del cartello di divieto di accesso si imbocca il largo sentiero che risale il vallone del torrente Creton, fino a una palina con i vari segnavia, dove si tiene il segnavia 9 (segni gialli). Dove il sentiero piega a sinistra si attraversa un torrente e si risale un tratto gradonato su roccia viva; su comodo sentiero si giunge a un bivio dove, mentre a sinistra si va verso il ghiacciaio di Vofrede, si tiene la destra proseguendo dritti lungo la morena e, dopo alcuni tornanti, si raggiunge l’attacco del Sentiero Attrezzato del Vofrede (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto si svolge su alcune brevi pareti, seguite da un traverso orizzontale esposto ma con abbondante posto per i piedi; si aggira uno spigolo poco marcato e si risalgono facili roccette. Le attrezzature terminano momentaneamente e si segue la traccia fino a una parete verticale, arrampicabile agevolmente assicurati dal cavo; si superano alcuni balzi di roccia non ripidi fino a un balcone affacciato sul ghiacciaio del Vofrede. Dal terrazzino si affronta una parete verticale di alcuni metri, non difficile, che porta a un secondo balcone panoramico, oltre il quale prosegue il tratto verticale; il sentiero attrezzato continua senza difficoltà fino ad attraversare una spaccatura nella roccia, ormai in prossimità del termine. Si percorrono le ultime decine di metri e, nel pianoro sotto il Castelletto Whymper, il sentiero attrezzato si conclude con una magnifica vista sul vicino Cervino (1h30 dall’attacco, 3h30 totali). Dal termine si prosegue verso ovest (sinistra) lungo la pietraia in direzione del Colle di Vofrede (3130 m, punto più alto dell’escursione, 4h totali), seguendo i segni gialli e gli ometti.

    ▲Carattere e difficoltà

    L’itinerario non è difficile tecnicamente, ma è lungo: giunti al Colle di Vofrede si è a meno di metà escursione, quindi va valutata bene la lunghezza complessiva, soprattutto per il rientro.

    ⚠ Il rientro, pur non difficile, si svolge in una zona remota con sentiero non sempre ben segnato: può avere senso portare una traccia GPS, in particolare in caso di annuvolamenti o nebbia con difficoltà di orientamento.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 3130 m), in ambiente selvaggio e di grande bellezza. Lo sviluppo lungo e la lontananza da punti d’appoggio richiedono buona autonomia e attenzione al meteo.

    ▲Discesa

    Dal Colle di Vofrede si scende verso ovest in direzione del Gran Lago, seguendo la traccia labile del sentiero e poi gli sfasciumi fino al lato orientale del bacino; si percorre il muro di contenimento verso valle fino a un piccolo rudere dal tetto sfondato, da cui un sentiero si connette poco dopo a uno più ampio che risale alla parete dove sorge il Rifugio Perucca Vuillermoz. Dal rifugio si segue il sentiero 6 – Alta Via 3 verso il bivacco Manenti, a tornanti, fino al bordo del lago di Balanselmo; si prosegue con un lungo tratto a mezzacosta all’Alpe di Chevalley, poi su una sterrata fino a una selletta da cui si prende il sentiero 107, tenendo la sinistra verso il rifugio La Riondè e proseguendo verso l’ormai visibile cava di sabbia e quindi al parcheggio (3h30 dal termine del sentiero attrezzato, 7h30 complessive).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoCervino – Valtournenche
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)7:30 h
    • Dislivello ferrata450 m
    • Dislivello itinerario1200 m
    • Quota max3130 m
    • Lunghezza14,9 Km
  • Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva

    Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Francesco e Giuditta Gatti al Mont de la Brenva è una via attrezzata di media difficoltà in ambiente alpino, alle pendici del gruppo del Monte Bianco. Conduce a un pianoro panoramico – il Belvedere – con una vista tra le più belle di tutte le Alpi Occidentali.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della funivia di La Palud (Courmayeur, Aosta). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si scende alla prima fermata della tratta «La Palud–Punta Helbronner» e si segue il sentiero in leggera salita a fianco del giardino botanico Saussurea; al primo bivio si tiene la sinistra su sentiero ben tracciato che attraversa a mezzacosta i pendii erbosi verso la morena del ghiacciaio del Toula. Un breve tratto attrezzato con catena supera alcune rocce e si raggiunge un'area panoramica con panchina, dove inizia il tratto attrezzato (30' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    La parte attrezzata inizia scendendo lungo la scarpata orientale del Mont de la Brenva, con tratti scoscesi in cui la corda dà sicurezza; un tratto in discesa di III grado, non difficile, è sostenuto dalla catena. Si prosegue a mezzacosta con salite e discese, assistiti da catena e staffe sul lato destro, e si attraversa una pietraia (segni gialli); al termine un sentiero risale ripido verso le rocce della Brenva fino al Belvedere (2300 m, 1h 30' dall'inizio del tratto attrezzato), con vista su Ghiacciaio della Brenva, Monte Bianco, Mont Blanc de Courmayeur, Aiguille Blanche, Aiguille Noire e Dames Anglaises.

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero attrezzato non lungo e non difficile, ma in ambiente alpino e con tratti esposti dove le protezioni sono essenziali; il panorama dal Belvedere è da solo un ottimo motivo per percorrerlo.

    ⚠ Ambiente d'alta montagna su morena e pietraia: casco raccomandato e attenzione al fondo. Valutare meteo e orari della funivia per il rientro.

    ▲Discesa

    La discesa avviene sullo stesso itinerario di salita (1h 30' dal Belvedere, 3h 45' complessive).

    ▲Da abbinare

    Partendo presto, si può connettere alla Ferrata Casimiro (circa 1h d'auto). In zona anche il Sentiero al Rifugio Dalmazzi, il Sentiero al Bivacco Boccalatte e la Ferrata al Rifugio Monzino.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • ProvinciaAosta
    • GruppoMonte Bianco
    • Avvicinamento30 min
    • Tratto attrezzato1h 30'
    • Itinerario completo (a/r)3h 45'
    • Dislivello attrezzato130 m
    • Dislivello itinerario322 m
    • Quota massima2300 m
  • Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    La salita al Bivacco Boccalatte-Piolti, ai piedi delle Grandes Jorasses nel gruppo del Monte Bianco, è un itinerario lungo e impegnativo, con notevole dislivello e alcuni guadi non sempre agevoli. La parte con protezioni fisse (corde e scale) copre circa 200 metri ed è solo una componente di un'escursione dal forte carattere alpino.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza è Planpincieux, frazione di Courmayeur (Aosta): si svolta verso il centro della frazione, dove c'è un ampio spiazzo per parcheggiare, e si seguono i segnavia del sentiero 21 presso l'albergo-ristorante Miravalle. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. La prima ora è tranquilla, prima nel bosco poi sui prati con vista incredibile su Monte Bianco e Grandes Jorasses; dopo circa un'ora si affrontano due guadi risalendo le pareti di un torrente. Si risale poi una placconata molto ripida con passaggi di I e II grado (roccia non sempre stabile e scivolosa se umida); seguendo i segni gialli e qualche breve tratto attrezzato si giunge a una scala metallica che supera un balzo di 20 metri (1h 30' dal parcheggio). Si prosegue a zig-zag su una cresta morenica e, dopo circa un'ora, si piega a sinistra attraversando un nevaio fino alla bastionata rocciosa sopra cui sorge il bivacco.

    ▲Il percorso

    Si sale su tratti di roccia aiutati da grossi canaponi che tagliano verso sinistra; si seguono le corde fisse fino a un pulpito e poi, su percorso aereo, fino al balcone su cui è costruito il Bivacco Boccalatte-Piolti (30' dall'attacco, 3h 30' dal parcheggio), da cui si gode una vista stupenda sul Ghiacciaio di Planpincieux. È possibile proseguire oltre il rifugio su corde fisse fino a raggiungere il ghiacciaio.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario per escursionisti esperti: la difficoltà sta nel dislivello, nei guadi, nei passaggi di roccia di I-II grado e nell'ambiente d'alta montagna alla base di una delle salite più impegnative delle Alpi.

    ⚠ Nell'ultimo traverso sul nevaio attenzione al ghiacciaio sovrastante, che può scaricare blocchi di ghiaccio: casco obbligatorio. I guadi possono risultare difficili in certi periodi. Il bivacco/rifugio è aperto nei weekend di giugno e tutti i giorni di luglio e agosto (informazioni presso il CAI di Torino).

    ▲Discesa

    Si scende lungo il medesimo itinerario di salita (circa 3h).

    ▲Da abbinare

    Per la lunghezza non si abbina ad altri itinerari nella stessa giornata, ma in zona ci sono il Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi, la Ferrata al Bivacco Borelli, il Sentiero al Mont de la Brenva e la Ferrata al Rifugio Monzino.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • ProvinciaAosta
    • GruppoMonte Bianco
    • Avvicinamento3h
    • Tratto attrezzato30 min
    • Itinerario completo (a/r)6h 30'
    • Dislivello attrezzato150 m
    • Dislivello itinerario1224 m
    • Quota massima2803 m
    • Lunghezza8,3 km
  • Ferrata delle Peredrette a Donnas

    Ferrata delle Peredrette a Donnas

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata delle Peredrette a Donnas

    La Ferrata delle Peredrette è una via recente che risale una costa rocciosa presso Donnas, in bassa Valle d'Aosta. È facile e adatta ai principianti e, per quota ed esposizione, si presta bene alle mezze stagioni e alle belle giornate invernali.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Donnas; l'opzione più comoda è parcheggiare in una vecchia zona industriale lungo la Dora Baltea: poco dopo il paese, a una rotonda dove la statale prosegue dritta, si scende a sinistra fino a un ampio parcheggio. Punto di partenza su Google Maps. Si passa sotto la statale, si prosegue verso nord-est in una via del paese fino a un arco in pietra; lo si attraversa e si sale a sinistra per circa 300 metri. Oltre un primo ponticello (indicazioni per Pomeroud) si arriva a un secondo ponticello, dove si svolta a sinistra seguendo le indicazioni: ancora circa 300 metri, una svolta a sinistra e si raggiungono le prime attrezzature nel bosco (circa 20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La prima parte è un sentiero attrezzato di bassa difficoltà che sale rampe e placche nel bosco, con belle viste sulla valle e sui vigneti; ha più le caratteristiche di un sentiero attrezzato che di una vera ferrata, mancando di verticalità. Dopo un breve tratto in discesa e altri facili passaggi termina la prima parte; segue un tratto di collegamento nel bosco (una decina di minuti, paline gialle) fino alla seconda parte, più verticale e divertente. Il cavo riprende su placche appoggiate fino a un primo risalto con abbondanti cambre; si esce a destra in vista della valle, si supera un altro breve tratto in discesa e si raggiunge il passaggio più caratteristico, sullo spigolo della parete a picco sulla valle (senza difficoltà, ma molto panoramico). A un bivio si può scegliere a destra la via facile o a sinistra una variante moderatamente difficile, che dopo un breve traverso sale una paretina leggermente aggettante di una decina di metri, ricca di cambre. Le due vie si riuniscono per i metri conclusivi: qualche passo orizzontale e un facile traverso diagonale fino al termine (circa 1h 15' dall'inizio delle attrezzature, circa 1h 45' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario breve e facile, ideale per i neofiti e percorribile gran parte dell'anno; la variante di sinistra aggiunge un pizzico di impegno per chi vuole qualcosa di più verticale.

    ▲Storia

    La ferrata è stata inaugurata il 6 novembre 2021, all'interno di un progetto più ampio che comprende anche nuove falesie attrezzate (Piramide di Pomerou, Falesia delle Ciliegie, Masso Vigneti di Reisen).

    ▲Discesa

    Il sentiero di rientro è ben segnato e si sviluppa nel bosco, ricongiungendosi con la parte finale dell'avvicinamento; si torna all'auto a ritroso (circa 40' dal termine, circa 2h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Breve e facile, lascia tempo per una seconda via in giornata: la più difficile Ferrata del Gorbeillon verso Cervinia, la Ferrata Casimiro o la Ferrata José Angster; restando in bassa valle la Ferrata di Covarey.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoBassa Valle d'Aosta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max639 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)

    Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata del Monte Emilius (Col Carrel)

    La Ferrata del Monte Emilius percorre la cresta nord e nord-ovest della cima (3551 m) dal Colle Carrel: per lunghezza, ambiente e dislivello va considerata fra le più impegnative. È un itinerario di alta montagna da non sottovalutare, oltre 16 km, che conviene spezzare in due giorni con pernottamento al Rifugio Arbolle o al Bivacco Federigo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte degli impianti Aosta-Pila, proseguendo per la stazione Chamolé (2300 m). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue il sentiero verso il Rifugio Arbolle (segnavia 19c poi 19a in salita, quindi un centinaio di metri di discesa nel vallone di Arbolle; 1h 30' dalla stazione a monte). Conviene pernottare al rifugio. Da lì si scende sul sentiero 14 (Vallone di Comboe) fino a un bivio dove si tiene la destra sui sentieri 16c e 16a fino allo spartano Bivacco Federigo (2907 m), sotto il Colle Carrel (1h 30' dal rifugio, 3h 45' totali). La ferrata inizia subito dietro il bivacco.

    ▲Il percorso

    Dal bivacco si seguono le tracce fino all'attacco; la via si svolge prevalentemente sul filo di cresta. Si risalgono roccette e diversi traversi esposti ma non difficili, fino a un punto dove si disarrampica verso un ponte sospeso molto esposto, con passerella in legno per i piedi. Oltre il ponte si raggiunge il Mont Ross, da cui si prosegue sul lato destro su placche inclinate ed esposte; qui una via di fuga (cartello) scende a destra verso il Lago Gelato. La ferrata alterna a lungo sentiero di cresta e passaggi verticali o esposti protetti da cavo e cambre, lungo belle placconate di granito, fino al Petit Emilius (3342 m). Tenendo sempre la destra del filo si superano gradoni e un tratto verticale con infissi metallici dove può esserci un nevaio anche a stagione inoltrata (meglio avere i ramponi). Un ultimo risalto roccioso porta alla cresta finale e, in una decina di minuti, alla madonnina di vetta (3551 m, 4h 30' dal bivacco, 7h 30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Attrezzature ottime e ben posizionate, ma è una ferrata da considerare come parte di un itinerario alpinistico lungo, impegnativo e appagante. Sul finire della via attenzione ad alcuni tratti non protetti su roccia non sempre stabile.

    ⚠ Fino almeno a fine luglio portare ramponi e piccozza: non è inusuale trovare neve in quota, dove l'attrezzatura di sicurezza può risultare inutilizzabile. Meteo stabile indispensabile. La funivia chiude relativamente presto in estate: percorso proibitivo in una sola giornata, meglio in due.
    ▲Periodo e sicurezza

    Piena estate con neve assente o gestibile in quota. Alta montagna: valutare condizioni, orari impianti e meteo.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende tra sfasciumi lungo la via normale verso il Passo dei Tre Cappuccini, si costeggia il Lago Gelato e si prosegue fino al Rifugio Arbolle (2h 30' dalla vetta, 10h totali). Dal rifugio, a ritroso per il sentiero di avvicinamento verso la funivia (1h dal rifugio, 11h totali).

    ▲Da abbinare

    Pernottando ad Arbolle, al rientro si può percorrere il più semplice ma panoramico Sentiero Attrezzato Panorama. Altri itinerari in quota in Valle d'Aosta: Ferrata del Gran Paradiso, Ferrata al Bivacco Borelli e Ferrata delle Crete Seche.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Emilius
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata4:30 h
    • Itinerario (a/r)11:00 h
    • Dislivello ferrata750 m
    • Dislivello itinerario1250 m
    • Quota max3551 m
    • Lunghezza16,4 Km
  • Ferrata Marguerettaz

    Ferrata Marguerettaz

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata Marguerettaz

    La Ferrata Marguerettaz è la classica via ideale per far provare a un neofita un percorso attrezzato. Tecnicamente non presenta alcuna difficoltà e si svolge in un ambiente protetto, senza avversità ambientali, dopo un semplice avvicinamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte presso Morgex (Aosta): da Morgex si imbocca la SR39 verso Arpy; al nono tornante c'è uno spiazzo dove parcheggiare (poi 200 m a piedi in salita), oppure si prosegue circa 200 m oltre il tornante cercando posto in due piccoli spiazzi. Punto di partenza su Google Maps.

    Dal parcheggio una sterrata (vietata alle auto) entra nel bosco a destra: si seguono i segni giallo-neri per la palestra di roccia «Hans Marguerettaz». A un bivio si tiene la destra in falsopiano, si attraversa un ruscello su un ponticello di tronchi e si raggiungono le prime falesie; superata la zona di arrampicata per bambini, alcuni tornanti portano all'inizio delle attrezzature (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La facile ferrata sale una parete verticale attrezzata con staffe, con una breve deviazione a sinistra fino a una lunga cengia da cui partono alcune vie di arrampicata; segue un diedro attrezzato con ampie staffe e un facile traverso orizzontale a destra. Si salgono alcuni facili balzi fino a una scala rossa protetta, la si risale spostandosi a sinistra; una seconda scala rossa conduce a un tiro di arrampicata, mentre la ferrata termina a sinistra (20' dall'attacco, 50' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via senza difficoltà tecniche né esposizione eccessiva: perfetta come prima esperienza. Accanto, una falesia con molti tiri di grado basso permette di arrampicare a chi è alle prime armi.

    ⚠ Per consolidare l'esperienza, conviene percorrere la facile via anche in discesa (disarrampicata), in un contesto privo di complicazioni ambientali.
    ▲Periodo e sicurezza

    Bassa quota (1390 m) e ambiente protetto: percorribile per gran parte della stagione con le normali cautele.

    ▲Discesa

    Si consiglia di ripercorrere a ritroso la ferrata in disarrampicata; in alternativa si aggira lo sperone roccioso sulla sinistra, si scende dalle vie di arrampicata e si torna all'auto per il sentiero d'avvicinamento (circa 30', 1h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Risalendo la valle, la Ferrata del Bicentenario al Mont Chetif; per chi ha bambini e vuole proseguire l'avvicinamento alle ferrate, in valle di Gressoney la Ferrata Harry Potter e la Ferrata dei Bambini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMorgex
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)1:00 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Quota max1390 m
    • Lunghezza4 Km
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