Stato: Aperta

  • Ferrata Walserfall

    Ferrata Walserfall

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbania
    Ferrata Walserfall

    La Ferrata Walserfall è il tracciato attrezzato più recente della Val d’Ossola: inaugurata nel 2020, affianca in verticale la spettacolare cascata che sgorga dai boschi sopra Baceno (VB), nell’area del Parco Naturale dell’Alpe Veglia e Devero. Un percorso di circa 3 ore con due sezioni distinte e un nome evocativo per ciascun passaggio chiave — il Muro della Cascata, la Cengia dei Castagni, il Muro dei Tetti — in ambiente gneissico selvatico e suggestivo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Baceno (VB). Il punto di accesso principale si trova dietro l’Antica Latteria: si segue il sentiero H00 verso il ponte stradale di Osso, si attraversa e si imbocca un sentierino lungo il fiume fino alla base della ferrata (30 minuti). In alternativa si parte direttamente dal paese seguendo la palina segnavia.

    ▲Il percorso

    L’attacco avviene su una placcetta di gneiss nero vicino alla cascata, dove le prime catene funzionano da corrimano su passaggi semplici. Dopo i balzi iniziali si entra nel vivo con il Muro della Cascata: una lunga placconata verticale con abbondanti staffe, dove l’esposizione cresce progressivamente tenendosi vicino alla cascata. Un traverso verso destra porta a un terrazzino e poi alla Cengia della Cascata, termine della prima sezione — qui una via di fuga verso sinistra richiede il guado del torrente.

    La seconda sezione è la più impegnativa: dai risalti si risale verso il Muro delle Vespe, con staffe che portano verso sinistra sotto tetti di roccia nerastra. Dopo la Cengia dei Castagni si affronta il Muro dei Tetti, la parte più emozionante: rimonta i tetti verso destra, poi verticale, poi traverso verso sinistra con pedivelle per i piedi. Si arriva al pianoro di Piodacalva, groupetto di baite e stalle, inizio della discesa.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Difficile. Il Muro dei Tetti richiede braccia e tecnica: il traverso finale con pedivelle mette alla prova la resistenza allo sforzo prolungato. Lo gneiss bagnato (nebbia o spray di cascata) aumenta sensibilmente l’impegno dell’intera via.

    ⚠ Ferrata inaugurata nel 2020, in buone condizioni costruttive. Con forti precipitazioni recenti la cascata può aumentare notevolmente di volume avvicinandosi alle protezioni: valutare le condizioni meteo dei giorni precedenti. Le pedivelle del Muro dei Tetti possono diventare scivolose con umidità intensa.
    ▲Discesa

    Da Piodacalva si scende per sentiero nel bosco rientrando a Baceno in circa 30 minuti. Il giro completo è di circa 3 ore per 3 km di percorso con 500 m di dislivello totale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Lepontine / Ossola
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata325 m
    • Dislivello itinerario500 m
    • Quota max1225 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata Oliva Detassis

    Ferrata Oliva Detassis

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Oliva Detassis
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Oliva Detassis è un grande classico delle Dolomiti di Brenta: una lunga sequenza di scale metalliche verticali — oltre cento metri di bastionata ottimamente costruita — che collegano il pianoro sottostante con la Bocca Bassa di Massodì (2790 m), inserendosi nell’itinerario delle Bocchette Alte. L’ambiente dolomitico di rara bellezza compensa abbondantemente il lungo avvicinamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio del Rifugio Vallesinella (Madonna di Campiglio, TN). Si sale nel bosco fino al Rifugio Casinei (1850 m), poi si segue il sentiero CAI 318 attraversando la Galleria Bogani — breve tratto esposto ma ben attrezzato. Si raggiunge il Rifugio Brentei (2182 m) in circa 2 ore e 15 minuti. Dal rifugio si prende il CAI 323 verso nord-est fino a un bivio: si ignora la deviazione per il Rifugio Alimonta e si piega a sinistra sul CAI 396 fino all’attacco della ferrata, raggiunto in circa 3 ore e 15 minuti totali.

    ▲Il percorso

    L’ingresso in ferrata avviene con una prima scala, seguita da staffe metalliche che portano a una lunga sequenza di scale verticali molto esposte: la bastionata supera i 100 metri di sviluppo verticale ed è ottimamente costruita, con possibilità di fermarsi a riposarsi sulle scale stesse. A metà via si incontra una cengia di sosta. Superata la seconda sezione di scale e un traverso finale si raggiunge la Bocca Bassa di Massodì (2790 m). Da qui si può proseguire lungo le Bocchette Alte verso il Rifugio Tucket.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Moderatamente Difficile. La tecnica richiesta è contenuta — le scale hanno buone staffe e catene — ma l’esposizione è elevata e la quota superiore ai 2700 m impone prudenza nella valutazione delle condizioni meteo. Questa ferrata è una variante della via delle Bocchette Alte, non un percorso autonomo completo.

    ⚠ Itinerario lungo con avvicinamento di oltre 3 ore: partire presto. La quota espone ai temporali pomeridiani tipici delle Dolomiti. Il Rifugio Brentei offre possibilità di sosta e pernottamento per chi vuole spezzare la gita in due giorni.
    ▲Discesa

    Dalla Bocca Bassa di Massodì si scende per sentiero verso il Rifugio Brentei e da lì si rientra al parcheggio del Rifugio Vallesinella per la via di salita. In alternativa si prosegue il giro delle Bocchette verso il Rifugio Tucket. Tempo totale del giro: circa 10 ore.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:15 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata110 m
    • Dislivello itinerario230 m
    • Quota max2807 m
    • Lunghezza2 Km
  • Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    La Ferrata Terza Cengia Pomagagnon — nota anche come Sentiero Attrezzato Zumeles — percorre una cengia spettacolare sulle pareti orientali del Pomagagnon sopra Cortina d’Ampezzo. L’alternanza di tratti attrezzati e passaggi liberi su cengia esile ed esposta, con fondo ghiaioso instabile, rende l’itinerario più impegnativo sul piano dell’attenzione che della tecnica pura. Panorama straordinario sui gruppi dolomitici circostanti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio dell’Istituto Putti, sopra Cortina d’Ampezzo (Belluno). Si sale verso nord-est per sentiero, poi si prende la ciclabile 211 tenendo la sinistra; si continua sul sentiero 202 in salita tenendo la destra e ignorando il segnavia 218. Giunti al canalone della Ferrata Strobel si tiene la destra e ci si abbassa brevemente, poi si risale fino alle indicazioni per la Terza Cengia: circa 1 ora e 30 minuti dall’inizio.

    ▲Il percorso

    La cengia si presenta inizialmente ampia, poi si restringe notevolmente diventando molto esile ed esposta. I tratti attrezzati si alternano a passaggi liberi su terreno inclinato e ghiaioso: la progressione richiede concentrazione costante. Il fondo instabile è la vera insidia di questo itinerario più che la difficoltà tecnica delle singole sezioni. Dopo aver aggirato uno spigolo si raggiunge la Punta Erbin, con panorama eccezionale sul gruppo delle Tofane e sulle Dolomiti di Cortina.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile per la tecnica alpinistica, ma l’esposizione e il fondo ghiaioso richiedono cura. Il dislivello dell’itinerario è di 981 m su 16,3 km con un totale di 6 ore: i tempi lunghi sono dovuti all’avvicinamento e al dislivello da affrontare, non alla complessità della ferrata.

    ⚠ Il fondo ghiaioso della cengia può essere scivoloso anche con terreno asciutto. Fare attenzione a non smuovere sassi verso eventuali alpinisti che seguono. Valutare con attenzione in caso di umidità o terreno bagnato.
    ▲Discesa

    Dalla Punta Erbin si scende per sentiero verso Cortina, rientrando al parcheggio dell’Istituto Putti. L’itinerario totale andata/ritorno è di circa 6 ore per 16,3 km.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPomagagnon / Dolomiti di Cortina
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata500 m
    • Dislivello itinerario981 m
    • Quota max2300 m
    • Lunghezza16,3 Km
  • Sentiero Attrezzato di Sileggio

    Sentiero Attrezzato di Sileggio

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato di Sileggio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato di Sileggio — nel comune di Mandello del Lario, sopra la frazione Sonvico — è un percorso lungo e vario che collega due creste e due cime tramite un camino di quattro metri e due scale metalliche, la prima delle quali strapiombante. Con circa cinque ore di cammino e 1100 m di dislivello è un itinerario impegnativo, ma la qualità della progressione attrezzata e il panorama sul Lario ripagano ogni sforzo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla frazione di Sonvico (Mandello del Lario, LC). Si imbocca il sentiero 15 nel bosco seguendo i segnavia bianco-rossi fino alla palina del segnavia 17B (Cresta Sud-Est), raggiungibile in circa 45 minuti. Da qui si prende il segnavia 17B (segnali blu) in ripida salita fino alla base dello Zucco di Tura, dove si trova la vecchia teleferica.

    ▲Il percorso

    Dalla base della teleferica il terreno si fa più impegnativo: un pendio con catene porta allo Zucco di Tura. Si percorre poi la cresta orientale fino a una selletta dove si incontra una deviazione per la Val d’Era: ignorarla e proseguire in salita verso lo Zucco di Morterolo. Il passaggio chiave è un camino di 4 metri — la catena è posizionata a sinistra ma gli appigli migliori si trovano a destra. Seguono due scale metalliche (la prima strapiombante, la seconda più appoggiata) e una paretina che sale prima in diagonale poi in verticale fino alla croce di vetta (1368 m s.l.m.).

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Moderatamente Difficile. La lunghezza dell’itinerario (10 km, 5 ore circa a/r con le soste) è l’elemento che più caratterizza questo percorso: non è tecnicamente proibitivo ma richiede allenamento e buona resistenza.

    ⚠ La catena del camino è un po’ lasca: usarla solo come punto di equilibrio, non per la trazione. Sul percorso non è disponibile acqua: portarne a sufficienza. Il sentiero è combinabile con il Sentiero Attrezzato del Fiume in senso inverso, aggiungendo circa 45 minuti per un totale di circa 6 ore.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per il segnavia 17B in senso inverso, rientrando a Sonvico. Chi vuole allungare può proseguire verso il Sentiero Attrezzato del Fiume percorrendolo nel senso opposto (+45 min). Itinerario complessivo: 10 km, dislivello 1100 m, tempo stimato 5 ore.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lecchesi
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata600 m
    • Dislivello itinerario1100 m
    • Quota max1368 m
    • Lunghezza10 Km
  • Sentiero Attrezzato Filippo Benedetti – Punta Almana

    Sentiero Attrezzato Filippo Benedetti - Punta Almana

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Sentiero Attrezzato Filippo Benedetti – Punta Almana

    Il Sentiero Attrezzato Filippo Benedetti raggiunge la Punta Almana (1390 m) sopra il Lago d’Iseo dalla riva orientale bresciana. La ferrata vera e propria dura circa un’ora dall’attacco, ma si inserisce in un itinerario di quasi quattro ore con scorci eccezionali sul Sebino. Percorribile sia da nord verso sud che in senso inverso.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è Portole, piccola frazione sopra Provaglio d’Iseo sulla riva orientale del Lago d’Iseo (Brescia). Da qui si imbocca una strada sterrata che sale verso nord-est fino alla Forcella di Sale (circa 1 ora). Alla forcella si entra nel bosco seguendo il sentiero 3V/314, si incontra un bivio e si tiene la destra verso il Sentiero Benedetti, raggiunto a circa 1 ora e 15 minuti dalla partenza.

    ▲Il percorso

    Dall’attacco si sale per traccia nei prati seguendo i segni bianco-blu fino a una forcella rocciosa. Si raggiunge l’anticima della Punta Cabrera, dove inizia la prima cengia diagonale su terreno erboso-terroso — massima attenzione con il fondo bagnato. Si percorre un canalino erboso e si tocca la Punta Cabrera, poi una breve discesa precede il traverso più esposto, protetto da cavo. Il canalino roccioso finale porta alla Punta Almana (1390 m), termine delle attrezzature, circa 30 minuti dall’attacco e 1 ora e 45 minuti dalla partenza.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile. Le attrezzature sono adeguate e il dislivello della ferrata è limitato. Il punto che richiede maggiore cura è il fondo erboso della prima cengia, scivoloso se bagnato.

    ⚠ Il sentiero è percorribile sia in direzione nord-sud (Forcella di Sale → Croce di Pezzolo) che sud-nord, con possibilità di traversata lasciando un mezzo a ciascuna estremità.
    ▲Discesa

    Dalla Punta Almana si continua verso la Croce di Pezzolo seguendo il percorso 3V verso sud, oppure si inverte il percorso rientrando per la Forcella di Sale. Itinerario totale: circa 3 ore e 45 minuti per 8,2 km con 830 m di dislivello complessivo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Bresciane / Lago d'Iseo
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:45 h
    • Dislivello ferrata372 m
    • Dislivello itinerario830 m
    • Quota max1390 m
    • Lunghezza8,2 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Pizzetti

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato dei Pizzetti

    Il Sentiero Attrezzato dei Pizzetti, nel comune di Esino Lario (LC), è un anello di circa cinque ore che esplora i Pizzetti di Esino attraverso creste e passaggi esposti, con un dislivello totale di 900 m. Ideale per chi cerca un’esperienza alpinistica breve ma completa, con partenza e arrivo dallo stesso punto e segnaletica bianco-rossa.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Esino Lario (LC), raggiungibile in auto dalla SS36 del Lago di Como e dello Spluga. Si lascia l’auto nel centro del paese e si segue la segnaletica per i Pizzetti di Esino. Il sentiero sale nel bosco raggiungendo la base delle creste dei Pizzetti in circa 45 minuti.

    ▲Il percorso

    Il percorso si sviluppa come anello con partenza e arrivo a Esino Lario. Si sale al Pizzetto di Sopra e poi si percorre la cresta verso il Pizzetto di Sotto, con brevi tratti attrezzati (cavi e staffe) nei punti più esposti. Le creste offrono panorami eccezionali sul Lago di Como e sui gruppi delle Grigne. Si scende poi per sentiero nel bosco fino al punto di partenza.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile. I tratti attrezzati sono brevi e ben protetti; la difficoltà maggiore è data dall’esposizione della cresta. Adatto a escursionisti con esperienza di sentieri di montagna.

    ⚠ La cresta è molto esposta al vento. In caso di maltempo o terreno bagnato la difficoltà aumenta sensibilmente. Portare abbigliamento a strati e verificare le previsioni meteo prima di partire.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per sentiero nel bosco, rientrando a Esino Lario per la via di discesa del percorso ad anello. Itinerario complessivo: circa 5 ore ad anello con 900 m di dislivello totale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lecchesi / Grigna
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata350 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max1573 m
    • Lunghezza10 Km
  • Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Vie Ferrate › Veneto › Verona
    Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Il Sentiero Attrezzato della Val Sorda si sviluppa nelle Prealpi Veronesi, risalendo la selvaggia omonima valletta tra pareti calcaree boscose. Breve ma ricco di atmosfera: cascate, pozze, massi levigati e il buio di una breve galleria naturale si alternano a tratti attrezzati con corde e catene, rendendo l’itinerario ideale per un’uscita mezza giornata adatta a tutta la famiglia.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Lumini, frazione di Brentino Belluno (VR). Si segue la strada che sale da Rivoli Veronese in direzione Val Sorda, parcheggiando all’area attrezzata nei pressi dell’ingresso della valle. L’avvicinamento è brevissimo: si raggiunge l’attacco della gorgia in pochi minuti a piedi.

    ▲Il percorso

    Il sentiero risale il torrente tra pareti strette e bagnate. Già all’inizio si incontrano le prime corde fisse per superare un masso levigato; poi si attraversa una galleria naturale nel buio totale (portare una torcia). Seguono passaggi su massi con corde, passaggi accanto a cascate e pozze, fino a uscire dalla gorgia nella parte alta della valle. Il percorso è attrezzato con corde e catene fisse nei punti più tecnici.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile. L’ambiente è selvaggio ma le difficoltà tecniche sono minime. Il passaggio nella galleria naturale è il momento più suggestivo: è corto ma completamente buio — una torcia frontale è indispensabile.

    ⚠ Portare una torcia o lampada frontale per la galleria. Il terreno è spesso bagnato e scivoloso per via delle cascate: calzature con buona aderenza. Non adatto durante le piene del torrente. Percorribile tutto l’anno ma meglio evitare in caso di piogge intense.
    ▲Discesa

    Dall’uscita della gorgia si rientra per il sentiero nel bosco che riporta al parcheggio di partenza. Itinerario ad anello di circa 2 ore e 30 minuti per 4 km con 200 m di dislivello.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPrealpi Veronesi / Monte Baldo
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max450 m
    • Lunghezza4 Km
  • Sentiero Attrezzato SOSAT

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato SOSAT
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato SOSAT è uno dei grandi classici delle Dolomiti di Brenta: un itinerario di cresta che percorre un lungo tratto delle Bocchette, con scalette, corde fisse e passaggi esposti in un ambiente dolomitico di grande impatto. Tecnicamente esigente — uno dei più impegnativi delle Bocchette — ma eccezionalmente panoramico dal Rifugio Pedrotti fino alla Bocca di Tuckett.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Pedrotti (2491 m), raggiungibile dalla Val di Genova o da Molveno seguendo i segnavia CAI. Dal rifugio si segue il sentiero verso nord fino all’attacco delle Bocchette Centrali — tempo di avvicinamento dal rifugio: circa 20 minuti.

    ▲Il percorso

    Il SOSAT percorre le Bocchette Centrali delle Dolomiti di Brenta con una sequenza di scalette verticali, cenge esposte, corde fisse e traversi aerei. I passaggi più impegnativi si trovano nella parte centrale del percorso, dove le pareti si alzano e l’esposizione diventa significativa. Si sale fino alla Bocca degli Armi e poi alla Bocca di Tuckett (2648 m), dove termina il tratto attrezzato.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Moderatamente Difficile. È uno dei percorsi più tecnici e impegnativi delle Bocchette di Brenta: richiede esperienza di ferrata, assenza di vertigini e buona forma fisica. Non è un itinerario per principianti.

    ⚠ Il SOSAT è esposto ai temporali pomeridiani tipici delle Dolomiti: partire presto al mattino. Portare kit ferrata completo (imbracatura, longe doppia con dissipatore, casco). Le scale metalliche possono essere scivolose in caso di umidità. Controllare sempre le condizioni neve in quota a inizio e fine stagione.
    ▲Discesa

    Dalla Bocca di Tuckett si scende al Rifugio Tuckett e Sella (2272 m) seguendo il sentiero CAI. Da qui si può rientrare a Madonna di Campiglio con la funivia o a piedi. Itinerario totale dall’attacco alla Bocca di Tuckett: circa 5 ore.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max2648 m
    • Lunghezza7,5 Km
  • Sentiero Attrezzato Tru Dolomieu

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Sentiero Attrezzato Tru Dolomieu

    Il Sentiero Attrezzato Tru Dolomieu è il percorso più impegnativo del gruppo dei Conturines, in Alta Badia (BZ): 10 ore totali, 1800 m di dislivello e un ambiente dolomitico selvaggio e solitario. Riservato ad alpinisti esperti, regala vette spettacolari e silenzi assoluti nelle Dolomiti patrimonio UNESCO.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da La Villa (Alta Badia, BZ) salendo in seggiovia fino a Pra di Rit o in auto per la strada forestale. Si segue il segnavia verso i Conturines, raggiungendo il Rifugio Gardenaccia (2050 m) in circa 1 ora e 30 minuti. Dal rifugio si prosegue verso il Piz Conturines per sentiero fino all’attacco, raggiunto in circa 3 ore totali dalla partenza.

    ▲Il percorso

    Il Tru Dolomieu risale le pareti dei Conturines con una sequenza di passaggi attrezzati — corde fisse, catene, scale — in ambiente fortemente esposto e a quote elevate (oltre 3000 m). Il Piz Conturines (3064 m) è la vetta più alta del gruppo ed è il termine principale della via. L’itinerario è lungo, fisicamente molto impegnativo e richiede eccellente orientamento in quota.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Difficile. La lunghezza dell’itinerario (10 ore, 1800 m di dislivello), la quota superiore ai 3000 m e l’ambiente remoto e solitario rendono questa via adatta solo ad alpinisti con solida esperienza. Non è un itinerario per principianti o chi non è abituato alle vie attrezzate impegnative.

    ⚠ Partire molto presto: 10 ore di itinerario in quota implicano partenza prima delle 6:00. La neve può permanere fino a luglio in alcuni tratti. Portare kit ferrata completo, abbigliamento caldo, cibo e acqua a sufficienza. Il rifugio Gardenaccia offre possibilità di pernottamento per chi vuole spezzare in due giorni.
    ▲Discesa

    La discesa avviene per la via normale del Piz Conturines o per il versante ovest verso la Val Badia, rientrando a La Villa. Itinerario complessivo: circa 10 ore per 17 km con 1800 m di dislivello.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoConturines / Dolomiti dell'Alta Badia
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata550 m
    • Dislivello itinerario1800 m
    • Quota max3064 m
    • Lunghezza17 Km
  • Sentiero Attrezzato della Val Cassina

    Sentiero Attrezzato della Val Cassina

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Sentiero Attrezzato della Val Cassina

    Il Sentiero Attrezzato della Val Cassina risale un canalone stretto e suggestivo compreso tra il Sasso dei Carbonari e il Sasso Cavallo sul versante meridionale della Grigna Settentrionale. È un itinerario lungo (6h 30 min, 1425 m di dislivello) con attrezzature metalliche nei passaggi più impegnativi del canalone, adatto a escursionisti in buona forma fisica.

    ▲Avvicinamento

    La partenza è dalla frazione di Rongio nel comune di Mandello del Lario (provincia di Lecco). Da Mandello si segue la rotonda, si passa sotto il ponte ferroviario e si percorre la strada in salita fino a Rongio (ca. 400 m). Dal parcheggio si segue la stradina asfaltata che diventa sterrata nel bosco, poi sentiero che sale con pendenza moderata in direzione della Val Cassina (circa 3h fino all’inizio dei tratti attrezzati).

    ▲Il percorso

    La Val Cassina è incassata tra la parete del Sasso dei Carbonari a destra (ovest) e il Sasso Cavallo a sinistra (est). Nei tratti più impegnativi del canalone sono posizionate attrezzature metalliche — scalini infissi e brevi rinvii — che assistono il superamento dei balzi rocciosi e dei risalti più ripidi, a volte con l’ausilio di mani e piedi anche in arrampicata semplice. Il canalone termina alla Bocchetta della Val Cassina (1823 m, 45 min dall’inizio delle attrezzature), dove la vista si apre sui prati del versante ovest della Grigna Settentrionale.

    ▲Carattere e difficoltà

    Sentiero Facile da un punto di vista tecnico, ma lungo e impegnativo per il dislivello di circa 1425 m. Sono presenti punti d’appoggio lungo la via: il Rifugio Elisa e il Rifugio Bietti Buzzi sono raggiungibili nei pressi dell’itinerario.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da maggio a ottobre. Il canalone può trattenere neve in profondità fino a giugno inoltrato: verificare le condizioni prima di partire. Portare acqua a sufficienza per un’escursione lunga.

    ▲Discesa

    Dalla Bocchetta della Val Cassina si percorre un semicerchio a mezzacosta verso il Rifugio Bietti Buzzi (1719 m), da cui il sentiero 25 scende fino a Rongio per rientro al parcheggio (6h 30 min totali). In alternativa è possibile salire dal Bietti Buzzi alla vetta della Grigna Settentrionale o al Monte Cavallo (segnavia 16B, ca. 30 min aggiuntivi).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneLombardia
    • GruppoGrigna Settentrionale
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario1425 m
    • Quota max1823 m
    • Lunghezza6:30 h
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