Stato: Aperta

  • Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › BZ
    Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Escursione panoramica nelle Dolomiti che porta alla croce di vetta del Sass de Putia (2875 m) risalendo il versante sud dal Passo delle Erbe. Il sentiero attrezzato impegna solo gli ultimi 150 m, ma l'itinerario complessivo è lungo e paesaggisticamente straordinario, con viste sulle Odle, le Dolomiti Bellunesi e le Alpi Aurine.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo delle Erbe (1987 m) si raggiunge dall'uscita A22 di Chiusa seguendo le indicazioni per la Val di Funes e poi per il passo. Dal parcheggio al passo si imbocca l'ampia carrareccia segnata come sentiero 8 verso est. Al primo bivio si tiene la destra sul sentiero 8A che sale in falso piano verso est fino alla Forcella de Putia (2357 m, 1h30'). Lungo il percorso si aggira la parete nord del Sass de Putia e ci si innesta sul sentiero 4 — l'Alta Via Günther Messner — che conduce alla forcella.

    ▲Il percorso

    Dalla Forcella de Putia si seguono le chiare indicazioni che a sinistra portano su sentiero erboso verso l'ampio pianoro sassoso sotto la vetta. Gli ultimi 150 m sono attrezzati con cavi: si risale una comoda rampa inclinata, alcune roccette e si giunge al singolo passaggio più impegnativo, un breve camino con un tratto inizialmente lungo che si supera grazie a una staffa sul lato destro della fessura. Pochi metri di roccia portano alla croce di vetta con panorama a 360 gradi (2875 m, 3h totali dalla partenza).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. I 150 m attrezzati non presentano difficoltà tecniche e le attrezzature sono in ottimo stato. L'ambiente è quello dell'alta montagna dolomitica con segnatura chiara.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre. Evitare in caso di temporali pomeridiani, frequenti nelle Dolomiti. Ottima segnatura dei sentieri; per la cartografia consigliata la mappa della Val Badia o della Val Gardena-Val di Funes (4Land).

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende per il percorso di salita (5h30' totali). In alternativa, consigliato, si percorre l'anello seguendo il sentiero 4B e poi il 35 attorno al versante sud del Sass de Putia fino al Passo di Goma (2111 m, 1h dalla Forcella de Putia) e da lì il sentiero 8B riporta al parcheggio (6h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOdle/Puez
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario869 m
    • Quota max2875 m
    • Lunghezza12,8 Km
  • Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa

    Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Impegnativo itinerario di alta montagna che sale da Gressoney-La-Trinité al Rifugio Quintino Sella (3585 m) nel massiccio del Monte Rosa. L'ultimo tratto attrezzato percorre una cresta aerea ed esposta con filo di cresta alternato, passerella in legno e un breve verticale. Richiede massima attenzione alle condizioni meteo e ai nevai.

    ▲Avvicinamento

    Da Gressoney-La-Trinité si raggiunge Stafal (fine strada, parcheggio) e si prendono gli impianti di risalita (funivia poi seggiovia coperta) fino al Colle della Bettaforca (2680 m, ca. 30'). Dalla stazione a monte si segue il sentiero 9 verso nord su pietraia con segni gialli e ometti. Si raggiunge il Colle Bettolina Inferiore, poi il Colle Bettolina Superiore (nevaio residuo fino a stagione inoltrata), dove si interseca il sentiero 10 da Pian di Verra Superiore. Si prosegue su bolli e pietre in verticale, con segnatura più rada, fino alla cresta finale (2h45' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    L'ultima cresta prima del rifugio è aerea ed esposta, attrezzata con corda fissa. Si percorre il filo di cresta alternando lato sinistro e destro fino a una passerella in legno che collega due punti della cresta. Si supera uno stretto traverso e poi un breve verticale di circa 2 m con appigli naturali per mani e piedi. Gli ultimi metri di cresta portano al Rifugio Quintino Sella (40' dalla cresta attrezzata, 3h30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Moderatamente Difficile. L'aerea cresta attrezzata non presenta difficoltà tecniche eccessive ma richiede passo sicuro, nessuna vertigine e la capacità di leggere il terreno in alta quota.

    ⚠ Alta montagna a 3585 m: il meteo può deteriorarsi rapidamente. Nevaio persistente al Colle Superiore fino a luglio inoltrato. Partire presto la mattina.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre con meteo stabile. Verificare sempre le condizioni di neve e le previsioni meteo del Monte Rosa prima di partire. L'alta quota richiede abbigliamento adeguato e scorte d'acqua.

    ▲Discesa

    Stessa via di salita (3h dal rifugio, 6h30' totali). Alternativa: al Colle Superiore si può seguire il sentiero 10 verso Pian di Verra Superiore, aggiungendo circa un'ora al percorso.

    ▲Da abbinare

    Nella zona di Gressoney si trovano la Ferrata Angster a Gressoney e la Ferrata Guide di Gressoney.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Rosa
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario850 m
    • Quota max3585 m
    • Lunghezza9,5 Km
  • Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › UD
    Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Sentiero attrezzato che percorre le cenge del gruppo del Jof Fuart nelle Alpi Giulie, sviluppandosi sul versante sud de La Torre. Facile dal punto di vista tecnico, con un balzo verticale di 7-8 m punteggiato di cambre metalliche come passaggio chiave; il fondo scivoloso e le cenge esposte richiedono comunque attenzione.

    ▲Avvicinamento

    Da Chiusaforte (A23, uscita Carnia-Tolmezzo) si seguono le indicazioni per Sella Nevea verso est per 20 km. Giunti in paese si prosegue sulla SP76 verso il confine sloveno per altri 6,3 km fino a due strette curve: il parcheggio (997 m) è subito prima della prima curva. Si sale con il CAI 625 costeggiando il Rio Bianco nel bosco fino alla Capanna Re di Sassonia (1432 m, Rifugio Brunner, non gestito, 1h30'). Si ignorano le indicazioni per le Cave del Predil (CAI 656) e si prende il sentiero 629 a sinistra.

    ▲Il percorso

    Dal sentiero 629 si sale in diagonale sotto il bosco avvicinandosi alle pareti sud de La Torre. Usciti dal bosco si incontra una bella cascata sul versante sud-est. Si perde leggermente quota avvicinandosi alle rocce dove inizia il primo tratto attrezzato: una cengia esposta su fondo ghiaioso verso sinistra. Aggirando lo spigolo in leggera discesa si trova un secondo tratto esposto, poi si risale sul lato opposto attraverso una stretta cengia. Il passaggio più impegnativo è un balzo verticale di 7-8 m con cambre e infissi metallici che porta alla cengia superiore. Da qui si percorre un traverso orizzontale sotto un tetto roccioso — cambre per i piedi rendono agevole il passaggio esposto — poi si scende di 3 m e si riprende una cengia a sinistra. Si attraversa un colatoio e si prosegue verso un bastione roccioso con passaggi analoghi fino al termine del percorso attrezzato.

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Il balzo verticale e i traversi esposti sono ben attrezzati. Attenzione al fondo scivoloso sui tratti non protetti.

    ⚠ Cenge e tratti non protetti con fondo scivoloso: il cavo non è sempre presente. Scarponi adeguati e set da ferrata raccomandati.

    ▲Periodo e sicurezza

    Estate-autunno. Il percorso è percorribile in entrambe le direzioni. Evitare con pioggia o neve.

    ▲Discesa

    Dal termine del sentiero attrezzato si ridiscende verso il parcheggio di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nelle vicine Alpi Giulie si trovano la Ferrata Anita Goitan al Jof Fuart e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoJof Fuart / Alpi Giulie
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario449 m
    • Quota max1446 m
    • Lunghezza8,3 Km
  • Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Lunga escursione attrezzata da Pietramurata alla vetta del Monte Casale (1632 m) in provincia di Trento. Tecnicamente facile, il sentiero richiede però buon allenamento e attenzione per il fondo insidioso e il dislivello complessivo. Sconsigliato nelle ore calde dei mesi estivi.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il paese di Pietramurata vicino a Sarche (TN). Giungendo da Riva del Garda o da Sarche, si percorre la via principale fino quasi all'uscita sud del paese, dove uno spiazzo con un bar offre parcheggio. Si percorre il lato della strada verso sud fino al segnavia che indica a destra il sentiero CAI 426. Questo attraversa il bosco tagliando i tornanti della Strada Forestale Massampiano fino all'attacco del sentiero attrezzato (1h45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L'attacco apre su tratti attrezzati su roccette e rampe inclinate nel bosco con fondo che può risultare scivoloso. Si risalgono i passaggi con cavo fino alla fine del tratto attrezzato (1h15' dall'attacco, 3h totali). Si prosegue a destra sul CAI 408 verso la località Le Quadre, poi si tiene la destra sul CAI 411 che sale fino al Rifugio Don Zio Pisoni (da verificare l'apertura) e alla croce di vetta del Monte Casale (1632 m, 4h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile dal punto di vista tecnico, il sentiero è però insidioso per il fondo scivoloso e impegnativo per la lunghezza e il dislivello.

    ⚠ Usare set da ferrata e bastoni telescopici per i tratti non protetti. Non percorrere con caldo eccessivo: la via è lunga e faticosa.

    ▲Periodo e sicurezza

    Ottimale in primavera e autunno. I mesi estivi possono portare calore eccessivo su un itinerario che supera le 7 ore complessive. Buon allenamento fisico necessario.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Monte Casale si scende verso nord in direzione del Rifugio Pisoni, poi sul CAI 427 tra pascoli e faggeta verso Godersi e quindi verso Sarche. Seguendo il CAI 427B si torna a Pietramurata (3h dalla fine della ferrata, 7h totali).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona si trova la Ferrata Che Guevara al Monte Casale, più impegnativa ma con panorami spettacolari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Casale / Arco
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)7:00 h
    • Dislivello ferrata540 m
    • Dislivello itinerario1380 m
    • Quota max1630 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Sentiero storico della Grande Guerra che risale il Monte Pubel lungo la cengia artificiale scavata dagli alpini. Tecnicamente elementare, con cavi utili soprattutto su terreno bagnato e boschivo, ideale come primo approccio all'ambiente attrezzato.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza si trova sulla strada che collega Valstagna con Foza (Vicenza): si raggiunge Valstagna dalla SS47 della Valsugana da Bassano sul Grappa, si svolta a sinistra verso Piazza San Marco e si seguono le indicazioni per Foza fino al secondo tornante, dove un cartello segnala Cala del Sasso. Si parcheggia a bordo strada. Dal parcheggio si percorre una sterrata verso ovest in Val Frenzela, quindi si prende a destra il sentiero 779, ben segnalato per il Sentiero Pierino dalla Zuanna (PDZ).

    ▲Il percorso

    Il sentiero sale su traccia chiara raggiungendo in successione il Pian dea Mea (350 m), il Balcon de Rialto (479 m) e il Col dei Mufloni (618 m). A circa un'ora dal parcheggio si arriva al Bivio Strada Militare (660 m): tenendo la sinistra si entra nella parte più interessante dell'itinerario. Poco dopo un secondo bivio: a sinistra scende la variante facile non attrezzata usata al ritorno, a destra si imbocca la variante attrezzata nel bosco. Si sale fino a una galleria militare con targetta, poi si percorre la cengia artificiale scavata nella roccia. Un tratto ripido con cavo conduce alla Base del Canale (975 m), da cui una scaletta metallica e circa 100 m alternati tra tratti attrezzati e sentiero portano alla cima del Monte Pubel.

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Le attrezzature non compensano difficoltà arrampicatorie ma aumentano la sicurezza su fondo boschivo, scivoloso e in qualche punto esposto. La cengia artificiale scavata dagli alpini è il passaggio più caratteristico della via.

    ⚠ Fondo insidioso con pioggia o neve: bastoni telescopici consigliati nei tratti non attrezzati del bosco.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da primavera ad autunno. La via è esposta a est e la parte bassa nel bosco rimane umida a lungo dopo le piogge. Evitare con neve o ghiaccio. Non richiede attrezzatura alpinistica, ma il set da ferrata è raccomandato.

    ▲Discesa

    Dal termine della via si ridiscende prendendo la variante non attrezzata a sinistra del secondo bivio, che riporta al bivio della Strada Militare e poi al parcheggio di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nella zona del Monte Pasubio e dell'Altopiano si trovano diversi itinerari della Grande Guerra: il Sentiero Attrezzato Baglioni e il Sentiero Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoAltopiano di Asiago / Valbrenta
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max1138 m
    • Lunghezza9 Km
  • Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Il Sentiero Attrezzato Panorama percorre la cresta che culmina sulla Punta Valletta (3090 m) sopra Aosta, raggiungendo un facile tremila con le attrezzature metalliche a supporto dei passaggi più delicati. Un’escursione con partenza e arrivo in funivia da Pila, con vista superba su Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione di Chamôle a monte degli impianti Aosta–Pila (indicazioni Maps) si scende leggermente per il sentiero 19C ignorando le deviazioni verso la seggiovia Couis 1. Si prende poi a sinistra la deviazione per il Col Tsa Setse seguendo il sentiero 22. La salita, mai eccessivamente ripida e guidata da segnali gialli sulle rocce, porta al Col Tsa Setse (2815 m) con magnifico panorama sul massiccio del Monte Bianco. Dal colle, indicazioni a sinistra verso Punta Valletta conducono al sentiero 19A, punto d’attacco delle attrezzature (2h dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Il Sentiero Attrezzato inizia con una breve discesa attrezzata per poi risalire un gendarme roccioso. Si percorre la cresta rocciosa verso l’anticima, aggirando un secondo gendarme in aderenza con il cavo. Un esposto traverso poco sotto il filo di cresta introduce a un lungo tratto di cresta con la croce già visibile. L’ultimo risalto presenta alcuni brevi tratti di arrampicata assicurata tra pareti e balzi rocciosi, oltre i quali si trova la croce di vetta della Punta Valletta (3090 m, 1h dall’attacco, 3h totali dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile per la quota, l’esposizione della cresta e i brevi tratti di arrampicata assicurata nella parte finale. Le attrezzature sono recenti e il percorso non presenta difficoltà tecniche elevate in nessun punto; tuttavia l’ambiente di alta quota e il ripido tratto di discesa verso il Col de Chamôle richiedono esperienza escursionistica consolidata.

    ⚠ In discesa, ignorare la freccia gialla che indica un canalone ripido e pericoloso: seguire sempre il sentiero ufficiale verso il Col de Chamôle. Attenzione alla nebbia che può salire improvvisamente dal vallone sottostante.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre con buone condizioni. La quota richiede esperienza in alta montagna, in particolare nel tratto ripido di discesa verso il Colle di Chamôle.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende verso nord sulla via normale, su sfasciumi e cresta erbosa verso la Tête Noire e quindi al Col de Chamôle. Da qui si raggiunge il lago di Chamôle nei pressi della funivia per il rientro (2h dalla Punta Valletta, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Dalla stessa funivia di Pila è accessibile la più impegnativa Ferrata del Monte Emilius. Il Rifugio Arbolle, raggiungibile dal Col de Chamôle, è punto d’appoggio utile per collegare i due itinerari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Graie
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario800 m
    • Quota max3090 m
    • Lunghezza12,8 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Palete

    Sentiero Attrezzato delle Palete

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato delle Palete

    Un lungo anello nelle Dolomiti di Brenta che tocca il Passo delle Palete, la Val Gelada con la sua ferrata e lo Sperone degli Orti, rientrando al Grostè attraverso il Sentiero Attrezzato Vidi. La particolarità di questo percorso è che i tratti più insidiosi sono quelli non attrezzati: cenge esposte prive di cavo richiedono piede sicuro e concentrazione superiore a quella che le protezioni metalliche da sole suggerirebbero.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione a monte della funivia al Grostè (2442 m, indicazioni Maps) si segue il sentiero CAI 306 verso nord per 10 minuti fino all’ingresso della Val delle Giare.

    ▲Il percorso

    Si scende nella Val delle Giare (2177 m, 1h15′) percorrendo cenge esposte e brevi tratti attrezzati. Si supera il Passo delle Palete (2319 m) e si scende per un canalone ghiaioso fino a Livezza Grande (2184 m, 3h15′). Si risale la Val Gelada con il sentiero CAI 380 fino alla Ferrata Val Gelada: un camino e tratti attrezzati in canalino portano al Passo di Val Gelada (2686 m, 5h15′). Si prosegue sul sentiero CAI 336 dei Costanzi fino alla Bocchetta Tre Sassi (2613 m, 6h) e allo Sperone degli Orti (2520 m, 7h15′). Di qui il Sentiero Attrezzato Vidi riporta alla stazione del Grostè (9h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile principalmente per la lunghezza (9h), il dislivello cumulato e i tratti non attrezzati esposti che si incontrano nelle cenge di attacco e lungo il percorso. I tratti attrezzati (Ferrata Val Gelada) sono mediamente impegnativi. Ottima condizione fisica indispensabile.

    ⚠ Partenza all’alba indispensabile. La Val Gelada conserva neve tardivamente. I tratti non attrezzati esposti sono la vera difficoltà di questo itinerario.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. Evitare in caso di maltempo imminente o nebbia pomeridiana, frequente sulle vette del Brenta.

    ▲Discesa

    Il ritorno avviene attraverso il Sentiero Attrezzato Vidi dalla Bocchetta degli Orti fino alla stazione del Grostè.

    ▲Da abbinare

    La stessa stazione del Grostè dà accesso al Sentiero Attrezzato Orsi verso il Rifugio Pedrotti e a tutto il sistema delle Bocchette del Brenta.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario215 m
    • Quota max2687 m
    • Lunghezza17 Km
  • Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Il Sentiero Attrezzato Orsi collega la Bocca di Tucket al Rifugio Pedrotti nel settore centrale delle Dolomiti di Brenta, attraversando le cenge esposte del Naso dei Massodì, della Busa d’Armi e del Campanile Basso. Un itinerario ambizioso che richiede familiarità con ambienti alpini impegnativi, ideale come seconda giornata di un soggiorno in quota.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione a monte della funivia del Grostè (2437 m, indicazioni Maps) si segue il sentiero CAI 316 fino al Rifugio Tucket (2272 m, 1h30′). Dal rifugio si sale alla Bocca di Tucket attraversando la vedretta: è spesso necessario disporre di ramponi o procedere con massima attenzione sul ghiaccio (1h dal rifugio).

    ▲Il percorso

    Dalla Bocca di Tucket (circa 2640 m) si imbocca il Sentiero Orsi (CAI 303) verso est. Il percorso corre su una cengia espostissima del Naso dei Massodì e dello Spallone, con la voragine della Busa d’Armi che si apre sulla destra. Si alternano brevi tratti attrezzati e sezioni su cresta che richiedono piede sicuro. Il sentiero passa in prossimità del Campanile Alto e del Campanile Basso, con viste straordinarie sul cuore del Brenta, prima di raggiungere il Rifugio Pedrotti (2491 m, 2h30′ dalla Bocca di Tucket, 5h30′ totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. La difficoltà è data dall’ambiente severo, dall’esposizione prolungata e dalla presenza della vedretta nell’avvicinamento. I tratti attrezzati non sono tecnicamente estremi, ma il contesto richiede autonomia alpinistica.

    ⚠ La Bocca di Tucket conserva neve e ghiaccio fino a stagione avanzata: i ramponi sono quasi sempre necessari. Non avventurarsi in nebbia o maltempo imminente.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio ad agosto per le migliori condizioni sul ghiacciaio. Evitare in caso di temporali pomeridiani.

    ▲Discesa

    Si rientra per percorso inverso (10h30′ totali) oppure si pernotta al Rifugio Pedrotti organizzando una traversata in due giorni verso il Rifugio Graffer o lungo le Bocchette.

    ▲Da abbinare

    Il Rifugio Pedrotti è punto di partenza per il Sentiero delle Bocchette Alte, la Via delle Bocchette e la Ferrata Spellini: la zona del Brenta centrale è una delle aree via ferrata più ricche delle Alpi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario1365 m
    • Quota max2699 m
    • Lunghezza24 Km
  • Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales

    Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales

    Vie Ferrate › Veneto › BL
    Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Itinerario di rilievo sotto la parete est di Punta Anna nelle Tofane, con un percorso attrezzato su cenge esposte, scale e un camino che porta a 2580 m nel cuore delle Dolomiti d’Ampezzo. Il Rifugio Ra Vales rappresenta la meta intermedia dell’anello, immerso in uno scenario dolomitico d’eccezione raggiungibile da Cortina.

    ▲Avvicinamento

    Da Cortina d’Ampezzo si sale alla Baita Pie Tofana (1675 m, indicazioni Maps) e si prosegue in seggiovia oppure a piedi per il sentiero 405 fino al Rifugio Pomedes (2303 m). Dal rifugio si percorre la carrareccia e poi una traccia nel ghiaione sotto la parete est di Punta Anna, fino alla targa commemorativa che segna l’attacco (1h15′ dall’impianto superiore, 1h45′ totali).

    ▲Il percorso

    Si attacca con una cengia in salita attrezzata, seguita dalla discesa di una breve paretina con canalino (possibile neve residua in primavera). Si attraversa un secondo canalino e si percorre una nuova cengia su fondo detritico. Si incontra la prima scala esposta, poi alcune roccette e una cengia in discesa. Un tratto ripido e tortuoso su ghiaia porta allo sperone con la seconda scala. Si risale quindi un camino il cui primo balzo è atletico, si percorre una cengia sotto un tetto e si supera uno spigolo: il Sentiero Attrezzato termina a 2580 m (1h15′ dall’attacco). Da qui si scende nella valle destra verso il Rifugio Ra Vales (2470 m, 2h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. Il camino con il primo balzo atletico e le scale esposte sono i passaggi che richiedono maggiore tecnica. Il fondo detritico e la possibile neve residua aumentano il grado di attenzione necessario.

    ⚠ I canalini possono conservare neve fino a luglio inoltrato. Verificare le condizioni prima di partire, soprattutto nella prima parte di stagione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a ottobre. Il Rifugio Ra Vales offre ristoro a metà percorso.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Ra Vales si segue il sentiero 407 verso nord fino alla Forcella Ra Vales (2300 m), poi si scende per canalone alla Baita Pie Tofana (5h30′ totali ad anello). In alternativa si rientra in funivia dal Rifugio Pomedes.

    ▲Da abbinare

    La zona delle Tofane offre numerosi altri itinerari d’alta quota nelle Dolomiti d’Ampezzo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario280 m
    • Quota max2576 m
    • Lunghezza2,9 Km
  • Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron

    Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › UD
    Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    L’itinerario al Monte Miaron parte dal Passo Mauria e risale il versante nord-ovest del monte lungo cenge e canaloni, con brevi tratti attrezzati, fino al Bivacco Vaccari a 2050 m. Un angolo delle Prealpi Carniche poco frequentato, con ambienti selvatici e un tratto chiave su ghiaione privo di protezioni che è il vero passaggio discriminante dell’escursione.

    ▲Avvicinamento

    Dal Passo Mauria (1298 m, indicazioni Maps) si imbocca la carrareccia del sentiero 325, vietata alle auto. Si raggiunge il Ricovero Militare Miaron in circa 45 minuti. Alla biforcazione si abbandona il sentiero 327 (via normale) e si prende il 325 a destra, che porta su una cengia a mezzacosta tra mughi sul versante NW. Un’indicazione rossa segnala la deviazione verso il canalone detritico di risalita.

    ▲Il percorso

    Si affronta una prima paretina verticale attrezzata a lato di un canalino di frana, poi un tratto a mezzacosta su spigolo roccioso. Seguono cenge e canaloni sul versante ovest del Miaron, dove il caschetto è obbligatorio per il rischio caduta massi. Si giunge a un pilone-forcella, quindi a una seconda cengia simile. Il passaggio chiave è un ghiaione non protetto verso quota 1900 m: il passo deve essere calibrato con cura poiché il terreno non offre sicurezze di corda. Superato questo tratto, una cengia stabile porta a una terza insenatura con cengia stretta attrezzata, poi al Bivacco Vaccari (2050 m, 3h45′ dal Passo Mauria).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. La difficoltà principale non risiede nei tratti attrezzati ma nel ghiaione non protetto, che richiede piede sicuro e prudenza assoluta. Ambiente solitario e selvaggio.

    ⚠ Il caschetto è obbligatorio. Evitare di percorrere il versante ovest in presenza di altri escursionisti sulla parete soprastante per il rischio caduta massi.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a settembre. Il ghiaione non protetto è particolarmente insidioso in condizioni di bagnato.

    ▲Discesa

    Dal Bivacco Vaccari si scende per il sentiero 340 est verso la Forca del Cridola (2176 m), poi per il sentiero 348 fino alla Forcella Fossiana (1967 m), scendendo per la Val del Cadorini al Passo Mauria (6h30′ totali).

    ▲Da abbinare

    Il Passo Mauria è punto di riferimento per numerosi itinerari nelle Prealpi Carniche al confine tra Friuli e Veneto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario878 m
    • Quota max2176 m
    • Lunghezza9 Km
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