Difficoltà: Facile

  • Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Piacenza
    Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    La Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla, inaugurata nel 2004, risale una panoramica cresta di balze e gendarmi fino alla vetta del Monte Roncalla (1683 m), nell’Appennino Ligure al confine fra Liguria ed Emilia. È una via facile e divertente, adatta sia ai neofiti sia ai ferratisti esperti che vogliono salirla in arrampicata usando il cavo solo come autoassicurazione; le difficoltà non sono mai sostenute, ma l’itinerario completo è lungo e impegnativo sul piano fisico.

    ▲Approach

    La cresta si può raggiungere da due versanti: da quello ligure, da Rocca d’Aveto (1280 m), oppure da quello piacentino, dal Rifugio Vincenzo Stoto presso il Passo Crociglia (1468 m, dove conviene parcheggiare se si sale da qui). Questa relazione descrive la salita dal versante ligure. Si raggiunge Santo Stefano d’Aveto e, oltrepassato il paese, si imbocca la strada che sale ripida a Rocca d’Aveto: si parcheggia presso il piazzale di partenza della seggiovia (open the starting point on Google Maps – 44.58562, 9.46976) e si imbocca una stradina asfaltata sulla sinistra. L’asfalto termina presto e, superato un cancello, si prosegue verso la Valle Tribolata, passando sotto le pareti del Groppo Rosso fino a incontrare i segnavia gialli triangolari. Prima della frana della Valle Tribolata compaiono le prime indicazioni per la ferrata; la traccia di salita è incerta e richiede attenzione. Dopo alcuni minuti si raggiungono le prime roccette, da affrontare in libera, fino all’attacco della ferrata (1h 15′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La ferrata attacca rimontando uno sperone roccioso in cui si alternano tratti facili e di difficoltà moderata, che conviene affrontare arrampicando e usando il cavo solo come autoassicurazione. Segue un camino, leggermente più impegnativo nella parte iniziale; poi alcune attrezzature metalliche facilitano la progressione e conducono, tra roccette e selle, alla base di una placca ricca di appigli e fessure, ideale da arrampicare. Al termine della placca si arriva all’ultimo gendarme roccioso, che offre due opzioni: aggirarlo a sinistra lungo una traccia assicurata, oppure salire dritti l’esposto diedro (il passaggio chiave della via). Superato quest’ultimo risalto si prosegue sui prati che in breve portano in vetta al Monte Roncalla (40′ dall’attacco, circa 2 ore dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile, ha difficoltà tecniche e ambientali contenute (1/5), esposizione moderata (3/5) ma impegno fisico elevato (5/5) per la lunghezza complessiva dell’itinerario (circa 12 km e 1000 m di dislivello, soprattutto se concatenata con la vicina Ferrata Mazzocchi). È un’ottima via per iniziare o per divertirsi arrampicando in libera; non presenta mai difficoltà sostenute.

    ⚠ La traccia di avvicinamento è incerta e va seguita con attenzione; prima dell’attacco si superano alcune roccette in libera. Il passaggio chiave è l’esposto diedro dell’ultimo gendarme, evitabile a sinistra lungo la traccia assicurata. Restano obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.
    ▲Period and safety

    Itinerario appenninico percorribile nella bella stagione con roccia asciutta e meteo stabile; in caso di pioggia o nebbia l’orientamento sull’avvicinamento e in cresta si complica. Va valutata la durata complessiva: la sola ferrata è breve, ma il giro completo è lungo. Si ricordi che si tratta di una montagna a quota media (1683 m), spesso ventosa e con possibili nevai a inizio stagione.

    ▲Discipline

    Dalla vetta del Roncalla ci sono due possibilità. La più rapida per rientrare a Rocca d’Aveto scende verso il vicino Groppo Rosso, prosegue al Prato della Cipolla e quindi a Rocca d’Aveto (1h 15′ dal termine della ferrata, 3h 15′ dal parcheggio). La seconda, più lunga ma molto più appagante, include la Ferrata Mazzocchi: subito a destra si scende nella faggeta ignorando i bivi per Prato Cipolla e Monte Bue; al primo bivio si tiene ancora la destra e al successivo la sinistra, sempre in discesa, verso il Passo Roncalla (45′ dal termine della ferrata), dove si svolta a sinistra in direzione Lago Nero e Fontana Gelata. Si scende fino alla confluenza di due ruscelli e si segue il sentiero 007 verso il Bivacco Sacchi; dal bivacco si seguono le indicazioni per la Ferrata Mazzocchi, più difficile della Ferrari (1h 30′ dal termine della Ferrari, 3h 30′ dal parcheggio). La Mazzocchi risale la parete nord del Groppo delle Ali (45′ dall’attacco); dalla cima si scende per tracce fino alla pista da sci che porta al Rifugio Prato Cipolla, poi si tiene la destra scendendo a Rocca d’Aveto (1h 15′ dal Groppo delle Ali, circa 5h 30′ totali).

    ▲Carattere storico

    La via è intitolata ad Adolfo (Alfo) Ferrari, originario della provincia di Cremona, campione del mondo di ciclismo nel 1947.

    ▲To match

    Il concatenamento naturale è con la Ferrata Mazzocchi al Groppo delle Ali, per un anello di circa 6 ore (soste incluse), vario e appagante. Più distanti per viabilità, ma abbinabili su più giorni, la Ferrata Deanna Orlandini e la Ferrata alla Pietra Nera.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:15 h
    • Duration0:50 h
    • Total itinerary4:15 h
    • Hardware level difference450 m
    • Route difference1000 m
    • Maximum altitude1689 m
    • Length12,2 Km
  • Ferrata Susatti a Cima Capi

    Ferrata Susatti a Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Susatti a Cima Capi

    La Ferrata Susatti a Cima Capi è a facile street and very panoramic above Lake Garda, in Valle di Ledro (province of Trento). Undifficultà techniques of relief but with good exposure, è l’ ideal for those who have già mountain experience but wants to approach the equipped paths. L’ environment, overlooking the lake and rich in traces of the Great War, makes it a journey of great historical interest.

    ▲Approach

    The starting point è the village of Biacesa, 4 km from Riva del Garda: from Riva follow the tunnels towards Val di Ledro and, exit from the second, you reach Biacesa; you take via dei Dazi to the right and, at the end of the road, still to the right. L’ excursion begins at the playground of Biacesa, where però non è più allowed to park for non-residents: you need to look for a parking place nearby (open the starting point on Google Maps). From Biacesa follow the path CAI 470 (Sentiero dei Bech) to halfway east along the Gec Valley, ignoring the deviation to the left for the Route Attrezzato delle Laste (use as a return). Between climbs and Mediterranean vegetation (fields, olive trees) and some easy rocks you will reach a crossroads where you ignore the CAI 405 (scende to Riva) and climb towards l’ attack, reached after an easy fireplace (1h 15′ from parking).

    ▲The path

    At the red plate there are some unequipped rocks, besides which the wire rope helps to overcome some rocky jumps in a fireplace. Exit in the ridge rises with increasing exposure, but without difficulty;, on well-calibnate plates where è possible proceed in climbing without relying continuously on the cable. A plaque with a couple of brackets leads to the ridge wire: continue on the right side in strong exposure, always without challenging passages, going up massive and small equipped walls, with Lake Garda behind. L’ the only passage of difficult-and-grave media; consists of the ’ add a large boulder on an exposed traverse, looking for l’appiglio over the edge; supersededed this section, an easy chimney and some short vertical passages put on the path leading to the summit of Cima Capi (909 m, 1h 15′.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), with all the parameters of totaltà on 2/5: the progression è simple but l’ è good, great for taking confidence with l’ equipped environment. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ Low altitude and prevailing exposure to the south-east: in the summer months può very hot, it is advisable to leave soon. The &grave area, full of tunnels and trenches of the Great War that can be visited along the paths: bring a frontal torch. At the end of the ferrata it is advisable to not remove the set, because they are encountered other stretches equipped along any return option.
    ▲Period and safety

    Thanks to the modest share it is possible to travel most of the year and is particularly pleasant in the half seasons. The path signs are great. Check the weather and, in summer, avoid the hottest hours given exposure to the sun.

    ▲Discipline

    From the summit you descend on the opposite side to the uphill slope, along an easy ridge path at the trenches of the Great War and a pitch for helicopters; in 15 minutes you reach a crossroads. A left continues the Path Attrezzato Foletti, which leads to the Bivacco Arcioni, to the Church of San Giovanni and then to Biacesa (1h 30′ from Cima Capi, 4 hours overall); from Bivacco Arcioni can be arranged ograve; alternatively go down the più difficult Sentiero delle Laste, which starts on the CAI 470 route Dritto continues the Path Treated Susatti until Bocca d’Enzima (about 1 hour), with not difficult equipped strokes; hence the CAI 404 to Rocchetta Giochello and then the CAI 417 report to Biacesa with a long ring (3 hours from Cima Capi, 5h 30 &8242; overall).

    ▲To match

    You can combine the Path Attrezzato Foletti and the Path of the Laste downhill; from Bivacco Arcioni, energies allowing, the climb to Cima Rocca with the easy hardware. Nearby the Friendship Ferrata in Cima Sat; going up to Trento la Ferrata in Castel Drena and easy Colods and Cavre Path.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:15 h
    • Duration1:15 h
    • Total itinerary4:00 h
    • Hardware level difference315 m
    • Route difference490 m
    • Maximum altitude907 m
    • Length8,1 Km
  • Ferrata Rio Sallagoni

    Ferrata Rio Sallagoni

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Rio Sallagoni

    La Ferrata Rio Sallagoni takes place along the forra dell’ the homonymous stream, at the foot of Castel Drena, in the province of Trento. È a facile street but definitely spectacular: rocking over l’ flowing water, a narrow and suggestive gorge and two suspended bridges make this short itinerary one of the pi’ scenics; Alto Garda. Precisely for the low difficultà and the charm of the ’ environment & very popular in summer.

    ▲Approach

    The starting point is located on the road connecting Dro to Drena. Arriving from Riva del Garda, before the village of Dro follow the signs to the right to climb to Drena; after a few minutes and a hairpin bend, on the left you will find a large parking lot and shortly after, on the right, a field of drum (open the starting point on Google Maps). From the parking lot you will descend towards the hairpin bend by car: on the left side of the road a pole with CAI signs indicates the descent towards the edge of the Rio Sallagoni, where the ferrata immediately begins (about 10 minutes from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata attacks on the left side of the throat. You climb a couple of meters with the rope, then a short traverse to the right on brackets for the feet, then a few meters diagonally and vertically: a stretch exposed and very beautiful, with the river that flows right under the feet. Continue in the traverse and you will encounter the probably more challenging passage of the street, slightly overhanging, which obliges a slight traction on the cable to maintain the balance. After this point you pass under a framed rock and cross a vertical escape route. Continuing in the hole the traverse continues to the right; the throat tightens and, near a large framed rock, passes on the right side facing only one more challenging passage due to a rocky protrusion. In short, the equipment ends and is located in a rocky amphitheatre with waterfalls.

    Start the second part: from the left path you will reach the first suspended bridge at three ropes, about 15 meters long and fairly stable. Continue on the right side of the stream, on equipped path and easy rocky balconies, then you pass on the left side for l’ the only true vertical section of the street, to the right: some passages require a po’ of commitment, but on difficultà altogether low. Then we arrive at the second suspension bridge, più short of the first but less stable, where the Ferrata of Castel Drena ends (40 minutes from the ’ attack, 50 total). You cross a wooden bridge, you go back to the right side of the stream and climb on a path until you exit near the castle (10 minutes from the end of the ferrata, 1 hour overall). At the end of 2024 & a final variante was added dedicated to the Falls of Nassirya: instead of crossing the Rio Sallagoni you stay on the left gold bank, going up on easy equipped strokes (except a sometimes wet and slippery ramp) with long beams on cambre very close to the crude, up to Casteldrena; calculate about 30 minutes in pigrave.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), it has difficulties; techniques, environmental and exposure around 2/5 and minimum physical commitment (1/5). È also suitable for those with little experience, purché at ease with l’ exposure above l’ water. Indispensable l’ complete equipment: harness, hardware kit and helmet.

    ⚠ Itinerary very beaten, especially in summer, by numerous groups: concrete the risk of being bottled in the throat. It is advisable to travel early in the morning or late afternoon, avoiding the più hours; warm and crowded. If you travel the variant of the Nassirya Falls, pay maximum attention to the guadi, which in spring or after abundant rainfall can become difficult: a couple of telescopic sticks are useful.
    ▲Period and safety

    The low altitude makes the ideal way in the half seasons. To avoid with torrents in full or after heavy rains, both for the guds of the variant and for the water level in the hole. Always check the weather and conditions of the rio before descending into the throat.

    ▲Discipline

    From the castle follow the asphalted road downhill; on the left there is a path that, in steep descent with some bends, brings back to the field by drum at the parking (20 minutes from the castle, 1 hour and 20 minutes overall).

    ▲To match

    Given the brevity, the Rio Sallagoni leaves time and energy for a second itinerary in the day. Staying on the easy you can walk Ferrata Colodri o il Sentiero Attrezzato delle Cavre, both towards Riva del Garda. About 45 minutes drive there is the Ferrata Marangoni in Mori, la Ferrata di Ballino e la Artpinistica Ferrata in Preore. For very experienced hikers, about 30 minutes, the difficult Ferrata Rino Pisetta.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary1:20 h
    • Hardware level difference150 m
    • Route difference200 m
    • Maximum altitude365 m
    • Length3 Km
  • Ferrata Colodri

    Ferrata Colodri

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Colodri

    La Ferrata Colodri sale le pareti orientali del Monte Colodri, che domina la cittadina di Arco in provincia di Trento, a due passi dal Lago di Garda. È una via facile, ottimamente attrezzata e priva di difficoltà tecniche rilevanti: per questo è una delle mete più gettonate per chi vuole avvicinarsi al mondo delle vie ferrate. Si svolge accanto a pareti note per l’arrampicata libera e regala dalla cima un bel panorama su Arco, la valle del Sarca e il lago.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Arco. Si oltrepassa il fiume Sarca sul ponte e si prende a destra via Maini, proseguendo dritti fino all’ingresso di un campeggio sulla destra; subito dopo, sulla sinistra una bacheca e sulla destra uno slargo permettono di parcheggiare poche auto (open the starting point on Google Maps; in alternativa è segnalato l’ampio parcheggio gratuito presso le piscine). Entrati nel parco si seguono i segnavia bianco-rossi del CAI per Cima Colodri e per la ferrata, raggiunta in breve a una targa bianca, circa 10 minuti dal parcheggio.

    ▲The path

    La ferrata inizia su una rampa gradonata, arrampicabile comodamente anche senza usare il cavo. Saliti i primi gradoni si percorre un facile traverso verso destra e si prosegue su un’altra rampa gradonata, dove il cavo funge da corrimano. Si piega a destra su una larga cengia che porta a un primo tratto verticale ma appoggiato, con ottimi appigli; superato questo breve passaggio si volge a sinistra salendo in obliquo tra piccoli balzi rocciosi, cenge e tratti di sentiero. Lo sviluppo prosegue in prevalente falsopiano, su una cengia liscia ma priva di difficoltà tecniche, verso sinistra. Si risalgono un paio di placche inclinate attrezzate con cambre e staffe, alcuni tratti diagonali e una facile fessura, fino all’ultimo tratto: un diedro di una decina di metri dove le cambre annullano di fatto le difficoltà dove gli appigli naturali sono meno evidenti. Percorsa l’ultima placca appoggiata terminano le attrezzature; un breve sentiero conduce a Cima Colodri (400 m), con la sua croce e la caratteristica madonnina, in circa 30 minuti dall’attacco (40 minuti complessivi).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un itinerario molto elementare, con tutti i parametri di complessità al minimo (1/5): ideale come prima ferrata, adatta anche a chi accompagna persone alle prime armi. Resta comunque indispensabile l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Pericolo di scariche di materiale detritico dall’alto: indossare il casco già durante l’avvicinamento, non solo all’attacco. Sulla via si sono verificati incidenti gravi, anche mortali. Il terreno in alcuni punti è smosso e c’è il rischio di far cadere sassi su chi sta sotto, per cui è importante prestare attenzione, soprattutto quando la via è affollata. La parete è esposta a est ed è in pieno sole al mattino: in estate conviene partire nel pomeriggio per trovare ombra.
    ▲Period and safety

    Grazie alla quota modesta e all’esposizione soleggiata, è percorribile in gran parte dell’anno ed è particolarmente indicata nelle mezze stagioni. La roccia, levigata dalle innumerevoli ripetizioni, può risultare scivolosa: meglio evitarla bagnata. Vista l’elevata frequentazione, mantenere ordine sui passaggi ed evitare di creare ingorghi. Portare acqua e verificare il bollettino meteo prima di partire.

    ▲Discipline

    Da Cima Colodri si scende sul versante opposto (ovest) fino a un bivio con il sentiero CAI 431. Per il rientro più breve si prosegue a sinistra in direzione di Santa Maria di Laghel, quindi si prende la stradina a sinistra che scende verso Arco; dal centro si ripercorre la strada asfaltata fino al parcheggio (1 ora dal termine della ferrata, 1 ora e 45 minuti complessivi). In alternativa è possibile un lungo itinerario ad anello: al bivio si tiene la destra sul CAI 431 fino al Monte Colt e alla Croce di Colt, si scende verso il Sentiero Attrezzato degli Scaloni (parte del Sentiero delle Cavre, circa 2 ore dal termine della ferrata), lo si percorre e, tenendo poi la sinistra sul CAI 408, si rientra nei pressi di Santa Maria di Laghel e quindi ad Arco (circa 4 ore dalla ferrata, circa 5 ore complessive).

    ▲To match

    Arco e l’Alto Garda sono ricchissimi di vie attrezzate per ogni livello. Nella zona di Cima Capi si trovano la Ferrata Susatti e la Ferrata di Cima Rocca; vicino a Riva del Garda la Ferrata dell’Amicizia a Cima Sat. Per chi cerca più difficoltà, l’esposta Ferrata Marangoni in Mori o la molto impegnativa Ferrata Pisetta a Sarche. Verso nord, la Ferrata alla Cascata del Rio Ruzza e la Artpinistica Ferrata in Preore.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary1:30 h
    • Hardware level difference280 m
    • Route difference300 m
    • Maximum altitude398 m
    • Length4,5 Km
  • Ferrata Gran Cir

    Ferrata Gran Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Gran Cir

    La Ferrata Gran Cir sale la vetta più alta del Gruppo Cir, a nord del Passo Gardena (provincia di Bolzano). È una via attrezzata facile, con esposizione e difficoltà tecniche molto ridotte: per questo viene spesso scelta come prima ferrata o come itinerario panoramico per chi vuole avvicinarsi alle vie attrezzate. Breve e logica, si abbina con naturalezza alla vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir.

    ▲Approach

    Si parte dal Passo Gardena, che collega la Val Badia (Corvara) con la Val Gardena (Selva); si lascia l’auto nell’ampio piazzale del passo (open the starting point on Google Maps). Dal passo si seguono i numerosi cartelli che, in direzione nord, guidano su traccia ben marcata verso il canalone che separa il Grande Cir dal Piccolo Cir. Si procede su facili sentieri fino a raggiungere il canalone detritico, dove sul lato destro iniziano le attrezzature metalliche (circa 45 minuti dal Passo Gardena).

    ▲The path

    La ferrata apre con una rampa inclinata verso destra, un po’ scivolosa ma priva di difficoltà; a tratti si allarga in una cengia poco inclinata. Dopo una breve serie di roccette si prosegue lungo un sentiero, in un tratto facile e privo di attrezzature metalliche, fino a un secondo breve tratto attrezzato. Si superano alcuni facili balzi rocciosi, si riprende un comodo sentiero e si salgono le ultime roccette fino alla croce di vetta del Gran Piz da Cir (2592 m), raggiunta in circa 30 minuti dall’attacco e 1 ora e 15 minuti dal Passo Gardena. Dalla cima il panorama spazia sul vicino Gruppo Sella e sul Sassolungo.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un’escursione attrezzata ideale per chi inizia: difficoltà tecniche minime (1/5), esposizione e impegno fisico contenuti (2/5), dislivello e durata ridotti. Resta comunque un ambiente di montagna e va affrontata con l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Attenzione: buona parte del percorso si svolge su tratti facili ma sprotetti (senza cavo) e in alcuni punti esposti. Con roccia bagnata o unta diventano decisamente più insidiosi, sia in salita sia in discesa. Da non sottovalutare nonostante il grado facile: usare comunque l’imbracatura nei tratti attrezzati e procedere con prudenza.
    ▲Period and safety

    Itinerario tipicamente estivo, da affrontare con meteo stabile e roccia asciutta vista la presenza di tratti scivolosi se bagnati. Trattandosi di una via molto frequentata e adatta anche a famiglie, conviene mantenere ordine sui passaggi e non creare ingorghi. Portare acqua, abbigliamento a strati e verificare il bollettino meteo prima della partenza.

    ▲Discipline

    La discesa avviene lungo il medesimo itinerario di salita, per un tempo complessivo dell’escursione di circa 2 ore. Nei tratti sprotetti ed esposti la discesa richiede la stessa attenzione della salita.

    ▲To match

    La Gran Cir si combina perfettamente con la vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir. Restando in zona si possono salire la panoramica Ferrata Tridentina at Pisciadù e la Ferrata alla Forcella del Sassolungo; aggirando il Gruppo Sella, le più impegnative Ferrata del Vallon e Ferrata Piz from Lech. Verso la Val Gardena si trovano la Ferrata Sass Rigais, l’Alta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:45 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:30 h
    • Hardware level difference212 m
    • Route difference471 m
    • Maximum altitude2592 m
    • Length4 Km
  • Ferrata at the Pan di Zucchero

    Ferrata at the Pan di Zucchero

    Vie Ferrate › Sardegna › Sud Sardegna
    Ferrata at the Pan di Zucchero

    Il Pan di Zucchero è uno dei faraglioni più alti d’Europa: 133 metri di roccia che si ergono dal mare al largo di Masua, sulla costa iglesiente della Sardegna sud-occidentale. La sua ferrata è un’esperienza fuori dal comune — si attacca dal pelo dell’acqua, raggiunti in gommone, si risale lo scoglio fino alla vetta e si rientra con una calata in corda doppia che termina direttamente sulla barca. Tecnicamente è facile e alla portata anche dei principianti, ma il contesto, completamente a picco sul mare aperto, la rende una delle uscite più scenografiche d’Italia.

    ▲Departure and approach

    Il punto di partenza è la spiaggia di Masua, nel Sud Sardegna, raggiungibile in auto lungo la strada che costeggia un vecchio impianto minerario fino al parcheggio: da qui il Pan di Zucchero appare di fronte, stagliato sul blu. Dalla spiaggia un gommone (servizio a pagamento) porta alla base del faraglione, dove la ferrata attacca a pochi metri dall’imbarcazione. L’avvicinamento via mare dura una manciata di minuti. Indicazioni per il parcheggio di Masua su Google Maps →

    ▲The path

    I primi metri sono gradonati e arrampicabili con facilità, agevolati da qualche piolo; si sale in verticale accanto alla targa del “Sentiero dei Minatori”, poi una cengia verso sinistra apre la vista sul vicino arco naturale. Si guadagna quota su balzi rocciosi ben attrezzati con infissi recenti, attraversando un anfratto di roccia rossastra prima di uscire in piena esposizione sul mare.

    La via alterna tratti di sentiero attrezzato a brevi salti verticali, dove staffe e cambre annullano le difficoltà tecniche. Un bel diedro, arrampicabile senza problemi ma ormai a strapiombo sull’acqua, conduce al libro di via; da lì una traccia tra gli arbusti mediterranei porta al pianoro sommitale, con panorama aperto sulla costa iglesiente.

    ▲Discipline

    Per il rientro ci sono due opzioni: ripercorrere a ritroso la ferrata, oppure — come indicato da chi gestisce il trasporto — scendere con una calata in corda doppia di circa 45 metri nel vuoto, che termina proprio sul gommone. È il momento più adrenalinico dell’uscita e, da solo, vale il viaggio.

    ▲Character and difficulty

    Sul piano tecnico non ci sono passaggi impegnativi: la via è classificata Facile ed è adatta anche a chi è alle prime esperienze, purché accompagnato e con attrezzatura adeguata. A fare la differenza non è la difficoltà ma l’ambiente: si arrampica letteralmente sul mare, con il blu sotto i piedi per tutta la salita. Restano obbligatori casco, kit da ferrata e imbragatura; per la calata servono corda e dimestichezza con la corda doppia, di norma fornite e gestite dal servizio gommoni.

    ▲Periodo e accesso

    Periodo ideale dalla primavera all’autunno, con mare calmo per l’avvicinamento in gommone. Attenzione: l’accesso al Pan di Zucchero può essere interdetto dall’1 aprile al 30 giugno per la nidificazione dell’avifauna — verifica sempre prima di programmare l’uscita.

    Trattandosi di un avvicinamento via mare, l’uscita dipende dalle condizioni del mare: con onda il servizio gommoni può non operare.
    ▲To match

    Restando nell’Iglesiente si può aggiungere la Ferrata Gutturu Xeu. Salendo verso nord, la Sardegna offre altri itinerari attrezzati di pregio: la Ferrata Regina, la Ferrata del Giorrè, la Ferrata di Badde Pentumas, la Ferrata degli Angeli sull’isola di Tavolara e la Ferrata del Cabirol a Capo Caccia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyEasy
    • RegionSardinia
    • ProvinceSud Sardegna
    • ZonaIglesiente
    • Approach0:15 h (gommone)
    • Ferrata0:45 h
    • Total itinerary2:30 h
    • Dislivello133 m
    • Max Altitude133 m
    • Length1,3 km
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