Difficoltà: Difficile

  • Ferrata Walserfall

    Ferrata Walserfall

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbania
    Ferrata Walserfall

    La Ferrata Walserfall è il tracciato attrezzato più recente della Val d’Ossola: inaugurata nel 2020, affianca in verticale la spettacolare cascata che sgorga dai boschi sopra Baceno (VB), nell’area del Parco Naturale dell’Alpe Veglia e Devero. Un percorso di circa 3 ore con due sezioni distinte e un nome evocativo per ciascun passaggio chiave — il Muro della Cascata, la Cengia dei Castagni, il Muro dei Tetti — in ambiente gneissico selvatico e suggestivo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Baceno (VB). Il punto di accesso principale si trova dietro l’Antica Latteria: si segue il sentiero H00 verso il ponte stradale di Osso, si attraversa e si imbocca un sentierino lungo il fiume fino alla base della ferrata (30 minuti). In alternativa si parte direttamente dal paese seguendo la palina segnavia.

    ▲Il percorso

    L’attacco avviene su una placcetta di gneiss nero vicino alla cascata, dove le prime catene funzionano da corrimano su passaggi semplici. Dopo i balzi iniziali si entra nel vivo con il Muro della Cascata: una lunga placconata verticale con abbondanti staffe, dove l’esposizione cresce progressivamente tenendosi vicino alla cascata. Un traverso verso destra porta a un terrazzino e poi alla Cengia della Cascata, termine della prima sezione — qui una via di fuga verso sinistra richiede il guado del torrente.

    La seconda sezione è la più impegnativa: dai risalti si risale verso il Muro delle Vespe, con staffe che portano verso sinistra sotto tetti di roccia nerastra. Dopo la Cengia dei Castagni si affronta il Muro dei Tetti, la parte più emozionante: rimonta i tetti verso destra, poi verticale, poi traverso verso sinistra con pedivelle per i piedi. Si arriva al pianoro di Piodacalva, groupetto di baite e stalle, inizio della discesa.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Difficile. Il Muro dei Tetti richiede braccia e tecnica: il traverso finale con pedivelle mette alla prova la resistenza allo sforzo prolungato. Lo gneiss bagnato (nebbia o spray di cascata) aumenta sensibilmente l’impegno dell’intera via.

    ⚠ Ferrata inaugurata nel 2020, in buone condizioni costruttive. Con forti precipitazioni recenti la cascata può aumentare notevolmente di volume avvicinandosi alle protezioni: valutare le condizioni meteo dei giorni precedenti. Le pedivelle del Muro dei Tetti possono diventare scivolose con umidità intensa.
    ▲Discesa

    Da Piodacalva si scende per sentiero nel bosco rientrando a Baceno in circa 30 minuti. Il giro completo è di circa 3 ore per 3 km di percorso con 500 m di dislivello totale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Lepontine / Ossola
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata325 m
    • Dislivello itinerario500 m
    • Quota max1225 m
    • Lunghezza3 Km
  • Sentiero del Centenario con Ferrata Famigliari

    Sentiero del Centenario con Ferrata Famigliari

    Vie Ferrate › Abruzzo › L'Aquila
    Sentiero del Centenario con Ferrata Famigliari

    ⚠ PERCORSO DA VERIFICARE — Lo stato di agibilità di questo itinerario non è stato confermato di recente (badge_stato: “Da verificare”). Prima di partire contattare il CAI locale, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) o le autorità competenti per verificare le condizioni del sentiero.

    Il Sentiero del Centenario con Ferrata Famigliari è uno degli itinerari più impegnativi e panoramici del Massiccio del Gran Sasso d’Italia. Un percorso di 35 km e circa 13 ore totali che tocca il Monte Brancastello (2385 m) e le Torri di Casanova attraverso la breve ma tecnica Ferrata Famigliari. Per la lunghezza e i numerosi tratti non protetti ed esposti è ideale distribuirlo su due giornate.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla SS117 in direzione Campo Imperatore: si imbocca una sterrata al tornante sinistro verso un’area picnic (parcheggio). Si segue l’ampio sentiero verso il crinale, raggiungendo il Vado di Corno dopo circa 30 minuti. Al bivio si ignora la sinistra per Monte Aquila e si prende la destra sul segnavia 235 (bolli giallorossi). Si sale al Monte Brancastello (2385 m) in circa 2 ore, ignorando il bivio per il Pizzo San Gabriele. Si prosegue verso le Torri di Casanova.

    ▲Il percorso

    L’attacco della Ferrata Famigliari si trova a quota 2280 m, raggiunto in circa 2 ore e 45 minuti dalla partenza. La ferrata è breve ma tecnica: scaletta metallica seguita da tratti attrezzati che portano alla Torre di Casanova (2365 m) in circa 20 minuti dall’attacco (circa 3 ore totali). Dalla sella tra le torri un cartello segnala il Sentiero del Centenario: a sinistra la cresta affilata (da non seguire), a destra i bolli giallorossi del Centenario che scendono. Il lungo rientro presenta molti tratti non protetti ed esposti che richiedono esperienza di alta montagna.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Difficile. La ferrata in sé è di breve durata (circa 1 ora e 15 minuti), ma l’itinerario totale — 35 km, 13 ore, 759 m di dislivello in salita e 80 m in discesa per la sola ferrata — impegna per la lunghezza, l’esposizione dei tratti non attrezzati e la quota superiore ai 2500 m.

    ⚠ Idealmente da fare in 2 giornate pernottando al Rifugio Duca degli Abruzzi. I tratti non protetti in cresta richiedono esperienza alpinistica. Condizioni meteo e neve residua vanno verificate: il Gran Sasso può mantenere ghiaccio in quota fino a giugno.
    ▲Discesa

    La discesa segue i bolli giallorossi del Sentiero del Centenario in direzione est, rientrando verso il parcheggio di partenza. Il percorso totale è di circa 35 km e richiede circa 13 ore complessive — pianificare con attenzione e preferibilmente spezzare in due giorni.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoMassiccio del Gran Sasso
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)13:00 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario759 m
    • Quota max2564 m
    • Lunghezza35 Km
  • Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    ⚠ SENTIERO CHIUSO Il Sentiero Attrezzato Baglioni è attualmente chiuso a causa di una frana pericolosa lungo il percorso. Non avventurarsi fino alla riapertura ufficiale confermata dal CAI locale o dall’Ente Parco.

    Il Sentiero Attrezzato intitolato a Pasquale Baglioni corre a mezzacosta sul versante occidentale del Pasubio, nella Valle delle Prigioni, in un’area ricca di testimonianze della Prima Guerra Mondiale. L’itinerario con partenza da Pian delle Fugazze è tanto interessante dal punto di vista storico quanto variato negli ambienti, con tratti attrezzati, gallerie e belvederi sulla sottostante vallata.

    ▲Avvicinamento

    Da Pian delle Fugazze (parcheggio ampio al passo, raggiungibile da Rovereto o Schio, indicazioni Maps) si attraversa la strada verso nord e si sale per il sentiero CAI 179 (‘Strada degli Eroi’), carrareccia che si percorrerà anche al rientro. Il sentiero accorcia i tornanti della strada e arriva a Malga Val di Fieno, dove si lascia il sentiero 170 per il Rifugio Papa e si seguono le indicazioni per il Sentiero Attrezzato Baglioni con segnavia CAI 141 (1645 m, 1h15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il sentiero prosegue a mezzacosta tagliando la dorsale sud della Cima Palon. I primi tratti attrezzati, con cavi che fungono più da corrimano che da vera protezione, accompagnano una lieve perdita di quota. La visuale sulla sottostante vallata e sui rilievi sovrastanti è notevole per tutta la progressione. Si raggiunge il passaggio più impegnativo: un canalino roccioso con fondo instabile e franoso, disceso mantenendosi sul versante destro con l’aiuto di cambre. Dopo circa 1h15′ dall’inizio del Sentiero Baglioni si incontrano due gallerie che attraversano la roccia senza richiedere la torcia. Terminate le gallerie si risale una verde vallata fino a un bivio: a sinistra il Passo dell’Omo, dritto il proseguimento (1h45′ dall’inizio, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. Il canalino con fondo franoso è il passaggio più tecnico; i tratti attrezzati nel resto del percorso hanno difficoltà contenuta. Il valore aggiunto è l’ambiente storico-alpinistico unico del Pasubio con le sue gallerie e le testimonianze della Grande Guerra.

    ⚠ Attenzione alla nebbia pomeridiana, caratteristica del Pasubio e frequente anche d’estate. Preferire le ore del mattino per l’escursione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Il sentiero è attualmente chiuso. Quando sarà riaperto, la stagione consigliata è da maggio a ottobre. Verificare sempre lo stato di apertura presso il CAI locale prima di partire.

    ▲Discesa

    Dal termine del Sentiero Baglioni si segue il segnavia 135 verso destra con indicazioni per il Rifugio del Generale Papa. Si può scendere al rifugio oppure proseguire in quota attraverso gallerie e reperti di guerra, innestendosi sul sentiero di salita al Papa da Pian delle Fugazze e scendendo fino al bivio d’andata (2h30′ dal termine, 5h45′ totali).

    ▲Da abbinare

    Le Piccole Dolomiti offrono itinerari di grande valore tra cui il Sentiero Alpinistico Falcipieri, il Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto, la Ferrata Campalani, il Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega, la Ferrata Biasin, la Ferrata Viali e la Ferrata Ezio Ferrari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario988 m
    • Quota max2150 m
    • Lunghezza8 Km
  • Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Il Sentiero Attrezzato Panorama percorre la cresta che culmina sulla Punta Valletta (3090 m) sopra Aosta, raggiungendo un facile tremila con le attrezzature metalliche a supporto dei passaggi più delicati. Un’escursione con partenza e arrivo in funivia da Pila, con vista superba su Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione di Chamôle a monte degli impianti Aosta–Pila (indicazioni Maps) si scende leggermente per il sentiero 19C ignorando le deviazioni verso la seggiovia Couis 1. Si prende poi a sinistra la deviazione per il Col Tsa Setse seguendo il sentiero 22. La salita, mai eccessivamente ripida e guidata da segnali gialli sulle rocce, porta al Col Tsa Setse (2815 m) con magnifico panorama sul massiccio del Monte Bianco. Dal colle, indicazioni a sinistra verso Punta Valletta conducono al sentiero 19A, punto d’attacco delle attrezzature (2h dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Il Sentiero Attrezzato inizia con una breve discesa attrezzata per poi risalire un gendarme roccioso. Si percorre la cresta rocciosa verso l’anticima, aggirando un secondo gendarme in aderenza con il cavo. Un esposto traverso poco sotto il filo di cresta introduce a un lungo tratto di cresta con la croce già visibile. L’ultimo risalto presenta alcuni brevi tratti di arrampicata assicurata tra pareti e balzi rocciosi, oltre i quali si trova la croce di vetta della Punta Valletta (3090 m, 1h dall’attacco, 3h totali dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile per la quota, l’esposizione della cresta e i brevi tratti di arrampicata assicurata nella parte finale. Le attrezzature sono recenti e il percorso non presenta difficoltà tecniche elevate in nessun punto; tuttavia l’ambiente di alta quota e il ripido tratto di discesa verso il Col de Chamôle richiedono esperienza escursionistica consolidata.

    ⚠ In discesa, ignorare la freccia gialla che indica un canalone ripido e pericoloso: seguire sempre il sentiero ufficiale verso il Col de Chamôle. Attenzione alla nebbia che può salire improvvisamente dal vallone sottostante.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre con buone condizioni. La quota richiede esperienza in alta montagna, in particolare nel tratto ripido di discesa verso il Colle di Chamôle.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende verso nord sulla via normale, su sfasciumi e cresta erbosa verso la Tête Noire e quindi al Col de Chamôle. Da qui si raggiunge il lago di Chamôle nei pressi della funivia per il rientro (2h dalla Punta Valletta, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Dalla stessa funivia di Pila è accessibile la più impegnativa Ferrata del Monte Emilius. Il Rifugio Arbolle, raggiungibile dal Col de Chamôle, è punto d’appoggio utile per collegare i due itinerari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Graie
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario800 m
    • Quota max3090 m
    • Lunghezza12,8 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Palete

    Sentiero Attrezzato delle Palete

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato delle Palete

    Un lungo anello nelle Dolomiti di Brenta che tocca il Passo delle Palete, la Val Gelada con la sua ferrata e lo Sperone degli Orti, rientrando al Grostè attraverso il Sentiero Attrezzato Vidi. La particolarità di questo percorso è che i tratti più insidiosi sono quelli non attrezzati: cenge esposte prive di cavo richiedono piede sicuro e concentrazione superiore a quella che le protezioni metalliche da sole suggerirebbero.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione a monte della funivia al Grostè (2442 m, indicazioni Maps) si segue il sentiero CAI 306 verso nord per 10 minuti fino all’ingresso della Val delle Giare.

    ▲Il percorso

    Si scende nella Val delle Giare (2177 m, 1h15′) percorrendo cenge esposte e brevi tratti attrezzati. Si supera il Passo delle Palete (2319 m) e si scende per un canalone ghiaioso fino a Livezza Grande (2184 m, 3h15′). Si risale la Val Gelada con il sentiero CAI 380 fino alla Ferrata Val Gelada: un camino e tratti attrezzati in canalino portano al Passo di Val Gelada (2686 m, 5h15′). Si prosegue sul sentiero CAI 336 dei Costanzi fino alla Bocchetta Tre Sassi (2613 m, 6h) e allo Sperone degli Orti (2520 m, 7h15′). Di qui il Sentiero Attrezzato Vidi riporta alla stazione del Grostè (9h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile principalmente per la lunghezza (9h), il dislivello cumulato e i tratti non attrezzati esposti che si incontrano nelle cenge di attacco e lungo il percorso. I tratti attrezzati (Ferrata Val Gelada) sono mediamente impegnativi. Ottima condizione fisica indispensabile.

    ⚠ Partenza all’alba indispensabile. La Val Gelada conserva neve tardivamente. I tratti non attrezzati esposti sono la vera difficoltà di questo itinerario.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. Evitare in caso di maltempo imminente o nebbia pomeridiana, frequente sulle vette del Brenta.

    ▲Discesa

    Il ritorno avviene attraverso il Sentiero Attrezzato Vidi dalla Bocchetta degli Orti fino alla stazione del Grostè.

    ▲Da abbinare

    La stessa stazione del Grostè dà accesso al Sentiero Attrezzato Orsi verso il Rifugio Pedrotti e a tutto il sistema delle Bocchette del Brenta.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario215 m
    • Quota max2687 m
    • Lunghezza17 Km
  • Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Il Sentiero Attrezzato Orsi collega la Bocca di Tucket al Rifugio Pedrotti nel settore centrale delle Dolomiti di Brenta, attraversando le cenge esposte del Naso dei Massodì, della Busa d’Armi e del Campanile Basso. Un itinerario ambizioso che richiede familiarità con ambienti alpini impegnativi, ideale come seconda giornata di un soggiorno in quota.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione a monte della funivia del Grostè (2437 m, indicazioni Maps) si segue il sentiero CAI 316 fino al Rifugio Tucket (2272 m, 1h30′). Dal rifugio si sale alla Bocca di Tucket attraversando la vedretta: è spesso necessario disporre di ramponi o procedere con massima attenzione sul ghiaccio (1h dal rifugio).

    ▲Il percorso

    Dalla Bocca di Tucket (circa 2640 m) si imbocca il Sentiero Orsi (CAI 303) verso est. Il percorso corre su una cengia espostissima del Naso dei Massodì e dello Spallone, con la voragine della Busa d’Armi che si apre sulla destra. Si alternano brevi tratti attrezzati e sezioni su cresta che richiedono piede sicuro. Il sentiero passa in prossimità del Campanile Alto e del Campanile Basso, con viste straordinarie sul cuore del Brenta, prima di raggiungere il Rifugio Pedrotti (2491 m, 2h30′ dalla Bocca di Tucket, 5h30′ totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. La difficoltà è data dall’ambiente severo, dall’esposizione prolungata e dalla presenza della vedretta nell’avvicinamento. I tratti attrezzati non sono tecnicamente estremi, ma il contesto richiede autonomia alpinistica.

    ⚠ La Bocca di Tucket conserva neve e ghiaccio fino a stagione avanzata: i ramponi sono quasi sempre necessari. Non avventurarsi in nebbia o maltempo imminente.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio ad agosto per le migliori condizioni sul ghiacciaio. Evitare in caso di temporali pomeridiani.

    ▲Discesa

    Si rientra per percorso inverso (10h30′ totali) oppure si pernotta al Rifugio Pedrotti organizzando una traversata in due giorni verso il Rifugio Graffer o lungo le Bocchette.

    ▲Da abbinare

    Il Rifugio Pedrotti è punto di partenza per il Sentiero delle Bocchette Alte, la Via delle Bocchette e la Ferrata Spellini: la zona del Brenta centrale è una delle aree via ferrata più ricche delle Alpi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario1365 m
    • Quota max2699 m
    • Lunghezza24 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Itinerario breve ma di carattere lungo il versante della Grigna Meridionale, con un unico tratto attrezzato su terreno inclinato e franoso che porta al Rifugio Rosalba. Il nome evocativo, il terreno instabile e il panorama sulle creste della Grigna rendono questo percorso tutt’altro che banale nonostante la modesta lunghezza.

    ▲Avvicinamento

    Dai Piani Resinelli (ex Rifugio Alippi, indicazioni Maps) si segue il sentiero 9 in direzione Foppe per circa 30′, fino a una palina che indica la deviazione a destra verso il Sentiero dei Morti. Si sale nel bosco e poi attraverso prati ripidi.

    ▲Il percorso

    Il tratto attrezzato è un unico attraversamento inclinato con cavo su terreno sdrucciolevole e parzialmente franoso, che richiede attenzione continua lungo tutta la sua estensione. Il fondo instabile amplifica il rischio: un passo falso in questo punto può risultare pericoloso. Superato il traverso, si risale al Rifugio Rosalba (1h dal bivio, 1h30′ totali dai Piani Resinelli).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile nonostante lo sviluppo ridotto, a causa del terreno instabile e franoso nel tratto attrezzato.

    ⚠ Evitare assolutamente dopo piogge recenti o in presenza di neve residua. I bastoncini telescopici sono consigliati per il traverso. Mantenere sempre i rampanti dell’imbrago agganciati al cavo.
    ▲Periodo e sicurezza

    Consigliato da maggio a ottobre con terreno asciutto. Evitare tassativamente in caso di pioggia o subito dopo precipitazioni.

    ▲Discesa

    Si rientra per lo stesso percorso oppure si scende per Foppe seguendo il sentiero alternativo.

    ▲Da abbinare

    Nei pressi del Rifugio Rosalba si aprono numerosi itinerari sulla Grigna Meridionale. Il vicino Sentiero Attrezzato del Moregallo completa un fine settimana di uscite nelle Prealpi Lariane.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lariane
    • Avvicinamento0:30
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1730 m
    • Lunghezza9,2 Km
  • Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Vie Ferrate › Lombardia › CO
    Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Il Sentiero Attrezzato del Moregallo scala la cresta ovest del monte omonimo che incombe sul Lago di Como e su Valmadrera, portando alla vetta con un percorso esposto e atletico tra le proposte più note delle Prealpi Lariane. Un itinerario di soddisfazione con uno dei panorami più ampi sull’alto lago e sulle vette circostanti.

    ▲Avvicinamento

    Da Valmadrera/Belvedere si raggiunge la Cappella di San Tomaso seguendo i segnavia 6 e 7 (indicazioni Maps). Si prosegue per Sambrosera fino alle Bocchette di Moregge, punto di partenza delle attrezzature (2h15′ dalla partenza).

    ▲Il percorso

    Dalle Bocchette si attacca la cresta ovest. Superata una selletta iniziale, un primo tratto di catene introduce alla progressione in quota. Il sentiero corre poi a mezzacosta con un breve bivio: a destra la via di fuga verso Tavoulera, a sinistra il proseguimento diretto sulla cresta. Si alternano rampe, brevi pareti verticali e cenge aeree con esposizione crescente. L’ultimo tratto verticale e aereo porta alla vetta del Moregallo in circa 40′ dalle Bocchette.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. I passaggi attrezzati richiedono buona tecnica di progressione e assenza di vertigini; l’esposizione è marcata nella parte alta della cresta ovest.

    ⚠ Il tratto di cresta finale è esposto su entrambi i lati: procedere con attenzione anche in condizioni di tempo favorevole.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da aprile a novembre, preferibilmente la mattina per evitare i temporali pomeridiani estivi. Sconsigliato con roccia bagnata o in presenza di vento forte.

    ▲Discesa

    La discesa può effettuarsi per la cresta est oppure rientrando per la cresta ovest verso le Bocchette di Moregge e quindi al punto di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nelle Prealpi Lariane si trovano numerosi altri itinerari; il Sentiero Attrezzato dei Morti verso il Rifugio Rosalba è una valida alternativa nella stessa zona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lariane
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario1025 m
    • Quota max1276 m
    • Lunghezza12 Km
  • Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Itinerario lungo la cresta sovrastante il Lago Ledro, nel cuore delle Prealpi Giudicarie, che porta alla sommità della Cima Casèt con apertura sul panorama del lago e delle valli trentine. Un percorso poco frequentato, vario negli ambienti e con un tratto attrezzato di autentico carattere alpinistico.

    ▲Avvicinamento

    Dal parcheggio del Rifugio Garibaldi al Passo Tremalzo si imbocca il sentiero 419 in direzione nord. In circa 30′ si raggiunge il Bochet de Caset (1645 m), dove si lascia la traccia principale e si prende a sinistra il sentiero 416. Si sale poi per il 456B verso Cima Caset, puntando al versante orientale dove si trova l’attacco delle attrezzature (1h15′ dal parcheggio, indicazioni Maps).

    ▲Il percorso

    Le prime protezioni metalliche accompagnano la risalita della parete est della Cima Casèt. Guadagnata la sommità, si scende verso il Pubregn (1774 m) percorrendo una cengia attrezzata con cavo. Si affronta poi un colatoio di circa 30 m disceso tramite funi, che sbocca su un balcone panoramico con vista diretta sul Lago Ledro. Il tratto successivo risale con camino, staffe e brevi verticali fino alla targhetta che segna la fine del percorso attrezzato alla Bocca Corno Caset (1h45′ dall’attacco, 5h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. Il percorso alterna terreno sentieristico ripido e tratti attrezzati con cavi e staffe. La discesa del colatoio di 30 m con le funi è il passaggio più impegnativo, seguita dalla cengia esposta sopra il Lago Ledro. La roccia è in alcuni tratti friabile: procedere sempre con cautela.

    ⚠ Evitare il colatoio attrezzato in presenza di neve residua o roccia bagnata: la fune non offre sicurezze sufficienti su fondo scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da percorrere da giugno a ottobre, preferibilmente in condizioni di tempo stabile. Sconsigliato immediatamente dopo precipitazioni abbondanti.

    ▲Discesa

    Dal termine del percorso attrezzato si scende al Bochèt di Spinera (1318 m) tramite il sentiero 456 verso Malga Giù, rientrando al bivio d’andata e quindi al parcheggio del Passo Tremalzo (5h totali).

    ▲Da abbinare

    La zona del Tremalzo offre anche il vicino Sentiero Attrezzato Segata sul versante opposto del lago.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Giudicarie
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario225 m
    • Quota max1774 m
    • Lunghezza7 Km
  • Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Il Sentiero Attrezzato della Grande Chenalette sale dal Colle del Gran San Bernardo fino ai 2950m della vetta valdostana, con tratti tecnici su diedri rocciosi in un ambiente alpino di confine tra Italia e Svizzera.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova al Colle del Gran San Bernardo (2469m), valico alpino al confine tra Valle d’Aosta e Svizzera, raggiungibile dall’Italia tramite la strada del colle oppure dal Traforo del Gran San Bernardo. Si parcheggia nella zona dell’ospizio, sul versante svizzero del valico. L’avvicinamento richiede circa 1h20′: si sale verso nord transitando vicino ai ruderi degli impianti sciistici dismessi degli anni ’80 fino a un belvedere panoramico a quota 2650m. Il vero attacco della sezione attrezzata si trova a 2780m, circa 1h20′ dal parcheggio.

    Il percorso

    Da quota 2780m inizia la sezione attrezzata della Grande Chenalette. Il percorso si sviluppa su un diedro roccioso assistito da pioli metallici e corde fisse per un dislivello di 108m in circa 1 ora. La progressione su roccia è tecnica ma le attrezzature sono ben posizionate. La vetta della Grande Chenalette (2950m) è la meta dell’itinerario: da qui il panorama spazia sulle Alpi Pennine al confine italo-svizzero in tutte le direzioni.

    Carattere e difficoltà

    Percorso difficile soprattutto per la quota elevata (circa 2950m) e l’esposizione del diedro. Nonostante la brevità relativa (6.4km, 1 ora di tratto attrezzato), l’altitudine richiede buona acclimatazione e fisico allenato. L’indice di complessità tecnico-atletica è elevato su tutti i parametri. Difficoltà: Difficile. Percorso per ferratisti esperti e alpinisti abituati all’alta quota.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio ad agosto. A 2950m neve e ghiaccio possono persistere anche in estate, specialmente nel diedro attrezzato esposto a nord. Il vento forte è frequente sul crinale di confine. Verificare accuratamente le condizioni nivometeorologiche prima di intraprendere l’escursione. Equipaggiamento da ferrata completo indispensabile.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita: dal diedro attrezzato si ridiscende al belvedere a 2650m e poi all’ospizio del Gran San Bernardo. Tempo totale dell’escursione: circa 3h30′.

    Da abbinare

    Il Gran San Bernardo si trova al cuore delle Alpi Pennine valdostane. La Valle d’Aosta offre alcune delle ferrate più impegnative dell’arco alpino occidentale, in un contesto di alta montagna glaciale unico. Nelle vicinanze si trovano percorsi alpini sul crinale di confine italo-svizzero.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Pennine
    • Avvicinamento1:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata108 m
    • Dislivello itinerario530 m
    • Quota max2950 m
    • Lunghezza6,4 Km
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