Difficoltà: Difficile

  • Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Il Sentiero Attrezzato Gino Badia è un percorso d’alta montagna nelle Dolomiti trentine della Val San Nicolò, nei pressi di Pozza di Fassa: una salita impegnativa con tratti attrezzati che culmina nell’iconico intaglio della Forcella del’Ort tra due torri rocciose.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Malga Crocefisso (1522m), raggiungibile dalla Val San Nicolò — laterale destra della Val di Fassa — nei pressi di Pozza di Fassa (TN). Si percorre la strada forestale che risale la Val San Nicolò fino al parcheggio presso la malga. Dal parcheggio si imbocca il segnavia 603 che si addentra nella valle. L’avvicinamento richiede circa 2 ore fino alla Forcella dal Pief (2186m), percorrendo i segnavia 603, 641 e 640A in successione.

    Il percorso

    Da Malga Crocefisso (1522m) si risale per i segnavia 603-641-640A fino alla Forcella dal Pief (2186m) in circa 1h30′. Dalla forcella iniziano i tratti attrezzati del Sentiero Gino Badia: circa 45 minuti di progressione su roccia dolomitica con un dislivello attrezzato di 75m. Il percorso culmina nella spettacolare Forcella del’Ort, stretto intaglio aereo tra due torri rocciose dolomitiche che costituisce il passaggio più caratteristico dell’itinerario. La quota massima raggiunta è 2528m.

    Carattere e difficoltà

    Il sentiero è classificato difficile soprattutto per il lungo avvicinamento (2 ore) e il dislivello complessivo (1006m su 13km totali). La sezione attrezzata in senso stretto è di breve durata ma si svolge su terreno dolomitico a oltre 2400m di quota, richiedendo buona tecnica di progressione e assenza di vertigini. La Forcella del’Ort è un passaggio aereo e molto caratteristico. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio a settembre. A quota 2528m il meteo dolomitico può cambiare con grande rapidità: la partenza mattutina è obbligatoria per evitare i temporali pomeridiani. Presenza di neve possibile anche in estate nei canaloni della Forcella del’Ort. Verificare le condizioni prima di affrontare il percorso, soprattutto nella prima e ultima parte della stagione estiva.

    Discesa

    Dal punto più alto (2528m) si ridiscende verso la Forcella dal Pief e poi a Malga Crocefisso per il percorso di salita, oppure si accede ad altri itinerari della zona Val Monzoni. Il tempo totale dell’escursione è di circa 5h30′.

    Da abbinare

    La Val di Fassa e le Dolomiti circostanti ospitano ferrate e sentieri attrezzati di ogni livello. La Val San Nicolò è un ambiente tranquillo e poco frequentato, ideale anche per avvicinamenti ad altre cime del Gruppo del Monzoni. Nei dintorni di Pozza di Fassa si trovano numerosi itinerari delle Dolomiti di Fassa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti
    • Avvicinamento2:00
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata75 m
    • Dislivello itinerario1006 m
    • Quota max2528 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato GER

    Sentiero Attrezzato GER

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato GER

    Il Sentiero Attrezzato GER — firmato dal Gruppo Escursionisti Rancesi — risale il versante meridionale del Monte Coltiglione sopra Lecco: un lungo itinerario prealpino impegnativo, con tratti esposti e un panorama eccezionale sul Lago di Como e le Alpi circostanti.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova a Rancio Alto, borgata collinare sopra il quartiere di Rancio di Lecco, raggiungibile per via Quarto dalla città di Lecco. Si sale fino a una sbarra che impedisce il transito ai mezzi motorizzati e si parcheggia nei pochi spazi disponibili lungo la strada. L’avvicinamento dalla sbarra all’attacco dei primi tratti attrezzati richiede circa 1h30′ di cammino nel bosco su sentiero senza difficoltà tecniche.

    Il percorso

    Dal parcheggio si risale nel bosco per sentiero fino all’attacco delle prime attrezzature, sul versante sud di Monte Coltiglione (1479m). Il tratto attrezzato si sviluppa per circa 1h45′ con cavi fissi e pioli che superano le sezioni più ripide del versante calcareo. Il percorso include anche tratti esposti non attrezzati che richiedono attenzione e senso dell’orientamento. La vetta di Monte Coltiglione (1479m) regala ampi panorami sul Lago di Como, sulle Grigne e sulle Prealpi lombarde fino alle Alpi.

    Carattere e difficoltà

    Itinerario difficile e faticoso principalmente per la lunghezza (16km, 1110m di dislivello complessivo, 6 ore totali) più che per le singole difficoltà tecniche delle attrezzature. Alcuni tratti esposti non attrezzati richiedono capacità di progressione autonoma su terreno prealpino. Il GER è frequentato soprattutto dagli escursionisti del territorio di Lecco e Rancio. Difficoltà: Difficile. Non adatto in caso di nebbia o scarsa visibilità per i tratti non attrezzati.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da aprile a ottobre. La lunghezza e il dislivello rendono l’itinerario impegnativo nelle giornate calde estive: preferire l’autunno o la primavera per le temperature più favorevoli. Attenzione ai tratti non attrezzati in caso di bagnato. Non sono presenti rifugi lungo il percorso: necessaria adeguata scorta di acqua e cibo.

    Discesa

    La discesa avviene per il sentiero di rientro verso Rancio Alto, completando il giro ad anello in circa 6 ore totali. Il percorso non dispone di punti d’acqua intermedi: pianificare le scorte di conseguenza.

    Da abbinare

    Il Monte Coltiglione si trova nel cuore delle Prealpi di Lecco, dove sono presenti numerosi percorsi attrezzati. Nelle vicinanze si trovano il Sentiero Attrezzato della Direttissima sulla Grigna Meridionale e il Sentiero Attrezzato del Fiume a Mandello del Lario.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario1110 m
    • Quota max1479 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Il Sentiero Attrezzato Franco Galli conduce al Corno Battisti (1762m) sul versante trentino del Massiccio del Pasubio, percorrendo luoghi segnati dagli eventi della Prima Guerra Mondiale e ricchi di installazioni belliche ancora ben conservate.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è il caseggiato di Tezze, frazione nei pressi di Valmorbia (TN), sulla Statale 46 Rovereto-Valli del Pasubio. Da Valmorbia si svolta a sinistra verso il centro del paese e poi a destra sulla prima via in salita, stretta e tortuosa, fino a uno slargo dove lasciare l’auto (circa 750m). Il parcheggio è scarso: chi non trovasse posto può lasciare l’auto in paese e percorrere gli ultimi tratti su strada asfaltata, aggiungendo circa 200m di dislivello. Si consiglia il percorso in senso antiorario affinché le gallerie vengano percorse in salita: si imbocca il segnavia 122A verso destra, lasciando il segnavia 123 sulla sinistra (sarà il percorso di rientro). Il sentiero 122A sale costante e ripido nel bosco senza difficoltà tecniche fino alla Sella di Trappola (1435m, circa 2 ore da Tezze); dalla sella si tiene la sinistra verso il Corno Battisti.

    Il percorso

    Da Sella di Trappola (1435m) inizia il tratto attrezzato verso il Corno Battisti. Il sentiero nel bosco rado porta alla prima postazione bellica della Grande Guerra e al primo risalto attrezzato segnalato da un caratteristico cartello rosso. Si risale un canalino roccioso, si raggiunge un’altra postazione e poi una prima galleria. Seguendo i segnavia bianco-rossi si incontrano nuove postazioni e un cartello che indica il Cappello di Pulcinella (punto panoramico, deviazione facoltativa a sinistra). L’itinerario alterna gallerie e sentieri all’aperto; una scala scavata nella roccia precede un tratto boscoso e poi una nuova galleria da risalire internamente per una lunga scalinata. All’uscita, segni in marmo commemorano le unità militari che combatterono in quest’area. Si percorre una suggestiva cengia attrezzata e un risalto roccioso prima di imboccare la galleria principale, da attraversare interamente senza entrare nelle diramazioni chiuse. Si raggiunge il Corno Battisti (1762m).

    Carattere e difficoltà

    Itinerario di notevole interesse storico — in questi luoghi furono catturati dalle truppe austriache gli irredentisti trentini Cesare Battisti e Fabio Filzi — e fisicamente impegnativo per la lunghezza e il dislivello complessivo (1000m, 14km, 6 ore totali). I tratti attrezzati sono di livello medio ma si susseguono dopo un lungo avvicinamento che richiede buona preparazione fisica. Difficoltà: Difficile. Necessaria torcia frontale per le gallerie.

    Periodo e sicurezza

    Percorribile da maggio a ottobre. Le gallerie sono al buio: la torcia frontale è indispensabile. Attenzione alla roccia bagnata nei tratti esposti della cengia. In inverno le gallerie possono presentare ghiaccio. La lunghezza del percorso (6 ore totali) impone di portare adeguata scorta d’acqua e cibo e di partire mattina presto.

    Discesa

    Dal Corno Battisti (1762m) si scende per il segnavia 123, che chiude l’anello tornando a Tezze in circa 3h30′. Questo sentiero di rientro è più diretto dell’andata ma privo delle gallerie. Il tempo totale dell’escursione ad anello è di circa 6 ore.

    Da abbinare

    Sul versante veneto del Pasubio si trova il Sentiero Attrezzato Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio, grande traversata altrettanto ricca di storia della Grande Guerra. Le Piccole Dolomiti e il Massiccio del Pasubio ospitano numerosi altri percorsi storici e alpinistici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Quota max1762 m
    • Lunghezza14 Km
  • Sentiero Attrezzato Foletti

    Sentiero Attrezzato Foletti

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Foletti

    Il Sentiero Attrezzato Foletti è una via breve ma esposta che scende dal versante nord di Cima Capi verso Biacesa di Ledro, frequentemente abbinata come sentiero di discesa alla Ferrata Susatti.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il paese di Biacesa si raggiunge da Riva del Garda percorrendo le gallerie in direzione della Val di Ledro; dopo la seconda galleria si è quasi subito a Biacesa. In paese si imbocca via dei Dazi sulla destra e, in fondo, si gira ancora a destra proseguendo brevemente fino a un parco giochi con ampio parcheggio, che costituisce la base dell’escursione. Chi intende percorrere il Foletti come sentiero di discesa dopo la Ferrata Susatti dovrà leggere la relazione di quella ferrata per il punto di partenza in quota. Per chi volesse invece risalire il Foletti dal basso, si raggiunge la Chiesa di San Giovanni per il Sentiero Attrezzato delle Laste (1 ora) oppure per il sentiero CAI 417 e poi CAI 460 da Biacesa (1 ora).

    Il percorso

    Le prime attrezzature metalliche guidano lungo un traverso esposto su placche inclinate, dove i punti d’appoggio per i piedi risultano buoni e le maniglie metalliche colmano i tratti mancanti. Segue un tratto verticale in salita e poi uno più impegnativo in discesa su parete. La progressione continua fino a una parete da percorrere in diagonale senza particolari difficoltà tecniche, fino alla targhetta che segna la fine del percorso attrezzato (circa 20 minuti dall’attacco).

    Carattere e difficoltà

    Percorso breve, privo di difficoltà tecniche marcate, ma da affrontare con attenzione soprattutto nel tratto in discesa che richiede coordinazione e passo sicuro. Il Foletti non esige esperienza avanzata di ferrata, ma l’esposizione di alcuni passaggi suggerisce di equipaggiarsi almeno con imbrago e longe. La bassa quota e la brevità lo rendono adatto come completamento naturale del giro con la Ferrata Susatti. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Sconsigliato nelle giornate più calde dell’estate per l’esposizione solare del versante. La roccia calcarea dell’Alto Garda può risultare scivolosa in presenza di umidità. La bassa quota di Cima Capi (909m) permette la percorrenza in quasi tutte le stagioni, con maggiore cautela in inverno. Prestare particolare attenzione nel tratto in discesa.

    Discesa

    Al termine del Sentiero Foletti ci si trova nei pressi della Chiesa di San Giovanni. Da qui si scende a Biacesa seguendo il Sentiero Attrezzato delle Laste (circa 45 minuti dalla chiesa, 4 ore totali partendo da Biacesa con la Ferrata Susatti) oppure percorrendo il sentiero CAI 460 in connessione con il CAI 417.

    Da abbinare

    Il Foletti si abbina per definizione alla Ferrata Susatti per Cima Capi, di cui costituisce il classico sentiero di discesa. In zona si trovano inoltre numerose altre ferrate e sentieri attrezzati sulle Prealpi Gardesane, tra cui la Ferrata delle Laste.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Gardesane
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario490 m
    • Quota max909 m
    • Lunghezza8,1 Km
  • Sentiero Attrezzato del Fiume

    Sentiero Attrezzato del Fiume

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato del Fiume

    Il Sentiero Attrezzato del Fiume percorre in salita il suggestivo alveo del torrente Era nei dintorni di Mandello del Lario, offrendo un’escursione di bassa quota percorribile in quasi tutte le stagioni.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova nella frazione di Sonvico, nel comune di Mandello del Lario (LC), raggiungibile dalla statale lariana uscendo ad Abbadia Lariana e seguendo le indicazioni per Mandello del Lario. Da Mandello si risale verso la frazione di Somana e poi verso Sonvico. Al bivio si tiene la destra dove si trovano alcune possibilità di parcheggio. Dal parcheggio si seguono i cartelli indicatori: il percorso è contrassegnato con il numero 15B. Si cammina in falsopiano nel bosco fino a una fontanella (al bivio si tiene la sinistra), poi ancora in piano fino a una seconda palina (nuovamente a sinistra), infine in leggera discesa fino al torrente Era, dove inizia il percorso attrezzato (circa 30 minuti dal parcheggio).

    Il percorso

    Il sentiero, segnalato con segni rossi e bianco-rossi, si sviluppa prevalentemente sulla riva sinistra orografica del torrente Era. Dopo un primo guado si incontrano i tratti attrezzati con catene che assicurano i passaggi più esposti. L’itinerario alterna tratti in salita e discesa, con il rumore dell’acqua sempre presente. Si attraversa una seconda volta il corso d’acqua portandosi sulla riva destra orografica, e si risalgono progressivamente dei risalti rocciosi. In prossimità di una zona di rapide e cascate particolarmente scenografiche si trova un traverso attrezzato con staffe metalliche. Il tratto verticale più lungo — circa 6 metri — si risale con ottimi appigli per mani e piedi. Alcune roccette conclusive e un traverso verso destra completano la sezione attrezzata (circa 1 ora dall’attacco).

    Carattere e difficoltà

    Nonostante la bassa quota e la brevità, il percorso presenta passaggi di difficoltà elevata per la presenza di tratti verticali su roccia che richiedono tecnica di progressione. Le sezioni con catena sono intervallate da tratti di sentiero non attrezzato in cui è fondamentale non perdere i segnavia. Difficoltà: Difficile. Si consiglia dotazione da ferrata (imbrago, longe, casco) per i tratti verticali. La bassa quota e il bosco circostante mantengono il percorso fresco anche nelle giornate estive.

    Periodo e sicurezza

    Percorribile quasi tutto l’anno grazie alla quota massima modesta (circa 850m). È indispensabile evitare il percorso in caso di piena del torrente Era: alcune sezioni si svolgono nel letto del fiume o molto vicino all’acqua e in condizioni di livello elevato diventano impraticabili e pericolose. Attenzione a mantenere i segnavia in particolare nei tratti dove il sentiero attraversa il letto stesso del torrente.

    Discesa

    Al termine del percorso attrezzato si trova una palina con i segnavia. Per tornare al parcheggio di Sonvico si scende a sinistra sul sentiero n. 15, che riporta al punto di partenza in circa 1h15′ (3h30′ totali per l’intera escursione). Sono disponibili almeno altre due varianti di discesa verso la zona di Mandello del Lario.

    Da abbinare

    Da Mandello del Lario sono raggiungibili diversi percorsi sulle Prealpi Lariane. Nelle vicinanze si trova il Sentiero Attrezzato GER al Monte Coltiglione, itinerario più impegnativo per lunghezza e dislivello sullo stesso versante prealpino lecchese.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario500 m
    • Quota max850 m
    • Lunghezza9,2 Km
  • Sentiero Attrezzato degli Alpini a Forcella Jau Tana

    Sentiero Attrezzato degli Alpini a Forcella Jau Tana

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato degli Alpini a Forcella Jau Tana

    Il Sentiero Attrezzato degli Alpini a Forcella Jau Tana, nel Gruppo delle Marmarole, è un itinerario impegnativo: elevato dislivello, ambiente selvaggio e poco battuto. I tratti attrezzati sono di difficoltà medio-bassa, ma i lunghi tratti non protetti sono difficili e vanno evitati assolutamente con il maltempo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla località Stua, vicino a Calalzo di Cadore (BL). A Calalzo si seguono le indicazioni per Pian dei Buoi, su strada stretta ma asfaltata, addentrandosi nel bosco verso la Val d’Oten fino a un bivio a 2,5 km dal centro, dove si prende a destra e si prosegue per altri 2,5 km nel bosco fino al parcheggio (apri su Google Maps). Da Stua (1555 m) si segue il sentiero 261, che sale ripido nel bosco a tornanti verso il Rifugio Chiggiato: si oltrepassa la località Costapiana (1337 m, 30′ dal parcheggio) e la località La Serra, riconoscibile per un cippo che ricorda il passaggio di Papa Giovanni Paolo II, fino al Rifugio Chiggiato (1911 m, 2h dal parcheggio). Dal rifugio si va verso nord lungo l’alta via 5, segnavia 260/262, fino alla Forcella Sacu, dove si incontra un primo facile passaggio attrezzato (1914 m, 15′ dal rifugio, 2h15 totali). Da qui il sentiero cambia carattere e comincia a inerpicarsi verso nord-est, tagliando in diagonale le pareti sud del Cimon della Froppa con un susseguirsi di strette cenge esposte; in alto, dritto davanti, si nota l’intaglio della Forcella Jau Tana, la meta. Attraversato un vallone detritico si incontrano le prime attrezzature metalliche (1h da Forcella Sacu, 3h15 totali).

    ▲Il percorso

    Si salgono una ventina di metri di roccette senza particolari difficoltà e si raggiunge una prima scala metallica appoggiata; le funi aiutano poi a risalire il canalone, addentrandosi nella gola che porta alla forcella. Superata una seconda scaletta si aggira uno spigolo e si sale verso la forcella, con tratti attrezzati in genere facili che si alternano a tratti di sentiero non protetti e piuttosto esposti, da affrontare con cautela. Nella parte alta del vallone si sale sul versante destro senza attraversarlo, con poche attrezzature, fino a raggiungere la forcella dopo una lunga e costante salita (1h dall’attacco, 4h15 totali). L’ambiente è selvaggio e imponente, con il Cimon della Froppa che spicca a destra. L’itinerario piega ora a destra verso la Forcella delle Marmarole, dove inizierà la discesa: si taglia a mezzacosta i ghiaioni sommitali, con attenzione al fondo non sempre stabile, fino alla Forcella delle Foppe (2790 m), poi un tratto di discesa a tratti attrezzato conduce alla Forcella Marmarole (2661 m, 1h15 da Forcella Jau Tana), con davanti la Cresta degli Invalidi. Le difficoltà però non sono finite: la discesa prosegue lungo il Vallon del Froppa, un ripido canalone dal fondo instabile, attrezzato nei primi metri e seguito da circa 20 minuti su fondo infido ed esposto da percorrere con grande attenzione. Al termine del ghiaione ci si innesta sul sentiero 262, dove le difficoltà — e con esse il sentiero attrezzato — terminano (1h da Forcella Marmarole, 6h30 totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    I tratti attrezzati non presentano difficoltà tecniche di rilievo: le vere difficoltà sono i lunghi tratti non protetti su fondo instabile, in particolare il tratto di collegamento in quota e la discesa nel Vallon del Froppa. È un itinerario fisicamente molto impegnativo, in un ambiente selvaggio e poco frequentato.

    ⚠ Lunghi tratti non protetti su fondo instabile e infido, esposti, da evitare assolutamente con il maltempo. Lo sviluppo (17 km, 1498 m di dislivello, 8h15) richiede ottima preparazione fisica, esperienza e meteo stabile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 2790 m), riservato a escursionisti allenati ed esperti, autonomi su terreno instabile e non protetto. Il fondo detritico e l’esposizione impongono prudenza costante.

    ▲Discesa

    Si segue in discesa il sentiero 262 verso sud (destra) fino alla Forcella Sacu e quindi a ritroso, lungo il sentiero di avvicinamento, al Rifugio Chiggiato e infine al parcheggio (1h45 dall’innesto sul 262, 8h15 complessive).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoMarmarole
    • Avvicinamento3:15 h
    • Ferrata3:15 h
    • Itinerario (a/r)8:15 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1498 m
    • Quota max2790 m
    • Lunghezza17 Km
  • Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrate del Parco delle Fucine di Casto

    Il Parco delle Fucine di Casto (Brescia, Valle Sabbia) è un parco unico in Italia: a ingresso gratuito, raccoglie su poche pareti oltre quindici vie attrezzate, oltre a sentieri, arrampicata, mountain bike, zip line, ponti sospesi e punti ristoro. Le vie sono in gran parte atletiche e poco arrampicabili, ottime per l'allenamento; la difficoltà spazia da una via facile fino a tracciati verticali e strapiombanti molto impegnativi.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio parcheggio che costeggia il parco, presso Casto. Dal centro del paese si prende a sinistra (sud) via Marconi che, con chiare indicazioni, porta al Parco delle Fucine in circa un chilometro. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Il parcheggio è a pochi passi dall'ingresso (gratuito); già da qui si vedono alcune vie (il Colpo della Strega, l'Arcobaleno) e almeno un ponte sospeso. I tempi di avvicinamento ai singoli attacchi vanno da pochi minuti fino a circa 15' per le vie più lontane, verso la Stretta di Luina.

    ▲Le vie attrezzate

    Ogni via ha sviluppo a sé e attacco segnalato; di seguito un quadro fedele di lunghezza, dislivello e carattere.

    Ferrata 1 (Casa delle Streghe, sulla Corna Zana, vicino al parcheggio): 115 m, dislivello 28 m. Traverso diagonale impegnativo e traversi orizzontali esposti, con staffe e pioli su roccia levigata.
    Ferrata 2: 61 m, dislivello 23 m. La meno impegnativa del parco, su traversi con buoni appoggi e una variante verticale; ideale per iniziare.
    Ferrata 3: 152 m, dislivello 78 m. Lunga e impegnativa, con traversi lunghi su roccia molto levigata (forte trazione sul cavo) e tratti verticali aerei.
    Ferrata 4: 60 m, dislivello 49 m. Verticale, con primi metri impegnativi e leggermente strapiombanti e uno spigolo aereo; parte alta più arrampicabile.
    Ferrata 5 «Vertigo»: 40 m, dislivello 25 m. Spiccata verticalità, staffe leggermente strapiombanti e un passaggio strapiombante impegnativo; termina presso un ponte sospeso di circa 30 m.
    Ferrata 6 «Tasso»: 28 m, dislivello 25 m. Breve: traverso iniziale, tratto strapiombante con staffe; al termine si attraversa il ponte sospeso sulla Stretta di Luina.
    Ferrata 7: 60 m, dislivello 28 m. Si percorre in discesa dal ponte sospeso; spigolo esposto adrenalinico e discesa verticale faticosa, fino a congiungersi con la Ferrata 8.
    Ferrata 8: 68 m, dislivello 47 m. Impegnativa, con passaggio chiave su parete scura e levigata di 4-5 m e scala marinara finale.
    Ferrata 9: 68 m, dislivello 47 m. Adiacente alla 8, con uno strappo verticale impegnativo fino alla scala marinara comune.
    Ferrata 10: 60 m, dislivello 46 m. Rampa diagonale, traversi esposti e passaggi verticali impegnativi alternati a terrazzini.
    Ferrata 11: 58 m, dislivello 45 m. Tra le più dure del parco: parete giallastra verticale e strapiombante, variante verticale estrema e forte esposizione.
    Ferrata 12: 65 m, dislivello 28 m. Spigolo, canalino e un passo strapiombante; sale un gendarme (bandiera in vetta), con rientro per un ponte sospeso di quasi 40 m piuttosto ballerino.
    Ferrata 12 bis: 46 m, dislivello 26 m. Attacco subito verticale e strapiombante, ponte delle scimmie di circa 8 m, poi si innesta sulla Ferrata 12.
    Ferrata 14 «Edera»: 44 m, dislivello 36 m. Diedro tecnico e piacevole, poi un ponte sospeso a 4 corde di circa 35-40 m e un secondo ponte più stabile.
    Ferrata 15: 125 m, dislivello 23 m. Prevalentemente in traverso lungo il torrente, con ponti sospesi e un ponte delle scimmie; senza difficoltà particolari ma talvolta scivolosa.
    Colpo della Strega (sopra il parcheggio): 45 m, dislivello 38 m. Verticale, tecnica e difficile, su roccia levigata povera di appigli che sollecita molto le braccia.
    Arcobaleno: 55 m, dislivello 38 m. Privilegia l'arrampicata su pioli e prese sferiche (cavo «alla francese»), con spigolo aereo e passaggio strapiombante assistito.
    Dragone (Grotta del Dragone): 240 m, sviluppo 50 m. Meno verticale, di fatto un sentiero attrezzato con scala marinara e un lungo ponte sospeso, che tocca gli attacchi delle vie 11, 10, 9, 8, 7 e quelle 5, 6 e 14.
    Stretta di Luina: percorso prevalentemente orizzontale, quasi al pelo dell'acqua nella forra del torrente; non difficile ma scivoloso, con ponti su tronchi e ponti delle scimmie.

    ▲Carattere e difficoltà

    Il parco offre un ventaglio amplissimo: dalla facile Ferrata 2 e dal Dragone fino a vie estremamente atletiche e strapiombanti (Ferrata 11, Vertigo, Colpo della Strega). La roccia è spesso levigata e poco appigliata, con frequente trazione sul cavo; numerosi i ponti sospesi e i ponti delle scimmie, esposti ma divertenti.

    ⚠ Molte vie sono fisicamente esigenti e poco arrampicabili, non adatte ai neofiti (eccetto la Ferrata 2 e il Dragone). Casco e set da ferrata sono indispensabili; attenzione al fondo scivoloso nelle forre e ai ponti dondolanti. Scegliere la via in base al proprio allenamento.

    ▲Discesa

    Quasi tutte le vie rientrano per sentiero (in genere tenendo la destra al termine). Le vie 5, 6 e 14 e quelle 7-8 usano i ponti sospesi sulla Stretta di Luina; la 12 e la 12 bis rientrano attraversando il ponte sospeso di quasi 40 m presso il torrione. I tempi sono brevi data la vicinanza al parcheggio.

    ▲Periodo e sicurezza

    I periodi migliori sono le mezze stagioni; gli itinerari si possono percorrere anche d'inverno, salvo nei periodi innevati. Essendo a bassa quota, in piena estate alcune pareti esposte al sole sono molto calde.

    ▲Da abbinare

    Sempre nella zona del Lago d'Idro si possono percorrere la Ferrata Crench, il Sentiero delle Cascate di Idro e la Ferrata delle Ginestre.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDa Facile a Estremamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • ProvinciaBrescia
    • GruppoPrealpi Bresciane
    • Avvicinamento5-15 min
    • Vie attrezzateoltre 15
    • IngressoGratuito
    • PeriodoMezze stagioni (anche inverno salvo neve)
  • Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Sentiero Attrezzato al Bivacco Boccalatte-Piolti

    La salita al Bivacco Boccalatte-Piolti, ai piedi delle Grandes Jorasses nel gruppo del Monte Bianco, è un itinerario lungo e impegnativo, con notevole dislivello e alcuni guadi non sempre agevoli. La parte con protezioni fisse (corde e scale) copre circa 200 metri ed è solo una componente di un'escursione dal forte carattere alpino.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza è Planpincieux, frazione di Courmayeur (Aosta): si svolta verso il centro della frazione, dove c'è un ampio spiazzo per parcheggiare, e si seguono i segnavia del sentiero 21 presso l'albergo-ristorante Miravalle. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. La prima ora è tranquilla, prima nel bosco poi sui prati con vista incredibile su Monte Bianco e Grandes Jorasses; dopo circa un'ora si affrontano due guadi risalendo le pareti di un torrente. Si risale poi una placconata molto ripida con passaggi di I e II grado (roccia non sempre stabile e scivolosa se umida); seguendo i segni gialli e qualche breve tratto attrezzato si giunge a una scala metallica che supera un balzo di 20 metri (1h 30' dal parcheggio). Si prosegue a zig-zag su una cresta morenica e, dopo circa un'ora, si piega a sinistra attraversando un nevaio fino alla bastionata rocciosa sopra cui sorge il bivacco.

    ▲Il percorso

    Si sale su tratti di roccia aiutati da grossi canaponi che tagliano verso sinistra; si seguono le corde fisse fino a un pulpito e poi, su percorso aereo, fino al balcone su cui è costruito il Bivacco Boccalatte-Piolti (30' dall'attacco, 3h 30' dal parcheggio), da cui si gode una vista stupenda sul Ghiacciaio di Planpincieux. È possibile proseguire oltre il rifugio su corde fisse fino a raggiungere il ghiacciaio.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario per escursionisti esperti: la difficoltà sta nel dislivello, nei guadi, nei passaggi di roccia di I-II grado e nell'ambiente d'alta montagna alla base di una delle salite più impegnative delle Alpi.

    ⚠ Nell'ultimo traverso sul nevaio attenzione al ghiacciaio sovrastante, che può scaricare blocchi di ghiaccio: casco obbligatorio. I guadi possono risultare difficili in certi periodi. Il bivacco/rifugio è aperto nei weekend di giugno e tutti i giorni di luglio e agosto (informazioni presso il CAI di Torino).

    ▲Discesa

    Si scende lungo il medesimo itinerario di salita (circa 3h).

    ▲Da abbinare

    Per la lunghezza non si abbina ad altri itinerari nella stessa giornata, ma in zona ci sono il Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi, la Ferrata al Bivacco Borelli, il Sentiero al Mont de la Brenva e la Ferrata al Rifugio Monzino.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • ProvinciaAosta
    • GruppoMonte Bianco
    • Avvicinamento3h
    • Tratto attrezzato30 min
    • Itinerario completo (a/r)6h 30'
    • Dislivello attrezzato150 m
    • Dislivello itinerario1224 m
    • Quota massima2803 m
    • Lunghezza8,3 km
  • Ferrata di Valmeduna

    Ferrata di Valmeduna

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Pordenone
    Ferrata di Valmeduna

    La Ferrata di Valmeduna è una via recente in provincia di Pordenone, presso l'abitato di Redona. Di stile moderno, propone difficoltà piuttosto costanti in un ambiente da «palestra di roccia»: non raggiunge una vetta, ma è un eccellente allenamento per itinerari in quota. È ottimamente attrezzata e non priva di passaggi atletici.

    ▲Avvicinamento

    Si percorre la strada regionale che collega Meduno a Tramonti di Sopra: arrivando da sud, il parcheggio è sul lato destro prima del cartello «Tramonti di Sopra» e prima dell'invaso artificiale. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si segue brevemente il marciapiede fino a un sentierino che sale sulla destra; seguendo i cartelli e i bolli rossi verso est-sudest si arriva a un tornante, poi a un bivio dove si scende leggermente a sinistra fino alla nuova palestra di roccia su bel calcare, dove si trovano un bivacco, tavoli e panchine, vie d'arrampicata e la ferrata. Nei pressi del bivacco un sentiero scende a sinistra all'attacco, sul lato sinistro della parete, presso il cartello rosso CAI e una rete paramassi (circa 10').

    ▲Il percorso

    Lo sviluppo è prevalentemente su traversi e brevi tratti verticali. Si attacca risalendo una paretina appoggiata sotto la rete paramassi, arrampicando su roccia molto frastagliata; salite alcune roccette si procede verso destra incontrando i primi traversi e un passaggio in aderenza. Si raggiunge e si doppia uno spigolo, con vista sotto di sé sull'area dell'avvicinamento. La parte centrale è la più impegnativa: una lunga serie di traversi orizzontali e diagonali da sinistra a destra, alcuni su cambre per i piedi, altri in aderenza, con tratti in lieve strapiombo che richiedono decisione e rapidità nei cambi di moschettone; senza diventare estrema, la via chiede un certo impegno fisico e buona abitudine all'esposizione. Si raggiunge una nicchia con la cassetta del libro firme; da qui un breve traverso oltrepassa uno spigolo e il cavo prosegue verticale per alcuni metri privi di cambre, dove conviene arrampicare. Dopo alcuni metri più facili termina la sezione centrale. La parte finale, su roccette e brevi balzi, è di difficoltà inferiore: seguendo il cavo in salita, dopo una decina di minuti si raggiunge il termine della via (circa 45' dall'attacco, 1h dall'auto).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via tecnica e atletica, con esposizione costante nella sezione centrale e roccia calcarea molto bella. Attrezzatura recente e abbondante. La difficoltà resta concentrata nella parte centrale dei traversi strapiombanti.

    ⚠ I traversi in lieve strapiombo richiedono braccia allenate e rapidità nei cambi di moschettone: non è una via per chi è alle prime esperienze. Pur essendo di bassa quota, casco e set da ferrata sono indispensabili.

    ▲Periodo e sicurezza

    Inaugurata il 26 novembre 2022 (50° anniversario della sezione CAI di Spilimbergo, con il gruppo Alpini della 3° Artiglieria da Montagna). Data la bassa quota si presta a tutto l'anno, comprese le belle giornate invernali.

    ▲Discesa

    Conviene non togliere subito l'imbrago: pochi minuti dopo il termine si incontra un canalino terroso attrezzato. Seguendo le indicazioni si scende verso la località Barbeadis, piccolo borgo raggiungibile solo a piedi, rientrando ad anello lungo una mulattiera nel bosco con scorci panoramici sulla valle (circa 1h 15' complessive).

    ▲Da abbinare

    In provincia di Pordenone si trovano anche la Ferrata del Tramuntin e l'Alta Via dei Rondoi. Salendo verso Forni di Sopra ci sono la Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost e la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • ProvinciaPordenone
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento10 min
    • Ferrata45 min
    • Itinerario completo (a/r)1h 20'
    • Dislivello ferrataca 125 m
    • Dislivello itinerarioca 220 m
    • Quota massimaca 550 m
    • Lunghezzaca 4 km
    • Anno2022
  • Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo

    Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo

    Vie Ferrate › Lombardia › Como
    Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo

    La Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale di Canzo, nel comasco, è una via impegnativa con avvicinamento piuttosto lungo. Si sviluppa su una parete che fa scarso uso di staffe: per non sforzare inutilmente le braccia sulla catena conviene saper arrampicare, sfruttando gli ottimi appigli naturali.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalle Sorgenti di Gajum, a Canzo (Como), dove a fine di via Gajum c'è uno spiazzo per parcheggiare. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Da Gajum si raggiunge il Rifugio Terz'Alpe (sentiero lungo il torrente Ravella oppure per Prim'Alpe e Second'Alpe); dal rifugio si sale ripidi a nord verso la Colma di Pianezzo e, poco prima della croce, si segue a destra una traccia che per un ghiaione porta all'attacco (1h 45' da Gajum).

    ▲Il percorso

    Si attacca su una breve placca appoggiata a destra, poi a sinistra in diagonale su parete ben appigliata fino a una lunga placca liscia, in origine senza staffe e oggi con alcuni appigli artificiali: conviene arrampicare. Si vira a destra in un canalino angusto con due staffe, si aggira un albero e si affronta un lungo traverso a destra con buoni appoggi ma appigli non sempre facili (utile la catena per equilibrarsi, senza indugiare nei tratti in leggero strapiombo). Segue un diedro non banale, alcune roccette, una parete verticale di media difficoltà e una scala metallica di circa 20 metri; dopo una pancia e roccette con piccoli infissi si raggiunge un sentierino attrezzato e l'ultimo pilastro, che richiede buona tecnica su placchette lisce (alcune staffe presenti). Terminate le pareti, si seguono i bolli rossi a destra, si scende la sella e si risale alla vetta del Corno Occidentale (1h 30' dall'attacco, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via non lunga ma con numerosi passaggi tecnici, sconsigliata ai principianti. La corda è spesso affiancata o sostituita da una catena grossa che a volte impedisce al moschettone di scorrere. Dislivello in ferrata 250 m, complessivo 900 m, quota massima 1373 m, sviluppo 11 km.

    ⚠ Attenzione al Passo della Vacca, da affrontare almeno una volta a fine ferrata in direzione della vetta: passaggio non difficile ma esposto, da non sottovalutare proprio quando ci si rilassa dopo lo sforzo.
    ▲Discesa

    Due opzioni. Per un ripido canalino (passaggi di I grado, scivoloso se bagnato) si seguono i bolli rossi a nord fino alla forcella dei Due Corni, poi al Rifugio Pianezzo e a Gajum (1h 45' dal termine, 4h 45' totali). In alternativa si ripercorre a ritroso il sentiero dalla sella verso la cresta fino a un canalino meno ripido, scendendo presso la croce dell'avvicinamento e quindi al Rifugio Pianezzo e a Gajum (2h dal termine, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Gli escursionisti più allenati possono combinarla in un lungo anello con la Ferrata al Corno Rat, partendo da Valmadrera.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoTriangolo Lariano
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max1373 m
    • Lunghezza11 Km
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