Difficoltà: Moderatamente Difficile

  • Ferrata Ziel (Rio di Tel)

    Ferrata Ziel (Rio di Tel)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Ziel (Rio di Tel)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Ziel (o Ferrata Rio di Tel), di media difficoltà, risale la valle Zieltal seguendo il fragoroso Rio di Tel, non lontano dalla cascata di Parcines, fino al panoramico Gingglegg (1891 m) nel Parco Naturale Gruppo di Tessa. È stata aperta a metà agosto 2020.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a valle della funivia Texel a Rablà, frazione di Parcines, all'inizio della Val Venosta (raggiungibile da Merano anche con i mezzi pubblici). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla stazione a monte si segue il sentiero 24 Alta Via di Merano fino al Rifugio Nasereit (1523 m, 45'); a fianco del rifugio si attraversa il ponte sul torrente e, subito dopo, a sinistra si seguono i punti rossi lungo il rio fino all'attacco (15' dal rifugio, 1h totali), con la cima Gingglegg ben visibile sopra.

    ▲Il percorso

    La via, lunga circa 530 metri, è divisa in 10 tratti di fune numerati e ben ancorati; le difficoltà si concentrano nella parte centrale (alcuni passaggi moderatamente difficili e uno abbastanza difficile). La prima parte sale una placca appoggiata con cambre e maniglie sul lato destro della gola fino a un gradino accanto alla prima cascata; dopo un tratto facile si attraversa il torrente con due opzioni: un ponte sospeso non perfettamente stabile, con piastre disposte in senso longitudinale, oppure due tirolienne (Flying Fox). Si prosegue di fronte a una condotta idrica, si sale aiutati da larghe cambre verso un tetto roccioso che si tiene sul lato destro su placca, poi si traversa a sinistra sopra il tetto; staffe strette portano a una parete verticale e a una placca esposta a destra (qui una via di fuga riporta ai ponti). Si seguono la fune su blocchi erbosi e una scaletta di legno fino al sentiero 8, con panchina per togliere l'attrezzatura (1h 30' dall'attacco, circa 2h 30' dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario vario e divertente in ambiente di forra, con l'attrattiva del ponte sospeso e delle tirolienne. Dislivello in ferrata 450 m, complessivo 510 m, quota massima 1891 m, sviluppo 7,5 km.

    ⚠ In caso di pioggia o anche solo di umidità la ferrata può risultare non completamente agibile per via delle numerose placche. Mancano indicazioni sul corretto uso delle tirolienne: se non si è pratici, meglio informarsi prima o usare il ponte sospeso.
    ▲Discesa

    Dall'uscita si scende lungo il sentiero 8, si passa il Kaserstein (piccola baita presso un masso) e si arriva al Rifugio Nasereit (45' dal termine); dal rifugio, a ritroso sul sentiero 24 Alta Via di Merano, si torna alla stazione a monte della funivia Texel (circa 1h dal rifugio, 4h 15' totali).

    ▲Da abbinare

    La Val Venosta e i dintorni offrono molte ferrate: verso Solda la Ferrata Tabaretta, la Ferrata di Trafoi e la Croda di Cengles; a Naturno la Hoachwool e la Knott; presso Merano la Heini Holzer, in Val Passiria la Cascate di Stuller e in Val Senales la Larix.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoGruppo di Tessa
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata450 m
    • Dislivello itinerario510 m
    • Quota max1891 m
    • Lunghezza7,5 Km
  • Ferrata Ventricini al Corno Piccolo

    Ferrata Ventricini al Corno Piccolo

    Vie Ferrate › Abruzzo › Teramo
    Ferrata Ventricini al Corno Piccolo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Ventricini, da poco riattrezzato con funi e scale nuove, aggira la parete ovest del Corno Piccolo nel Gran Sasso. È un itinerario interessante e mai difficile, in larga parte assimilabile a un sentiero attrezzato impegnativo: adatto anche a chi non ha ancora maturato esperienza su vie ferrate complesse.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Prati di Tivo (Teramo), alle pendici del Gran Sasso (uscita A24 S. Gabriele – Colledara, poi SS del Gran Sasso). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla stazione a monte dell'ovovia (località la Madonnina) si segue il sentiero 103 verso il Rifugio Franchetti; dopo circa 10' si tiene il bivio a destra e, a mezzacosta sul fianco nord del Corno Piccolo, si raggiunge la targa d'inizio della ferrata (45' dall'ovovia).

    ▲Il percorso

    La parte iniziale è in discesa per alcuni metri lungo i bolli bianco-rossi, fino a un tratto attrezzato che risale verticale con cavo e scale mai difficili. Si giunge alla parete ovest del Corno Piccolo e si prosegue tra saliscendi, cenge e facili passaggi talvolta non protetti, fino a un passaggio incastrato tra due massi dove, impossibile passare con lo zaino in spalla, conviene appenderlo all'imbrago con un rinvio o una fettuccia. Poco dopo la ferrata termina (1h 20' dall'attacco, 2h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via tecnicamente facile, ottima per prendere confidenza con l'ambiente del Gran Sasso e per costruire itinerari ad anello. Dislivello in ferrata 250 m, complessivo 550 m, quota massima 2575 m, sviluppo 7 km.

    ⚠ L'accesso dipende dall'apertura dell'ovovia di Prati di Tivo: verificare orari ed eventuali chiusure dell'impianto prima di partire, valutando in alternativa la salita a piedi dal rifugio Cima Alta.
    ▲Discesa

    Dal termine si può salire a sinistra la via normale al Corno Piccolo (passaggi di I grado, 1h) e poi rientrare a ritroso lungo il Ventricini fino all'ovovia (5h 30' totali); oppure proseguire fino alla Sella dei Due Corni e scendere al Rifugio Franchetti, da cui per la Ventricini si torna all'ovovia (1h 30' dal termine, 4h 45' totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneAbruzzo
    • GruppoGran Sasso
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:20 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max2575 m
    • Lunghezza7 Km
  • Ferrata di Volturara Irpina (Maroia)

    Ferrata di Volturara Irpina (Maroia)

    Vie Ferrate › Campania › Avellino
    Ferrata di Volturara Irpina (Maroia)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata di Volturara Irpina (o Ferrata di Maroia) è la prima via ferrata certificata in Campania, installata nel 2019 sulla parete ovest del Monte Costa. Offre tre percorsi di difficoltà crescente – un tracciato base facile, una variante moderatamente difficile e una variante estremamente difficile con strapiombi – in un contesto bello e fuori dalle solite mete.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal centro di Volturara Irpina (Avellino), con la parete ben visibile a sud-est. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dall'incrocio tra Via Sibilla, Via Candragone e Via Pasquale de Feo una stradina punta alla parete: si seguono i cartelli, ignorando a sinistra le vie multipitch, e in pochi metri si raggiunge l'attacco della ferrata (10' dal centro).

    ▲Il percorso

    La via ha un primo tratto obbligato comune, poi si articola in tre tracciati con una via di fuga dopo il primo tratto. Il percorso azzurro (facile) sale una rampa a destra e uno spigolo frastagliato in arrampicata, poi scende un paio di metri a sinistra su un traverso esposto e panoramico; prosegue a sinistra su sentiero nel bosco (qui la via di fuga) e termina con cenge e facili balzi sulla crestina sommitale. Il percorso rosso (la Ferrata Maroia vera e propria, moderatamente difficile) tiene la destra su un'ampia cengia, supera un traverso diagonale impegnativo, uno strapiombo con passo atletico e bella esposizione, fino a ricongiungersi al percorso azzurro. Il percorso nero (Variante del Mulo, estremamente difficile) è breve ma molto atletico: dopo un avvio facile sale pareti impegnative fino a un netto strapiombo verticale privo di appigli, da superare rapidi, prima di ricongiungersi al percorso rosso.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via recente con attrezzatura in ottimo stato e la possibilità di scegliere il livello adatto alla propria preparazione. Dislivello in ferrata 150 m, complessivo 180 m, quota massima 800 m, sviluppo 4 km.

    ⚠ Le varianti rosso e soprattutto nero presentano strapiombi atletici: valutare onestamente le proprie condizioni prima di impegnarle e sfruttare la via di fuga dopo il primo tratto se necessario.
    ▲Discesa

    Dal termine si seguono i segni CAI 145 e 145a che in circa 20' riportano in centro al paese: a sinistra (nord) si scende nel bosco fino alla cengia dell'attacco, a destra (sud) si raggiungono i vicoli del paese (2h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneCampania
    • GruppoMonti Picentini
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario180 m
    • Quota max800 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata Vigneron a Caspoggio

    Ferrata Vigneron a Caspoggio

    Vie Ferrate › Lombardia › Sondrio
    Ferrata Vigneron a Caspoggio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Vigneron a Caspoggio (Valmalenco, Sondrio) è una via «alla francese», atletica, verticale ed esposta ma senza particolari difficoltà tecniche: risale lunghe placche abbondantemente attrezzate con staffe e fune molto tesa, e regala un ponte tibetano e scorci spettacolari sulla valle.

    ▲Avvicinamento

    Si parte presso la località «Castello» a Caspoggio (SO): si parcheggia vicino alla rotonda sulla provinciale della Valmalenco (o ai parcheggi del primo tornante per Caspoggio). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si sale la comunale per circa 150 m fino al tornante; oltre un grande masso un primo cartello indica il sentiero per la falesia «Il Castello» e un secondo l'attacco della ferrata, sul margine sud della falesia (circa 10' dall'auto).

    ▲Il percorso

    Si inizia con un muro a balzi quasi verticale che obliqua a sinistra, poi un murettino conduce alla grande cengia di fine prima sezione. Un facile traverso a nord porta alla seconda sezione, più lunga: balze verticali e appoggiate fino a una rampa quasi verticale, un breve traverso e un passaggio aereo tra spigolo e diedro con vista su Primolo. Dopo uno spigolo appoggiato si raggiunge il tratto più verticale, il muro della Vecchia Inghilterra, strapiombante per pochi metri all'inizio (passo atletico ed esposto) e poi verticale. La via obliqua a sinistra fino al ponte tibetano (circa 12 metri), che termina con un breve muro verticale molto aereo e uno spigolo panoramico su Chiesa Valmalenco; chi vuole evitare il ponte può aggirarlo a destra sulla cengia. Segue un altro lungo muro, in qualche punto verticale ed esposto, poi la ferrata si abbatte e per linea vita su sentiero attrezzato si arriva al termine (1h 45' dall'attacco, circa 2h totali), con vista sul Pizzo Scalino e su Caspoggio.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via verticale ed esposta con difficoltà atletiche ma ben attrezzata; la bassa quota la rende percorribile quasi tutto l'anno tranne i mesi invernali più freddi. Dislivello in ferrata 210 m, complessivo 260 m, quota massima 1215 m, sviluppo 3 km.

    ⚠ La via resta in ombra la mattina e prende poco sole d'inverno: attenzione al possibile ghiaccio sul sentiero di rientro e prudenza nel bosco dopo le piogge.
    ▲Discesa

    Dal boschetto sommitale, a sinistra (nord) un comodo sentiero porta in 10' alla frazione di Santa Elisabetta; prima delle prime villette si vira a sinistra (ovest) nel bosco verso Caspoggio, si raggiunge il centro sportivo Zenith e, per via Vanoni e via Burri, si segue verso la frazione Albertazzi fino alla strada dei parcheggi (45' dal termine, circa 3h totali).

    ▲Da abbinare

    In Valmalenco si può abbinare la Ferrata al Torrione Porro sopra Chiareggio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoValmalenco
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata210 m
    • Dislivello itinerario260 m
    • Quota max1215 m
    • Lunghezza3 Km
  • Ferrata del Vajo Stretto

    Ferrata del Vajo Stretto

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata del Vajo Stretto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata del Vajo Stretto sale la parete orientale del Monte Cornetto, nelle Piccole Dolomiti al confine tra Trento e Vicenza. Risale una stretta fenditura rocciosa con difficoltà mai significative, in un ambiente molto bello; abbinata alla vetta del Cornetto diventa un lungo e appagante anello.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Malga Cornetto (1225 m), sulla strada che collega Pian delle Fugazze al Sacrario del Pasubio (ampio parcheggio a pagamento). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue il sentiero 150 (ex 44) prima su prati poi nel bosco, con segni CAI e scritte sui sassi, fino all'attacco (circa 40' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dal cartello rosso si salgono facili roccette verso l'evidente canalone, alternando risalti e cenge erbose fino all'ingresso del vajo. Le attrezzature si interrompono e ci si sposta sul lato sinistro per risalire il canale su roccia appigliata e qualche cambra, verso un caratteristico tunnel naturale tra massi incastrati. Oltre il tunnel si prosegue nella fenditura tra incombenti pareti, alternando tratti di sentiero a tratti assicurati con passi di arrampicata mai difficili e diversi passaggi in camino tra rocce incastrate. Un passaggio più verticale (molte cambre) e un traverso esposto a sinistra, oltre un grande masso spesso umido, portano al libro firme; si sale infine la rampa sul lato destro e si esce dal Vajo Stretto, dove termina la ferrata (circa 1550 m, 1h dall'attacco, 1h 45' dal parcheggio). All'intersezione col Vajo Cassa da Morto si tiene la sinistra in salita fino a un ghiaione e alla Selletta dell'Emmele (1675 m, 20'); consigliato proseguire per la vecchia mulattiera militare alla Forcella del Cornetto (1825 m) e, per il sentiero attrezzato della via normale (esposto ma non difficile, tratti con catena), alla croce del Monte Cornetto (1899 m, circa 3h dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario di difficoltà contenuta ma di grande atmosfera, tra camini e massi incastrati. Dislivello complessivo 600 m, quota massima 1899 m, sviluppo 8,6 km.

    ⚠ Casco assolutamente necessario per il pericolo di caduta sassi lungo il vajo. Attenzione al fondo sdrucciolevole di alcune sezioni; gli zaini ingombranti creano problemi nei punti più angusti, meglio uno zaino piccolo o collegarlo all'imbrago con una fettuccia.
    ▲Discesa

    Si scende a ritroso il sentiero attrezzato di vetta fino al sentiero 149; consigliato proseguire verso sud a mezzacosta verso il Baffelan e il Passo di Campogrosso, tra tratti attrezzati mai difficili e gallerie di guerra, fino al Passo degli Onari (1760 m) e al Passo del Baffelan. Da qui il sentiero 177 (Boale del Baffelan) scende un canalone (attenzione, con un salto verticale protetto da catena) fino alla Strada del Re (sentiero 175) che riporta a Malga Cornetto (3h dalla vetta, 6h totali).

    ▲Da abbinare

    La zona del Cornetto è ricca di itinerari attrezzati: verso il Carega la Ferrata del Vajo Scuro e la Ferrata Campalani al Carega.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento0:40 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello itinerario600 m
    • Quota max1.899 m
    • Lunghezza8,6 Km
  • Ferrata Ulassai One

    Ferrata Ulassai One

    Vie Ferrate › Sardegna › Nuoro
    Ferrata Ulassai One
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Ulassai One è una via recente, breve e divertente, sopra il paese di Ulassai in Ogliastra. Offre panorama costante sul paese e tratti esposti prevalentemente orizzontali, su traversi, oltre a un ponte tibetano; dalla sommità lo sguardo arriva fino al mare.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal paese di Ulassai, parcheggiando tra il parco giochi e il chiosco-bar. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si prende la stradina dietro il chiosco e in un paio di minuti si entra in un boschetto, seguendo le frecce arancioni; si sale fino a un canale tra le pareti rocciose, si oltrepassa una piccola recinzione (apribile con le corde già presenti) e si raggiunge l'attacco, sulla sinistra (10' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Si inizia con un traverso verso sinistra che esce dal canale, poi una scala staffata sale in verticale una decina di metri fino a una cengia da cui si apre il panorama su Ulassai. Si prosegue arrampicando facilmente su roccia ricca di appigli, un traverso diagonale porta a uno spigolo esposto, quindi un altro traverso e una parete in salita diagonale (con appoggi e cambre dove servono) conducono a una cengia. Una breve verticale staffata porta al ponte tibetano, lungo circa 10 metri e stabile; oltrepassatolo si sale ancora a destra su roccia ben appigliata e, con un'ultima scala staffata verticale, si raggiunge la sommità e la fine della ferrata, con vista fino al mare (1h dall'attacco, 1h 10' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via non particolarmente difficile, con alcuni punti esposti e un ponte tibetano; avvicinamento breve e durata di circa un'ora. Inaugurata nel 2025, si sviluppa per lo più all'ombra e si presta quindi bene anche nelle giornate estive. Quota massima 830 m, sviluppo 1 km.

    ⚠ Nel canale dell'attacco e in discesa alcune corde di servizio sono usurate: prestare attenzione nell'appoggiarvisi.
    ▲Discesa

    Dal termine si tiene la destra seguendo gli ometti di pietra lungo un percorso che chiude l'anello: in breve si raggiunge il sentiero nel boschetto e l'apice del canale dell'attacco; si scende il canale aiutati da alcune corde, tra grandi rocce, gradoni e un suggestivo camino, fino all'attacco (20' dalla fine) e poi a ritroso al parcheggio (1h 40' totali).

    ▲Da abbinare

    Tra le ferrate sarde: la Ferrata Gutturu Xeu, la Ferrata di Giorrè, la Ferrata al Pan di Zucchero e la Ferrata di Badde Pentumas.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneSardegna
    • GruppoOgliastra
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello itinerario120 m
    • Quota max830 m
    • Lunghezza1 Km
  • Ferrata Tramuntin al Monte Rest

    Ferrata Tramuntin al Monte Rest

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Pordenone
    Ferrata Tramuntin al Monte Rest
    Moderatamente Difficile● Da verificareCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Tramuntin sale il Monte Rest nelle Prealpi Carniche, sul versante pordenonese. È una via molto arrampicabile e logica, con un solo passaggio davvero impegnativo e molti tratti piacevoli da salire senza trazionare sul cavo, in un ambiente isolato e poco frequentato.

    ▲Avvicinamento

    Si parte lungo la strada che collega Tramonti di Sopra (Pordenone) ad Ampezzo (Udine): presso un tornante accentuato verso sinistra (venendo da sud) un cartello su fondo scuro indica la Palestra di Roccia e la Ferrata del Tramuntin. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue la traccia nel bosco che, con un semicerchio in senso antiorario, porta in circa 30' all'attacco, poco oltre una via alpinistica su canalone e numerosi tiri di una vicina falesia (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via risale una parete selvaggia cercando le debolezze della roccia: sviluppo breve (circa 100 m) ma impegnativo. L'inizio è appoggiato e ricco di appigli; dopo pochi minuti si incontra una prima serie di passaggi più impegnativi e si traversa a sinistra con un singolo passaggio più difficile. Nel complesso resta molto arrampicabile, con roccia talora instabile ma ricca di appoggi. Si risale l'ampio colatoio fino al termine delle attrezzature (circa 40' dall'attacco, 1h 15' dall'auto). Da qui inizia il tratto più impegnativo dell'escursione: il sentiero che collega il termine della via a Casera Monte Rest è molto ripido, su roccette ed erba potenzialmente scivolose, a tratti attrezzato; seguendo i bolli rossi si esce dalla faggeta e si raggiunge la casera, da cui si sale in vetta al Monte Rest (1780 m, circa 4h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario piacevole e isolato, nonostante la bassa quota. Dislivello in ferrata 120 m, complessivo 870 m, quota massima 1780 m, sviluppo 8 km.

    ⚠ La via non è ufficialmente aperta (a causa di una controversia tra il CAI territoriale e quello che la installò) e non compare sulle cartine escursionistiche. Il secondo tratto della salita, solo parzialmente attrezzato, ha passaggi in libera non banali ed esposti, e il sentiero verso Casera Rest può essere in cattive condizioni: sconsigliata con tempo incerto, fondo bagnato o a persone inesperte. Consigliabile avere con sé corda e freno per assicurarsi nei tratti dove le vecchie attrezzature sono ammalorate.
    ▲Discesa

    Dal Monte Rest si torna a ritroso fino a Casera Rest, poi si prosegue verso nord-nord-ovest perdendo quota fino alla strada asfaltata; alternando bordo strada e tratti di sentiero che tagliano la montagna si rientra al parcheggio (2h dal Monte Rest, 6h totali).

    ▲Da abbinare

    L'altro itinerario attrezzato del Pordenonese è l'Alta Via dei Rondoi sul Monte Cavallo. Verso Forni di Sopra, due vie molto diverse: l'atletica e moderna Adventure Climb al Clap Varmost e l'impegnativa Ferrata Cassiopea al Torrione Comici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario870 m
    • Quota max1780 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata Tordini Galligani

    Ferrata Tordini Galligani

    Vie Ferrate › Toscana › Massa-Carrara
    Ferrata Tordini Galligani
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Tordini – Galligani (nota anche come Ferrata di Foce Siggioli) è una storica via delle Alpi Apuane, a fianco della parete nord del Pizzo d'Uccello. È di media difficoltà e consente di proseguire per sentiero da esperti fino alla cima del Pizzo, oppure di rientrare con un anello più semplice.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza ideale le Cave Cantonaccio presso Ugliancaldo. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si parcheggia a Ugliancaldo e si percorre a piedi la strada sterrata per circa 1 km; superata la sbarra si risale con alcuni tornanti, si oltrepassano gli edifici e le cave, poi si entra nel bosco. Attenzione al bivio appena entrati nel bosco: a destra parte il Sentiero Attrezzato Zaccagna verso Vinca (attualmente interdetto); si prosegue in salita piegando poi a sinistra verso est, seguendo gli abbondanti segni CAI fino all'attacco ai piedi della parete (circa 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via ha lungo sviluppo e due settori. Il primo è una lunga placca inclinata percorsa prevalentemente in aderenza, senza sforzi rilevanti salvo alcuni balzi arrampicabili anche senza cavo; la roccia è il marmo tipico della zona, con ottima aderenza e numerosi fori che fungono da appoggi per i piedi. Raggiunto il filo di cresta, il secondo settore lo segue quasi interamente per quasi 400 metri fino a Foce Siggioli. Il passaggio chiave è il famoso «Naso», uno spigolo esposto che a prima vista pare difficile ma offre ottimi appigli scavati. La pendenza è sempre presente ma mai del tutto verticale; l'ultimo tratto è il più esposto, con pendenza che decresce fino a Foce Siggioli (1390 m), dove la ferrata termina (2h dall'attacco, 3h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario di media difficoltà, con il fascino della roccia di marmo e di una lunga progressione di cresta. Dislivello in ferrata 400 m, complessivo 680 m, quota massima 1386 m, sviluppo 8 km.

    ⚠ Il sentiero che dalle cave riporterebbe al parcheggio è in pessimo stato di manutenzione (2026) e se ne sconsiglia l'uso: meglio parcheggiare a Ugliancaldo. Il vicino Sentiero Attrezzato Zaccagna è interdetto.
    ▲Discesa

    Da Foce Siggioli si può proseguire verso il Pizzo d'Uccello (sentiero EE con roccette e tratti di I grado, non descritto qui) oppure rientrare lungo la Cresta di Capradossa (segnavia CAI 181), aerea e recentemente attrezzata, fino a Poggio Baldozzana. Da qui si tiene la destra sul CAI 181 rientrando a ritroso a Ugliancaldo (1h 30' dal termine della ferrata, 5h totali); è sconsigliato il CAI 192 a sinistra, difficile da seguire per mancanza di segnaletica.

    ▲Da abbinare

    Nelle Apuane si possono percorrere la Ferrata del Procinto, la Ferrata Salvatori alla Pania Forata e la Ferrata Malfatti al Monte Sumbra.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario680 m
    • Quota max1386 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata al Torrione Porro

    Ferrata al Torrione Porro

    Vie Ferrate › Lombardia › Sondrio
    Ferrata al Torrione Porro
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata al Torrione Porro si sviluppa in alta Valmalenco, sopra Chiareggio. È abbondantemente attrezzata e di difficoltà moderata, senza passaggi tecnici rilevanti neppure nella seconda parte, più esposta; dalla vetta si gode un bel panorama sul Ghiacciaio del Ventina e sul Gruppo della Disgrazia.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'abitato di Chiareggio (Chiesa in Valmalenco). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. A fine paese una scalinata scende a una palina con i segnavia CAI: si supera il ponte sul torrente Mallero e si percorre la sterrata fino al Rifugio Gerli-Porro (1h dal parcheggio). Oltre il rifugio si segue il sentiero per il Lago Pirola fino a una palina; si tiene la sinistra verso l'attacco, si risalgono alcuni tornanti fino a un bivio dove si separano ferrata e via normale, e in breve si raggiunge il cartello rosso d'inizio (30' dal rifugio, 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Le attrezzature iniziano su una rampa ascendente verso destra, percorsa senza problemi fino ai primi tratti verticali con abbondanza di staffe. Si superano brevi balzi rocciosi e tratti diagonali fino a una rampa dove il cavo funge quasi da corrimano. La seconda parte è decisamente più verticale ed esposta ma tecnicamente facile grazie a staffe e maniglie: si salgono tre lunghe pareti, una delle quali con un tratto esposto dove la roccia spinge verso l'esterno e richiede più forza. Al termine si può salire a sinistra in cima al Torrione Porro (50' dall'attacco, 2h 30' totali) oppure proseguire a destra verso il sentiero della via normale.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via recente (inaugurata il 10 luglio 2016, costruita da CAI Valmalenco e Guide Alpine Valmalenco), con attrezzatura in ottimo stato e molto abbondante: le difficoltà tecniche sono ridotte e la salita è adatta anche a chi ha moderata esperienza. Dislivello in ferrata 195 m, complessivo 823 m, quota massima 2435 m, sviluppo 12 km.

    ⚠ Come indicato da un cartello a fine ferrata, la discesa lungo la via è vietata: si rientra dalla via normale.
    ▲Discesa

    Dall'altarino di vetta si segue la via normale, che riporta al bivio dell'andata e quindi, in discesa, al Rifugio Gerli-Porro e al parcheggio (1h 30' dalla vetta, 4h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoValmalenco
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata0:50 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata195 m
    • Dislivello itinerario823 m
    • Quota max2435 m
    • Lunghezza12 Km
  • Ferrata Fusetti al Sass de Stria

    Ferrata Fusetti al Sass de Stria

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Fusetti al Sass de Stria
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Fusetti sale il Sass de Stria, presso il Passo di Valparola al confine tra Belluno e Bolzano. Costruita dagli Alpini e dedicata al Sottotenente Mario Fusetti, caduto qui nella Prima Guerra Mondiale, è una via di medio-bassa difficoltà molto logica e arrampicabile, di grande valore storico e perfetta anche per chi è agli inizi.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio parcheggio del Forte al Passo di Valparola, raggiungibile dalla Val Badia, da Cortina e dal versante veneto del Col di Lana. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. L'attacco è sul versante sud del Sass de Stria, opposto al parcheggio, e si raggiunge in due modi. Via breve: si segue la traccia minore che scende verso il versante ovest e in circa 5' porta alla postazione Edelweiss; da qui, attenzione a una traccia non segnalata che si stacca a sinistra aggirando la parete (presto compaiono bolli rossi e segni bianco-rossi) e, lungo la parete ovest, conduce sotto le bastionate sud fino a un sasso con l'indicazione della deviazione (20') e all'attacco (30' dall'auto). Via lunga: si segue la strada bianca verso il Falzarego, si visitano le Gallerie di Guerra e, aggirando i versanti est e sud, si raggiunge lo stesso sasso indicatore (1h dall'auto).

    ▲Il percorso

    I primi metri sono semplici: si sale in diagonale a sinistra e poi su una paretina appoggiata. Dopo un breve collegamento si superano facili balzi rocciosi su fondo detritico (attenzione a non smuovere sassi) spostandosi a destra, fino a una cengia con parasassi in legno che chiude la prima sezione, facile. Davanti si vede lo sviluppo su placca appoggiata: si sale prima a destra, poi a sinistra in un tratto orizzontale, quindi un breve camino ricco di appigli. Si arriva così sotto la sezione più impegnativa (moderatamente difficile): una placca verticale di una decina di metri con appoggi presenti ma meno evidenti. Superatala si raggiunge una galleria di guerra e, per gli ultimi metri appoggiati, si chiudono le attrezzature (45' dall'attacco, 1h 15' dall'auto).

    ▲Carattere e difficoltà

    Salita logica e molto arrampicabile: le difficoltà tecniche restano moderate e il ferratista esperto può ridurre al minimo l'uso del cavo, mentre i principianti trovano una via ideale. Dislivello in ferrata 200 m, complessivo 307 m, quota massima 2477 m, sviluppo 3,5 km. Inaugurata il 18 ottobre 2018, è un «ritorno all'antico» con attrezzatura metallica ridotta al minimo.

    ⚠ Come spesso nelle ferrate dolomitiche il fondo è ricco di detriti e la linea di salita è lineare: prestare particolare attenzione a non smuovere sassi verso chi segue.
    ▲Periodo e sicurezza

    Via estiva dal forte valore storico, con un vero museo a cielo aperto della Grande Guerra (trincee e gallerie) lungo il percorso. Avvicinamento e rientro brevi, facilmente abbinabile alle ferrate vicine. Disponibili le tracce GPX e KMZ.

    ▲Discesa

    La ferrata termina su un pianoro a metà della via normale del Sass de Stria. Si può rientrare direttamente al Passo di Valparola (20' dal termine, circa 1h 30' totali) oppure, consigliato, salire in vetta: si seguono una traccia tra le trincee, alcune roccette di I grado e due serie di scalette con cordino, raggiungendo la cima in circa 30' dal termine della ferrata, con panorama a 360° sui gruppi dolomitici.

    ▲Da abbinare

    Dal Passo di Valparola e dal vicino Falzarego si aprono molte attrezzate: il Sentiero dei Kaiserjager al Lagazuoi, la Ferrata Cesco Tomaselli a Cima Fanis Sud, la Brigata Alpina Cadore al Col dei Bos; scendendo verso Cortina la Ferrata dell'Averau e la Nuvolau; sulla Tofana di Rozes la Ferrata Lipella; verso la Val Badia il Piz Conturines e la lunga Ferrata della Pace.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario307 m
    • Quota max2477 m
    • Lunghezza3,5 Km
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