Regione: Piemonte

  • Ferrata del Bunker (dei Militari)

    Ferrata del Bunker (dei Militari)

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata del Bunker (dei Militari)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata del Bunker (o dei Militari) corre lungo la parete che divide le Gorge di San Gervasio, sulla Dora Piccola, presso Claviere. Non è difficile, ma è decisamente aerea: inizia subito dopo il celebre ponte sospeso più lungo del mondo e si chiude attraversando un breve bunker e altri due ponti tibetani.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza abituale è la biglietteria del ponte tibetano di Claviere (alta Val di Susa, Torino), un casotto in legno ben segnalato in paese. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal centro si attraversa il ponte sospeso «Sergio Bompard» (408 m), seguito da un ponte di avvicinamento di altri 70 m: al termine si è presso l'attacco (30' dal parcheggio). In alternativa si parcheggia presso il campeggio dopo la rotonda prima della galleria: si scende verso lo skilift per bambini, si risale il versante opposto e si va a sinistra verso la gola del ponte tibetano (25').

    ▲Il percorso

    La ferrata inizia con un tratto in discesa, poi sale verso destra sulla parete che divide la Dora Piccola, guadagnando subito esposizione. Si procede su un traverso orizzontale molto aereo sopra il fiume, ben assistito da staffe, fino a una rampa inclinata staffata che diventa salita verticale e si conclude su una cengia. La cengia conduce al bunker (di solito illuminato negli orari di apertura, ma è consigliabile una torcia); all'uscita si è presso un terzo lungo ponte tibetano che porta al versante dove termina la ferrata (1h dall'attacco, 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Tecnicamente contenuta, ma molto esposta: i tre ponti tibetani richiedono assoluta assenza di vertigini. Adatta anche a chi ha poca esperienza ma testa salda.

    ⚠ Portare una torcia per il passaggio nel bunker. Alla biglietteria del ponte tibetano è possibile noleggiare l'attrezzatura.
    ▲Periodo e sicurezza

    Stagione da tarda primavera all'autunno. Verificare orari e accessibilità dei ponti presso il gestore.

    ▲Discesa

    Dal termine del ponte tibetano finale si scende in breve verso la biglietteria (15', 2h totali).

    ▲Da abbinare

    Spesso unita alla Ferrata di Rocca Clarì (difficile) e alla Ferrata della Batteria Bassa-Alta e Chaberton, che concatena tre vie. Dal 2024 segnaliamo anche la Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlta Val di Susa
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario100 m
    • Quota max1758 m
    • Lunghezza2 Km
  • Ferrata del Limbo

    Ferrata del Limbo

    Vie Ferrate › Piemonte › Biella
    Ferrata del Limbo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata del Limbo sale le pareti est del Monte Mucrone, sopra Oropa (Biella). È abbastanza impegnativa e si svolge in ambiente isolato, con avvicinamento e rientro lunghi e non sempre ben segnalati. Tecnicamente non è durissima grazie all'abbondanza di staffe, ma è esposta e risale diedri, camini e traversi, con anche un ponte sospeso; in giornata limpida la vista su Monte Rosa e Cervino ripaga la fatica.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della funivia che collega Oropa al Lago del Mucrone; a Oropa si parcheggia nell'ampio piazzale di partenza della funivia. Punto di partenza su Google Maps.

    Dalla stazione a monte si seguono i cartelli per «Ferrata del Limbo (sentiero alto)» fino al Lago del Mucrone; lo si aggira a sinistra seguendo l'indicazione «Colle del Limbo, Mucrone Parete E» e si procede a mezzacosta (d'estate sono presenti corde) fino a un canalone, aiutati da qualche ometto. Si risale il canalone individuando sulla parete a destra i gradini metallici dell'attacco (1h 15' dalla stazione a monte, 45' dal lago).

    ▲Il percorso

    Si attacca una serie di gradini metallici lungo un diedro, tenendone il lato destro, con alcuni tratti lievemente strapiombanti; al termine si svolta a sinistra, si sale in diagonale su cengia, si traversa a sinistra e si risale in verticale fino a uno spigolo che sbuca sul terrazzino panoramico del Colle del Limbo. Questo primo tratto (circa 120 m) è fisico ed esposto ma ottimamente attrezzato.

    Segue un alto camino dove le staffe suggeriscono di fatto i passi; usciti in cima si superano alcune rocce in arrampicata. Un breve sentiero porta alla terza sezione (cartello bianco): si sale una bella placca verticale, leggermente strapiombante e molto staffata, in cima alla quale si attraversa un breve ponte delle scimmie a tre corde. Si risale l'ultima parete, si traversa a sinistra e si esce al termine della ferrata (2h dall'attacco, 3h 15' dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via continua ed esposta, ma resa accessibile dalle numerose staffe; l'impegno maggiore è nel primo tratto fisico e nei camini.

    ⚠ La zona resta spesso coperta di neve fino a fine maggio: a inizio stagione vanno prese le dovute precauzioni. La segnaletica dell'avvicinamento e del rientro è rada, talora obsoleta o divelta: utile scaricare in anticipo le tracce dei sentieri messe a disposizione dalla Provincia di Biella.
    ▲Periodo e sicurezza

    Ambiente isolato e meteo mutevole (zona spesso coperta da nuvole). Per la cartografia si consiglia la carta delle Valli del Monte Rosa.

    ▲Discesa

    Dal termine si prosegue fino a un grosso ometto (anticima) e in un quarto d'ora, fra roccette ed esile traccia, si raggiunge la cima del Monte Mucrone (2335 m). Si scende lungo il sentiero 24, prima alla bocchetta del lago e poi a destra verso il Lago del Mucrone e la funivia (1h 30' dal termine, 3h 45' totali), facendo attenzione ai segni radi o inesistenti.

    ▲Da abbinare

    Con la stessa funivia di Oropa si può percorrere la Ferrata Ciao Miki; scendendo a valle si trovano la più facile Ferrata della Balma e il Sentiero Attrezzato dell'Infernone a circa mezz'ora d'auto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Biellesi
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario265 m
    • Quota max2335 m
    • Lunghezza4,5 Km
  • Ferrata di Locana

    Ferrata di Locana

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata di Locana

    La Ferrata di Locana, detta anche di San Lorenzo Piantonetto, risale una placconata granitica nella Valle di Piantonetto (Torino). È moderna e attrezzata in modo impeccabile: gli esperti la troveranno forse troppo staffata, ma proprio per questo è perfetta per prendere dimestichezza con le ferrate. Nel complesso è facile.

    ▲Avvicinamento

    Da Rosone, lungo la strada che dalla Valle dell'Orco sale verso il Lago di Teleccio nel Parco del Gran Paradiso, all'uscita della frazione si svolta a destra prendendo la seconda laterale (indicazioni per Piantonetto). La strada sale a tornanti, si restringe e corre lungo il torrente; poco prima di attraversarlo si parcheggia in uno spiazzo. Punto di partenza su Google Maps.

    In circa 20': si attraversa la strada verso la valle e, sul versante opposto al torrente, si segue il sentiero che sale nel bosco verso sud fino all'attacco (una bacheca informativa è presente al parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via inizia presso un traliccio elettrico. Dopo i primi metri si scende un facile traverso attrezzato fino a un ponte sospeso di circa 30 m (aggirabile a destra con sentiero attrezzato); oltre il ponte si prosegue a sinistra con un facile traverso e una parete attrezzata di circa 15 m, resa agevole dalle molte cambre. Si incontra quindi il sentiero attrezzato che farà da discesa: ignorate le deviazioni a destra e sinistra, si sale in verticale su una nuova parete ricca di staffe, un tratto di collegamento e l'ultima paretina verticale che chiude la salita. Si segue allora il cavo a destra in discesa lungo una placconata, si raggiunge il bivio già incrociato in salita e si prosegue in discesa fino a una balma; la si attraversa e, alternando tratti attrezzati e sentiero, si torna al ponte e al punto di partenza presso il traliccio.

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario moderno, ben attrezzato e generalmente facile, ideale per avvicinarsi a vie più impegnative.

    ⚠ La via disegna un 8: l'incrocio fra salita e discesa funge anche da via di fuga per chi volesse interrompere il percorso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota bassa (circa 1170 m) e avvicinamento breve la rendono fattibile per gran parte della stagione, con le normali cautele su roccia umida.

    ▲Discesa

    Completata la fase di discesa della ferrata e tornati al traliccio, si rientra all'auto percorrendo a ritroso il sentiero dell'avvicinamento.

    ▲Da abbinare

    Scendendo verso Pont Canavese si incontra la Ferrata di Pont Canavese (variante normale difficile e variante estrema da non sottovalutare); fra le altre ferrate del Torinese segnaliamo quelle della Val di Susa, come la Ferrata Carlo Giorda alla Sacra di San Michele e la Ferrata allo Chaberton, e la recente Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegionePiemonte
    • GruppoValle dell'Orco
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)2:15 h
    • Dislivello ferrata170 m
    • Dislivello itinerario230 m
    • Quota max1170 m
    • Lunghezza3,5 Km
  • Ferrata La Miccia

    Ferrata La Miccia

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata La Miccia

    Inaugurata a Baveno nella tarda primavera del 2020, la Ferrata La Miccia sale parallela alla vicina Picasass e si ricongiunge a essa nella parte finale, verso il Monte Camoscio. Si sviluppa su ottimo granito compatto, con uso moderato di cambre e infissi salvo due placche strapiombanti, e alterna tratti facili a sezioni di crescente difficoltà tecnica e fisica.

    ▲Avvicinamento

    La partenza è a Baveno, sul versante piemontese del Lago Maggiore: in paese si seguono le indicazioni per il Campeggio La Tranquilla; dietro il campeggio si trova via alle Cave, dove inizia l'escursione, cercando parcheggio in via alle Cave o via Sesena (punto di partenza su Google Maps). L'avvicinamento coincide con quello della Ferrata Picasass: da via alle Cave si imbocca una stradina asfaltata in salita, con segni bianco-rossi e cartelli per entrambe le vie; si risale, poi su sterrata, si attraversa l'autostrada e si prosegue fino a un bivio dove si tiene la destra (cartello Picasass e La Miccia). Si sale senza forte pendenza fino all'attacco della Picasass (45' dal parcheggio) e, tenendo la destra, in 5 minuti si raggiunge l'attacco della Miccia (50' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dopo i primi metri appoggiati, la via mostra subito il suo carattere: si sale una parete che alterna tratti verticali a brevi traversi verso sinistra fino a un terrazzino, dosando le energie, con tratti di placca in aderenza che possono mettere a disagio chi non è abituato. Dal terrazzino conviene studiare i passaggi: si sale una parete verticale e alcuni balzi di moderata difficoltà fino alla prima parete strapiombante, con abbondanti staffe — a prima vista sembra facile ma risulta dispendiosa, soprattutto nei cambi di moschettone. In esposizione crescente si affrontano nuovi tratti impegnativi su placca e traverso fino a un'altra serie di passi strapiombanti con staffe, da percorrere rapidamente per non sollecitare troppo le braccia; questa sezione è molto esposta ed emozionante e, una volta terminata, segna di fatto la fine delle difficoltà. Si segue il cavo ora appoggiato, con begli scorci sul Lago Maggiore, fino al punto d'incontro con la Ferrata Picasass, poco prima di un ponte sospeso a tre cavi, ben teso e stabile; lo si attraversa e, con alcuni facili passaggi, si raggiunge il termine delle attrezzature (1h 30' dall'attacco, circa 2h 45' dal parcheggio), proseguendo su traccia fino alla vetta del Monte Camoscio (890 m).

    ▲Carattere e difficoltà

    La via è concepita come variante impegnativa e atletica alla vicina Picasass.

    ⚠ Si incontrano un paio di punti strapiombanti dove servono braccia e spunto atletico, e almeno tre passaggi tecnici dove la roccia è levigata e priva di staffe o cambre: occorre cercare i pochi appoggi disponibili e procedere in aderenza. Utile una longe. Sconsigliata nei mesi estivi per la bassa quota.

    ▲Discesa

    Dal termine si segue il sentiero ben segnato M3 fino al bivio lasciato nell'avvicinamento, poi a ritroso per il sentiero d'andata fino all'auto (45' dal termine, circa 3h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Pur non percorribile ad anello, in mezza giornata si può abbinare alla Ferrata del Picasass. Verso nord, in territorio italiano, si trova la lunga escursione al Sonningpass con la Ferrata del Lago presso il Pizzo d'Andolla; a ovest le ferrate Falconera e del Partusac nel Vercellese; verso Varese la Ferrata Bellotti presso Mesenzana.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Lepontine
    • Avvicinamento0:50 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario600 m
    • Quota max890 m
    • Lunghezza5 Km
  • Ferrata del Lago al Pizzo d’Andolla

    Ferrata del Lago al Pizzo d'Andolla

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata del Lago al Pizzo d'Andolla

    La Ferrata del Lago è una via d'alta montagna costruita presso il Pizzo d'Andolla, che risale il Sonningpass, sul confine tra versante italiano e svizzero. L'itinerario è lungo e severo: la ferrata vera e propria è di media difficoltà, ma l'avvicinamento e l'ambiente d'alta montagna lo riservano a escursionisti esperti. Si può valutare di spezzarlo in due giorni pernottando al Rifugio Andolla o al Bivacco Varese.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è Alpe Cheggio, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola: dalla statale del Sempione si svolta a Valdossola percorrendo tutta la Valle Antrona fino ad Alpe Cheggio, dove si parcheggia presso la diga dei Cavalli, in un ampio spiazzo a bordo diga (punto di partenza su Google Maps). Dalla diga si risale il sentiero sulla sinistra orografica del lago verso il Rifugio Andolla, tra saliscendi, fino a un ponticello; si prosegue fino all'Alpeggio Scanach (ignorando il sentiero che prosegue a destra) e, tra gli alpeggi, a un bivio dove si tiene la destra con cartello per il rifugio, raggiunto in 2h dal parcheggio. Dietro il rifugio un sentiero sale ripido sui prati verso il Bivacco Varese: ignorata la prima deviazione a destra per il Pizzo Andolla, si prosegue a mezzacosta verso sinistra e poi a destra (indicazioni su un masso) fino al bivacco (2h dal rifugio, 4h totali). Dal bivacco un sentiero attrezzato scende a un bivio, da cui si sale seguendo i segni bianco-rossi lungo una pietraia fino a un nevaio, di solito presente anche in stagione inoltrata, che si aggira a sinistra fino alla parete d'attacco (30' dal bivacco, 4h 30' totali).

    ▲Il percorso

    La ferrata attacca in una zona che può restare innevata fino a tarda stagione, dove si nota una targa bianca con scritta rossa e blu. Risale prevalentemente in diagonale rocce coricate, con infissi in diversi punti; la roccia è buona e offre una buona quantità di appigli naturali. Dopo una ventina di minuti su rocce inclinate, placchette, canalini e un paio di pareti verticali, si raggiungono due lunghe scale, la prima più appoggiata, la seconda più verticale; si prosegue su alcune pareti mai troppo impegnative fino al termine della via, con libro firme e targhetta (1h dall'attacco, 5h 30' totali). La vista dal Sonningpass è eccezionale: dal Monte Rosa al Cervino fino ai Quattromila del versante elvetico, con il bivacco lasciato un paio d'ore prima visibile in lontananza. Da qui si potrebbe proseguire su itinerari alpinistici verso il Mittelruck (I e II grado, sul lato destro tenendosi sul versante svizzero) o il Pizzo di Bottarello (III grado, sul lato sinistro).

    ▲Carattere e difficoltà

    Va considerato come una lunga escursione il cui ultimo tratto è una ferrata di difficoltà media, in un ambiente d'alta montagna severo e poco battuto.

    ⚠ La situazione della neve varia da stagione a stagione: possono essere consigliati i ramponi. Trattandosi di alta montagna, la zona è soggetta a cambiamenti repentini del meteo, a cui prestare particolare attenzione. Itinerario da riservare a escursionisti esperti.

    ▲Discesa

    Si percorre a ritroso l'itinerario dell'andata, ferrata compresa (4h 30' dal termine della ferrata al parcheggio, 10h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Nel 2022 è stato inaugurato nel Parco della Val Grande un lungo e impegnativo itinerario con tratti attrezzati, la Ferrata Selvaggio Verde. Scendendo verso sud, sono molte le vie ferrate vicino al Lago Maggiore e nel Verbano: tra queste la difficile Ferrata La Miccia a Baveno.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Lepontine
    • Avvicinamento4:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario1650 m
    • Quota max3151 m
    • Lunghezza19,8 Km
  • Sentiero Attrezzato dell’Infernone

    Sentiero Attrezzato dell'Infernone

    Vie Ferrate › Piemonte › Biella
    Sentiero Attrezzato dell'Infernone
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato dell'Infernone si sviluppa lungo la gola del torrente Elvo, presso Sordevolo, in un ambiente di grande pregio paesaggistico. Non presenta particolari difficoltà tecniche e si snoda quasi tutto poco sopra l'acqua; tre ponti sospesi aggiungono un po' di esposizione a un percorso altrimenti privo di tratti aerei.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Sordevolo, in provincia di Biella, parcheggiando nel parcheggio pubblico lungo via Bagneri (punto di partenza su Google Maps). Dal parcheggio si scende lungo la via con un primo tornante a sinistra, seguendo gli abbondanti cartelli, i segni e una bacheca; a un bivio si tiene la sinistra (cartello CAI per la Ferrata dell'Infernone) fino al termine dell'asfalto, dove si imbocca la sterrata in discesa. Ignorato un bivio verso una cascina, si continua a scendere fino all'attacco del sentiero attrezzato (20' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L'ultimo tratto di discesa, scivoloso per l'umidità, è assicurato da una corda. Si gira a destra iniziando il vero sentiero attrezzato: una rampa diagonale, poi una cengia, fino a passare sotto il ponte in pietra per Bagneri. Attraversato il ponte, un comodo sentiero costeggia il torrente tra scorci bellissimi, alternando tratti attrezzati — talvolta in fune metallica, altre in corda, leggermente più esposti, con appigli artificiali per i piedi — e tratti liberi. Si procede tra saliscendi attrezzati fino a un tratto di discesa su corda verso il torrente; più in basso si cammina su comode rocce, traversando verso sinistra fino a una breve parete verticale con staffe metalliche. Un tratto di sentiero attrezzato porta al primo ponte delle scimmie a tre corde, che conduce sulla destra orografica; segue un tratto in discesa fino a un ponte di pietra che riporta sulla sinistra orografica. Si prosegue a bordo torrente sulle rocce, ignorando una deviazione con segni gialli verso una cascata, fino a un traverso orizzontale poco sospeso sul fiume, presso una cascata, e quindi al secondo ponte sospeso, di nuovo sulla destra orografica. Si riprende a destra su un traverso con staffe proprio sopra il torrente, dove questo si stringe, fino a una cengia spesso umida con comodi saliscendi; un tratto di discesa verticale verso il greto e una rampa diagonale portano a un piccolo canyon naturale, dove si procede orizzontali con i piedi sulle staffe a picco sull'acqua. Aggirato uno spigolo non marcato, il lungo traverso attraversa un ambiente sempre più meraviglioso, con il torrente che si insinua nel canyon dopo una cascata; un tetto roccioso obbliga a scendere leggermente e, dopo un tratto con i piedi su una corda, si raggiunge il terzo e ultimo ponte sospeso, il meno corto dei tre. Si torna sulla sinistra orografica e, dopo gli ultimi metri di fune, termina il sentiero attrezzato (2h dall'attacco, 2h 20' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    L'itinerario è tecnicamente contenuto e regala un ambiente di forra di rara bellezza, con attrezzature discontinue tra fune metallica e corda.

    ⚠ Trovandosi lungo un torrente e, nell'ultimo tratto, dentro una forra, va evitato nei periodi successivi ad abbondanti piogge, quando il tracciato risulterebbe molto umido e scivoloso. La provincia di Biella mette a disposizione mappe e tracce dei propri sentieri.

    ▲Discesa

    Dal termine si risale il pendio verso la costa che sovrasta la forra fino a una mulattiera che, in discesa, riporta a Sordevolo, a via Bagneri e quindi al parcheggio (40' dalla fine, 3h totali). Volendo, gli appassionati possono percorrere l'itinerario in senso opposto e rientrare lungo lo stesso sentiero attrezzato, con difficoltà leggermente maggiori nei pochi tratti verticali.

    ▲Da abbinare

    Non lontano si sviluppano altre vie ferrate moderatamente difficili: la Ferrata Nito Staich, la Ferrata di Rosazza e la Ferrata Ciao Miki nei pressi di Oropa (circa 30 minuti d'auto), la Ferrata del Limbo sempre a Oropa e la Ferrata della Balma presso San Paolo Cervo (circa 40 minuti).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoPrealpi Biellesi
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata170 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max800 m
    • Lunghezza7,8 Km
  • Ferrata delle Guide di Macugnaga al Monte Moro

    Ferrata delle Guide di Macugnaga al Monte Moro

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata delle Guide di Macugnaga al Monte Moro
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata delle Guide di Macugnaga è una via recente, di alta quota, che si sviluppa al Passo di Monte Moro lungo la Cresta di San Pietro. È una ferrata di cresta, aerea e breve: non presenta particolari difficoltà tecniche, ma è molto esposta e immersa in un ambiente d'alta montagna, alle soglie dei 3000 metri.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia che collega Staffa (provincia del Verbano-Cusio-Ossola) al Passo di Monte Moro. Per raggiungere Staffa si percorre di norma l'A26 fino a Gravellona Toce, sul versante occidentale del Lago Maggiore, poi si prosegue oltre Anzola d'Ossola sulla SR549 di Macugnaga, risalendo la valle fino al paese, dove si parcheggia nei pressi della funivia (punto di partenza su Google Maps). Dalla stazione a monte si scende verso il rifugio Oberto Maroli e da qui si prosegue in direzione della Cresta di San Pietro, seguendo le tracce sotto la roccia fino all'attacco della ferrata (30' dalla stazione della funivia).

    ▲Il percorso

    La via parte subito verticale, risalendo una parete con abbondanti cambre a sostegno dei piedi; in cima si vira a destra lungo la cresta, con un breve tratto in disarrampicata, esposto ma non difficile. Si percorre poi un tratto di cresta con brevi salite e discese su pulpiti rocciosi — il primo in leggero strapiombo — fino a scendere alcuni metri e raggiungere un aereo e adrenalinico ponte sospeso. Attraversato il ponte si percorre un traverso verso destra, si risale una breve parete e si prosegue in salita lungo le attrezzature, sempre abbondanti; terminata in breve la salita inizia la discesa, anch'essa attrezzata ma meno impegnativa, che porta al termine della via ferrata (1h dall'attacco). Da qui si può rientrare alla funivia, oppure proseguire verso il Joderhorn: dal termine della ferrata si va a sinistra seguendo alcuni ometti nella ripida salita fino alla cresta sommitale (3036 m), da cui si scende alla croce di vetta con il libro delle firme; si ripercorre poi a ritroso il sentiero fino al Passo di Monte Moro, con un breve tratto attrezzato, e quindi alla funivia (45' dal Joderhorn).

    ▲Carattere e difficoltà

    È una classica ferrata di cresta in cui l'esposizione è la protagonista: le difficoltà tecniche sono modeste e il dislivello basso, quasi tutto concentrato nella prima parete verticale; il resto è cresta aerea, con il ponte a rendere il tutto ancora più esposto.

    ⚠ Si è in alta montagna, alle soglie dei 3000 metri: prestare la dovuta attenzione all'equipaggiamento e alle condizioni meteo, che possono cambiare rapidamente.

    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d'alta quota legato all'apertura della funivia e alla stagione estiva; da valutare sempre con meteo stabile vista la quota e l'esposizione.

    ▲Discesa

    Dal termine della ferrata si segue il chiaro sentiero che in 20 minuti riporta alla funivia (2h complessive).

    ▲Da abbinare

    Relativamente vicine ci sono due ferrate periferiche che può valere la pena combinare una volta in zona: la Ferrata Gabi al Sempione, a circa 1h 15' da Staffa e con itinerario non particolarmente lungo, e la Ferrata del Lago, più lunga e che di solito richiede il pernottamento al Rifugio Andolla (2h di sentiero).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoMonte Rosa
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Quota max2905 m
    • Lunghezza6 Km
  • Ferrata delle Gorge sulla Dora Riparia

    Ferrata delle Gorge sulla Dora Riparia

    Vie Ferrate › Piemonte › Torino
    Ferrata delle Gorge sulla Dora Riparia
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Dopo anni di chiusura per una frana, nel 2022 è stata riaperta la bella Ferrata delle Gorge, che si svolge nel canyon scavato dalla Dora Riparia in Val di Susa. L'itinerario ha uno sviluppo prevalentemente orizzontale, con traversi e paretine mai troppo difficili, e gli attraversamenti del torrente la rendono emozionante: una ferrata di media difficoltà.

    ▲Avvicinamento

    La partenza è nei pressi della scuola di Giaglione (Torino), raggiungibile dall'autostrada della Val di Susa (punto di partenza su Google Maps). Vicino al parcheggio un cartello fornisce informazioni sulla ferrata; si seguono i cartelli lungo la strada che passa accanto al campo sportivo in salita, dapprima asfaltata e poi sterrata nel bosco. Si prosegue sul sentiero, si oltrepassa un edificio e si raggiunge la bacheca in località Pineut; da qui si segue il sentiero verso sinistra (segni bianco-rossi) fino all'attacco (circa 35' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La ferrata si svolge inizialmente sulla sinistra orografica della Dora Riparia. La prima sezione è in discesa e, tra paretine e balzi rocciosi — uno dei quali più impegnativo —, si avvicina al canyon; segue un bel traverso esposto a picco sul torrente, dove abbondanti cambre aiutano a posizionare i piedi, fino al primo ponte sospeso, decisamente adrenalinico. Oltrepassato il ponte si passa sulla destra orografica, si traversa a sinistra e si sale nel bosco alternando tratti di sentiero attrezzato e tratti di semplice sentiero, fino a una lunga scala metallica; la si scende e si raggiunge un secondo ponte sospeso. L'ultima parte è più verticale: si risale una parete sfruttandone le debolezze, su difficoltà per lo più facili, fino a un ultimo salto di qualche metro con un paio di passi in strapiombo, dove le cambre aiutano decisamente. Esauriti i tratti su roccia, seguendo il sentiero attrezzato si raggiunge il termine della via (2h 30' dall'attacco, circa 3h 15' complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    Percorso di forra in un ambiente molto bello, con poche occasioni di arrampicata ma decisamente panoramico; le difficoltà restano medie e ben distribuite.

    ⚠ La via è stata riaperta dopo anni di chiusura per frana: in ambiente di canyon prestare comunque attenzione alle condizioni del torrente e della roccia dopo le piogge.

    ▲Periodo e sicurezza

    Quota contenuta e fondovalle: percorribile in un'ampia stagione, valutando portata e livello del torrente.

    ▲Discesa

    Si seguono le indicazioni in loco e in breve si raggiunge una sterrata e quindi il paese (30' dal termine della ferrata, 3h 45' complessive).

    ▲Da abbinare

    In posizione centrale lungo la Val di Susa, è facilmente concatenabile con le altre ferrate della valle: tra le più vicine la Ferrata della Ruceia, la Ferrata Carlo Giorda, la Ferrata Rossa a Caprie, la Ferrata dell'Orrido di Foresto e l'Orrido di Chianocco verso Torino. Spostandosi verso il Monginevro si incontrano le ferrate di Claviere (Rocca Clarì, dei Militari, Batteria Bassa e la lunga Ferrata dello Chaberton); dal 2024 è aperta anche la Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoVal di Susa
    • Avvicinamento0:35 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max850 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata dei Funs all’Ico Quaranta

    Ferrata dei Funs all'Ico Quaranta

    Vie Ferrate › Piemonte › Cuneo
    Ferrata dei Funs all'Ico Quaranta

    La Ferrata dei Funs è una via recente in stile francese che risale l'Ico Quaranta, sopra Entracque in provincia di Cuneo, nelle Alpi Marittime. È verticale, esposta e con tratti strapiombanti che la rendono decisamente atletica; le numerose staffe metalliche riducono al minimo il contatto con la roccia, ma il giudizio resta positivo perché la progressione è divertente e l'itinerario appagante.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla borgata di Tetti Violini, sopra Entracque (punto di partenza su Google Maps), dove si parcheggia e si imbocca il sentiero di avvicinamento. Si seguono i cartelli e le tacche gialle che indicano l'attacco della ferrata: ai primi tre bivi si tiene sempre la destra fino al cartello di inizio via (30' dal parcheggio), sotto un'imponente bastionata rocciosa.

    ▲Il percorso

    Dal sentiero si attacca la parete in diagonale, aiutandosi con le staffe; ci si porta verso uno spigolo e si comincia a salire in verticale. Risalendo, la parete prende la forma di un diedro poco marcato in cui si progredisce ora su un lato ora sull'altro, sfruttando le abbondanti staffe che accompagnano tutta la via. La prima sezione è nettamente verticale, con alcuni tratti strapiombanti, e fa guadagnare quota rapidamente in un'esposizione crescente: le possibilità di arrampicare davvero sono ridotte, ma la progressione resta divertente e il panorama alle spalle bellissimo. Si arriva a un bivio segnalato: a sinistra una via facile, a destra una via difficile, che si ricongiungono dopo poco. Le due varianti si differenziano per quantità e continuità di tratti strapiombanti: la variante difficile si può considerare di livello Molto Difficile dal punto di vista atletico, nonostante l'uso abbondante delle staffe, mentre la variante normale aggira un tettino roccioso mantenendo difficoltà contenute pur con l'esposizione accumulata. Poco dopo la ricongiunzione termina la prima sezione e si prosegue su un sentiero nel bosco; si aggira un risalto roccioso e in breve si è all'attacco della seconda sezione. Questa inizia con una lunga parete verticale abbondantemente staffata: risalita la placca si intravede a destra il ponte sospeso che si percorrerà poco dopo. Si prosegue leggermente in diagonale fino a un aereo traverso e quindi al ponte; lo si attraversa e in breve si raggiunge il termine della ferrata (2h 30' dall'attacco, 3h complessive). Seguendo il sentiero si arriva in cima (5' dal termine della ferrata).

    ▲Carattere e difficoltà

    È una ferrata impegnativa, esposta e atletica, di tipologia francese, con abbondanza di staffe e poco arrampicabile, ma comunque divertente e adrenalinica. La prima sezione è la più dura per via delle pareti strapiombanti; i tratti successivi restano impegnativi ma meno stancanti e più piacevoli.

    ⚠ Via molto atletica: affrontarla solo con buona preparazione fisica. Anche la discesa è in parte attrezzata, quindi conviene non togliere l'imbrago all'arrivo.

    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario per la stagione estiva nelle Alpi Marittime; data l'esposizione e l'impegno fisico è preferibile sceglierla con tempo stabile ed evitare le ore più calde.

    ▲Discesa

    La discesa segue le tacche gialle lungo un sentiero in parte attrezzato, perciò conviene tenere l'imbrago: si scende ripidamente fino a un bivio segnalato, si prosegue sul sentiero che aggira la parete appena salita e dopo circa un'ora ci si ricongiunge al sentiero di avvicinamento, quindi a ritroso fino all'auto (1h dal termine della ferrata, 4h complessive).

    ▲Da abbinare

    In poco meno di un'ora d'auto si raggiunge l'attacco della Ferrata del Bec Valletta. Tra le altre ferrate del Cuneese da approfondire ci sono la Ferrata degli Alpini, la Ferrata di Chiaronto, la Ferrata Rocca dei Senghi e quella di Camoglieres; spostandosi a sud si raggiunge la Ferrata degli Artisti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Marittime
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario600 m
    • Quota max1625 m
    • Lunghezza6,6 Km
  • Ferrata della Falconera

    Ferrata della Falconera

    Vie Ferrate › Piemonte › Vercelli
    Ferrata della Falconera

    La Ferrata della Falconera sale una parete verticale sopra Varallo, in provincia di Vercelli. È una via atletica e molto esposta, con alcuni tratti strapiombanti e un ponte sospeso: più faticosa che tecnicamente difficile, ma da non sottovalutare. Adatta a escursionisti esperti e ben allenati; per i passaggi strapiombanti è consigliato l'uso di un rinvio o di una longe.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Varallo (Vercelli), parcheggiando nell'ampio piazzale presso la casa di riposo «Casa Serena» (punto di partenza su Google Maps). Si attraversa la strada in direzione di una mulattiera e di una bacheca informativa, si risale una decina di minuti fino a un bivio dove un sentiero a mezzacosta nel bosco conduce a un facile tratto attrezzato e quindi al cartello d'inizio della ferrata (20' dal parcheggio). All'attacco una panchina permette di vestire imbrago e attrezzatura, ma è bene mettere il casco già dal parcheggio: non di rado cadono pietre dall'alto.

    ▲Il percorso

    Dall'attacco si percorrono un paio di metri in orizzontale a destra e si risale una prima parete di roccette appoggiate piegando verso destra. Iniziano presto le abbondanti staffe che fanno guadagnare quota ed esposizione, con un primo assaggio di parete leggermente strapiombante, fino al traverso verso destra detto «Traverso della chiappa tremante», prima orizzontale poi più diagonale. Si raggiunge una cengia che passa accanto alla «Grotta del Fico» e conduce sotto una prima parete verticale più impegnativa: la si risale verso un tetto roccioso, con funi su entrambi i lati, aggirandolo dal lato sinistro lungo un tratto che ricorda un breve diedro. Si percorre quindi la panoramica «Cengia dei 4000» e, in forte esposizione, si arriva alla «Cengia della Campana», con la sua campanella metallica, che porta verso destra sotto la parete verticale dei due passaggi più impegnativi della via. Il primo è un tetto roccioso molto spanciante, breve (un paio di metri) ma esposto, da superare con agilità senza indugiare nel cambio del moschettone per non affaticare le braccia; si prosegue in verticale sui pioli fino a un secondo tetto, simile ma con un effetto di sbandieramento verso l'esterno, che richiede forte esposizione e impegno fisico. Si raggiunge così un terrazzino panoramico dove riprendere fiato. Dopo un paio di pareti più semplici e un tratto gradonato di cresta, in parte rocciosa in parte erbosa, si arriva al ponte sospeso «Ponte Via col Vento»: a quattro corde e abbastanza stabile, ma con le funi intrecciate da scavalcare in alcuni punti (lo si può percorrere anche su due funi, come un ponte delle scimmie). Dal termine del ponte un facile ma esposto traverso orizzontale verso destra introduce agli ultimi passaggi: una parete verticale, alcune roccette e un paio di balzi rocciosi portano alla «Cresta del Traguardo» e, dopo alcuni passaggi ben assistiti, al libro delle firme che segna la fine della via (2h dall'attacco, 2h 20' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    La Falconera è ottimamente attrezzata e tecnicamente non difficile, poiché le attrezzature guidano per tutta la salita riducendo l'arrampicabilità; è però molto atletica, con un dislivello elevato e due passaggi chiave davvero impegnativi sul piano fisico. I fittoni sono numerati, cosa utile per la localizzazione in caso di incidente.

    ⚠ L'esposizione è elevata lungo tutto il percorso e i due tetti strapiombanti tendono a buttare in fuori: in questi punti un rinvio o una longe sono molto utili. Attenzione alla caduta di pietre: casco fin dal parcheggio.

    ▲Periodo e sicurezza

    Da inizio 2020 la via è dotata di illuminazione notturna, caratteristica che la rende unica in Italia: l'accensione avviene di norma il sabato negli orari indicati dai gestori e in prossimità di alcune festività (conviene verificare giornate e orari ufficiali prima di andare). A prescindere dall'illuminazione, la torcia frontale è comunque necessaria per il ripido rientro. Cartografia consigliata: carta della Valsesia.

    ▲Discesa

    La via di rientro più diretta verso Varallo segue il sentiero 636C in direzione nord-est, poi il 636B verso il laghetto di Scarpia; giunti al lago si imbocca il 636 in discesa verso Varallo (circa 40' di discesa, 3h totali). Lungo il percorso, a meno di 10 minuti dal termine della ferrata, si trovano alcuni tavoli in pietra per una sosta.

    ▲Da abbinare

    Il proseguimento naturale è la Ferrata del Partusac, il cui attacco è vicino al termine della Falconera lungo il sentiero di rientro. In zona si possono percorrere la Ferrata dei Picasass (circa 1h d'auto verso il Lago Maggiore) e, nel biellese, la Ferrata della Balma, la Ferrata Nito Staich o il Sentiero Attrezzato dell'Infernone; il ponte sospeso ricorda quello della Ferrata Detomasi a Cimalegna.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoValsesia – Monte Tovo
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata300 m
    • Dislivello itinerario400 m
    • Quota max830 m
    • Lunghezza4,8 Km
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