Regione: Veneto

  • Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Terza Cengia Pomagagnon

    La Ferrata Terza Cengia Pomagagnon — nota anche come Sentiero Attrezzato Zumeles — percorre una cengia spettacolare sulle pareti orientali del Pomagagnon sopra Cortina d’Ampezzo. L’alternanza di tratti attrezzati e passaggi liberi su cengia esile ed esposta, con fondo ghiaioso instabile, rende l’itinerario più impegnativo sul piano dell’attenzione che della tecnica pura. Panorama straordinario sui gruppi dolomitici circostanti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio dell’Istituto Putti, sopra Cortina d’Ampezzo (Belluno). Si sale verso nord-est per sentiero, poi si prende la ciclabile 211 tenendo la sinistra; si continua sul sentiero 202 in salita tenendo la destra e ignorando il segnavia 218. Giunti al canalone della Ferrata Strobel si tiene la destra e ci si abbassa brevemente, poi si risale fino alle indicazioni per la Terza Cengia: circa 1 ora e 30 minuti dall’inizio.

    ▲Il percorso

    La cengia si presenta inizialmente ampia, poi si restringe notevolmente diventando molto esile ed esposta. I tratti attrezzati si alternano a passaggi liberi su terreno inclinato e ghiaioso: la progressione richiede concentrazione costante. Il fondo instabile è la vera insidia di questo itinerario più che la difficoltà tecnica delle singole sezioni. Dopo aver aggirato uno spigolo si raggiunge la Punta Erbin, con panorama eccezionale sul gruppo delle Tofane e sulle Dolomiti di Cortina.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile per la tecnica alpinistica, ma l’esposizione e il fondo ghiaioso richiedono cura. Il dislivello dell’itinerario è di 981 m su 16,3 km con un totale di 6 ore: i tempi lunghi sono dovuti all’avvicinamento e al dislivello da affrontare, non alla complessità della ferrata.

    ⚠ Il fondo ghiaioso della cengia può essere scivoloso anche con terreno asciutto. Fare attenzione a non smuovere sassi verso eventuali alpinisti che seguono. Valutare con attenzione in caso di umidità o terreno bagnato.
    ▲Discesa

    Dalla Punta Erbin si scende per sentiero verso Cortina, rientrando al parcheggio dell’Istituto Putti. L’itinerario totale andata/ritorno è di circa 6 ore per 16,3 km.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPomagagnon / Dolomiti di Cortina
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata500 m
    • Dislivello itinerario981 m
    • Quota max2300 m
    • Lunghezza16,3 Km
  • Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Vie Ferrate › Veneto › Verona
    Sentiero Attrezzato della Val Sorda

    Il Sentiero Attrezzato della Val Sorda si sviluppa nelle Prealpi Veronesi, risalendo la selvaggia omonima valletta tra pareti calcaree boscose. Breve ma ricco di atmosfera: cascate, pozze, massi levigati e il buio di una breve galleria naturale si alternano a tratti attrezzati con corde e catene, rendendo l’itinerario ideale per un’uscita mezza giornata adatta a tutta la famiglia.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Lumini, frazione di Brentino Belluno (VR). Si segue la strada che sale da Rivoli Veronese in direzione Val Sorda, parcheggiando all’area attrezzata nei pressi dell’ingresso della valle. L’avvicinamento è brevissimo: si raggiunge l’attacco della gorgia in pochi minuti a piedi.

    ▲Il percorso

    Il sentiero risale il torrente tra pareti strette e bagnate. Già all’inizio si incontrano le prime corde fisse per superare un masso levigato; poi si attraversa una galleria naturale nel buio totale (portare una torcia). Seguono passaggi su massi con corde, passaggi accanto a cascate e pozze, fino a uscire dalla gorgia nella parte alta della valle. Il percorso è attrezzato con corde e catene fisse nei punti più tecnici.

    ▲Carattere e difficoltà

    Difficoltà Facile. L’ambiente è selvaggio ma le difficoltà tecniche sono minime. Il passaggio nella galleria naturale è il momento più suggestivo: è corto ma completamente buio — una torcia frontale è indispensabile.

    ⚠ Portare una torcia o lampada frontale per la galleria. Il terreno è spesso bagnato e scivoloso per via delle cascate: calzature con buona aderenza. Non adatto durante le piene del torrente. Percorribile tutto l’anno ma meglio evitare in caso di piogge intense.
    ▲Discesa

    Dall’uscita della gorgia si rientra per il sentiero nel bosco che riporta al parcheggio di partenza. Itinerario ad anello di circa 2 ore e 30 minuti per 4 km con 200 m di dislivello.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPrealpi Veronesi / Monte Baldo
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)2:30 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max450 m
    • Lunghezza4 Km
  • Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Sentiero storico della Grande Guerra che risale il Monte Pubel lungo la cengia artificiale scavata dagli alpini. Tecnicamente elementare, con cavi utili soprattutto su terreno bagnato e boschivo, ideale come primo approccio all'ambiente attrezzato.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza si trova sulla strada che collega Valstagna con Foza (Vicenza): si raggiunge Valstagna dalla SS47 della Valsugana da Bassano sul Grappa, si svolta a sinistra verso Piazza San Marco e si seguono le indicazioni per Foza fino al secondo tornante, dove un cartello segnala Cala del Sasso. Si parcheggia a bordo strada. Dal parcheggio si percorre una sterrata verso ovest in Val Frenzela, quindi si prende a destra il sentiero 779, ben segnalato per il Sentiero Pierino dalla Zuanna (PDZ).

    ▲Il percorso

    Il sentiero sale su traccia chiara raggiungendo in successione il Pian dea Mea (350 m), il Balcon de Rialto (479 m) e il Col dei Mufloni (618 m). A circa un'ora dal parcheggio si arriva al Bivio Strada Militare (660 m): tenendo la sinistra si entra nella parte più interessante dell'itinerario. Poco dopo un secondo bivio: a sinistra scende la variante facile non attrezzata usata al ritorno, a destra si imbocca la variante attrezzata nel bosco. Si sale fino a una galleria militare con targetta, poi si percorre la cengia artificiale scavata nella roccia. Un tratto ripido con cavo conduce alla Base del Canale (975 m), da cui una scaletta metallica e circa 100 m alternati tra tratti attrezzati e sentiero portano alla cima del Monte Pubel.

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Le attrezzature non compensano difficoltà arrampicatorie ma aumentano la sicurezza su fondo boschivo, scivoloso e in qualche punto esposto. La cengia artificiale scavata dagli alpini è il passaggio più caratteristico della via.

    ⚠ Fondo insidioso con pioggia o neve: bastoni telescopici consigliati nei tratti non attrezzati del bosco.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da primavera ad autunno. La via è esposta a est e la parte bassa nel bosco rimane umida a lungo dopo le piogge. Evitare con neve o ghiaccio. Non richiede attrezzatura alpinistica, ma il set da ferrata è raccomandato.

    ▲Discesa

    Dal termine della via si ridiscende prendendo la variante non attrezzata a sinistra del secondo bivio, che riporta al bivio della Strada Militare e poi al parcheggio di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nella zona del Monte Pasubio e dell'Altopiano si trovano diversi itinerari della Grande Guerra: il Sentiero Attrezzato Baglioni e il Sentiero Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoAltopiano di Asiago / Valbrenta
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max1138 m
    • Lunghezza9 Km
  • Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    ⚠ SENTIERO CHIUSO Il Sentiero Attrezzato Baglioni è attualmente chiuso a causa di una frana pericolosa lungo il percorso. Non avventurarsi fino alla riapertura ufficiale confermata dal CAI locale o dall’Ente Parco.

    Il Sentiero Attrezzato intitolato a Pasquale Baglioni corre a mezzacosta sul versante occidentale del Pasubio, nella Valle delle Prigioni, in un’area ricca di testimonianze della Prima Guerra Mondiale. L’itinerario con partenza da Pian delle Fugazze è tanto interessante dal punto di vista storico quanto variato negli ambienti, con tratti attrezzati, gallerie e belvederi sulla sottostante vallata.

    ▲Avvicinamento

    Da Pian delle Fugazze (parcheggio ampio al passo, raggiungibile da Rovereto o Schio, indicazioni Maps) si attraversa la strada verso nord e si sale per il sentiero CAI 179 (‘Strada degli Eroi’), carrareccia che si percorrerà anche al rientro. Il sentiero accorcia i tornanti della strada e arriva a Malga Val di Fieno, dove si lascia il sentiero 170 per il Rifugio Papa e si seguono le indicazioni per il Sentiero Attrezzato Baglioni con segnavia CAI 141 (1645 m, 1h15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il sentiero prosegue a mezzacosta tagliando la dorsale sud della Cima Palon. I primi tratti attrezzati, con cavi che fungono più da corrimano che da vera protezione, accompagnano una lieve perdita di quota. La visuale sulla sottostante vallata e sui rilievi sovrastanti è notevole per tutta la progressione. Si raggiunge il passaggio più impegnativo: un canalino roccioso con fondo instabile e franoso, disceso mantenendosi sul versante destro con l’aiuto di cambre. Dopo circa 1h15′ dall’inizio del Sentiero Baglioni si incontrano due gallerie che attraversano la roccia senza richiedere la torcia. Terminate le gallerie si risale una verde vallata fino a un bivio: a sinistra il Passo dell’Omo, dritto il proseguimento (1h45′ dall’inizio, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. Il canalino con fondo franoso è il passaggio più tecnico; i tratti attrezzati nel resto del percorso hanno difficoltà contenuta. Il valore aggiunto è l’ambiente storico-alpinistico unico del Pasubio con le sue gallerie e le testimonianze della Grande Guerra.

    ⚠ Attenzione alla nebbia pomeridiana, caratteristica del Pasubio e frequente anche d’estate. Preferire le ore del mattino per l’escursione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Il sentiero è attualmente chiuso. Quando sarà riaperto, la stagione consigliata è da maggio a ottobre. Verificare sempre lo stato di apertura presso il CAI locale prima di partire.

    ▲Discesa

    Dal termine del Sentiero Baglioni si segue il segnavia 135 verso destra con indicazioni per il Rifugio del Generale Papa. Si può scendere al rifugio oppure proseguire in quota attraverso gallerie e reperti di guerra, innestendosi sul sentiero di salita al Papa da Pian delle Fugazze e scendendo fino al bivio d’andata (2h30′ dal termine, 5h45′ totali).

    ▲Da abbinare

    Le Piccole Dolomiti offrono itinerari di grande valore tra cui il Sentiero Alpinistico Falcipieri, il Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto, la Ferrata Campalani, il Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega, la Ferrata Biasin, la Ferrata Viali e la Ferrata Ezio Ferrari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario988 m
    • Quota max2150 m
    • Lunghezza8 Km
  • Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales

    Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales

    Vie Ferrate › Veneto › BL
    Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Itinerario di rilievo sotto la parete est di Punta Anna nelle Tofane, con un percorso attrezzato su cenge esposte, scale e un camino che porta a 2580 m nel cuore delle Dolomiti d’Ampezzo. Il Rifugio Ra Vales rappresenta la meta intermedia dell’anello, immerso in uno scenario dolomitico d’eccezione raggiungibile da Cortina.

    ▲Avvicinamento

    Da Cortina d’Ampezzo si sale alla Baita Pie Tofana (1675 m, indicazioni Maps) e si prosegue in seggiovia oppure a piedi per il sentiero 405 fino al Rifugio Pomedes (2303 m). Dal rifugio si percorre la carrareccia e poi una traccia nel ghiaione sotto la parete est di Punta Anna, fino alla targa commemorativa che segna l’attacco (1h15′ dall’impianto superiore, 1h45′ totali).

    ▲Il percorso

    Si attacca con una cengia in salita attrezzata, seguita dalla discesa di una breve paretina con canalino (possibile neve residua in primavera). Si attraversa un secondo canalino e si percorre una nuova cengia su fondo detritico. Si incontra la prima scala esposta, poi alcune roccette e una cengia in discesa. Un tratto ripido e tortuoso su ghiaia porta allo sperone con la seconda scala. Si risale quindi un camino il cui primo balzo è atletico, si percorre una cengia sotto un tetto e si supera uno spigolo: il Sentiero Attrezzato termina a 2580 m (1h15′ dall’attacco). Da qui si scende nella valle destra verso il Rifugio Ra Vales (2470 m, 2h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. Il camino con il primo balzo atletico e le scale esposte sono i passaggi che richiedono maggiore tecnica. Il fondo detritico e la possibile neve residua aumentano il grado di attenzione necessario.

    ⚠ I canalini possono conservare neve fino a luglio inoltrato. Verificare le condizioni prima di partire, soprattutto nella prima parte di stagione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a ottobre. Il Rifugio Ra Vales offre ristoro a metà percorso.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Ra Vales si segue il sentiero 407 verso nord fino alla Forcella Ra Vales (2300 m), poi si scende per canalone alla Baita Pie Tofana (5h30′ totali ad anello). In alternativa si rientra in funivia dal Rifugio Pomedes.

    ▲Da abbinare

    La zona delle Tofane offre numerosi altri itinerari d’alta quota nelle Dolomiti d’Ampezzo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario280 m
    • Quota max2576 m
    • Lunghezza2,9 Km
  • Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf

    Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Marino Guardiano sale al Monte Pelf nel Gruppo dello Schiara, uno dei massicci più selvaggi delle Dolomiti Bellunesi. Itinerario lungo e impegnativo — ideale da abbinare ad altre vie dello Schiara in un giro di più giorni — con difficoltà tecniche moderate nei tratti attrezzati ma terreno esposto e non banale nei passaggi non protetti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Case Bortot (695 m) in provincia di Belluno (indicazioni Maps): da Belluno si segue la strada del Col di Lana, poi verso Bolzano Bellunese e il Parco delle Dolomiti Bellunesi. Il parcheggio è allo spiazzo finale. Si segue il CAI 501 nel bosco: dopo il Ponte del Mariano (30′) si tiene la sinistra per il Rifugio VII Alpini (1502 m — 2h 45′).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio VII Alpini si sale verso Forcella Marmol con la Ferrata Marmol, che costituisce il primo tratto attrezzato della giornata. Raggiunta la forcella si abbandona la ferrata e si attacca il Sentiero Attrezzato Guardiano in direzione del Pelf: il percorso sale su terreno misto, alternando roccia e erba, con tratti attrezzati di moderata difficoltà e lunghi passaggi su cresta esposta privi di protezioni. La cima del Monte Pelf è il punto più alto e panoramico dell’itinerario. Il rientro scende lungo il CAI 507 fino a Ponte del Mariano e al parcheggio di partenza.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, con una lunghezza totale di giornata molto impegnativa. I tratti attrezzati non superano MD ma l’itinerario non è adatto a chi non ha esperienza su terreno alpino. Complessità: tecnica 2/5, fisica 4/5, esposizione 3/5, ambiente 4/5.

    ⚠ Itinerario da non sottovalutare per lunghezza e isolamento. Portare viveri e acqua abbondanti; verificare la disponibilità del Rifugio VII Alpini (aperto stagionalmente).
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L’escursione completa richiede una giornata intera o un pernottamento al rifugio. Partire all’alba per evitare i temporali pomeridiani.

    ▲Discesa

    Dal Pelf si scende per CAI 507 verso il Ponte del Mariano e al parcheggio di Case Bortot (itinerario ad anello).

    ▲Da abbinare

    Nel Gruppo dello Schiara: la Ferrata Zacchi, la Ferrata Marmol e la Ferrata Berti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Bellunesi – Gruppo Schiara
    • Avvicinamento6:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)11:30 h
    • Dislivello ferrata340 m
    • Dislivello itinerario1805 m
    • Quota max2502 m
    • Lunghezza22 Km
  • Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Il Sentiero Attrezzato Kaiserjager sale al Piccolo Lagazuoi dal Passo di Valparola, in un contesto impregnato di storia bellica: le trincee e le strutture difensive austriache della Grande Guerra accompagnano ogni passo. Itinerario facile, ideale per avvicinarsi al mondo delle vie ferrate con un’esperienza panoramica di grande impatto.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge il Passo di Valparola, 2 Km a est del Passo Falzarego sulla strada tra Cortina e la Val Badia. Ampio parcheggio nei pressi del bar-ristorante (indicazioni Maps). Dal parcheggio si scende leggermente su sentiero e si percorre una traccia che punta verso le pareti meridionali del Lagazuoi, identificando in alto la gola con il ponte sospeso. In circa 45 minuti si raggiunge la cengia attrezzata che segna l’inizio del percorso.

    ▲Il percorso

    Si percorre la cengia fino a un canalino: lo si risale sfruttando tavole di legno incastrate come gradini e una serie di infissi metallici privi di cavo continuo. Attenzione — su questi infissi ci si deve assicurare singolarmente se si vuole procedere in sicurezza. Superato il canalino si entra su una cengia attrezzata con cavo che porta verso l’alto, offrendo una vista sempre più ampia sulle Dolomiti. Si raggiunge il pianoro sommitale e il bivacco militare del Piccolo Lagazuoi (1h 15′ dall’attacco, 2778 m). In discesa si può scegliere la stessa via o imboccare la galleria di guerra del Lagazuoi che scende alla stazione della funivia.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile: i passaggi attrezzati non presentano difficoltà tecniche significative. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5. Ottimo per neofiti con guida o per famiglie con esperienza escursionistica.

    ⚠ Gli infissi metallici del canalino non hanno un cavo continuo: chi intende assicurarsi deve collegare la longe direttamente ad ogni infisso. Verificare le condizioni della via in stagione primaverile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a ottobre. Evitare in caso di temporale: la cengia è esposta ai fulmini. La funivia del Lagazuoi offre un comodo rientro alternativo.

    ▲Discesa

    Si scende per la via di salita (45′ al parcheggio) oppure si percorre la galleria di guerra interna al Lagazuoi fino alla stazione della funivia e si scende a Passo Falzarego (funivia a pagamento).

    ▲Da abbinare

    Nelle vicinanze: la Ferrata Fusetti al Sass de Stria, la Ferrata Tomaselli e la classica Ra Gusela.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane
    • Avvicinamento0:40 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata350 m
    • Dislivello itinerario575 m
    • Quota max2778 m
    • Lunghezza5,2 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz

    Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz
    Moderatamente Difficile● ChiusaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ ATTENZIONE — Via CHIUSA: Il Sentiero Attrezzato dei Mar risulta chiuso. Verificare le condizioni aggiornate prima di qualsiasi pianificazione.

    Il Sentiero Attrezzato dei Mar percorre il versante settentrionale delle Pale di San Martino con partenza dall'isolato abitato di Gares, salendo verso il Mulaz tra panorami sul Focobon. Itinerario poco frequentato, tecnicamente non difficile ma con fondo talvolta insidioso su erba e terroso.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Gares da Canale d'Agordo svoltando verso sud (ovest) per circa 7 Km su una bella vallata (indicazioni Maps). Parcheggio comodo nel paese. A piedi si raggiunge la chiesa e si imbocca l'itinerario verso Malga Stia seguendo le indicazioni, salendo prima su carrareccia poi sul sentiero 754 sul versante sinistro della Val di Greta. In circa 50 minuti si arriva a Malga Stia (1785 m), poi si continua sul sentiero 752 verso Forcella Stia.

    ▲Il percorso

    Da Malga Stia si percorre il sentiero 752 su prati verso Forcella Stia. Puntando alla Cresta dei Mar si arriva a una scaletta metallica e a un cartello che segnano l'inizio delle attrezzature. Si risale la scaletta e si affronta una prima esile cengia attrezzata. Si prosegue su crinale erboso seguendo la labile traccia verso la cresta rocciosa che si percorre restando appena sotto il filo di cresta, seguendo i cavi metallici e prestando attenzione al fondo erboso e terroso che può risultare scivoloso con umidità. Il percorso porta infine verso il Mulaz.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati non sono tecnicamente esigenti ma il fondo instabile e la labilità della traccia richiedono orientamento e prudenza. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 2/5, ambiente 3/5.

    ⚠ Via attualmente chiusa. Non percorrere senza aver verificato lo stato dell'attrezzatura con la Sezione CAI competente o con la Guardia di Finanza di Falcade.
    ▲Periodo e sicurezza

    Normalmente aperto da luglio a settembre. Verificare la riapertura prima di pianificare l'escursione.

    ▲Discesa

    Dal Mulaz si scende verso il Rifugio Mulaz e poi per sentiero verso Falcade oppure si rientra a Gares per la via di salita.

    ▲Da abbinare

    Nelle Pale di San Martino: la Ferrata del Canalino al Mulaz e la Ferrata Gabitta d'Ignoti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:
    • Itinerario (a/r)7:00 h
    • Dislivello itinerario1180 m
    • Quota max2560 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Vie Ferrate › Veneto › Vicenza
    Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Il Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto percorre un itinerario ad anello da Passo Campogrosso attraverso le gallerie e le trincee della Grande Guerra, salendo al Passo degli Onari e alla cima del Cornetto. Un percorso storico e panoramico, nel complesso facile ma con un tratto attrezzato di media difficoltà da percorrere con attenzione.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo di Campogrosso (Vicenza) si raggiunge da Recoaro Terme via Merendaore oppure da Rovereto passando per Pian delle Fugazze (indicazioni Maps). Si parcheggia al passo e si segue il sentiero 170 verso nord in direzione Malga Boffetal.

    ▲Il percorso

    Dal Passo Campogrosso si imbocca il sentiero 170, ampio e ben segnato, in direzione ovest delle pendici del Monte Cornetto fino al bivio col sentiero 176 che piega a destra in salita. Si attraversa la prima galleria militare — utile ma non indispensabile una torcia — e si prosegue su sentiero non difficile attraverso ulteriori gallerie di origine bellica. Il percorso taglia diagonalmente la parete meridionale del Cornetto su cenge panoramiche abbastanza larghe, poi entra in una gola dove il cavo metallico assiste nel passaggio più stretto. Si esce dalla gola e si sale deciso verso il Passo degli Onari, incontrando nuove gallerie, fino alla cima del Monte Cornetto. Il ritorno avviene per il sentiero 149 a mezzacosta fino al Passo del Baffelan e di nuovo al Passo Campogrosso.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile con un tratto attrezzato di media difficoltà nella gola. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5. Le gallerie aggiungono interesse storico senza aumentare il rischio.

    ⚠ Portare una torcia per le gallerie. Il fondo può essere bagnato all'interno; attenzione al terreno scivoloso all'uscita.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da aprile a novembre grazie alla quota relativamente bassa. Evitare in caso di neve o ghiaccio sui tratti esposti.

    ▲Discesa

    Anello completo: Passo degli Onari → sentiero 149 → Passo del Baffelan → Passo Campogrosso.

    ▲Da abbinare

    Nelle Piccole Dolomiti Vicentine: la Ferrata del Vajo Stretto e il Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti – Monti Lessini
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max1899 m
    • Lunghezza11 Km
  • Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Il Sentiero Attrezzato del Monte Cernera sale dal Passo Giau alla panoramica cima (2664 m) nel gruppo della Croda da Lago. Percorso breve e solo parzialmente attrezzato, con un canalino terminale che richiede attenzione particolare quando bagnato.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo Giau (2233 m) si raggiunge sulla strada tra Alleghe e Cortina d'Ampezzo (indicazioni Maps). Ampio parcheggio al passo. Si segue in direzione sud il sentiero CAI 436 verso Forcella Col Piombin. Raggiunta la forcella si devia a destra lungo i prati seguendo la traccia fino al primo tratto attrezzato (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto attrezzato risale una placca rocciosa di pochi metri. Superato il risalto si raggiunge un intaglio e poco più in alto si affronta il secondo tratto, leggermente più verticale del primo. Si prosegue su traccia sempre più ripida fino alla base di un canalino roccioso spesso bagnato per il drenaggio: è il passaggio chiave, da percorrere con cura. Terminato il canalino, pochissimi metri di facile arrampicata su roccette portano alla croce di vetta (1h 30' circa dal parcheggio), con vista a 360° sul Passo Giau e sulle Dolomiti circostanti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile. I tratti attrezzati sono brevi e ben appigliati. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5.

    ⚠ Il canalino finale drena l'acqua della parete e risulta spesso bagnato anche nelle giornate serene: prestare attenzione al fondo scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a ottobre. Evitare in caso di temporale: la cima è esposta. Il passo può essere innevato a inizio stagione.

    ▲Discesa

    A ritroso per il sentiero di salita fino al Passo Giau (3h circa totali andata e ritorno).

    ▲Da abbinare

    Spostandosi a nord si raggiungono le ferrate di Cortina: la Ferrata Sci Club 18, la Ferrata Strobel e la Ferrata dell'Averau.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane – Croda da Lago
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata50 m
    • Dislivello itinerario431 m
    • Quota max2.664 m
    • Lunghezza6 Km
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