Regione: Veneto

  • Sentiero Attrezzato Falcipieri

    Sentiero Attrezzato Falcipieri

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Falcipieri
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Falcipieri รจ una lunga traversata sulle 5 Cime del Pasubio (Veneto), in un ambiente intriso di storia della Grande Guerra con panorami estesi sulle Piccole Dolomiti vicentine.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza รจ la Bocchetta di Campiglia (1220m), in provincia di Vicenza, raggiungibile da Schio o da Rovereto percorrendo la strada che sale verso il Pian delle Fugazze. Dall’ampio parcheggio della Bocchetta di Campiglia si imbocca il segnavia 367 che, in breve avvicinamento di circa 15 minuti a piedi, porta all’attacco del percorso attrezzato.

    Il percorso

    Il Sentiero Falcipieri si sviluppa per circa 5 ore lungo la cresta delle 5 Cime del Pasubio, con un dislivello della sezione attrezzata di 700m. Il tracciato segue il segnavia 367 attraverso ambienti aperti e ventosi dove le testimonianze della Prima Guerra Mondiale sono ancora molto visibili: camminamenti, trincee e gallerie scavate nel vivo della roccia. I tratti attrezzati si susseguono sulle varie cime con cavi metallici e pioli che rendono sicuri i passaggi piรน esposti. La quota massima raggiunta รจ 2040m. La traversata completa, per lunghezza e ambiente, รจ tra le piรน caratteristiche delle Prealpi veneto-trentine.

    Carattere e difficoltร 

    Il Falcipieri รจ impegnativo soprattutto per la durata (5 ore di percorso attrezzato, 7h30′ totali) e l’ambiente aperto sul crinale, piรน che per le difficoltร  tecniche dei singoli passaggi. L’esposizione al vento e le rapide variazioni meteorologiche tipiche del Pasubio richiedono buona preparazione fisica e capacitร  di gestire le energie su un percorso lungo. Difficoltร : Moderatamente Difficile. Interesse storico eccezionale: l’intera zona fu teatro di sanguinosi combattimenti della Grande Guerra. Dotazione standard da ferrata consigliata.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a settembre. Il crinale delle 5 Cime รจ completamente esposto: in caso di temporali pomeridiani la ritirata puรฒ risultare difficoltosa lungo il percorso. La partenza mattutina รจ essenziale per completare la traversata prima del pomeriggio. In presenza di neve residua (possibile anche in maggio a 2000m) i tratti di cresta richiedono valutazione accurata delle condizioni.

    Discesa

    Il rientro dalla traversata avviene per la Strada delle 52 Gallerie (segnavia 366), storico percorso militare della Grande Guerra che scende verso la Bocchetta di Campiglia. Questo itinerario di discesa รจ esso stesso di grande interesse storico. Tempo totale dell’escursione: circa 7h30′ incluso l’avvicinamento.

    Da abbinare

    Sul versante trentino del Pasubio si trova il Sentiero Attrezzato Franco Galli al Corno Battisti, percorso altrettanto ricco di storia della Prima Guerra Mondiale. Le Piccole Dolomiti offrono numerose altre ferrate nell’area tra Recoaro Terme e Rovereto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPasubio
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata5:00 h
    • Itinerario (a/r)7:30 h
    • Dislivello ferrata700 m
    • Dislivello itinerario808 m
    • Quota max2040 m
    • Lunghezza11 Km
  • Ferrata Ivano Dibona al Cristallo

    Ferrata Ivano Dibona al Cristallo

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Ivano Dibona al Cristallo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ Avviso — La bidonvia che saliva a Forcella Staunies รจ stata smantellata (luglio 2017) ed รจ in attesa di ricostruzione a data da destinarsi; l’unico modo per raggiungere l’attacco รจ oggi risalire il ripido vallone detritico del Gran Staunies, su fondo ghiaioso instabile (almeno 2h dal termine della seggiovia). Anche il Rifugio Lorenzi, all’inizio della ferrata, risulta chiuso. รˆ un itinerario lungo e impegnativo a prescindere: pianificare tempi e meteo con cura.

    La Ferrata Ivano Dibona รจ uno stupendo itinerario di cresta sul Gruppo del Cristallo. Da Forcella Staunies percorre tutta la cresta che scende al Col dei Stombi, in un percorso di grande interesse paesaggistico e ricco di tracce indelebili dei combattimenti della Grande Guerra. Le difficoltร  tecniche non sono elevate, ma alcuni tratti sono esposti e soprattutto il dislivello complessivo richiede un ottimo allenamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio presso il Ristorante Rio Gere, da cui sale la seggiovia che collega Rio Gere (1700 m) con il Rifugio Son Forca (2215 m), lungo la strada del Passo delle Tre Croci che unisce Cortina d’Ampezzo ad Auronzo di Cadore, sul versante ampezzano (apri su Google Maps). L’attacco รจ a Forcella Staunies (2932 m): dal Rio Gere ci sono quasi 1250 m di dislivello, quindi รจ vivamente consigliato usare la seggiovia fino al Rifugio Son Forca. Da qui, smantellata la vecchia bidonvia che saliva alla forcella, l’unica soluzione รจ risalire il vallone detritico del Gran Staunies, un canale ripido e su fondo ghiaioso instabile da affrontare con prudenza, mettendo in conto almeno 2 ore dal termine della seggiovia.

    ▲Il percorso

    Raggiunta la Forcella Staunies si scorge la sagoma del Rifugio Lorenzi, in posizione stupenda ma chiuso; dietro di esso una scala metallica incastonata nella roccia dร  inizio alla ferrata. Terminata la passerella metallica, una scaletta avvia la prima sezione, la piรน “ferrata” dell’intero itinerario: una cengia con un passaggio su passerella di legno, un breve traverso che aggira un risalto roccioso con un paio di saliscendi privi di difficoltร , alcune roccette verso una galleria bellica piuttosto breve che piega subito a sinistra (torcia non necessaria) e una comoda cengia con passerella di legno. Si salgono altre roccette e si prosegue poco sotto il filo di cresta, con passaggi ampi e passerelle in legno dove il terreno si restringe, fino al ponte sospeso di circa 30 metri, uno dei punti piรน iconici del percorso: voltandosi si vedono il Rifugio Lorenzi appena lasciato e l’inizio della Ferrata Bianchi, che procedeva in senso inverso (15′ dall’attacco al rifugio, 2h30 totali). Il ponte รจ molto ampio, costruito con traversine di legno (un paio non fisse). Oltre il ponte una lunga scala metallica, divisa in due sezioni, fa guadagnare quota e porta sulla lunga cresta che caratterizza questa parte del percorso, ottimamente attrezzata con fune nonostante sia quasi ovunque ampia. Dopo una leggera discesa verso la Forcella Grande si incontra un bivio (2980 m, 15′ dal ponte, 30′ dall’attacco): si puรฒ proseguire dritto sulla Dibona oppure prendere la deviazione facoltativa a sinistra per la Cima Cristallino, salendo a mezzacosta a un’insellatura e poi su uno spigolo non difficile alla base della vetta (2997 m, 10′ dal bivio); si sale preferibilmente dal versante ovest, con una breve cengia e un ultimo strappo verticale di una decina di metri attrezzato con staffe, fino alla cima del Cristallino (3008 m), rientrando per la variante est lungo un canalino attrezzato e poi a ritroso fino alla Dibona (deviazione per il Cristallino circa 40′ andata e ritorno). Ripresa in discesa la Dibona, si scende verso la Forcella Grande (2874 m), dove a destra si stacca il sentiero per la Ferrata Renรจ de Pol alla Punta del Forame e si incontrano alcuni resti di postazioni di cecchini della Grande Guerra; alla forcella si tiene la sinistra restando sulla Dibona. Sul versante sinistro si passa accanto al rudere di un ex ricovero militare italiano e si percorre, sotto la Cresta Bianca, un tratto in cui si alternano sentiero, cenge, facili traversi e camminamenti attrezzati a modesto dislivello, fino alla Forcella Padeon (2762 m, 2h dall’attacco inclusa la deviazione al Cristallino, 4h15 totali), dove sorge il Bivacco Buffa di Perrero, ex caserma di guerra ristrutturata e in posizione panoramica eccellente, ideale per una sosta. Si prosegue a mezzacosta sul versante sud del Vecio del Forame, con alcune esposte cenge a tratti non protette, fino a un canalone detritico che si scende sulla sinistra con un lungo tratto attrezzato, raggiungendo prima la Forcella Alta (2650 m) e poi un bivio (2490 m, 1h dal Bivacco Buffa di Perrero, 5h15 totali). Qui, mentre a sinistra il ripido canalino franoso della Val Padeon costituisce una via di fuga difficile e poco consigliabile, si prosegue dritti sul Sentiero Dibona fino alla Forcella Bassa (2450 m); si cammina poi a mezzacosta senza attrezzature lungo la Cresta dello Zurlon, si sale una scaletta che porta ad alcuni ruderi militari (2360 m, 40′ da Forcella Bassa, 6h totali) e, dopo un breve tratto in salita a una forcella, si scende un ripido canalone ghiaioso fino al Col dei Stombi (2017 m, 40′ dai ruderi dello Zurlon, 6h45 totali), dove finisce l’ambiente roccioso e iniziano pini e mughi. Dal Col dei Stombi si scende ripidamente, tra tornanti e serpentine, fino all’innesto sulla forestale (CAI 203, 1700 m, 30′ dal colle, 7h15 totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Le difficoltร  tecniche non sono elevate, ma l’itinerario รจ lungo e committente, con tratti esposti e alcune cenge non protette; il dislivello da affrontare รจ notevole e richiede ottimo allenamento. Storicamente รจ uno dei percorsi piรน affascinanti delle Dolomiti, disseminato di tracce della Grande Guerra.

    ⚠ Itinerario molto lungo (23 km, fino a 10h) e impegnativo, con tratti esposti e cenge a tratti non protette: partire presto, con meteo stabile, e tenere conto dell’accesso ora piรน faticoso (risalita del Gran Staunies).
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 3008 m al Cristallino). La lunghezza, l’esposizione e l’accesso impegnativo lo rendono adatto a escursionisti ben allenati e autonomi.

    ▲Discesa

    Raggiunta la forestale si tiene la sinistra sul sentiero 203, ignorando tutte le deviazioni, fino al Passo Son Forcia (2109 m, 1h45 dall’innesto sulla forestale, 8h totali). Da qui si puรฒ salire al Rifugio Son Forca per prendere la seggiovia che scende al Rio Gere (attenzione agli orari di apertura impianti), oppure tenere la destra sul 203 fino alla deviazione a sinistra per il CAI 206 (1948 m, 20′ dal Passo Son Forcia), in direzione di Malga Lareto; si scende sul 206 fino a individuare un’esile traccia non segnata che scende al Rio Gere (30′ dall’innesto sul 206, 2h45 dal termine della ferrata, 10h complessive).

    ▲Da abbinare

    Dalla Forcella Grande si stacca la Ferrata Renรจ de Pol alla Punta del Forame, naturale prosecuzione per chi ha ancora energie.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoCristallo
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata5:00 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata1300 m
    • Dislivello itinerario1300 m
    • Quota max3008 m
    • Lunghezza23 Km
  • Sentiero Attrezzato degli Eroi al Monte Peurna

    Sentiero Attrezzato degli Eroi al Monte Peurna

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato degli Eroi al Monte Peurna

    Il Sentiero Attrezzato degli Eroi sale al Monte Peurna, in Val Schievenin. รˆ facile nei brevi tratti attrezzati, ma ostico nei lunghi tratti non protetti su fondo instabile; l’itinerario non รจ soggetto a manutenzione puntuale e a volte risulta difficile da individuare. Corre in una zona ricca di testimonianze della Grande Guerra.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge la Valle di Schievenin, in provincia di Belluno: dalla valle del Piave, in prossimitร  di Quero, si procede verso est seguendo le indicazioni per Schievenin; arrivati in paese ci si addentra nella valle su strada stretta ma asfaltata fino a un parcheggio, oltre il quale c’รจ divieto di transito (attenzione ad alcuni colatoi e buche che possono danneggiare le auto basse) (apri su Google Maps). Dal parcheggio (515 m) si cammina lungo la strada interdetta al traffico verso nord, su sterrata con segnavia 848, seguendo per Forcella Bassa; in prossimitร  di una curva una traccia si stacca a sinistra nel bosco, senza palina e segnalata solo da un piccolo cartello (15′ dal parcheggio). Il sentiero 848 sale lungo la Valle dell’Inferno fino a Forcella Bassa: un tratto che al 2017 risultava piuttosto mal tenuto, con alberi divelti, traccia a volte difficile da individuare e passaggi a mezzacosta su fondo scivoloso ed esposto sul lato sinistro. Raggiunta Forcella Bassa (1044 m, 1h dal bivio), si tiene la sinistra innestandosi nel piรน lungo Sentiero degli Eroi (cartelli AV8), di cui si percorre solo un tratto; verso sud, sul versante orientale del Peurna, il sentiero presenta tratti su erba e terriccio insidiosi e non protetti. Aggirata la parete est, sul versante sud-orientale si raggiunge il primo tratto attrezzato (1h15 da Forcella Bassa, 2h30 totali).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto attrezzato si sviluppa in cresta, con il cavo alla destra: si scende lungo questo tratto fino a una facile e ampia cengia attrezzata. Si prosegue sul sentiero verso sud fino al secondo tratto attrezzato, dove si risale un passaggio molto ripido su fondo scivoloso, protetto per sicurezza. Oltre questo punto terminano le attrezzature e con esse la parte attrezzata del Sentiero degli Eroi (30′ dall’attacco, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Dove protetto, l’itinerario non presenta difficoltร  tecniche; le principali difficoltร  sono dovute ai numerosi tratti di sentiero su fondo insidioso e non protetto. รˆ inoltre facile perdere la traccia: sia in avvicinamento sia al rientro ci sono punti con alberi caduti e tratti invasi da ortiche ed erbe alte.

    ⚠ Itinerario poco mantenuto e a tratti difficile da individuare, con lunghi tratti non protetti su fondo instabile, scivoloso ed esposto. Sono consigliati pantaloni lunghi e bastoncini telescopici; valutare con cura meteo e capacitร  di orientamento.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota bassa (massimo 1207 m): l’itinerario รจ percorribile in buona parte della stagione escursionistica, ma le condizioni del fondo e la vegetazione possono renderlo faticoso. La cura nell’orientamento รจ il fattore di sicurezza principale.

    ▲Discesa

    Si prosegue in leggera discesa fino a intersecare il sentiero 843, si tiene la sinistra e poco dopo ancora la sinistra seguendo il segnavia 839 che riporta a Schievenin. Raggiunta l’asfaltata percorsa all’andata, ci si ritrova a valle rispetto al parcheggio, quindi si risale la strada fino al punto di partenza (2h dal termine delle attrezzature, 5h complessive).

    ▲Da abbinare

    Verso sud, in direzione di Bassano del Grappa, si trovano due ferrate che salgono alla zona sacra del Grappa, la Ferrata Sass Brusai e la Ferrata Guzzella; per qualcosa di piรน impegnativo, seppur breve, la Ferrata Santa Felicitร . Verso nord si raggiunge il Lagorai con la Ferrata Gabrielli a Cima d’Asta, mentre verso le Dolomiti Feltrine si trova la Ferrata al Monte Coppolo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Facile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Feltrine – Val Schievenin
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario785 m
    • Quota max1207 m
    • Lunghezza9,1 Km
  • Sentiero Attrezzato degli Alpini a Forcella Jau Tana

    Sentiero Attrezzato degli Alpini a Forcella Jau Tana

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato degli Alpini a Forcella Jau Tana

    Il Sentiero Attrezzato degli Alpini a Forcella Jau Tana, nel Gruppo delle Marmarole, รจ un itinerario impegnativo: elevato dislivello, ambiente selvaggio e poco battuto. I tratti attrezzati sono di difficoltร  medio-bassa, ma i lunghi tratti non protetti sono difficili e vanno evitati assolutamente con il maltempo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla localitร  Stua, vicino a Calalzo di Cadore (BL). A Calalzo si seguono le indicazioni per Pian dei Buoi, su strada stretta ma asfaltata, addentrandosi nel bosco verso la Val d’Oten fino a un bivio a 2,5 km dal centro, dove si prende a destra e si prosegue per altri 2,5 km nel bosco fino al parcheggio (apri su Google Maps). Da Stua (1555 m) si segue il sentiero 261, che sale ripido nel bosco a tornanti verso il Rifugio Chiggiato: si oltrepassa la localitร  Costapiana (1337 m, 30′ dal parcheggio) e la localitร  La Serra, riconoscibile per un cippo che ricorda il passaggio di Papa Giovanni Paolo II, fino al Rifugio Chiggiato (1911 m, 2h dal parcheggio). Dal rifugio si va verso nord lungo l’alta via 5, segnavia 260/262, fino alla Forcella Sacu, dove si incontra un primo facile passaggio attrezzato (1914 m, 15′ dal rifugio, 2h15 totali). Da qui il sentiero cambia carattere e comincia a inerpicarsi verso nord-est, tagliando in diagonale le pareti sud del Cimon della Froppa con un susseguirsi di strette cenge esposte; in alto, dritto davanti, si nota l’intaglio della Forcella Jau Tana, la meta. Attraversato un vallone detritico si incontrano le prime attrezzature metalliche (1h da Forcella Sacu, 3h15 totali).

    ▲Il percorso

    Si salgono una ventina di metri di roccette senza particolari difficoltร  e si raggiunge una prima scala metallica appoggiata; le funi aiutano poi a risalire il canalone, addentrandosi nella gola che porta alla forcella. Superata una seconda scaletta si aggira uno spigolo e si sale verso la forcella, con tratti attrezzati in genere facili che si alternano a tratti di sentiero non protetti e piuttosto esposti, da affrontare con cautela. Nella parte alta del vallone si sale sul versante destro senza attraversarlo, con poche attrezzature, fino a raggiungere la forcella dopo una lunga e costante salita (1h dall’attacco, 4h15 totali). L’ambiente รจ selvaggio e imponente, con il Cimon della Froppa che spicca a destra. L’itinerario piega ora a destra verso la Forcella delle Marmarole, dove inizierร  la discesa: si taglia a mezzacosta i ghiaioni sommitali, con attenzione al fondo non sempre stabile, fino alla Forcella delle Foppe (2790 m), poi un tratto di discesa a tratti attrezzato conduce alla Forcella Marmarole (2661 m, 1h15 da Forcella Jau Tana), con davanti la Cresta degli Invalidi. Le difficoltร  perรฒ non sono finite: la discesa prosegue lungo il Vallon del Froppa, un ripido canalone dal fondo instabile, attrezzato nei primi metri e seguito da circa 20 minuti su fondo infido ed esposto da percorrere con grande attenzione. Al termine del ghiaione ci si innesta sul sentiero 262, dove le difficoltร  โ€” e con esse il sentiero attrezzato โ€” terminano (1h da Forcella Marmarole, 6h30 totali).

    ▲Carattere e difficoltร 

    I tratti attrezzati non presentano difficoltร  tecniche di rilievo: le vere difficoltร  sono i lunghi tratti non protetti su fondo instabile, in particolare il tratto di collegamento in quota e la discesa nel Vallon del Froppa. รˆ un itinerario fisicamente molto impegnativo, in un ambiente selvaggio e poco frequentato.

    ⚠ Lunghi tratti non protetti su fondo instabile e infido, esposti, da evitare assolutamente con il maltempo. Lo sviluppo (17 km, 1498 m di dislivello, 8h15) richiede ottima preparazione fisica, esperienza e meteo stabile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 2790 m), riservato a escursionisti allenati ed esperti, autonomi su terreno instabile e non protetto. Il fondo detritico e l’esposizione impongono prudenza costante.

    ▲Discesa

    Si segue in discesa il sentiero 262 verso sud (destra) fino alla Forcella Sacu e quindi a ritroso, lungo il sentiero di avvicinamento, al Rifugio Chiggiato e infine al parcheggio (1h45 dall’innesto sul 262, 8h15 complessive).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoMarmarole
    • Avvicinamento3:15 h
    • Ferrata3:15 h
    • Itinerario (a/r)8:15 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1498 m
    • Quota max2790 m
    • Lunghezza17 Km
  • Sentiero Attrezzato dโ€™Ambros sulla Cresta Pitturina

    Sentiero Attrezzato d'Ambros sulla Cresta Pitturina

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato d'Ambros sulla Cresta Pitturina
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato d’Ambros percorre l’affilata Cresta Pitturina, sul confine tra Italia e Austria, tra il Monte Cavallino e Cima Vallona. รˆ un itinerario di cresta decisamente esposto ma mai eccessivamente difficile, con panorami molto belli sulle Alpi Carniche e sulle vicine Dolomiti di Sesto.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Malga Melin, nel comune di San Nicolรฒ di Comelico (BL), raggiungibile su strada stretta ma asfaltata dall’abitato di Sega Digon, lungo la SS 52 Carnica che collega San Candido (BZ) con Venzone (UD) (apri su Google Maps). Da Casera Melin (1673 m) si seguono le indicazioni verso nord per il sentiero 144, diretto al Bivacco Piva e al Sentiero d’Ambros: si sale ripidi prima sul 161, poi tenendo la destra sul 144, risalendo una lunga serie di tornanti fino al Bivacco Piva (2250 m, 1h15 dal parcheggio), dalla singolare forma che richiama una tenda militare. Appena prima del bivacco si seguono i segni verso destra per Cima Vallona, sul sentiero 191; si sale ripidamente verso Cima Vallona fino a individuare una traccia che si stacca a sinistra e porta verso una forcella. In prossimitร  della forcella, sul confine italo-austriaco, si trova l’attacco del Sentiero d’Ambros (30′ dal Bivacco Piva, 1h45 dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via si sviluppa lungo l’affilata cresta di confine che termina al Monte Cavallino. Si sale per una quindicina di metri, in prevalenza in diagonale e con facili traversi, fino a un tratto non protetto di cresta, decisamente esposto ma senza difficoltร . Un secondo tratto attrezzato fa proseguire sul lato sinistro del filo, sul versante italiano; si scende di alcuni metri verso un puntone roccioso e si percorrono cenge e traversi, esposti ma mai impegnativi, fino a una grotta giร  visibile dalla cresta. Si sale su alcune roccette e si raggiungono una seconda e una terza galleria, dove รจ utile una torcia frontale per via del fondo piuttosto instabile; usciti, una scala riporta sul filo di cresta. Si prosegue sull’affilata cresta fino a un’ampia sella erbosa, dove si ignora una via di fuga, e si continua poco sotto il filo, prima sul versante italiano, poi su quello austriaco e infine in piรน marcata discesa sul versante italiano; al termine della discesa si affronta con attenzione un camino. Si raggiunge poi una forcella attrezzata, oltre la quale si trova il passaggio chiave: un traverso breve ma su placca, di livello superiore alla media della via โ€” non difficile, ma da affrontare con cura. Si prosegue con un tratto di discesa su parete di 8-10 metri, ben appigliata, poi un tratto di collegamento fino a un canalino attrezzato da risalire; tornati in cresta, in buona esposizione, si alternano tratti non attrezzati a un tratto attrezzato fino al punto piรน alto della cresta. Il sentiero conduce infine al termine della via, presso un blocco di marmo che segna il confine tra Italia e Austria (2h dall’attacco, circa 4h complessive).

    ▲Carattere e difficoltร 

    Pur chiamato sentiero attrezzato, presenta alcuni tratti verticali arrampicabili che lo avvicinano piรน a una ferrata: non ci sono particolari difficoltร  tecniche, salvo 3-4 punti piรน impegnativi, ma โ€” come spesso accade nei percorsi di cresta โ€” l’esposizione รจ forte lungo quasi tutta la via.

    ⚠ Forte esposizione su quasi tutto il percorso di cresta. Per le gallerie serve una torcia frontale (fondo instabile). Attenzione al rientro, non segnato in modo impeccabile: utile esperienza di orientamento.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 2486 m). L’esposizione costante e la presenza di tratti non protetti richiedono passo fermo, esperienza e tempo stabile.

    ▲Discesa

    Dal termine della via รจ possibile raggiungere la vicina vetta del Cavallino (1h andata, 1h45 andata e ritorno) continuando sulla cresta e seguendo le tracce sul ghiaione fino ad alcune roccette e alla croce di vetta. Il rientro a Casera Melin avviene scendendo a sinistra, sul versante italiano, imboccando il sentiero 160, parallelo alla cresta appena percorsa, fino al Bivacco Piva e quindi a ritroso lungo il sentiero di avvicinamento (2h dal termine della ferrata, circa 6h complessive). Esistono alcune vie di rientro piรน brevi che evitano il bivacco, ma sono piรน impervie.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoAlpi Carniche – Comelico
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario813 m
    • Quota max2486 m
    • Lunghezza12 Km
  • Sentiero Attrezzato della Cengia Veronesi

    Sentiero Attrezzato della Cengia Veronesi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato della Cengia Veronesi
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Cengia Veronesi รจ un itinerario tecnicamente non difficile ma molto esposto, da non prendere alla leggera giร  per l’avvicinamento: per raggiungerla, infatti, occorre percorrere un tratto della difficile Ferrata Tomaselli. In cambio regala paesaggi magnifici nel cuore del gruppo del Fanis. Qui la descriviamo in direzione Cima Fanis – Forcella Lech, ma nulla vieta di percorrerla in senso inverso, in salita.

    ▲Avvicinamento

    Si deve arrivare sotto Cima Fanis Sud. Il modo piรน rapido coincide con l’avvicinamento della Ferrata Tomaselli: si raggiunge il Passo Falzarego (2105 m) โ€” da Cortina d’Ampezzo, da San Cassiano in Val Badia o da Alleghe (Belluno) โ€” si parcheggia nell’ampio piazzale presso la stazione a valle e si sale con la funivia al Rifugio Lagazuoi (apri su Google Maps). Da qui ci sono tre opzioni, in ordine crescente di impegno. La prima segue l’avvicinamento della Tomaselli sul versante orientale del Grande Lagazuoi, da Forcella Travenazes a Forcella Gasser Depot, poi su fino a sella Fanes; si presta poi la massima attenzione a una cengia che si stacca a sinistra (ometti), la si percorre e si arriva alla cengia da cui parte la via (2h dalla stazione a monte). La seconda raggiunge il Bivacco Chiesa sempre lungo la Tomaselli, ne percorre il primo difficile tratto โ€” compreso il famoso traverso โ€” e sbuca nella cengia di partenza (1h45 dalla stazione a monte): รจ l’opzione qui descritta per i tempi. La terza percorre l’intera difficile Ferrata Tomaselli (3h), ne scende la ferrata di discesa e individua un sentiero a mezzacosta che, con un primo tratto attrezzato, conduce al tunnel per la Cengia Veronesi (4h dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Dalla seconda cengia dopo l’attacco della Tomaselli si fa attenzione a un bivio dove la Tomaselli prosegue verso destra mentre la Cengia Veronesi va a sinistra, con segni purtroppo sbiaditi. Si comincia subito con un tratto di cengia esposta e non assicurata, seguito da un passaggio ancora piรน esposto e stretto, in leggera discesa ma protetto. Superato questo, si risale un canalino fino a una sella e si prosegue sempre verso sinistra fino a una grotta (punto d’incontro con l’avvicinamento 3): la si puรฒ attraversare per circa 100 metri con pila frontale, sbucando sul versante opposto di Cima Fanis. Imboccando invece la lunga cengia si segue la traccia che, tra modesti saliscendi su tratti esposti, conduce a uno spigolo che si aggira alternando brevi tratti attrezzati a lunghi tratti, anche molto esposti, del tutto privi di protezione. La cengia corre con un notevole precipizio sulla sinistra e richiede piede fermo, pur senza difficoltร  tecniche di rilievo. Si procede fino a una prima forcella tra Cima Fanis e Piz Scottoni e poi, con esposizione minore, verso la Forcella Lech, dove l’itinerario termina (1h15 dalla deviazione dalla Tomaselli, 3h complessive).

    ▲Carattere e difficoltร 

    รˆ un percorso difficile da classificare: la cengia in sรฉ รจ molto esposta e a tratti non attrezzata, ma per l’escursionista esperto con piede fermo non pone problemi, anzi diventa un’esperienza piacevolissima per i panorami. รˆ l’esposizione costante, piรน che la tecnica, a poter mettere in difficoltร  chi manca di esperienza.

    ⚠ In ogni variante l’accesso impone di percorrere un tratto della difficile Ferrata Tomaselli (compreso il celebre traverso): va valutato con onestร  e non sottovalutato. Aggirarlo รจ possibile ma il sentiero รจ poco segnato e difficile da individuare. La cengia รจ molto esposta e in piรน punti priva di protezione, con precipizio a fianco: serve piede fermo assoluto. Per la grotta (100 m) รจ necessaria una pila frontale.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario d’alta montagna (quota massima 2843 m), da affrontare nella stagione estiva con tempo stabile. Riservato a escursionisti esperti, abituati all’esposizione e all’autonomia su terreno in parte non protetto.

    ▲Discesa

    Da Forcella Lech (2486 m) si scende un ripido canalone detritico che fa perdere rapidamente quota in direzione del Lago di Lagazuoi. Prima di raggiungere il lago, a un bivio, conviene tenere la sinistra senza scendere troppo, per innestarsi piรน avanti sul sentiero 20 che sale a Forcella Lagazuoi; da qui, a ritroso, si torna alla stazione a monte della funivia e quindi al parcheggio (2h da Forcella Lech, 5h complessive).

    ▲Da abbinare

    L’abbinamento naturale รจ proprio con la Ferrata Tomaselli, di cui la Cengia Veronesi costituisce spesso una variante o un prolungamento.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • Difficoltร Moderatamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti d'Ampezzo – Fanis
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario370 m
    • Quota max2843 m
    • Lunghezza7,8 Km
  • Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega

    Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega

    Vie Ferrate › Veneto › Verona
    Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Pojesi sale al Carega nelle Piccole Dolomiti veronesi. Di recente ristrutturazione, offre un'escursione varia e appagante con difficoltà complessivamente contenute: pochi passaggi di media difficoltà, ma fondo a tratti instabile su cui prestare attenzione. È lungo se si include la salita al Carega.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Revolto (1355 m), risalendo la Val d'Illasi: da sud si esce dall'A4 a Verona Est o Soave, si raggiunge Selva di Progno e poi Giazza, da cui si prosegue circa 7 km su strada stretta ma asfaltata fino al rifugio. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal Revolto si sale al Rifugio Passo Pertica (1530 m), per la forestale (30') o per il sentiero nel bosco che la taglia (20'); da qui si seguono le targhette verso nord-ovest fino all'inizio del sentiero attrezzato, presso una cengia (circa 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il Pojesi inizia con un'esposta ma comoda cengia attrezzata verso sinistra, con passerelle, brevi balzi e scalini; una scaletta metallica e un tratto su fondo ghiaioso portano a un breve e aereo traverso da percorrere su cambre e pioli. Aggirato uno spigolo, una passerella riporta sulla cengia; in lieve discesa su fondo instabile si raggiunge un traverso più corto e facile, poi un tratto di discesa attrezzata, e si piega a destra in salita chiudendo il primo tratto di cengia. Inizia il secondo tratto: un balzo verticale di 4 metri e una serie di balzi e massi attrezzati – il primo realmente arrampicabile – poi un camino con cavo a sinistra e solide cambre a destra. Si prosegue in salita fino a un tratto di discesa attrezzata di circa 15 metri (paretina con cambre, roccette, canalino) e a ripidi gradoni di legno; segue un breve tratto attrezzato e una disarrampicata verticale su roccia molto appigliata. Si scende ancora tra mughi e ghiaioni, con brevi tratti attrezzati, fino sotto una bella parete verticale che si risale per una ventina di metri (cambre e appigli naturali), uscendo su una rampa gradonata; si raggiunge il libro delle firme. La salita però non è finita: si entra in un canalone attrezzato e arrampicabile (conviene restare sul lato destro in spaccata anche se la fune corre a sinistra), poi si risale una parete verticale di una trentina di metri su cambre e appigli. Con alcune roccette e brevi tratti attrezzati il Pojesi termina innestandosi sul sentiero 108 (2h 30' dall'attacco, 3h dal parcheggio). Dal bivio si può rientrare a destra al Rifugio Pertica (circa 1h 15') oppure proseguire a sinistra verso il Rifugio Fraccaroli (2230 m, 45' dal termine) su un bel sentiero di cresta panoramico, salendo infine alla vetta del Carega (2259 m, 4h complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    La ristrutturazione ha ammodernato la via e aggiunto appigli artificiali: a parte tre passaggi (il traverso iniziale e i due canalini finali) l'itinerario può considerarsi di difficoltà facile. Fune, infissi e passerelle sono in ottime condizioni.

    ⚠ Le Piccole Dolomiti si avvolgono spesso di nebbia nel pomeriggio, specie nei mesi caldi: meglio partire presto. Attenzione a sassi e fondo instabile; in zona ci sono molti camosci, quindi casco sempre indispensabile.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Carega si torna al bivio tra il Pojesi e il sentiero 108 e si scende sul 108, senza difficoltà, prima al Rifugio Pertica e poi, per il sentiero dell'avvicinamento, al Rifugio Revolto (2h dalla vetta, 6h complessive).

    ▲Da abbinare

    Dal Rifugio Pertica parte la verticale ed esposta Ferrata Biasin e l'escursione alla Ferrata Campalani. Verso il Gramolon ci sono la Ferrata Viali e la Ferrata Ferrari; verso il Pasubio il Vajo Scuro e il Vajo Stretto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaVerona
    • GruppoPiccole Dolomiti – Carega
    • Avvicinamento30 min
    • Tratto attrezzato3h 30'
    • Itinerario completo6h
    • Dislivello attrezzato700 m
    • Dislivello itinerario908 m
    • Quota massima2260 m
    • Lunghezza15 km
  • Sentiero Attrezzato Astaldi

    Sentiero Attrezzato Astaldi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Astaldi
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Astaldi percorre la cengia basale del versante meridionale di Punta Anna, nelle Tofane sopra Cortina d'Ampezzo. È paesaggisticamente notevole, con difficoltà tecniche modeste e impegno fisico contenuto, ideale per una mezza giornata; va però affrontato con attenzione per un paio di canalini detritici non protetti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Dibona (2083 m), raggiungibile per strada asfaltata dalla statale Cortina–Passo Falzarego (seguire le indicazioni per il Dibona, evitando il bivio per il Rifugio Duca d'Aosta). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dal parcheggio si segue verso est il sentiero 403 (verso il Rifugio Giussani) lungo il vallone tra la parete sud della Tofana di Rozes a sinistra e Punta Anna a destra; in salita si individua una traccia che lascia la mulattiera in corrispondenza di una decisa curva a sinistra. Si sale su pendio detritico fino a uno scollinamento e si segue la traccia verso la bastionata rocciosa, dove – a destra di un foro artificiale nella roccia – inizia il sentiero attrezzato (45' dal Rifugio Dibona).

    ▲Il percorso

    Il sentiero taglia trasversalmente la coloratissima Formazione di Raibl. Si scende qualche metro in un canalino fino alla prima fune, che assiste sulla cengia esposta; si prosegue alternando tratti larghi e non protetti a punti più stretti. Presso un tetto roccioso la cengia si restringe e in alcuni tratti bisogna abbassarsi per passarvi sotto. Si raggiunge un canale che interrompe il percorso e si risale sfruttando le traversine poste a rendere meno scivoloso il fondo; segue una cengia più esposta sopra le rosse stratificazioni. Aggirato uno spigolo si affronta il passaggio più insidioso: un canalino dal fondo instabile, breve e non attrezzato, dove è assolutamente da evitare una scivolata. Dopo un breve traverso su staffe e un altro canalino detritico si entra nell'ultima sezione, su cengia più ampia e in gran parte non protetta; si scende un ultimo tratto e si raggiunge l'ultimo tratto attrezzato, terminando presso il sentiero 421 Dibona–Pomedes (1h 15' dall'attacco, 2h dal rifugio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario prevalentemente in cengia, di difficoltà modeste; i punti critici sono i due canalini detritici non protetti, dal fondo non del tutto stabile.

    ⚠ Il casco è indispensabile, sia per la possibile caduta di materiale detritico sia per i tetti rocciosi a tratti bassi. Massima cautela nei canalini non attrezzati: una scivolata è da evitare assolutamente.

    ▲Discesa

    Si rientra subito al parcheggio percorrendo il sentiero 421 tenendo la destra: tra rocce e conifere, in poco più di 30 minuti si torna al Rifugio Dibona (2h 15' complessive). Dal bivio è possibile salire in 10' al Rifugio Pomedes.

    ▲Da abbinare

    L'Astaldi collega i due versanti di Punta Anna. Dal Rifugio Giussani si raggiungono la Ferrata Lipella alla Tofana di Rozes; sul versante orientale la Ferrata Olivieri, la Ferrata Aglio e la Ferrata Formenton.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaBelluno
    • GruppoTofane
    • Avvicinamento45 min
    • Tratto attrezzato1h
    • Itinerario completo2h 15'
    • Dislivello attrezzato50 m
    • Dislivello itinerario240 m
    • Quota massima2283 m
    • Lunghezza3,3 km
  • Sentiero Attrezzato Amalio da Prร  al Monte Ciareido

    Sentiero Attrezzato Amalio da Prà al Monte Ciareido

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Amalio da Prà al Monte Ciareido
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Amalio da Prà aggira il Monte Ciareido nelle Marmarole, un gruppo dolomitico molto meno frequentato dei vicini e per questo selvaggio e sorprendente. È un anello di media difficoltà: un paio di passaggi attrezzati impegnativi e, soprattutto, tratti esposti e non protetti che alzano l'impegno complessivo.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Parco alla Memoria di Pian dei Buoi, sopra Lozzo di Cadore. Poco prima dell'incrocio tra la SS52 e la SS51 una strada sulla sinistra, con indicazioni per il Ciareido e le Marmarole, sale per diversi chilometri ed è stretta: in alta stagione vige il senso unico alternato a orari (verificare sul sito del Comune). Si arriva all'ultimo parcheggio (100 posti), non lontano dal Rifugio Ciareido. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si prosegue sulla sterrata fino al Rifugio Ciareido (1969 m, 15' dal parcheggio); poco oltre, a un bivio, si tiene la destra sul CAI 272 verso nord, restando in piano fino a un bivio dove a sinistra un sentiero con segni rossi sale rapidamente verso l'evidente forcella tra il Ciareido e un gendarme roccioso; si risale il ghiaione fino alla forcella dove inizia il sentiero attrezzato (circa 1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dalla forcella si scende verso sinistra incontrando presto le attrezzature: il cavo funge da corrimano in discesa per aggirare prima la Torre Pian dei Buoi e poi il versante est del Ciareido; caratteristico un passaggio dove il cavo corre lungo un canale scavato in diagonale nella parete. Il sentiero scende ripido e piega a sinistra incontrando alcune cenge quasi sempre protette. Inizia il tratto più interessante: si scende qualche metro in disarrampicata sulle pareti est del Ciareido, si percorre un tratto di sentiero esposto e attrezzato e si risale una parete verticale attrezzata – il punto più difficile del tracciato, comunque su livelli moderati. Un ultimo canalino con alcuni balzi chiude le attrezzature; si prosegue a mezzacosta seguendo gli abbondanti segni fino alla forcella sul versante sud del Ciareido, dove il sentiero attrezzato termina (1h 30' dall'attacco, 2h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Le parti attrezzate sono piuttosto facili, salvo il tratto in discesa e la parete verticale da risalire, non banali. L'impegno maggiore sta nei tratti non protetti ed esposti, dove servono piede fermo e attenzione: nessun passaggio eccessivamente difficile, ma da non sottovalutare.

    ⚠ Alcuni tratti restano spesso innevati anche a stagione inoltrata: è prudente portare piccozza e ramponi. Massima attenzione nei passaggi esposti e non attrezzati.

    ▲Discesa

    Dal termine si aggira la parete sud del Ciareido (lasciandosi alle spalle la guglia detta «Il Pupo») in un ambiente molto bello, scendendo verso il rifugio. A un bivio si può scendere a destra al Rifugio Baion-Boni (1828 m, 45' dal termine), oppure proseguire aggirando il Ciareido fino al Rifugio Ciareido dell'andata e quindi a ritroso al parcheggio (1h 15' dal termine, 3h 45' complessive).

    ▲Da abbinare

    Nelle vicinanze, impegnativo, il Sentiero Attrezzato degli Alpini che sale a Forcella Jau Tana: facile nei tratti attrezzati ma di forte carattere in quelli non protetti, da riservare a escursionisti esperti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaBelluno
    • GruppoMarmarole
    • Avvicinamento1h
    • Tratto attrezzato1h 30'
    • Itinerario ad anello4h
    • Dislivello attrezzato100 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota massima2298 m
    • Lunghezza8,7 km
  • Sentiero Attrezzato Bonacossa

    Sentiero Attrezzato Bonacossa

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Bonacossa
    Moderatamente Difficile● Da verificareCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ Avviso — Dal 2017 la Forcella di Misurina è interessata da una frana che ne ha reso impraticabile l'attraversamento: quel tratto del sentiero risulta tuttora chiuso. È possibile percorrere l'itinerario salendo dal Ciadin de la Neve. Verifica sempre le condizioni aggiornate presso i rifugi della zona prima di partire.

    Il Sentiero Attrezzato Bonacossa è un itinerario lungo e bellissimo, in parte attrezzato, che taglia in direzione sud-nord il Gruppo dei Cadini di Misurina (Dolomiti di Sesto). Sale diverse forcelle, con un dislivello complessivo molto maggiore di quello assoluto per i continui saliscendi. I tratti attrezzati non sono difficili, ma l'escursione richiede buon allenamento e piede fermo, soprattutto da Forcella de Rinbianco in poi.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la stazione a monte degli impianti del Col de Varda, sul versante orientale del Lago di Misurina. Si parcheggia presso il versante sud del lago, vicino all'hotel Alpenrose, e si raggiungono gli impianti. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Con la seggiovia non c'è avvicinamento; in alternativa si sale in 45' dal Lago di Misurina (1756 m) al Rifugio Col de Varda (2115 m) per il ripido segnavia 120.

    ▲Il percorso

    Dalla stazione a monte (Rifugio Col de Varda) la targa metallica segna l'inizio del segnavia 117 verso nord. Seguendo radi bolli rossi si sale, prima a mezzacosta poi più ripidi, verso la Forcella di Misurina (2395 m, 45' dalla stazione), risalendo un canalino detritico sul versante destro a tratti attrezzato con fune (salita ripida e faticosa, con infissi di legno a sostegno del fondo). NB: questo tratto è quello interessato dalla frana del 2017 (vedi avviso). Dalla forcella si scende ripidamente lo stretto intaglio in un canalino detritico, aiutati da corde metalliche su un paio di balzi verticali e un traverso a destra, e si attraversa un foro nella roccia attrezzato con fune e gradini artificiali, fino al Ciadin della Neve (2250 m, 1h 30' dalla stazione), dove si incrocia il sentiero 118. Restando sul 117 si risale ripidi verso nord-est: due scalette metalliche superano due salti rocciosi, poi si piega a destra salendo la parte alta del canalino, instabile negli ultimi metri, fino alla Forcella del Diavolo (2380 m, circa 2h 15'). Si scende ripidi sulla destra di un ghiaione (possibile neve a stagione inoltrata) fino al Rifugio Fonda Savio (2367 m, circa 3h), crocevia dei Cadini da cui parte verso sud l'attacco dell'aerea Ferrata Merlone. Dal rifugio il 117 prosegue a nord: un tratto ripido con passaggi attrezzati, un canalino attrezzato e una cengia con passerella in legno riportano verso il Ciadin della Neve; ignorata la deviazione per Forcella Sabbiosa (sentiero 112) si raggiunge Forcella de Rinbianco (2176 m, 3h 30'), dove si tiene la destra verso il Rifugio Auronzo. Segue una cengia panoramica, a tratti esposta e attrezzata ma non difficile, sopra la Val de le Cianpedele; superata una passerella e alcuni resti della Grande Guerra, a un bivio si lascia il Sentiero Durissini e si resta sul 117 a sinistra in salita. Si aggira la parete orientale del Ciadin delle Bisse con roccette, una rampa diagonale (cavo a sinistra) e una scaletta appoggiata; i passaggi non sono difficili ma il fondo è spesso umido, quindi conviene assicurarsi. Una serie di cenge e brevi canalini franosi, sempre attrezzati nei punti più esposti, costituisce il tratto più adrenalinico fino a una forcella (2300 m, 4h 30') che scavalca dal versante est a quello ovest, con le Tre Cime di Lavaredo di fronte. Dopo l'ingresso di una galleria (facoltativa, aggirabile per sentiero) si raggiunge il Rifugio Auronzo (2320 m, 5h 15').

    ▲Carattere e difficoltà

    I tratti attrezzati sono privi di difficoltà tecniche e per lo più utili come corrimano; le insidie sono la lunghezza, i numerosi saliscendi e alcuni tratti esposti (specie da Forcella de Rinbianco), comunque sempre ben attrezzati. Itinerario dedicato ad Alberto Bonacossa, poliedrica figura sportiva e militare della prima metà del Novecento.

    ⚠ Attenzione ai nevai presenti anche in stagione inoltrata, in particolare nei valloni; il fondo umido delle cenge richiede prudenza. Ricorda la chiusura del tratto di Forcella di Misurina (frana 2017).

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Auronzo il rientro a Misurina avviene con l'autobus di linea oppure seguendo il turistico sentiero 101, in costante e mai eccessiva pendenza, fino al Lago di Misurina in 1h 30' (circa 7h complessive).

    ▲Da abbinare

    Dal Rifugio Fonda Savio si può deviare a sud per la Ferrata Merlone. Dal Rifugio Auronzo si sale al Monte Paterno per la Ferrata Innerkofler-De Luca, o alla Torre di Toblin per la Ferrata delle Scalette e la Ferrata Hosp. Dal Lago di Misurina si raggiungono gli itinerari del Cristallo, tra cui la Ferrata René De Pol e la Ferrata Capitano Bilgeri al Monte Piano.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • ProvinciaBelluno
    • GruppoCadini di Misurina
    • Avvicinamento5 min (con seggiovia)
    • Tratti attrezzati5h 15'
    • Itinerario completo7h
    • Dislivello attrezzato100 m
    • Dislivello itinerario624 m
    • Quota massima2495 m
    • Lunghezza17,5 km
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