Stato: Aperta

  • Ferrata Cesco Tomaselli a Cima Fanes

    Ferrata Cesco Tomaselli a Cima Fanes

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Cesco Tomaselli a Cima Fanes

    La Ferrata Cesco Tomaselli sale la parete ovest della Punta di Fanes Sud: una via verticale, impegnativa, con passaggi esposti e tecnicamente difficili. È breve ma molto intensa, con una serie di passaggi atletici che richiedono esperienza e forza; dalla vetta il panorama spazia sulle Tofane e sulle Dolomiti di Badia.

    ▲Avvicinamento

    Il modo più rapido è salire al Passo Falzarego (2105 m) e prendere la funivia per il Rifugio Lagazuoi. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla stazione a monte (2752 m) si scende a nord col sentiero 401 verso la Forcella Lagazuoi (2573 m, 15'); si tiene la sinistra sul sentiero 20 in falsopiano, poi a destra il 20B a mezzacosta sulla parete ovest del Grande Lagazuoi fino al sito dell'ex Bivacco della Chiesa (2655 m, 1h dal rifugio), oggi smantellato. Da qui, già visibile l'attacco, una traccia verso nord conduce sotto la parete all'attacco (1h 15' totali).

    ▲Il percorso

    Il passaggio chiave è subito all'attacco: dopo i primi metri facili si affronta un traverso che sale diagonale su parete levigata, poi obbliga a scendere 2-3 metri molto esposti, un traverso orizzontale su roccia liscia e una risalita di 4-5 metri; tratti selettivi e poveri di appigli, da percorrere decisi per non affaticare le braccia. A un terrazzino si recupera fiato e si sale una parete verticale ed esposta di una ventina di metri, più appigliata in alto, fino a un terrazzo detritico. Un tratto di sentiero esposto e non protetto e una cengia con saliscendi portano all'inizio della seconda sezione attrezzata: cengia orizzontale, roccette gradonate, un'altra cengia esposta verso destra, si aggira uno spigolo e si raggiunge la terza sezione (attenzione a non seguire a sinistra la Ferrata alla Cengia Veronesi). Si sale una placca appigliata, poi passaggi verticali a volte assistiti da pioli, fino al caratteristico lungo diedro attrezzato lungo una profonda fessura: i primi metri verticali e poveri di appigli si superano trazionando sul cavo, poi la fune attraversa il diedro (utile una comoda staffa a destra) e prosegue aerea fino a un pulpito in forcella. Due placche molto esposte, prima verticali poi diagonali, e un breve crinale portano in vetta a Cima Fanes Sud (2960 m, 1h 45' dall'attacco, 3h dal Lagazuoi), con panorama a 360°.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via verticale ed esposta, atletica, con roccia spesso levigata: il traverso iniziale e il lungo diedro sono i tratti più selettivi. Dislivello in ferrata 326 m, quota massima 2980 m, sviluppo 7,5 km.

    ⚠ Anche la discesa è una ferrata impegnativa, con balzi verticali, un traverso lievemente strapiombante e la discesa di un camino: va affrontata con attenzione. Riservata a ferratisti esperti e allenati.
    ▲Discesa

    Dalla vetta si prosegue a nord-est e si scende per una via ferrata di discesa impegnativa: balzi verticali da studiare, un traverso con breve passaggio strapiombante e la discesa di un camino (staffa provvidenziale a metà), poi una cengia e gli ultimi metri verticali fino al canalone che porta al Bivacco della Chiesa (45' dalla vetta, 3h 45' totali). Da qui, per la funivia, si torna a ritroso al Rifugio Lagazuoi (45', 4h 30' totali); in alternativa si tiene la sinistra del crinale verso la Forcella Travenanzes e si scende al Passo Falzarego tra i resti della Grande Guerra (1h 15' dal termine della discesa attrezzata, circa 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Dal Falzarego e dal Lagazuoi: il Sentiero dei Kaiserjager, la Ferrata Fusetti al Sass de Stria, la Brigata Alpina al Col dei Bos; verso Cortina la Ferrata dell'Averau e sulla Tofana di Rozes la Ferrata Lipella.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoFanes
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata326 m
    • Dislivello itinerario326 m
    • Quota max2980 m
    • Lunghezza7,5 Km
  • Ferrata Terzulli all’Adamello

    Ferrata Terzulli all'Adamello

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata Terzulli all'Adamello

    La Ferrata Terzulli collega la Val Miller con il Passo dell'Adamello ed è di norma inserita nella salita all'Adamello. Le attrezzature in sé sono di difficoltà contenuta, ma l'itinerario si svolge in un ambiente d'alta montagna dal forte carattere alpinistico: è quindi riservata a chi ha esperienza di ferrate e di alta quota, con tempo stabile.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dallo spiazzo presso il ponte sul torrente Remulo, lungo la strada per la Val Malga (1528 m). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Oltre il ponte si segue la sterrata fino a Malga Premassone, poi il sentiero 23 oltre Malga Frino (1698 m) e si risale la Val Miller superando le caratteristiche Scale Miller (gradini rocciosi con brevi tratti attrezzati, 2050 m). Si raggiunge il Rifugio Gnutti (2166 m, 1h 30' dal parcheggio); si prosegue sul 23 costeggiando il Lago Miller e attraversando il «Pantano Miller», su terreno sempre più roccioso e con possibili lingue di neve, fino all'attacco (2930 m, 2h dal Gnutti, 3h 30' totali).

    ▲Il percorso

    La via è attrezzata con catena a tratti. Si inizia su un breve spigolo; a un primo terrazzino si cambiano i moschettoni su una nuova catena e si sale verticali su roccia compatta ma levigata. Terminata la catena, un sentierino esposto e roccette portano a un tratto diagonale a sinistra e poi a una salita più ripida ma senza difficoltà tecniche. Dove le attrezzature finiscono si seguono segni bianco-rossi e ometti fino a una placca inclinata dove le catene riprendono: la si risale in linea retta e poi a destra, si percorre una cengia terrosa e un traverso esposto attrezzato, quindi una breve placca chiude le attrezzature poco sotto il Passo dell'Adamello (3240 m, 1h dall'attacco, 4h 30' totali). Da qui l'itinerario prosegue in ambiente glaciale: si scende sul bordo sinistro del Ghiacciaio dell'Adamello (Bivacco Ugolini e Cima del Laghetto a sinistra), poi si risalgono gli ultimi ~300 m su roccette di I grado fino alla cresta ovest e, per il filo con piccoli balzi esposti, alla croce di vetta dell'Adamello (3539 m, 1h 30' dal Passo, 6h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Tecnicamente la ferrata non è difficile per chi ha già buona esperienza; la roccia è buona ma non sempre ricca di appigli. Le vere difficoltà sono l'ambiente, la lunghezza, il dislivello (oltre 2000 m complessivi) e l'altitudine. Sviluppo 22 km, quota massima 3539 m.

    ⚠ Itinerario d'alta montagna: necessari ramponi e piccozza per il Pian di Neve, valutazione delle condizioni del ghiacciaio sul posto e meteo stabile. La discesa è lunga, estenuante e a tratti ripida ed esposta (in particolare la cresta dalla vetta al ghiacciaio). Consigliabile spezzare l'itinerario in due giorni pernottando al Rifugio Gnutti.
    ▲Discesa

    La discesa ripercorre l'intero itinerario di salita, disarrampicando anche la Ferrata Terzulli (la via normale è un itinerario diverso che richiederebbe un pernottamento). Si rientra al Rifugio Gnutti in circa 3h 30' dalla vetta, badando ai tratti ripidi ed esposti; dal rifugio restano le Scale Miller e gli ultimi chilometri fino all'auto (1h 30' dal rifugio, 5h dalla vetta, 11h totali).

    ▲Da abbinare

    Restando nell'alta Val Camonica si possono percorrere, più a sud, l'impegnativa Ferrata al Corno di Grevo e la Ferrata al Pizzo Badile Camuno; verso il Passo del Tonale la Ferrata del Sentiero dei Fiori e, sul versante trentino, la Ferrata Monte Nero.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoAdamello
    • Avvicinamento3:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)11:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario2011 m
    • Quota max3539 m
    • Lunghezza22 Km
  • Ferrata Tordini Galligani

    Ferrata Tordini Galligani

    Vie Ferrate › Toscana › Massa-Carrara
    Ferrata Tordini Galligani
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Tordini – Galligani (nota anche come Ferrata di Foce Siggioli) è una storica via delle Alpi Apuane, a fianco della parete nord del Pizzo d'Uccello. È di media difficoltà e consente di proseguire per sentiero da esperti fino alla cima del Pizzo, oppure di rientrare con un anello più semplice.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza ideale le Cave Cantonaccio presso Ugliancaldo. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si parcheggia a Ugliancaldo e si percorre a piedi la strada sterrata per circa 1 km; superata la sbarra si risale con alcuni tornanti, si oltrepassano gli edifici e le cave, poi si entra nel bosco. Attenzione al bivio appena entrati nel bosco: a destra parte il Sentiero Attrezzato Zaccagna verso Vinca (attualmente interdetto); si prosegue in salita piegando poi a sinistra verso est, seguendo gli abbondanti segni CAI fino all'attacco ai piedi della parete (circa 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La via ha lungo sviluppo e due settori. Il primo è una lunga placca inclinata percorsa prevalentemente in aderenza, senza sforzi rilevanti salvo alcuni balzi arrampicabili anche senza cavo; la roccia è il marmo tipico della zona, con ottima aderenza e numerosi fori che fungono da appoggi per i piedi. Raggiunto il filo di cresta, il secondo settore lo segue quasi interamente per quasi 400 metri fino a Foce Siggioli. Il passaggio chiave è il famoso «Naso», uno spigolo esposto che a prima vista pare difficile ma offre ottimi appigli scavati. La pendenza è sempre presente ma mai del tutto verticale; l'ultimo tratto è il più esposto, con pendenza che decresce fino a Foce Siggioli (1390 m), dove la ferrata termina (2h dall'attacco, 3h 30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Itinerario di media difficoltà, con il fascino della roccia di marmo e di una lunga progressione di cresta. Dislivello in ferrata 400 m, complessivo 680 m, quota massima 1386 m, sviluppo 8 km.

    ⚠ Il sentiero che dalle cave riporterebbe al parcheggio è in pessimo stato di manutenzione (2026) e se ne sconsiglia l'uso: meglio parcheggiare a Ugliancaldo. Il vicino Sentiero Attrezzato Zaccagna è interdetto.
    ▲Discesa

    Da Foce Siggioli si può proseguire verso il Pizzo d'Uccello (sentiero EE con roccette e tratti di I grado, non descritto qui) oppure rientrare lungo la Cresta di Capradossa (segnavia CAI 181), aerea e recentemente attrezzata, fino a Poggio Baldozzana. Da qui si tiene la destra sul CAI 181 rientrando a ritroso a Ugliancaldo (1h 30' dal termine della ferrata, 5h totali); è sconsigliato il CAI 192 a sinistra, difficile da seguire per mancanza di segnaletica.

    ▲Da abbinare

    Nelle Apuane si possono percorrere la Ferrata del Procinto, la Ferrata Salvatori alla Pania Forata e la Ferrata Malfatti al Monte Sumbra.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneToscana
    • GruppoAlpi Apuane
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario680 m
    • Quota max1386 m
    • Lunghezza8 Km
  • Ferrata al Torrione Porro

    Ferrata al Torrione Porro

    Vie Ferrate › Lombardia › Sondrio
    Ferrata al Torrione Porro
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata al Torrione Porro si sviluppa in alta Valmalenco, sopra Chiareggio. È abbondantemente attrezzata e di difficoltà moderata, senza passaggi tecnici rilevanti neppure nella seconda parte, più esposta; dalla vetta si gode un bel panorama sul Ghiacciaio del Ventina e sul Gruppo della Disgrazia.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'abitato di Chiareggio (Chiesa in Valmalenco). Apri le indicazioni stradali su Google Maps. A fine paese una scalinata scende a una palina con i segnavia CAI: si supera il ponte sul torrente Mallero e si percorre la sterrata fino al Rifugio Gerli-Porro (1h dal parcheggio). Oltre il rifugio si segue il sentiero per il Lago Pirola fino a una palina; si tiene la sinistra verso l'attacco, si risalgono alcuni tornanti fino a un bivio dove si separano ferrata e via normale, e in breve si raggiunge il cartello rosso d'inizio (30' dal rifugio, 1h 30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Le attrezzature iniziano su una rampa ascendente verso destra, percorsa senza problemi fino ai primi tratti verticali con abbondanza di staffe. Si superano brevi balzi rocciosi e tratti diagonali fino a una rampa dove il cavo funge quasi da corrimano. La seconda parte è decisamente più verticale ed esposta ma tecnicamente facile grazie a staffe e maniglie: si salgono tre lunghe pareti, una delle quali con un tratto esposto dove la roccia spinge verso l'esterno e richiede più forza. Al termine si può salire a sinistra in cima al Torrione Porro (50' dall'attacco, 2h 30' totali) oppure proseguire a destra verso il sentiero della via normale.

    ▲Carattere e difficoltà

    Via recente (inaugurata il 10 luglio 2016, costruita da CAI Valmalenco e Guide Alpine Valmalenco), con attrezzatura in ottimo stato e molto abbondante: le difficoltà tecniche sono ridotte e la salita è adatta anche a chi ha moderata esperienza. Dislivello in ferrata 195 m, complessivo 823 m, quota massima 2435 m, sviluppo 12 km.

    ⚠ Come indicato da un cartello a fine ferrata, la discesa lungo la via è vietata: si rientra dalla via normale.
    ▲Discesa

    Dall'altarino di vetta si segue la via normale, che riporta al bivio dell'andata e quindi, in discesa, al Rifugio Gerli-Porro e al parcheggio (1h 30' dalla vetta, 4h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoValmalenco
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata0:50 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata195 m
    • Dislivello itinerario823 m
    • Quota max2435 m
    • Lunghezza12 Km
  • Ferrata Fusetti al Sass de Stria

    Ferrata Fusetti al Sass de Stria

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Fusetti al Sass de Stria
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Fusetti sale il Sass de Stria, presso il Passo di Valparola al confine tra Belluno e Bolzano. Costruita dagli Alpini e dedicata al Sottotenente Mario Fusetti, caduto qui nella Prima Guerra Mondiale, è una via di medio-bassa difficoltà molto logica e arrampicabile, di grande valore storico e perfetta anche per chi è agli inizi.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall'ampio parcheggio del Forte al Passo di Valparola, raggiungibile dalla Val Badia, da Cortina e dal versante veneto del Col di Lana. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. L'attacco è sul versante sud del Sass de Stria, opposto al parcheggio, e si raggiunge in due modi. Via breve: si segue la traccia minore che scende verso il versante ovest e in circa 5' porta alla postazione Edelweiss; da qui, attenzione a una traccia non segnalata che si stacca a sinistra aggirando la parete (presto compaiono bolli rossi e segni bianco-rossi) e, lungo la parete ovest, conduce sotto le bastionate sud fino a un sasso con l'indicazione della deviazione (20') e all'attacco (30' dall'auto). Via lunga: si segue la strada bianca verso il Falzarego, si visitano le Gallerie di Guerra e, aggirando i versanti est e sud, si raggiunge lo stesso sasso indicatore (1h dall'auto).

    ▲Il percorso

    I primi metri sono semplici: si sale in diagonale a sinistra e poi su una paretina appoggiata. Dopo un breve collegamento si superano facili balzi rocciosi su fondo detritico (attenzione a non smuovere sassi) spostandosi a destra, fino a una cengia con parasassi in legno che chiude la prima sezione, facile. Davanti si vede lo sviluppo su placca appoggiata: si sale prima a destra, poi a sinistra in un tratto orizzontale, quindi un breve camino ricco di appigli. Si arriva così sotto la sezione più impegnativa (moderatamente difficile): una placca verticale di una decina di metri con appoggi presenti ma meno evidenti. Superatala si raggiunge una galleria di guerra e, per gli ultimi metri appoggiati, si chiudono le attrezzature (45' dall'attacco, 1h 15' dall'auto).

    ▲Carattere e difficoltà

    Salita logica e molto arrampicabile: le difficoltà tecniche restano moderate e il ferratista esperto può ridurre al minimo l'uso del cavo, mentre i principianti trovano una via ideale. Dislivello in ferrata 200 m, complessivo 307 m, quota massima 2477 m, sviluppo 3,5 km. Inaugurata il 18 ottobre 2018, è un «ritorno all'antico» con attrezzatura metallica ridotta al minimo.

    ⚠ Come spesso nelle ferrate dolomitiche il fondo è ricco di detriti e la linea di salita è lineare: prestare particolare attenzione a non smuovere sassi verso chi segue.
    ▲Periodo e sicurezza

    Via estiva dal forte valore storico, con un vero museo a cielo aperto della Grande Guerra (trincee e gallerie) lungo il percorso. Avvicinamento e rientro brevi, facilmente abbinabile alle ferrate vicine. Disponibili le tracce GPX e KMZ.

    ▲Discesa

    La ferrata termina su un pianoro a metà della via normale del Sass de Stria. Si può rientrare direttamente al Passo di Valparola (20' dal termine, circa 1h 30' totali) oppure, consigliato, salire in vetta: si seguono una traccia tra le trincee, alcune roccette di I grado e due serie di scalette con cordino, raggiungendo la cima in circa 30' dal termine della ferrata, con panorama a 360° sui gruppi dolomitici.

    ▲Da abbinare

    Dal Passo di Valparola e dal vicino Falzarego si aprono molte attrezzate: il Sentiero dei Kaiserjager al Lagazuoi, la Ferrata Cesco Tomaselli a Cima Fanis Sud, la Brigata Alpina Cadore al Col dei Bos; scendendo verso Cortina la Ferrata dell'Averau e la Nuvolau; sulla Tofana di Rozes la Ferrata Lipella; verso la Val Badia il Piz Conturines e la lunga Ferrata della Pace.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario307 m
    • Quota max2477 m
    • Lunghezza3,5 Km
  • Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano

    Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano

    La Ferrata Tenente Ferrante di Ruffano è stata realizzata dagli Alpini vicino a Pontebba, in provincia di Udine. È una via verticale, impegnativa e atletica in molti passaggi, ideale come allenamento nei mesi in cui le quote alte non sono praticabili: non raggiunge alcuna vetta e si sviluppa a bassa quota a fianco di numerosi tiri di arrampicata.

    ▲Avvicinamento

    Dal casello autostradale di Pontebba si tiene la sinistra verso il centro; superato un ponte, sotto il viadotto dell'autostrada si svolta a destra su una stradina asfaltata che prosegue sotto l'autostrada verso la valle, diventa sterrata in buone condizioni e termina a uno spiazzo. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si prosegue verso la Falesia Rio degli Uccelli seguendo un cartello che indica l'attacco della ferrata (5' dall'auto), sul versante orografico destro del torrente, raggiunto con alcune corde fisse poco sopra il greto.

    ▲Il percorso

    Accanto alla targa commemorativa il cavo parte verticale e l'impostazione atletica è subito chiara. I primi metri salgono su roccia levigata e traversano a destra fino a un terrazzino con breve cengia; segue un impegnativo traverso orizzontale di 6-8 metri, dove la scarsità di appoggi per i piedi è la difficoltà principale: si scende un paio di metri e poi il cavo riparte verticale, agevolato da alcune cambre. Con l'aiuto di staffe si raggiunge un breve tratto di collegamento appoggiato (attenzione a non smuovere sassi su chi segue). Dopo una cengia a sinistra ci si porta verso un evidente diedro: lo si sale prima a destra, poi attraversandolo a sinistra senza difficoltà sostanziali grazie a numerose cambre, fino a un passo strapiombante da affrontare con decisione e rapidità (qui avviene il cambio di moschettone in pieno strapiombo). Si esce su una parete verticale molto esposta ma ricca di cambre, dove è possibile riposare; ci si sposta a sinistra su buona roccia e si sale una paretina e un bel diedro, quindi facili gradoni appoggiati. La via riparte verticale e impegnativa fino a un tratto di sentiero attrezzato tra i pini, da cui una deviazione raggiunge un pulpito. Riprende con un traverso a sinistra in leggera discesa (occhio ai sassi mobili) e uno in salita in lieve strapiombo, fino a uno spigolo da cui inizia un lungo tratto di discesa attrezzata su placca, non difficile ma che richiede attenzione nella ricerca degli appoggi. Si raggiunge così il termine della via (circa 1h 30' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Ferrata di bassa quota, allenante e verticale, fisica nei punti più difficili e con infissi nuovi in ottimo stato. Da non sottovalutare anche per il lungo tratto in discesa attrezzata. Dislivello in ferrata 130 m, complessivo 160 m, sviluppo 4 km.

    ⚠ Lungo i tratti verticali e strapiombanti vale la pena pianificare le soste; nel tratto di collegamento e nei traversi si smuovono facilmente sassi: massima prudenza per chi sta sotto.
    ▲Periodo e sicurezza

    Trattandosi di una via a bassa quota è percorribile in gran parte dell'anno, condizioni della roccia permettendo. Sono disponibili le tracce GPX e KMZ.

    ▲Discesa

    Dal termine della via si segue la traccia di sentiero usata per le vie di arrampicata vicine (circa 30', 2h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Carniche
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)2:00 h
    • Dislivello ferrata130 m
    • Dislivello itinerario160 m
    • Quota max726 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata Tabaretta

    Ferrata Tabaretta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Tabaretta

    La Ferrata Tabaretta è una delle vie più severe delle Alpi italiane: risale l'imponente parete nord dell'Ortles, sotto Punta Tabaretta, in un ambiente di alta montagna oltre i 3000 metri. Difficoltà tecniche fino all'estremo si sommano a un impegno fisico e mentale notevole; la roccia è spesso povera di appigli e in molti tratti si avanza tirando sul cavo. Non esistono vie di fuga.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dalla stazione a monte della seggiovia dell'Orso a Solda (2330 m); è la quota a cui scendere, senza proseguire oltre. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Dalla stazione si segue il sentiero CAI 10 a mezza costa fino a un bivio, dove si tiene la sinistra sul CAI 4A; si procede verso ovest aggirando la parete nord dell'Ortles fino a innestarsi sul CAI 4 e, per alcuni tornanti, si raggiunge il Rifugio Tabaretta (2556 m, 45' dalla stazione a monte). Dietro il rifugio parte il sentiero segnalato «Ferrata – Parete Nord» che, a mezza costa verso sud-ovest, porta sotto la bastionata all'attacco (15' dal rifugio, 1h dalla stazione).

    ▲Il percorso

    Si inizia su roccette presso uno spigolo; salendolo si guadagna subito esposizione e si entra nella cifra della via, con pochi appigli che obbligano a tirare sul cavo. Dopo un terrazzo si scende un paio di metri e si rimonta un diedro molto esposto, quindi una placca diagonale conduce a un terrazzino. Dal 2019 l'attacco originale è stato sostituito da una variante più impegnativa: una parete di un centinaio di metri, verticale, esposta e avara di appoggi, che si innesta sullo stesso terrazzino. Si prosegue a destra su roccette e su una placca verticale, un breve traverso a destra e un angusto diedro; un tetto roccioso costringe a traversare a sinistra presso una fessura (primo tratto faticoso). Il cavo riparte verticale in un passaggio leggermente strapiombante e poco appigliato fino a un terrazzino panoramico sul Rifugio Tabaretta e sull'Ortles. Dopo alcuni metri verticali si piega in diagonale a destra nel traverso ascendente del Geelen Knott, il passaggio chiave: pochissimi appoggi per i piedi, da superare con rapidità e forza di braccia per non «bruciarsi» (utile un rinvio o una fettuccia). Si supera il tetto, si risale con una seconda fune a destra, si aggira uno spigolo e si raggiunge un largo terrazzino con breve cengia. Seguono una placca di una ventina di metri, facili roccette, una placca liscia da superare tirando sul cavo, un traverso a destra molto esposto e tratti più arrampicabili, fino a un tratto di cresta e al libro firme. L'ultima sezione sale su spigolo aereo, un traverso orizzontale esposto, una parete verticale con un piccolo tetto sporgente e un traverso ascendente a destra impegnativo ma appigliato, quindi un diedro difficile e aereo (appigli sul lato destro, non sufficienti per salire senza cavo). Si esce a sinistra, si superano placca, roccette e un breve camino e terminano le attrezzature. Per un sentiero di ghiaia ci si collega alla cresta che dal Rifugio Payer sale all'Ortles, punto più alto dell'itinerario (3076 m), e si scende al Rifugio Payer (3029 m, 2h dall'attacco, 3h 45' dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via continua e senza tregua: la maggior parte dei tratti è di livello difficile e molto difficile, con punte estreme come il traverso del Geelen Knott. Valutazioni massime su tutti i fronti (tecnica, ambiente, esposizione, impegno fisico). L'attrezzatura è ottima ma non deve indurre a sottovalutare la via.

    ⚠ Nessuna via di fuga e ambiente d'alta montagna oltre i 3000 m: salita riservata a ferratisti molto allenati, con valutazione attenta del meteo e partenza presto. Dislivello in ferrata 500 m, complessivo 720 m, sviluppo 9,6 km.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d'alta quota, da affrontare con condizioni stabili e roccia asciutta. Sono disponibili le tracce GPX e KMZ. I rifugi Tabaretta e Payer offrono appoggio lungo il percorso.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Payer si segue il sentiero di cresta CAI 4, con tratti esposti e parzialmente attrezzati, fino alla Forcella dell'Orso (2871 m); da qui si scende ripidamente, poi più dolcemente, nella vallata di Solda al Rifugio Tabaretta (1h 30' dal Payer, 5h 15' totali). Si rientra infine a ritroso per il sentiero di avvicinamento alla stazione a monte della funivia dell'Orso (30', 5h 45' totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOrtles
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata500 m
    • Dislivello itinerario720 m
    • Quota max3076 m
    • Lunghezza9,6 Km
  • Ferrata Stella Alpina all’Agner

    Ferrata Stella Alpina all'Agner

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Stella Alpina all'Agner

    La Ferrata Stella Alpina è la via attrezzata che porta verso il Monte Agner, nelle Pale di San Martino. Il percorso completo è tra i più impegnativi del panorama italiano: oltre 10 ore, riservate a escursionisti molto esperti non solo di ferrate ma anche di alta montagna. Alla difficoltà del tratto attrezzato si sommano la lunga traversata delle Laste, la salita all'Agner e la difficile discesa lungo il Canalone.

    ⚠ Itinerario lunghissimo (oltre 10 ore, dislivello quasi 1700 m, vetta 2872 m) ed estremamente serio. La traversata delle Laste è esposta, con segni spesso sbiaditi, e diventa proibitiva con la nebbia; con rocce bagnate è sconsigliata. La discesa lungo il Canalone è ripida, su fondo ghiaioso instabile, spesso con nevaio nella parte bassa: utili i ramponi e i bastoncini telescopici. Affrontarla solo in buono stato di allenamento e con meteo stabile; si consiglia di spezzarla in due giorni (Bivacco Biasin a Forcella Pizzon).
    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza la località Frassanè (Belluno), alle pendici dell'Agner, raggiungibile da Agordo o da Fiera di Primiero. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. In paese, da via della Vittoria si prende via Domadore fino a una biforcazione coi segnavia CAI (a destra il 771, a sinistra il 772) e si parcheggia in uno spiazzo (1182 m). Si sale col 771 lungo la forestale, poi per prati lungo le piste da sci fino al Rifugio Scarpa (1735 m, 1h dal parcheggio). Dal rifugio, seguendo le indicazioni per la Ferrata e il Sentiero Miniussi, si raggiunge Malga Losch e si tiene la sinistra uscendo dal bosco; avvicinandosi alle bastionate dell'Agner, a un bivio (dove davanti si vede il nevaio del canalone di rientro) si segue a sinistra per l'attacco, al termine di una gola senza uscita, su roccette con bolli giallo-rossi e l'attraversamento di un canale fino al cartello romboidale (1955 m, 1h 45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    La prima sezione supera un risalto roccioso, verticale ma appigliato, poi piega a destra su roccette e a sinistra; segue un tratto di collegamento su ghiaia, prato e roccia con vistosi bolli gialli. Si ritrovano le attrezzature presso un cartello che invita a non smuovere sassi: inizia la seconda e più impegnativa sezione. Dopo un tratto diagonale, il cavo sale verticale su una parete dagli appigli poco evidenti, poi traversa a destra verso il primo di una serie di camini, risalito in spaccata con l'aiuto di alcuni pioli. Si traversa a destra verso una stretta gola (attenzione agli zaini ingombranti), che si risale sul versante sinistro; seguono passaggi verticali in esposizione crescente, con il canalone innevato del rientro alle spalle. L'ultima sezione traversa a sinistra fino a un aereo spigolo con vista sul Rifugio Scarpa; si sale una parete verticale fino a un passaggio delicato e leggermente strapiombante lungo una fessura, da affrontare con agilità, poi il cavo piega a destra sotto il passaggio chiave: una placca verticale e liscia da risalire cercando i pochi appigli naturali e i pioli metallici. Gli ultimi metri esposti portano a «Le Laste» (2320 m, 1h 45' dall'attacco, 3h 30' totali). Inizia qui il lungo attraversamento delle Laste dell'Agner, su sentiero dapprima su sassi e prato poi su fondo roccioso, tutt'altro che banale (proibitivo con la nebbia): si seguono segni sbiaditi e ometti, fra roccette da arrampicare in libera e tratti attrezzati su placca e cengia, generalmente esposti e sconsigliati con roccia bagnata, fino al Bivacco Biasin a Forcella Pizzon (2645 m, 1h 45' dal termine della ferrata, 5h 15' totali). Per chi prosegue verso la vetta, si aggira la parete sud-occidentale dell'Agner su tratti attrezzati e un'esposta e aerea cengia, poi una rampa esposta ma non difficile e una traccia ripida fino alla croce sull'anticima dell'Agner (2872 m, 1h dal Bivacco Biasin, 6h 15' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Le difficoltà tecniche del solo tratto ferrato sono «molto difficili»; a queste si aggiungono le difficoltà oggettive delle Laste, la salita all'Agner e la difficile discesa lungo il Canalone, oltre a un lungo avvicinamento e rientro. Nel complesso è una delle escursioni attrezzate più impegnative d'Italia.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ). Dalla Forcella Pizzon è possibile rientrare evitando la salita alla vetta. Il Bivacco Biasin è in buone condizioni per l'eventuale pernottamento.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si torna a Forcella Pizzon e al Bivacco Biasin (45' dalla vetta), prestando attenzione al tratto tra cima e cengia per i pochi segni sbiaditi. Dal bivacco si scende ripidamente sul lato sinistro del canalone, su fondo sdrucciolevole con tratti attrezzati, fino a un bivio (segni sbiaditi su roccia): a destra il sentiero lungo il Canalone (qui descritto), a sinistra la via normale con segni gialli. Il Canalone scende a ripidi tornanti su ghiaione instabile, con nevaio nella parte bassa, fino in vista del Rifugio Scarpa e al bivio dell'attacco (1820 m, 1h 30' dal bivacco, 8h 30' totali); poi a ritroso fino al Rifugio Scarpa e, per il 771, al parcheggio (circa 10h totali).

    ▲Da abbinare

    Itinerario che da solo impegna comodamente due giorni. Restando nelle Pale di San Martino si possono raggiungere la Ferrata dell'Orsa in Val San Lucano o, in Val Canali, la Ferrata Buzzati, il Sentiero del Cacciatore e la Ferrata del Canalone; verso il Civetta la Fiamme Gialle, l'estenuante Costantini, la Tissi e l'Alleghesi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàMolto Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata346 m
    • Dislivello itinerario1692 m
    • Quota max2872 m
    • Lunghezza14,4 Km
  • Ferrata Strada degli Alpini

    Ferrata Strada degli Alpini

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Strada degli Alpini
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Strada degli Alpini percorre uno splendido itinerario nelle Dolomiti di Sesto, risalendo il versante orientale della Val Fiscalina Alta dal Rifugio Comici fino a Forcella Undici lungo la storica Cengia della Salvezza della Grande Guerra. Per larghi tratti non presenta particolari difficoltà, pur essendo esposta; è un anello molto lungo e con elevato dislivello, da preparare con cura e da percorrere solo se ben allenati.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza l'albergo Dolomitenhof in Val Fiscalina (1454 m), raggiungibile da Moso in Val Pusteria. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si segue la carrareccia 102 verso sud fino al Rifugio al Fondo Valle (1548 m, 30'), poi sempre il 102 verso sud-ovest e a un bivio si tiene la sinistra sul sentiero 103 verso il Rifugio Comici, salendo lungo la sinistra orografica della Val Fiscalina Bassa (sul versante opposto si vede la cresta della Strada degli Alpini) fino al Rifugio Comici (2224 m, 2h 30' dal parcheggio). Dal rifugio si prosegue sul 103 verso sud, in discesa e poi in salita a sinistra verso Forcella Giralba, sul versante sinistro della Croda dei Toni; prima della forcella si incontra a sinistra il sentiero 101 verso il Monte Popera. Salendo verso una forcella e scendendo pochi metri, a un bivio (a destra la normale al Popera) si prosegue verso nord a mezzacosta fino alla cengia dell'attacco (1h dal Rifugio Comici).

    ▲Il percorso

    Il tratto iniziale supera facili roccette e si sviluppa poi lungo la panoramica Cengia della Salvezza, scavata nella roccia durante la Grande Guerra. Si percorre dapprima una cengia molto ampia, a tratti non attrezzata, fino al punto più iconico: la cengia svolta bruscamente in una rientranza della roccia e la si aggira dall'interno, con la caratteristica vista che richiama una «spada». Usciti sul versante opposto, dopo alcune roccette, la cengia prosegue tra modesti saliscendi lungo la parete ovest delle propaggini di Cima Undici, con stupendi panorami su Cima Dodici e la Val Fiscalina: generalmente larga, si percorre senza problemi nonostante il precipizio a sinistra. Presso un tetto roccioso ci si abbassa su una passerella di legno; più avanti, in una rientranza, una cascata e, secondo la stagione, un nevaio. La cengia prosegue ora senza protezione, in salita su fondo detritico, supera un nuovo nevaio e raggiunge un vecchio muretto militare dove si conclude il primo tratto (1h 45' dall'attacco, 5h 15' totali). Si continua su cengia non protetta, in falsopiano, fino a Forcella Undici, dove termina la ferrata con un panorama a 360° su Croda Rossa di Sesto, Cima Undici, Cima Dodici e Cima Uno (2h 30' dall'attacco, 6h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Per i primi due terzi la via non presenta passaggi tecnicamente impegnativi: si sviluppa soprattutto su cenge esposte ma ben attrezzate. I tratti più verticali e medio-difficili si incontrano in discesa, soprattutto verso il Passo della Sentinella.

    ⚠ Alcuni passaggi non protetti sono esposti e richiedono piede fermo. L'escursione è lunga e dopo il Rifugio Comici non si incontrano altri punti d'appoggio fino al rientro: svolgendosi poco sotto i 3000 m va percorsa solo con tempo stabile. Può essere utile avere con sé i ramponi se i nevai sono ancora presenti, spesso con neve dura.

    ▲Periodo e sicurezza

    Per questa via non è disponibile una traccia GPS ufficiale. Per la cartografia è utile la cartina delle Dolomiti di Sesto di 4Land.

    ▲Storia

    La Strada degli Alpini affonda le radici nella Grande Guerra, quando la «Cengia della Salvezza» — in origine cengia naturale, poi allargata dagli alpini — collegava Forcella Giralba alla terrazza ovest di Cima Undici per raggiungere e fortificare le postazioni in vista dell'attacco al Passo della Sentinella, allora confine italo-austriaco. Dopo la guerra Francesco Meneghello (CAI) riportò alla luce l'itinerario e nel 1932 il CAI di Padova lo attrezzò con corde metalliche e scalette; il tratto da Forcella Undici al Passo della Sentinella fu invece attrezzato dal CAI di Padova negli anni Settanta.

    ▲Discesa

    Da Forcella Undici due opzioni. La prima segue il segnavia 124 che, aggirando l'Elferschartespitze, scende in Val Fiscalina con un traverso attrezzato e un paio di canalini franosi, poi un vallone detritico con la Croda Rossa a destra, fino al parcheggio (1h 30' da Forcella Undici, 6h 45' totali). La seconda scende al Passo della Sentinella (anche detta Ferrata del Passo Sentinella): cenge, una scaletta, l'attraversamento di un canale, una lunga passerella di legno e balzi verticali in forte esposizione fino al passo (2717 m, 1h da Forcella Undici), ricco di resti bellici; si scende poi a sinistra nel Vallon Sentinella, dapprima molto ripido e attrezzato, fino al bivio con il sentiero 124 che riporta in Val Fiscalina e al parcheggio (8h totali).

    ▲Da abbinare

    Itinerario ideale da inserire in giri di più giorni: un classico abbina la Ferrata Roghel e la Cengia Gabriella verso i Rifugi Berti e Carducci, usando poi la Strada degli Alpini per rientrare al Berti dalla Val Popera; oppure la salita alla Croda Rossa di Sesto per la Ferrata Zandonella e la discesa per i Costoni di Croda Rossa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Sesto
    • Avvicinamento3:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)8:00 h
    • Dislivello ferrata337 m
    • Dislivello itinerario1200 m
    • Quota max2717 m
    • Lunghezza11 Km
  • Ferrata Spigolo della Bandiera

    Ferrata Spigolo della Bandiera

    Vie Ferrate › Lombardia › Brescia
    Ferrata Spigolo della Bandiera
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Spigolo della Bandiera sale un aereo spigolo presso il Monte Spino, sopra la costa occidentale del Lago di Garda. È una via breve ma esposta e atletica: in più punti l'ottima roccia frastagliata permette di arrampicare, ma un passaggio richiede uno slancio per via degli appigli naturali scarsi. La via è stata rinnovata nel 2019 con un tracciato leggermente modificato che evita il vecchio punto chiave, ma che introduce un breve passaggio strapiombante di livello difficile da non sottovalutare.

    ▲Avvicinamento

    Punto di partenza San Michele, presso Gardone Riviera (versante bresciano del Garda): da San Michele si va verso la Val di Sura fino al Ristorante Colomber, presso una biforcazione. Apri le indicazioni stradali su Google Maps. Si può parcheggiare al ristorante oppure tenere la sinistra su una strada che diventa presto sterrata e poi dissestata (sconsigliata alle auto basse), con vari slarghi fino alla località Verghere. Dal ristorante si prosegue sulla stradina a sinistra fino a Verghere, poi sul sentiero CAI 201, guadando due volte il torrente Barbarano (attenzione a seguire i segni CAI, talvolta ingannevoli) fino al bivio di Cascina Gemelle (950 m, 1h dal parcheggio), dove si tiene la sinistra in salita verso il Rifugio Pirlo allo Spino e la ferrata; un ripido sentiero porta al bivio segnalato per la Spigolo della Bandiera (1h 10' dal parcheggio, 1h 30' dal ristorante).

    ▲Il percorso

    La via inizia con un traverso di media difficoltà verso sinistra fino a una parete verticale sul lato destro dello spigolo: parte abbastanza appigliata, con un paio di passaggi impegnativi per i piccoli appigli, fino a un chiodo oltre il quale lo spigolo diventa più facile e piacevolmente arrampicabile, seppur aereo (attenzione alla stabilità di alcuni blocchi). Si raggiunge un terrazzino terroso dove sostare. Sul nuovo tracciato 2019, dal terrazzino ci si sposta a sinistra in una zona esposta, traversando su roccia levigata e difficilmente arrampicabile, fino a buoni appoggi per i piedi che conducono sotto il nuovo passo chiave: una paretina strapiombante di 4-5 metri, dove due staffe aiutano i primi due metri ma il resto si supera probabilmente trazionando sul cavo — passaggio breve ma impegnativo. Si arriva sotto il caratteristico passaggio del vecchio tracciato, che si oltrepassa a destra salendo una paretina con l'ausilio di una staffa, ricollegandosi poco sopra all'itinerario originale sulla cresta terminale. Quest'ultimo tratto è esposto ma non difficile, con il cavo che fa soprattutto da corrimano; terminate le attrezzature, il sentiero porta alla bandiera sommitale (30' dall'attacco, 1h 40' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Via breve ma esposta, buon banco di prova dopo le prime ferrate facili: verticale, con tratti privi di appigli naturali o artificiali in cui occorre tirarsi su di braccia con una certa atleticità. La roccia è però buona e in molti tratti dà idea di stabilità.

    ⚠ Forte esposizione lungo quasi tutto il percorso, con un picco nell'ultimo passaggio prima della crestina finale. Il nuovo tracciato 2019 non riduce le difficoltà ma le aumenta, con il passo strapiombante come punto chiave.

    ▲Periodo e sicurezza

    Sono disponibili le tracce GPS (GPX e KMZ); per la zona è utile la cartina del Parco Alto Garda Bresciano di 4Land.

    ▲Discesa

    Dal termine si segue la traccia più marcata a sinistra verso il Rifugio Pirlo (da cui il sentiero direttissimo riporta al bivio della ferrata e all'auto, 3h totali), oppure a destra verso il Passo dello Spino e poi il CAI 1 fino al bivio dell'andata (3h 30' totali); in alternativa l'ampia forestale riporta al Ristorante Colomber (4h totali).

    ▲Da abbinare

    La vicina Ferrata Ernesto Franco, un tempo ideale da abbinare, è stata smantellata e sostituita da una falesia attrezzata presso il Rifugio Pirlo. Rientrando, si può proseguire verso il Sentiero Sperone del Crocefisso o, verso il Lago di Idro, la Ferrata Crench e le vicine Fregio e Ginestre.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoAlto Garda Bresciano
    • Avvicinamento1:10 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario650 m
    • Quota max1165 m
    • Lunghezza11,6 Km
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