Caratteristica: Avvicinamento corto

  • Ferrata del 30° OSA al Corno Rat

    Ferrata del 30° OSA al Corno Rat

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Ferrata del 30° OSA al Corno Rat

    La Ferrata del 30° OSA al Corno Rat è un itinerario difficile che risale la bastionata calcarea sopra Valmadrera, nel cuore del Triangolo Lariano (provincia di Lecco, Prealpi Comasche). Via tecnica, atletica e a tratti molto esposta: dà il meglio a chi ha confidenza con l’arrampicata, perché in molti tratti si può progredire sulla roccia riducendo la trazione sulla catena. Si può concatenare con il sentiero attrezzato che porta in vetta al Corno Orientale di Canzo, per un anello attrezzato più lungo (circa 2 ore di solo tratto ferrato-attrezzato).

    ▲Avviso importante
    ⚠ Nel 2021 la ferrata è stata interamente ristrutturata, con l’aggiunta di numerosi infissi: le difficoltà tecniche reali oggi sono inferiori a quelle storiche. La sequenza del percorso e i valori di complessità riportati qui sotto si riferiscono al vecchio tracciato: tienine conto nel pianificare l’uscita e verifica sempre le condizioni aggiornate prima di partire.
    ▲Approach

    Il punto di partenza è la frazione Belvedere, sopra Valmadrera (open the starting point on Google Maps – 45.85047, 9.35219). Raggiunto l’abitato isolato si lascia l’auto nei pressi dell’inizio di una stradina chiusa al traffico, da dove parte il sentiero. Si risale la strada acciottolata verso Belvedere, con la bianca bastionata del Corno Rat che incombe sopra la testa; la carrareccia si fa poi sterrata e passa accanto ad alcune aziende agricole fino a una palina fitta di segnavia. A questo bivio si tiene la destra, seguendo le indicazioni per l’itinerario attrezzato OSA. Si prosegue, si guada un torrente e al bivio successivo si tiene la sinistra, sempre nella direzione dell’itinerario attrezzato; il sentiero sale ripido nel bosco fino all’attacco della ferrata (50′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La via attacca su una placca inclinata dai pochi appigli: si sale con la fune al proprio fianco, facendo attenzione a non essere spinti verso l’esterno – è uno dei passaggi più impegnativi e conviene pesare bene i piedi, sfruttando le pedivelle per non gravare troppo sulla catena. Dopo pochi metri il cavo piega e sale verticale, con alcune vecchie staffe a sostegno dei piedi; la roccia è molto solida, calcarea ma povera di appigli. Si raggiunge uno spigolo, risalito tenendo la catena a sinistra e la fune a destra con qualche staffa per i piedi; superato lo spigolo fune e catena si riuniscono e introducono in un angusto canalino, dove un primo passaggio è particolarmente ostico: si supera una sporgenza in cui è difficile non «mungere» la catena. Termina così la prima sezione, la risalita del Sasso OSA, in genere considerata la parte più dura della via.

    Si prosegue su sentiero verso sinistra con un paio di facili balzi rocciosi; attenzione a un bivio: si segue il sentiero di sinistra, perché quello di destra è la via alpinistica al Corno Rat. La seconda parete si percorre inizialmente in diagonale verso destra, sfruttando ottimi appigli naturali per i piedi, fino sotto una parete verticale più lunga di quanto sembri: si parte con alcune staffe su roccia coricata, poi si risale fino a un traverso verso sinistra che deposita su uno stretto e panoramico terrazzino, buono per riprendere fiato con la vista su Lecco e sul Resegone. Segue un tratto breve ma difficile: una frattura da superare in spaccata (lolotte, per chi arrampica) per guadagnare l’altezza utile a cambiare moschettone – passaggio disagevole soprattutto per le persone di bassa statura, quasi costrette a tirare sulla catena.

    Si esce sotto una nuova parete verticale che diventa un camino con buoni appigli per mani e piedi; si arriva sotto un masso che conviene risalire sul suo lato destro, anche se catena e fune corrono sul sinistro, più levigato. Si supera quindi l’esposta parete soprastante con l’aiuto di alcune staffe, fino a uno stretto terrazzino. Aggirato un poco marcato spigolo si riparte in salita su una parete di nuovo difficile, dalla roccia levigata, con un passaggio più ostico in prossimità di una sporgenza che richiede una trazione sulla catena per essere rimontata. Si aggira un altro spigolo e si risale una placca più coricata, lunga ma di difficoltà inferiore, fino a un ulteriore terrazzino. Un breve tratto di sentiero porta all’ultima parete verticale, più appoggiata e ricca di appigli rispetto alle precedenti – senza però abbassare la concentrazione dopo lo sforzo accumulato. Risalita questa parete si esce in vetta al Corno Rat e la ferrata ha termine (1h 15′ dall’attacco, circa 2 ore complessive dalla partenza).

    Prosecuzione al Corno Orientale (facoltativa). Dalla vetta, al bivio si prosegue verso destra su sentiero segnato da cartelli e bolli a tratti rossi e a tratti giallo-rossi, con alcuni passaggi un po’ esposti assicurati da catena. Dopo circa 30′ si risale una placca inclinata, con la parete verticale alla sinistra, salendo in aderenza con gli scarponi e cercando gli appigli nelle fessure. Si alternano poi tratti di sentiero, roccette e facili passaggi di I grado fino a un bivio: a sinistra si raggiunge il Rifugio SEV, a destra si sale l’ultimo tratto attrezzato. Tenendo la destra si percorre una bella placca arrampicabile, si aggira uno spigolo e si sale una paretina appoggiata con esposizione crescente fino al termine della catena; su roccette si raggiunge infine la croce del Corno Orientale di Canzo (1h dal termine della ferrata, circa 3 ore complessive).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Difficile, è una via tecnica e atletica con valori di complessità alti su difficoltà tecniche (4/5) ed esposizione (4/5), impegno fisico 3/5 e difficoltà ambientali 2/5. Sono presenti sia la catena sia la fune metallica: conviene agganciare i moschettoni alla fune e, all’occorrenza, usare la catena per trazionare. La via vive di un doppio approccio: chi sa arrampicare (eventualmente con scarpette), riducendo la trazione, la trova impegnativa ma piacevole; chi non ha dimestichezza con l’arrampicata finisce per usare molto la catena in più tratti, con il rischio concreto di affaticarsi e rendere la salita molto atletica.

    ⚠ Via esposta in molti punti che richiede esperienza, ottimo allenamento e idealmente confidenza con l’arrampicata. Attenzione alla roccia unta in alcuni passaggi. Al bivio dopo il Sasso OSA seguire il sentiero di sinistra: quello di destra è la via alpinistica. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.
    ▲Period and safety

    Itinerario prealpino a quota contenuta (vetta a 1232 m), percorribile in gran parte dell’anno con roccia asciutta e meteo stabile; va evitato con roccia bagnata o ghiacciata, vista l’esposizione e la roccia levigata. L’avvicinamento è breve ma molto ripido. Si ricorda che il tracciato è stato ristrutturato nel 2021: verificare sempre le condizioni e le attrezzature aggiornate.

    ▲Discipline

    Dalla vetta del Corno Rat si può chiudere subito l’escursione scendendo lungo il sentiero segnato «San Tommaso – Valmadrera» e tornando a ritroso al parcheggio (45′ dal termine della ferrata, 2h 45′ complessive). Se invece si è proseguito fino al Corno Orientale, si scende lungo il sentiero segnalato fino al crocevia fra Corno Centrale e Corno Orientale, quindi si seguono le indicazioni per San Tommaso e Valmadrera verso sinistra fino al punto in cui si era deviati per l’attacco; da lì a ritroso lungo il sentiero di avvicinamento fino all’auto (1h dalla vetta del Corno Orientale, circa 4 ore complessive).

    ▲To match

    La 30° OSA è logisticamente vicina alla Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale (Ferrata di Canzo): salendo al Corno Orientale e proseguendo verso il Rifugio SEV e il Rifugio Terz’Alpe se ne raggiunge l’attacco, per un grande anello dei Corni di Canzo da 7-8 ore. Nelle vicinanze, sul versante del Moregallo, anche il Sentiero Attrezzato del Moregallo e la Ferrata al Canalone Belasa; sopra Valmadrera, oltre San Tommaso, il Hiking Trail Skiing.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:40 h
    • Duration2:00 h
    • Total itinerary5:00 h
    • Hardware level difference340 m
    • Route difference966 m
    • Maximum altitude1232 m
    • Length6 Km
  • Ferrata Piz from Lech

    Ferrata Piz from Lech

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Piz from Lech

    La Ferrata Piz from Lech rises a rocky bastion in the eastern side of the Sella Group to the peak of the Piz da Lech (2916 m), in the province of Bolzano. È a difficile street, short but intense, made very short by Corvara plants: it presents some athletic passages, two aerial stairs and a short suspended bridge, in an environment d’ high mountain with exceptional panorama from the top.

    ▲Approach

    The starting point is the mountain station of the cable car that from Corvara (Val Badia) climbs first to the Crep de Mont and then to the Vallon (2537 m; open the starting point on Google Maps). Alternatively, from Passo di Campolungo (between Arabba and Corvara) you can park at l’ Boè Tree; (1860 m) and climb the wide CAI 638 path to the upstream station of the chairlift (1h 15′ from the pass). Exit from the chairlift you ignore the signs for the normal road (646B) and follow the signs to the north, in the direction of a detritic valley where you turn left uphill until all’ attack, under a characteristic yellow-black rocky wall (2560 m, 15 minutes from the mountain station).

    ▲The path

    The ferrata opens with a rocky leap of difficult-to-grave media; and without obvious claws, then an easy nod on the left and some not difficult steps. On the left side a corner with a census, you will meet new leaps under l’ looming black-yellowish bastion; climb up vertically and stick into a long channel , holding the right side on rocky steps. Where the channel is tightened, there are about fifteen vertical meters, then a short but exposed and challenging across to the right bypasses a edge up to a nod. Follow the più pass; challenging: a fireplace that climbs first on the right side and then passes left with a leap, complex in the initial part for the lack of supports, which gradually rise up. Some exposed rocks lead to the più point; iconic of the street: under the rampage rise two scales interspersed with a rock-mounted plane; finished the second ladder, a challenging passage helped by brackets. In the closing section there are exposed rocks and a ramp up to the summit ridge; after a stretch with the right equipment and a short path, you will meet a breve suspended bridge (a horizontal ladder above a narrow crevice), exposed but not difficult. A short wall well-dressed (often wet) and some rocks put on the final, unequipped path, which carefully leads to the peak cross of the Piz da Lech (2916 m, 1h 45′ from the’ attack, 2 hours from the mountain station), with magnificent views of the Sella Group, the Piz Boè and the Val de Mesdì.

    ▲Character and difficulty

    Classified Difficile (D), with all the parameters of complextà on 3/5: short but intense, with a couple of athletic steps where you need a good point or a discreet climbing technique (some strokes of III-IV degree, however climbing). Not è extremely difficult, but requires good preparation and experience. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ The summit ridge and the pavement around the cross are not wide and go carefully; the final and initial tract require concentration. The return along the normal way è ripido and includes a couple of steps equipped downhill: not remove l’ harness at the end of the ferrata. A short wall before the summit è often wet: pay attention. Useful a frontal if you leave late, because of the way; between climb and descent the day può stretch.
    ▲Period and safety

    High altitude summer road, to be covered with stable weather and dry rock. The equipment is in good condition, recently renovated. Check the opening and hours of cable car and chairlift (serve the return ticket); those who walk up from the Campolungo Pass put into account a longer and tiring approach.

    ▲Discipline

    From the summit you descend to the south along the normal road, marked by the white-red boils of the CAI 646, on the swallows of the south side; a couple of equipped passages are passed down (a vertical wall of 6-8 meters with brackets and a short set of rocks). A crossroads are reached with the CAI 646B: on the right you will descend a fragrant canal up to the path d’ approach and then to the chairlift (45′ from the summit, 2h 45′ overall); or continue on the CAI 646 along a ridge above Lake Bo` up to the mountain station of the cable car.

    ▲To match

    The Piz da Lech fits perfectly with the neighbor Ferrata del Vallon, possibly by staying at the Kostner Refuge. Continuing to half-costa you reach the attack of the impegnative Ferrata Piazzetta piz Boè. On the Sella Group Ferrata Tridentina e la Ferrata delle Mesules. In Val Badia la Ferrata Sas dla Crusc e la Ferrata della Pace.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:15 h
    • Duration1:45 h
    • Total itinerary4:15 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference371 m
    • Maximum altitude2911 m
    • Length2,2 Km
  • Ferrata Col Rodella

    Ferrata Col Rodella

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Col Rodella

    La Ferrata Col Rodella è una via breve sopra il Passo Sella, che collega la Val di Fassa con la Val Gardena (provincia di Bolzano). Avvicinamento e rientro corti la rendono una buona scelta nelle giornate di meteo incerto, quando è sconsigliato impegnarsi nei lunghi itinerari tipici delle ferrate dolomitiche della zona. Di difficoltà medio-bassa, ha però un paio di passaggi su roccia levigata che richiedono attenzione.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è il Passo Sella (tra Canazei e Selva di Val Gardena): al passo si imbocca la stradina che sale ripida sul versante della Val di Fassa verso i Rifugi Valentini e Salei, percorrendola in salita per un centinaio di metri e parcheggiando a bordo strada prima del divieto di transito (open the starting point on Google Maps). Dal Rifugio Valentini (2213 m) si segue la carrareccia, che coincide con il sentiero CAI 557, verso sud-ovest in direzione del Rifugio Salei (2222 m) e poi della stazione a monte della funivia che sale da Campitello di Fassa (in alternativa si può salire direttamente con la funivia). Dalla stazione a monte, proprio sotto i cavi della funivia, si stacca un sentiero privo di segnali per la ferrata: lo si segue aggirando la base del Col Rodella per circa 5 minuti fino a notare un ghiaione sulla destra, risalendo il quale si raggiunge il non evidente attacco (30 minuti dal parcheggio).

    ▲The path

    Da un terrazzino terroso, dove indossare l’imbracatura, si sale una parete ben appigliata e una serie di roccette facilmente arrampicabili. Guadagnata quota si piega a sinistra verso un grosso masso, che si aggira in un tratto esposto; segue un camino non particolarmente impegnativo, da superare in spaccata, prima di una parete su roccia levigata che costringe a una certa trazione sul cavo. Si arriva poi sotto una parete attrezzata con una serie di solide staffe metalliche; risalite queste, un secondo passaggio impegnativo — una nuova parete levigata, breve, da superare con un po’ di trazione. Si prosegue su una parete esposta ma ottimamente appigliata, arrampicabile, fino a un traverso esposto che aggira uno spigolo; oltre lo spigolo, alcuni facili balzi rocciosi portano al termine della via, al Rifugio Col Rodella (2484 m, 40 minuti dall’attacco, 1h 30′ complessive), con notevole panorama sul Gruppo Sella e sulla Val di Fassa.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche ed esposizione attorno al 3/5, impegno fisico contenuto (2/5). È un buon “test” per chi passa dalle ferrate facili a quelle più difficili. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ La roccia è abbastanza levigata e in alcuni punti unta: è sconsigliato percorrere la via subito dopo scrosci di pioggia o con umidità. I due passaggi su roccia liscia richiedono una certa trazione sul cavo e non la rendono adatta ai neofiti assoluti, nonostante la brevità. Una targa commemora una persona deceduta per malore lungo la via nel 2020: un promemoria che in montagna nulla è mai banale. Verificare eventuali chiusure del sentiero d’avvicinamento per lavori, segnalate in passato.
    ▲Period and safety

    Itinerario estivo, ideale come “riscaldamento” a inizio vacanza o per le giornate dal meteo incerto vista la brevità e la presenza del rifugio all’arrivo. Affrontarla con roccia asciutta e verificare l’apertura della funivia se la si usa per l’avvicinamento.

    ▲Discipline

    Dal Rifugio Col Rodella si scende per comodo sentiero fino al bivio percorso all’andata e, a ritroso lungo il sentiero d’avvicinamento, si rientra all’auto (30 minuti dal Col Rodella, 2 ore complessive).

    ▲To match

    Dal Passo Sella si possono affrontare, ben più impegnative, la Ferrata Schuster al Sassopiatto e la Ferrata delle Mesules al Gruppo Sella. Verso Canazei e il Passo Pordoi: la difficile Ferrata Piazzetta al Piz Boè, la Ferrata delle Trincee al Padon e la Ferrata dei Finanzieri al Colac. Verso la Val Gardena, la Ferrata Tridentina e la Ferrata Sass Rigais.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference120 m
    • Route difference260 m
    • Maximum altitude2485 m
    • Length4,9 Km
  • Ferrata Rio Sallagoni

    Ferrata Rio Sallagoni

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Rio Sallagoni

    La Ferrata Rio Sallagoni takes place along the forra dell’ the homonymous stream, at the foot of Castel Drena, in the province of Trento. È a facile street but definitely spectacular: rocking over l’ flowing water, a narrow and suggestive gorge and two suspended bridges make this short itinerary one of the pi’ scenics; Alto Garda. Precisely for the low difficultà and the charm of the ’ environment & very popular in summer.

    ▲Approach

    The starting point is located on the road connecting Dro to Drena. Arriving from Riva del Garda, before the village of Dro follow the signs to the right to climb to Drena; after a few minutes and a hairpin bend, on the left you will find a large parking lot and shortly after, on the right, a field of drum (open the starting point on Google Maps). From the parking lot you will descend towards the hairpin bend by car: on the left side of the road a pole with CAI signs indicates the descent towards the edge of the Rio Sallagoni, where the ferrata immediately begins (about 10 minutes from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata attacks on the left side of the throat. You climb a couple of meters with the rope, then a short traverse to the right on brackets for the feet, then a few meters diagonally and vertically: a stretch exposed and very beautiful, with the river that flows right under the feet. Continue in the traverse and you will encounter the probably more challenging passage of the street, slightly overhanging, which obliges a slight traction on the cable to maintain the balance. After this point you pass under a framed rock and cross a vertical escape route. Continuing in the hole the traverse continues to the right; the throat tightens and, near a large framed rock, passes on the right side facing only one more challenging passage due to a rocky protrusion. In short, the equipment ends and is located in a rocky amphitheatre with waterfalls.

    Start the second part: from the left path you will reach the first suspended bridge at three ropes, about 15 meters long and fairly stable. Continue on the right side of the stream, on equipped path and easy rocky balconies, then you pass on the left side for l’ the only true vertical section of the street, to the right: some passages require a po’ of commitment, but on difficultà altogether low. Then we arrive at the second suspension bridge, più short of the first but less stable, where the Ferrata of Castel Drena ends (40 minutes from the ’ attack, 50 total). You cross a wooden bridge, you go back to the right side of the stream and climb on a path until you exit near the castle (10 minutes from the end of the ferrata, 1 hour overall). At the end of 2024 & a final variante was added dedicated to the Falls of Nassirya: instead of crossing the Rio Sallagoni you stay on the left gold bank, going up on easy equipped strokes (except a sometimes wet and slippery ramp) with long beams on cambre very close to the crude, up to Casteldrena; calculate about 30 minutes in pigrave.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), it has difficulties; techniques, environmental and exposure around 2/5 and minimum physical commitment (1/5). È also suitable for those with little experience, purché at ease with l’ exposure above l’ water. Indispensable l’ complete equipment: harness, hardware kit and helmet.

    ⚠ Itinerary very beaten, especially in summer, by numerous groups: concrete the risk of being bottled in the throat. It is advisable to travel early in the morning or late afternoon, avoiding the più hours; warm and crowded. If you travel the variant of the Nassirya Falls, pay maximum attention to the guadi, which in spring or after abundant rainfall can become difficult: a couple of telescopic sticks are useful.
    ▲Period and safety

    The low altitude makes the ideal way in the half seasons. To avoid with torrents in full or after heavy rains, both for the guds of the variant and for the water level in the hole. Always check the weather and conditions of the rio before descending into the throat.

    ▲Discipline

    From the castle follow the asphalted road downhill; on the left there is a path that, in steep descent with some bends, brings back to the field by drum at the parking (20 minutes from the castle, 1 hour and 20 minutes overall).

    ▲To match

    Given the brevity, the Rio Sallagoni leaves time and energy for a second itinerary in the day. Staying on the easy you can walk Ferrata Colodri o il Sentiero Attrezzato delle Cavre, both towards Riva del Garda. About 45 minutes drive there is the Ferrata Marangoni in Mori, la Ferrata di Ballino e la Artpinistica Ferrata in Preore. For very experienced hikers, about 30 minutes, the difficult Ferrata Rino Pisetta.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary1:20 h
    • Hardware level difference150 m
    • Route difference200 m
    • Maximum altitude365 m
    • Length3 Km
  • Ferrata Colodri

    Ferrata Colodri

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Colodri

    La Ferrata Colodri sale le pareti orientali del Monte Colodri, che domina la cittadina di Arco in provincia di Trento, a due passi dal Lago di Garda. È una via facile, ottimamente attrezzata e priva di difficoltà tecniche rilevanti: per questo è una delle mete più gettonate per chi vuole avvicinarsi al mondo delle vie ferrate. Si svolge accanto a pareti note per l’arrampicata libera e regala dalla cima un bel panorama su Arco, la valle del Sarca e il lago.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Arco. Si oltrepassa il fiume Sarca sul ponte e si prende a destra via Maini, proseguendo dritti fino all’ingresso di un campeggio sulla destra; subito dopo, sulla sinistra una bacheca e sulla destra uno slargo permettono di parcheggiare poche auto (open the starting point on Google Maps; in alternativa è segnalato l’ampio parcheggio gratuito presso le piscine). Entrati nel parco si seguono i segnavia bianco-rossi del CAI per Cima Colodri e per la ferrata, raggiunta in breve a una targa bianca, circa 10 minuti dal parcheggio.

    ▲The path

    La ferrata inizia su una rampa gradonata, arrampicabile comodamente anche senza usare il cavo. Saliti i primi gradoni si percorre un facile traverso verso destra e si prosegue su un’altra rampa gradonata, dove il cavo funge da corrimano. Si piega a destra su una larga cengia che porta a un primo tratto verticale ma appoggiato, con ottimi appigli; superato questo breve passaggio si volge a sinistra salendo in obliquo tra piccoli balzi rocciosi, cenge e tratti di sentiero. Lo sviluppo prosegue in prevalente falsopiano, su una cengia liscia ma priva di difficoltà tecniche, verso sinistra. Si risalgono un paio di placche inclinate attrezzate con cambre e staffe, alcuni tratti diagonali e una facile fessura, fino all’ultimo tratto: un diedro di una decina di metri dove le cambre annullano di fatto le difficoltà dove gli appigli naturali sono meno evidenti. Percorsa l’ultima placca appoggiata terminano le attrezzature; un breve sentiero conduce a Cima Colodri (400 m), con la sua croce e la caratteristica madonnina, in circa 30 minuti dall’attacco (40 minuti complessivi).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un itinerario molto elementare, con tutti i parametri di complessità al minimo (1/5): ideale come prima ferrata, adatta anche a chi accompagna persone alle prime armi. Resta comunque indispensabile l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Pericolo di scariche di materiale detritico dall’alto: indossare il casco già durante l’avvicinamento, non solo all’attacco. Sulla via si sono verificati incidenti gravi, anche mortali. Il terreno in alcuni punti è smosso e c’è il rischio di far cadere sassi su chi sta sotto, per cui è importante prestare attenzione, soprattutto quando la via è affollata. La parete è esposta a est ed è in pieno sole al mattino: in estate conviene partire nel pomeriggio per trovare ombra.
    ▲Period and safety

    Grazie alla quota modesta e all’esposizione soleggiata, è percorribile in gran parte dell’anno ed è particolarmente indicata nelle mezze stagioni. La roccia, levigata dalle innumerevoli ripetizioni, può risultare scivolosa: meglio evitarla bagnata. Vista l’elevata frequentazione, mantenere ordine sui passaggi ed evitare di creare ingorghi. Portare acqua e verificare il bollettino meteo prima di partire.

    ▲Discipline

    Da Cima Colodri si scende sul versante opposto (ovest) fino a un bivio con il sentiero CAI 431. Per il rientro più breve si prosegue a sinistra in direzione di Santa Maria di Laghel, quindi si prende la stradina a sinistra che scende verso Arco; dal centro si ripercorre la strada asfaltata fino al parcheggio (1 ora dal termine della ferrata, 1 ora e 45 minuti complessivi). In alternativa è possibile un lungo itinerario ad anello: al bivio si tiene la destra sul CAI 431 fino al Monte Colt e alla Croce di Colt, si scende verso il Sentiero Attrezzato degli Scaloni (parte del Sentiero delle Cavre, circa 2 ore dal termine della ferrata), lo si percorre e, tenendo poi la sinistra sul CAI 408, si rientra nei pressi di Santa Maria di Laghel e quindi ad Arco (circa 4 ore dalla ferrata, circa 5 ore complessive).

    ▲To match

    Arco e l’Alto Garda sono ricchissimi di vie attrezzate per ogni livello. Nella zona di Cima Capi si trovano la Ferrata Susatti e la Ferrata di Cima Rocca; vicino a Riva del Garda la Ferrata dell’Amicizia a Cima Sat. Per chi cerca più difficoltà, l’esposta Ferrata Marangoni in Mori o la molto impegnativa Ferrata Pisetta a Sarche. Verso nord, la Ferrata alla Cascata del Rio Ruzza e la Artpinistica Ferrata in Preore.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary1:30 h
    • Hardware level difference280 m
    • Route difference300 m
    • Maximum altitude398 m
    • Length4,5 Km
  • Ferrata del Piccolo Cir

    Ferrata del Piccolo Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata del Piccolo Cir

    La Ferrata del Piccolo Cir ` a short and very climbing route that climbs one of the pinnacles of the Cir Group, on the northern side of Passo Gardena (province of Bolzano). Gradely difficult, offers a fun progression on excellent rock and a prim’ panorama; order from the narrow peak of the Piz da Cir V.

    ▲Approach

    Starting from the Passo Gardena (2121 m), which connects Val Badia (Corvara) with Val Gardena (Selva); leave l’ car in the ’ wide square of the pass (open the starting point on Google Maps). On a well beaten path you climb to the mountain station of the Dantercepies cable car (2298 m), which arrives from Selva, in about 10 minutes. Following the signs to the north and the red boils you face a steep stretch on rock; overcome some rocks you reach the attack of the ferrata, about 30 minutes from Passo Gardena.

    ▲The path

    It sticks on easy rocky leaps towards a passage that makes gain exposure; you climb a short metal ladder and some rocky jumps exposed. Attached a edge, a beautiful wall is vertically stretched out, then diagonally to the right and then più vertical up to a transverse plane of medium difficulty; to be faced using the good supports for the feet. You can reach a panoramic terrace, ideal for a stop. Then you pass a più leap; pronounced and you go on a path at a height at a detritic bottom; in the north direction you arrive at the ’ last stretch equipped. After a rocky canal you touch a sella detritica (from here, downhill, è you can keep the right side for an alternative route). L’ last pass è the più challenging of the street: a diagonal wall along a crack, well-dressed but exposed, which with two steps of musk leads to the summit terrace, the narrow peak of the Piz da Cir V (2520 m), reached in about 30 minutes from the ’ attack and 1 hour from Passo Gardena. From the top the panorama embraces the Sella Group and the Odle.

    ▲Character and difficulty

    Classified Editly Difficult (MD), è a short but complete route: complex and comprehensive; technical, environmental and exposure around 3/5, physical commitment più content (2/5). È suitable for those approaching the ferrates only if già accustomed to the ’ exposure, due to the più passage; challenging present both uphill and downhill. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ Very busy in summer, with possible queues; the summit is small and sometimes difficult to stay. Rock very climbing but some steps are exposed: do not underestimate it despite brevity. According to a report of 2026 the descent was modified and partly equipped, remaining high on the wall with a split passage and a short passage on brackets: check the current configuration of attack and descent before leaving.
    ▲Period and safety

    Summer itinerary, to be covered with stable weather and dry rock. As a short and popular route, it is advisable to leave early to avoid crowding. Bring complete equipment, water and something to eat for a stop at the top, and check the weather report before moving.

    ▲Discipline

    Go down backwards to the detritic già saddle; met uphill. From here you can go back on the way up or, recommended solution, go down a canalone equipped which helps for about fifty meters on rocks up to a detritic path. Then a crossroads are reached: on the left, a half-coast track leads to the’ attack of the Ferrata Gran Cir (1h 45′ return, 3h 30′ overall); on the right, the path leads back to the cable car encountered on the way and then to the car (40′ from the top, 2 hours overall).

    ▲To match

    Natural matching is with Ferrata Gran Cir, starting from the same Passo Gardena: together they commit half a day. Coming down towards Corvara there are three beautiful routes of the Sella Group: the Ferrata Tridentina at Pisciadù, la Ferrata al Piz da Lech e la Ferrata del Vallon. Towards Val Gardena you can climb Ferrata Sass Rigaison the north side of the OdleAlta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia. To Canazei, finally, the Ferrata Piazzetta piz Boè.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference390 m
    • Maximum altitude2520 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Gran Cir

    Ferrata Gran Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Gran Cir

    La Ferrata Gran Cir sale la vetta più alta del Gruppo Cir, a nord del Passo Gardena (provincia di Bolzano). È una via attrezzata facile, con esposizione e difficoltà tecniche molto ridotte: per questo viene spesso scelta come prima ferrata o come itinerario panoramico per chi vuole avvicinarsi alle vie attrezzate. Breve e logica, si abbina con naturalezza alla vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir.

    ▲Approach

    Si parte dal Passo Gardena, che collega la Val Badia (Corvara) con la Val Gardena (Selva); si lascia l’auto nell’ampio piazzale del passo (open the starting point on Google Maps). Dal passo si seguono i numerosi cartelli che, in direzione nord, guidano su traccia ben marcata verso il canalone che separa il Grande Cir dal Piccolo Cir. Si procede su facili sentieri fino a raggiungere il canalone detritico, dove sul lato destro iniziano le attrezzature metalliche (circa 45 minuti dal Passo Gardena).

    ▲The path

    La ferrata apre con una rampa inclinata verso destra, un po’ scivolosa ma priva di difficoltà; a tratti si allarga in una cengia poco inclinata. Dopo una breve serie di roccette si prosegue lungo un sentiero, in un tratto facile e privo di attrezzature metalliche, fino a un secondo breve tratto attrezzato. Si superano alcuni facili balzi rocciosi, si riprende un comodo sentiero e si salgono le ultime roccette fino alla croce di vetta del Gran Piz da Cir (2592 m), raggiunta in circa 30 minuti dall’attacco e 1 ora e 15 minuti dal Passo Gardena. Dalla cima il panorama spazia sul vicino Gruppo Sella e sul Sassolungo.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un’escursione attrezzata ideale per chi inizia: difficoltà tecniche minime (1/5), esposizione e impegno fisico contenuti (2/5), dislivello e durata ridotti. Resta comunque un ambiente di montagna e va affrontata con l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Attenzione: buona parte del percorso si svolge su tratti facili ma sprotetti (senza cavo) e in alcuni punti esposti. Con roccia bagnata o unta diventano decisamente più insidiosi, sia in salita sia in discesa. Da non sottovalutare nonostante il grado facile: usare comunque l’imbracatura nei tratti attrezzati e procedere con prudenza.
    ▲Period and safety

    Itinerario tipicamente estivo, da affrontare con meteo stabile e roccia asciutta vista la presenza di tratti scivolosi se bagnati. Trattandosi di una via molto frequentata e adatta anche a famiglie, conviene mantenere ordine sui passaggi e non creare ingorghi. Portare acqua, abbigliamento a strati e verificare il bollettino meteo prima della partenza.

    ▲Discipline

    La discesa avviene lungo il medesimo itinerario di salita, per un tempo complessivo dell’escursione di circa 2 ore. Nei tratti sprotetti ed esposti la discesa richiede la stessa attenzione della salita.

    ▲To match

    La Gran Cir si combina perfettamente con la vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir. Restando in zona si possono salire la panoramica Ferrata Tridentina at Pisciadù e la Ferrata alla Forcella del Sassolungo; aggirando il Gruppo Sella, le più impegnative Ferrata del Vallon e Ferrata Piz from Lech. Verso la Val Gardena si trovano la Ferrata Sass Rigais, l’Alta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:45 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:30 h
    • Hardware level difference212 m
    • Route difference471 m
    • Maximum altitude2592 m
    • Length4 Km
  • Ferrata Tridentina at Pisciadù

    Ferrata Tridentina at Pisciadù

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Tridentina at Pisciadù

    La Ferrata Tridentina at Pisciadù is one of the most popular equipped routes in the Dolomites: climbs the north side of the Sella Group, in the province of Bolzano, and leads to Cima Pisciadù with limited technical difficulties but a difference in altitude anything but trivial. The very short approach, the famous bridge suspended on the Exner Tower and the final at the Cavazza Refuge make it a classic itinerary, accessible by those who already have a minimal experience of ferrate and is in good physical form.

    ▲Approach

    The starting point is located along the road that from Passo Gardena descends towards Colfosco, on the slope of Val Badia: in correspondence of the sixth bend, on the right, a large parking lot at a quarry marks the beginning of the itinerary (open the starting point on Google Maps). From the parking lot look to the south the walls of the Sella Group; they ignore the signs 650 that connect the Passo Gardena with Colfosco and follow the indications that, to the left towards the east, carry on a path in falsepiano until the first metal equipment, reached in about 15 minutes.

    ▲The path

    The first equipped section opens with a well-dressed traverse to the left, followed by a series of brackets that make earn a lean wall. Continue to the left along an exposed but solid traverse, then face a few meters of vertical wall and a wet died equipped up with metal brackets. At the exit you cross the path that descends halfway from Passo Gardena, useful as a way of escape in case of bad weather. From here a path towards the east, with ups and downs and a characteristic passage in a slit, leads to the equipment placed just above the plate that marks the real attack of Tridentina (2070 m, about 40 minutes from the parking lot).

    Now rise diagonally under a’ impressive wall, always well-dressed and never too exposed. After the first metal fixtures the progression becomes più vertical on well-qualified rock, with brackets and fixtures where the wall è più Smooth. A succession of beautiful vertical walls progressively leads to the passages that approach the Rio Pisciadù waterfall; bypasses an edge with an air passage, then you run più rocks; comfortable and a traverse on pioli, exposed but well equipped, up to a escape route. Those who continue to face the più tract; challenging, what goes up the Torre Exner: a small vertical wall, a series of brackets and a dihedron leaned with the right cable and the left brackets (arrampable looking for the claws, little obvious, on the right side). It goes right with an easy traverse, climbs a metal staircase and, after wandering a rocky cord, you reach l’ iconic ponte suspended between the Exner Tower and l’ last stretch: stable but suspended on a a abyss of a few hundred meters. Passed the catwalk, un’ last vertical wall enters the path that leads to the Cavazza Refuge to the Pisciadù (2587 m), where the ferrata ends after about 3 hours in total.

    ▲Character and difficulty

    Classified Editly Difficult (MD), the Tridentine owes its populartà precisely to the difficultà medium-low techniques combined with a short approach. On the overall level of the complex; they weigh mainly l’ physical commitment and l’ exposure (both 3/5), while the technical component remains più contained (2/5). L’ hardware equipment è mandatory: harness, homologated hardware kit and helmet.

    ⚠ In July and August the risk of queues and traffic jams on the equipped passages is concrete. It's better to leave very soon. The difference in altitude (400 m of ferrata, 626 m of total) should not be underestimated, as well as the altitude over 2500 m. In case of incoming storms you can fold on the escape routes that intercept the path from Passo Gardena.
    ▲Period and safety

    The route is summery and must be faced with stable weather, starting in the early hours of the morning to avoid the afternoon thunderstorms and crowding. Always check the bulletin and the conditions of the path, in particular in the downhill stretches that may be affected by landslides or snow residues at the beginning of the season. A small hint of history: Ferrata Tridentina was born on July 10, 1960 on the intuition of the mountain guide Germano Kostner who, with the help of the Alpini della Tridentina (to which it is dedicated), equipped the Exner Tower to give direct access to the Pisciadù Refuge; the second section, with the daring suspended bridge, was added seven years later. Every 31 July, the Alpine Guides of Val Badia illuminate in the evening the route, visible from the centre of Corvara.

    ▲Discipline

    After a stop at Lake Pisciadù, the return follows l’ High Via 2 along the path CAI 66 in Val de Setus. The descent è steep and takes place in a detritic valley with some equipped sections, where you need attention. You go down to a crossroads (left you would go up to Passo Gardena) and continue downwards following the path to the starting parking, in about 1 hour and 15 minutes from the end of the ferrata (4 hours and 30 minutes overall).

    ▲To match

    The Sella Group offers many other equipped routes around. Going down towards Val Badia you can walk Ferrata del Vallon e la Ferrata Piz from Lech; towards Val di Fassa, at Passo Sella, la Ferrata delle Mesules and, at the Pordoi Pass, the Ferrata Piazzetta. Staying at Passo Gardena are the two Ferrates of the Cir Group, the Ferrata at Piccolo Cir e la Ferrata Gran Cir, both medium-easy.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration2:45 h
    • Total itinerary4:30 h
    • Hardware level difference400 m
    • Route difference626 m
    • Maximum altitude2586 m
    • Length7,5 Km
    • Year opening1960
  • Ferrata Averau

    Ferrata Averau

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Averau

    La Ferrata Averau sale la cima più alta del Gruppo del Nuvolau, nelle Dolomiti Ampezzane (provincia di Belluno). È un percorso attrezzato molto breve, di grado moderatamente difficile, con passaggi nel complesso facili a eccezione di un punto chiave dove la roccia è levigata e priva di appigli. Si raggiunge in pochi minuti dal Rifugio Averau e si abbina con naturalezza alla vicina Ferrata Ra Gusela, regalando dalla vetta un panorama eccezionale su Tofane e Cinque Torri.

    ▲Approach

    La via si può affrontare dal versante sud (Passo Giau) o nord (Passo Falzarego); in entrambi i casi si deve raggiungere il Rifugio Averau (2413 m). L’opzione più rapida parte dal Passo Giau: scendendo verso Selva di Cadore per circa 3 km (5 minuti d’auto), presso un tornante, si trovano il parcheggio del Rifugio Fedare e gli impianti di risalita che portano direttamente al Rifugio Averau (open the starting point on Google Maps). Dal Passo Falzarego, invece, si parcheggia al passo (2105 m) e si seguono i sentieri 441 and then 419 fino alla Forcella Averau (2435 m, 1h 30′); aggirando il monte si raggiunge comodamente il rifugio (15′ dalla forcella, 1h 45′ dal Falzarego). Dal Rifugio Averau un comodo sentiero verso nord-nordest porta all’attacco della ferrata in circa 15 minuti.

    ▲The path

    Dall’attacco si vede l’intera prima sezione. Si inizia con un traverso di una decina di metri in diagonale verso sinistra, reso facile dai buoni appigli; seguono alcuni metri verticali su una parete levigata e povera di appigli, che costituiscono il passaggio chiave della via. Si raggiunge un bivio: a sinistra si entra in uno stretto camino dove alcune staffe agevolano la salita, a destra si supera un passaggio di circa 6 metri su placca verticale ma non difficile. Si prosegue su una cengia fino al secondo tratto verticale, un canalino attrezzato: dopo un primo balzo le difficoltà restano modeste, cercando gli abbondanti appoggi per i piedi. Uscendo dal canalino terminano le attrezzature (15′ dall’attacco). Restano da aggirare le pareti sommitali per la croce di vetta: si sale seguendo alcuni ometti, tenendo il versante destro per evitare alcune roccette, fino alla cima dell’Averau (2649 m, 15′ dal termine delle attrezzature, 45′ dal rifugio), con vista magnifica sulle Tofane e sulle Cinque Torri.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD) soprattutto per via della brevità, ha tutti i parametri di complessità attorno al 2/5. È spesso ritenuta facile, ma il punto chiave senza appigli richiede una certa trazione e l’intera via va percorsa anche in discesa. La roccia, molto frequentata, è in alcuni tratti liscia e unta. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Aggiornamento importante: la ferrata è stata sdoppiata e segnalata con frecce rosse — un percorso per la salita (a sinistra guardando la parete) e uno parallelo, a pochi metri, per la discesa (a destra). Questo riduce gli ingorghi, ormai molto frequenti vista la brevità dell’avvicinamento, ma la discesa resta più impegnativa della salita, con un paio di punti in cui gli appoggi per i piedi sono scarsi e poco visibili. Attenzione alle scariche di sassi e a non smuovere pietre su chi sta sotto. Non adatta a principianti del tutto inesperti se non accompagnati.
    ▲Period and safety

    Itinerario d’alta quota, da percorrere in estate e inizio autunno con meteo stabile. Per evitare il forte affollamento conviene partire nelle ore meno frequentate o nei periodi di bassa stagione. Verificare l’apertura degli impianti se si sale dal Passo Giau e il bollettino meteo prima della partenza.

    ▲Discipline

    Dalla croce di vetta si scende a ritroso lungo l’itinerario di salita (ora sulla corsia dedicata alla discesa). Tornati all’attacco, a seconda del punto di partenza si valuta se rientrare al Rifugio Averau per prendere la seggiovia verso il Passo Giau, oppure proseguire verso il Rifugio Scoiattoli e quindi il sentiero 440 in direzione del Passo Falzarego.

    ▲To match

    Classical matching is with Ferrata Ra Gusela al Nuvolau, in un bell’anello attorno alle Cinque Torri. La zona del Passo Falzarego è ricchissima: il Sentiero Kaiserjager al Lagazuoi, la Ferrata Brigata Alpina al Col dei Bos e le ferrate delle Tofane (Aglio, Olivieri, Lipella, Astaldi). Verso sud, al Civetta, la Ferrata degli Alleghesi, la Ferrata Tissi e la Ferrata Costantini alla Moiazza.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:15 h
    • Duration0:15 h
    • Total itinerary2:30 h
    • Hardware level difference60 m
    • Route difference234 m
    • Maximum altitude2647 m
    • Length3,8 Km
  • Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova

    Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova

    La Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova sale la celebre e solitaria formazione rocciosa che domina Castelnovo ne’ Monti, nell’Appennino Reggiano (Emilia-Romagna). È una via di grado moderatamente difficile, breve ma molto varia, su arenaria: alterna salite, un singolare tratto in discesa e una seconda sezione decisamente verticale, con tre passaggi chiave e una scaletta finale esposta. Si combina facilmente con la Ferrata Ovest per un bell’anello.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è il Piazzale Dante, sotto la Pietra, sopra Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia); generalmente si arriva con la SS 63 del Passo del Cerreto seguendo poi le indicazioni per la Pietra di Bismantova (ampio parcheggio, salvo i weekend estivi più affollati; open the starting point on Google Maps). Dal piazzale si risale la scalinata verso il Rifugio della Pietra; dopo pochi metri, sulla destra, un cartello CAI indica la ferrata. Si prosegue circa 10 minuti costeggiando le imponenti pareti (frequentate da arrampicatori), si entra in un anfratto roccioso e, lungo alcuni terrazzini erbosi esposti, si raggiunge il primo tratto attrezzato (15 minuti dal parcheggio). Vista la poca disponibilità di spazio all’attacco, conviene indossare l’imbracatura già al piazzale o durante l’avvicinamento.

    ▲The path

    La via si sviluppa in due sezioni. La prima sezione è un sali-scendi che contiene due dei tre passaggi chiave: si inizia su una parete appoggiata, piacevole da arrampicare sull’arenaria; raggiunto un terrazzino si aggira uno spigolo e ci si immette in un canale di discesa di circa 10 metri, uno dei punti chiave, attrezzato con ottimi infissi ma da affrontare con piede saldo e assenza di vertigini (nel 2019 vi è stato aggiunto un cono di gomma che riduce i rischi in caso di caduta). Superato il tratto (15 minuti dall’attacco) si raggiunge una grotta la cui discesa va prima osservata, dopodiché risulta semplice e sicura. Dalla grotta un sentiero con segnavia bianco-rossi costeggia un paio di frane fino all’inizio della seconda sezione (30 minuti dall’attacco); poco prima si nota il cartello azzurro che segnala l’attacco della nuova Ferrata Orto del Mandorlo.

    La seconda sezione è nettamente verticale ma resa logica dagli infissi nei punti più ostici. L’attacco si trova a 3 metri d’altezza e richiede un paio di passi in arrampicata libera (II grado basso). Si salgono in rapida successione due diedri fino a un punto di sosta, circa a metà sezione, da cui si vedono il Monte Cusna e il Monte Cimone. Si prosegue su una parete diagonale dove il cavo funge da corrimano, poi una breve parete verticale ben staffata porta a un ripiano orizzontale prima del terzo passaggio chiave: uno spigolo molto aereo ed esposto che immette su una stretta cengia inclinata (attenzione al passaggio di moschettone, perché il cavo è molto aderente alla roccia e si può incastrare al fittone). Superata la cengia, l’ultimo diedro è aereo ma ottimamente attrezzato; dopo gli ultimi 15 metri si sale la scaletta finale, decisamente esposta, che porta al termine della ferrata (1 ora dall’attacco).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD), ha difficoltà tecniche ed esposizione attorno al 3/5, impegno fisico contenuto (2/5) e bassa complessità ambientale (1/5). La vararietà dei passaggi — arrampicata su arenaria, un tratto in discesa, diedri verticali, uno spigolo esposto e una scaletta finale — la rende molto divertente. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Non togliere il casco fino al rientro al Rifugio della Pietra: non è raro veder cadere sassi lungo le pareti. Il canale di discesa nella prima sezione e lo spigolo esposto della seconda richiedono attenzione e piede fermo. Da affrontare preferibilmente nelle mezze stagioni.
    ▲Period and safety

    La quota modesta rende la via ideale in primavera e autunno. Un cenno di storia: la ferrata fu installata nel 1971 dal CAI di Reggio Emilia e dal GAB (Gruppo Amici di Bismantova), precursore della sezione CAI di Castelnovo Monti; è stata rinnovata nel 1983 e il cavo nuovamente nel 2018. Verificare sempre il meteo prima di partire.

    ▲Discipline

    Ci sono tre opzioni di rientro. 1) Seguire l’ampio sentiero che, dritto e poi verso destra, attraversa il pianoro della Pietra e scende lungo il sentiero principale di accesso fino al Piazzale Dante (30 minuti dal termine della ferrata). 2) Andare a sinistra tagliando il pianoro verso la parete sud, dove terminano diverse vie d’arrampicata: variante più impervia con un paio di passaggi su roccette, poi alla base delle vie e quindi al piazzale (30 minuti). 3) Per i ferratisti, scendere lungo la Ferrata Ovest (o dell’Ultimo Sole), facile e inaugurata nel 2017, percorribile anche in discesa: dapprima verticale e da affrontare con attenzione, poi una cengia conduce all’attacco della Ovest e infine al Piazzale Dante (circa 1 ora dal termine della Ferrata degli Alpini).

    ▲To match

    Nello stesso itinerario si possono collegare la Ferrata Ovest (dell’Ultimo Sole) e la Ferrata Orto del Mandorlo, entrambe sulla Pietra di Bismantova. Raggiungibili in auto in giornata: la Ferrata Balze del Malpasso (circa 24 km, 40 minuti), la Ferrata Monte Penna (circa 42 km, 1 ora) e la Ferrata Barranco del Dolo (circa 38 km, 1 ora).

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:15 h
    • Duration1:00 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference280 m
    • Maximum altitude1046 m
    • Length4 Km
    • Year opening1971
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