Paese: Italia

  • Ferrata Marcirosa

    Ferrata Marcirosa

    Vie Ferrate › Basilicata › Power
    Ferrata Marcirosa
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Marcirosa si sviluppa nelle Dolomiti Lucane, sul versante di Pietrapertosa (Potenza). Si caratterizza per tratti verticali, traversi e due ponti tibetani in un ambiente poco conosciuto ma incantevole. Tecnicamente non è mai difficile grazie alle abbondanti attrezzature, ma i ponti e i traversi regalano una buona dose di adrenalina.

    ▲Approach

    Si parte da Pietrapertosa (Potenza), in Basilicata, raggiungibile da Potenza (SP13) o dal versante pugliese; conviene lasciare l'auto presso la Chiesa di San Cataldo, dove il sentiero di rientro si innesta sull'asfalto. Starting point on Google Maps.

    Dal parcheggio si scende in paese verso la Strada delle Sette Pietre, che porta al ponte romano (circa 30' da Pietrapertosa); poco oltre si abbandona il sentiero diretto alla Ferrata Salemm e si tiene la destra (lato destro del torrente Caperrino). Nel bosco, con qualche tratto attrezzato, si raggiunge un bivio presso una bacheca: a sinistra il ponte nepalese, a destra la Marcirosa. Si tiene la destra fino all'attacco (30' dal ponte, 1h dal parcheggio).

    ▲The path

    Si sale una rampa inclinata col cavo a destra, poi tratti di sentiero attrezzato fino a uno dei punti più caratteristici: un masso incastrato al centro di un camino, che si supera salendo a sinistra fra le cambre e passando dall'altro lato del sasso, con uscita in traverso a destra. Si scende verso il primo ponte sospeso a quattro corde (circa 15 m, molto stabile); oltre il ponte si sale in diagonale a destra, si supera una sporgenza e una placca appoggiata (di fronte si vede la vicina Ferrata Salemm) e si risale un bel diedro verticale sul lato sinistro con ampie staffe.

    Seguono traversi, fra cui uno orizzontale sul versante opposto leggermente più impegnativo, sempre annullati dalle staffe e dai pioli, fino al secondo ponte sospeso, simile ma più corto. Oltre il ponte, tratti di collegamento e un tratto di sentiero non attrezzato precedono una parete verticale ben staffata; si supera quindi una bella placca lavorata dall'acqua e, dopo una forcella, alcuni passaggi in discesa portano al termine della ferrata (2h dall'attacco, 3h dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Percorso piacevole e adrenalinico ma mai difficile, grazie all'ottimo numero di attrezzature; l'adrenalina viene dai due ponti e dai molti traversi esposti. Lungo la via sono presenti tre vie di fuga segnalate.

    ⚠ La ferrata non è percorribile dal 1° febbraio al 31 maggio (come da cartello in loco): verificare sempre prima di partire. L'ambiente, sorprendente, merita comunque la visita.
    ▲Period and safety

    Quota bassa (1010 m) ma chiusura primaverile per nidificazione: percorribile da giugno. Disponibile la brochure ufficiale delle ferrate delle Dolomiti Lucane.

    ▲Discipline

    Dal termine si risale il sentiero che in poco tempo riporta a Pietrapertosa e al parcheggio (15', 3h 15' totali). Per concatenare Marcirosa e Salemm conviene partire dal cimitero di Castelmezzano lungo il Sentiero delle Sette Pietre.

    ▲To match

    Nelle vicinanze la Ferrata Salemm; sempre in Basilicata la Ferrata Arenazzo e la Ferrata Belvedere; lungo la costa tirrenica la panoramica Ferrata al Cristo Redentore di Maratea.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionBasilicata
    • GroupDolomiti Lucane
    • Approach1:00 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)3:15 h
    • Hardware level difference270 m
    • Route difference330 m
    • Max1010 m
    • Length1,7 Km
  • Ferrata Masarè

    Ferrata Masarè

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Masarè
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Masarè è uno splendido itinerario di cresta lungo il versante sud fra Punta Masarè e la Roda di Vael, nel gruppo del Catinaccio. La proposta parte dal Rifugio Paolina, raggiungibile da Carezza (Bolzano) con comoda funivia. La difficoltà è media, ma alcuni punti richiedono attenzione e impegno quando percorsi in discesa.

    ▲Approach

    Punto di partenza il Rifugio Paolina (2125 m), raggiungibile con la Funivia Paolina da Carezza, presso il Passo di Costalunga (Bolzano), dove si parcheggia nell'ampio piazzale degli impianti. Starting point on Google Maps.

    Dal Rifugio Paolina si segue verso sud-est il CAI 539, ci si innesta sul CAI 549 a mezza costa (si passa il monumento a Christomannos, con vista su Val di Fassa, Latemar e Marmolada) e si scende leggermente al Rifugio Roda di Vael (2283 m, 45' dal Paolina). Si prosegue a sinistra in salita seguendo le indicazioni per la Ferrata Masarè: a un primo bivio dritti in salita, a un secondo a sinistra (a destra si sale diretti alla Roda di Vael), fino all'attacco oltre una forcella (45' dal Roda di Vael, 1h 30' totali). In alternativa si può salire dalla Val di Fassa, da Vigo con funivia al Ciampedie e sentiero CAI 545.

    ▲The path

    Si parte con facili passaggi sul versante ovest della cresta — roccette e pareti appoggiate — poi un tratto verticale ben attrezzato ma più impegnativo: un camino appoggiato e una serie di pareti e balzi resi agevoli dalle attrezzature. Si aggira uno spigolo, si percorre un tratto diagonale con buoni appigli e si chiude la prima salita. Segue una bella cengia panoramica e un paio di passaggi leggermente esposti e non attrezzati (fra cui un facile camino in discesa), da fare con attenzione se la roccia è umida.

    Si scende quindi un lungo camino attrezzato, che percorrendo la via in questo senso è il tratto tecnicamente più difficile: vanno sfruttati bene gli appigli negli spazi angusti. Dopo roccette attrezzate si raggiunge una forcella, si risale sul versante opposto, si alternano sentiero attrezzato e roccette e si scende un nuovo tratto verticale; una cengia, un traverso esposto e una serie di gradoni in discesa precedono due camini ben appigliati. Dopo un lungo tratto di cengia con cavo a corrimano si giunge a Torre Finestra (1h 30' dall'attacco), dove si sceglie come concludere.

    ▲Character and difficulty

    Via varia e impegnativa in alcuni passaggi: pur senza tratti proibitivi, si percorrono sezioni esposte e anguste in discesa che richiedono un minimo di esperienza. Abbinando la salita alla Roda di Vael si affrontano un paio di passaggi ulteriori di difficoltà sostenuta presso il Pian del Diaol.

    ⚠ Questa relazione percorre la cresta in senso orario: il primo tratto, se affrontato nel verso opposto, andrebbe disceso e risulterebbe più difficile. Il senso orario consente inoltre di abbinare comodamente la salita alla Roda di Vael in un anello.
    ▲Period and safety

    Alta quota dolomitica (2537 m): valutare meteo e roccia umida nei tratti non attrezzati. Per la cartografia si consiglia la carta della Val di Fassa o di Sciliar-Catinaccio-Latemar.

    ▲Discipline

    Da Torre Finestra, in discesa: una facile cengia non protetta, una fessura angusta con scala e una parete verticale chiudono le attrezzature (2h dall'attacco, 3h 30' totali); per sentiero si torna al bivio dell'avvicinamento, al Rifugio Roda di Vael e infine al Paolina (5h totali). In alternativa, da Torre Finestra si sale la Ferrata Roda di Vael fino alla vetta (1h), si scende al Passo del Vajolon e quindi al Rifugio Paolina (5h 30' totali) con un anello.

    ▲To match

    Il proseguimento naturale è la Ferrata Roda di Vael ad anello; restando nel Catinaccio si può puntare alla ferrata del Passo Santner, al Catinaccio d'Antermoia o alle impegnative Ferrata Maximilian e Ferrata Laurenzi; nella parte centrale la Ferrata Bepo de Medil; verso il Passo San Pellegrino la Ferrata Bruno Federspiel.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupCatering
    • Approach1:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerary (a/r)5:30 h
    • Hardware level difference41 m
    • Route difference420 m
    • Max2537 m
    • Length13 Km
  • Ferrata Ferrari alla Ra Bujela

    Ferrata Ferrari alla Ra Bujela

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Ferrari alla Ra Bujela
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Ra Bujela sale l'omonimo torrione fra i rifugi Duca d'Aosta e Pomedes, tra le Tofane e Cortina d'Ampezzo. È breve ma intensa e varia, di media difficoltà, e si abbina facilmente a molti itinerari di questo angolo di Dolomiti. È dedicata a Maria e Andrea Ferrari.

    ▲Approach

    Due possibili partenze. 1) Dalla strada per il Rifugio Dibona sopra Cortina: salendo verso il Passo Falzarego si imbocca a destra la strada del Dibona e, a un bivio, si parcheggia nello spiazzo presso la diramazione per il Rifugio Duca d'Aosta (strada accidentata). 2) Dall'ampio parcheggio presso la Baita Pie Tofana (1675 m), da cui la seggiovia sale al Rifugio Duca d'Aosta. Starting point on Google Maps.

    Da entrambe si deve raggiungere il Rifugio Duca d'Aosta (2098 m): dal bivio per strada con segnavia 405 (30'), in seggiovia, oppure per il Sentiero dei Camosci (405) dalla baita (1h 30'). Dal rifugio si imbocca a destra la carrareccia verso il Rifugio Pomedes e, dopo pochi minuti, un cartello a sinistra indica l'attacco (15' dal Rifugio Duca d'Aosta).

    ▲The path

    Dalla targa il cavo sale a sinistra su un balzo dove la roccia spancia (una staffa aiuta), poi una cengia a destra riporta alla fune; si sale in diagonale su roccette e si affronta un traverso dapprima orizzontale e poi più verticale ed esposto, reso facile dalle staffe. Si aggira uno spigolo, si percorre una cengia a destra e una parete verticale esposta ma non difficile porta sotto il primo ponte sospeso, raggiunto con un traverso e qualche balzo; il ponte è molto stabile, con ampie traversine in legno.

    Oltre il ponte, una cengia e tratti diagonali conducono al secondo ponte sospeso, identico al primo; segue una lunga e stretta cengia a destra, con un paio di passaggi esposti su fondo instabile, fino a uno spigolo verticale e impegnativo che poi si addolcisce. La via diventa un sentiero di cresta, in parte non attrezzato; da una sella si percorre l'ultima sezione restando qualche metro sotto il filo sul versante sinistro, alternando sentiero e balzi fino alla vetta (2257 m) con un ultimo salto verticale.

    ▲Character and difficulty

    Via recente (2015) in ottimo stato, con fama di facile: in realtà la prima sezione, prima del ponte, ha un paio di passaggi più impegnativi che, sommati all'esposizione, la rendono moderatamente difficile. Itinerario molto vario — traversi, cenge, brevi pareti, balzi, creste e ponti — ottimo come passaggio intermedio verso ferrate più dure come quelle delle Tofane.

    ⚠ Non togliere l'imbraco in vetta: la discesa è attrezzata. Dalla cima si torna a ritroso pochi passi e si individua a ovest il cavo che scende.
    ▲Period and safety

    Alta quota dolomitica (2257 m): valutare meteo e condizioni della roccia. Per la cartografia si consiglia la carta di Cortina e delle Dolomiti d'Ampezzo.

    ▲Discipline

    Dalla vetta si scende per cengia, una breve parete attrezzata, una rampa e un'insellatura, fino all'ultimo tratto attrezzato (1h dall'attacco, 1h 10' dal Rifugio Duca d'Aosta). Si scende quindi ripidi a un bivio: a sinistra in salita al Rifugio Pomedes (2303 m, 10'), oppure a destra al Rifugio Duca d'Aosta (20') e di qui a ritroso al parcheggio.

    ▲To match

    La via si combina con i sentieri attrezzati Astaldi e Olivieri e con la vicina, più facile, Ra Pegna; verso le cime, la Ferrata Aglio alla Tofana di Mezzo, la Ferrata Formenton e la Ferrata Lipella; in direzione Falzarego la Ferrata all'Averau.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionVeneto
    • GroupTofa
    • Approach0:45 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)2:30 h
    • Hardware level difference150 m
    • Route difference250 m
    • Max2257 m
    • Length1 Km
  • Ferrata Marguerettaz

    Ferrata Marguerettaz

    Vie Ferrate › Aosta Valley › Aosta
    Ferrata Marguerettaz

    La Ferrata Marguerettaz è la classica via ideale per far provare a un neofita un percorso attrezzato. Tecnicamente non presenta alcuna difficoltà e si svolge in un ambiente protetto, senza avversità ambientali, dopo un semplice avvicinamento.

    ▲Approach

    Si parte presso Morgex (Aosta): da Morgex si imbocca la SR39 verso Arpy; al nono tornante c'è uno spiazzo dove parcheggiare (poi 200 m a piedi in salita), oppure si prosegue circa 200 m oltre il tornante cercando posto in due piccoli spiazzi. Starting point on Google Maps.

    Dal parcheggio una sterrata (vietata alle auto) entra nel bosco a destra: si seguono i segni giallo-neri per la palestra di roccia «Hans Marguerettaz». A un bivio si tiene la destra in falsopiano, si attraversa un ruscello su un ponticello di tronchi e si raggiungono le prime falesie; superata la zona di arrampicata per bambini, alcuni tornanti portano all'inizio delle attrezzature (30' dal parcheggio).

    ▲The path

    La facile ferrata sale una parete verticale attrezzata con staffe, con una breve deviazione a sinistra fino a una lunga cengia da cui partono alcune vie di arrampicata; segue un diedro attrezzato con ampie staffe e un facile traverso orizzontale a destra. Si salgono alcuni facili balzi fino a una scala rossa protetta, la si risale spostandosi a sinistra; una seconda scala rossa conduce a un tiro di arrampicata, mentre la ferrata termina a sinistra (20' dall'attacco, 50' totali).

    ▲Character and difficulty

    Via senza difficoltà tecniche né esposizione eccessiva: perfetta come prima esperienza. Accanto, una falesia con molti tiri di grado basso permette di arrampicare a chi è alle prime armi.

    ⚠ Per consolidare l'esperienza, conviene percorrere la facile via anche in discesa (disarrampicata), in un contesto privo di complicazioni ambientali.
    ▲Period and safety

    Bassa quota (1390 m) e ambiente protetto: percorribile per gran parte della stagione con le normali cautele.

    ▲Discipline

    Si consiglia di ripercorrere a ritroso la ferrata in disarrampicata; in alternativa si aggira lo sperone roccioso sulla sinistra, si scende dalle vie di arrampicata e si torna all'auto per il sentiero d'avvicinamento (circa 30', 1h 30' totali).

    ▲To match

    Risalendo la valle, la Ferrata del Bicentenario al Mont Chetif; per chi ha bambini e vuole proseguire l'avvicinamento alle ferrate, in valle di Gressoney la Ferrata Harry Potter e la Ferrata dei Bambini.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyEasy
    • RegionAosta Valley
    • GroupMorgex
    • Approach0:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerary (a/r)1:00 h
    • Hardware level difference90 m
    • Route difference250 m
    • Max1390 m
    • Length4 Km
  • Ferrata Marangoni in Mori

    Ferrata Marangoni in Mori

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Marangoni in Mori
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Marangoni sale la bastionata che sovrasta Mori (Trento). Dopo il recente rifacimento le attrezzature sono molto migliorate e le difficoltà tecniche, un tempo elevate per via della roccia levigata e unta, sono in gran parte ridotte: oggi è di difficoltà media. Resta però caratterizzata da un'esposizione elevata lungo larghi tratti e da alcuni passaggi atletici e strapiombanti. Ideale nelle mezze stagioni e negli inverni miti senza neve.

    ▲Approach

    Si parte dal paese di Mori (Trento): la parete sovrasta l'abitato ed è già visibile dall'autostrada. C'è un ampio parcheggio presso l'incrocio fra via Marconi e via della Terra Nera. Starting point on Google Maps.

    Dal parcheggio ci si dirige verso il centro, poi a destra verso la bastionata e il Santuario; un sentiero lastricato sale ripido fino al Santuario, da cui si seguono le indicazioni per la via ferrata (25' dal parcheggio).

    ▲The path

    L'attacco è anomalo: a destra della targa un tratto di tre metri in libera, reso possibile da una provvidenziale staffa in alto. La roccia, compatta ma estremamente liscia e unta, rende difficile la presa: per questo, dopo i primi metri, la via è quasi ovunque servita da larghe cambre. Si sale un diedro leggermente strapiombante, un camino attrezzato, una rampa con roccette fino a un ampio piano dove si staccano i moschettoni; a sinistra una parete di 8-10 m molto attrezzata porta al primo tratto esposto: un traverso orizzontale dove valutare con cura gli appoggi.

    Seguono diedri attrezzati in successione, abbastanza atletici e senza pause, fino al passaggio più iconico: un esposto traverso che aggira un aereo spigolo verticale proprio sopra il punto di partenza, non difficile grazie a buone staffe. Dopo un sentiero di collegamento a tratti attrezzato si affronta la seconda metà: un lungo camino reso agevole dalle cambre, un panoramico tetto, cenge e spigoli, e infine una lunga parete verticale esposta presso il libro delle firme, con un tratto strapiombante da percorrere rapidamente. Un'ultima parete leggermente strapiombante e gradoni di legno chiudono le attrezzature.

    ▲Character and difficulty

    Tecnicamente di difficoltà media (le cambre annullano gran parte dei passaggi un tempo durissimi), ma da non sottovalutare: l'esposizione è costante e alcuni tratti atletici e senza riposo mettono alla prova le braccia.

    ⚠ Consigliato indossare casco e imbraco già al Santuario, evitando di sostare all'attacco: il tratto più esposto passa sopra le teste e un'eventuale caduta di materiale potrebbe avere conseguenze serie. In estate la parete, esposta a est, è tutta al sole nelle ore mattutine.
    ▲Period and safety

    Bassa quota (615 m) ma esposizione marcata: meglio le mezze stagioni o gli inverni miti senza neve. Per la cartografia si consigliano le carte dell'Alto Garda-Valle di Ledro, della Valle dei Laghi-Alto Sarca o del Monte Baldo.

    ▲Discipline

    Dal termine delle attrezzature si risale il sentierino (una panchina invita alla pausa) fino a un bivio: si tiene la destra in salita, poi la sinistra ignorando a destra Nomesino e scendendo verso Mori. Il sentiero, ripido ma senza difficoltà, riporta al bivio presso il Santuario e, a ritroso, al parcheggio (40' dal termine, 2h 45' totali).

    ▲To match

    La zona dell'alto Garda è ricca di ferrate: in ordine crescente di difficoltà la Ferrata Colodri, la Ferrata Sallagoni e la Ferrata Gerardo Sega; northwards Ferrata della Croce di Fai.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupMonte Albano
    • Approach0:25 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level difference202 m
    • Route difference411 m
    • Max615 m
    • Length4,6 Km
  • Ferrata Zacchi allo Schiara

    Ferrata Zacchi allo Schiara

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Zacchi allo Schiara

    La Ferrata Zacchi sale la parete sud-occidentale dello Schiara, sopra il Rifugio VII Alpini, in un susseguirsi di camini, traversi e pareti molto vari e a tratti impegnativi, immersi in un ambiente fortemente dolomitico. È un'escursione lunga, da affrontare solo se ben allenati.

    ▲Approach

    Si parte da Case Bortot (695 m), in provincia di Belluno: da Belluno si seguono le indicazioni per il Parco delle Dolomiti Bellunesi, si superano Bolzano Bellunese e Gioz e si prosegue fino a Case Bortot, dove la strada termina in uno spiazzo oltre il rifugio. Starting point on Google Maps.

    Dal parcheggio si segue il sentiero CAI 501 nel bosco, in discesa fino al Ponte del Mariano (30'); al bivio successivo si ignora il CAI 507 a destra (verso il Pelf) e si resta sul 501 a sinistra, salendo deciso lungo il torrente Ardo fino alla radura del Rifugio VII Alpini (1502 m, 2h 45' dal parcheggio). Dietro il rifugio si imbocca il CAI 503, ripido verso le pareti sud; passato il caratteristico Porton si è all'attacco (45' dal rifugio, 3h 30' totali).

    ▲The path

    La prima sezione è in comune con la Ferrata Piero Rossi. L'attacco è subito impegnativo: si sale in diagonale, poi un primo camino verticale e un traverso a destra su roccia buona e gradonata; il cavo aggira un tratto piano ed entra in una gola con alcune scalette, da cui si esce su una cengia a sinistra e un traverso orizzontale molto aereo che porta sotto altre scalette. Si risale un canalino alternando arrampicata e staffe; cessano le attrezzature e un sentiero di collegamento conduce al bivio fra la Piero Rossi e la Zacchi.

    Si tiene la sinistra e, fra mughi e facili gradoni, riprendono le attrezzature: un traverso, poi cavo verticale, roccette e un nuovo camino piuttosto impegnativo. Si alternano belle cenge a tratti di roccette, scale e balzi verticali fino a un tratto esposto di sentiero non attrezzato; segue una salita in diagonale a sinistra e, dopo un altro tratto non protetto, una scaletta. Una cengia attrezzata verso sinistra raggiunge uno spigolo che si aggira in vista della Gusela del Vescovà.

    Si percorre infine la singolare Cengia Zacchi e si esce presso il Bivacco Ugo dalla Bernardina (2320 m, 2h dall'attacco, 5h 30' totali), di fronte alla Gusela del Vescovà.

    ▲Character and difficulty

    Ferrata impegnativa ma mai difficile, molto varia: traversi, camini, cenge, pareti e placche, con tratti molto attrezzati alternati ad altri dove servono gli appigli naturali. Il vero fattore è la lunghezza e il dislivello complessivi.

    ⚠ Attenzione ai tratti non protetti (uno in particolare) e alla nebbia con nuvole basse, frequenti in questa zona. Il rientro richiede di percorrere una o due ulteriori ferrate: è decisamente consigliato spezzare l'escursione in almeno due giorni, pernottando in rifugio o in uno dei bivacchi in quota.
    ▲Period and safety

    Alta montagna fino a 2565 m, ambiente severo e isolato. Per la cartografia si consiglia la carta delle Prealpi e Dolomiti Bellunesi.

    ▲Discipline

    Dal Bivacco della Bernardina si rientra per due possibili itinerari: la Ferrata Sperti (cresta e poi rientro al Rifugio VII Alpini) oppure, come qui descritto, la Ferrata Berti in salita fino alla vetta dello Schiara (2565 m, 1h dal bivacco, 6h 30' totali). Dalla vetta si scende verso est lungo la cresta esposta (protetta solo a tratti) fino al Bivacco Bocco Zago, quindi si percorre in discesa la Ferrata Piero Rossi fino al bivio con la Zacchi e, per il sentiero, al Rifugio VII Alpini (3h 30' dalla vetta, 10h totali). Il rientro a Case Bortot avviene per l'avvicinamento a ritroso (2h, 12h totali).

    ▲To match

    La zona dello Schiara è ideale per concatenare itinerari attrezzati, tutti di livello medio-difficile e impegnativi: la Ferrata Berti e la Ferrata Sperti compongono l'anello dello Schiara. Nel Bellunese segnaliamo anche la Ferrata Costacurta al Teverone e la Ferrata del Vajont.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionVeneto
    • GroupUnited States
    • Approach3:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)12:00 h
    • Hardware level difference540 m
    • Route difference1865 m
    • Max2565 m
    • Length20 Km
  • Ferrata i Magnifici 4

    Ferrata i Magnifici 4

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata i Magnifici 4

    La Ferrata Magnifici 4 è una delle vie più difficili delle Dolomiti: recente, atletica ed esposta, richiede preparazione fisica ed esperienza. Si sviluppa in gran parte dentro una gola, dove le difficoltà ambientali si sommano a quelle tecniche, in Val San Nicolò (Trento).

    ▲Approach

    In Val San Nicolò, valle perpendicolare alla Val di Fassa presso Pozza di Fassa: si ignora il bivio per la Val Monzoni e si sale fino a Malga Crocefisso, proseguendo fino a uno spiazzo a sinistra presso un ponticello in legno con l'indicazione della ferrata. Starting point on Google Maps.

    Oltre il ponticello sul Rio San Nicolò (1600 m) si tiene la destra su una forestale lungo il torrente fino a un cartello che indica di salire a sinistra nel bosco; per ripidi tornanti non segnati si entra in un grande anfratto roccioso con la targa commemorativa alle quattro guide alpine (1810 m, 30' dal parcheggio).

    ▲The path

    Risalita la cavità su fondo sabbioso e scivoloso, si attacca un impegnativo camino: dopo i primi metri verticali si piega a destra su un tratto più inclinato, dove i primi appoggi sono spezzoni di corda instabili. Si esce dal camino con sforzo crescente per mancanza di appigli, si traversa a sinistra, si aggira uno spigolo e si rientra in verticale in un nuovo camino da percorrere in spaccata, che tende a sbilanciare verso l'interno. Una rampa diagonale e una stretta fessura portano a balzi e traversi insidiosi fino a un terrazzino dove conviene riprendere fiato (45' dall'attacco).

    Seguono uno dei passaggi più ostici — un masso con staffe artificiali e un difficile camino di una decina di metri, con staffe sul lato destro che fanno «sbandierare» verso l'esterno — e poi un difficile traverso su doppio ponte: i piedi poggiano su una fune metallica lasca e la parete strapiomba, rendendo il passaggio molto atletico (utile una fettuccia o un rinvio per sostare). Dopo un breve tratto orizzontale e una salita esposta e strapiombante si chiude la prima parte (1h dall'attacco, 1h 30' totali). Una cengia prativa, dove c'è anche una via di fuga, collega al secondo tratto.

    La seconda parte sale un grosso camino: roccia più frastagliata e qualche piolo offrono appigli, e si può spesso usare il cavo per equilibrio senza trazionare troppo. Si risale una fessura, poi una placca che esce dalla gola su un ampio terrazzo; un ultimo tratto luminoso su placche con ampie staffe, un traverso ascendente a sinistra e alcune roccette portano all'arco che conclude la via presso la Baita Cuz (2h dall'attacco, 2h 30' totali).

    ▲Character and difficulty

    Ferrata moderna, atletica e con modeste possibilità di arrampicare, senza una vetta da raggiungere: nella prima parte il fondo sabbioso e umido riduce molto l'aderenza, obbligando a dosare le energie e cercare con cura ogni appiglio. Va percorsa in buono stato di forma e con braccia allenate; assolutamente sconsigliata a neofiti e principianti. La via è in ottimo stato di manutenzione e molti fittoni permettono di sostare con fettuccia o rinvio.

    ⚠ Dopo la tempesta Vaia il sentiero d'avvicinamento indicato è ostruito da alberi abbattuti e rischioso. Avvicinamento consigliato: a Malga Crocefisso tenere la sinistra sull'asfalto per circa 800 m fino a una sterrata a sinistra che attraversa il torrente (cartello «ferrata»); proseguire circa 200 m fino a un sentiero che si stacca a sinistra prima degli alberi caduti e seguire i bolli rossi fino all'attacco.
    ▲Period and safety

    Itinerario di alta difficoltà in ambiente di gola: scegliere roccia asciutta e condizioni stabili. Per la cartografia si consiglia la carta della Val di Fassa.

    ▲Discipline

    Dalla Baita Cuz si rientra verso sud-sud-est seguendo il sentiero ben indicato per la Val San Nicolò: si ignora il 613 a sinistra (Rifugio El Zedron) e si scende con pendenza moderata fino all'asfalto della valle, più a monte del parcheggio; si tiene la destra e si scende a valle (1h dal termine della ferrata, 3h 30' totali).

    ▲To match

    In Val San Nicolò e dintorni: a monte la Ferrata Kajserjager al Col Ombert; in Val Monzoni la Ferrata Gadotti e l'Alta Via Bruno Federspiel; per difficoltà analoga la Ferrata Piazzetta al Piz Boè; verso il Catinaccio la Ferrata Masarè.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupMonzoni
    • Approach0:30 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)3:30 h
    • Hardware level difference365 m
    • Route difference586 m
    • Max2647 m
    • Length6 Km
  • Ferrata Madonnina del Coren

    Ferrata Madonnina del Coren

    Vie Ferrate › Lombardia › Bergamo
    Ferrata Madonnina del Coren
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata alla Madonnina del Coren risale la Corna Camoscera in un itinerario di media difficoltà e senza particolare esposizione. Un paio di passaggi più tecnici — un camino e una grotta — la rendono piacevole anche per i ferratisti più esperti. Da evitare dopo abbondanti piogge, quando la roccia umida ne aumenta sensibilmente la difficoltà.

    ▲Approach

    Si parte dalla frazione di Cavaglia (comune di Brembilla, Bergamo): da Brembilla si sale a destra lungo una tortuosa strada di montagna che termina a Cavaglia, dove si parcheggia a bordo strada. Starting point on Google Maps.

    Dal paese si risale una rampa verso il centro fino a un sentiero segnato; nel bosco si segue il CAI 596 fino a un bivio dove, ignorando a destra la direzione del Rifugio dei Lupi di Brembilla, si tiene la sinistra. Si sale ripidi verso la falesia fino a un secondo bivio: a destra la via normale, a sinistra la via attrezzata. Si prosegue a sinistra per gli ultimi 10' di sentiero ripido fino all'attacco (40' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si parte con gradoni rocciosi verso destra e un breve sentiero attrezzato che entra in un canale; un passaggio in spaccata, una breve parete verticale con staffe e una rampa scivolosa portano a un secondo canalino, da superare sul lato sinistro e poi in spaccata. Si rimonta una paretina e si sale una lunga rampa gradonata senza difficoltà, poi una costola rocciosa di circa 20 m in piacevole arrampicata; si scende dal lato opposto e si rimonta un tratto verticale ben appigliato. Fra roccette e sentiero attrezzato si arriva all'imbocco di una grotta.

    Nella grotta la catena sale lungo la parete destra verso un masso incastrato; due staffe aiutano i primi movimenti (può convenire salire con il volto rivolto all'ingresso, sfruttando un appiglio naturale a sinistra). Si procede in diagonale verso il sasso, lo si scavalca e, oltre un secondo masso incastrato, si esce. All'uscita c'è il passaggio chiave: un canalino con grossi massi, largo in basso e via via più angusto in alto (la parte bassa è più agevole per chi è alto). Risalito il canalino — con un ultimo passaggio aggirabile tramite via di fuga — si sale una paretina verticale di 10-12 m, ben appigliata, fino in vista della croce di vetta (1h dall'attacco, 1h 40' dal parcheggio), con bella vista su Grigne e Resegone.

    ▲Character and difficulty

    Difficoltà complessivamente moderate; il camino del passaggio chiave è il punto più tecnico (richiede agilità e apertura d'anca più che forza), mentre la grotta è il tratto più emozionante.

    ⚠ Da evitare con meteo instabile o dopo piogge abbondanti: il fondo e la roccia bagnata aumentano molto le difficoltà. Per la grotta può essere utile una torcia frontale. Attenzione a un primo moschettonaggio dove la catena è un po' lasca.
    ▲Period and safety

    Quota modesta (1343 m) ma roccia che teme l'umidità: scegliere giornate asciutte. Non togliere l'imbraco in vetta: la discesa presenta alcuni tratti attrezzati.

    ▲Discipline

    Dalla vetta si scende in senso inverso rispetto alla salita: alcuni piccoli balzi, poi nel bosco un tratto in disarrampicata su rocce spesso umide e due scale metalliche. Si prosegue a tornanti accanto a vie di arrampicata fino al bivio dell'avvicinamento, da cui si torna all'auto (1h dal termine, 2h 45' totali).

    ▲To match

    Si combina bene con la Ferrata Maurizio ad Alben (percorrendo prima la Maurizio, più lunga); in Val Brembana segnaliamo anche la Ferrata alla Corna Pedezzina.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupPrealps Bergamasche
    • Approach0:40 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)2:45 h
    • Hardware level difference238 m
    • Route difference506 m
    • Max1343 m
    • Length7 Km
  • Ferrata Mahr

    Ferrata Mahr

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Mahr

    Inaugurata nel 2022, la Ferrata Mahr è una breve via di falesia a sud di Bressanone che offre due percorsi — uno difficile e uno moderatamente difficile — sulle pareti della falesia di Mahr. È ideale come allenamento.

    ▲Approach

    Si parte da un parcheggio in località Mahr (la Marra), a sud di Bressanone, lungo la strada parallela all'A22 del Brennero. Starting point on Google Maps.

    Dal parcheggio si cammina 5' verso sud: sulla destra appare la parete della falesia; superata una via a destra, una palina con segni bianco-rossi del CAI conduce in breve ai piedi della parete.

    ▲The path

    La via ha uno sviluppo ad 8. La parte bassa a sinistra è la più impegnativa, specie il traverso iniziale, che corre verso destra con un paio di passaggi atletici; la parte bassa a destra è più facile, con qualche passaggio moderatamente difficile. Le due sezioni basse si uniscono a metà itinerario sotto un diedro verticale. In alto, il lato destro è più impegnativo, con tratti verticali e un breve passaggio strapiombante, mentre il lato sinistro resta di livello moderatamente difficile.

    ▲Character and difficulty

    Ferrata corta ma con passaggi tecnici, adatta ad allenarsi su roccia con difficoltà graduabili scegliendo il lato più o meno duro.

    ⚠ La discesa avviene lungo una delle due vie: se si ha forza per le varianti difficili in salita, conviene scendere lungo gli itinerari moderatamente difficili.
    ▲Period and safety

    Falesia di bassa quota (circa 635 m), percorribile in gran parte dell'anno con roccia asciutta. Per la cartografia si consiglia la carta di Val Gardena, Val di Funes e Alpe di Siusi.

    ▲Discipline

    Si scende lungo una delle due ferrate, preferendo le varianti moderatamente difficili.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyDifficile / Mod. Difficile
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupBressanone
    • Approach0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)0:45 h
    • Hardware level difference90 m
    • Max635 m
    • Length1 Km
    • Year2022
  • Ferrata del Limbo

    Ferrata del Limbo

    Vie Ferrate › Piedmont › Biella
    Ferrata del Limbo
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata del Limbo sale le pareti est del Monte Mucrone, sopra Oropa (Biella). È abbastanza impegnativa e si svolge in ambiente isolato, con avvicinamento e rientro lunghi e non sempre ben segnalati. Tecnicamente non è durissima grazie all'abbondanza di staffe, ma è esposta e risale diedri, camini e traversi, con anche un ponte sospeso; in giornata limpida la vista su Monte Rosa e Cervino ripaga la fatica.

    ▲Approach

    Si parte dalla stazione a monte della funivia che collega Oropa al Lago del Mucrone; a Oropa si parcheggia nell'ampio piazzale di partenza della funivia. Starting point on Google Maps.

    Dalla stazione a monte si seguono i cartelli per «Ferrata del Limbo (sentiero alto)» fino al Lago del Mucrone; lo si aggira a sinistra seguendo l'indicazione «Colle del Limbo, Mucrone Parete E» e si procede a mezzacosta (d'estate sono presenti corde) fino a un canalone, aiutati da qualche ometto. Si risale il canalone individuando sulla parete a destra i gradini metallici dell'attacco (1h 15' dalla stazione a monte, 45' dal lago).

    ▲The path

    Si attacca una serie di gradini metallici lungo un diedro, tenendone il lato destro, con alcuni tratti lievemente strapiombanti; al termine si svolta a sinistra, si sale in diagonale su cengia, si traversa a sinistra e si risale in verticale fino a uno spigolo che sbuca sul terrazzino panoramico del Colle del Limbo. Questo primo tratto (circa 120 m) è fisico ed esposto ma ottimamente attrezzato.

    Segue un alto camino dove le staffe suggeriscono di fatto i passi; usciti in cima si superano alcune rocce in arrampicata. Un breve sentiero porta alla terza sezione (cartello bianco): si sale una bella placca verticale, leggermente strapiombante e molto staffata, in cima alla quale si attraversa un breve ponte delle scimmie a tre corde. Si risale l'ultima parete, si traversa a sinistra e si esce al termine della ferrata (2h dall'attacco, 3h 15' dalla stazione a monte).

    ▲Character and difficulty

    Via continua ed esposta, ma resa accessibile dalle numerose staffe; l'impegno maggiore è nel primo tratto fisico e nei camini.

    ⚠ La zona resta spesso coperta di neve fino a fine maggio: a inizio stagione vanno prese le dovute precauzioni. La segnaletica dell'avvicinamento e del rientro è rada, talora obsoleta o divelta: utile scaricare in anticipo le tracce dei sentieri messe a disposizione dalla Provincia di Biella.
    ▲Period and safety

    Ambiente isolato e meteo mutevole (zona spesso coperta da nuvole). Per la cartografia si consiglia la carta delle Valli del Monte Rosa.

    ▲Discipline

    Dal termine si prosegue fino a un grosso ometto (anticima) e in un quarto d'ora, fra roccette ed esile traccia, si raggiunge la cima del Monte Mucrone (2335 m). Si scende lungo il sentiero 24, prima alla bocchetta del lago e poi a destra verso il Lago del Mucrone e la funivia (1h 30' dal termine, 3h 45' totali), facendo attenzione ai segni radi o inesistenti.

    ▲To match

    Con la stessa funivia di Oropa si può percorrere la Ferrata Hi Miki; scendendo a valle si trovano la più facile Ferrata della Balma e il Sentiero Attrezzato dell'Infernone a circa mezz'ora d'auto.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlpi Biellesi
    • Approach1:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)4:00 h
    • Hardware level difference300 m
    • Route difference265 m
    • Max2335 m
    • Length4,5 Km
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