Regione: Trentino-Alto Adige

  • Ferrata delle Bocchette Alte

    Ferrata delle Bocchette Alte

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Ferrata delle Bocchette Alte

    La Ferrata delle Bocchette Alte e’ una delle vie d’alta quota piu’ celebri dell’arco alpino: un itinerario grandioso nel cuore delle Dolomiti di Brenta, che tocca e supera i 3000 metri. I passaggi attrezzati non sono tecnicamente estremi, ma l’ambiente e’ di vera alta montagna, con lunghi tratti esposti (alcuni non protetti) e neve e ghiaccio persistenti presso la Vedretta di Tucket: e’ classificata Difficile soprattutto per esposizione, lunghezza e impegno fisico. Si presta a essere percorsa ad anello e ad essere concatenata con le Bocchette Centrali pernottando in rifugio.

    ▲Approach

    Si parte dal parcheggio del Rifugio Vallesinella (1513 m), sopra Madonna di Campiglio: dalla rotonda all’ingresso del paese un cartello marrone indica la strada che in 4 km porta al parcheggio (starting point on Google Maps). La via e’ percorribile in entrambi i sensi (Alimonta-Tucket o viceversa); qui si descrive l’anello che dal Vallesinella sale al Brentei, prosegue all’Alimonta dove inizia la ferrata e termina al Rifugio Tucket, da cui si rientra al Vallesinella. Dal Rifugio Vallesinella si sale per il CAI 317, ripido nel bosco, fino al Rifugio Casinei (1850 m, 45′). Dal Casinei si prosegue sul CAI 318 verso sud-est fino al Rifugio Brentei (2182 m): questo tratto, noto anche come Sentiero della Galleria Bogani, presenta alcuni passaggi esposti ma non difficili (2h15′ dal parcheggio). Dal Brentei si procede sul CAI 323 verso nord-est in direzione del Rifugio Alimonta, ignorando il bivio per la Ferrata Detassis, fino al rifugio dove inizia l’itinerario attrezzato (3h15′ dal parcheggio).

    ▲The path

    Dal Rifugio Alimonta si sale lungo il vallone detritico tra grossi massi fino a un bivio: a destra si va alla Bocca degli Armi (attacco delle Bocchette Centrali o, in discesa, della Ferrata Spellini), a sinistra verso l’attacco delle Bocchette Alte. Si percorre il versante sinistro del vallone con alcune cenge e roccette attrezzate, fino all’attacco vero e proprio, presso una scala accanto alla quale c’e’ una targhetta metallica (45′ dall’Alimonta, 4h totali). Inizia il tratto dedicato a Umberto Quintavalle, dove diverse scale salgono il versante settentrionale di Cima Molveno; si scende poi verso nord-ovest fino alla Bocca Bassa di Massodi (2790 m, 45′ dall’attacco, 4h45′ totali), dove a sinistra scende la Ferrata Oliva Detassis, utilizzabile anche come via di fuga verso l’Alimonta o il Brentei. La Bocca Bassa di Massodi e’ un tratto di una decina di metri particolarmente esposto, su neve o ghiaia, dove per gli inesperti puo’ servire uno spezzone di corda per procedere in conserva. Da qui parte il tratto dedicato a Mario Coggiola: una serie di scale intervallate da tratti attrezzati esposti ma non difficili porta alla cima pianeggiante dello Spallone di Massodi (2999 m), da cui si scende lungo l’iconica Scala degli Amici, lunga 30 metri, esposta e impegnativa per la pendenza. Seguono facili tratti attrezzati e scale fino alla Bocchetta Alta di Massodi (2950 m, 45′ dalla Bocca Bassa, 2h15′ dall’Alimonta). Si prosegue in salita oltre i 3000 metri nel tratto dedicato a Maria Foresti, caratterizzato non da salite e discese verticali ma da lunghe cenge esposte: pur sembrando meno arduo, i canalini eventualmente innevati richiedono concentrazione. Attraversati i canalini critici si raggiunge una nuova scala che sale passando dalla Spalla Nord della Cima Brenta; si scende poi senza difficolta’ nel tratto dedicato a Carlo Garbari e, dopo una serie di scale e gradini attrezzati, si arriva alla Bocca di Tucket (2648 m, 45′ dalla Spalla Nord della Cima Brenta, 5h dall’Alimonta). Dalla Bocca di Tucket si scende un nevaio non particolarmente agevole, dove serve buon piede (utili i bastoncini), e poi le tracce di sentiero conducono al Rifugio Tucket (30′ dalla Bocca di Tucket, 5h30′ dall’Alimonta).

    ▲Character and difficulty

    Le difficolta’ tecniche sono moderate: la via e’ un continuo saliscendi di scale, cenge e tratti attrezzati, ma classificato Difficile per l’esposizione e per alcuni passaggi non protetti, su tutti la Bocca Bassa di Massodi. Serve buona dimestichezza nel disarrampicare i tratti attrezzati e un buon allenamento, perche’ l’itinerario e’ lungo e dispendioso, in ambiente di alta montagna. Le attrezzature sono in buono stato e le scale, anche se non recenti, sono stabili e ben costruite. Nel 2025 e’ stato installato un nuovo ponte sospeso nel canale sud della Cima Brenta, stabile e ben costruito, che evita un tratto insidioso famoso per le scariche di detriti e neve.

    ⚠ Il tratto Garbari e i canalini in quota possono essere innevati anche in stagione inoltrata: portare ramponi e piccozza nel caso le attrezzature risultino inagibili per la neve. La Bocca Bassa di Massodi e’ esposta e non protetta. Attenzione anche all’affollamento di luglio e agosto nei punti piu’ esposti: conviene partire presto.
    ▲Period and safety

    Itinerario d’alta quota: la stagione utile e’ l’estate inoltrata e l’inizio autunno, quando neve e ghiaccio presso la Vedretta di Tucket si riducono. Oltre al set da ferrata completo (imbracatura, kit, casco) sono raccomandati ramponi e piccozza, abbigliamento adeguato all’alta montagna e scorta d’acqua e cibo per una giornata di circa 10 ore. Verificare meteo e condizioni dei nevai presso i rifugi prima di partire.

    ▲Discipline

    Dal Rifugio Tucket (2272 m), dove termina la ferrata, la discesa al Rifugio Vallesinella avviene lungo il CAI 317, un lungo sentiero senza difficolta’ che in direzione nord-ovest porta prima nei pressi del Rifugio Casinei e poi giu’ al Vallesinella (1h30′ dal Rifugio Tucket, circa 10h totali per l’intero anello).

    ▲To match

    L’abbinamento naturale e’ con la Ferrata delle Bocchette Centrali, di cui le Bocchette Alte sono il proseguimento: in questo caso conviene pernottare al Rifugio Pedrotti. La Ferrata Oliva Detassis e’ una variante nel tratto da Bocca d’Armi a Cima Molveno. Proseguendo si puo’ concatenare la Ferrata Benini fino al Passo del Groste’, da cui partono altri itinerari (Sentiero Attrezzato Vidi, Ferrata della Val Gelada, Sentiero Attrezzato delle Palete). In avvicinamento si puo’ usare il Sentiero Attrezzato Violi verso il Brentei, mentre a sud meritano la Ferrata Brentari, la Ferrata Castiglioni, il Sentiero Attrezzato dell’Ideale e il Sentiero Attrezzato Apolloni.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach3:15 h
    • Duration5:30 h
    • Total itinerary10:00 h
    • Hardware level difference438 m
    • Route difference1500 m
    • Maximum altitude3011 m
    • Length19 Km
  • Ferrata delle Bocchette Centrali

    Ferrata delle Bocchette Centrali

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Ferrata delle Bocchette Centrali

    La Ferrata delle Bocchette Centrali e’ una delle vie attrezzate piu’ famose d’Italia e probabilmente del mondo: un viaggio aereo e spettacolare nel cuore delle Dolomiti di Brenta. Tecnicamente non e’ estrema (Moderatamente Difficile), ma si svolge in alta montagna, e’ molto lunga e attraversa nevai che possono essere ghiacciati: va affrontata con preparazione e con i materiali giusti. La sua bellezza sta nelle lunghe cenge scavate nella roccia e nei panorami sui campanili del Brenta.

    ▲Approach

    Ci sono due basi di partenza. Opzione 1 (Madonna di Campiglio): si parte dal parcheggio del Rifugio Vallesinella (1513 m), sopra Madonna di Campiglio (starting point on Google Maps). Dal Vallesinella si sale sul CAI 317 nel bosco fino al Rifugio Casinei (1850 m, 45′). Dal Casinei due varianti per il Rifugio Brentei: il CAI 318, che sale deciso fino a un bivio (2048 m) dove a sinistra si andrebbe al Rifugio Tucket mentre si tiene la destra raggiungendo con alcuni saliscendi il Rifugio Brentei (1h30′ dal Casinei, 2h15′ dal parcheggio); oppure il piu’ basso Sentiero Attrezzato Violi (CAI 391), che porta sotto il Brentei con un tratto finale ripido (2h15′ dal Casinei, 3h dal parcheggio). Dal Brentei (2182 m) si segue il CAI 318 fino a un bivio poco prima di Bocche di Brenta, dove si tiene la sinistra raggiungendo l’inizio della ferrata (1h dal Brentei, circa 3h15′ dal parcheggio, 4h se si e’ saliti per il Violi). Opzione 2 (Molveno): dalla Baita Ciclamino, raggiungibile da Molveno salendo via Dolomiti, si segue il CAI 319 lungo una sterrata fino al Rifugio Croz dell’Altissimo (1430 m, 40′); poco oltre, a un bivio, si lascia la sterrata e si tiene la sinistra sul CAI 340 che sale nel bosco verso il Rifugio Selvata (1630 m). Dal Selvata il CAI 319 porta al Rifugio Tosa (2439 m) e poi al Rifugio Pedrotti (2491 m, 2h30′ dal Selvata, 4h30′ dal parcheggio); dal Pedrotti si sale ancora verso Bocche di Brenta (2552 m, 30′), dove inizia la ferrata.

    ▲The path

    La via si apre con una scala metallica di una decina di metri, seguita subito da una seconda e una terza dello stesso sviluppo. Si imbocca poi una cengia con buono spazio per i piedi verso sinistra, facendo attenzione alle sporgenze della roccia; aggirato uno spigolo si risalgono alcune roccette, ormai immersi nei panorami sul Campanile Alto e sulla Cima degli Sfulmini. Inizia quindi una lunga cengia scavata nella roccia che aggira la base occidentale della Cima di Brenta Alta. Si affronta poi una parete piu’ verticale attrezzata prima con staffe e poi con una scala metallica: in questo punto puo’ esserci neve in un canalino anche a stagione inoltrata, e l’attraversamento richiede molta attenzione (per gli escursionisti meno sicuri puo’ essere utile uno spezzone di corda per assicurarsi). Superato il tratto ci si avvicina al raccordo tra la Cima di Brenta Alta e il Campanil Basso: questo primo settore, dedicato a Otto Gottstein e Arturo Castelli, termina alla Bocchetta del Campanil Basso (2620 m, 45′ dall’attacco). Si prosegue lungo il tratto dedicato a Carla Benini e Figari, salendo roccette e percorrendo alcune cenge, tra cui il celebre “ferro di cavallo”, dove la cengia disegna un’insenatura nella montagna con forte esposizione. Si scende poi per roccette e una scala fino a un’ampia cengia in direzione della Bocca degli Armi; dopo un tratto di cresta una serie di lunghe scale metalliche lascia sul nevaio. La condizione del nevaio cambia di anno in anno, ma essendo esposto a nord lo si trova spesso ghiacciato: ramponi e piccozza sono vivamente consigliati per percorrerlo in sicurezza. Si scende lungo il nevaio verso il versante destro del vallone fino a raggiungere il Rifugio Alimonta (2580 m, 2h45′ dall’attacco).

    ▲Character and difficulty

    I passaggi attrezzati in se’ non sono difficili: la via e’ fatta di scale, cenge esposte e brevi tratti verticali ben attrezzati. La vera difficolta’ e’ l’ambiente di alta montagna, la grande lunghezza dell’itinerario e i nevai da attraversare. E’ un percorso adatto a chi ha gia’ esperienza di vie ferrate e di ambiente glaciale, da pianificare con cura, eventualmente con un pernottamento in rifugio per abbinarlo alle Bocchette Alte.

    ⚠ Nevai e vedrette perenni lungo il percorso (in particolare la vedretta presso Bocca d’Armi): non sono passaggi tecnici, ma con neve ghiacciata diventano pericolosi, quindi portare ramponi e piccozza. Possibili tratti di roccia bagnata anche fuori dalle attrezzature: nei tratti esposti e non protetti servono piede fermo e massima prudenza. Itinerario molto lungo: partire presto e valutare il pernottamento in quota.
    ▲Period and safety

    La stagione utile e’ l’estate inoltrata, quando i nevai si sono ridotti, fino all’inizio dell’autunno. Oltre al set da ferrata completo (imbracatura, kit, casco) sono raccomandati ramponi e piccozza per i nevai, abbigliamento da alta quota e scorta d’acqua e cibo per una giornata molto lunga. Controllare sempre meteo e condizioni dei nevai presso i rifugi prima di partire.

    ▲Discipline

    Terminata la ferrata in zona Bocca d’Armi, il rientro dipende dall’avvicinamento scelto. Se si e’ saliti da Madonna di Campiglio: dal Rifugio Alimonta si scende lungo il CAI 323 al Rifugio Brentei e quindi a ritroso per il sentiero di avvicinamento fino al Rifugio Casinei e infine, nel bosco, al Rifugio Vallesinella (3h45′ dal termine della ferrata, circa 9h45′ totali). Se si e’ saliti da Molveno: da Bocca d’Armi si scende con la recente Ferrata Spellini fino al sentiero CAI 303, dove al bivio con il Sentiero Attrezzato Orsi si tiene la destra (1h30′ da Bocca d’Armi); dal CAI 303 si scende al Rifugio Tosa e poi a ritroso per il Rifugio Selvata fino alla Baita Ciclamino (3h45′ dal termine della ferrata, circa 11h totali).

    ▲To match

    L’abbinamento piu’ appagante, con pernottamento in rifugio, e’ con la Ferrata delle Bocchette Alte. Da Bocca d’Armi, invece di scendere all’Alimonta, si puo’ proseguire sul CAI 305 fino a Bocca Bassa Massodi (2790 m) e scendere la Ferrata Detassis (CAI 396), eventualmente concatenando il Sentiero Attrezzato SOSAT verso il Rifugio Tucket. Nel gruppo meritano anche la Ferrata Brentari, la Ferrata Castiglioni, il Sentiero Attrezzato dell’Ideale e il Sentiero Attrezzato Apolloni a sud, mentre a nord si trovano la Ferrata Benini e il Sentiero Attrezzato Vidi.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach3:15 h
    • Duration2:45 h
    • Total itinerary9:45 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference1100 m
    • Maximum altitude2770 m
    • Length18 Km
  • Ferrata Bergkristall

    Ferrata Bergkristall

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Bergkristall
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Bergkristall e un itinerario breve e moderno (inaugurato nel 2024) che sale una parete vicino all’omonimo campeggio in alta Val Passiria, presso Plan. E composta da due brevi varianti che si riuniscono circa a meta parete, entrambe di difficolta contenuta.

    ▲Approach

    Il punto di partenza e nei pressi del campeggio Bergkristall, in alta Val Passiria: da Vipiteno si risale la valle verso Moso e si seguono le indicazioni per Plan, raggiungendo il campeggio in circa 15 minuti. La ferrata attacca sul versante opposto del torrente. L’avvicinamento e brevissimo: un sentierino porta alla parete gia visibile e, attraversato il ponte, si incontra il primo itinerario a destra e, pochi metri piu in alto a sinistra, il secondo (circa 5 minuti dall’auto). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Si puo scegliere tra due varianti. L’itinerario Moderatamente Difficile (il primo che si incontra) presenta un tratto verticale, un traverso a destra e una seconda parete a destra; si risalgono un paio di balzi rocciosi e si sale verso sinistra, incontrando in pochi minuti il secondo itinerario che arriva, in leggera discesa, da sinistra. L’itinerario Facile (il secondo) ha solo un paio di passi moderatamente difficili: inizia con una rampa a destra, seguita da una parete verticale e da un traverso a destra, poi una sezione in discesa dove si intercetta il primo itinerario in arrivo da destra. Da qui il percorso comune: si sale una placca verticale di una ventina di metri, segue un lungo traverso a sinistra sotto le incombenti pareti nero-giallastre e infine un tratto attrezzato in discesa che chiude la ferrata.

    ▲Carattere e difficolta

    Via breve con attrezzature in ottimo stato, ideale per chi vuole iniziare o per una mezza giornata leggera, con la possibilita di scegliere il grado in base alla variante.

    ▲Discipline

    Dall’uscita si segue il sentiero 14B e poi la sterrata verso destra che riporta al parcheggio (circa 40 minuti).

    ▲To match

    Nella parte settentrionale dell’Alto Adige si trovano la Ferrata delle Cascate di Stuller, la Ferrata Ibex, la Ferrata Lampskorf e la Ferrata Olberg; spostandosi a sud, le varie vie ferrate della Val Venosta.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionTrentino Alto Adige
    • GroupAlpi Breonie
    • Approach0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)0:45 h
    • Hardware level difference60 m
    • Route difference70 m
    • Max1.600 m
    • Length0,8 Km
  • Ferrata Bepo de Medil

    Ferrata Bepo de Medil

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Ferrata Bepo de Medil
    Moderately Hard● To checkDescriptionComplexityMapsGallery

    ⚠ ATTENZIONE: itinerario DA VERIFICARE. Il sentiero e di fatto chiuso (indicazioni rimosse e un muretto di sassi all’imbocco) e le attrezzature sono datate e in piu punti lasche, tanto da poter non reggere in caso di caduta: vanno considerate un sostegno solo psicologico. La gola e instabile, con tratti franati, ed e possibile trovare neve anche a stagione inoltrata. Caschetto obbligatorio. Adatto solo a escursionisti molto esperti, con passo fermo e assenza di vertigini.

    L’antica Ferrata Bepo de Medil (1930) e una via poco frequentata e in scarso stato di manutenzione, che risale una stretta gola dalla Valle del Vajolet fino alla Pala di Mesdi e alla Valle del Larsec, nel gruppo del Catinaccio. L’ambiente e austero e affascinante, con panorami stupendi dalla parte alta, ma l’itinerario e riservato a chi ha solida esperienza.

    ▲Approach

    Si parte dal Rifugio Gardeccia (1949 m), in Val del Vajolet, interdetta al traffico privato: la si raggiunge con la funivia da Vigo di Fassa fino a Ciampedie e poi 45 minuti di sentiero, oppure con la funivia da Pera di Fassa (il bus navetta da Pozza non e piu in funzione dal 2019). Dal Gardeccia ci sono due opzioni per la gola della ferrata. La prima: verso nord-est si scende il greto del torrente secco e si risale sulla sinistra orografica con le indicazioni del “sentiero panoramico”; la traccia, dapprima debole, diventa evidente a un cartello per il Rifugio Vajolet e sale superando una frana fino a una palina (1 ora dal Gardeccia). La seconda, piu semplice ma piu lunga: si raggiunge il Rifugio Vajolet (2243 m) per il sentiero di valle e poi una traccia a destra verso est, a mezzacosta sotto i dirupi del Larsec, per circa mezz’ora fino a una palina (1 ora e 30 dal Gardeccia). Da li, verso nord-est, si stacca un sentiero non segnalato e apparentemente ostruito da un muretto di sassi: con alcuni sporadici bolli rossi inizia la ferrata. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    Dopo la palina, un tratto di sentiero in salita aggira uno spallone e apre la vista sulla gola. La parte iniziale e ampia ma franata, senza traccia: serve molta attenzione a rimontare la frana, a tratti decisamente instabile. Superata, alcuni segni rossi datati indicano la stretta gola dove iniziano le funi metalliche, dapprima sul lato destro. Si sale fino al passaggio piu ostico: un grosso masso ostruisce la via e occorre superare un balzo di un paio di metri sfruttando l’unica staffa della via, scomoda sul lato sinistro, con un po’ di agilita e forza. Si prosegue nell’angusta gola senza particolari difficolta tecniche fino a un diedro verticale ma ben appigliato, uscendo dalla gola (30 minuti dall’attacco, 1 ora e 45 totali). In un paesaggio brullo si segue un’esile traccia su detrito verso nord-est, verso la Pala di Mesdi, con due passaggi non protetti da segnalare: la discesa in un intaglio poco stabile con risalita sul versante opposto (attenzione al fondo detritico) e un tratto di cresta esposta. Si arriva a una forcella (20 minuti dal termine delle attrezzature, circa 2 ore totali) dove si puo scegliere se salire a destra la Pala di Mesdi su cresta ghiaiosa e rientrare (1 ora e 15 a/r) oppure concludere qui.

    ▲Carattere e difficolta

    Le difficolta tecniche dei tratti attrezzati non sono elevate, ma l’impegno complessivo si: gola instabile, attrezzature datate e lasche, passaggi non protetti. Il passaggio non protetto presso un canalino franoso, dopo l’uscita dalla gola, e probabilmente il piu esposto e pericoloso dell’intera escursione.

    ⚠ Affidatevi alla vostra capacita di muovervi su terreno instabile e non alle vecchie funi. Caschetto indispensabile per la caduta sassi; valutate le condizioni di innevamento, che possono persistere a lungo.
    ▲Discipline

    Dalla forcella si scende a est verso la valle del Larsec, su traccia detritica instabile (utili i bastoncini telescopici). Raggiunta la valle si hanno due opzioni: tenendo la destra in discesa verso il Passo delle Scalette e l’omonimo sentiero attrezzato fino alla Valle del Vajolet e al Gardeccia (5 ore totali), oppure a sinistra in salita al Passo Pope e giu per il sentiero Don Guido fino al Rifugio Vajolet e quindi al Gardeccia (5 ore totali).

    ▲Storia e da abbinare

    La via e dedicata a Giuseppe De Silvestro, detto Bepo de Medil, storico fondatore e gestore del Rifugio Gardeccia, che la attrezzo intorno al 1930. Si puo abbinare al Sentiero Attrezzato delle Scalette; dal Passo Pope si puo proseguire verso il Catinaccio d’Antermoia e la sua ferrata, oppure verso la Ferrata Laurenzi o la Ferrata Maximilian (con pernottamento). Scendendo nella Valle del Vajolet ci sono vie piu semplici (Passo Santner, Masare, Roda di Vael); in un’altra giornata, verso il Passo San Pellegrino, la Ferrata Bruno Federspiel e la Ferrata Bepi Zac.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionTrentino Alto Adige
    • GroupDolomiti di Fassa
    • Approach1:00 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)5:30 h
    • Hardware level difference260 m
    • Route difference808 m
    • Max2758 m
    • Length9,2 Km
  • Ferrata Signora delle Acque

    Ferrata Signora delle Acque

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Ferrata Signora delle Acque

    La Ferrata Signora delle Acque accompagna fino a un tratto panoramico della spettacolare Cascata del Rio Ruzza, sopra Ballino. Inaugurata nel 2019, alterna una prima sezione facile a una seconda decisamente piu impegnativa, dove il cavo distante obbliga ad arrampicare. Due ponti sospesi e l’ambiente bagnato dalla cascata ne fanno un itinerario suggestivo ma da non sottovalutare.

    ▲Approach

    Si parte da Ballino, frazione di Fiave, nelle Valli Giudicarie. Arrivando dal Lago di Garda si gira a sinistra nella piccola piazza del paese e si tiene la sinistra su via Ballino, dove poco dopo si trova un parcheggio. A piedi si segue la strada asfaltata verso ovest-sudovest, sul sentiero CAI 420 in direzione delle cascate del Rio Ruzza; finito l’asfalto, a un bivio si resta sul CAI 420 girando a destra verso nord fino al Rio Ruzza, dove la segnaletica conduce al cartello rosso di inizio della ferrata (circa 30 minuti dal parcheggio). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    La prima parete verticale e assistita da numerose, forse fin troppo abbondanti, cambre metalliche di nuova posa. Segue un traverso a sinistra su due funi metalliche con pedane per i piedi, poi il cavo riparte verticale per alcuni metri fino a un ponte sospeso ben attrezzato, con due funi per i piedi munite di pedane e due funi per le mani, che permette di attraversare il torrente tra due salti della cascata. Seguendo le attrezzature si arriva sotto un anfiteatro roccioso dominato dalla cascata principale: qui si chiude la prima parte (circa 15 minuti dall’attacco). Inizia la seconda sezione, piu verticale e impegnativa: il cavo corre spesso molto a destra, costringendo a cercare gli appigli sulla roccia, sempre presenti, e alcuni passaggi sono in strapiombo, con esposizione marcata. Dopo una paretina attrezzata prima con cambre e poi con una scala a pioli si raggiunge un secondo ponte tibetano, particolare perche compie un angolo retto sopra il salto d’acqua. Si superano alcune roccette e una parete con passaggi diagonali e poi verticali fino a un altro ponte sospeso; un’ultima parete verticale, povera di appigli artificiali e da affrontare arrampicando, precede gli ultimi metri su fondo terroso dove la via termina (circa 45 minuti dall’inizio della ferrata, 1 ora e 15 dal parcheggio alla fine delle attrezzature).

    ▲Carattere e difficolta

    L’ambiente, con la cascata che scroscia a fianco, e splendido e l’attrezzatura e nuova e in ottimo stato. Proprio per l’avvicinamento rapido e la bellezza del luogo la ferrata e molto frequentata e le sue reali difficolta spesso sottostimate: non e una via estrema, ma e decisamente esposta e alcuni tratti richiedono tecnica e forza.

    ⚠ Attenzione al secondo ponte sospeso: la fune di sicurezza e piuttosto alta e distante dai piedi. Le persone non molto alte dovranno usare una prolunga o agganciare i moschettoni alle funi laterali. Affrontate la via con un minimo di esperienza e in buona forma.
    ▲Discipline

    Si segue verso destra il sentiero che porta alla base della cascata e quindi, a ritroso, l’itinerario di avvicinamento fino al parcheggio di Ballino (circa 30 minuti dal termine, 1 ora e 45 sull’intero giro).

    ▲To match

    La zona dell’Alto Garda offre moltissime vie attrezzate. Tra le piu facili: il Sentiero Attrezzato delle Cavre, la Ferrata Colodri e la Ferrata Rio Sallagoni; di media difficolta la Ferrata Artpinistica e la Ferrata Che Guevara; per salire decisamente di grado la Ferrata Pisetta o la Ferrata Segata al Bondone.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaHard
    • RegionTrentino Alto Adige
    • GroupPrealps Gardesane
    • Approach0:30 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)1:45 h
    • Hardware level difference140 m
    • Route difference390 m
    • Max1062 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Attilio Sieff

    Ferrata Attilio Sieff

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Trento
    Ferrata Attilio Sieff
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Breve via attrezzata che da Ziano di Fiemme sale alla soprastante Punta Polsa. La ferrata vera e propria dura una mezz’ora e si percorre sia in salita sia al rientro: sviluppandosi a bassa quota, e adatta a tutte le stagioni e rappresenta un buon gradino intermedio per chi vuole passare dalle ferrate per principianti a qualcosa di piu impegnativo.

    ▲Approach

    Si parte da via Coronella, a Ziano di Fiemme. Dall’autostrada del Brennero si esce al casello di Ora e si sale verso est in Val di Fiemme; superati Cavalese, Tesero e Panchia si arriva a Ziano. Attraversato il Torrente Avisio si entra in paese e si sale a sinistra per via Coronella, dove un parcheggio sulla sinistra e un cartello CAI bianco-rosso indicano la direzione per Punta Polsa. Il sentiero sale nel bosco tra tornanti e tratti ripidi e in circa un’ora porta all’attacco. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲The path

    La ferrata risale un ampio canalone, dapprima su fondo erboso e poi tenendone il lato destro su terreno piu roccioso. Lo si attraversa quindi in orizzontale per passare sul versante opposto; dove il canalone si stringe se ne risale il lato sinistro fino a un grosso masso incastrato che forma un curioso anfratto, dove conviene fare attenzione con zaini voluminosi. Usciti dal passaggio si sale verso uno spiazzo sovrastato da una parete verticale attrezzata con pioli; un ultimo tratto di sentiero conduce alla croce di vetta (1439 m), circa 30 minuti dall’attacco e un’ora e mezza dal parcheggio, con vista su Ziano, sulla Val di Fiemme e sulla Catena del Lagorai.

    ▲Carattere e difficolta

    Via corta con un paio di passaggi piu impegnativi, l’uscita dall’anfratto e la paretina verticale, che aggiungono un pizzico di adrenalina a un’escursione tutto sommato facile. E particolarmente indicata nelle mezze stagioni, quando le ferrate di alta quota della zona possono essere ancora innevate.

    ⚠ La discesa, che ripercorre la via di salita, risulta leggermente piu delicata della salita pur restando su difficolta moderate.
    ▲Discipline

    Si scende lungo lo stesso itinerario di salita, percorrendo il ripido sentiero nel bosco fino al parcheggio, per un totale di circa 3 ore.

    ▲To match

    Si trova all’ingresso di un vero paradiso per gli amanti delle vie attrezzate, tra Pale di San Martino e Val di Fassa. Restando in Val di Fiemme, la Ferrata ai Campanili del Latemar e tra le meno difficili in un ambiente maestoso; salendo verso la Val di Fassa, presso Moena, si incontra il Sentiero Attrezzato del Gronton. Tornando verso la Val d’Adige, nei pressi di Mezzocorona, ci sono la Ferrata di Favogna, la Ferrata Rio Secco e il Sentiero Attrezzato al Burrone Giovanelli.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficoltaModerately Hard
    • RegionTrentino Alto Adige
    • GroupDolomiti di Fiemme
    • Approach1:00 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference450 m
    • Max1439 m
    • Length4 Km
  • Ferrata Piz from Lech

    Ferrata Piz from Lech

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Piz from Lech

    La Ferrata Piz from Lech rises a rocky bastion in the eastern side of the Sella Group to the peak of the Piz da Lech (2916 m), in the province of Bolzano. È a difficile street, short but intense, made very short by Corvara plants: it presents some athletic passages, two aerial stairs and a short suspended bridge, in an environment d’ high mountain with exceptional panorama from the top.

    ▲Approach

    The starting point is the mountain station of the cable car that from Corvara (Val Badia) climbs first to the Crep de Mont and then to the Vallon (2537 m; open the starting point on Google Maps). Alternatively, from Passo di Campolungo (between Arabba and Corvara) you can park at l’ Boè Tree; (1860 m) and climb the wide CAI 638 path to the upstream station of the chairlift (1h 15′ from the pass). Exit from the chairlift you ignore the signs for the normal road (646B) and follow the signs to the north, in the direction of a detritic valley where you turn left uphill until all’ attack, under a characteristic yellow-black rocky wall (2560 m, 15 minutes from the mountain station).

    ▲The path

    The ferrata opens with a rocky leap of difficult-to-grave media; and without obvious claws, then an easy nod on the left and some not difficult steps. On the left side a corner with a census, you will meet new leaps under l’ looming black-yellowish bastion; climb up vertically and stick into a long channel , holding the right side on rocky steps. Where the channel is tightened, there are about fifteen vertical meters, then a short but exposed and challenging across to the right bypasses a edge up to a nod. Follow the più pass; challenging: a fireplace that climbs first on the right side and then passes left with a leap, complex in the initial part for the lack of supports, which gradually rise up. Some exposed rocks lead to the più point; iconic of the street: under the rampage rise two scales interspersed with a rock-mounted plane; finished the second ladder, a challenging passage helped by brackets. In the closing section there are exposed rocks and a ramp up to the summit ridge; after a stretch with the right equipment and a short path, you will meet a breve suspended bridge (a horizontal ladder above a narrow crevice), exposed but not difficult. A short wall well-dressed (often wet) and some rocks put on the final, unequipped path, which carefully leads to the peak cross of the Piz da Lech (2916 m, 1h 45′ from the’ attack, 2 hours from the mountain station), with magnificent views of the Sella Group, the Piz Boè and the Val de Mesdì.

    ▲Character and difficulty

    Classified Difficile (D), with all the parameters of complextà on 3/5: short but intense, with a couple of athletic steps where you need a good point or a discreet climbing technique (some strokes of III-IV degree, however climbing). Not è extremely difficult, but requires good preparation and experience. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ The summit ridge and the pavement around the cross are not wide and go carefully; the final and initial tract require concentration. The return along the normal way è ripido and includes a couple of steps equipped downhill: not remove l’ harness at the end of the ferrata. A short wall before the summit è often wet: pay attention. Useful a frontal if you leave late, because of the way; between climb and descent the day può stretch.
    ▲Period and safety

    High altitude summer road, to be covered with stable weather and dry rock. The equipment is in good condition, recently renovated. Check the opening and hours of cable car and chairlift (serve the return ticket); those who walk up from the Campolungo Pass put into account a longer and tiring approach.

    ▲Discipline

    From the summit you descend to the south along the normal road, marked by the white-red boils of the CAI 646, on the swallows of the south side; a couple of equipped passages are passed down (a vertical wall of 6-8 meters with brackets and a short set of rocks). A crossroads are reached with the CAI 646B: on the right you will descend a fragrant canal up to the path d’ approach and then to the chairlift (45′ from the summit, 2h 45′ overall); or continue on the CAI 646 along a ridge above Lake Bo` up to the mountain station of the cable car.

    ▲To match

    The Piz da Lech fits perfectly with the neighbor Ferrata del Vallon, possibly by staying at the Kostner Refuge. Continuing to half-costa you reach the attack of the impegnative Ferrata Piazzetta piz Boè. On the Sella Group Ferrata Tridentina e la Ferrata delle Mesules. In Val Badia la Ferrata Sas dla Crusc e la Ferrata della Pace.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:15 h
    • Duration1:45 h
    • Total itinerary4:15 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference371 m
    • Maximum altitude2911 m
    • Length2,2 Km
  • Ferrata del Vallon

    Ferrata del Vallon

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata del Vallon

    La Ferrata del Vallon sale la parete est del Gruppo Sella collegando il Rifugio Kostner alla zona del Piz Boè (provincia di Bolzano). È la via attrezzata meno conosciuta e tecnicamente meno impegnativa del Sella: per gran parte facile, ha un paio di passaggi più impegnativi nel tratto conclusivo dopo un suggestivo ponte sospeso accanto a una cascata. L’ambiente del circo glaciale del Vallon, contornato da imponenti pareti, è uno dei più belli e meno frequentati del gruppo.

    ▲Approach

    The starting point is the mountain station of the cable car that from Corvara (Val Badia) climbs first to the Crep de Mont and then to the Vallon (2537 m; open the starting point on Google Maps). In alternativa, per evitare la funivia, dal Passo di Campolungo (tra Arabba e Corvara) si parcheggia presso l’Alberto Boè (1860 m) e si sale sul largo sentiero CAI 638 fino al bivio per la ferrata, poco prima del Rifugio Kostner (2500 m, 1h 30′ dal passo). Dalla stazione a monte si segue a destra il cartello per le Ferrate Piz da Lech e Vallon; in falsopiano si raggiunge una deviazione (a destra sale alla Ferrata Piz da Lech) e si prosegue a mezzacosta su pendio detritico, entrando nel Vallon sul versante destro fino all’attacco, segnato da grandi bolli rossi in fondo a un magnifico circo glaciale (45 minuti dalla stazione a monte). Si può anche seguire le indicazioni per il Rifugio Kostner e la Ferrata Piazzetta (CAI 638), facendo attenzione, prima del rifugio, ai segni e alla traccia che si addentrano nel circo.

    ▲The path

    Si inizia con un facile traverso diagonale in salita, oltre il quale si affrontano balzi rocciosi ben gradonati con il cavo a sinistra (utilizzabile solo come autoassicurazione, dato che i passaggi sono arrampicabili). Si supera un facile camino, dove una fessura offre molti appigli per salire in spaccata, poi un tratto facile di sentiero attrezzato verso destra e sinistra in direzione della bastionata nero-giallastra che sormonta la valle. Sotto la parete, verso destra, si risalgono alcune roccette (cavo a sinistra) e un nuovo breve camino simile al precedente; la roccia ben appigliata permette di uscirne in spaccata. Si raggiunge così il punto più iconico dell’escursione: un ponte sospeso accanto a una cascata (il tracciato originale passava a sinistra della cascata, ora si sviluppa a destra; sono ancora visibili le vecchie attrezzature). Passato il ponte si entra nella seconda sezione, più impegnativa: una parete esposta e verticale di una ventina di metri. Si sale una prima pancia rocciosa, poi si piega leggermente a sinistra e a destra su buoni appigli per mani e piedi (chi ha dimestichezza con l’arrampicata può procedere senza trazionare il cavo); segue un tratto diagonale che richiama un diedro appoggiato e, dopo le ultime roccette, si raggiunge il terrazzino roccioso che domina il circo glaciale (45 minuti dall’attacco, 1h 30′ complessive).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche, esposizione e impegno fisico contenuti (2/5), con complessità ambientale un po’ più alta (3/5) per la quota e l’ambiente d’alta montagna. È una buona prima ferrata per chi è già esperto di montagna e di percorsi in quota; la parete dopo il ponte, pur ben appigliata, è esposta e richiede un minimo di dimestichezza con l’arrampicata. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Le attrezzature sono state completamente rinnovate nel 2024, ma l’inverno può danneggiare qualche fittone rendendo il cavo lasco in alcuni punti: con cavo molle conviene appoggiarsi alla roccia e prestare più attenzione. A inizio stagione alcuni brevi tratti di cavo possono restare sepolti sotto la neve: utile avere bastoncini per affrontare in sicurezza i tratti su neve. La parete verticale dopo il ponte non va sottovalutata dai principianti vista l’esposizione.
    ▲Period and safety

    Via estiva d’alta quota, da percorrere con tempo stabile e roccia asciutta; nelle giornate limpide il panorama sul Gruppo Sella e le sue valli interne è eccezionale. Verificare l’apertura della funivia se la si usa per l’avvicinamento e l’eventuale presenza di neve a inizio stagione.

    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si seguono le tracce verso il già visibile Piz Boè, salendo a una sella. A un bivio si può scendere a sinistra lungo il Sentiero Lichtenfels, che cala su un pendio detritico e poi in una più ripida vallata con alcuni tratti attrezzati di bassa difficoltà fino al Rifugio Kostner (2517 m, 1 ora dal bivio, 2h 45′ complessive); oppure proseguire dritti in salita al Piz Boè (3152 m, 1 ora dal bivio) per il CAI 672 lungo la Cresta Stenta, a tratti attrezzata ed esposta, rientrando poi a ritroso al bivio (45′ dal Piz Boè) e scendendo per il Lichtenfels al Kostner (4h 30′ complessive). Dal Rifugio Kostner si seguono il CAI 638 e poi il 646B fino alla stazione a monte della seggiovia (20′ dal rifugio) e quindi a Corvara.

    ▲To match

    La Vallon si abbina facilmente alla vicina Ferrata del Piz da Lech e, in un itinerario di più giorni, all’impegnativa Ferrata Piazzetta al Piz Boè. Sul Gruppo Sella, in ordine crescente di difficoltà, la Ferrata Tridentina e la Ferrata delle Mesules. In Val Badia il Sentiero Tru Dolomieu e la Ferrata della Pace; verso Canazei la Ferrata dei Finanzieri al Colac e la Ferrata delle Trincee al Padon.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:45 h
    • Duration0:45 h
    • Total itinerary3:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference263 m
    • Maximum altitude2800 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Col Rodella

    Ferrata Col Rodella

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Col Rodella

    La Ferrata Col Rodella è una via breve sopra il Passo Sella, che collega la Val di Fassa con la Val Gardena (provincia di Bolzano). Avvicinamento e rientro corti la rendono una buona scelta nelle giornate di meteo incerto, quando è sconsigliato impegnarsi nei lunghi itinerari tipici delle ferrate dolomitiche della zona. Di difficoltà medio-bassa, ha però un paio di passaggi su roccia levigata che richiedono attenzione.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è il Passo Sella (tra Canazei e Selva di Val Gardena): al passo si imbocca la stradina che sale ripida sul versante della Val di Fassa verso i Rifugi Valentini e Salei, percorrendola in salita per un centinaio di metri e parcheggiando a bordo strada prima del divieto di transito (open the starting point on Google Maps). Dal Rifugio Valentini (2213 m) si segue la carrareccia, che coincide con il sentiero CAI 557, verso sud-ovest in direzione del Rifugio Salei (2222 m) e poi della stazione a monte della funivia che sale da Campitello di Fassa (in alternativa si può salire direttamente con la funivia). Dalla stazione a monte, proprio sotto i cavi della funivia, si stacca un sentiero privo di segnali per la ferrata: lo si segue aggirando la base del Col Rodella per circa 5 minuti fino a notare un ghiaione sulla destra, risalendo il quale si raggiunge il non evidente attacco (30 minuti dal parcheggio).

    ▲The path

    Da un terrazzino terroso, dove indossare l’imbracatura, si sale una parete ben appigliata e una serie di roccette facilmente arrampicabili. Guadagnata quota si piega a sinistra verso un grosso masso, che si aggira in un tratto esposto; segue un camino non particolarmente impegnativo, da superare in spaccata, prima di una parete su roccia levigata che costringe a una certa trazione sul cavo. Si arriva poi sotto una parete attrezzata con una serie di solide staffe metalliche; risalite queste, un secondo passaggio impegnativo — una nuova parete levigata, breve, da superare con un po’ di trazione. Si prosegue su una parete esposta ma ottimamente appigliata, arrampicabile, fino a un traverso esposto che aggira uno spigolo; oltre lo spigolo, alcuni facili balzi rocciosi portano al termine della via, al Rifugio Col Rodella (2484 m, 40 minuti dall’attacco, 1h 30′ complessive), con notevole panorama sul Gruppo Sella e sulla Val di Fassa.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche ed esposizione attorno al 3/5, impegno fisico contenuto (2/5). È un buon “test” per chi passa dalle ferrate facili a quelle più difficili. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ La roccia è abbastanza levigata e in alcuni punti unta: è sconsigliato percorrere la via subito dopo scrosci di pioggia o con umidità. I due passaggi su roccia liscia richiedono una certa trazione sul cavo e non la rendono adatta ai neofiti assoluti, nonostante la brevità. Una targa commemora una persona deceduta per malore lungo la via nel 2020: un promemoria che in montagna nulla è mai banale. Verificare eventuali chiusure del sentiero d’avvicinamento per lavori, segnalate in passato.
    ▲Period and safety

    Itinerario estivo, ideale come “riscaldamento” a inizio vacanza o per le giornate dal meteo incerto vista la brevità e la presenza del rifugio all’arrivo. Affrontarla con roccia asciutta e verificare l’apertura della funivia se la si usa per l’avvicinamento.

    ▲Discipline

    Dal Rifugio Col Rodella si scende per comodo sentiero fino al bivio percorso all’andata e, a ritroso lungo il sentiero d’avvicinamento, si rientra all’auto (30 minuti dal Col Rodella, 2 ore complessive).

    ▲To match

    Dal Passo Sella si possono affrontare, ben più impegnative, la Ferrata Schuster al Sassopiatto e la Ferrata delle Mesules al Gruppo Sella. Verso Canazei e il Passo Pordoi: la difficile Ferrata Piazzetta al Piz Boè, la Ferrata delle Trincee al Padon e la Ferrata dei Finanzieri al Colac. Verso la Val Gardena, la Ferrata Tridentina e la Ferrata Sass Rigais.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference120 m
    • Route difference260 m
    • Maximum altitude2485 m
    • Length4,9 Km
  • Ferrata Susatti a Cima Capi

    Ferrata Susatti a Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Susatti a Cima Capi

    La Ferrata Susatti a Cima Capi è a facile street and very panoramic above Lake Garda, in Valle di Ledro (province of Trento). Undifficultà techniques of relief but with good exposure, è l’ ideal for those who have già mountain experience but wants to approach the equipped paths. L’ environment, overlooking the lake and rich in traces of the Great War, makes it a journey of great historical interest.

    ▲Approach

    The starting point è the village of Biacesa, 4 km from Riva del Garda: from Riva follow the tunnels towards Val di Ledro and, exit from the second, you reach Biacesa; you take via dei Dazi to the right and, at the end of the road, still to the right. L’ excursion begins at the playground of Biacesa, where però non è più allowed to park for non-residents: you need to look for a parking place nearby (open the starting point on Google Maps). From Biacesa follow the path CAI 470 (Sentiero dei Bech) to halfway east along the Gec Valley, ignoring the deviation to the left for the Route Attrezzato delle Laste (use as a return). Between climbs and Mediterranean vegetation (fields, olive trees) and some easy rocks you will reach a crossroads where you ignore the CAI 405 (scende to Riva) and climb towards l’ attack, reached after an easy fireplace (1h 15′ from parking).

    ▲The path

    At the red plate there are some unequipped rocks, besides which the wire rope helps to overcome some rocky jumps in a fireplace. Exit in the ridge rises with increasing exposure, but without difficulty;, on well-calibnate plates where è possible proceed in climbing without relying continuously on the cable. A plaque with a couple of brackets leads to the ridge wire: continue on the right side in strong exposure, always without challenging passages, going up massive and small equipped walls, with Lake Garda behind. L’ the only passage of difficult-and-grave media; consists of the ’ add a large boulder on an exposed traverse, looking for l’appiglio over the edge; supersededed this section, an easy chimney and some short vertical passages put on the path leading to the summit of Cima Capi (909 m, 1h 15′.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), with all the parameters of totaltà on 2/5: the progression è simple but l’ è good, great for taking confidence with l’ equipped environment. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ Low altitude and prevailing exposure to the south-east: in the summer months può very hot, it is advisable to leave soon. The &grave area, full of tunnels and trenches of the Great War that can be visited along the paths: bring a frontal torch. At the end of the ferrata it is advisable to not remove the set, because they are encountered other stretches equipped along any return option.
    ▲Period and safety

    Thanks to the modest share it is possible to travel most of the year and is particularly pleasant in the half seasons. The path signs are great. Check the weather and, in summer, avoid the hottest hours given exposure to the sun.

    ▲Discipline

    From the summit you descend on the opposite side to the uphill slope, along an easy ridge path at the trenches of the Great War and a pitch for helicopters; in 15 minutes you reach a crossroads. A left continues the Path Attrezzato Foletti, which leads to the Bivacco Arcioni, to the Church of San Giovanni and then to Biacesa (1h 30′ from Cima Capi, 4 hours overall); from Bivacco Arcioni can be arranged ograve; alternatively go down the più difficult Sentiero delle Laste, which starts on the CAI 470 route Dritto continues the Path Treated Susatti until Bocca d’Enzima (about 1 hour), with not difficult equipped strokes; hence the CAI 404 to Rocchetta Giochello and then the CAI 417 report to Biacesa with a long ring (3 hours from Cima Capi, 5h 30 &8242; overall).

    ▲To match

    You can combine the Path Attrezzato Foletti and the Path of the Laste downhill; from Bivacco Arcioni, energies allowing, the climb to Cima Rocca with the easy hardware. Nearby the Friendship Ferrata in Cima Sat; going up to Trento la Ferrata in Castel Drena and easy Colods and Cavre Path.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:15 h
    • Duration1:15 h
    • Total itinerary4:00 h
    • Hardware level difference315 m
    • Route difference490 m
    • Maximum altitude907 m
    • Length8,1 Km
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