Regione: Trentino-Alto Adige

  • Ferrata Rio Sallagoni

    Ferrata Rio Sallagoni

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Rio Sallagoni

    La Ferrata Rio Sallagoni takes place along the forra dell’ the homonymous stream, at the foot of Castel Drena, in the province of Trento. È a facile street but definitely spectacular: rocking over l’ flowing water, a narrow and suggestive gorge and two suspended bridges make this short itinerary one of the pi’ scenics; Alto Garda. Precisely for the low difficultà and the charm of the ’ environment & very popular in summer.

    ▲Approach

    The starting point is located on the road connecting Dro to Drena. Arriving from Riva del Garda, before the village of Dro follow the signs to the right to climb to Drena; after a few minutes and a hairpin bend, on the left you will find a large parking lot and shortly after, on the right, a field of drum (open the starting point on Google Maps). From the parking lot you will descend towards the hairpin bend by car: on the left side of the road a pole with CAI signs indicates the descent towards the edge of the Rio Sallagoni, where the ferrata immediately begins (about 10 minutes from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata attacks on the left side of the throat. You climb a couple of meters with the rope, then a short traverse to the right on brackets for the feet, then a few meters diagonally and vertically: a stretch exposed and very beautiful, with the river that flows right under the feet. Continue in the traverse and you will encounter the probably more challenging passage of the street, slightly overhanging, which obliges a slight traction on the cable to maintain the balance. After this point you pass under a framed rock and cross a vertical escape route. Continuing in the hole the traverse continues to the right; the throat tightens and, near a large framed rock, passes on the right side facing only one more challenging passage due to a rocky protrusion. In short, the equipment ends and is located in a rocky amphitheatre with waterfalls.

    Start the second part: from the left path you will reach the first suspended bridge at three ropes, about 15 meters long and fairly stable. Continue on the right side of the stream, on equipped path and easy rocky balconies, then you pass on the left side for l’ the only true vertical section of the street, to the right: some passages require a po’ of commitment, but on difficultà altogether low. Then we arrive at the second suspension bridge, più short of the first but less stable, where the Ferrata of Castel Drena ends (40 minutes from the ’ attack, 50 total). You cross a wooden bridge, you go back to the right side of the stream and climb on a path until you exit near the castle (10 minutes from the end of the ferrata, 1 hour overall). At the end of 2024 & a final variante was added dedicated to the Falls of Nassirya: instead of crossing the Rio Sallagoni you stay on the left gold bank, going up on easy equipped strokes (except a sometimes wet and slippery ramp) with long beams on cambre very close to the crude, up to Casteldrena; calculate about 30 minutes in pigrave.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), it has difficulties; techniques, environmental and exposure around 2/5 and minimum physical commitment (1/5). È also suitable for those with little experience, purché at ease with l’ exposure above l’ water. Indispensable l’ complete equipment: harness, hardware kit and helmet.

    ⚠ Itinerary very beaten, especially in summer, by numerous groups: concrete the risk of being bottled in the throat. It is advisable to travel early in the morning or late afternoon, avoiding the più hours; warm and crowded. If you travel the variant of the Nassirya Falls, pay maximum attention to the guadi, which in spring or after abundant rainfall can become difficult: a couple of telescopic sticks are useful.
    ▲Period and safety

    The low altitude makes the ideal way in the half seasons. To avoid with torrents in full or after heavy rains, both for the guds of the variant and for the water level in the hole. Always check the weather and conditions of the rio before descending into the throat.

    ▲Discipline

    From the castle follow the asphalted road downhill; on the left there is a path that, in steep descent with some bends, brings back to the field by drum at the parking (20 minutes from the castle, 1 hour and 20 minutes overall).

    ▲To match

    Given the brevity, the Rio Sallagoni leaves time and energy for a second itinerary in the day. Staying on the easy you can walk Ferrata Colodri o il Sentiero Attrezzato delle Cavre, both towards Riva del Garda. About 45 minutes drive there is the Ferrata Marangoni in Mori, la Ferrata di Ballino e la Artpinistica Ferrata in Preore. For very experienced hikers, about 30 minutes, the difficult Ferrata Rino Pisetta.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary1:20 h
    • Hardware level difference150 m
    • Route difference200 m
    • Maximum altitude365 m
    • Length3 Km
  • Ferrata Colodri

    Ferrata Colodri

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Colodri

    La Ferrata Colodri sale le pareti orientali del Monte Colodri, che domina la cittadina di Arco in provincia di Trento, a due passi dal Lago di Garda. È una via facile, ottimamente attrezzata e priva di difficoltà tecniche rilevanti: per questo è una delle mete più gettonate per chi vuole avvicinarsi al mondo delle vie ferrate. Si svolge accanto a pareti note per l’arrampicata libera e regala dalla cima un bel panorama su Arco, la valle del Sarca e il lago.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Arco. Si oltrepassa il fiume Sarca sul ponte e si prende a destra via Maini, proseguendo dritti fino all’ingresso di un campeggio sulla destra; subito dopo, sulla sinistra una bacheca e sulla destra uno slargo permettono di parcheggiare poche auto (open the starting point on Google Maps; in alternativa è segnalato l’ampio parcheggio gratuito presso le piscine). Entrati nel parco si seguono i segnavia bianco-rossi del CAI per Cima Colodri e per la ferrata, raggiunta in breve a una targa bianca, circa 10 minuti dal parcheggio.

    ▲The path

    La ferrata inizia su una rampa gradonata, arrampicabile comodamente anche senza usare il cavo. Saliti i primi gradoni si percorre un facile traverso verso destra e si prosegue su un’altra rampa gradonata, dove il cavo funge da corrimano. Si piega a destra su una larga cengia che porta a un primo tratto verticale ma appoggiato, con ottimi appigli; superato questo breve passaggio si volge a sinistra salendo in obliquo tra piccoli balzi rocciosi, cenge e tratti di sentiero. Lo sviluppo prosegue in prevalente falsopiano, su una cengia liscia ma priva di difficoltà tecniche, verso sinistra. Si risalgono un paio di placche inclinate attrezzate con cambre e staffe, alcuni tratti diagonali e una facile fessura, fino all’ultimo tratto: un diedro di una decina di metri dove le cambre annullano di fatto le difficoltà dove gli appigli naturali sono meno evidenti. Percorsa l’ultima placca appoggiata terminano le attrezzature; un breve sentiero conduce a Cima Colodri (400 m), con la sua croce e la caratteristica madonnina, in circa 30 minuti dall’attacco (40 minuti complessivi).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un itinerario molto elementare, con tutti i parametri di complessità al minimo (1/5): ideale come prima ferrata, adatta anche a chi accompagna persone alle prime armi. Resta comunque indispensabile l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Pericolo di scariche di materiale detritico dall’alto: indossare il casco già durante l’avvicinamento, non solo all’attacco. Sulla via si sono verificati incidenti gravi, anche mortali. Il terreno in alcuni punti è smosso e c’è il rischio di far cadere sassi su chi sta sotto, per cui è importante prestare attenzione, soprattutto quando la via è affollata. La parete è esposta a est ed è in pieno sole al mattino: in estate conviene partire nel pomeriggio per trovare ombra.
    ▲Period and safety

    Grazie alla quota modesta e all’esposizione soleggiata, è percorribile in gran parte dell’anno ed è particolarmente indicata nelle mezze stagioni. La roccia, levigata dalle innumerevoli ripetizioni, può risultare scivolosa: meglio evitarla bagnata. Vista l’elevata frequentazione, mantenere ordine sui passaggi ed evitare di creare ingorghi. Portare acqua e verificare il bollettino meteo prima di partire.

    ▲Discipline

    Da Cima Colodri si scende sul versante opposto (ovest) fino a un bivio con il sentiero CAI 431. Per il rientro più breve si prosegue a sinistra in direzione di Santa Maria di Laghel, quindi si prende la stradina a sinistra che scende verso Arco; dal centro si ripercorre la strada asfaltata fino al parcheggio (1 ora dal termine della ferrata, 1 ora e 45 minuti complessivi). In alternativa è possibile un lungo itinerario ad anello: al bivio si tiene la destra sul CAI 431 fino al Monte Colt e alla Croce di Colt, si scende verso il Sentiero Attrezzato degli Scaloni (parte del Sentiero delle Cavre, circa 2 ore dal termine della ferrata), lo si percorre e, tenendo poi la sinistra sul CAI 408, si rientra nei pressi di Santa Maria di Laghel e quindi ad Arco (circa 4 ore dalla ferrata, circa 5 ore complessive).

    ▲To match

    Arco e l’Alto Garda sono ricchissimi di vie attrezzate per ogni livello. Nella zona di Cima Capi si trovano la Ferrata Susatti e la Ferrata di Cima Rocca; vicino a Riva del Garda la Ferrata dell’Amicizia a Cima Sat. Per chi cerca più difficoltà, l’esposta Ferrata Marangoni in Mori o la molto impegnativa Ferrata Pisetta a Sarche. Verso nord, la Ferrata alla Cascata del Rio Ruzza e la Artpinistica Ferrata in Preore.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary1:30 h
    • Hardware level difference280 m
    • Route difference300 m
    • Maximum altitude398 m
    • Length4,5 Km
  • Ferrata del Piccolo Cir

    Ferrata del Piccolo Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata del Piccolo Cir

    La Ferrata del Piccolo Cir ` a short and very climbing route that climbs one of the pinnacles of the Cir Group, on the northern side of Passo Gardena (province of Bolzano). Gradely difficult, offers a fun progression on excellent rock and a prim’ panorama; order from the narrow peak of the Piz da Cir V.

    ▲Approach

    Starting from the Passo Gardena (2121 m), which connects Val Badia (Corvara) with Val Gardena (Selva); leave l’ car in the ’ wide square of the pass (open the starting point on Google Maps). On a well beaten path you climb to the mountain station of the Dantercepies cable car (2298 m), which arrives from Selva, in about 10 minutes. Following the signs to the north and the red boils you face a steep stretch on rock; overcome some rocks you reach the attack of the ferrata, about 30 minutes from Passo Gardena.

    ▲The path

    It sticks on easy rocky leaps towards a passage that makes gain exposure; you climb a short metal ladder and some rocky jumps exposed. Attached a edge, a beautiful wall is vertically stretched out, then diagonally to the right and then più vertical up to a transverse plane of medium difficulty; to be faced using the good supports for the feet. You can reach a panoramic terrace, ideal for a stop. Then you pass a più leap; pronounced and you go on a path at a height at a detritic bottom; in the north direction you arrive at the ’ last stretch equipped. After a rocky canal you touch a sella detritica (from here, downhill, è you can keep the right side for an alternative route). L’ last pass è the più challenging of the street: a diagonal wall along a crack, well-dressed but exposed, which with two steps of musk leads to the summit terrace, the narrow peak of the Piz da Cir V (2520 m), reached in about 30 minutes from the ’ attack and 1 hour from Passo Gardena. From the top the panorama embraces the Sella Group and the Odle.

    ▲Character and difficulty

    Classified Editly Difficult (MD), è a short but complete route: complex and comprehensive; technical, environmental and exposure around 3/5, physical commitment più content (2/5). È suitable for those approaching the ferrates only if già accustomed to the ’ exposure, due to the più passage; challenging present both uphill and downhill. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ Very busy in summer, with possible queues; the summit is small and sometimes difficult to stay. Rock very climbing but some steps are exposed: do not underestimate it despite brevity. According to a report of 2026 the descent was modified and partly equipped, remaining high on the wall with a split passage and a short passage on brackets: check the current configuration of attack and descent before leaving.
    ▲Period and safety

    Summer itinerary, to be covered with stable weather and dry rock. As a short and popular route, it is advisable to leave early to avoid crowding. Bring complete equipment, water and something to eat for a stop at the top, and check the weather report before moving.

    ▲Discipline

    Go down backwards to the detritic già saddle; met uphill. From here you can go back on the way up or, recommended solution, go down a canalone equipped which helps for about fifty meters on rocks up to a detritic path. Then a crossroads are reached: on the left, a half-coast track leads to the’ attack of the Ferrata Gran Cir (1h 45′ return, 3h 30′ overall); on the right, the path leads back to the cable car encountered on the way and then to the car (40′ from the top, 2 hours overall).

    ▲To match

    Natural matching is with Ferrata Gran Cir, starting from the same Passo Gardena: together they commit half a day. Coming down towards Corvara there are three beautiful routes of the Sella Group: the Ferrata Tridentina at Pisciadù, la Ferrata al Piz da Lech e la Ferrata del Vallon. Towards Val Gardena you can climb Ferrata Sass Rigaison the north side of the OdleAlta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia. To Canazei, finally, the Ferrata Piazzetta piz Boè.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference390 m
    • Maximum altitude2520 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Gran Cir

    Ferrata Gran Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Gran Cir

    La Ferrata Gran Cir sale la vetta più alta del Gruppo Cir, a nord del Passo Gardena (provincia di Bolzano). È una via attrezzata facile, con esposizione e difficoltà tecniche molto ridotte: per questo viene spesso scelta come prima ferrata o come itinerario panoramico per chi vuole avvicinarsi alle vie attrezzate. Breve e logica, si abbina con naturalezza alla vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir.

    ▲Approach

    Si parte dal Passo Gardena, che collega la Val Badia (Corvara) con la Val Gardena (Selva); si lascia l’auto nell’ampio piazzale del passo (open the starting point on Google Maps). Dal passo si seguono i numerosi cartelli che, in direzione nord, guidano su traccia ben marcata verso il canalone che separa il Grande Cir dal Piccolo Cir. Si procede su facili sentieri fino a raggiungere il canalone detritico, dove sul lato destro iniziano le attrezzature metalliche (circa 45 minuti dal Passo Gardena).

    ▲The path

    La ferrata apre con una rampa inclinata verso destra, un po’ scivolosa ma priva di difficoltà; a tratti si allarga in una cengia poco inclinata. Dopo una breve serie di roccette si prosegue lungo un sentiero, in un tratto facile e privo di attrezzature metalliche, fino a un secondo breve tratto attrezzato. Si superano alcuni facili balzi rocciosi, si riprende un comodo sentiero e si salgono le ultime roccette fino alla croce di vetta del Gran Piz da Cir (2592 m), raggiunta in circa 30 minuti dall’attacco e 1 ora e 15 minuti dal Passo Gardena. Dalla cima il panorama spazia sul vicino Gruppo Sella e sul Sassolungo.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un’escursione attrezzata ideale per chi inizia: difficoltà tecniche minime (1/5), esposizione e impegno fisico contenuti (2/5), dislivello e durata ridotti. Resta comunque un ambiente di montagna e va affrontata con l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Attenzione: buona parte del percorso si svolge su tratti facili ma sprotetti (senza cavo) e in alcuni punti esposti. Con roccia bagnata o unta diventano decisamente più insidiosi, sia in salita sia in discesa. Da non sottovalutare nonostante il grado facile: usare comunque l’imbracatura nei tratti attrezzati e procedere con prudenza.
    ▲Period and safety

    Itinerario tipicamente estivo, da affrontare con meteo stabile e roccia asciutta vista la presenza di tratti scivolosi se bagnati. Trattandosi di una via molto frequentata e adatta anche a famiglie, conviene mantenere ordine sui passaggi e non creare ingorghi. Portare acqua, abbigliamento a strati e verificare il bollettino meteo prima della partenza.

    ▲Discipline

    La discesa avviene lungo il medesimo itinerario di salita, per un tempo complessivo dell’escursione di circa 2 ore. Nei tratti sprotetti ed esposti la discesa richiede la stessa attenzione della salita.

    ▲To match

    La Gran Cir si combina perfettamente con la vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir. Restando in zona si possono salire la panoramica Ferrata Tridentina at Pisciadù e la Ferrata alla Forcella del Sassolungo; aggirando il Gruppo Sella, le più impegnative Ferrata del Vallon e Ferrata Piz from Lech. Verso la Val Gardena si trovano la Ferrata Sass Rigais, l’Alta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:45 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:30 h
    • Hardware level difference212 m
    • Route difference471 m
    • Maximum altitude2592 m
    • Length4 Km
  • Ferrata Tridentina at Pisciadù

    Ferrata Tridentina at Pisciadù

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Tridentina at Pisciadù

    La Ferrata Tridentina at Pisciadù is one of the most popular equipped routes in the Dolomites: climbs the north side of the Sella Group, in the province of Bolzano, and leads to Cima Pisciadù with limited technical difficulties but a difference in altitude anything but trivial. The very short approach, the famous bridge suspended on the Exner Tower and the final at the Cavazza Refuge make it a classic itinerary, accessible by those who already have a minimal experience of ferrate and is in good physical form.

    ▲Approach

    The starting point is located along the road that from Passo Gardena descends towards Colfosco, on the slope of Val Badia: in correspondence of the sixth bend, on the right, a large parking lot at a quarry marks the beginning of the itinerary (open the starting point on Google Maps). From the parking lot look to the south the walls of the Sella Group; they ignore the signs 650 that connect the Passo Gardena with Colfosco and follow the indications that, to the left towards the east, carry on a path in falsepiano until the first metal equipment, reached in about 15 minutes.

    ▲The path

    The first equipped section opens with a well-dressed traverse to the left, followed by a series of brackets that make earn a lean wall. Continue to the left along an exposed but solid traverse, then face a few meters of vertical wall and a wet died equipped up with metal brackets. At the exit you cross the path that descends halfway from Passo Gardena, useful as a way of escape in case of bad weather. From here a path towards the east, with ups and downs and a characteristic passage in a slit, leads to the equipment placed just above the plate that marks the real attack of Tridentina (2070 m, about 40 minutes from the parking lot).

    Now rise diagonally under a’ impressive wall, always well-dressed and never too exposed. After the first metal fixtures the progression becomes più vertical on well-qualified rock, with brackets and fixtures where the wall è più Smooth. A succession of beautiful vertical walls progressively leads to the passages that approach the Rio Pisciadù waterfall; bypasses an edge with an air passage, then you run più rocks; comfortable and a traverse on pioli, exposed but well equipped, up to a escape route. Those who continue to face the più tract; challenging, what goes up the Torre Exner: a small vertical wall, a series of brackets and a dihedron leaned with the right cable and the left brackets (arrampable looking for the claws, little obvious, on the right side). It goes right with an easy traverse, climbs a metal staircase and, after wandering a rocky cord, you reach l’ iconic ponte suspended between the Exner Tower and l’ last stretch: stable but suspended on a a abyss of a few hundred meters. Passed the catwalk, un’ last vertical wall enters the path that leads to the Cavazza Refuge to the Pisciadù (2587 m), where the ferrata ends after about 3 hours in total.

    ▲Character and difficulty

    Classified Editly Difficult (MD), the Tridentine owes its populartà precisely to the difficultà medium-low techniques combined with a short approach. On the overall level of the complex; they weigh mainly l’ physical commitment and l’ exposure (both 3/5), while the technical component remains più contained (2/5). L’ hardware equipment è mandatory: harness, homologated hardware kit and helmet.

    ⚠ In July and August the risk of queues and traffic jams on the equipped passages is concrete. It's better to leave very soon. The difference in altitude (400 m of ferrata, 626 m of total) should not be underestimated, as well as the altitude over 2500 m. In case of incoming storms you can fold on the escape routes that intercept the path from Passo Gardena.
    ▲Period and safety

    The route is summery and must be faced with stable weather, starting in the early hours of the morning to avoid the afternoon thunderstorms and crowding. Always check the bulletin and the conditions of the path, in particular in the downhill stretches that may be affected by landslides or snow residues at the beginning of the season. A small hint of history: Ferrata Tridentina was born on July 10, 1960 on the intuition of the mountain guide Germano Kostner who, with the help of the Alpini della Tridentina (to which it is dedicated), equipped the Exner Tower to give direct access to the Pisciadù Refuge; the second section, with the daring suspended bridge, was added seven years later. Every 31 July, the Alpine Guides of Val Badia illuminate in the evening the route, visible from the centre of Corvara.

    ▲Discipline

    After a stop at Lake Pisciadù, the return follows l’ High Via 2 along the path CAI 66 in Val de Setus. The descent è steep and takes place in a detritic valley with some equipped sections, where you need attention. You go down to a crossroads (left you would go up to Passo Gardena) and continue downwards following the path to the starting parking, in about 1 hour and 15 minutes from the end of the ferrata (4 hours and 30 minutes overall).

    ▲To match

    The Sella Group offers many other equipped routes around. Going down towards Val Badia you can walk Ferrata del Vallon e la Ferrata Piz from Lech; towards Val di Fassa, at Passo Sella, la Ferrata delle Mesules and, at the Pordoi Pass, the Ferrata Piazzetta. Staying at Passo Gardena are the two Ferrates of the Cir Group, the Ferrata at Piccolo Cir e la Ferrata Gran Cir, both medium-easy.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration2:45 h
    • Total itinerary4:30 h
    • Hardware level difference400 m
    • Route difference626 m
    • Maximum altitude2586 m
    • Length7,5 Km
    • Year opening1960
  • Friendship Ferrata in Cima Sat

    Ferrata dell'Amicizia a Cima Sat

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata dell'Amicizia a Cima Sat

    La Friendship Ferrata in Cima Sat è un itinerario lungo e faticoso che risale dalle sponde del Lago di Garda, sopra Riva del Garda (provincia di Trento), fino all’evidente vetta di Cima Sat. Di grado moderatamente difficile, è celebre per la serie di lunghe scale metalliche che superano i tratti più verticali e strapiombanti delle pareti della Rocchetta. Via molto aerea ed esposta, con dislivello importante: richiede buona preparazione fisica.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Riva del Garda. Ci si porta sulla strada gardesana occidentale che da Riva conduce a Limone: nei pressi del parcheggio a pagamento Monte Oro un cartello CAI indica il sentiero in salita; si cerca posto in zona e ci si dirige a piedi verso la palina CAI (open the starting point on Google Maps). La palina indica il sentiero CAI 404 in salita; dopo alcuni tornanti si incrocia un altro sentiero e si tiene la sinistra verso una piccola fortezza veneziana. Poco prima della fortezza, sulla destra, riparte il CAI 404 che porta a una forestale, da imboccare verso sinistra; si prosegue fino a un bivio dove a destra si sale a Capanna Santa Barbara (560 m). Da qui, verso sud, si segue il sentiero fino a una deviazione sulla sinistra per il CAI 404B, che conduce in breve all’attacco della ferrata (1 ora e 15 minuti dal parcheggio).

    ▲The path

    Sotto la targa d’inizio, l’attrezzatura metallica conduce in diagonale verso sinistra e poi su facile parete gradonata fino a un sentierino sassoso da cui è già visibile Cima Sat. Si superano alcuni balzi rocciosi e una parete appoggiata verso sinistra; le attrezzature si interrompono più volte alternandosi a tratti di sentiero e a roccette ben gradonate. Dopo un terrazzino la salita prosegue a zig-zag, con brevi cenge e passaggi verticali assistiti da staffe, fino a uno dei tratti più caratteristici: una lunga scala metallica di oltre 40 metri che supera una parete leggermente strapiombante; in cima si percorrono due metri in orizzontale su una barra metallica e si sale una seconda scala. Si raggiunge un pianoro sassoso panoramico, davanti al quale si vedono i tratti successivi con altre lunghe scale.

    Dopo un breve tratto di gradoni si arriva a una placchetta verticale che sale a sinistra con alcune staffe; sul lato sinistro inizia la terza scala, che risale un diedro. Si traversa a destra e si riprende la salita verticale su roccia ben appigliata; un facile traverso a destra precede un balzo di 3 metri con staffe. Si giunge quindi alla quarta lunga scala (70 metri), che risale una liscia parete: non difficile ma decisamente esposta. Da un terrazzino panoramico si prende a sinistra una stretta cengia fino a un facile camino, agile nella prima parte e più impegnativo in alto, dove si procede in diagonale verso sinistra con l’aiuto di alcune staffe. Si aggira un masso su una cengia, si affronta un breve tratto di discesa esposta ma non difficile e, dopo un’altra cengia attrezzata, un paio di scale e un ultimo balzo roccioso, si raggiunge la caratteristica bandiera di vetta di Cima Sat (1260 m), in 1 ora e 45 minuti dall’attacco (circa 3 ore complessive).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): tecnicamente non presenta tratti duri (l’unico passaggio di media difficoltà è l’ultimo camino prima della vetta), ma l’esposizione è elevata (4/5) e l’impegno fisico notevole (3/5) per il forte dislivello e il lungo rientro. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Itinerario lungo e molto aereo: la successione di scale, alcune oltre i 40-70 metri, è spettacolare ma richiede testa salda e assenza di vertigini. È stato segnalato che le scale possono risultare abbastanza mobili e dare un’impressione di scarsa stabilità, pur senza essere pericolose: procedere con attenzione. Il dislivello (610 m di ferrata, 1150 m complessivi) e i tempi lunghi impongono buona preparazione fisica e partenza presto. In piena estate il caldo può diventare torrido: meglio le mezze stagioni.
    ▲Period and safety

    Grazie alla quota bassa è percorribile in quasi tutte le stagioni, ma se ne sconsiglia la frequentazione nelle giornate più calde d’estate. Un cenno di storia: la via fu costruita su iniziativa del Gruppo Rocciatori di Riva del Garda (G.R.A.M.) e inaugurata nel 1972 per il centenario della fondazione della SAT (Società Alpinisti Tridentini); è una delle ferrate più frequentate dell’arco alpino. Portare acqua in abbondanza e verificare il meteo prima di partire.

    ▲Discipline

    Dalla vetta si scende verso ovest fino a un breve tratto attrezzato e a una piazzola di atterraggio per elicotteri; si prosegue fino a un bivio con due opzioni. A destra (nord) si scende lungo il CAI 418 che, con molti tornanti, porta a una forestale (CAI 402); si tiene la destra in discesa fino a ritrovare, poco sopra Riva del Garda, il sentiero dell’andata e quindi il parcheggio (circa 2 ore dalla cima, 5 ore complessive). A sinistra (sud) si sale a un bivio dove si tiene la sinistra sul CAI 404, ignorando la deviazione per la Bocchetta dei Concoli e, più avanti, il CAI 404A verso Cima Capi; si prosegue a mezzacosta, anche con una lunga scala, fino alla Chiesa di Santa Barbara e quindi al bivio dell’andata, da cui si rientra a ritroso (circa 3 ore dalla vetta, 6 ore complessive).

    ▲To match

    Vista la lunghezza, difficilmente si aggiungerà un secondo itinerario nella stessa giornata, ma l’Alto Garda è ricco di alternative. Nella zona di Cima Capi ci sono la Ferrata Susatti e la Ferrata di Cima Rocca. Salendo verso Trento, i facili Colods e Sentiero delle Cavre, o la Ferrata Rio Sallagoni a Castel Drena. Per i più preparati, la difficile Ferrata Pisetta in Val di Sarche.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:15 h
    • Duration1:45 h
    • Total itinerary5:00 h
    • Hardware level difference610 m
    • Route difference1150 m
    • Maximum altitude1246 m
    • Length9,5 Km
    • Year opening1972
  • Ferrata Alfredo Benini

    Ferrata Alfredo Benini

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Alfredo Benini

    La Ferrata Alfredo Benini è il tratto più settentrionale e recente della celebre Via delle Bocchette, nel cuore delle Dolomiti di Brenta (provincia di Trento). Collega il Passo Grostè alla Bocca di Tucket, naturale prosecuzione verso nord della Ferrata delle Bocchette Alte. Di grado moderatamente difficile, è un itinerario lungo fatto di sali-scendi ed esposte cenge con panorami mozzafiato; le difficoltà tecniche sono medie e la via si può percorrere in entrambe le direzioni.

    ▲Approach

    La via si svolge tra il Passo Grostè e la Bocca di Tucket; questa relazione la descrive dal Grostè verso Tucket, con discesa al Rifugio Tucket e rientro al Grostè. Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia che collega Campo Carlo Magno con il Passo Grostè: da Madonna di Campiglio si prosegue verso Folgarida fino all’ampio parcheggio delle funivie sulla sinistra (open the starting point on Google Maps). Dalla stazione a monte (presso il Rifugio Stoppani) si sale in moderata pendenza verso nord-est al Passo Grostè seguendo i segnavia CAI 305; si svolta a sud verso Cima Grostè e, a un bivio (CAI 311 che a est scende al Rifugio Graffer, 30′ dalla funivia), si prosegue in salita ignorando la normale a Cima Grostè. Si aggira la parete est di Cima Grostè verso una bocchetta e, dopo un ultimo tratto ripido con bolli rossi, si raggiunge il cartello d’inizio della Ferrata Benini (1 ora dalla funivia). Senza funivia si può salire dal sentiero 301 (2 ore, 600 m di dislivello da Campo Carlo Magno).

    ▲The path

    Si comincia aggirando la parete di Cima Grostè con un primo tratto attrezzato che supera uno spigolo esposto, poi una cengia senza difficoltà verso la Bocca dei Camosci, dove un tratto attrezzato scende più ripido. Inizia una lunga cengia ascendente, dapprima stretta e poi via via più ampia (la fune resta come corrimano), in direzione di Cima Falkner; a tratti la cengia si assottiglia accentuando l’esposizione, ma senza aumenti sostanziali di difficoltà, salvo sporadiche sporgenze rocciose dove conviene abbassarsi. Si supera la deviazione per la via normale a Cima Falkner (40′ andata e ritorno, passaggi di I grado) e si segue la cengia che volge a sud verso il Campanile di Vallesinella e il ghiacciaio di Cima Brenta. Qui inizia un tratto di disarrampicata attrezzata, il più tecnico ed esposto della via (1h 30′ dall’attacco, 2h 30′ complessive).

    Persi un centinaio di metri, si prosegue su una cengia che costeggia la base del Campanile di Vallesinella, con larghezza ed esposizione variabili. Aggirato uno spigolo si attraversa un canalone, si risalgono alcuni facili infissi metallici e, lungo una cengia con il lago di Molveno di fronte, si raggiunge la Bocca Alta di Vallesinella (2897 m), dove si passa dal versante orientale a quello occidentale sotto Cima Sella. Si scende quindi su un tratto di nevaio poco pendente, con magnifica vista sul ghiacciaio di Cima Brenta, seguendo gli ometti (attenzione in caso di nebbia) fino al bivio per il Sentiero Dallagiacoma (2h 15′ dall’attacco), variante più rapida per il Rifugio Tucket (1 ora). Ignorando la deviazione si affronta l’ultimo tratto, il più impegnativo: si aggira la parete occidentale di Cima Sella e, vedendo dall’alto la Bocca di Tucket, si scende per tratti attrezzati fino a un intaglio nella roccia. Segue un passaggio adrenalinico con 5 scale metalliche in discesa e alcune cenge di collegamento, fino a un ultimo breve traverso in salita che porta alla Bocca di Tucket (2647 m), dove la ferrata termina (3 ore dall’attacco, 4 ore dalla funivia).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): si sviluppa prevalentemente su cenge, con difficoltà tecniche medie (2/5) ed esposizione contenuta (2/5) ma complessità ambientale e impegno fisico più alti (3/5) per la lunghezza e l’ambiente d’alta quota. I due tratti più verticali sono quelli del Campanile di Vallesinella (disarrampicata) e della discesa alla Bocca di Tucket. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Itinerario lungo (oltre 6 ore complessive): da affrontare con meteo stabile, partendo presto e portando molta acqua. La nebbia è frequente in questo settore del Brenta e rende insidioso l’orientamento nel tratto che aggira Cima Sella, segnato soprattutto da ometti di pietra. La discesa dalla Bocca di Tucket si svolge su vedretta/nevaio che, a seconda dell’innevamento e del ghiaccio, può essere insidiosa: si consigliano ramponi e piccozza, e attenzione ai crepacci nel tratto inferiore (uscire dal nevaio in corrispondenza dei due ometti sulla destra).
    ▲Period and safety

    Via estiva d’alta quota, da percorrere a stagione inoltrata con condizioni stabili e nevai ridotti. Verificare l’apertura della funivia del Grostè per avvicinamento e rientro. Dato lo sviluppo e la possibilità di concatenarla con le altre Bocchette, valutare con attenzione tempi, scorta d’acqua e meteo.

    ▲Discipline

    Dalla Bocca di Tucket si scende lungo la vedretta in direzione del Rifugio Tucket (2272 m, 45′ dalla bocca), con la cautela descritta per il nevaio. Sul sentiero si incontrano, a sinistra, il bivio per il Sentiero Attrezzato Sosat e poco dopo l’innesto del Sentiero Dallagiacoma; tenendo il lato destro del vallone si raggiunge il rifugio. Per tornare alla stazione a monte della funivia del Grostè si segue il sentiero CAI 316 verso nord, senza particolari difficoltà (1h 30′ dal Rifugio Tucket, 2h 15′ dal termine della ferrata, 6h 15′ complessive).

    ▲To match

    La Benini è l’ultimo tratto della Via delle Bocchette e si concatena con la Ferrata delle Bocchette Alte, la Ferrata delle Bocchette Centrali, la Ferrata Brentari e il Sentiero dell’Ideale: percorrere l’intera traversata in più giorni, dormendo nei rifugi in quota, è una delle alte vie più belle dell’arco alpino. Restando attorno al Grostè: il Sentiero Vidi, il Sentiero delle Palete e la Ferrata della Val Gelada. Tra le altre vie del Brenta, la Ferrata Castiglioni.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:00 h
    • Duration3:00 h
    • Total itinerary6:15 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference530 m
    • Maximum altitude2910 m
    • Length11 Km
  • Alta Via Günther Messner

    Alta Via Günther Messner

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Alta Via Günther Messner

    L’Alta Via Günther Messner è un meraviglioso itinerario d’alta quota lungo la cresta occidentale delle Odle di Eores, in Val di Funes (provincia di Bolzano). Tocca il Monte Tullen e il Monte Rovina in un lungo anello panoramico che, pur senza difficoltà tecniche rilevanti, richiede ottima resistenza fisica per il continuo sali-scendi e attenzione nei numerosi tratti esposti e in alcuni passaggi non protetti.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è lungo la strada che da Chiusa (uscita A22 del Brennero) sale in Val di Funes verso il Passo delle Erbe: superato San Pietro, presso un tornante dove a sinistra scende la SP29 per Bressanone, poco prima del bivio e appena passato un ponte, sulla destra si trova uno spiazzo dove parcheggiare (località Croce dei Russi; open the starting point on Google Maps; in estate arrivare presto, i posti sono pochi). Dal parcheggio si torna a ritroso sull’asfalto verso San Pietro per circa 100 metri fino alle indicazioni d’inizio dell’Alta Via e si sale nel bosco. Dopo un tratto a mezzacosta esposto su scarpata detritica con semplici passaggi attrezzati e due fonti d’acqua, si aggira il Col Magrei fino al bivio con il sentiero 32A (da Santa Maddalena); tenendo la sinistra in salita si raggiunge la Sella di Col Magrei (2160 m, 1 ora dall’inizio), con vista sul Gruppo delle Odle, il Sass Rigais e la Furchetta. Si prosegue oltre il bivio con il CAI 25 (dal Rifugio Zannes) restando sull’Alta Via, a mezzacosta sul versante sud del Col Magrei e poi in un vallone isolato, fino a una sella (2527 m, 2h 15′ totali). Da qui è consigliata la salita al Monte Tullen (2653 m), con un breve tratto attrezzato e un sentiero di cresta a tratti esposto su detrito instabile (15′ dal bivio, 2h 30′ totali); si rientra poi alla sella a ritroso (2h 45′ totali).

    ▲The path

    Lasciato il Tullen alle spalle si procede a mezzacosta verso la cresta, dove iniziano i tratti attrezzati: il primo è un ripido canalino attrezzato che deposita in cresta. Si percorre la cresta per alcuni minuti fino al Monte Rovina (2646 m, 30′ dalla Sella del Tullen), che si aggira a nord sul versante sinistro con un secondo tratto attrezzato; dalla piccola croce sommitale si gode la vista sul Sass de Putia. Si scende quindi dalla cresta iniziando un sali-scendi a mezzacosta sul versante sud, in alcuni punti esposto, con un passaggio più ostico: un canalino di I grado non protetto, non difficile ma da affrontare con attenzione per l’esposizione e il fondo sabbioso poco saldo. Si prosegue perdendo quota, si supera una passerella in legno e si arriva a una scala metallica di circa 15 metri davanti a una parete rocciosa (2500 m, 1h 30′ dal Monte Rovina, 4h 45′ totali). Risalita la scala e superato un altro breve tratto attrezzato, si passa sul versante nord costeggiando le pareti fino a un crocevia: a destra si scende al Rifugio Genova, mentre si tiene la sinistra sul largo sentiero 4 fino alla Forcella de Putia (2357 m, 5 ore totali).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): le difficoltà tecniche sono contenute (2/5) ed esposizione media (2/5), ma complessità ambientale e impegno fisico sono più alti (3/5) per la lunghezza e l’isolamento. Le sezioni attrezzate sono semplici; i punti che richiedono più attenzione sono un paio di passaggi non attrezzati (l’ultimo tratto prima del Tullen e il canalino di I grado), oltre ai sentieri esposti in cresta. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco: il kit va usato anche se molti lo affrontano senza.

    ⚠ Itinerario lungo (circa 16 km, 7 ore) e poco frequentato, con poche vie di fuga (Malga Zannes e Rifugio Genova, da cui però si rientra con i mezzi pubblici) e nessun ristoro lungo la cresta: portare acqua in abbondanza. Affrontarlo solo con meteo stabile: dopo le piogge i tratti detritici e i canaloni non attrezzati possono franare e diventare insidiosi. Le corde fisse sono a tratti un po’ molli. Richiede passo fermo e concentrazione costante.
    ▲Period and safety

    Via estiva d’alta quota, ideale a stagione inoltrata con tempo stabile e buona visibilità. Un cenno di storia: l’itinerario è dedicato a Günther Messner, fratello di Reinhold, morto nel 1970 durante la drammatica discesa dal Nanga Parbat. Pianificare con attenzione tempi e scorta d’acqua.

    ▲Discipline

    Dalla Forcella de Putia — da cui è possibile salire al Sass de Putia con l’omonimo sentiero attrezzato (1h 30′ andata) — inizia il sentiero di rientro che corre parallelo a mezzacosta, sul versante settentrionale della cresta delle Odle di Eores. Si segue l’ampio sentiero ignorando in rapida successione i sentieri 8A, 1 e 4 che conducono al Passo delle Erbe, fino a tornare in falsopiano al parcheggio (2 ore dalla Forcella de Putia, 7 ore complessive).

    ▲To match

    Per un itinerario di più giorni si può salire al Sass de Putia con il sentiero attrezzato raggiungibile dal Rifugio Genova. Scendendo in Val Badia si trovano la Ferrata Sas dla Crusc e il Sass delle Dieci e, verso Corvara, la Ferrata della Pace e il Sentiero Tru Dolomieu.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach2:45 h
    • Duration2:15 h
    • Total itinerary7:00 h
    • Hardware level difference70 m
    • Route difference824 m
    • Maximum altitude2653 m
    • Length16 Km
  • Alta via Bepi Zac

    Alta via Bepi Zac

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Alta via Bepi Zac

    L’Alta Via Bepi Zac percorre per intero la Cresta di Costabella, nel gruppo dei Monzoni sopra il Passo San Pellegrino: un lungo itinerario di guerra tra trincee, gallerie, camminamenti e passerelle della Grande Guerra, con tratti attrezzati e splendide vedute su Marmolada, Sella e Catinaccio. Più che una ferrata classica è una traversata d’alta quota, lunga e d’impegno, da affrontare con bel tempo.

    ▲Approach

    Dal Passo San Pellegrino (1907 m) si può salire con la funivia verso il Passo delle Selle oppure a piedi sul CAI 604 fino al Rifugio al Passo delle Selle (2528 m), dove inizia il percorso. Road signs →

    ▲The path

    Dal Passo delle Selle si segue il CAI 637 lungo la cresta, tra resti bellici e gallerie, con i primi tratti attrezzati su terreno a tratti franoso. Si toccano il Piccolo e il Grande Lastel, poi un susseguirsi di saliscendi tra camminamenti, passerelle e intagli porta alla Cima Campagnaccia e, più avanti, a Cima Costabella (2762 m). La seconda metà, più impegnativa, alterna cenge con passerelle in legno, traversi e placche attrezzate, diedri e fessure, fino al tratto di cresta esposto e non protetto che precede la Forcella dell’Uomo (2840 m), da cui parte la salita alpinistica facoltativa alla Cima Uomo (3010 m).

    ⚠ Itinerario quasi interamente in cresta: da evitare con tempo instabile. Numerosi tratti su terreno friabile e instabile non sono attrezzati, e alcuni passaggi di cresta sono esposti e non assicurati; porta una torcia per le gallerie. La salita alla Cima Uomo è di carattere alpinistico, su sentiero esposto e franabile, sconsigliata ai meno esperti. La discesa da Forcella Laghet è su massi instabili.
    ▲Discipline

    A metà percorso, alla Forcella Ciadin, è possibile rientrare. Completando l’alta via, dalla Forcella dell’Uomo si scende ripidamente fino alla Forcella Laghet e poi verso il Rifugio Fuciade e il Passo San Pellegrino.

    ▲To match

    Sulla stessa cresta e nei dintorni si trovano l’Alta Via Bruno Federspiel, la Ferrata Kaiserjager al Col Ombert e la Ferrata Santner al Catinaccio.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • ProvinceTrento
    • GroupCresta di Costabella (Monzoni)
    • Approach0:45 h
    • Ferrata4:00 h
    • Total itinerary6:30 h
    • Hardware level difference~312 m
    • Route difference467 m
    • Max Altitude2840 m
    • Length12 km
    • Opening1981
  • Ferrata alla Croda Rossa di Sesto

    Ferrata alla Croda Rossa di Sesto

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata alla Croda Rossa di Sesto
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La ferrata dei Costoni della Croda Rossa di Sesto risale una delle cime simbolo delle Dolomiti di Sesto, in un ambiente d’alta quota carico di storia della Grande Guerra. È una via di media difficoltà ma lunga e d’impegno, agevolata in partenza dalla seggiovia dei Prati di Croda Rossa, con scale metalliche e tratti attrezzati fino ai 2939 m della vetta.

    ▲Approach

    Dalla stazione a monte della seggiovia (~1924 m, presso il Rifugio Prati di Croda Rossa) si segue il sentiero 15 e poi il 15B verso la Croda Rossa, in circa 30 minuti, fino a un balzo verticale. Road signs →

    ▲The path

    Il balzo si supera con una serie di scale metalliche (la prima è la più lunga); si prosegue su ghiaioni e roccette attrezzate fino a una forcella, passando accanto ai resti di baracche della Prima Guerra Mondiale. Dopo un tratto in leggera discesa e altri resti bellici, un tratto verticale a camino e alcune roccette finali conducono alla croce di vetta (circa 2936 m, circa 2h15 dall’attacco).

    ⚠ Itinerario lungo da non sottovalutare; l’esposizione prevalente a nord lascia neve anche a stagione inoltrata in alcuni punti. Da non confondere con la “Ferrata alla Croda Rossa” (sentiero 100). La variante di discesa per la Ferrata del Castelliere verso il Passo della Sentinella è più impegnativa. Verifica gli orari della seggiovia: in genere chiude verso le 17:30.
    ▲Discipline

    La discesa avviene per il medesimo itinerario (circa 2h45 dalla vetta), in alternativa — per esperti — lungo la più impegnativa Ferrata del Castelliere verso il Passo della Sentinella.

    ▲To match

    Nelle Dolomiti di Sesto si trovano la Ferrata Zandonella, la Strada degli Alpini e la Ferrata Roghel.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • ProvinceBolzano
    • GroupSesto Dolomites
    • Approach0:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Total itinerary5:45 h
    • Hardware level difference~400 m
    • Route difference1090 m
    • Max Altitude2939 m
    • Length7,3 km
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