Stato: Aperta

  • Ferrata Lampskopf

    Ferrata Lampskopf

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Lampskopf

    In alta Val di Fleres, vicino al confine con l'Austria, la Ferrata Lampskopf si sviluppa alle pendici dell'omonimo monte. È una via facile, nel complesso adatta ai neofiti, ma inserita in un'escursione piuttosto lunga e isolata: conviene percorrerla con tempo stabile.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Fleres di Dentro (Bolzano). Dall'Autostrada del Brennero si esce a Vipiteno e si sale a Colle Isarco, da cui si procede verso occidente attraversando Valmignia fino a Fleres di Dentro; in paese si oltrepassa un lungo parcheggio sul bordo sinistro e, al bivio successivo, si tiene la sinistra del parcheggio ERL, proseguendo pochi minuti su asfalto fino a un ampio parcheggio sulla destra (starting point on Google Maps). Si prosegue sulla strada, ora sterrata; dopo pochi minuti, al primo bivio, si oltrepassa il torrente tenendo la destra con le prime indicazioni per la Via Ferrata al Tribulaun, su ampio sentiero tra bosco e prati. A un bivio circa 1 km dall'auto si tiene la destra; il sentiero entra nel bosco con segni rossi e, aumentando la pendenza senza difficoltà, in circa un'ora porta all'inizio delle attrezzature (1h dal parcheggio).

    ▲The path

    La prima sezione è un susseguirsi di brevi e facili balzi rocciosi, intervallati da tratti di collegamento a volte attrezzati a volte no, in un bell'ambiente alpino; è piacevole e arrampicabile senza forzare il cavo. Dopo una ventina di minuti, con una leggera discesa, si raggiunge un lungo traverso attrezzato, facile, che in molti punti assomiglia a una cengia erbosa, salvo qualche passaggio dove serve attenzione (uno in discesa) con il fondo umido; per una quindicina di minuti questa cengia corre sotto le nerastre pareti, con bel panorama sulla Valle di Fleres, finché il cavo inizia a salire. Si sale per pochi metri, si traversa a destra, poi di nuovo in verticale e, dopo una breve rampa, si torna sulla cengia, ormai rocciosa; tra modesti saliscendi si raggiunge una scala metallica di una quindicina di metri, senza difficoltà. Aggirato uno spigolo e salita una placca appoggiata, alcune facili roccette portano al termine delle attrezzature. Si esce dal bosco sui prati, con il Tribulaun davanti, e si affronta l'ultima sezione: un facile traverso, una placca, uno spigolo aggirato e alcune roccette fino a un punto da cui si scende verso una sella, dove si incrociano il sentiero 7 da S. Antonio e il 32/A della Via Alta di Fleres. Si prosegue a sinistra sul ghiaione fino all'incrocio con il sentiero 8 (il rientro) e quindi in salita al Rifugio Calciati (2368 m, 2h 30' dall'inizio della ferrata, circa 3h 30' totali).

    ▲Character and difficulty

    La via è nel complesso facile: nessun passaggio merita di essere definito tecnicamente difficile. È però lunga e l'ambiente, bellissimo, è isolato e poco frequentato.

    ⚠ Il tratto a cui prestare più attenzione è dalla sella al Rifugio: si attraversa un nevaio spesso presente anche in stagione inoltrata. Nel 2019 l'itinerario è stato interessato dalla caduta di alberi e per questo chiuso: si consiglia di verificare con il Rifugio Calciati l'eventuale chiusura nelle stagioni successive.

    ▲Discipline

    Per il rientro si torna sui propri passi fino all'ultimo bivio (2286 m); pur essendoci altre opzioni, si consiglia il sentiero 8: al bivio si tiene la destra tagliando in diagonale la vallata, sotto la teleferica, e si scende costantemente fino al bivio con il sentiero 6; si tiene la destra, tagliando il bosco senza eccessiva pendenza, fino al bivio dell'andata e quindi all'auto (circa 2h dal Rifugio, circa 5h 30' totali).

    ▲To match

    In valle non ci sono altre vie attrezzate: scendendo a sud si trova la Ferrata delle Cascate di Stuller in Val Passiria, poi le vie della Val Venosta — la Ferrata Hoachwool e la Ferrata Knott a Naturno, la Heini Holzer a Merano e le ferrate dell'Ortles. Nel 2024 è stata inaugurata vicino a Vipiteno la Ferrata Bergkristall.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyEasy
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupAlpi Breonie
    • Approach1:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerary (a/r)5:45 h
    • Hardware level difference750 m
    • Route difference1250 m
    • Max2365 m
    • Length11,5 Km
  • Ferrata La Miccia

    Ferrata La Miccia

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata La Miccia
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Inaugurata a Baveno nella tarda primavera del 2020, la Ferrata La Miccia sale parallela alla vicina Picasass e si ricongiunge a essa nella parte finale, verso il Monte Camoscio. Si sviluppa su ottimo granito compatto, con uso moderato di cambre e infissi salvo due placche strapiombanti, e alterna tratti facili a sezioni di crescente difficoltà tecnica e fisica.

    ▲Approach

    La partenza è a Baveno, sul versante piemontese del Lago Maggiore: in paese si seguono le indicazioni per il Campeggio La Tranquilla; dietro il campeggio si trova via alle Cave, dove inizia l'escursione, cercando parcheggio in via alle Cave o via Sesena (starting point on Google Maps). L'avvicinamento coincide con quello della Ferrata Picasass: da via alle Cave si imbocca una stradina asfaltata in salita, con segni bianco-rossi e cartelli per entrambe le vie; si risale, poi su sterrata, si attraversa l'autostrada e si prosegue fino a un bivio dove si tiene la destra (cartello Picasass e La Miccia). Si sale senza forte pendenza fino all'attacco della Picasass (45' dal parcheggio) e, tenendo la destra, in 5 minuti si raggiunge l'attacco della Miccia (50' dal parcheggio).

    ▲The path

    Dopo i primi metri appoggiati, la via mostra subito il suo carattere: si sale una parete che alterna tratti verticali a brevi traversi verso sinistra fino a un terrazzino, dosando le energie, con tratti di placca in aderenza che possono mettere a disagio chi non è abituato. Dal terrazzino conviene studiare i passaggi: si sale una parete verticale e alcuni balzi di moderata difficoltà fino alla prima parete strapiombante, con abbondanti staffe — a prima vista sembra facile ma risulta dispendiosa, soprattutto nei cambi di moschettone. In esposizione crescente si affrontano nuovi tratti impegnativi su placca e traverso fino a un'altra serie di passi strapiombanti con staffe, da percorrere rapidamente per non sollecitare troppo le braccia; questa sezione è molto esposta ed emozionante e, una volta terminata, segna di fatto la fine delle difficoltà. Si segue il cavo ora appoggiato, con begli scorci sul Lago Maggiore, fino al punto d'incontro con la Ferrata Picasass, poco prima di un ponte sospeso a tre cavi, ben teso e stabile; lo si attraversa e, con alcuni facili passaggi, si raggiunge il termine delle attrezzature (1h 30' dall'attacco, circa 2h 45' dal parcheggio), proseguendo su traccia fino alla vetta del Monte Camoscio (890 m).

    ▲Character and difficulty

    La via è concepita come variante impegnativa e atletica alla vicina Picasass.

    ⚠ Si incontrano un paio di punti strapiombanti dove servono braccia e spunto atletico, e almeno tre passaggi tecnici dove la roccia è levigata e priva di staffe o cambre: occorre cercare i pochi appoggi disponibili e procedere in aderenza. Utile una longe. Sconsigliata nei mesi estivi per la bassa quota.

    ▲Discipline

    Dal termine si segue il sentiero ben segnato M3 fino al bivio lasciato nell'avvicinamento, poi a ritroso per il sentiero d'andata fino all'auto (45' dal termine, circa 3h 30' totali).

    ▲To match

    Pur non percorribile ad anello, in mezza giornata si può abbinare alla Ferrata del Picasass. Verso nord, in territorio italiano, si trova la lunga escursione al Sonningpass con la Ferrata del Lago presso il Pizzo d'Andolla; a ovest le ferrate Falconera e del Partusac nel Vercellese; verso Varese la Ferrata Bellotti near Mesenzana.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionPiedmont
    • GroupAlps Lepontine
    • Approach0:50 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerary (a/r)3:30 h
    • Hardware level difference300 m
    • Route difference600 m
    • Max890 m
    • Length5 Km
  • Ferrata del Lago al Pizzo d’Andolla

    Ferrata del Lago al Pizzo d'Andolla

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata del Lago al Pizzo d'Andolla

    La Ferrata del Lago è una via d'alta montagna costruita presso il Pizzo d'Andolla, che risale il Sonningpass, sul confine tra versante italiano e svizzero. L'itinerario è lungo e severo: la ferrata vera e propria è di media difficoltà, ma l'avvicinamento e l'ambiente d'alta montagna lo riservano a escursionisti esperti. Si può valutare di spezzarlo in due giorni pernottando al Rifugio Andolla o al Bivacco Varese.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Alpe Cheggio, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola: dalla statale del Sempione si svolta a Valdossola percorrendo tutta la Valle Antrona fino ad Alpe Cheggio, dove si parcheggia presso la diga dei Cavalli, in un ampio spiazzo a bordo diga (starting point on Google Maps). Dalla diga si risale il sentiero sulla sinistra orografica del lago verso il Rifugio Andolla, tra saliscendi, fino a un ponticello; si prosegue fino all'Alpeggio Scanach (ignorando il sentiero che prosegue a destra) e, tra gli alpeggi, a un bivio dove si tiene la destra con cartello per il rifugio, raggiunto in 2h dal parcheggio. Dietro il rifugio un sentiero sale ripido sui prati verso il Bivacco Varese: ignorata la prima deviazione a destra per il Pizzo Andolla, si prosegue a mezzacosta verso sinistra e poi a destra (indicazioni su un masso) fino al bivacco (2h dal rifugio, 4h totali). Dal bivacco un sentiero attrezzato scende a un bivio, da cui si sale seguendo i segni bianco-rossi lungo una pietraia fino a un nevaio, di solito presente anche in stagione inoltrata, che si aggira a sinistra fino alla parete d'attacco (30' dal bivacco, 4h 30' totali).

    ▲The path

    La ferrata attacca in una zona che può restare innevata fino a tarda stagione, dove si nota una targa bianca con scritta rossa e blu. Risale prevalentemente in diagonale rocce coricate, con infissi in diversi punti; la roccia è buona e offre una buona quantità di appigli naturali. Dopo una ventina di minuti su rocce inclinate, placchette, canalini e un paio di pareti verticali, si raggiungono due lunghe scale, la prima più appoggiata, la seconda più verticale; si prosegue su alcune pareti mai troppo impegnative fino al termine della via, con libro firme e targhetta (1h dall'attacco, 5h 30' totali). La vista dal Sonningpass è eccezionale: dal Monte Rosa al Cervino fino ai Quattromila del versante elvetico, con il bivacco lasciato un paio d'ore prima visibile in lontananza. Da qui si potrebbe proseguire su itinerari alpinistici verso il Mittelruck (I e II grado, sul lato destro tenendosi sul versante svizzero) o il Pizzo di Bottarello (III grado, sul lato sinistro).

    ▲Character and difficulty

    Va considerato come una lunga escursione il cui ultimo tratto è una ferrata di difficoltà media, in un ambiente d'alta montagna severo e poco battuto.

    ⚠ La situazione della neve varia da stagione a stagione: possono essere consigliati i ramponi. Trattandosi di alta montagna, la zona è soggetta a cambiamenti repentini del meteo, a cui prestare particolare attenzione. Itinerario da riservare a escursionisti esperti.

    ▲Discipline

    Si percorre a ritroso l'itinerario dell'andata, ferrata compresa (4h 30' dal termine della ferrata al parcheggio, 10h 30' totali).

    ▲To match

    Nel 2022 è stato inaugurato nel Parco della Val Grande un lungo e impegnativo itinerario con tratti attrezzati, la Ferrata Selvaggio Verde. Scendendo verso sud, sono molte le vie ferrate vicino al Lago Maggiore e nel Verbano: tra queste la difficile Ferrata La Miccia a Baveno.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyHard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlps Lepontine
    • Approach4:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)10:30 h
    • Hardware level difference250 m
    • Route difference1650 m
    • Max3151 m
    • Length19,8 Km
  • Ferrata Larix

    Ferrata Larix

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Larix
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Installata nel 2022 presso la funivia del Roter Kofel, in Val Senales, la Ferrata Larix è di stampo moderno: non sale a una vetta, ma affronta salti di roccia lungo un torrente con belle cascate. Le difficoltà sono generalmente modeste, con una variante difficile evitabile, e sono presenti numerosi ponti sospesi che attraversano il torrente; avvicinamento e rientro brevi la rendono fattibile in mezza giornata.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Maso Corto, in alta Val Senales (Bolzano), con ampio parcheggio a bordo strada (starting point on Google Maps). Dal parcheggio ci si incammina verso gli impianti seguendo i cartelli per la via ferrata e per il Sentiero Alpine Trail; dopo pochi minuti l'Alpine Trail (il sentiero di rientro) si stacca a destra, mentre si tiene la sinistra in salita fino alla deviazione a destra per l'attacco (circa 15' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si attacca con facili balzi rocciosi fino al primo ponte sospeso, di circa 12-15 metri, verso destra. Subito dopo la via offre una breve variante: a sinistra più impegnativa (difficile), a destra meno difficile (moderatamente difficile); i due rami si riuniscono presso il secondo ponte sospeso, che attraversato verso sinistra permette di evitare la variante più dura (altrimenti si affrontano due paretine levigate con appoggi ridotti, che richiedono un po' di forza). Oltre il secondo ponte un tratto di sentiero porta a un terzo ponte sospeso e a una via di fuga: a destra si rientra al parcheggio, a sinistra si prosegue su ampio ponte e sentiero verso il termine. Proseguendo dritti si raggiunge un nuovo ponte sospeso in salita, una sorta di scaletta sospesa, con cui si attraversa il torrente presso una bella cascata; oltre il ponte si sceglie se salire verso la tyrolienne (con attrezzatura in loco, non serve la propria carrucola) o riattraversare il torrente su un breve ponte. La via prosegue tra sentieri e facili balze fino a una seconda cascata, poi su pareti appoggiate e bei tratti di arrampicata verso destra, con un nuovo ponte sospeso e il penultimo ponte, oltre il quale si incontra una via di fuga a sinistra; segue l'ultimo ponte sospeso. Dopo una sezione di traversi e sentiero si affrontano due risalti rocciosi, il secondo più impegnativo (evitabile per sentiero a destra), fino a intersecare il sentiero lungo le piste da sci, da cui si può concludere; proseguendo, si sale a piedi tenendo prima la sinistra poi la destra presso un bel laghetto e, per sentiero, si raggiungono gli ultimi tre risalti di media difficoltà che chiudono la via (2h 45' dall'attacco, circa 3h totali).

    ▲Character and difficulty

    L'itinerario è ideale per le famiglie: le difficoltà sono modeste e lungo il percorso non mancano le vie di fuga, con attrezzatura in ottimo stato.

    ⚠ Chi non volesse percorrere la ferrata può procedere parallelamente lungo il Sentiero Alpine Trail, che segue la via evitando i salti di roccia.

    ▲Discipline

    Si segue in salita per qualche minuto la traccia, poi verso sinistra il Sentiero Alpine Trail visto durante la salita, scendendo fino ai tratti dell'avvicinamento e quindi al parcheggio (circa 1h dal termine, circa 4h 30' totali).

    ▲To match

    Scendendo verso sud si incontrano molte ferrate della Val Venosta: a Naturno la Ferrata Hoachwool e la Ferrata Knott; risalendo la valle verso l'Ortles, la Ferrata Tabaretta e la Ferrata alla Croda di Cengles.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupVal Senales
    • Approach0:15 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerary (a/r)4:15 h
    • Hardware level difference350 m
    • Route difference400 m
    • Max2271 m
    • Length4,2 Km
  • Ferrata Kugy allo Strugova

    Ferrata Kugy allo Strugova

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Kugy allo Strugova
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Kugy è un bellissimo itinerario nel cuore delle Alpi Giulie, sul crinale che divide il Friuli dalla Slovenia. Installata in origine per scopi militari e ristrutturata nel 2022, conduce alla vetta dello Strugova. È un itinerario lungo e faticoso, soprattutto nell'avvicinamento; il rientro, se non si torna a ritroso, diventa di tipo alpinistico nel tratto di cresta.

    ▲Approach

    Si parte dall'ampio parcheggio dei Laghi di Fusine (Udine), presso Fusine Valromana, vicino a Tarvisio (uscita A23 Tarvisio, poi deviazione a destra per i laghi) (starting point on Google Maps). Dal Lago Superiore si prende il sentiero 512 che in circa un'ora nei boschi porta al Rifugio Zacchi; da qui si segue verso sud il sentiero 513, in direzione della Ferrata della Vita e del Mangart, dapprima su sterrata poi su sentiero, fino a un cartello per il sentiero 513c, a sinistra, che indica la "Via Attrezzata Kugy allo Strugova". Usciti dal bosco, di fronte alle imponenti pareti calcaree, si risale a fatica un lungo e ripido ghiaione tenendo il lato destro e cercando i radi bolli rossi e la labile traccia; in cima al ghiaione si aggira sulla sinistra il resto di un ghiacciaio e si scende qualche decina di metri fino alle attrezzature metalliche dell'attacco.

    ▲The path

    I primi metri sono i più impegnativi della parte attrezzata: un risalto roccioso leggermente strapiombante richiede una certa decisione, seppur breve. Superato il passaggio, il resto della salita resta tra il facile e il moderatamente difficile, alternando facili traversi, balzi, cenge e rampe diagonali; il cavo è molto utile come appoggio, ma la roccia, generalmente buona, si lascia arrampicare con bella progressione mai difficile. Dopo circa 45 minuti si raggiunge una cengia mediana, dove si resta sulla destra di un canalone detritico, e si prosegue senza particolari difficoltà su altri tratti attrezzati fino in prossimità della cresta sommitale. Raggiunta la cresta — a sinistra prosegue verso la Ponza — si tiene la destra continuando su tratti attrezzati fino alla vetta dello Strugova (2242 m, 1h 30' dall'attacco). Maestosa la vista sui giganti delle Giulie, sia verso la Slovenia sia sul versante friulano.

    ▲Character and difficulty

    La ferrata è in ottime condizioni dopo il ripristino e regala un ambiente d'alta montagna superbo.

    ⚠ Il ghiacciaio incontrato nell'avvicinamento è ormai ridotto, ma a inizio stagione può presentarsi come nevaio di maggiori dimensioni: valutare i ramponi. I rientri di cresta (verso la Veunza o verso le Ponze) sono esposti, con attrezzature spesso vetuste e poco affidabili: servono esperienza e piede fermo.

    ▲Discipline

    Dalla vetta dello Strugova ci sono tre opzioni, tutte impegnative. La più semplice è ripercorrere a ritroso la via di salita — tratto terminale, via attrezzata, ghiaione e sentiero di avvicinamento — ed è quella su cui si basano distanze e tempi della relazione. La seconda segue la cresta a sud verso la Veunza e ridiscende l'impegnativa Ferrata della Vita; la terza segue la cresta a nord verso le Ponze e ridiscende la Ferrata della Ponza Grande. Entrambe aggiungono difficoltà a un itinerario già molto impegnativo.

    ▲History

    La via ripercorre un itinerario alpinistico salito da Julius Kugy nel 1898; come altre della zona, fu attrezzata tra le due guerre per scopi militari e di pattugliamento del confine lungo la cresta delle Ponze, poi dimenticata e resa insicura dagli anni Novanta. Nel 2022 la Brigata Alpina Julia ne ha curato il rinnovo e l'inaugurazione.

    ▲To match

    Sempre dai Laghi di Fusine si raggiungono le pendici del Mangart con la Ferrata della Vita e la Ferrata della Ponza Grande. Spostandosi a ovest, al Jof Fuart e al Jof di Montasio, attendono la Ferrata Amalia e la Ferrata Anita Goitan; a sud, nel gruppo del Canin, la Ferrata Grasselli e la Ferrata Julia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionFriuli-Venezia Giulia
    • GroupJulian Alps
    • Approach3:00 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)8:00 h
    • Hardware level difference450 m
    • Route difference1.314 m
    • Max2242
    • Length12,5 Km
  • Ferrata Knott

    Ferrata Knott

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Knott

    La Ferrata Knott, sopra Naturno, concatena più percorsi in cui la maggior parte dei passaggi è facile, con qualche variante moderatamente difficile o più impegnativa, sempre evitabile. Comodamente raggiungibile con la funivia, è un itinerario ideale per iniziare a percorrere le vie ferrate.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è la stazione a valle della funivia Unterstell a Naturno (Bolzano), raggiungibile da Bolzano per Merano e poi sulla statale dello Stelvio, uscita Naturno (starting point on Google Maps). Conviene salire con la funivia alla stazione a monte, risparmiando 1h 30' rispetto al sentiero 10; dalla stazione a monte si segue il cartello del sentiero 24 verso la piattaforma panoramica, che in 15 minuti porta all'attacco (20' dalla stazione a monte, 1h 45' se a piedi).

    ▲The path

    La Knott è formata da quattro itinerari con tre vie di fuga interne. Il primo che si incontra è il percorso Katharina, che sale il margine sinistro di una parete di circa 50 metri su brevi balzi rocciosi mai difficili e ben attrezzati, terminando presso il ponte sospeso. Dal punto d'accesso più basso parte il percorso Sally, che dopo i primi 20 metri si divide in tre: a destra una via intermedia (un breve tratto difficile, il resto moderatamente difficile) con due balzi più impegnativi, brevi cenge e un tratto leggermente strapiombante superabile con alcune staffe; a sinistra una lunga scala metallica seguita da facili passaggi fino al ponte; al centro una variante molto impegnativa, con brevi tratti estremamente difficili in forte strapiombo, che richiede forza di braccia e agilità. Il Big Foot Bridge è un ponte sospeso di circa 20 metri, con larghe pedane per i piedi, molto stabile e privo di difficoltà. Oltre il ponte ci sono tre opzioni: Turtle, la più facile, su balzi rocciosi con solide staffe; Affele, con una scaletta metallica e due balzi ben assistiti da caratteristiche staffe rotonde; Rocky, che mantiene il livello su una serie di traversi non difficili ma esposti, una ripida scaletta e facili balzi fino a destra della piattaforma — aumentabile di difficoltà tenendo subito la destra sull'esposto traverso Ocherle. Dal punto più basso è possibile anche salire la parete di destra con lo Spitzbaum Steig, sempre con almeno un tratto molto o estremamente difficile, da cui dopo i primi 50 metri si sceglie la via Daniel (a destra, con un netto strapiombo finale) o si traversa a sinistra verso Affele.

    ▲Character and difficulty

    È un percorso ideale per avvicinarsi alle ferrate: nelle linee principali non ci sono passaggi difficili, ma la grande varietà di situazioni permette di prendere confidenza e lavorare sulla tecnica, riducendo al minimo la trazione sul cavo.

    ⚠ Diverse varianti (la centrale di Sally, lo Spitzbaum Steig, la via Daniel) raggiungono il molto/estremamente difficile in tratti strapiombanti: vanno scelte solo da chi ha forza ed esperienza, mentre le vie di fuga consentono di evitarle.

    ▲Discipline

    Dal termine si può sostare sulla piattaforma panoramica, con vista sulla Val Senales, per poi rientrare alla stazione a monte della funivia (20' dal termine) e quindi al parcheggio.

    ▲To match

    La Knott si può percorrere dopo la più difficile e fisica Ferrata Hoachwool (riservata a esperti). Per chi vuole aumentare gradualmente il grado, a Merano c'è la moderatamente difficile Ferrata Heini Holzer; in Val Senales la recente Ferrata Larix; nei pressi di Laces la breve Ferrata Poppele Knott.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyEasy
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupVal Venosta
    • Approach0:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)1:30 h
    • Hardware level difference80 m
    • Route difference100 m
    • Max1315 m
    • Length0,6 Km
  • Ferrata Julia al Monte Canin

    Ferrata Julia al Monte Canin

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Julia al Monte Canin
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Julia sale al Monte Canin, sul confine italo-sloveno, partendo dalla stazione a monte della funivia che da Sella Nevea raggiunge il Rifugio Gilberti. È un itinerario lungo, con un avvicinamento che risale il ghiacciaio del Canin, e offre la possibilità di un ampio anello passando in territorio sloveno. L'ambiente d'alta montagna è magnifico.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia che da Sella Nevea (Udine) sale al Rifugio Gilberti Soravito. Sella Nevea si raggiunge da Chiusaforte (a 20 minuti dall'uscita Carnia-Tolmezzo dell'A23) seguendo le indicazioni verso est per circa 20 km; poche decine di metri oltre il cartello di benvenuto, sulla destra, una via porta agli impianti (starting point on Google Maps). Dal Rifugio Gilberti (1850 m), raggiunto in funivia o da Sella Nevea col segnavia 635 (2h, 750 m di dislivello), si prende il sentiero 632 a destra del rifugio; superato il bivio con il 636 (a sinistra), si tiene la destra in salita verso la Sella Bila Pec, con il rudere di una vecchia caserma. A un nuovo bivio (45' dalla stazione a monte), dove dritto il 632 prosegue per Sella Grubia e il Bivacco Marussich, si tiene la sinistra seguendo i bolli rossi verso il Ghiacciaio del Canin. Il sentiero a mezzacosta porta al ghiacciaio, risalito un dosso morenico con alcuni buchi a cui prestare attenzione; lo stato del ghiacciaio cambia molto di anno in anno e la pendenza cresce avvicinandosi all'attacco. Senza buona segnaletica nei pressi del ghiacciaio, ci si orienta salendo centralmente il canale innevato verso la forcella alta da cui, seguendo la linea logica, si raggiungono le funi: in alto, dove a sinistra i bolli rossi portano alla via attrezzata delle Cenge, si tiene la destra individuando l'attacco della Ferrata Julia (2350 m, 1h 45' dalla stazione a monte).

    ▲The path

    Raggiunto l'attacco — che, a seconda dello stato del ghiacciaio, a volte impone di passare sopra un crepaccio vicino alla parete — si sale in diagonale su una parete levigata dall'azione del ghiaccio. Dopo i primi metri su catena ci si sposta a destra; questo primo tratto, su roccia levigata, è poco arrampicabile e richiede una certa forza di braccia, sfruttando alcuni pioli infissi. Si prosegue verticali con esposizione crescente, ma su roccia ora più appigliata; questa prima parte non era presente nel percorso originario, che con il ghiacciaio intatto attaccava 30 metri più in alto. Un tratto di collegamento a destra, su terreno più facile, porta alla targhetta della Via Julia; si sale su roccette e, spostandosi a sinistra, in un canalino piacevole da arrampicare in spaccata, poi su roccette e facili balzi fino a una parete verticale con ampie staffe metalliche. Oltre la parete, un nuovo canalino si risale senza problemi, prestando attenzione al fondo detritico che, se smosso, cadrebbe su chi sta sotto. La via prosegue con facili tratti verticali, balzi e un paio di traversi, fino a un ultimo canalino che porta al crinale, dove termina la parte attrezzata, con il ghiacciaio circa 200 metri più in basso (2530 m, 45' dall'attacco). Sul crinale corre il confine italo-sloveno e a sinistra sale la via normale; tenendo la destra e seguendo i bolli rossi, con un sentiero di media difficoltà a tratti esposto si raggiunge la croce di legno (attualmente spezzata) della vetta del Canin (2587 m, 15' dal termine della ferrata, 1h dall'attacco, 2h 45' dalla stazione a monte).

    ▲Character and difficulty

    L'escursione è molto appagante, tra paesaggi dolomitici del lato sloveno, ghiacciaio e depressioni moreniche; la ferrata, a parte la prima sezione levigata, è ben arrampicabile e priva di difficoltà tecniche di rilievo.

    ⚠ L'avvicinamento risale il ghiacciaio del Canin: lo stato cambia di anno in anno ed è vivamente consigliato avere con sé i ramponi. L'attacco può richiedere di superare un crepaccio vicino alla parete. Il rientro per il Sentiero delle Cenge richiede passo fermo e capacità di disarrampicare passaggi di I e II grado in esposizione; meno difficile, ma più lungo, il rientro dal versante sloveno.

    ▲Discipline

    Dalla vetta si torna fino al bivio con l'arrivo della ferrata, dove si hanno tre opzioni. La più impegnativa è il Sentiero delle Cenge: dal bivio si segue il crinale fino a un cartello da cui una traccia scende a sinistra, su strette ed esposte cenge che riportano al ghiacciaio, con un passaggio chiave in spaccata su un breve canalino esposto e tratti di disarrampicata tra le cenge (la segnatura non è perfetta in discesa); rientrati al ghiacciaio (1h 45' dalla vetta), si torna alla funivia per il sentiero di avvicinamento (circa 6h totali). La più lunga ma meno impegnativa segue il crinale verso Sella Prevala, poco sotto la cresta in territorio sloveno: ignorati i bivi che scendono in Slovenia, si raggiunge il Monte Forato (con la sua "finestra" sul lato italiano), si passa accanto alla stazione a monte della funivia slovena e si arriva a Sella Prevala (2067 m, 2h 30' dalla vetta); a sinistra, col segnavia 636, si scende il vallone glaciale fino alla stazione a valle (1h 15' da Sella Prevala, circa 6h 30' totali). La terza opzione è il rientro a ritroso per la Ferrata Julia e il sentiero di avvicinamento.

    ▲History

    La Ferrata Julia fu costruita nel 1962-63 dagli alpini della Brigata Julia, che di recente ne hanno curato il completo ripristino.

    ▲To match

    La Julia è abbinabile alla salita al Canin dalla Ferrata Grasselli, sul versante ovest (preferibile scendere dalla Julia). Da Sella Nevea, sul versante opposto, si salgono il Jof Montasio e il Jof Fuart con la Ferrata Amalia, la Ferrata Anita Goitan e i sentieri attrezzati Leva e Ceria Merlone; verso il confine nord, al Mangart, attendono la Ferrata della Vita e la Ferrata delle Balze del Mangart.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionFriuli-Venezia Giulia
    • GroupJulian Alps
    • Approach1:45 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)6:30 h
    • Hardware level difference185 m
    • Route difference737 m
    • Max2587 m
    • Length10,2 Km
  • Ferrata Kaiserjager al Col Ombert

    Ferrata Kaiserjager al Col Ombert

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Kaiserjager al Col Ombert
    Very difficult● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Kaiserjager al Col Ombert si sviluppa in un ambiente stupendo della Val San Nicolò, valle secondaria della Val di Fassa. È una via piacevole e in gran parte arrampicabile, relativamente breve ma inserita in un itinerario lungo; il panorama dalla vetta abbraccia Cima Uomo, la Marmolada e i gruppi dolomitici circostanti.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Baita Ciampiè, in Val San Nicolò, raggiungibile da Pozza di Fassa verso sud: ignorate le indicazioni per la Val Monzoni, si prosegue sulla stretta asfaltata fino a un ampio parcheggio a destra (in bassa stagione si può proseguire fino a Baita Ciampiè, in alta stagione è obbligatorio il parcheggio a pagamento) (starting point on Google Maps). Si risale la strada fino a Baita Ciampiè (20'), con il Col Ombert ben visibile, e si resta sulla sterrata (CAI 608) verso il Passo San Nicolò. A un bivio segnalato (1960 m, 30' dal parcheggio) si tiene la sinistra su un sentiero a pendenza costante che porta a Pociace (2260 m, 1h) e a Cima Pre de Contrin (2365 m, 1h 15'), dove si incontra il CAI 613; tenendo la destra, a mezzacosta sulla Val de Contrin, si raggiungono il Rifugio al Passo San Nicolò (2340 m, 1h 30' dal parcheggio) e quindi, in una ventina di minuti seguendo le chiare indicazioni, una caverna della Prima Guerra Mondiale con targa commemorativa, dove conviene indossare l'imbrago prima di iniziare la ferrata (circa 2h dal parcheggio).

    ▲The path

    La via attacca con un difficile camino, ostico ma ben gradonato, che si risale con pazienza cercando gli appigli per gli scarponi. Un breve traverso a sinistra porta al passaggio chiave: un tratto strapiombante con una pancia da superare, risolvibile con buona tecnica d'arrampicata o con un secco passaggio di braccia. Si entra in un tratto più tranquillo, con panorama verso il Passo San Nicolò, salendo roccette tra la fune metallica da un lato e le vecchie attrezzature dall'altro; a uno sperone roccioso si resta sul versante sinistro, su roccia abbastanza arrampicabile, fino a una lunga rampa priva di difficoltà con un'antica scala a metà percorso. Al termine della rampa la pendenza aumenta e, con un certo zig-zag, si raggiunge un'esposta cengia con le vecchie attrezzature sul lato esterno; oltre la cengia si risale una parete verticale e un po' atletica, dove i meno preparati dovranno trazionare sulla corda, fino a un terzo passaggio impegnativo con un leggero strapiombo, da affrontare preferibilmente sul versante destro. Nel tratto conclusivo si salgono alcuni facili balzi rocciosi e si raggiunge un sentiero non protetto che in pochi minuti porta alla croce di vetta (1h dall'attacco, 3h totali), circondati dal panorama su Cima Uomo, Marmolada e Val San Nicolò.

    ▲Character and difficulty

    Via davvero piacevole e paesaggisticamente stupenda, difficile in tre o quattro passaggi che richiedono buona preparazione atletica, ma per il resto arrampicabile e scorrevole; il lungo avvicinamento e il lungo rientro la rendono meno battuta delle vie vicine.

    ⚠ Il fondo è abbastanza sporco ed è facile smuovere sassi che, vista la linea di salita, rischiano di cadere su chi sta salendo: massima attenzione a questo aspetto.

    ▲Discipline

    Dalla vetta (2670 m) si rientra sul versante opposto alla salita, scendendo un ripido sentiero (attenzione se bagnato) e poi, sulla parete est, un canalone a ripidi tornanti fino al CAI 609. Da qui due opzioni: tenendo la sinistra si scende fino a una traccia che aggira la parete nord-ovest del Col Ombert e, su ghiaione a mezzacosta, porta al CAI 608 proveniente dalla Val Contrin, da cui si risale al Rifugio Passo San Nicolò (2340 m, 1h 15' dalla vetta); si riprende per pochi metri il sentiero dell'avvicinamento fino a un'ampia mulattiera che scende alla Baita delle Cascate (2011 m, 1h 45' dalla vetta) e quindi, sulla sterrata e lungo la carrareccia, al parcheggio (2h 15' dalla vetta, 5h 15' totali). In alternativa, dal bivio si può tenere la destra verso il Pas Paschè (2500 m), perdendo meno dislivello, e scendere col CAI 609 alla Baita delle Cascate (1h 15' dalla vetta) e quindi al parcheggio (4h 45' totali); nel 2017 è però stata segnalata una frana che rende più problematica questa deviazione.

    ▲History

    La via originaria è molto antica: la prima ferrata al Col Ombert fu costruita nel 1915, durante la Grande Guerra, per scopi militari — ne sono testimonianza i lunghi pioli metallici ancora presenti in salita — e fu poi ristrutturata e parzialmente modificata nel 1996 da Bernard e Corradi. Il nome richiama i Kaiserjager, reggimenti di fanteria dell'esercito austriaco molto attivi nel conflitto e sciolti al suo termine.

    ▲To match

    La Val San Nicolò offre la difficile Ferrata dei Magnifici 4, la Ferrata Gadotti e l'accesso alle ferrate Bepi Zac e Bruno Federspiel; verso la Val Contrin si trova la Funds for the Colac, mentre verso il Catinaccio attendono la Ferrata Santner, la Ferrata at the Catinaccio d'Antermoia, la Masarè e la Roda di Vael.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyVery difficult
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupCostabella – Monzoni
    • Approach2:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)4:45 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference936 m
    • Max2670 m
    • Length13 Km
  • Ferrata Uiberlacher – Creta di Aip

    Ferrata Uiberlacher - Creta di Aip

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Uiberlacher – Creta di Aip
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Uiberlacher (Uiberlachersteig) sale alla Creta di Aip dal versante austriaco. È un itinerario di media difficoltà con un lungo avvicinamento: per larghi tratti è più assimilabile a un sentiero attrezzato, con solo un paio di passaggi verticali e impegnativi, in un ambiente di grande respiro.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è il Passo del Cason di Lanza (1552 m), in provincia di Udine, raggiungibile da Paularo o da Pontebba a distanza simile (strada migliore da Pontebba: uscita A23 Pontebba, indicazioni Studena Bassa, circa 13 km fino al passo, con ampio parcheggio e possibilità di vitto e alloggio) (starting point on Google Maps). Obiettivo è la sella erbosa a est della Creta di Aip (Trogkofel), cima delle Alpi Carniche sul confine italo-austriaco. Dal passo si sale la forestale dietro la grande casera; il segnavia 439 si stacca a destra presso un tornante e porta alla Casera di Val Dolce (circa 30'), con la Creta di Aip davanti. Rientrati nella forestale fino a un bivio segnalato (1750 m, circa 1h), si sale deciso verso le pareti est e sud della Creta di Aip, con lo Zermula visibile sul versante opposto; alla base delle alte pareti, a un bivio dove a sinistra sale la Ferrata Crete Rosse, si tiene la salita fino alla sella a destra della cima (2017 m), già in territorio austriaco. Si segue il sentiero verso nord fino a un bivio dove il sentiero 413 si stacca a sinistra con chiare indicazioni; si sale ripidi a mezzacosta tagliando la parete est e, seguendo i segni rosso-blu, si raggiunge l'attacco presso una scaletta e una targa in marmo (2h 45' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si salgono un paio di gradoni fino alla scaletta metallica che apre la ferrata; oltre la scala, un tratto esposto di sentiero attrezzato percorre una cengia verso sinistra. Si affrontano alcuni gradoni rocciosi piegando a sinistra verso un vallone, si salgono roccette e si risale la base di un canalone sul lato sinistro, protetti dal cavo, fino a una freccia rossa su un grosso sasso che indica di passare sul versante opposto. Saliti alcuni roccette appoggiate, le attrezzature terminano momentaneamente (alle spalle si vede l'arrivo della funivia austriaca); si segue la traccia tra la roccia e si risalgono facili roccette non protette verso un diedro. Il cavo sale a destra del diedro, appoggiato, mentre una scaletta metallica sale sul lato sinistro: risalita la scala, una serie di maniglie metalliche porta alla parte alta del diedro; il cavo piega a destra in un canalino dove sale una nuova scala metallica, che si risale uscendo sul lato destro. Si salgono roccette attrezzate e, seguendo i segni rosso-blu o bianco-rosso-gialli, altre roccette non attrezzate ma facili; un tratto attrezzato in un facile camino, che si risale sul lato destro, precede gli ultimi metri di cavo su roccette. Terminate le attrezzature, un tratto di sentiero in quota tra sassi e tratti erbosi conduce, seguendo l'evidente traccia, alla grande croce metallica della Creta di Aip (2280 m, 1h dall'attacco, 3h 45' totali).

    ▲Character and difficulty

    Ferrata di media difficoltà, spesso più vicina a un sentiero attrezzato, con un paio di passaggi verticali più impegnativi e un avvicinamento lungo ma in bell'ambiente.

    ⚠ Il tratto a cui prestare maggiore attenzione è la discesa dall'altopiano della Creta di Aip, delicata in caso di terreno scivoloso e con possibili difficoltà di orientamento in caso di nebbia.

    ▲Discipline

    Dalla vetta si seguono le indicazioni per il Rattendorfer Alm (segnavia 416) verso sud-ovest; sull'altopiano, circa 200 metri sotto la cima, una serie di ripidi passaggi conduce in un canalone da scendere con un tratto attrezzato piuttosto verticale, oltre il quale ci si innesta sul sentiero 403 (45' dalla vetta). Da qui, anziché rientrare a ritroso per il 439, si segue il 403 verso ovest, con un tratto panoramico, fino alla Sella di Val Dolce (1781 m, 45' dal bivio); a sinistra il sentiero 458 scende alla Casera del Cason di Lanza (1522 m, 45' dalla sella, 2h 15' dalla Creta di Aip, 6h totali).

    ▲To match

    La stessa cima si raggiunge dal versante italiano con la Ferrata Crete Rosse, più impegnativa, abbinabile alla Uiberlacher. Dal Passo del Cason di Lanza si può salire allo Zermula con la Ferrata degli Amici della Montagna oppure allo Zuc della Guardia con la Alpine Ferrata.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionFriuli-Venezia Giulia
    • GroupAlps Carnia
    • Approach2:45 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)6:00 h
    • Hardware level difference304 m
    • Route difference727 m
    • Max2279 m
    • Length16 Km
  • Ferrata Josè Angster

    Ferrata Josè Angster

    Vie Ferrate › Aosta Valley › Aosta
    Ferrata Josè Angster
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Josè Angster è una piacevole via su una parete rocciosa con circa 250 metri di dislivello, sopra Gressoney-Saint-Jean. La difficoltà è moderata, con un tratto leggermente strapiombante come passaggio chiave; la sua caratteristica sono i gradini metallici molto distanziati, più difficili da raggiungere per le persone di bassa statura.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Gressoney-Saint-Jean: giunti in paese, un piccolo ponte a sinistra attraversa il torrente Lys; lo si attraversa e si prosegue dritti lungo una stradina per 200 metri fino a uno spiazzo dove parcheggiare (starting point on Google Maps). Dal parcheggio si va a destra verso il lago di Gover, si supera una costruzione di legno e ci si porta sul versante occidentale del lago, verso la montagna; si imbocca il sentiero 4A (segnavia rossi sui sassi) che risale nel bosco e, a un bivio, si lascia il 4A per il sentiero 15 verso nord, a destra. Dopo un centinaio di metri si raggiunge una pietraia con un cartello e una tabella: si abbandona il 15 (che proseguirebbe in falsopiano) e si sale lungo la pietraia seguendo i segni gialli, fino alle falesie e a un gabbiotto di legno; ancora un centinaio di metri a destra portano all'attacco (30' dal parcheggio), segnalato come F1, con la guarnizione in gomma gialla attorno al cavo (la verde indica invece la Ferrata dei Bambini, F2).

    ▲The path

    La via attacca subito una parete verticale con gradini e staffe distanti tra loro; si superano alcuni balzi rocciosi e un traverso orizzontale fino a una cengia dove si incrocia il cavo della F2, che sale da sinistra. Si prosegue invece lungo una linea verticale, piegando gradualmente a destra verso alcuni evidenti tetti, con un bellissimo panorama sul vicino Monte Rosa. Superato uno spigolo, si sale in verticale con un tratto leggermente strapiombante — il passaggio chiave — sempre con gradini distanti, fino a una statua della Madonna protetta da un vetro in una fessura della roccia. Si continua verticali verso i tetti raggiungendo l'ultima parete, bella da arrampicare, verticale ed esposta; a metà parete una passerella ospita una madonnina. Si prosegue in verticale su passaggi di media difficoltà finché la parete si corica, e una traccia conduce a una bandiera che segna la fine della via (1h 30' dall'attacco, 2h totali).

    ▲Character and difficulty

    Via di difficoltà moderata, resa più impegnativa dai gradini molto distanziati.

    ⚠ Attenzione all'avvicinamento: paline e cartelli con segni gialli indicano come raggiungere la fine della ferrata, non l'inizio. Se si arriva a un edificio diroccato con la targa 1750 m si è presso il termine della via e si è sbagliato strada. Il cavo tende a sbalzare in fuori: dove i gradini sono lontani conviene arrampicare direttamente sulla roccia con mani e piedi. La ferrata è percorribile da inizio giugno a fine ottobre.

    ▲Discipline

    Dal termine, sulla sinistra, si nota una baita semidistrutta con la targa 1750 m; a sinistra della baita un sasso con indicazioni segnala il sentiero 4A, che si scende a tornanti nel bosco fino a incrociare il sentiero proveniente dal termine della F2; si continua a scendere fino al percorso dell'andata e quindi all'auto (30' dal termine, 2h 30' totali).

    ▲To match

    La via corre accanto alla Ferrata dei Bambini, ben più facile e con cui condivide avvicinamento e parte del rientro: percorrerle entrambe riempie una mezza giornata. Si può proseguire con altre vie da mezza giornata come la Ferrata Covarey o la Ferrata del Gorbeillon; di tutt'altra difficoltà è invece la vicina Ferrata delle Guide di Gressoney, che richiede ottima preparazione fisica.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionAosta Valley
    • GroupValli del Monte Rosa
    • Approach0:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerary (a/r)2:30 h
    • Hardware level difference255 m
    • Route difference395 m
    • Max1750 m
    • Length3,5 Km
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