Paese: Italia

  • Sentiero Attrezzato GER

    Sentiero Attrezzato GER

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato GER

    Il Sentiero Attrezzato GER — firmato dal Gruppo Escursionisti Rancesi — risale il versante meridionale del Monte Coltiglione sopra Lecco: un lungo itinerario prealpino impegnativo, con tratti esposti e un panorama eccezionale sul Lago di Como e le Alpi circostanti.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova a Rancio Alto, borgata collinare sopra il quartiere di Rancio di Lecco, raggiungibile per via Quarto dalla città di Lecco. Si sale fino a una sbarra che impedisce il transito ai mezzi motorizzati e si parcheggia nei pochi spazi disponibili lungo la strada. L’avvicinamento dalla sbarra all’attacco dei primi tratti attrezzati richiede circa 1h30′ di cammino nel bosco su sentiero senza difficoltà tecniche.

    Il percorso

    Dal parcheggio si risale nel bosco per sentiero fino all’attacco delle prime attrezzature, sul versante sud di Monte Coltiglione (1479m). Il tratto attrezzato si sviluppa per circa 1h45′ con cavi fissi e pioli che superano le sezioni più ripide del versante calcareo. Il percorso include anche tratti esposti non attrezzati che richiedono attenzione e senso dell’orientamento. La vetta di Monte Coltiglione (1479m) regala ampi panorami sul Lago di Como, sulle Grigne e sulle Prealpi lombarde fino alle Alpi.

    Carattere e difficoltà

    Itinerario difficile e faticoso principalmente per la lunghezza (16km, 1110m di dislivello complessivo, 6 ore totali) più che per le singole difficoltà tecniche delle attrezzature. Alcuni tratti esposti non attrezzati richiedono capacità di progressione autonoma su terreno prealpino. Il GER è frequentato soprattutto dagli escursionisti del territorio di Lecco e Rancio. Difficoltà: Difficile. Non adatto in caso di nebbia o scarsa visibilità per i tratti non attrezzati.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da aprile a ottobre. La lunghezza e il dislivello rendono l’itinerario impegnativo nelle giornate calde estive: preferire l’autunno o la primavera per le temperature più favorevoli. Attenzione ai tratti non attrezzati in caso di bagnato. Non sono presenti rifugi lungo il percorso: necessaria adeguata scorta di acqua e cibo.

    Discesa

    La discesa avviene per il sentiero di rientro verso Rancio Alto, completando il giro ad anello in circa 6 ore totali. Il percorso non dispone di punti d’acqua intermedi: pianificare le scorte di conseguenza.

    Da abbinare

    Il Monte Coltiglione si trova nel cuore delle Prealpi di Lecco, dove sono presenti numerosi percorsi attrezzati. Nelle vicinanze si trovano il Sentiero Attrezzato della Direttissima sulla Grigna Meridionale e il Sentiero Attrezzato del Fiume a Mandello del Lario.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario1110 m
    • Quota max1479 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Il Sentiero Attrezzato Franco Galli conduce al Corno Battisti (1762m) sul versante trentino del Massiccio del Pasubio, percorrendo luoghi segnati dagli eventi della Prima Guerra Mondiale e ricchi di installazioni belliche ancora ben conservate.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è il caseggiato di Tezze, frazione nei pressi di Valmorbia (TN), sulla Statale 46 Rovereto-Valli del Pasubio. Da Valmorbia si svolta a sinistra verso il centro del paese e poi a destra sulla prima via in salita, stretta e tortuosa, fino a uno slargo dove lasciare l’auto (circa 750m). Il parcheggio è scarso: chi non trovasse posto può lasciare l’auto in paese e percorrere gli ultimi tratti su strada asfaltata, aggiungendo circa 200m di dislivello. Si consiglia il percorso in senso antiorario affinché le gallerie vengano percorse in salita: si imbocca il segnavia 122A verso destra, lasciando il segnavia 123 sulla sinistra (sarà il percorso di rientro). Il sentiero 122A sale costante e ripido nel bosco senza difficoltà tecniche fino alla Sella di Trappola (1435m, circa 2 ore da Tezze); dalla sella si tiene la sinistra verso il Corno Battisti.

    Il percorso

    Da Sella di Trappola (1435m) inizia il tratto attrezzato verso il Corno Battisti. Il sentiero nel bosco rado porta alla prima postazione bellica della Grande Guerra e al primo risalto attrezzato segnalato da un caratteristico cartello rosso. Si risale un canalino roccioso, si raggiunge un’altra postazione e poi una prima galleria. Seguendo i segnavia bianco-rossi si incontrano nuove postazioni e un cartello che indica il Cappello di Pulcinella (punto panoramico, deviazione facoltativa a sinistra). L’itinerario alterna gallerie e sentieri all’aperto; una scala scavata nella roccia precede un tratto boscoso e poi una nuova galleria da risalire internamente per una lunga scalinata. All’uscita, segni in marmo commemorano le unità militari che combatterono in quest’area. Si percorre una suggestiva cengia attrezzata e un risalto roccioso prima di imboccare la galleria principale, da attraversare interamente senza entrare nelle diramazioni chiuse. Si raggiunge il Corno Battisti (1762m).

    Carattere e difficoltà

    Itinerario di notevole interesse storico — in questi luoghi furono catturati dalle truppe austriache gli irredentisti trentini Cesare Battisti e Fabio Filzi — e fisicamente impegnativo per la lunghezza e il dislivello complessivo (1000m, 14km, 6 ore totali). I tratti attrezzati sono di livello medio ma si susseguono dopo un lungo avvicinamento che richiede buona preparazione fisica. Difficoltà: Difficile. Necessaria torcia frontale per le gallerie.

    Periodo e sicurezza

    Percorribile da maggio a ottobre. Le gallerie sono al buio: la torcia frontale è indispensabile. Attenzione alla roccia bagnata nei tratti esposti della cengia. In inverno le gallerie possono presentare ghiaccio. La lunghezza del percorso (6 ore totali) impone di portare adeguata scorta d’acqua e cibo e di partire mattina presto.

    Discesa

    Dal Corno Battisti (1762m) si scende per il segnavia 123, che chiude l’anello tornando a Tezze in circa 3h30′. Questo sentiero di rientro è più diretto dell’andata ma privo delle gallerie. Il tempo totale dell’escursione ad anello è di circa 6 ore.

    Da abbinare

    Sul versante veneto del Pasubio si trova il Sentiero Attrezzato Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio, grande traversata altrettanto ricca di storia della Grande Guerra. Le Piccole Dolomiti e il Massiccio del Pasubio ospitano numerosi altri percorsi storici e alpinistici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Quota max1762 m
    • Lunghezza14 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Foppe

    Sentiero Attrezzato delle Foppe

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato delle Foppe
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato delle Foppe è un percorso di difficoltà contenuta che collega i Piani dei Resinelli al Rifugio Rosalba, porta d’accesso alla Grigna Meridionale, con pochi ma ben posizionati tratti attrezzati.

    Come arrivare e avvicinamento

    Si raggiungono i Piani dei Resinelli da Ballabio risalendo la strada panoramica con i suoi numerosi tornanti. Giunti alla frazione si cerca parcheggio nei pressi dell’ex Rifugio Alippi. Dal parcheggio si seguono le abbondanti indicazioni per il sentiero n. 9, denominato anche Sentiero delle Foppe. Si percorre inizialmente via alle Foppe, una stradina asfaltata privata con pendenza moderata che conduce fuori dall’abitato; a un bivio segnalato si prosegue a destra aumentando la ripidità e seguendo i segnavia bianco-rossi fino al primo tratto attrezzato (circa 30 minuti dal parcheggio).

    Il percorso

    Il primo tratto attrezzato si trova subito dopo un canalone detritico: una catena assicura il passaggio più esposto. Proseguendo si lascia a sinistra la deviazione per i Torrioni alpinistici Punta Giulia, Torre Costanza e Mongolfiera. Poco oltre si trova il secondo breve tratto attrezzato, composto da un paio di staffe metalliche e una corda fissa che aiuta a risalire un breve salto di roccia. Da questo punto la pendenza aumenta sensibilmente e la sezione attrezzata termina, lasciando spazio a un sentiero ripido nel bosco. Un terzo e ultimo passaggio attrezzato — una facile paretina — precede l’arrivo al Rifugio Rosalba (1730m), meta dell’itinerario (circa 1 ora in totale dai primi tratti attrezzati).

    Carattere e difficoltà

    Percorso con difficoltà tecniche molto contenute: le poche attrezzature presenti aiutano a superare i rari passaggi impegnativi senza richiedere vera esperienza di ferrata. Il dislivello di 550m in 13km complessivi lo rende un itinerario adatto a escursionisti che vogliono avvicinarsi ai sentieri attrezzati in un contesto paesaggistico di grande bellezza. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Nei fine settimana estivi il sentiero e il rifugio sono molto frequentati.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da aprile a novembre. Il sentiero si svolge prevalentemente nel bosco e le attrezzature sono di facile progressione; tuttavia la roccia calcarea può diventare scivolosa in caso di gelo o pioggia. Prestare attenzione all’affollamento nei weekend estivi. Il Rifugio Rosalba (1730m) offre ristoro e ricovero in caso di rapido deterioramento delle condizioni meteorologiche.

    Discesa

    Dal Rifugio Rosalba si può rientrare ai Resinelli per il sentiero di salita in circa 1 ora (3 ore totali). Un’alternativa interessante è la discesa per il Sentiero Attrezzato dei Morti: dal rifugio si scende brevemente, poi si devia a sinistra su un sentiero ripido con un tratto attrezzato su traverso esposto, che riporta poco sopra il primo tratto del Sentiero delle Foppe (circa 1h30′ dal rifugio, 3h30′ totali).

    Da abbinare

    Dal Rifugio Rosalba partono numerose vie attrezzate e alpinistiche sulla Grigna Meridionale. Da qui è possibile proseguire verso il Sentiero Attrezzato della Direttissima e verso il Sentiero Cecilia. Il Sentiero Attrezzato GER al Monte Coltiglione è raggiungibile dallo stesso comprensorio dei Resinelli.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata60 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1730 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato Foletti

    Sentiero Attrezzato Foletti

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Foletti

    Il Sentiero Attrezzato Foletti è una via breve ma esposta che scende dal versante nord di Cima Capi verso Biacesa di Ledro, frequentemente abbinata come sentiero di discesa alla Ferrata Susatti.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il paese di Biacesa si raggiunge da Riva del Garda percorrendo le gallerie in direzione della Val di Ledro; dopo la seconda galleria si è quasi subito a Biacesa. In paese si imbocca via dei Dazi sulla destra e, in fondo, si gira ancora a destra proseguendo brevemente fino a un parco giochi con ampio parcheggio, che costituisce la base dell’escursione. Chi intende percorrere il Foletti come sentiero di discesa dopo la Ferrata Susatti dovrà leggere la relazione di quella ferrata per il punto di partenza in quota. Per chi volesse invece risalire il Foletti dal basso, si raggiunge la Chiesa di San Giovanni per il Sentiero Attrezzato delle Laste (1 ora) oppure per il sentiero CAI 417 e poi CAI 460 da Biacesa (1 ora).

    Il percorso

    Le prime attrezzature metalliche guidano lungo un traverso esposto su placche inclinate, dove i punti d’appoggio per i piedi risultano buoni e le maniglie metalliche colmano i tratti mancanti. Segue un tratto verticale in salita e poi uno più impegnativo in discesa su parete. La progressione continua fino a una parete da percorrere in diagonale senza particolari difficoltà tecniche, fino alla targhetta che segna la fine del percorso attrezzato (circa 20 minuti dall’attacco).

    Carattere e difficoltà

    Percorso breve, privo di difficoltà tecniche marcate, ma da affrontare con attenzione soprattutto nel tratto in discesa che richiede coordinazione e passo sicuro. Il Foletti non esige esperienza avanzata di ferrata, ma l’esposizione di alcuni passaggi suggerisce di equipaggiarsi almeno con imbrago e longe. La bassa quota e la brevità lo rendono adatto come completamento naturale del giro con la Ferrata Susatti. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Sconsigliato nelle giornate più calde dell’estate per l’esposizione solare del versante. La roccia calcarea dell’Alto Garda può risultare scivolosa in presenza di umidità. La bassa quota di Cima Capi (909m) permette la percorrenza in quasi tutte le stagioni, con maggiore cautela in inverno. Prestare particolare attenzione nel tratto in discesa.

    Discesa

    Al termine del Sentiero Foletti ci si trova nei pressi della Chiesa di San Giovanni. Da qui si scende a Biacesa seguendo il Sentiero Attrezzato delle Laste (circa 45 minuti dalla chiesa, 4 ore totali partendo da Biacesa con la Ferrata Susatti) oppure percorrendo il sentiero CAI 460 in connessione con il CAI 417.

    Da abbinare

    Il Foletti si abbina per definizione alla Ferrata Susatti per Cima Capi, di cui costituisce il classico sentiero di discesa. In zona si trovano inoltre numerose altre ferrate e sentieri attrezzati sulle Prealpi Gardesane, tra cui la Ferrata delle Laste.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Gardesane
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario490 m
    • Quota max909 m
    • Lunghezza8,1 Km
  • Sentiero Attrezzato del Fiume

    Sentiero Attrezzato del Fiume

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato del Fiume

    Il Sentiero Attrezzato del Fiume percorre in salita il suggestivo alveo del torrente Era nei dintorni di Mandello del Lario, offrendo un’escursione di bassa quota percorribile in quasi tutte le stagioni.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova nella frazione di Sonvico, nel comune di Mandello del Lario (LC), raggiungibile dalla statale lariana uscendo ad Abbadia Lariana e seguendo le indicazioni per Mandello del Lario. Da Mandello si risale verso la frazione di Somana e poi verso Sonvico. Al bivio si tiene la destra dove si trovano alcune possibilità di parcheggio. Dal parcheggio si seguono i cartelli indicatori: il percorso è contrassegnato con il numero 15B. Si cammina in falsopiano nel bosco fino a una fontanella (al bivio si tiene la sinistra), poi ancora in piano fino a una seconda palina (nuovamente a sinistra), infine in leggera discesa fino al torrente Era, dove inizia il percorso attrezzato (circa 30 minuti dal parcheggio).

    Il percorso

    Il sentiero, segnalato con segni rossi e bianco-rossi, si sviluppa prevalentemente sulla riva sinistra orografica del torrente Era. Dopo un primo guado si incontrano i tratti attrezzati con catene che assicurano i passaggi più esposti. L’itinerario alterna tratti in salita e discesa, con il rumore dell’acqua sempre presente. Si attraversa una seconda volta il corso d’acqua portandosi sulla riva destra orografica, e si risalgono progressivamente dei risalti rocciosi. In prossimità di una zona di rapide e cascate particolarmente scenografiche si trova un traverso attrezzato con staffe metalliche. Il tratto verticale più lungo — circa 6 metri — si risale con ottimi appigli per mani e piedi. Alcune roccette conclusive e un traverso verso destra completano la sezione attrezzata (circa 1 ora dall’attacco).

    Carattere e difficoltà

    Nonostante la bassa quota e la brevità, il percorso presenta passaggi di difficoltà elevata per la presenza di tratti verticali su roccia che richiedono tecnica di progressione. Le sezioni con catena sono intervallate da tratti di sentiero non attrezzato in cui è fondamentale non perdere i segnavia. Difficoltà: Difficile. Si consiglia dotazione da ferrata (imbrago, longe, casco) per i tratti verticali. La bassa quota e il bosco circostante mantengono il percorso fresco anche nelle giornate estive.

    Periodo e sicurezza

    Percorribile quasi tutto l’anno grazie alla quota massima modesta (circa 850m). È indispensabile evitare il percorso in caso di piena del torrente Era: alcune sezioni si svolgono nel letto del fiume o molto vicino all’acqua e in condizioni di livello elevato diventano impraticabili e pericolose. Attenzione a mantenere i segnavia in particolare nei tratti dove il sentiero attraversa il letto stesso del torrente.

    Discesa

    Al termine del percorso attrezzato si trova una palina con i segnavia. Per tornare al parcheggio di Sonvico si scende a sinistra sul sentiero n. 15, che riporta al punto di partenza in circa 1h15′ (3h30′ totali per l’intera escursione). Sono disponibili almeno altre due varianti di discesa verso la zona di Mandello del Lario.

    Da abbinare

    Da Mandello del Lario sono raggiungibili diversi percorsi sulle Prealpi Lariane. Nelle vicinanze si trova il Sentiero Attrezzato GER al Monte Coltiglione, itinerario più impegnativo per lunghezza e dislivello sullo stesso versante prealpino lecchese.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario500 m
    • Quota max850 m
    • Lunghezza9,2 Km
  • Sentiero Attrezzato della Direttissima

    Sentiero Attrezzato della Direttissima

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato della Direttissima
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Direttissima alla Grigna Meridionale è uno dei percorsi attrezzati più suggestivi delle Alpi lombarde, capace di regalare panorami spettacolari sulle guglie calcaree della Grignetta fino al Lago di Como.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è il pianoro dei Resinelli in provincia di Lecco, raggiungibile da Ballabio percorrendo la strada panoramica che risale con numerosi tornanti il versante orografico sinistro. Giunti in prossimità del cartello marrone di benvenuto si prosegue ancora un tornante, poi si tiene la sinistra alla diramazione successiva lungo la stretta strada asfaltata fino al parcheggio nei pressi di una sbarra. Dal parcheggio si raggiunge in pochi minuti il Rifugio Carlo Porta, dal quale si imbocca il sentiero n. 8 che sale nel bosco. A un primo bivio si lascia a destra la Cresta Cermentati e si prosegue a sinistra verso la Direttissima. Dopo aver transitato vicino a un canalone, il tracciato diventa progressivamente più ripido fino alle prime attrezzature metalliche (circa 30 minuti dal parcheggio).

    Il percorso

    La via attrezzata si sviluppa su speroni rocciosi, spesso in diagonale, dove è possibile sfruttare la roccia per risalire senza affidarsi esclusivamente alle catene. Si affrontano una serie di risalti assistiti da un cavo metallico, quindi un traverso esposto dotato di staffe per i piedi, prima di addentrarsi in un canalone con alcuni balzi. La sezione più tecnica è il Caminetto Pagani, risalito con due scale metalliche: la prima strapiombante, la seconda più appoggiata. Usciti dal camino — attenzione ai zaini voluminosi nel passaggio stretto — si percorre un tratto panoramico tra pinnacoli e guglie calcaree, ignorando le deviazioni laterali. Superato un bivio in prossimità del Canalone Angelina, si risalgono pareti appoggiate fino a Colle Valsecchi (2177m), dove terminano le attrezzature principali.

    Carattere e difficoltà

    Percorso di difficoltà moderata, mai tecnico in modo estremo ma ricco di passaggi esposti che richiedono buon equilibrio e assenza di vertigini. La progressione è quasi sempre intuitiva e l’impianto delle attrezzature risulta razionale. Le sezioni più impegnative sono il traverso esposto prima del Caminetto Pagani e le due scale metalliche del caminetto stesso. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Attrezzatura standard da ferrata consigliata: imbrago, longe doppia con dissipatore, casco.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da maggio a ottobre, evitando le giornate con nebbia bassa o rischio di temporali pomeridiani. Il percorso si svolge a quote comprese tra circa 1300m e 2177m: anche in estate le temperature possono abbassarsi rapidamente con l’arrivo di perturbazioni. La roccia calcarea della Grignetta diventa scivolosa dopo la pioggia. Nei fine settimana estivi il sentiero è molto frequentato: una partenza anticipata consente di evitare code sulle attrezzature.

    Discesa

    Da Colle Valsecchi (2177m) si hanno più opzioni di rientro. Si può proseguire per il Sentiero Attrezzato Cecilia oppure scendere verso la Val Scarlettone seguendo il Canalino Federazione, percorso attrezzato che riporta verso i Resinelli. In alternativa la Cresta Cermentati o la Cresta Sinigaglia offrono discese più lunghe ma panoramiche. Il tempo totale del giro si attesta sulle 6 ore.

    Da abbinare

    Il Sentiero Attrezzato della Direttissima si abbina naturalmente al Sentiero Attrezzato Cecilia, con cui condivide il tratto terminale da Colle Valsecchi. Nelle immediate vicinanze si trovano anche il Sentiero Attrezzato delle Foppe per il Rifugio Rosalba e numerosi altri itinerari alpinistici sulla Grigna Meridionale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata600 m
    • Dislivello itinerario930 m
    • Quota max2177 m
    • Lunghezza10 Km
  • Sentiero Attrezzato Falcipieri

    Sentiero Attrezzato Falcipieri

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Falcipieri
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Falcipieri è una lunga traversata sulle 5 Cime del Pasubio (Veneto), in un ambiente intriso di storia della Grande Guerra con panorami estesi sulle Piccole Dolomiti vicentine.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è la Bocchetta di Campiglia (1220m), in provincia di Vicenza, raggiungibile da Schio o da Rovereto percorrendo la strada che sale verso il Pian delle Fugazze. Dall’ampio parcheggio della Bocchetta di Campiglia si imbocca il segnavia 367 che, in breve avvicinamento di circa 15 minuti a piedi, porta all’attacco del percorso attrezzato.

    Il percorso

    Il Sentiero Falcipieri si sviluppa per circa 5 ore lungo la cresta delle 5 Cime del Pasubio, con un dislivello della sezione attrezzata di 700m. Il tracciato segue il segnavia 367 attraverso ambienti aperti e ventosi dove le testimonianze della Prima Guerra Mondiale sono ancora molto visibili: camminamenti, trincee e gallerie scavate nel vivo della roccia. I tratti attrezzati si susseguono sulle varie cime con cavi metallici e pioli che rendono sicuri i passaggi più esposti. La quota massima raggiunta è 2040m. La traversata completa, per lunghezza e ambiente, è tra le più caratteristiche delle Prealpi veneto-trentine.

    Carattere e difficoltà

    Il Falcipieri è impegnativo soprattutto per la durata (5 ore di percorso attrezzato, 7h30′ totali) e l’ambiente aperto sul crinale, più che per le difficoltà tecniche dei singoli passaggi. L’esposizione al vento e le rapide variazioni meteorologiche tipiche del Pasubio richiedono buona preparazione fisica e capacità di gestire le energie su un percorso lungo. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Interesse storico eccezionale: l’intera zona fu teatro di sanguinosi combattimenti della Grande Guerra. Dotazione standard da ferrata consigliata.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a settembre. Il crinale delle 5 Cime è completamente esposto: in caso di temporali pomeridiani la ritirata può risultare difficoltosa lungo il percorso. La partenza mattutina è essenziale per completare la traversata prima del pomeriggio. In presenza di neve residua (possibile anche in maggio a 2000m) i tratti di cresta richiedono valutazione accurata delle condizioni.

    Discesa

    Il rientro dalla traversata avviene per la Strada delle 52 Gallerie (segnavia 366), storico percorso militare della Grande Guerra che scende verso la Bocchetta di Campiglia. Questo itinerario di discesa è esso stesso di grande interesse storico. Tempo totale dell’escursione: circa 7h30′ incluso l’avvicinamento.

    Da abbinare

    Sul versante trentino del Pasubio si trova il Sentiero Attrezzato Franco Galli al Corno Battisti, percorso altrettanto ricco di storia della Prima Guerra Mondiale. Le Piccole Dolomiti offrono numerose altre ferrate nell’area tra Recoaro Terme e Rovereto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPasubio
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata5:00 h
    • Itinerario (a/r)7:30 h
    • Dislivello ferrata700 m
    • Dislivello itinerario808 m
    • Quota max2040 m
    • Lunghezza11 Km
  • Ferrata Ivano Dibona al Cristallo

    Ferrata Ivano Dibona al Cristallo

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Ivano Dibona al Cristallo
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ Avviso — La bidonvia che saliva a Forcella Staunies è stata smantellata (luglio 2017) ed è in attesa di ricostruzione a data da destinarsi; l’unico modo per raggiungere l’attacco è oggi risalire il ripido vallone detritico del Gran Staunies, su fondo ghiaioso instabile (almeno 2h dal termine della seggiovia). Anche il Rifugio Lorenzi, all’inizio della ferrata, risulta chiuso. È un itinerario lungo e impegnativo a prescindere: pianificare tempi e meteo con cura.

    La Ferrata Ivano Dibona è uno stupendo itinerario di cresta sul Gruppo del Cristallo. Da Forcella Staunies percorre tutta la cresta che scende al Col dei Stombi, in un percorso di grande interesse paesaggistico e ricco di tracce indelebili dei combattimenti della Grande Guerra. Le difficoltà tecniche non sono elevate, ma alcuni tratti sono esposti e soprattutto il dislivello complessivo richiede un ottimo allenamento.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal parcheggio presso il Ristorante Rio Gere, da cui sale la seggiovia che collega Rio Gere (1700 m) con il Rifugio Son Forca (2215 m), lungo la strada del Passo delle Tre Croci che unisce Cortina d’Ampezzo ad Auronzo di Cadore, sul versante ampezzano (apri su Google Maps). L’attacco è a Forcella Staunies (2932 m): dal Rio Gere ci sono quasi 1250 m di dislivello, quindi è vivamente consigliato usare la seggiovia fino al Rifugio Son Forca. Da qui, smantellata la vecchia bidonvia che saliva alla forcella, l’unica soluzione è risalire il vallone detritico del Gran Staunies, un canale ripido e su fondo ghiaioso instabile da affrontare con prudenza, mettendo in conto almeno 2 ore dal termine della seggiovia.

    ▲Il percorso

    Raggiunta la Forcella Staunies si scorge la sagoma del Rifugio Lorenzi, in posizione stupenda ma chiuso; dietro di esso una scala metallica incastonata nella roccia dà inizio alla ferrata. Terminata la passerella metallica, una scaletta avvia la prima sezione, la più “ferrata” dell’intero itinerario: una cengia con un passaggio su passerella di legno, un breve traverso che aggira un risalto roccioso con un paio di saliscendi privi di difficoltà, alcune roccette verso una galleria bellica piuttosto breve che piega subito a sinistra (torcia non necessaria) e una comoda cengia con passerella di legno. Si salgono altre roccette e si prosegue poco sotto il filo di cresta, con passaggi ampi e passerelle in legno dove il terreno si restringe, fino al ponte sospeso di circa 30 metri, uno dei punti più iconici del percorso: voltandosi si vedono il Rifugio Lorenzi appena lasciato e l’inizio della Ferrata Bianchi, che procedeva in senso inverso (15′ dall’attacco al rifugio, 2h30 totali). Il ponte è molto ampio, costruito con traversine di legno (un paio non fisse). Oltre il ponte una lunga scala metallica, divisa in due sezioni, fa guadagnare quota e porta sulla lunga cresta che caratterizza questa parte del percorso, ottimamente attrezzata con fune nonostante sia quasi ovunque ampia. Dopo una leggera discesa verso la Forcella Grande si incontra un bivio (2980 m, 15′ dal ponte, 30′ dall’attacco): si può proseguire dritto sulla Dibona oppure prendere la deviazione facoltativa a sinistra per la Cima Cristallino, salendo a mezzacosta a un’insellatura e poi su uno spigolo non difficile alla base della vetta (2997 m, 10′ dal bivio); si sale preferibilmente dal versante ovest, con una breve cengia e un ultimo strappo verticale di una decina di metri attrezzato con staffe, fino alla cima del Cristallino (3008 m), rientrando per la variante est lungo un canalino attrezzato e poi a ritroso fino alla Dibona (deviazione per il Cristallino circa 40′ andata e ritorno). Ripresa in discesa la Dibona, si scende verso la Forcella Grande (2874 m), dove a destra si stacca il sentiero per la Ferrata Renè de Pol alla Punta del Forame e si incontrano alcuni resti di postazioni di cecchini della Grande Guerra; alla forcella si tiene la sinistra restando sulla Dibona. Sul versante sinistro si passa accanto al rudere di un ex ricovero militare italiano e si percorre, sotto la Cresta Bianca, un tratto in cui si alternano sentiero, cenge, facili traversi e camminamenti attrezzati a modesto dislivello, fino alla Forcella Padeon (2762 m, 2h dall’attacco inclusa la deviazione al Cristallino, 4h15 totali), dove sorge il Bivacco Buffa di Perrero, ex caserma di guerra ristrutturata e in posizione panoramica eccellente, ideale per una sosta. Si prosegue a mezzacosta sul versante sud del Vecio del Forame, con alcune esposte cenge a tratti non protette, fino a un canalone detritico che si scende sulla sinistra con un lungo tratto attrezzato, raggiungendo prima la Forcella Alta (2650 m) e poi un bivio (2490 m, 1h dal Bivacco Buffa di Perrero, 5h15 totali). Qui, mentre a sinistra il ripido canalino franoso della Val Padeon costituisce una via di fuga difficile e poco consigliabile, si prosegue dritti sul Sentiero Dibona fino alla Forcella Bassa (2450 m); si cammina poi a mezzacosta senza attrezzature lungo la Cresta dello Zurlon, si sale una scaletta che porta ad alcuni ruderi militari (2360 m, 40′ da Forcella Bassa, 6h totali) e, dopo un breve tratto in salita a una forcella, si scende un ripido canalone ghiaioso fino al Col dei Stombi (2017 m, 40′ dai ruderi dello Zurlon, 6h45 totali), dove finisce l’ambiente roccioso e iniziano pini e mughi. Dal Col dei Stombi si scende ripidamente, tra tornanti e serpentine, fino all’innesto sulla forestale (CAI 203, 1700 m, 30′ dal colle, 7h15 totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Le difficoltà tecniche non sono elevate, ma l’itinerario è lungo e committente, con tratti esposti e alcune cenge non protette; il dislivello da affrontare è notevole e richiede ottimo allenamento. Storicamente è uno dei percorsi più affascinanti delle Dolomiti, disseminato di tracce della Grande Guerra.

    ⚠ Itinerario molto lungo (23 km, fino a 10h) e impegnativo, con tratti esposti e cenge a tratti non protette: partire presto, con meteo stabile, e tenere conto dell’accesso ora più faticoso (risalita del Gran Staunies).
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 3008 m al Cristallino). La lunghezza, l’esposizione e l’accesso impegnativo lo rendono adatto a escursionisti ben allenati e autonomi.

    ▲Discesa

    Raggiunta la forestale si tiene la sinistra sul sentiero 203, ignorando tutte le deviazioni, fino al Passo Son Forcia (2109 m, 1h45 dall’innesto sulla forestale, 8h totali). Da qui si può salire al Rifugio Son Forca per prendere la seggiovia che scende al Rio Gere (attenzione agli orari di apertura impianti), oppure tenere la destra sul 203 fino alla deviazione a sinistra per il CAI 206 (1948 m, 20′ dal Passo Son Forcia), in direzione di Malga Lareto; si scende sul 206 fino a individuare un’esile traccia non segnata che scende al Rio Gere (30′ dall’innesto sul 206, 2h45 dal termine della ferrata, 10h complessive).

    ▲Da abbinare

    Dalla Forcella Grande si stacca la Ferrata Renè de Pol alla Punta del Forame, naturale prosecuzione per chi ha ancora energie.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoCristallo
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata5:00 h
    • Itinerario (a/r)10:00 h
    • Dislivello ferrata1300 m
    • Dislivello itinerario1300 m
    • Quota max3008 m
    • Lunghezza23 Km
  • Sentiero Attrezzato del Vofrede (Ferrata dello Sperone)

    Sentiero Attrezzato del Vofrede (Ferrata dello Sperone)

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Sentiero Attrezzato del Vofrede (Ferrata dello Sperone)

    Il Sentiero Attrezzato del Vofrede — chiamato da alcuni Ferrata dello Sperone — è un itinerario non difficile ma dai panorami mozzafiato, che risale il vallone della Cignana contornato da stupendi laghi alpini. Si arriva ai pressi del Colle di Vofrede con un rientro ad anello in un giro molto appagante, sotto lo sguardo del Cervino.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è lungo la strada che da Châtillon risale verso Breuil-Cervinia (AO). Si oltrepassa Valtournenche e si prosegue oltre la centrale idroelettrica di Perrères fino a vedere sulla sinistra un’area in cui si lavora la sabbia; lungo un rettilineo si nota una strada sterrata che scende in quella direzione e, prima di oltrepassare il ponte, si parcheggia a bordo strada. Se l’ingresso nella sterrata non fosse possibile per lavori, si prosegue per qualche metro sulla strada principale e si parcheggia a destra in uno spiazzo, allungando di poco l’escursione (apri su Google Maps). Dal parcheggio si supera il ponte sul torrente Marmore svoltando a destra in direzione del laghetto per la pesca sportiva; nei pressi del cartello di divieto di accesso si imbocca il largo sentiero che risale il vallone del torrente Creton, fino a una palina con i vari segnavia, dove si tiene il segnavia 9 (segni gialli). Dove il sentiero piega a sinistra si attraversa un torrente e si risale un tratto gradonato su roccia viva; su comodo sentiero si giunge a un bivio dove, mentre a sinistra si va verso il ghiacciaio di Vofrede, si tiene la destra proseguendo dritti lungo la morena e, dopo alcuni tornanti, si raggiunge l’attacco del Sentiero Attrezzato del Vofrede (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto si svolge su alcune brevi pareti, seguite da un traverso orizzontale esposto ma con abbondante posto per i piedi; si aggira uno spigolo poco marcato e si risalgono facili roccette. Le attrezzature terminano momentaneamente e si segue la traccia fino a una parete verticale, arrampicabile agevolmente assicurati dal cavo; si superano alcuni balzi di roccia non ripidi fino a un balcone affacciato sul ghiacciaio del Vofrede. Dal terrazzino si affronta una parete verticale di alcuni metri, non difficile, che porta a un secondo balcone panoramico, oltre il quale prosegue il tratto verticale; il sentiero attrezzato continua senza difficoltà fino ad attraversare una spaccatura nella roccia, ormai in prossimità del termine. Si percorrono le ultime decine di metri e, nel pianoro sotto il Castelletto Whymper, il sentiero attrezzato si conclude con una magnifica vista sul vicino Cervino (1h30 dall’attacco, 3h30 totali). Dal termine si prosegue verso ovest (sinistra) lungo la pietraia in direzione del Colle di Vofrede (3130 m, punto più alto dell’escursione, 4h totali), seguendo i segni gialli e gli ometti.

    ▲Carattere e difficoltà

    L’itinerario non è difficile tecnicamente, ma è lungo: giunti al Colle di Vofrede si è a meno di metà escursione, quindi va valutata bene la lunghezza complessiva, soprattutto per il rientro.

    ⚠ Il rientro, pur non difficile, si svolge in una zona remota con sentiero non sempre ben segnato: può avere senso portare una traccia GPS, in particolare in caso di annuvolamenti o nebbia con difficoltà di orientamento.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 3130 m), in ambiente selvaggio e di grande bellezza. Lo sviluppo lungo e la lontananza da punti d’appoggio richiedono buona autonomia e attenzione al meteo.

    ▲Discesa

    Dal Colle di Vofrede si scende verso ovest in direzione del Gran Lago, seguendo la traccia labile del sentiero e poi gli sfasciumi fino al lato orientale del bacino; si percorre il muro di contenimento verso valle fino a un piccolo rudere dal tetto sfondato, da cui un sentiero si connette poco dopo a uno più ampio che risale alla parete dove sorge il Rifugio Perucca Vuillermoz. Dal rifugio si segue il sentiero 6 – Alta Via 3 verso il bivacco Manenti, a tornanti, fino al bordo del lago di Balanselmo; si prosegue con un lungo tratto a mezzacosta all’Alpe di Chevalley, poi su una sterrata fino a una selletta da cui si prende il sentiero 107, tenendo la sinistra verso il rifugio La Riondè e proseguendo verso l’ormai visibile cava di sabbia e quindi al parcheggio (3h30 dal termine del sentiero attrezzato, 7h30 complessive).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoCervino – Valtournenche
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)7:30 h
    • Dislivello ferrata450 m
    • Dislivello itinerario1200 m
    • Quota max3130 m
    • Lunghezza14,9 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Scalette al Catinaccio (Larsec)

    Sentiero Attrezzato delle Scalette al Catinaccio (Larsec)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato delle Scalette al Catinaccio (Larsec)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato delle Scalette è la via più diretta che dal Rifugio Gardeccia conduce nelle austere valli del Larsec e della Laussa, nel cuore del Catinaccio. L’itinerario non presenta particolari difficoltà tecniche e può essere percorso anche da chi è alle prime esperienze sulle vie attrezzate; va però prestata grande attenzione al meteo se si decide di proseguire nelle due valli in quota.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il Rifugio Gardeccia, nella Val del Vajolet (parallela alla Val di Fassa, TN) e interdetta al traffico privato. Per raggiungerlo ci sono varie opzioni: salire con la funivia da Vigo di Fassa al Rifugio Ciampedie e proseguire su comodo sentiero in circa 45′; usare il bus navetta da Pozza di Fassa (20′, conviene verificare punto e orari con l’ufficio turistico); oppure salire con la funivia da Pera di Fassa e raggiungere il rifugio a piedi (apri su Google Maps). Dal Rifugio Gardeccia (1949 m) si segue il CAI 583 che, a mezzacosta, passa sotto i dirupi del Larsec verso est, aggira le imponenti bastionate rocciose e prosegue verso nord in più marcata salita; a un certo punto una palina indica di tenere la sinistra su una nuova traccia, che sostituisce una vecchia via soggetta a una frana (1h dal Rifugio Gardeccia).

    ▲Il percorso

    Da qui in avanti si percorre l’effettivo Sentiero delle Scalette, che si inerpica in un canalone al termine del quale si raggiunge il Passo delle Scalette. I primi tratti attrezzati sono su un’esposta cengia, oltre la quale una serie di staffe metalliche permette di risalire un traverso; segue un tratto di erto sentiero senza attrezzature fino a un secondo tratto attrezzato, composto da roccette che si risalgono restando sul lato sinistro del canalone. Si supera un breve salto verticale, dove alcune nuove cambre metalliche danno sostegno, e si risale un ulteriore tratto di erto sentiero fino al Passo delle Scalette (2348 m, 1h dall’attacco, 2h dal Rifugio Gardeccia).

    ▲Carattere e difficoltà

    Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche; l’impegno principale è il dislivello, che richiede un buono stato di forma. Merita una nota a parte l’eventuale proseguimento nelle detritiche valli del Larsec o di Laussa.

    ⚠ Le valli del Larsec e della Laussa sono prive di punti d’appoggio: proseguire l’escursione sotto un temporale può renderle molto più proibitive del normale. Pianificare l’itinerario con un occhio costante al meteo.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 2720 m sull’anello più lungo). Le difficoltà tecniche sono contenute, ma lo sviluppo e l’ambiente d’alta quota richiedono buona preparazione fisica e attenzione alle condizioni meteo.

    ▲Discesa

    Dal Passo delle Scalette si sceglie tra varie opzioni di rientro. La più battuta percorre la desolata Valle del Larsec fino al Passo Pope (2720 m), da cui si scende col ripido sentiero Don Guido al Rifugio Vajolet (2243 m) e, lungo la Valle del Vajolet, al Rifugio Gardeccia (1950 m, 5h30). L’opzione più lunga resta sul CAI 583 nella Valle di Laussa fino all’omonimo passo (2700 m), per scendere al Rifugio d’Antermoia (2497 m) presso il lago glaciale, oppure tenere la sinistra verso il Passo Principe; dal Rifugio Antermoia si può raggiungere il Passo Principe percorrendo la Ferrata al Catinaccio d’Antermoia, e dal Passo Principe scendere tutta la Valle del Vajolet fino al Gardeccia (5h30 senza raggiungere il Lago d’Antermoia e senza la ferrata, 8h includendoli). L’opzione più breve, ma meno appagante, è il rientro a ritroso lungo il percorso dell’andata (3h30 totali).

    ▲Da abbinare

    Il sentiero si presta a essere abbinato alla Ferrata al Catinaccio d’Antermoia — come descritto nel rientro — oppure alla Ferrata Bepo de Medil, preferibilmente in discesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoCatinaccio
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario761 m
    • Quota max2720 m
    • Lunghezza16 Km
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