Paese: Italia

  • Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè

    Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Gustavo Vidi si snoda attorno a Pietra Grande e agli Orti della Regina nelle Dolomiti di Brenta, partendo dalla stazione a monte della funivia di Madonna di Campiglio al Grostè. Un anello su cengia di rara bellezza in un angolo tra i meno frequentati del Brenta, con esposizione da non sottovalutare nonostante le difficoltà tecniche contenute.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Madonna di Campiglio e si prende la funivia verso il Rifugio Stoppani al Grostè (indicazioni Maps). In alternativa si sale a piedi dal passo con il sentiero CAI 301, che recupera 800 m di dislivello in circa due ore senza pendenza eccessiva.

    ▲Il percorso

    Dalla stazione a monte della funivia si seguono i numerosi segnavia CAI 390 verso Pietra Grande. In venti minuti si incontra il primo cartello rosso che segna l'ingresso ufficiale nel Sentiero Attrezzato Vidi. Si risalgono alcune facili roccette e si percorre un sentiero ripido e ghiaioso fino a una caratteristica cengia ampia, dove una targa metallica ricorda la dedica del percorso. Si prosegue verso nord, mantenendo la quota, fino a un primo restringimento di cresta con attrezzatura metallica. Dopo alcune roccette non protette si affronta un canalino stretto dove il cavo accompagna la salita. Il percorso descrive un arco attorno al massiccio: un lungo tratto di cengia, parzialmente privo di protezioni, richiede piede fermo e concentrazione. In basso si intravede il Rifugio Graffer, meta del rientro (circa 2h 30' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati in senso stretto non presentano difficoltà tecniche elevate, ma larghi settori di cengia sono esposti e privi di cavo: richiedono piede sicuro e assenza di vertigini. Complessità: tecnica 2/5, fisica 2/5, esposizione 3/5, ambiente 2/5.

    ⚠ In stagione inoltrata alcuni passaggi possono conservare neve o ghiaccio: piccozza o ramponi come precauzione, analogamente a tutto il settore del Brenta.
    ▲Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a settembre. Evitare in presenza di precipitazioni o rischio temporali pomeridiani. La funivia chiude stagionalmente: verificarne la disponibilità prima di partire.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Graffer si scende in funivia dalla stazione intermedia oppure si prosegue a piedi lungo il sentiero CAI 301 fino a Madonna di Campiglio (circa 5h totali contando la funivia in salita e la discesa a piedi). In alternativa si risale al Rifugio Stoppani per riprendere la funivia (3h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Brenta si può abbinare la Ferrata della Val Gelada o il vicino Sentiero Attrezzato delle Palete.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata220 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max2662 m
    • Lunghezza4,4 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Il Sentiero Attrezzato delle Laste è la via più diretta per salire da Biacesa al Bivacco Arcioni e alla Chiesa di San Giovanni, sotto Cima Capi e Cima Rocca. Percorso breve, privo di esposizione marcata, adatto a chi muove i primi passi sui sentieri attrezzati in un contesto lacustre di grande fascino.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Biacesa, 4 Km da Riva del Garda percorrendo le gallerie verso la Val di Ledro (indicazioni Maps). Imboccando via dei Dazi e svoltando a destra si arriva a un parco giochi con ampio parcheggio. Si segue il sentiero CAI 470 (Sentiero dei Bech) verso est in direzione di Cima Capi per circa 15 minuti fino al bivio dove il CAI 471 sale a sinistra: è l'attacco del Sentiero delle Laste.

    ▲Il percorso

    Il primo ostacolo è un diedro di 6 metri con cavo sul lato sinistro e buoni appigli naturali sul destro. Seguono una cengia erbosa nel bosco e una rampa diagonale ben gradinata. Si arriva a una galleria con libro delle firme — ottimo punto di sosta. Ripartendo si sale una paretina con ampie cambre metalliche, poi un secondo tratto simile in diagonale esaurisce le attrezzature. Il sentiero continua su terreno più aperto fino al Bivacco Arcioni (45' dall'attacco), quindi alla Chiesa di San Giovanni.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile: i tratti attrezzati non superano il secondo grado e non presentano esposizione. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 1/5, ambiente 2/5. Adatto a bambini già abituati all'uso del casco e dell'imbrago con supervisione adulta.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile quasi tutto l'anno grazie alla quota modesta. In caso di pioggia il diedro iniziale può essere scivoloso.

    ▲Discesa

    Dalla Chiesa di San Giovanni si prende il sentiero CAI 460 verso ovest fino all'incrocio col CAI 417, poi a sinistra verso Biacesa (45' — 1h 45' totali compresa la salita).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Garda: il Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Baldo e Garda
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata231 m
    • Dislivello itinerario440 m
    • Quota max858 m
    • Lunghezza4 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz

    Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato dei Mar al Mulaz
    Moderatamente Difficile● ChiusaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    ⚠ ATTENZIONE — Via CHIUSA: Il Sentiero Attrezzato dei Mar risulta chiuso. Verificare le condizioni aggiornate prima di qualsiasi pianificazione.

    Il Sentiero Attrezzato dei Mar percorre il versante settentrionale delle Pale di San Martino con partenza dall'isolato abitato di Gares, salendo verso il Mulaz tra panorami sul Focobon. Itinerario poco frequentato, tecnicamente non difficile ma con fondo talvolta insidioso su erba e terroso.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Gares da Canale d'Agordo svoltando verso sud (ovest) per circa 7 Km su una bella vallata (indicazioni Maps). Parcheggio comodo nel paese. A piedi si raggiunge la chiesa e si imbocca l'itinerario verso Malga Stia seguendo le indicazioni, salendo prima su carrareccia poi sul sentiero 754 sul versante sinistro della Val di Greta. In circa 50 minuti si arriva a Malga Stia (1785 m), poi si continua sul sentiero 752 verso Forcella Stia.

    ▲Il percorso

    Da Malga Stia si percorre il sentiero 752 su prati verso Forcella Stia. Puntando alla Cresta dei Mar si arriva a una scaletta metallica e a un cartello che segnano l'inizio delle attrezzature. Si risale la scaletta e si affronta una prima esile cengia attrezzata. Si prosegue su crinale erboso seguendo la labile traccia verso la cresta rocciosa che si percorre restando appena sotto il filo di cresta, seguendo i cavi metallici e prestando attenzione al fondo erboso e terroso che può risultare scivoloso con umidità. Il percorso porta infine verso il Mulaz.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati non sono tecnicamente esigenti ma il fondo instabile e la labilità della traccia richiedono orientamento e prudenza. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 2/5, ambiente 3/5.

    ⚠ Via attualmente chiusa. Non percorrere senza aver verificato lo stato dell'attrezzatura con la Sezione CAI competente o con la Guardia di Finanza di Falcade.
    ▲Periodo e sicurezza

    Normalmente aperto da luglio a settembre. Verificare la riapertura prima di pianificare l'escursione.

    ▲Discesa

    Dal Mulaz si scende verso il Rifugio Mulaz e poi per sentiero verso Falcade oppure si rientra a Gares per la via di salita.

    ▲Da abbinare

    Nelle Pale di San Martino: la Ferrata del Canalino al Mulaz e la Ferrata Gabitta d'Ignoti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:
    • Itinerario (a/r)7:00 h
    • Dislivello itinerario1180 m
    • Quota max2560 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato Monte Gendarme – Passo del Cerreto

    Sentiero Attrezzato Monte Gendarme – Passo del Cerreto

    Vie Ferrate › Toscana › Massa-Carrara
    Sentiero Attrezzato Monte Gendarme – Passo del Cerreto

    ⚠ ATTENZIONE — Via SMANTELLATA: I tratti attrezzati del Sentiero Attrezzato Monte Gendarme sono stati smantellati. La salita richiede ora passaggi di arrampicata di II grado non protetti o da proteggere con materiale individuale. Non percorrere come sentiero attrezzato.

    Il Sentiero Attrezzato del Monte Gendarme risale il Vallone dell'Inferno sull'Appennino Tosco-Emiliano, partendo dal Passo del Cerreto verso i 1895 m del Monte La Nuda e del Monte Gendarme (1872 m). La via originale presentava un breve tratto attrezzato nel tratto sommitale, ora rimosso. La salita escursionistica rimane percorribile ma richiede esperienza alpinistica di base.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo del Cerreto (1261 m) si raggiunge da Reggio Emilia oppure da Aulla (A15) lungo la SS 63 (indicazioni Maps). Ampio parcheggio e possibilità di ristoro al passo. Si segue la traccia del sentiero 00 verso il Vallone dell'Inferno.

    ▲Il percorso

    Dal Passo del Cerreto si risale il Vallone dell'Inferno lungo il sentiero 00 fino al Bivacco Rosario (1h 30'). Raggiunto il crinale si può salire a sinistra verso il Monte La Nuda (15') oppure verso destra seguire il CAI 94 che costeggia il vallone fino alla base della parete rocciosa del Monte Gendarme (1h 45' totali). Il tratto sommitale dove era collocata l'attrezzatura ora richiede passaggi liberi di II grado. La vetta (2h circa) offre vista sulle Apuane a ovest e sul Golfo della Spezia a nord-ovest.

    ▲Carattere e difficoltà

    Originariamente classificato Facile per la presenza delle attrezzature. Dopo lo smantellamento i passaggi sommitali richiedono esperienza alpinistica (II grado). Complessità escursionistica: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 3/5.

    ⚠ La via è ufficialmente smantellata. Non avvicinarsi al tratto sommitale senza conoscenze di arrampicata o senza protezioni individuali adeguate.
    ▲Periodo e sicurezza

    Il Vallone dell'Inferno è percorribile da maggio a ottobre come escursione. La salita alla vetta del Gendarme è sconsigliata senza adeguata attrezzatura alpinistica.

    ▲Discesa

    Si scende per la via di salita fino al Passo del Cerreto.

    ▲Da abbinare

    Sull'Appennino Emiliano: la Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e la Ferrata dell'Ultimo Sole.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneToscana
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata0:15 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata47 m
    • Dislivello itinerario630 m
    • Quota max1895 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Vie Ferrate › Veneto › Vicenza
    Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Il Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto percorre un itinerario ad anello da Passo Campogrosso attraverso le gallerie e le trincee della Grande Guerra, salendo al Passo degli Onari e alla cima del Cornetto. Un percorso storico e panoramico, nel complesso facile ma con un tratto attrezzato di media difficoltà da percorrere con attenzione.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo di Campogrosso (Vicenza) si raggiunge da Recoaro Terme via Merendaore oppure da Rovereto passando per Pian delle Fugazze (indicazioni Maps). Si parcheggia al passo e si segue il sentiero 170 verso nord in direzione Malga Boffetal.

    ▲Il percorso

    Dal Passo Campogrosso si imbocca il sentiero 170, ampio e ben segnato, in direzione ovest delle pendici del Monte Cornetto fino al bivio col sentiero 176 che piega a destra in salita. Si attraversa la prima galleria militare — utile ma non indispensabile una torcia — e si prosegue su sentiero non difficile attraverso ulteriori gallerie di origine bellica. Il percorso taglia diagonalmente la parete meridionale del Cornetto su cenge panoramiche abbastanza larghe, poi entra in una gola dove il cavo metallico assiste nel passaggio più stretto. Si esce dalla gola e si sale deciso verso il Passo degli Onari, incontrando nuove gallerie, fino alla cima del Monte Cornetto. Il ritorno avviene per il sentiero 149 a mezzacosta fino al Passo del Baffelan e di nuovo al Passo Campogrosso.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile con un tratto attrezzato di media difficoltà nella gola. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5. Le gallerie aggiungono interesse storico senza aumentare il rischio.

    ⚠ Portare una torcia per le gallerie. Il fondo può essere bagnato all'interno; attenzione al terreno scivoloso all'uscita.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da aprile a novembre grazie alla quota relativamente bassa. Evitare in caso di neve o ghiaccio sui tratti esposti.

    ▲Discesa

    Anello completo: Passo degli Onari → sentiero 149 → Passo del Baffelan → Passo Campogrosso.

    ▲Da abbinare

    Nelle Piccole Dolomiti Vicentine: la Ferrata del Vajo Stretto e il Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti – Monti Lessini
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max1899 m
    • Lunghezza11 Km
  • Sentiero Attrezzato dell’Ideale – Bocca d’Ambiez

    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato dell'Ideale attraversa la parete sotto la Cima d'Ambiez nelle Dolomiti di Brenta, collegando i Rifugi XII Apostoli e Agostini. Sebbene storicamente classificato come sentiero attrezzato, presenta tratti verticali ed esposti degni di una vera via ferrata — da non sottovalutare.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza più comune è la funivia da Pinzolo al Doss del Sabion (indicazioni Maps). Da Pinzolo sulla SS 239 si parcheggia negli ampi spiazzi accanto agli impianti di risalita. Dalla stazione a monte si segue il Sentiero Attrezzato della Scala Santa per raggiungere il Rifugio XII Apostoli (circa 3h).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio XII Apostoli si segue il CAI 307 verso est in direzione della Bocchetta dei Camosci. Si risale un vallone su fondo detritico con pendenza sostenuta fino a un punto dove la parete si stringe: qui iniziano i tratti verticali ed esposti che giustificano la reputazione di questo percorso. La via sale verso la Bocca d'Ambiez alternando roccette attrezzate e cenge aeree. L'uscita conduce al Rifugio Agostini. Il percorso può essere percorso anche in senso inverso, oppure come naturale prosecuzione della Ferrata Brentari che parte dal Rifugio Pedrotti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, ma con passaggi che si avvicinano al Difficile per esposizione e verticalità. Non adatto a chi è alle prime armi con l'uso del set da ferrata. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 3/5, ambiente 3/5.

    ⚠ L'itinerario si svolge ad alta quota nel Brenta: possibile presenza di neve e ghiaccio anche in estate. Verificare le condizioni al Rifugio Agostini prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L'alta quota e l'orientamento ombreggiato possono mantenere neve a lungo. Consigliato in compagnia o dopo aver percorso altre ferrate di livello simile.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Agostini si può scendere verso Molveno lungo sentieri CAI oppure rientrare al Rifugio XII Apostoli per riprendere la funivia verso Pinzolo.

    ▲Da abbinare

    Complementare alla Ferrata Brentari, al Sentiero della Scala Santa e alla Ferrata Benini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max1750 m
    • Lunghezza6 Km
  • Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Il Sentiero Attrezzato del Monte Cernera sale dal Passo Giau alla panoramica cima (2664 m) nel gruppo della Croda da Lago. Percorso breve e solo parzialmente attrezzato, con un canalino terminale che richiede attenzione particolare quando bagnato.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo Giau (2233 m) si raggiunge sulla strada tra Alleghe e Cortina d'Ampezzo (indicazioni Maps). Ampio parcheggio al passo. Si segue in direzione sud il sentiero CAI 436 verso Forcella Col Piombin. Raggiunta la forcella si devia a destra lungo i prati seguendo la traccia fino al primo tratto attrezzato (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto attrezzato risale una placca rocciosa di pochi metri. Superato il risalto si raggiunge un intaglio e poco più in alto si affronta il secondo tratto, leggermente più verticale del primo. Si prosegue su traccia sempre più ripida fino alla base di un canalino roccioso spesso bagnato per il drenaggio: è il passaggio chiave, da percorrere con cura. Terminato il canalino, pochissimi metri di facile arrampicata su roccette portano alla croce di vetta (1h 30' circa dal parcheggio), con vista a 360° sul Passo Giau e sulle Dolomiti circostanti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile. I tratti attrezzati sono brevi e ben appigliati. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5.

    ⚠ Il canalino finale drena l'acqua della parete e risulta spesso bagnato anche nelle giornate serene: prestare attenzione al fondo scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a ottobre. Evitare in caso di temporale: la cima è esposta. Il passo può essere innevato a inizio stagione.

    ▲Discesa

    A ritroso per il sentiero di salita fino al Passo Giau (3h circa totali andata e ritorno).

    ▲Da abbinare

    Spostandosi a nord si raggiungono le ferrate di Cortina: la Ferrata Sci Club 18, la Ferrata Strobel e la Ferrata dell'Averau.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane – Croda da Lago
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata50 m
    • Dislivello itinerario431 m
    • Quota max2.664 m
    • Lunghezza6 Km
  • Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › RE
    Groppi di Camporaghena e Monte Alto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    I Groppi di Camporaghena e il Monte Alto (1904m) rappresentano l’angolo più alpino dell’Appennino tosco-emiliano: un lungo itinerario con tre sezioni attrezzate su Monte Alto al triplice confine tra le province di Reggio Emilia, Parma e Massa-Carrara.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Succiso Nuovo, piccola frazione del comune di Ventasso in provincia di Reggio Emilia (RE), raggiungibile percorrendo la strada che sale da Busana o da Collagna verso l’alta valle del Secchia. Si parcheggia al paese e si imbocca il segnavia CAI 653 che porta verso l’alta quota. L’avvicinamento richiede circa 3 ore: il sentiero attraversa il Torrente Liocca e risale verso il pianoro di Camporaghena, zona di pascoli d’alta quota al confine provinciale RE/PR/MS.

    Il percorso

    Da Succiso Nuovo si risale per il segnavia 653, attraversando il Torrente Liocca e guadagnando quota verso i panoramici Groppi di Camporaghena. I tre tratti attrezzati si trovano sulla cresta di Monte Alto (1904m) e superano le sezioni più ripide e rocciose dell’itinerario con circa 2h30′ di percorso attrezzato (dislivello ferrata: 100m). Il paesaggio ha una morfologia che ricorda per certi versi le aree prealpine, con pareti verticali inusuali per l’Appennino settentrionale. La quota massima è 1904m.

    Carattere e difficoltà

    Itinerario impegnativo principalmente per la lunghezza eccezionale (16km, 9 ore totali, 1325m di dislivello complessivo) e l’isolamento dell’ambiente. Le tre sezioni attrezzate su Monte Alto non sono mai tecnicamente estreme ma la stanchezza accumulata nelle 3 ore di avvicinamento le rende più significative. L’ambiente dell’Appennino tosco-emiliano a questa quota è selvaggio e lontano da servizi. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Non adatto a principianti per la durata e l’isolamento.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a ottobre. La lunghezza richiede partenza mattutina per completare l’itinerario con la luce del giorno (9 ore). L’isolamento del percorso impone di portare con sé acqua, cibo e abbigliamento per ogni condizione meteorologica. In caso di maltempo la discesa può risultare complicata. Verificare le condizioni della neve in quota in tarda primavera.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita invertito, scendendo da Monte Alto verso i Groppi di Camporaghena e poi lungo il segnavia 653 a Succiso Nuovo. Il tempo totale dell’escursione andata e ritorno è di circa 9 ore.

    Da abbinare

    Il Monte Alto e i Groppi di Camporaghena si trovano in un’area poco frequentata dell’Appennino reggiano-parmense, adatta a chi ama l’escursionismo in ambienti selvaggi e lontani dalla folla. Nelle vicine Alpi Apuane (versante toscano) sono presenti ferrate più tecniche e spettacolari. L’Alta Via dei Parchi percorre questa zona dell’Appennino settentrionale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario1325 m
    • Quota max1904 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Il Sentiero Attrezzato della Grande Chenalette sale dal Colle del Gran San Bernardo fino ai 2950m della vetta valdostana, con tratti tecnici su diedri rocciosi in un ambiente alpino di confine tra Italia e Svizzera.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova al Colle del Gran San Bernardo (2469m), valico alpino al confine tra Valle d’Aosta e Svizzera, raggiungibile dall’Italia tramite la strada del colle oppure dal Traforo del Gran San Bernardo. Si parcheggia nella zona dell’ospizio, sul versante svizzero del valico. L’avvicinamento richiede circa 1h20′: si sale verso nord transitando vicino ai ruderi degli impianti sciistici dismessi degli anni ’80 fino a un belvedere panoramico a quota 2650m. Il vero attacco della sezione attrezzata si trova a 2780m, circa 1h20′ dal parcheggio.

    Il percorso

    Da quota 2780m inizia la sezione attrezzata della Grande Chenalette. Il percorso si sviluppa su un diedro roccioso assistito da pioli metallici e corde fisse per un dislivello di 108m in circa 1 ora. La progressione su roccia è tecnica ma le attrezzature sono ben posizionate. La vetta della Grande Chenalette (2950m) è la meta dell’itinerario: da qui il panorama spazia sulle Alpi Pennine al confine italo-svizzero in tutte le direzioni.

    Carattere e difficoltà

    Percorso difficile soprattutto per la quota elevata (circa 2950m) e l’esposizione del diedro. Nonostante la brevità relativa (6.4km, 1 ora di tratto attrezzato), l’altitudine richiede buona acclimatazione e fisico allenato. L’indice di complessità tecnico-atletica è elevato su tutti i parametri. Difficoltà: Difficile. Percorso per ferratisti esperti e alpinisti abituati all’alta quota.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio ad agosto. A 2950m neve e ghiaccio possono persistere anche in estate, specialmente nel diedro attrezzato esposto a nord. Il vento forte è frequente sul crinale di confine. Verificare accuratamente le condizioni nivometeorologiche prima di intraprendere l’escursione. Equipaggiamento da ferrata completo indispensabile.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita: dal diedro attrezzato si ridiscende al belvedere a 2650m e poi all’ospizio del Gran San Bernardo. Tempo totale dell’escursione: circa 3h30′.

    Da abbinare

    Il Gran San Bernardo si trova al cuore delle Alpi Pennine valdostane. La Valle d’Aosta offre alcune delle ferrate più impegnative dell’arco alpino occidentale, in un contesto di alta montagna glaciale unico. Nelle vicinanze si trovano percorsi alpini sul crinale di confine italo-svizzero.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Pennine
    • Avvicinamento1:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata108 m
    • Dislivello itinerario530 m
    • Quota max2950 m
    • Lunghezza6,4 Km
  • Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Il Sentiero Attrezzato Gino Badia è un percorso d’alta montagna nelle Dolomiti trentine della Val San Nicolò, nei pressi di Pozza di Fassa: una salita impegnativa con tratti attrezzati che culmina nell’iconico intaglio della Forcella del’Ort tra due torri rocciose.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Malga Crocefisso (1522m), raggiungibile dalla Val San Nicolò — laterale destra della Val di Fassa — nei pressi di Pozza di Fassa (TN). Si percorre la strada forestale che risale la Val San Nicolò fino al parcheggio presso la malga. Dal parcheggio si imbocca il segnavia 603 che si addentra nella valle. L’avvicinamento richiede circa 2 ore fino alla Forcella dal Pief (2186m), percorrendo i segnavia 603, 641 e 640A in successione.

    Il percorso

    Da Malga Crocefisso (1522m) si risale per i segnavia 603-641-640A fino alla Forcella dal Pief (2186m) in circa 1h30′. Dalla forcella iniziano i tratti attrezzati del Sentiero Gino Badia: circa 45 minuti di progressione su roccia dolomitica con un dislivello attrezzato di 75m. Il percorso culmina nella spettacolare Forcella del’Ort, stretto intaglio aereo tra due torri rocciose dolomitiche che costituisce il passaggio più caratteristico dell’itinerario. La quota massima raggiunta è 2528m.

    Carattere e difficoltà

    Il sentiero è classificato difficile soprattutto per il lungo avvicinamento (2 ore) e il dislivello complessivo (1006m su 13km totali). La sezione attrezzata in senso stretto è di breve durata ma si svolge su terreno dolomitico a oltre 2400m di quota, richiedendo buona tecnica di progressione e assenza di vertigini. La Forcella del’Ort è un passaggio aereo e molto caratteristico. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio a settembre. A quota 2528m il meteo dolomitico può cambiare con grande rapidità: la partenza mattutina è obbligatoria per evitare i temporali pomeridiani. Presenza di neve possibile anche in estate nei canaloni della Forcella del’Ort. Verificare le condizioni prima di affrontare il percorso, soprattutto nella prima e ultima parte della stagione estiva.

    Discesa

    Dal punto più alto (2528m) si ridiscende verso la Forcella dal Pief e poi a Malga Crocefisso per il percorso di salita, oppure si accede ad altri itinerari della zona Val Monzoni. Il tempo totale dell’escursione è di circa 5h30′.

    Da abbinare

    La Val di Fassa e le Dolomiti circostanti ospitano ferrate e sentieri attrezzati di ogni livello. La Val San Nicolò è un ambiente tranquillo e poco frequentato, ideale anche per avvicinamenti ad altre cime del Gruppo del Monzoni. Nei dintorni di Pozza di Fassa si trovano numerosi itinerari delle Dolomiti di Fassa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti
    • Avvicinamento2:00
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata75 m
    • Dislivello itinerario1006 m
    • Quota max2528 m
    • Lunghezza13 Km
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