Paese: Italia

  • Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Orsi – Dolomiti di Brenta

    Il Sentiero Attrezzato Orsi collega la Bocca di Tucket al Rifugio Pedrotti nel settore centrale delle Dolomiti di Brenta, attraversando le cenge esposte del Naso dei Massodì, della Busa d’Armi e del Campanile Basso. Un itinerario ambizioso che richiede familiarità con ambienti alpini impegnativi, ideale come seconda giornata di un soggiorno in quota.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione a monte della funivia del Grostè (2437 m, indicazioni Maps) si segue il sentiero CAI 316 fino al Rifugio Tucket (2272 m, 1h30′). Dal rifugio si sale alla Bocca di Tucket attraversando la vedretta: è spesso necessario disporre di ramponi o procedere con massima attenzione sul ghiaccio (1h dal rifugio).

    ▲Il percorso

    Dalla Bocca di Tucket (circa 2640 m) si imbocca il Sentiero Orsi (CAI 303) verso est. Il percorso corre su una cengia espostissima del Naso dei Massodì e dello Spallone, con la voragine della Busa d’Armi che si apre sulla destra. Si alternano brevi tratti attrezzati e sezioni su cresta che richiedono piede sicuro. Il sentiero passa in prossimità del Campanile Alto e del Campanile Basso, con viste straordinarie sul cuore del Brenta, prima di raggiungere il Rifugio Pedrotti (2491 m, 2h30′ dalla Bocca di Tucket, 5h30′ totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. La difficoltà è data dall’ambiente severo, dall’esposizione prolungata e dalla presenza della vedretta nell’avvicinamento. I tratti attrezzati non sono tecnicamente estremi, ma il contesto richiede autonomia alpinistica.

    ⚠ La Bocca di Tucket conserva neve e ghiaccio fino a stagione avanzata: i ramponi sono quasi sempre necessari. Non avventurarsi in nebbia o maltempo imminente.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio ad agosto per le migliori condizioni sul ghiacciaio. Evitare in caso di temporali pomeridiani.

    ▲Discesa

    Si rientra per percorso inverso (10h30′ totali) oppure si pernotta al Rifugio Pedrotti organizzando una traversata in due giorni verso il Rifugio Graffer o lungo le Bocchette.

    ▲Da abbinare

    Il Rifugio Pedrotti è punto di partenza per il Sentiero delle Bocchette Alte, la Via delle Bocchette e la Ferrata Spellini: la zona del Brenta centrale è una delle aree via ferrata più ricche delle Alpi.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario1365 m
    • Quota max2699 m
    • Lunghezza24 Km
  • Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales

    Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales

    Vie Ferrate › Veneto › BL
    Sentiero Attrezzato Olivieri – Rifugio Ra Vales
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Itinerario di rilievo sotto la parete est di Punta Anna nelle Tofane, con un percorso attrezzato su cenge esposte, scale e un camino che porta a 2580 m nel cuore delle Dolomiti d’Ampezzo. Il Rifugio Ra Vales rappresenta la meta intermedia dell’anello, immerso in uno scenario dolomitico d’eccezione raggiungibile da Cortina.

    ▲Avvicinamento

    Da Cortina d’Ampezzo si sale alla Baita Pie Tofana (1675 m, indicazioni Maps) e si prosegue in seggiovia oppure a piedi per il sentiero 405 fino al Rifugio Pomedes (2303 m). Dal rifugio si percorre la carrareccia e poi una traccia nel ghiaione sotto la parete est di Punta Anna, fino alla targa commemorativa che segna l’attacco (1h15′ dall’impianto superiore, 1h45′ totali).

    ▲Il percorso

    Si attacca con una cengia in salita attrezzata, seguita dalla discesa di una breve paretina con canalino (possibile neve residua in primavera). Si attraversa un secondo canalino e si percorre una nuova cengia su fondo detritico. Si incontra la prima scala esposta, poi alcune roccette e una cengia in discesa. Un tratto ripido e tortuoso su ghiaia porta allo sperone con la seconda scala. Si risale quindi un camino il cui primo balzo è atletico, si percorre una cengia sotto un tetto e si supera uno spigolo: il Sentiero Attrezzato termina a 2580 m (1h15′ dall’attacco). Da qui si scende nella valle destra verso il Rifugio Ra Vales (2470 m, 2h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. Il camino con il primo balzo atletico e le scale esposte sono i passaggi che richiedono maggiore tecnica. Il fondo detritico e la possibile neve residua aumentano il grado di attenzione necessario.

    ⚠ I canalini possono conservare neve fino a luglio inoltrato. Verificare le condizioni prima di partire, soprattutto nella prima parte di stagione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a ottobre. Il Rifugio Ra Vales offre ristoro a metà percorso.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Ra Vales si segue il sentiero 407 verso nord fino alla Forcella Ra Vales (2300 m), poi si scende per canalone alla Baita Pie Tofana (5h30′ totali ad anello). In alternativa si rientra in funivia dal Rifugio Pomedes.

    ▲Da abbinare

    La zona delle Tofane offre numerosi altri itinerari d’alta quota nelle Dolomiti d’Ampezzo.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata120 m
    • Dislivello itinerario280 m
    • Quota max2576 m
    • Lunghezza2,9 Km
  • Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron

    Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › UD
    Sentiero Attrezzato Olivato – Monte Miaron
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    L’itinerario al Monte Miaron parte dal Passo Mauria e risale il versante nord-ovest del monte lungo cenge e canaloni, con brevi tratti attrezzati, fino al Bivacco Vaccari a 2050 m. Un angolo delle Prealpi Carniche poco frequentato, con ambienti selvatici e un tratto chiave su ghiaione privo di protezioni che è il vero passaggio discriminante dell’escursione.

    ▲Avvicinamento

    Dal Passo Mauria (1298 m, indicazioni Maps) si imbocca la carrareccia del sentiero 325, vietata alle auto. Si raggiunge il Ricovero Militare Miaron in circa 45 minuti. Alla biforcazione si abbandona il sentiero 327 (via normale) e si prende il 325 a destra, che porta su una cengia a mezzacosta tra mughi sul versante NW. Un’indicazione rossa segnala la deviazione verso il canalone detritico di risalita.

    ▲Il percorso

    Si affronta una prima paretina verticale attrezzata a lato di un canalino di frana, poi un tratto a mezzacosta su spigolo roccioso. Seguono cenge e canaloni sul versante ovest del Miaron, dove il caschetto è obbligatorio per il rischio caduta massi. Si giunge a un pilone-forcella, quindi a una seconda cengia simile. Il passaggio chiave è un ghiaione non protetto verso quota 1900 m: il passo deve essere calibrato con cura poiché il terreno non offre sicurezze di corda. Superato questo tratto, una cengia stabile porta a una terza insenatura con cengia stretta attrezzata, poi al Bivacco Vaccari (2050 m, 3h45′ dal Passo Mauria).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. La difficoltà principale non risiede nei tratti attrezzati ma nel ghiaione non protetto, che richiede piede sicuro e prudenza assoluta. Ambiente solitario e selvaggio.

    ⚠ Il caschetto è obbligatorio. Evitare di percorrere il versante ovest in presenza di altri escursionisti sulla parete soprastante per il rischio caduta massi.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a settembre. Il ghiaione non protetto è particolarmente insidioso in condizioni di bagnato.

    ▲Discesa

    Dal Bivacco Vaccari si scende per il sentiero 340 est verso la Forca del Cridola (2176 m), poi per il sentiero 348 fino alla Forcella Fossiana (1967 m), scendendo per la Val del Cadorini al Passo Mauria (6h30′ totali).

    ▲Da abbinare

    Il Passo Mauria è punto di riferimento per numerosi itinerari nelle Prealpi Carniche al confine tra Friuli e Veneto.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoPrealpi Carniche
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario878 m
    • Quota max2176 m
    • Lunghezza9 Km
  • Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball

    Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Un grande anello alpinistico nelle Pale di San Martino che combina la breve Ferrata della Vecia con il più impegnativo Sentiero Attrezzato Gusella–Ball, attraversando forcelle selvagge e ambienti di alta montagna in un itinerario completo di circa 9 ore. Una delle proposte più complete del Parco Naturale Paneveggio–Pale di San Martino.

    ▲Avvicinamento

    Da Malga Civertaghe (1375 m, indicazioni Maps) si imbocca il sentiero 713 verso le malghe superiori. Si segue il 713 fino alla Malga Sopra Ronz, poi a sinistra la variante ripida verso la pietraia. A un bivio si prende il sentiero 739 a sinistra verso la Ferrata della Vecia (2h30′ fino alla Forcella del Porton a 2460 m).

    ▲Il percorso

    La Ferrata della Vecia copre circa 50 m di cambre verticali. Dalla Forcella del Porton (2460 m) si svolta sul sentiero 714 verso Gusella, aggirando la Cima Ball sul versante sud e risalendo alla Forcella della Fede. Si scende un canalino senza protezioni, quindi inizia il Sentiero Attrezzato Gusella: un lungo traverso diagonale sul versante ovest di Cima Ball segnato da bolli rossi, con tratti attrezzati alternati a sezioni su terreno libero. Si giunge alla Forcella Stephen (2650 m, 4h totali). La discesa verso il Passo di Ball (2443 m, 4h45′) è ripida e attrezzata in più punti: una placca di 20 m, un camino e cenge verticali richiedono attenzione. Dal Passo si raggiunge il Rifugio Pradidali (2278 m) per poi risalire al Porton e rientrare a Malga Civertaghe (9h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, ma lungo e impegnativo fisicamente. Combina ferrata vera e propria, sentiero alpinistico attrezzato, tratti liberi esposti e lunga traversata ad alta quota. Necessario partire all’alba.

    ⚠ Il tratto Gusella è segnato solo da bolli rossi: seguirli con attenzione. Non adatto alle prime uscite in ferrata.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre inoltrato, verificando che la Forcella della Fede sia libera da neve. Partenza consigliata alle prime luci.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Pradidali si risale al Porton (7h15′ totali) e si rientra per il sentiero 713 a Malga Civertaghe (9h totali).

    ▲Da abbinare

    L’area delle Pale di San Martino offre itinerari per tutti i livelli; la Ferrata del Porton, inclusa in questo anello nel tratto di salita, è percorribile anche come escursione a sé.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata2:15 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata262 m
    • Dislivello itinerario1270 m
    • Quota max2698 m
    • Lunghezza18 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Itinerario breve ma di carattere lungo il versante della Grigna Meridionale, con un unico tratto attrezzato su terreno inclinato e franoso che porta al Rifugio Rosalba. Il nome evocativo, il terreno instabile e il panorama sulle creste della Grigna rendono questo percorso tutt’altro che banale nonostante la modesta lunghezza.

    ▲Avvicinamento

    Dai Piani Resinelli (ex Rifugio Alippi, indicazioni Maps) si segue il sentiero 9 in direzione Foppe per circa 30′, fino a una palina che indica la deviazione a destra verso il Sentiero dei Morti. Si sale nel bosco e poi attraverso prati ripidi.

    ▲Il percorso

    Il tratto attrezzato è un unico attraversamento inclinato con cavo su terreno sdrucciolevole e parzialmente franoso, che richiede attenzione continua lungo tutta la sua estensione. Il fondo instabile amplifica il rischio: un passo falso in questo punto può risultare pericoloso. Superato il traverso, si risale al Rifugio Rosalba (1h dal bivio, 1h30′ totali dai Piani Resinelli).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile nonostante lo sviluppo ridotto, a causa del terreno instabile e franoso nel tratto attrezzato.

    ⚠ Evitare assolutamente dopo piogge recenti o in presenza di neve residua. I bastoncini telescopici sono consigliati per il traverso. Mantenere sempre i rampanti dell’imbrago agganciati al cavo.
    ▲Periodo e sicurezza

    Consigliato da maggio a ottobre con terreno asciutto. Evitare tassativamente in caso di pioggia o subito dopo precipitazioni.

    ▲Discesa

    Si rientra per lo stesso percorso oppure si scende per Foppe seguendo il sentiero alternativo.

    ▲Da abbinare

    Nei pressi del Rifugio Rosalba si aprono numerosi itinerari sulla Grigna Meridionale. Il vicino Sentiero Attrezzato del Moregallo completa un fine settimana di uscite nelle Prealpi Lariane.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lariane
    • Avvicinamento0:30
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1730 m
    • Lunghezza9,2 Km
  • Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Vie Ferrate › Lombardia › CO
    Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Il Sentiero Attrezzato del Moregallo scala la cresta ovest del monte omonimo che incombe sul Lago di Como e su Valmadrera, portando alla vetta con un percorso esposto e atletico tra le proposte più note delle Prealpi Lariane. Un itinerario di soddisfazione con uno dei panorami più ampi sull’alto lago e sulle vette circostanti.

    ▲Avvicinamento

    Da Valmadrera/Belvedere si raggiunge la Cappella di San Tomaso seguendo i segnavia 6 e 7 (indicazioni Maps). Si prosegue per Sambrosera fino alle Bocchette di Moregge, punto di partenza delle attrezzature (2h15′ dalla partenza).

    ▲Il percorso

    Dalle Bocchette si attacca la cresta ovest. Superata una selletta iniziale, un primo tratto di catene introduce alla progressione in quota. Il sentiero corre poi a mezzacosta con un breve bivio: a destra la via di fuga verso Tavoulera, a sinistra il proseguimento diretto sulla cresta. Si alternano rampe, brevi pareti verticali e cenge aeree con esposizione crescente. L’ultimo tratto verticale e aereo porta alla vetta del Moregallo in circa 40′ dalle Bocchette.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. I passaggi attrezzati richiedono buona tecnica di progressione e assenza di vertigini; l’esposizione è marcata nella parte alta della cresta ovest.

    ⚠ Il tratto di cresta finale è esposto su entrambi i lati: procedere con attenzione anche in condizioni di tempo favorevole.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da aprile a novembre, preferibilmente la mattina per evitare i temporali pomeridiani estivi. Sconsigliato con roccia bagnata o in presenza di vento forte.

    ▲Discesa

    La discesa può effettuarsi per la cresta est oppure rientrando per la cresta ovest verso le Bocchette di Moregge e quindi al punto di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nelle Prealpi Lariane si trovano numerosi altri itinerari; il Sentiero Attrezzato dei Morti verso il Rifugio Rosalba è una valida alternativa nella stessa zona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lariane
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario1025 m
    • Quota max1276 m
    • Lunghezza12 Km
  • Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Itinerario lungo la cresta sovrastante il Lago Ledro, nel cuore delle Prealpi Giudicarie, che porta alla sommità della Cima Casèt con apertura sul panorama del lago e delle valli trentine. Un percorso poco frequentato, vario negli ambienti e con un tratto attrezzato di autentico carattere alpinistico.

    ▲Avvicinamento

    Dal parcheggio del Rifugio Garibaldi al Passo Tremalzo si imbocca il sentiero 419 in direzione nord. In circa 30′ si raggiunge il Bochet de Caset (1645 m), dove si lascia la traccia principale e si prende a sinistra il sentiero 416. Si sale poi per il 456B verso Cima Caset, puntando al versante orientale dove si trova l’attacco delle attrezzature (1h15′ dal parcheggio, indicazioni Maps).

    ▲Il percorso

    Le prime protezioni metalliche accompagnano la risalita della parete est della Cima Casèt. Guadagnata la sommità, si scende verso il Pubregn (1774 m) percorrendo una cengia attrezzata con cavo. Si affronta poi un colatoio di circa 30 m disceso tramite funi, che sbocca su un balcone panoramico con vista diretta sul Lago Ledro. Il tratto successivo risale con camino, staffe e brevi verticali fino alla targhetta che segna la fine del percorso attrezzato alla Bocca Corno Caset (1h45′ dall’attacco, 5h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. Il percorso alterna terreno sentieristico ripido e tratti attrezzati con cavi e staffe. La discesa del colatoio di 30 m con le funi è il passaggio più impegnativo, seguita dalla cengia esposta sopra il Lago Ledro. La roccia è in alcuni tratti friabile: procedere sempre con cautela.

    ⚠ Evitare il colatoio attrezzato in presenza di neve residua o roccia bagnata: la fune non offre sicurezze sufficienti su fondo scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da percorrere da giugno a ottobre, preferibilmente in condizioni di tempo stabile. Sconsigliato immediatamente dopo precipitazioni abbondanti.

    ▲Discesa

    Dal termine del percorso attrezzato si scende al Bochèt di Spinera (1318 m) tramite il sentiero 456 verso Malga Giù, rientrando al bivio d’andata e quindi al parcheggio del Passo Tremalzo (5h totali).

    ▲Da abbinare

    La zona del Tremalzo offre anche il vicino Sentiero Attrezzato Segata sul versante opposto del lago.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Giudicarie
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario225 m
    • Quota max1774 m
    • Lunghezza7 Km
  • Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf

    Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Marino Guardiano sale al Monte Pelf nel Gruppo dello Schiara, uno dei massicci più selvaggi delle Dolomiti Bellunesi. Itinerario lungo e impegnativo — ideale da abbinare ad altre vie dello Schiara in un giro di più giorni — con difficoltà tecniche moderate nei tratti attrezzati ma terreno esposto e non banale nei passaggi non protetti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Case Bortot (695 m) in provincia di Belluno (indicazioni Maps): da Belluno si segue la strada del Col di Lana, poi verso Bolzano Bellunese e il Parco delle Dolomiti Bellunesi. Il parcheggio è allo spiazzo finale. Si segue il CAI 501 nel bosco: dopo il Ponte del Mariano (30′) si tiene la sinistra per il Rifugio VII Alpini (1502 m — 2h 45′).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio VII Alpini si sale verso Forcella Marmol con la Ferrata Marmol, che costituisce il primo tratto attrezzato della giornata. Raggiunta la forcella si abbandona la ferrata e si attacca il Sentiero Attrezzato Guardiano in direzione del Pelf: il percorso sale su terreno misto, alternando roccia e erba, con tratti attrezzati di moderata difficoltà e lunghi passaggi su cresta esposta privi di protezioni. La cima del Monte Pelf è il punto più alto e panoramico dell’itinerario. Il rientro scende lungo il CAI 507 fino a Ponte del Mariano e al parcheggio di partenza.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, con una lunghezza totale di giornata molto impegnativa. I tratti attrezzati non superano MD ma l’itinerario non è adatto a chi non ha esperienza su terreno alpino. Complessità: tecnica 2/5, fisica 4/5, esposizione 3/5, ambiente 4/5.

    ⚠ Itinerario da non sottovalutare per lunghezza e isolamento. Portare viveri e acqua abbondanti; verificare la disponibilità del Rifugio VII Alpini (aperto stagionalmente).
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L’escursione completa richiede una giornata intera o un pernottamento al rifugio. Partire all’alba per evitare i temporali pomeridiani.

    ▲Discesa

    Dal Pelf si scende per CAI 507 verso il Ponte del Mariano e al parcheggio di Case Bortot (itinerario ad anello).

    ▲Da abbinare

    Nel Gruppo dello Schiara: la Ferrata Zacchi, la Ferrata Marmol e la Ferrata Berti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Bellunesi – Gruppo Schiara
    • Avvicinamento6:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)11:30 h
    • Dislivello ferrata340 m
    • Dislivello itinerario1805 m
    • Quota max2502 m
    • Lunghezza22 Km
  • Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Il Sentiero Attrezzato Kaiserjager sale al Piccolo Lagazuoi dal Passo di Valparola, in un contesto impregnato di storia bellica: le trincee e le strutture difensive austriache della Grande Guerra accompagnano ogni passo. Itinerario facile, ideale per avvicinarsi al mondo delle vie ferrate con un’esperienza panoramica di grande impatto.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge il Passo di Valparola, 2 Km a est del Passo Falzarego sulla strada tra Cortina e la Val Badia. Ampio parcheggio nei pressi del bar-ristorante (indicazioni Maps). Dal parcheggio si scende leggermente su sentiero e si percorre una traccia che punta verso le pareti meridionali del Lagazuoi, identificando in alto la gola con il ponte sospeso. In circa 45 minuti si raggiunge la cengia attrezzata che segna l’inizio del percorso.

    ▲Il percorso

    Si percorre la cengia fino a un canalino: lo si risale sfruttando tavole di legno incastrate come gradini e una serie di infissi metallici privi di cavo continuo. Attenzione — su questi infissi ci si deve assicurare singolarmente se si vuole procedere in sicurezza. Superato il canalino si entra su una cengia attrezzata con cavo che porta verso l’alto, offrendo una vista sempre più ampia sulle Dolomiti. Si raggiunge il pianoro sommitale e il bivacco militare del Piccolo Lagazuoi (1h 15′ dall’attacco, 2778 m). In discesa si può scegliere la stessa via o imboccare la galleria di guerra del Lagazuoi che scende alla stazione della funivia.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile: i passaggi attrezzati non presentano difficoltà tecniche significative. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5. Ottimo per neofiti con guida o per famiglie con esperienza escursionistica.

    ⚠ Gli infissi metallici del canalino non hanno un cavo continuo: chi intende assicurarsi deve collegare la longe direttamente ad ogni infisso. Verificare le condizioni della via in stagione primaverile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a ottobre. Evitare in caso di temporale: la cengia è esposta ai fulmini. La funivia del Lagazuoi offre un comodo rientro alternativo.

    ▲Discesa

    Si scende per la via di salita (45′ al parcheggio) oppure si percorre la galleria di guerra interna al Lagazuoi fino alla stazione della funivia e si scende a Passo Falzarego (funivia a pagamento).

    ▲Da abbinare

    Nelle vicinanze: la Ferrata Fusetti al Sass de Stria, la Ferrata Tomaselli e la classica Ra Gusela.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane
    • Avvicinamento0:40 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata350 m
    • Dislivello itinerario575 m
    • Quota max2778 m
    • Lunghezza5,2 Km
  • Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio

    Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Leva percorre la scenografica cengia tra la Cima di Terrarossa e la Forca dei Disteis alle pendici del Jof di Montasio. Itinerario di media difficoltà con tratti esposti e non protetti che richiedono passo sicuro: ideale da inserire in un giro di più giorni sull'Altopiano del Montasio.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Chiusaforte sull'A23 (uscita Carnia Tolmezzo) e si prosegue verso est per 20 Km fino a Sella Nevea. Da un tornante si segue il cartello marrone per Altopiano del Montasio fino al termine della strada, dove si trova un ampio parcheggio (indicazioni Maps). Il percorso proposto passa per il Rifugio Brazza e la Cima di Terrarossa; non include la salita al Jof di Montasio (quella è la Ferrata Amalia).

    ▲Il percorso

    Si percorre il sentiero da Cima Terrarossa verso ovest in direzione Forca dei Disteis. Dalla cima si scende verso la Forca del Pallone (2242 m) affrontando una caratteristica scala metallica appoggiata alla roccia — richiede attenzione. Si imbocca poi la cengia attrezzata che aggira la parete ovest della Cima Terrarossa: il tratto è esposto per lunghi tratti e non sempre protetto da cavi. Superata la Forca del Pallone, la via riprende sul versante opposto della gola risalendo gli infissi verso la Forca dei Disteis. I tratti più verticali si trovano nei pressi della Forca, dove si effettua la salita più impegnativa dell'intero percorso.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati sono contenuti ma i passaggi non protetti su cengia esposta rappresentano la vera sfida: richiedono concentrazione e stabilità anche con zaino pesante. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 3/5, ambiente 3/5.

    ⚠ L'Altopiano del Montasio può conservare neve fino a giugno inoltrato. Verificare le condizioni con il Rifugio Brazza prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. Alta montagna con meteo instabile: partire presto. L'itinerario è percorribile in entrambi i sensi ma nel verso descritto (est→ovest) si percorre in salita il tratto più verticale.

    ▲Discesa

    Dalla Forca dei Disteis si scende al Rifugio Brazza e poi al parcheggio di partenza lungo i sentieri dell'Altopiano del Montasio.

    ▲Da abbinare

    Nelle Alpi Giulie: la Ferrata Goitan al Jof Fuart e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Giulie
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata178 m
    • Dislivello itinerario918 m
    • Quota max2420 m
    • Lunghezza9,1 Km
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