Regione: Trentino-Alto Adige

  • Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Itinerario lungo la cresta sovrastante il Lago Ledro, nel cuore delle Prealpi Giudicarie, che porta alla sommità della Cima Casèt con apertura sul panorama del lago e delle valli trentine. Un percorso poco frequentato, vario negli ambienti e con un tratto attrezzato di autentico carattere alpinistico.

    ▲Avvicinamento

    Dal parcheggio del Rifugio Garibaldi al Passo Tremalzo si imbocca il sentiero 419 in direzione nord. In circa 30′ si raggiunge il Bochet de Caset (1645 m), dove si lascia la traccia principale e si prende a sinistra il sentiero 416. Si sale poi per il 456B verso Cima Caset, puntando al versante orientale dove si trova l’attacco delle attrezzature (1h15′ dal parcheggio, indicazioni Maps).

    ▲Il percorso

    Le prime protezioni metalliche accompagnano la risalita della parete est della Cima Casèt. Guadagnata la sommità, si scende verso il Pubregn (1774 m) percorrendo una cengia attrezzata con cavo. Si affronta poi un colatoio di circa 30 m disceso tramite funi, che sbocca su un balcone panoramico con vista diretta sul Lago Ledro. Il tratto successivo risale con camino, staffe e brevi verticali fino alla targhetta che segna la fine del percorso attrezzato alla Bocca Corno Caset (1h45′ dall’attacco, 5h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. Il percorso alterna terreno sentieristico ripido e tratti attrezzati con cavi e staffe. La discesa del colatoio di 30 m con le funi è il passaggio più impegnativo, seguita dalla cengia esposta sopra il Lago Ledro. La roccia è in alcuni tratti friabile: procedere sempre con cautela.

    ⚠ Evitare il colatoio attrezzato in presenza di neve residua o roccia bagnata: la fune non offre sicurezze sufficienti su fondo scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da percorrere da giugno a ottobre, preferibilmente in condizioni di tempo stabile. Sconsigliato immediatamente dopo precipitazioni abbondanti.

    ▲Discesa

    Dal termine del percorso attrezzato si scende al Bochèt di Spinera (1318 m) tramite il sentiero 456 verso Malga Giù, rientrando al bivio d’andata e quindi al parcheggio del Passo Tremalzo (5h totali).

    ▲Da abbinare

    La zona del Tremalzo offre anche il vicino Sentiero Attrezzato Segata sul versante opposto del lago.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Giudicarie
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario225 m
    • Quota max1774 m
    • Lunghezza7 Km
  • Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè

    Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Gustavo Vidi si snoda attorno a Pietra Grande e agli Orti della Regina nelle Dolomiti di Brenta, partendo dalla stazione a monte della funivia di Madonna di Campiglio al Grostè. Un anello su cengia di rara bellezza in un angolo tra i meno frequentati del Brenta, con esposizione da non sottovalutare nonostante le difficoltà tecniche contenute.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Madonna di Campiglio e si prende la funivia verso il Rifugio Stoppani al Grostè (indicazioni Maps). In alternativa si sale a piedi dal passo con il sentiero CAI 301, che recupera 800 m di dislivello in circa due ore senza pendenza eccessiva.

    ▲Il percorso

    Dalla stazione a monte della funivia si seguono i numerosi segnavia CAI 390 verso Pietra Grande. In venti minuti si incontra il primo cartello rosso che segna l'ingresso ufficiale nel Sentiero Attrezzato Vidi. Si risalgono alcune facili roccette e si percorre un sentiero ripido e ghiaioso fino a una caratteristica cengia ampia, dove una targa metallica ricorda la dedica del percorso. Si prosegue verso nord, mantenendo la quota, fino a un primo restringimento di cresta con attrezzatura metallica. Dopo alcune roccette non protette si affronta un canalino stretto dove il cavo accompagna la salita. Il percorso descrive un arco attorno al massiccio: un lungo tratto di cengia, parzialmente privo di protezioni, richiede piede fermo e concentrazione. In basso si intravede il Rifugio Graffer, meta del rientro (circa 2h 30' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati in senso stretto non presentano difficoltà tecniche elevate, ma larghi settori di cengia sono esposti e privi di cavo: richiedono piede sicuro e assenza di vertigini. Complessità: tecnica 2/5, fisica 2/5, esposizione 3/5, ambiente 2/5.

    ⚠ In stagione inoltrata alcuni passaggi possono conservare neve o ghiaccio: piccozza o ramponi come precauzione, analogamente a tutto il settore del Brenta.
    ▲Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a settembre. Evitare in presenza di precipitazioni o rischio temporali pomeridiani. La funivia chiude stagionalmente: verificarne la disponibilità prima di partire.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Graffer si scende in funivia dalla stazione intermedia oppure si prosegue a piedi lungo il sentiero CAI 301 fino a Madonna di Campiglio (circa 5h totali contando la funivia in salita e la discesa a piedi). In alternativa si risale al Rifugio Stoppani per riprendere la funivia (3h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Brenta si può abbinare la Ferrata della Val Gelada o il vicino Sentiero Attrezzato delle Palete.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata220 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max2662 m
    • Lunghezza4,4 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Il Sentiero Attrezzato delle Laste è la via più diretta per salire da Biacesa al Bivacco Arcioni e alla Chiesa di San Giovanni, sotto Cima Capi e Cima Rocca. Percorso breve, privo di esposizione marcata, adatto a chi muove i primi passi sui sentieri attrezzati in un contesto lacustre di grande fascino.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Biacesa, 4 Km da Riva del Garda percorrendo le gallerie verso la Val di Ledro (indicazioni Maps). Imboccando via dei Dazi e svoltando a destra si arriva a un parco giochi con ampio parcheggio. Si segue il sentiero CAI 470 (Sentiero dei Bech) verso est in direzione di Cima Capi per circa 15 minuti fino al bivio dove il CAI 471 sale a sinistra: è l'attacco del Sentiero delle Laste.

    ▲Il percorso

    Il primo ostacolo è un diedro di 6 metri con cavo sul lato sinistro e buoni appigli naturali sul destro. Seguono una cengia erbosa nel bosco e una rampa diagonale ben gradinata. Si arriva a una galleria con libro delle firme — ottimo punto di sosta. Ripartendo si sale una paretina con ampie cambre metalliche, poi un secondo tratto simile in diagonale esaurisce le attrezzature. Il sentiero continua su terreno più aperto fino al Bivacco Arcioni (45' dall'attacco), quindi alla Chiesa di San Giovanni.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile: i tratti attrezzati non superano il secondo grado e non presentano esposizione. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 1/5, ambiente 2/5. Adatto a bambini già abituati all'uso del casco e dell'imbrago con supervisione adulta.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile quasi tutto l'anno grazie alla quota modesta. In caso di pioggia il diedro iniziale può essere scivoloso.

    ▲Discesa

    Dalla Chiesa di San Giovanni si prende il sentiero CAI 460 verso ovest fino all'incrocio col CAI 417, poi a sinistra verso Biacesa (45' — 1h 45' totali compresa la salita).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Garda: il Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Baldo e Garda
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata231 m
    • Dislivello itinerario440 m
    • Quota max858 m
    • Lunghezza4 Km
  • Sentiero Attrezzato dell’Ideale – Bocca d’Ambiez

    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato dell'Ideale attraversa la parete sotto la Cima d'Ambiez nelle Dolomiti di Brenta, collegando i Rifugi XII Apostoli e Agostini. Sebbene storicamente classificato come sentiero attrezzato, presenta tratti verticali ed esposti degni di una vera via ferrata — da non sottovalutare.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza più comune è la funivia da Pinzolo al Doss del Sabion (indicazioni Maps). Da Pinzolo sulla SS 239 si parcheggia negli ampi spiazzi accanto agli impianti di risalita. Dalla stazione a monte si segue il Sentiero Attrezzato della Scala Santa per raggiungere il Rifugio XII Apostoli (circa 3h).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio XII Apostoli si segue il CAI 307 verso est in direzione della Bocchetta dei Camosci. Si risale un vallone su fondo detritico con pendenza sostenuta fino a un punto dove la parete si stringe: qui iniziano i tratti verticali ed esposti che giustificano la reputazione di questo percorso. La via sale verso la Bocca d'Ambiez alternando roccette attrezzate e cenge aeree. L'uscita conduce al Rifugio Agostini. Il percorso può essere percorso anche in senso inverso, oppure come naturale prosecuzione della Ferrata Brentari che parte dal Rifugio Pedrotti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, ma con passaggi che si avvicinano al Difficile per esposizione e verticalità. Non adatto a chi è alle prime armi con l'uso del set da ferrata. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 3/5, ambiente 3/5.

    ⚠ L'itinerario si svolge ad alta quota nel Brenta: possibile presenza di neve e ghiaccio anche in estate. Verificare le condizioni al Rifugio Agostini prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L'alta quota e l'orientamento ombreggiato possono mantenere neve a lungo. Consigliato in compagnia o dopo aver percorso altre ferrate di livello simile.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Agostini si può scendere verso Molveno lungo sentieri CAI oppure rientrare al Rifugio XII Apostoli per riprendere la funivia verso Pinzolo.

    ▲Da abbinare

    Complementare alla Ferrata Brentari, al Sentiero della Scala Santa e alla Ferrata Benini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max1750 m
    • Lunghezza6 Km
  • Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Il Sentiero Attrezzato Gino Badia è un percorso d’alta montagna nelle Dolomiti trentine della Val San Nicolò, nei pressi di Pozza di Fassa: una salita impegnativa con tratti attrezzati che culmina nell’iconico intaglio della Forcella del’Ort tra due torri rocciose.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Malga Crocefisso (1522m), raggiungibile dalla Val San Nicolò — laterale destra della Val di Fassa — nei pressi di Pozza di Fassa (TN). Si percorre la strada forestale che risale la Val San Nicolò fino al parcheggio presso la malga. Dal parcheggio si imbocca il segnavia 603 che si addentra nella valle. L’avvicinamento richiede circa 2 ore fino alla Forcella dal Pief (2186m), percorrendo i segnavia 603, 641 e 640A in successione.

    Il percorso

    Da Malga Crocefisso (1522m) si risale per i segnavia 603-641-640A fino alla Forcella dal Pief (2186m) in circa 1h30′. Dalla forcella iniziano i tratti attrezzati del Sentiero Gino Badia: circa 45 minuti di progressione su roccia dolomitica con un dislivello attrezzato di 75m. Il percorso culmina nella spettacolare Forcella del’Ort, stretto intaglio aereo tra due torri rocciose dolomitiche che costituisce il passaggio più caratteristico dell’itinerario. La quota massima raggiunta è 2528m.

    Carattere e difficoltà

    Il sentiero è classificato difficile soprattutto per il lungo avvicinamento (2 ore) e il dislivello complessivo (1006m su 13km totali). La sezione attrezzata in senso stretto è di breve durata ma si svolge su terreno dolomitico a oltre 2400m di quota, richiedendo buona tecnica di progressione e assenza di vertigini. La Forcella del’Ort è un passaggio aereo e molto caratteristico. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio a settembre. A quota 2528m il meteo dolomitico può cambiare con grande rapidità: la partenza mattutina è obbligatoria per evitare i temporali pomeridiani. Presenza di neve possibile anche in estate nei canaloni della Forcella del’Ort. Verificare le condizioni prima di affrontare il percorso, soprattutto nella prima e ultima parte della stagione estiva.

    Discesa

    Dal punto più alto (2528m) si ridiscende verso la Forcella dal Pief e poi a Malga Crocefisso per il percorso di salita, oppure si accede ad altri itinerari della zona Val Monzoni. Il tempo totale dell’escursione è di circa 5h30′.

    Da abbinare

    La Val di Fassa e le Dolomiti circostanti ospitano ferrate e sentieri attrezzati di ogni livello. La Val San Nicolò è un ambiente tranquillo e poco frequentato, ideale anche per avvicinamenti ad altre cime del Gruppo del Monzoni. Nei dintorni di Pozza di Fassa si trovano numerosi itinerari delle Dolomiti di Fassa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti
    • Avvicinamento2:00
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata75 m
    • Dislivello itinerario1006 m
    • Quota max2528 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Il Sentiero Attrezzato Franco Galli conduce al Corno Battisti (1762m) sul versante trentino del Massiccio del Pasubio, percorrendo luoghi segnati dagli eventi della Prima Guerra Mondiale e ricchi di installazioni belliche ancora ben conservate.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è il caseggiato di Tezze, frazione nei pressi di Valmorbia (TN), sulla Statale 46 Rovereto-Valli del Pasubio. Da Valmorbia si svolta a sinistra verso il centro del paese e poi a destra sulla prima via in salita, stretta e tortuosa, fino a uno slargo dove lasciare l’auto (circa 750m). Il parcheggio è scarso: chi non trovasse posto può lasciare l’auto in paese e percorrere gli ultimi tratti su strada asfaltata, aggiungendo circa 200m di dislivello. Si consiglia il percorso in senso antiorario affinché le gallerie vengano percorse in salita: si imbocca il segnavia 122A verso destra, lasciando il segnavia 123 sulla sinistra (sarà il percorso di rientro). Il sentiero 122A sale costante e ripido nel bosco senza difficoltà tecniche fino alla Sella di Trappola (1435m, circa 2 ore da Tezze); dalla sella si tiene la sinistra verso il Corno Battisti.

    Il percorso

    Da Sella di Trappola (1435m) inizia il tratto attrezzato verso il Corno Battisti. Il sentiero nel bosco rado porta alla prima postazione bellica della Grande Guerra e al primo risalto attrezzato segnalato da un caratteristico cartello rosso. Si risale un canalino roccioso, si raggiunge un’altra postazione e poi una prima galleria. Seguendo i segnavia bianco-rossi si incontrano nuove postazioni e un cartello che indica il Cappello di Pulcinella (punto panoramico, deviazione facoltativa a sinistra). L’itinerario alterna gallerie e sentieri all’aperto; una scala scavata nella roccia precede un tratto boscoso e poi una nuova galleria da risalire internamente per una lunga scalinata. All’uscita, segni in marmo commemorano le unità militari che combatterono in quest’area. Si percorre una suggestiva cengia attrezzata e un risalto roccioso prima di imboccare la galleria principale, da attraversare interamente senza entrare nelle diramazioni chiuse. Si raggiunge il Corno Battisti (1762m).

    Carattere e difficoltà

    Itinerario di notevole interesse storico — in questi luoghi furono catturati dalle truppe austriache gli irredentisti trentini Cesare Battisti e Fabio Filzi — e fisicamente impegnativo per la lunghezza e il dislivello complessivo (1000m, 14km, 6 ore totali). I tratti attrezzati sono di livello medio ma si susseguono dopo un lungo avvicinamento che richiede buona preparazione fisica. Difficoltà: Difficile. Necessaria torcia frontale per le gallerie.

    Periodo e sicurezza

    Percorribile da maggio a ottobre. Le gallerie sono al buio: la torcia frontale è indispensabile. Attenzione alla roccia bagnata nei tratti esposti della cengia. In inverno le gallerie possono presentare ghiaccio. La lunghezza del percorso (6 ore totali) impone di portare adeguata scorta d’acqua e cibo e di partire mattina presto.

    Discesa

    Dal Corno Battisti (1762m) si scende per il segnavia 123, che chiude l’anello tornando a Tezze in circa 3h30′. Questo sentiero di rientro è più diretto dell’andata ma privo delle gallerie. Il tempo totale dell’escursione ad anello è di circa 6 ore.

    Da abbinare

    Sul versante veneto del Pasubio si trova il Sentiero Attrezzato Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio, grande traversata altrettanto ricca di storia della Grande Guerra. Le Piccole Dolomiti e il Massiccio del Pasubio ospitano numerosi altri percorsi storici e alpinistici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Quota max1762 m
    • Lunghezza14 Km
  • Sentiero Attrezzato Foletti

    Sentiero Attrezzato Foletti

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Foletti

    Il Sentiero Attrezzato Foletti è una via breve ma esposta che scende dal versante nord di Cima Capi verso Biacesa di Ledro, frequentemente abbinata come sentiero di discesa alla Ferrata Susatti.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il paese di Biacesa si raggiunge da Riva del Garda percorrendo le gallerie in direzione della Val di Ledro; dopo la seconda galleria si è quasi subito a Biacesa. In paese si imbocca via dei Dazi sulla destra e, in fondo, si gira ancora a destra proseguendo brevemente fino a un parco giochi con ampio parcheggio, che costituisce la base dell’escursione. Chi intende percorrere il Foletti come sentiero di discesa dopo la Ferrata Susatti dovrà leggere la relazione di quella ferrata per il punto di partenza in quota. Per chi volesse invece risalire il Foletti dal basso, si raggiunge la Chiesa di San Giovanni per il Sentiero Attrezzato delle Laste (1 ora) oppure per il sentiero CAI 417 e poi CAI 460 da Biacesa (1 ora).

    Il percorso

    Le prime attrezzature metalliche guidano lungo un traverso esposto su placche inclinate, dove i punti d’appoggio per i piedi risultano buoni e le maniglie metalliche colmano i tratti mancanti. Segue un tratto verticale in salita e poi uno più impegnativo in discesa su parete. La progressione continua fino a una parete da percorrere in diagonale senza particolari difficoltà tecniche, fino alla targhetta che segna la fine del percorso attrezzato (circa 20 minuti dall’attacco).

    Carattere e difficoltà

    Percorso breve, privo di difficoltà tecniche marcate, ma da affrontare con attenzione soprattutto nel tratto in discesa che richiede coordinazione e passo sicuro. Il Foletti non esige esperienza avanzata di ferrata, ma l’esposizione di alcuni passaggi suggerisce di equipaggiarsi almeno con imbrago e longe. La bassa quota e la brevità lo rendono adatto come completamento naturale del giro con la Ferrata Susatti. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Sconsigliato nelle giornate più calde dell’estate per l’esposizione solare del versante. La roccia calcarea dell’Alto Garda può risultare scivolosa in presenza di umidità. La bassa quota di Cima Capi (909m) permette la percorrenza in quasi tutte le stagioni, con maggiore cautela in inverno. Prestare particolare attenzione nel tratto in discesa.

    Discesa

    Al termine del Sentiero Foletti ci si trova nei pressi della Chiesa di San Giovanni. Da qui si scende a Biacesa seguendo il Sentiero Attrezzato delle Laste (circa 45 minuti dalla chiesa, 4 ore totali partendo da Biacesa con la Ferrata Susatti) oppure percorrendo il sentiero CAI 460 in connessione con il CAI 417.

    Da abbinare

    Il Foletti si abbina per definizione alla Ferrata Susatti per Cima Capi, di cui costituisce il classico sentiero di discesa. In zona si trovano inoltre numerose altre ferrate e sentieri attrezzati sulle Prealpi Gardesane, tra cui la Ferrata delle Laste.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Gardesane
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario490 m
    • Quota max909 m
    • Lunghezza8,1 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Scalette al Catinaccio (Larsec)

    Sentiero Attrezzato delle Scalette al Catinaccio (Larsec)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato delle Scalette al Catinaccio (Larsec)
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato delle Scalette è la via più diretta che dal Rifugio Gardeccia conduce nelle austere valli del Larsec e della Laussa, nel cuore del Catinaccio. L’itinerario non presenta particolari difficoltà tecniche e può essere percorso anche da chi è alle prime esperienze sulle vie attrezzate; va però prestata grande attenzione al meteo se si decide di proseguire nelle due valli in quota.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il Rifugio Gardeccia, nella Val del Vajolet (parallela alla Val di Fassa, TN) e interdetta al traffico privato. Per raggiungerlo ci sono varie opzioni: salire con la funivia da Vigo di Fassa al Rifugio Ciampedie e proseguire su comodo sentiero in circa 45′; usare il bus navetta da Pozza di Fassa (20′, conviene verificare punto e orari con l’ufficio turistico); oppure salire con la funivia da Pera di Fassa e raggiungere il rifugio a piedi (apri su Google Maps). Dal Rifugio Gardeccia (1949 m) si segue il CAI 583 che, a mezzacosta, passa sotto i dirupi del Larsec verso est, aggira le imponenti bastionate rocciose e prosegue verso nord in più marcata salita; a un certo punto una palina indica di tenere la sinistra su una nuova traccia, che sostituisce una vecchia via soggetta a una frana (1h dal Rifugio Gardeccia).

    ▲Il percorso

    Da qui in avanti si percorre l’effettivo Sentiero delle Scalette, che si inerpica in un canalone al termine del quale si raggiunge il Passo delle Scalette. I primi tratti attrezzati sono su un’esposta cengia, oltre la quale una serie di staffe metalliche permette di risalire un traverso; segue un tratto di erto sentiero senza attrezzature fino a un secondo tratto attrezzato, composto da roccette che si risalgono restando sul lato sinistro del canalone. Si supera un breve salto verticale, dove alcune nuove cambre metalliche danno sostegno, e si risale un ulteriore tratto di erto sentiero fino al Passo delle Scalette (2348 m, 1h dall’attacco, 2h dal Rifugio Gardeccia).

    ▲Carattere e difficoltà

    Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche; l’impegno principale è il dislivello, che richiede un buono stato di forma. Merita una nota a parte l’eventuale proseguimento nelle detritiche valli del Larsec o di Laussa.

    ⚠ Le valli del Larsec e della Laussa sono prive di punti d’appoggio: proseguire l’escursione sotto un temporale può renderle molto più proibitive del normale. Pianificare l’itinerario con un occhio costante al meteo.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 2720 m sull’anello più lungo). Le difficoltà tecniche sono contenute, ma lo sviluppo e l’ambiente d’alta quota richiedono buona preparazione fisica e attenzione alle condizioni meteo.

    ▲Discesa

    Dal Passo delle Scalette si sceglie tra varie opzioni di rientro. La più battuta percorre la desolata Valle del Larsec fino al Passo Pope (2720 m), da cui si scende col ripido sentiero Don Guido al Rifugio Vajolet (2243 m) e, lungo la Valle del Vajolet, al Rifugio Gardeccia (1950 m, 5h30). L’opzione più lunga resta sul CAI 583 nella Valle di Laussa fino all’omonimo passo (2700 m), per scendere al Rifugio d’Antermoia (2497 m) presso il lago glaciale, oppure tenere la sinistra verso il Passo Principe; dal Rifugio Antermoia si può raggiungere il Passo Principe percorrendo la Ferrata al Catinaccio d’Antermoia, e dal Passo Principe scendere tutta la Valle del Vajolet fino al Gardeccia (5h30 senza raggiungere il Lago d’Antermoia e senza la ferrata, 8h includendoli). L’opzione più breve, ma meno appagante, è il rientro a ritroso lungo il percorso dell’andata (3h30 totali).

    ▲Da abbinare

    Il sentiero si presta a essere abbinato alla Ferrata al Catinaccio d’Antermoia — come descritto nel rientro — oppure alla Ferrata Bepo de Medil, preferibilmente in discesa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoCatinaccio
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario761 m
    • Quota max2720 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato del Gronton a Cima Bocche

    Sentiero Attrezzato del Gronton a Cima Bocche

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato del Gronton a Cima Bocche

    Il Sentiero Attrezzato del Gronton è un percorso attrezzato in quota che non presenta particolari difficoltà tecniche, ma la cui esposizione, costante lungo tutto l’itinerario, richiede una certa esperienza di montagna. Parte dal Passo Lusia, sale verso Cima Bocche e scende ai Laghi di Lusia, snodandosi su una linea di difesa austriaca della Grande Guerra.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il Passo Lusia, raggiungibile tramite una strada sterrata che si stacca dalla statale del Passo San Pellegrino vicino a Moena (TN). Da Moena si procede verso il Passo San Pellegrino per pochi chilometri fino agli impianti di risalita Lusia, utilizzabili per raggiungere il rifugio; chi sale in auto imbocca la sterrata che risale subito dopo il passaggio sotto le piste e la percorre per alcuni chilometri fino al rifugio (apri su Google Maps). Dal Rifugio al Passo Lusia (2055 m) si procede verso sud sul CAI 633 in direzione di Cima Bocche, risalendo i prati a modesta pendenza fino alla Sella Lusia (2360 m), da cui si ha una vista ideale sull’intero giro: a sinistra la cresta del Gronton, dritto davanti Cima Bocche e in basso i Laghi, lungo i quali corre il rientro. Dalla sella si scende a mezzacosta fino al Bivacco Redolf (2335 m), dove a un bivio si lascia il 633 (che sarà il sentiero di rientro) e si tiene a sinistra il CAI 634 per l’attrezzata del Gronton, che inizia a Forcella Cajerin (2365 m, 1h30 dal Rifugio Lusia).

    ▲Il percorso

    Dalla Forcella Cajerin il sentiero attrezzato si sviluppa generalmente poco sotto il filo di cresta, tranne nel tratto conclusivo, ed è protetto nei punti più esposti. Poco dopo l’inizio si incontra una cengia esposta con la fune alla destra, oltre la quale si susseguono passaggi su grossi blocchi di roccia alternati a tratti gradonati, residui delle attività militari di un secolo fa. Si raggiunge una nuova cengia con un innocuo ponte sospeso a funi, che porta verso una forcella ben visibile; superata la forcella, si perde leggermente quota lungo una cengia esposta e attrezzata. La salita, non particolarmente ripida, conduce alla cresta, da cui si vedono il percorso appena fatto e i sottostanti Laghi di Lusia; si percorre quindi il tratto più scenografico, un’esposta cengia che aggira uno sperone roccioso, e un ultimo tratto di cresta fino a un bivio: a destra si scende verso la Forcella delle Bocche, a sinistra si sale a Cima Gronton (1h andata e ritorno, con altri resti bellici). L’escursione prosegue scendendo verso la Forcella delle Bocche (2543 m, 1h dall’attacco, 2h30 totali); poco prima, sulla sinistra, un bivio consente di salire a Cima Bocche (2745 m, 1h andata e ritorno, salita consigliata, 3h30 totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Non presenta difficoltà tecniche né situazioni di arrampicata verticale; è un’escursione piacevole, interessante dal punto di vista storico e paesaggistico e meno battuta di tante altre delle valli vicine. L’unica vera nota di impegno è l’esposizione, presente lungo tutto il percorso e non indifferente.

    ⚠ L’esposizione accompagna l’intero itinerario, pur con protezioni nei tratti più critici: servono esperienza di montagna e passo fermo.
    ▲Periodo e sicurezza

    Itinerario estivo d’alta montagna (quota massima 2622 m). L’ambiente attorno ai Laghi di Lusia è molto caratteristico; più che la tecnica, è l’esposizione a richiedere attenzione.

    ▲Discesa

    Dalla Forcella delle Bocche si rientra lungo il sentiero 633, che scende nella vallata dei Laghi di Lusia — non è raro incontrare cavalli allo stato brado — fino alla Forcella Lusia e quindi al Rifugio al Passo Lusia (2h da Forcella Bocche; 4h30 totali senza la salita a Cima Bocche, 5h30 con la salita).

    ▲Da abbinare

    Sul versante opposto della valle che porta al Passo San Pellegrino si trovano due itinerari ben più impegnativi: l’Alta Via Bepi Zac e l’Alta Via Bruno Federspiel.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoLagorai – Catena di Bocche
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata256 m
    • Dislivello itinerario567 m
    • Quota max2622 m
    • Lunghezza13,4 Km
  • Sentiero Attrezzato de le Stel in Val d’Adige

    Sentiero Attrezzato de le Stel in Val d'Adige

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato de le Stel in Val d'Adige

    Il Sentiero Attrezzato de le Stel è un itinerario piuttosto facile della Val d’Adige, con alcuni passaggi attrezzati e un breve tratto arrampicabile. Sviluppandosi a bassa quota, è consigliato in inverno o a inizio stagione, quando le quote alte non sono ancora percorribili.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal paese di Aldeno, in Val d’Adige a sud di Trento. Si raggiunge la località La Busa lungo Via al Bondone, dove uno stradello sale ripido verso ovest: si cerca parcheggio nelle vicinanze e si imbocca lo stradello cementato (apri su Google Maps). Si sale tra i vigneti seguendo il CAI 631 su carrareccia, ignorando alcune tracce che si staccano a destra e a sinistra, fino a un punto panoramico con panchine (40′ dal parcheggio). Si affrontano alcuni innocui tratti attrezzati, poi si lascia il 631 per il sentiero delle cascate, ci si reinnesta brevemente sul 631 e infine lo si abbandona per imboccare il sentiero F01, ovvero il Sentiero Attrezzato de le Stel, ben segnalato dai segni biancorossi del CAI (620 m, 1h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il sentiero si snoda a mezzacosta su buona traccia, con alcuni facili balzi dotati di infissi metallici che ne agevolano il superamento; si alternano tratti di facile sentiero a brevi tratti attrezzati ripidi ma facili, fino a raggiungere la Madonna caratteristica del percorso, dove una panchina invita a sostare e ad ammirare la Val d’Adige con i suoi vigneti e frutteti. Ripreso il sentiero, ora più stretto, si arriva a una stretta cengia rocciosa piuttosto esposta ma opportunamente attrezzata; terminata la cengia, la pendenza aumenta su piccoli balzi e roccette attrezzate. È la parte più interessante: si possono arrampicare i facili passaggi, mai superiori al II grado, mantenendo l’attrezzatura come autoassicurazione. Si guadagna quindi quota ripidamente fino a una palina con cartello che segna il termine del Sentiero de le Stel (circa 1h30 dall’inizio della parte attrezzata, 2h30 complessive).

    ▲Carattere e difficoltà

    L’itinerario non è difficile, anche se una sezione sale verticale tra facili passaggi arrampicabili. La parte più impegnativa è probabilmente individuare la via nella prima metà: il tracciato non è segnato in modo impeccabile e a volte serve un po’ di fiuto per capirne il proseguimento nel bosco tra le sterpaglie.

    ⚠ Orientamento non banale nella prima metà, con segnaletica incompleta. Attenzione a un punto in cui il vecchio tracciato sale a sinistra, con un cordino in condizioni non ottime: vecchio e nuovo sentiero si riuniscono poco più avanti.
    ▲Periodo e sicurezza

    Quota bassa (massimo 808 m): è uno degli itinerari ideali per l’inverno o l’inizio della stagione. Le difficoltà tecniche sono contenute, ma conviene affrontarlo con roccia asciutta, dato qualche tratto esposto.

    ▲Discesa

    Dal termine del sentiero si sale per un breve tratto nel bosco, poi si imbocca la discesa alternando tratti su forestale dentro e fuori dal bosco; si procede senza difficoltà in parallelo rispetto al Sentiero de le Stel fino a reinnestarsi sul 631 e proseguire la discesa (2h dal termine del sentiero attrezzato, 4h30 complessive).

    ▲Da abbinare

    Da Aldeno si raggiunge rapidamente, lungo la Val d’Adige, il paese di Mori, dove sale l’esposta Ferrata Marangoni; poco lontano si trova la facile e panoramica Ferrata del Somator. In Val d’Adige si può percorrere anche la Ferrata Rio Secco vicino a Cadino, mentre salendo verso Trento si incontrano il Sentiero Attrezzato Bertotti e la difficile Ferrata Segata al Bondone.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Bondone – Val d'Adige
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario583 m
    • Quota max808 m
    • Lunghezza8,8 Km
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