Stato: Aperta

  • Sentiero Attrezzato dell’Ideale – Bocca d’Ambiez

    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato dell'Ideale – Bocca d'Ambiez
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato dell'Ideale attraversa la parete sotto la Cima d'Ambiez nelle Dolomiti di Brenta, collegando i Rifugi XII Apostoli e Agostini. Sebbene storicamente classificato come sentiero attrezzato, presenta tratti verticali ed esposti degni di una vera via ferrata — da non sottovalutare.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza più comune è la funivia da Pinzolo al Doss del Sabion (indicazioni Maps). Da Pinzolo sulla SS 239 si parcheggia negli ampi spiazzi accanto agli impianti di risalita. Dalla stazione a monte si segue il Sentiero Attrezzato della Scala Santa per raggiungere il Rifugio XII Apostoli (circa 3h).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio XII Apostoli si segue il CAI 307 verso est in direzione della Bocchetta dei Camosci. Si risale un vallone su fondo detritico con pendenza sostenuta fino a un punto dove la parete si stringe: qui iniziano i tratti verticali ed esposti che giustificano la reputazione di questo percorso. La via sale verso la Bocca d'Ambiez alternando roccette attrezzate e cenge aeree. L'uscita conduce al Rifugio Agostini. Il percorso può essere percorso anche in senso inverso, oppure come naturale prosecuzione della Ferrata Brentari che parte dal Rifugio Pedrotti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, ma con passaggi che si avvicinano al Difficile per esposizione e verticalità. Non adatto a chi è alle prime armi con l'uso del set da ferrata. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 3/5, ambiente 3/5.

    ⚠ L'itinerario si svolge ad alta quota nel Brenta: possibile presenza di neve e ghiaccio anche in estate. Verificare le condizioni al Rifugio Agostini prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L'alta quota e l'orientamento ombreggiato possono mantenere neve a lungo. Consigliato in compagnia o dopo aver percorso altre ferrate di livello simile.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Agostini si può scendere verso Molveno lungo sentieri CAI oppure rientrare al Rifugio XII Apostoli per riprendere la funivia verso Pinzolo.

    ▲Da abbinare

    Complementare alla Ferrata Brentari, al Sentiero della Scala Santa e alla Ferrata Benini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)10:30 h
    • Dislivello ferrata400 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max1750 m
    • Lunghezza6 Km
  • Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato del Monte Cernera

    Il Sentiero Attrezzato del Monte Cernera sale dal Passo Giau alla panoramica cima (2664 m) nel gruppo della Croda da Lago. Percorso breve e solo parzialmente attrezzato, con un canalino terminale che richiede attenzione particolare quando bagnato.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo Giau (2233 m) si raggiunge sulla strada tra Alleghe e Cortina d'Ampezzo (indicazioni Maps). Ampio parcheggio al passo. Si segue in direzione sud il sentiero CAI 436 verso Forcella Col Piombin. Raggiunta la forcella si devia a destra lungo i prati seguendo la traccia fino al primo tratto attrezzato (30' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il primo tratto attrezzato risale una placca rocciosa di pochi metri. Superato il risalto si raggiunge un intaglio e poco più in alto si affronta il secondo tratto, leggermente più verticale del primo. Si prosegue su traccia sempre più ripida fino alla base di un canalino roccioso spesso bagnato per il drenaggio: è il passaggio chiave, da percorrere con cura. Terminato il canalino, pochissimi metri di facile arrampicata su roccette portano alla croce di vetta (1h 30' circa dal parcheggio), con vista a 360° sul Passo Giau e sulle Dolomiti circostanti.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile. I tratti attrezzati sono brevi e ben appigliati. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5.

    ⚠ Il canalino finale drena l'acqua della parete e risulta spesso bagnato anche nelle giornate serene: prestare attenzione al fondo scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a ottobre. Evitare in caso di temporale: la cima è esposta. Il passo può essere innevato a inizio stagione.

    ▲Discesa

    A ritroso per il sentiero di salita fino al Passo Giau (3h circa totali andata e ritorno).

    ▲Da abbinare

    Spostandosi a nord si raggiungono le ferrate di Cortina: la Ferrata Sci Club 18, la Ferrata Strobel e la Ferrata dell'Averau.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane – Croda da Lago
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata50 m
    • Dislivello itinerario431 m
    • Quota max2.664 m
    • Lunghezza6 Km
  • Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Groppi di Camporaghena e Monte Alto

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › RE
    Groppi di Camporaghena e Monte Alto
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    I Groppi di Camporaghena e il Monte Alto (1904m) rappresentano l’angolo più alpino dell’Appennino tosco-emiliano: un lungo itinerario con tre sezioni attrezzate su Monte Alto al triplice confine tra le province di Reggio Emilia, Parma e Massa-Carrara.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Succiso Nuovo, piccola frazione del comune di Ventasso in provincia di Reggio Emilia (RE), raggiungibile percorrendo la strada che sale da Busana o da Collagna verso l’alta valle del Secchia. Si parcheggia al paese e si imbocca il segnavia CAI 653 che porta verso l’alta quota. L’avvicinamento richiede circa 3 ore: il sentiero attraversa il Torrente Liocca e risale verso il pianoro di Camporaghena, zona di pascoli d’alta quota al confine provinciale RE/PR/MS.

    Il percorso

    Da Succiso Nuovo si risale per il segnavia 653, attraversando il Torrente Liocca e guadagnando quota verso i panoramici Groppi di Camporaghena. I tre tratti attrezzati si trovano sulla cresta di Monte Alto (1904m) e superano le sezioni più ripide e rocciose dell’itinerario con circa 2h30′ di percorso attrezzato (dislivello ferrata: 100m). Il paesaggio ha una morfologia che ricorda per certi versi le aree prealpine, con pareti verticali inusuali per l’Appennino settentrionale. La quota massima è 1904m.

    Carattere e difficoltà

    Itinerario impegnativo principalmente per la lunghezza eccezionale (16km, 9 ore totali, 1325m di dislivello complessivo) e l’isolamento dell’ambiente. Le tre sezioni attrezzate su Monte Alto non sono mai tecnicamente estreme ma la stanchezza accumulata nelle 3 ore di avvicinamento le rende più significative. L’ambiente dell’Appennino tosco-emiliano a questa quota è selvaggio e lontano da servizi. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Non adatto a principianti per la durata e l’isolamento.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a ottobre. La lunghezza richiede partenza mattutina per completare l’itinerario con la luce del giorno (9 ore). L’isolamento del percorso impone di portare con sé acqua, cibo e abbigliamento per ogni condizione meteorologica. In caso di maltempo la discesa può risultare complicata. Verificare le condizioni della neve in quota in tarda primavera.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita invertito, scendendo da Monte Alto verso i Groppi di Camporaghena e poi lungo il segnavia 653 a Succiso Nuovo. Il tempo totale dell’escursione andata e ritorno è di circa 9 ore.

    Da abbinare

    Il Monte Alto e i Groppi di Camporaghena si trovano in un’area poco frequentata dell’Appennino reggiano-parmense, adatta a chi ama l’escursionismo in ambienti selvaggi e lontani dalla folla. Nelle vicine Alpi Apuane (versante toscano) sono presenti ferrate più tecniche e spettacolari. L’Alta Via dei Parchi percorre questa zona dell’Appennino settentrionale.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneEmilia-Romagna
    • GruppoAppennino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento3:00 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario1325 m
    • Quota max1904 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero attrezzato Grande Chenalette

    Il Sentiero Attrezzato della Grande Chenalette sale dal Colle del Gran San Bernardo fino ai 2950m della vetta valdostana, con tratti tecnici su diedri rocciosi in un ambiente alpino di confine tra Italia e Svizzera.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova al Colle del Gran San Bernardo (2469m), valico alpino al confine tra Valle d’Aosta e Svizzera, raggiungibile dall’Italia tramite la strada del colle oppure dal Traforo del Gran San Bernardo. Si parcheggia nella zona dell’ospizio, sul versante svizzero del valico. L’avvicinamento richiede circa 1h20′: si sale verso nord transitando vicino ai ruderi degli impianti sciistici dismessi degli anni ’80 fino a un belvedere panoramico a quota 2650m. Il vero attacco della sezione attrezzata si trova a 2780m, circa 1h20′ dal parcheggio.

    Il percorso

    Da quota 2780m inizia la sezione attrezzata della Grande Chenalette. Il percorso si sviluppa su un diedro roccioso assistito da pioli metallici e corde fisse per un dislivello di 108m in circa 1 ora. La progressione su roccia è tecnica ma le attrezzature sono ben posizionate. La vetta della Grande Chenalette (2950m) è la meta dell’itinerario: da qui il panorama spazia sulle Alpi Pennine al confine italo-svizzero in tutte le direzioni.

    Carattere e difficoltà

    Percorso difficile soprattutto per la quota elevata (circa 2950m) e l’esposizione del diedro. Nonostante la brevità relativa (6.4km, 1 ora di tratto attrezzato), l’altitudine richiede buona acclimatazione e fisico allenato. L’indice di complessità tecnico-atletica è elevato su tutti i parametri. Difficoltà: Difficile. Percorso per ferratisti esperti e alpinisti abituati all’alta quota.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio ad agosto. A 2950m neve e ghiaccio possono persistere anche in estate, specialmente nel diedro attrezzato esposto a nord. Il vento forte è frequente sul crinale di confine. Verificare accuratamente le condizioni nivometeorologiche prima di intraprendere l’escursione. Equipaggiamento da ferrata completo indispensabile.

    Discesa

    La discesa avviene per il percorso di salita: dal diedro attrezzato si ridiscende al belvedere a 2650m e poi all’ospizio del Gran San Bernardo. Tempo totale dell’escursione: circa 3h30′.

    Da abbinare

    Il Gran San Bernardo si trova al cuore delle Alpi Pennine valdostane. La Valle d’Aosta offre alcune delle ferrate più impegnative dell’arco alpino occidentale, in un contesto di alta montagna glaciale unico. Nelle vicinanze si trovano percorsi alpini sul crinale di confine italo-svizzero.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Pennine
    • Avvicinamento1:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata108 m
    • Dislivello itinerario530 m
    • Quota max2950 m
    • Lunghezza6,4 Km
  • Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Gino Badia

    Il Sentiero Attrezzato Gino Badia è un percorso d’alta montagna nelle Dolomiti trentine della Val San Nicolò, nei pressi di Pozza di Fassa: una salita impegnativa con tratti attrezzati che culmina nell’iconico intaglio della Forcella del’Ort tra due torri rocciose.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è Malga Crocefisso (1522m), raggiungibile dalla Val San Nicolò — laterale destra della Val di Fassa — nei pressi di Pozza di Fassa (TN). Si percorre la strada forestale che risale la Val San Nicolò fino al parcheggio presso la malga. Dal parcheggio si imbocca il segnavia 603 che si addentra nella valle. L’avvicinamento richiede circa 2 ore fino alla Forcella dal Pief (2186m), percorrendo i segnavia 603, 641 e 640A in successione.

    Il percorso

    Da Malga Crocefisso (1522m) si risale per i segnavia 603-641-640A fino alla Forcella dal Pief (2186m) in circa 1h30′. Dalla forcella iniziano i tratti attrezzati del Sentiero Gino Badia: circa 45 minuti di progressione su roccia dolomitica con un dislivello attrezzato di 75m. Il percorso culmina nella spettacolare Forcella del’Ort, stretto intaglio aereo tra due torri rocciose dolomitiche che costituisce il passaggio più caratteristico dell’itinerario. La quota massima raggiunta è 2528m.

    Carattere e difficoltà

    Il sentiero è classificato difficile soprattutto per il lungo avvicinamento (2 ore) e il dislivello complessivo (1006m su 13km totali). La sezione attrezzata in senso stretto è di breve durata ma si svolge su terreno dolomitico a oltre 2400m di quota, richiedendo buona tecnica di progressione e assenza di vertigini. La Forcella del’Ort è un passaggio aereo e molto caratteristico. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da luglio a settembre. A quota 2528m il meteo dolomitico può cambiare con grande rapidità: la partenza mattutina è obbligatoria per evitare i temporali pomeridiani. Presenza di neve possibile anche in estate nei canaloni della Forcella del’Ort. Verificare le condizioni prima di affrontare il percorso, soprattutto nella prima e ultima parte della stagione estiva.

    Discesa

    Dal punto più alto (2528m) si ridiscende verso la Forcella dal Pief e poi a Malga Crocefisso per il percorso di salita, oppure si accede ad altri itinerari della zona Val Monzoni. Il tempo totale dell’escursione è di circa 5h30′.

    Da abbinare

    La Val di Fassa e le Dolomiti circostanti ospitano ferrate e sentieri attrezzati di ogni livello. La Val San Nicolò è un ambiente tranquillo e poco frequentato, ideale anche per avvicinamenti ad altre cime del Gruppo del Monzoni. Nei dintorni di Pozza di Fassa si trovano numerosi itinerari delle Dolomiti di Fassa.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti
    • Avvicinamento2:00
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)5:30 h
    • Dislivello ferrata75 m
    • Dislivello itinerario1006 m
    • Quota max2528 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato GER

    Sentiero Attrezzato GER

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato GER

    Il Sentiero Attrezzato GER — firmato dal Gruppo Escursionisti Rancesi — risale il versante meridionale del Monte Coltiglione sopra Lecco: un lungo itinerario prealpino impegnativo, con tratti esposti e un panorama eccezionale sul Lago di Como e le Alpi circostanti.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova a Rancio Alto, borgata collinare sopra il quartiere di Rancio di Lecco, raggiungibile per via Quarto dalla città di Lecco. Si sale fino a una sbarra che impedisce il transito ai mezzi motorizzati e si parcheggia nei pochi spazi disponibili lungo la strada. L’avvicinamento dalla sbarra all’attacco dei primi tratti attrezzati richiede circa 1h30′ di cammino nel bosco su sentiero senza difficoltà tecniche.

    Il percorso

    Dal parcheggio si risale nel bosco per sentiero fino all’attacco delle prime attrezzature, sul versante sud di Monte Coltiglione (1479m). Il tratto attrezzato si sviluppa per circa 1h45′ con cavi fissi e pioli che superano le sezioni più ripide del versante calcareo. Il percorso include anche tratti esposti non attrezzati che richiedono attenzione e senso dell’orientamento. La vetta di Monte Coltiglione (1479m) regala ampi panorami sul Lago di Como, sulle Grigne e sulle Prealpi lombarde fino alle Alpi.

    Carattere e difficoltà

    Itinerario difficile e faticoso principalmente per la lunghezza (16km, 1110m di dislivello complessivo, 6 ore totali) più che per le singole difficoltà tecniche delle attrezzature. Alcuni tratti esposti non attrezzati richiedono capacità di progressione autonoma su terreno prealpino. Il GER è frequentato soprattutto dagli escursionisti del territorio di Lecco e Rancio. Difficoltà: Difficile. Non adatto in caso di nebbia o scarsa visibilità per i tratti non attrezzati.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da aprile a ottobre. La lunghezza e il dislivello rendono l’itinerario impegnativo nelle giornate calde estive: preferire l’autunno o la primavera per le temperature più favorevoli. Attenzione ai tratti non attrezzati in caso di bagnato. Non sono presenti rifugi lungo il percorso: necessaria adeguata scorta di acqua e cibo.

    Discesa

    La discesa avviene per il sentiero di rientro verso Rancio Alto, completando il giro ad anello in circa 6 ore totali. Il percorso non dispone di punti d’acqua intermedi: pianificare le scorte di conseguenza.

    Da abbinare

    Il Monte Coltiglione si trova nel cuore delle Prealpi di Lecco, dove sono presenti numerosi percorsi attrezzati. Nelle vicinanze si trovano il Sentiero Attrezzato della Direttissima sulla Grigna Meridionale e il Sentiero Attrezzato del Fiume a Mandello del Lario.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario1110 m
    • Quota max1479 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Franco Galli

    Il Sentiero Attrezzato Franco Galli conduce al Corno Battisti (1762m) sul versante trentino del Massiccio del Pasubio, percorrendo luoghi segnati dagli eventi della Prima Guerra Mondiale e ricchi di installazioni belliche ancora ben conservate.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza è il caseggiato di Tezze, frazione nei pressi di Valmorbia (TN), sulla Statale 46 Rovereto-Valli del Pasubio. Da Valmorbia si svolta a sinistra verso il centro del paese e poi a destra sulla prima via in salita, stretta e tortuosa, fino a uno slargo dove lasciare l’auto (circa 750m). Il parcheggio è scarso: chi non trovasse posto può lasciare l’auto in paese e percorrere gli ultimi tratti su strada asfaltata, aggiungendo circa 200m di dislivello. Si consiglia il percorso in senso antiorario affinché le gallerie vengano percorse in salita: si imbocca il segnavia 122A verso destra, lasciando il segnavia 123 sulla sinistra (sarà il percorso di rientro). Il sentiero 122A sale costante e ripido nel bosco senza difficoltà tecniche fino alla Sella di Trappola (1435m, circa 2 ore da Tezze); dalla sella si tiene la sinistra verso il Corno Battisti.

    Il percorso

    Da Sella di Trappola (1435m) inizia il tratto attrezzato verso il Corno Battisti. Il sentiero nel bosco rado porta alla prima postazione bellica della Grande Guerra e al primo risalto attrezzato segnalato da un caratteristico cartello rosso. Si risale un canalino roccioso, si raggiunge un’altra postazione e poi una prima galleria. Seguendo i segnavia bianco-rossi si incontrano nuove postazioni e un cartello che indica il Cappello di Pulcinella (punto panoramico, deviazione facoltativa a sinistra). L’itinerario alterna gallerie e sentieri all’aperto; una scala scavata nella roccia precede un tratto boscoso e poi una nuova galleria da risalire internamente per una lunga scalinata. All’uscita, segni in marmo commemorano le unità militari che combatterono in quest’area. Si percorre una suggestiva cengia attrezzata e un risalto roccioso prima di imboccare la galleria principale, da attraversare interamente senza entrare nelle diramazioni chiuse. Si raggiunge il Corno Battisti (1762m).

    Carattere e difficoltà

    Itinerario di notevole interesse storico — in questi luoghi furono catturati dalle truppe austriache gli irredentisti trentini Cesare Battisti e Fabio Filzi — e fisicamente impegnativo per la lunghezza e il dislivello complessivo (1000m, 14km, 6 ore totali). I tratti attrezzati sono di livello medio ma si susseguono dopo un lungo avvicinamento che richiede buona preparazione fisica. Difficoltà: Difficile. Necessaria torcia frontale per le gallerie.

    Periodo e sicurezza

    Percorribile da maggio a ottobre. Le gallerie sono al buio: la torcia frontale è indispensabile. Attenzione alla roccia bagnata nei tratti esposti della cengia. In inverno le gallerie possono presentare ghiaccio. La lunghezza del percorso (6 ore totali) impone di portare adeguata scorta d’acqua e cibo e di partire mattina presto.

    Discesa

    Dal Corno Battisti (1762m) si scende per il segnavia 123, che chiude l’anello tornando a Tezze in circa 3h30′. Questo sentiero di rientro è più diretto dell’andata ma privo delle gallerie. Il tempo totale dell’escursione ad anello è di circa 6 ore.

    Da abbinare

    Sul versante veneto del Pasubio si trova il Sentiero Attrezzato Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio, grande traversata altrettanto ricca di storia della Grande Guerra. Le Piccole Dolomiti e il Massiccio del Pasubio ospitano numerosi altri percorsi storici e alpinistici.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario1000 m
    • Quota max1762 m
    • Lunghezza14 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Foppe

    Sentiero Attrezzato delle Foppe

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato delle Foppe
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato delle Foppe è un percorso di difficoltà contenuta che collega i Piani dei Resinelli al Rifugio Rosalba, porta d’accesso alla Grigna Meridionale, con pochi ma ben posizionati tratti attrezzati.

    Come arrivare e avvicinamento

    Si raggiungono i Piani dei Resinelli da Ballabio risalendo la strada panoramica con i suoi numerosi tornanti. Giunti alla frazione si cerca parcheggio nei pressi dell’ex Rifugio Alippi. Dal parcheggio si seguono le abbondanti indicazioni per il sentiero n. 9, denominato anche Sentiero delle Foppe. Si percorre inizialmente via alle Foppe, una stradina asfaltata privata con pendenza moderata che conduce fuori dall’abitato; a un bivio segnalato si prosegue a destra aumentando la ripidità e seguendo i segnavia bianco-rossi fino al primo tratto attrezzato (circa 30 minuti dal parcheggio).

    Il percorso

    Il primo tratto attrezzato si trova subito dopo un canalone detritico: una catena assicura il passaggio più esposto. Proseguendo si lascia a sinistra la deviazione per i Torrioni alpinistici Punta Giulia, Torre Costanza e Mongolfiera. Poco oltre si trova il secondo breve tratto attrezzato, composto da un paio di staffe metalliche e una corda fissa che aiuta a risalire un breve salto di roccia. Da questo punto la pendenza aumenta sensibilmente e la sezione attrezzata termina, lasciando spazio a un sentiero ripido nel bosco. Un terzo e ultimo passaggio attrezzato — una facile paretina — precede l’arrivo al Rifugio Rosalba (1730m), meta dell’itinerario (circa 1 ora in totale dai primi tratti attrezzati).

    Carattere e difficoltà

    Percorso con difficoltà tecniche molto contenute: le poche attrezzature presenti aiutano a superare i rari passaggi impegnativi senza richiedere vera esperienza di ferrata. Il dislivello di 550m in 13km complessivi lo rende un itinerario adatto a escursionisti che vogliono avvicinarsi ai sentieri attrezzati in un contesto paesaggistico di grande bellezza. Difficoltà: Moderatamente Difficile. Nei fine settimana estivi il sentiero e il rifugio sono molto frequentati.

    Periodo e sicurezza

    Consigliato da aprile a novembre. Il sentiero si svolge prevalentemente nel bosco e le attrezzature sono di facile progressione; tuttavia la roccia calcarea può diventare scivolosa in caso di gelo o pioggia. Prestare attenzione all’affollamento nei weekend estivi. Il Rifugio Rosalba (1730m) offre ristoro e ricovero in caso di rapido deterioramento delle condizioni meteorologiche.

    Discesa

    Dal Rifugio Rosalba si può rientrare ai Resinelli per il sentiero di salita in circa 1 ora (3 ore totali). Un’alternativa interessante è la discesa per il Sentiero Attrezzato dei Morti: dal rifugio si scende brevemente, poi si devia a sinistra su un sentiero ripido con un tratto attrezzato su traverso esposto, che riporta poco sopra il primo tratto del Sentiero delle Foppe (circa 1h30′ dal rifugio, 3h30′ totali).

    Da abbinare

    Dal Rifugio Rosalba partono numerose vie attrezzate e alpinistiche sulla Grigna Meridionale. Da qui è possibile proseguire verso il Sentiero Attrezzato della Direttissima e verso il Sentiero Cecilia. Il Sentiero Attrezzato GER al Monte Coltiglione è raggiungibile dallo stesso comprensorio dei Resinelli.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata60 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1730 m
    • Lunghezza13 Km
  • Sentiero Attrezzato Foletti

    Sentiero Attrezzato Foletti

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Foletti

    Il Sentiero Attrezzato Foletti è una via breve ma esposta che scende dal versante nord di Cima Capi verso Biacesa di Ledro, frequentemente abbinata come sentiero di discesa alla Ferrata Susatti.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il paese di Biacesa si raggiunge da Riva del Garda percorrendo le gallerie in direzione della Val di Ledro; dopo la seconda galleria si è quasi subito a Biacesa. In paese si imbocca via dei Dazi sulla destra e, in fondo, si gira ancora a destra proseguendo brevemente fino a un parco giochi con ampio parcheggio, che costituisce la base dell’escursione. Chi intende percorrere il Foletti come sentiero di discesa dopo la Ferrata Susatti dovrà leggere la relazione di quella ferrata per il punto di partenza in quota. Per chi volesse invece risalire il Foletti dal basso, si raggiunge la Chiesa di San Giovanni per il Sentiero Attrezzato delle Laste (1 ora) oppure per il sentiero CAI 417 e poi CAI 460 da Biacesa (1 ora).

    Il percorso

    Le prime attrezzature metalliche guidano lungo un traverso esposto su placche inclinate, dove i punti d’appoggio per i piedi risultano buoni e le maniglie metalliche colmano i tratti mancanti. Segue un tratto verticale in salita e poi uno più impegnativo in discesa su parete. La progressione continua fino a una parete da percorrere in diagonale senza particolari difficoltà tecniche, fino alla targhetta che segna la fine del percorso attrezzato (circa 20 minuti dall’attacco).

    Carattere e difficoltà

    Percorso breve, privo di difficoltà tecniche marcate, ma da affrontare con attenzione soprattutto nel tratto in discesa che richiede coordinazione e passo sicuro. Il Foletti non esige esperienza avanzata di ferrata, ma l’esposizione di alcuni passaggi suggerisce di equipaggiarsi almeno con imbrago e longe. La bassa quota e la brevità lo rendono adatto come completamento naturale del giro con la Ferrata Susatti. Difficoltà: Difficile.

    Periodo e sicurezza

    Sconsigliato nelle giornate più calde dell’estate per l’esposizione solare del versante. La roccia calcarea dell’Alto Garda può risultare scivolosa in presenza di umidità. La bassa quota di Cima Capi (909m) permette la percorrenza in quasi tutte le stagioni, con maggiore cautela in inverno. Prestare particolare attenzione nel tratto in discesa.

    Discesa

    Al termine del Sentiero Foletti ci si trova nei pressi della Chiesa di San Giovanni. Da qui si scende a Biacesa seguendo il Sentiero Attrezzato delle Laste (circa 45 minuti dalla chiesa, 4 ore totali partendo da Biacesa con la Ferrata Susatti) oppure percorrendo il sentiero CAI 460 in connessione con il CAI 417.

    Da abbinare

    Il Foletti si abbina per definizione alla Ferrata Susatti per Cima Capi, di cui costituisce il classico sentiero di discesa. In zona si trovano inoltre numerose altre ferrate e sentieri attrezzati sulle Prealpi Gardesane, tra cui la Ferrata delle Laste.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Gardesane
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata70 m
    • Dislivello itinerario490 m
    • Quota max909 m
    • Lunghezza8,1 Km
  • Sentiero Attrezzato del Fiume

    Sentiero Attrezzato del Fiume

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato del Fiume

    Il Sentiero Attrezzato del Fiume percorre in salita il suggestivo alveo del torrente Era nei dintorni di Mandello del Lario, offrendo un’escursione di bassa quota percorribile in quasi tutte le stagioni.

    Come arrivare e avvicinamento

    Il punto di partenza si trova nella frazione di Sonvico, nel comune di Mandello del Lario (LC), raggiungibile dalla statale lariana uscendo ad Abbadia Lariana e seguendo le indicazioni per Mandello del Lario. Da Mandello si risale verso la frazione di Somana e poi verso Sonvico. Al bivio si tiene la destra dove si trovano alcune possibilità di parcheggio. Dal parcheggio si seguono i cartelli indicatori: il percorso è contrassegnato con il numero 15B. Si cammina in falsopiano nel bosco fino a una fontanella (al bivio si tiene la sinistra), poi ancora in piano fino a una seconda palina (nuovamente a sinistra), infine in leggera discesa fino al torrente Era, dove inizia il percorso attrezzato (circa 30 minuti dal parcheggio).

    Il percorso

    Il sentiero, segnalato con segni rossi e bianco-rossi, si sviluppa prevalentemente sulla riva sinistra orografica del torrente Era. Dopo un primo guado si incontrano i tratti attrezzati con catene che assicurano i passaggi più esposti. L’itinerario alterna tratti in salita e discesa, con il rumore dell’acqua sempre presente. Si attraversa una seconda volta il corso d’acqua portandosi sulla riva destra orografica, e si risalgono progressivamente dei risalti rocciosi. In prossimità di una zona di rapide e cascate particolarmente scenografiche si trova un traverso attrezzato con staffe metalliche. Il tratto verticale più lungo — circa 6 metri — si risale con ottimi appigli per mani e piedi. Alcune roccette conclusive e un traverso verso destra completano la sezione attrezzata (circa 1 ora dall’attacco).

    Carattere e difficoltà

    Nonostante la bassa quota e la brevità, il percorso presenta passaggi di difficoltà elevata per la presenza di tratti verticali su roccia che richiedono tecnica di progressione. Le sezioni con catena sono intervallate da tratti di sentiero non attrezzato in cui è fondamentale non perdere i segnavia. Difficoltà: Difficile. Si consiglia dotazione da ferrata (imbrago, longe, casco) per i tratti verticali. La bassa quota e il bosco circostante mantengono il percorso fresco anche nelle giornate estive.

    Periodo e sicurezza

    Percorribile quasi tutto l’anno grazie alla quota massima modesta (circa 850m). È indispensabile evitare il percorso in caso di piena del torrente Era: alcune sezioni si svolgono nel letto del fiume o molto vicino all’acqua e in condizioni di livello elevato diventano impraticabili e pericolose. Attenzione a mantenere i segnavia in particolare nei tratti dove il sentiero attraversa il letto stesso del torrente.

    Discesa

    Al termine del percorso attrezzato si trova una palina con i segnavia. Per tornare al parcheggio di Sonvico si scende a sinistra sul sentiero n. 15, che riporta al punto di partenza in circa 1h15′ (3h30′ totali per l’intera escursione). Sono disponibili almeno altre due varianti di discesa verso la zona di Mandello del Lario.

    Da abbinare

    Da Mandello del Lario sono raggiungibili diversi percorsi sulle Prealpi Lariane. Nelle vicinanze si trova il Sentiero Attrezzato GER al Monte Coltiglione, itinerario più impegnativo per lunghezza e dislivello sullo stesso versante prealpino lecchese.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lombarde
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario500 m
    • Quota max850 m
    • Lunghezza9,2 Km
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