Stato: Aperta

  • Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball

    Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Gusella – Passo di Ball
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Un grande anello alpinistico nelle Pale di San Martino che combina la breve Ferrata della Vecia con il più impegnativo Sentiero Attrezzato Gusella–Ball, attraversando forcelle selvagge e ambienti di alta montagna in un itinerario completo di circa 9 ore. Una delle proposte più complete del Parco Naturale Paneveggio–Pale di San Martino.

    ▲Avvicinamento

    Da Malga Civertaghe (1375 m, indicazioni Maps) si imbocca il sentiero 713 verso le malghe superiori. Si segue il 713 fino alla Malga Sopra Ronz, poi a sinistra la variante ripida verso la pietraia. A un bivio si prende il sentiero 739 a sinistra verso la Ferrata della Vecia (2h30′ fino alla Forcella del Porton a 2460 m).

    ▲Il percorso

    La Ferrata della Vecia copre circa 50 m di cambre verticali. Dalla Forcella del Porton (2460 m) si svolta sul sentiero 714 verso Gusella, aggirando la Cima Ball sul versante sud e risalendo alla Forcella della Fede. Si scende un canalino senza protezioni, quindi inizia il Sentiero Attrezzato Gusella: un lungo traverso diagonale sul versante ovest di Cima Ball segnato da bolli rossi, con tratti attrezzati alternati a sezioni su terreno libero. Si giunge alla Forcella Stephen (2650 m, 4h totali). La discesa verso il Passo di Ball (2443 m, 4h45′) è ripida e attrezzata in più punti: una placca di 20 m, un camino e cenge verticali richiedono attenzione. Dal Passo si raggiunge il Rifugio Pradidali (2278 m) per poi risalire al Porton e rientrare a Malga Civertaghe (9h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, ma lungo e impegnativo fisicamente. Combina ferrata vera e propria, sentiero alpinistico attrezzato, tratti liberi esposti e lunga traversata ad alta quota. Necessario partire all’alba.

    ⚠ Il tratto Gusella è segnato solo da bolli rossi: seguirli con attenzione. Non adatto alle prime uscite in ferrata.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre inoltrato, verificando che la Forcella della Fede sia libera da neve. Partenza consigliata alle prime luci.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Pradidali si risale al Porton (7h15′ totali) e si rientra per il sentiero 713 a Malga Civertaghe (9h totali).

    ▲Da abbinare

    L’area delle Pale di San Martino offre itinerari per tutti i livelli; la Ferrata del Porton, inclusa in questo anello nel tratto di salita, è percorribile anche come escursione a sé.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPale di San Martino
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata2:15 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata262 m
    • Dislivello itinerario1270 m
    • Quota max2698 m
    • Lunghezza18 Km
  • Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Vie Ferrate › Lombardia › LC
    Sentiero Attrezzato dei Morti – Rifugio Rosalba

    Itinerario breve ma di carattere lungo il versante della Grigna Meridionale, con un unico tratto attrezzato su terreno inclinato e franoso che porta al Rifugio Rosalba. Il nome evocativo, il terreno instabile e il panorama sulle creste della Grigna rendono questo percorso tutt’altro che banale nonostante la modesta lunghezza.

    ▲Avvicinamento

    Dai Piani Resinelli (ex Rifugio Alippi, indicazioni Maps) si segue il sentiero 9 in direzione Foppe per circa 30′, fino a una palina che indica la deviazione a destra verso il Sentiero dei Morti. Si sale nel bosco e poi attraverso prati ripidi.

    ▲Il percorso

    Il tratto attrezzato è un unico attraversamento inclinato con cavo su terreno sdrucciolevole e parzialmente franoso, che richiede attenzione continua lungo tutta la sua estensione. Il fondo instabile amplifica il rischio: un passo falso in questo punto può risultare pericoloso. Superato il traverso, si risale al Rifugio Rosalba (1h dal bivio, 1h30′ totali dai Piani Resinelli).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile nonostante lo sviluppo ridotto, a causa del terreno instabile e franoso nel tratto attrezzato.

    ⚠ Evitare assolutamente dopo piogge recenti o in presenza di neve residua. I bastoncini telescopici sono consigliati per il traverso. Mantenere sempre i rampanti dell’imbrago agganciati al cavo.
    ▲Periodo e sicurezza

    Consigliato da maggio a ottobre con terreno asciutto. Evitare tassativamente in caso di pioggia o subito dopo precipitazioni.

    ▲Discesa

    Si rientra per lo stesso percorso oppure si scende per Foppe seguendo il sentiero alternativo.

    ▲Da abbinare

    Nei pressi del Rifugio Rosalba si aprono numerosi itinerari sulla Grigna Meridionale. Il vicino Sentiero Attrezzato del Moregallo completa un fine settimana di uscite nelle Prealpi Lariane.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lariane
    • Avvicinamento0:30
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario550 m
    • Quota max1730 m
    • Lunghezza9,2 Km
  • Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Vie Ferrate › Lombardia › CO
    Sentiero Attrezzato del Moregallo

    Il Sentiero Attrezzato del Moregallo scala la cresta ovest del monte omonimo che incombe sul Lago di Como e su Valmadrera, portando alla vetta con un percorso esposto e atletico tra le proposte più note delle Prealpi Lariane. Un itinerario di soddisfazione con uno dei panorami più ampi sull’alto lago e sulle vette circostanti.

    ▲Avvicinamento

    Da Valmadrera/Belvedere si raggiunge la Cappella di San Tomaso seguendo i segnavia 6 e 7 (indicazioni Maps). Si prosegue per Sambrosera fino alle Bocchette di Moregge, punto di partenza delle attrezzature (2h15′ dalla partenza).

    ▲Il percorso

    Dalle Bocchette si attacca la cresta ovest. Superata una selletta iniziale, un primo tratto di catene introduce alla progressione in quota. Il sentiero corre poi a mezzacosta con un breve bivio: a destra la via di fuga verso Tavoulera, a sinistra il proseguimento diretto sulla cresta. Si alternano rampe, brevi pareti verticali e cenge aeree con esposizione crescente. L’ultimo tratto verticale e aereo porta alla vetta del Moregallo in circa 40′ dalle Bocchette.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. I passaggi attrezzati richiedono buona tecnica di progressione e assenza di vertigini; l’esposizione è marcata nella parte alta della cresta ovest.

    ⚠ Il tratto di cresta finale è esposto su entrambi i lati: procedere con attenzione anche in condizioni di tempo favorevole.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da aprile a novembre, preferibilmente la mattina per evitare i temporali pomeridiani estivi. Sconsigliato con roccia bagnata o in presenza di vento forte.

    ▲Discesa

    La discesa può effettuarsi per la cresta est oppure rientrando per la cresta ovest verso le Bocchette di Moregge e quindi al punto di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nelle Prealpi Lariane si trovano numerosi altri itinerari; il Sentiero Attrezzato dei Morti verso il Rifugio Rosalba è una valida alternativa nella stessa zona.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Lariane
    • Avvicinamento2:15 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario1025 m
    • Quota max1276 m
    • Lunghezza12 Km
  • Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini

    Itinerario lungo la cresta sovrastante il Lago Ledro, nel cuore delle Prealpi Giudicarie, che porta alla sommità della Cima Casèt con apertura sul panorama del lago e delle valli trentine. Un percorso poco frequentato, vario negli ambienti e con un tratto attrezzato di autentico carattere alpinistico.

    ▲Avvicinamento

    Dal parcheggio del Rifugio Garibaldi al Passo Tremalzo si imbocca il sentiero 419 in direzione nord. In circa 30′ si raggiunge il Bochet de Caset (1645 m), dove si lascia la traccia principale e si prende a sinistra il sentiero 416. Si sale poi per il 456B verso Cima Caset, puntando al versante orientale dove si trova l’attacco delle attrezzature (1h15′ dal parcheggio, indicazioni Maps).

    ▲Il percorso

    Le prime protezioni metalliche accompagnano la risalita della parete est della Cima Casèt. Guadagnata la sommità, si scende verso il Pubregn (1774 m) percorrendo una cengia attrezzata con cavo. Si affronta poi un colatoio di circa 30 m disceso tramite funi, che sbocca su un balcone panoramico con vista diretta sul Lago Ledro. Il tratto successivo risale con camino, staffe e brevi verticali fino alla targhetta che segna la fine del percorso attrezzato alla Bocca Corno Caset (1h45′ dall’attacco, 5h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. Il percorso alterna terreno sentieristico ripido e tratti attrezzati con cavi e staffe. La discesa del colatoio di 30 m con le funi è il passaggio più impegnativo, seguita dalla cengia esposta sopra il Lago Ledro. La roccia è in alcuni tratti friabile: procedere sempre con cautela.

    ⚠ Evitare il colatoio attrezzato in presenza di neve residua o roccia bagnata: la fune non offre sicurezze sufficienti su fondo scivoloso.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da percorrere da giugno a ottobre, preferibilmente in condizioni di tempo stabile. Sconsigliato immediatamente dopo precipitazioni abbondanti.

    ▲Discesa

    Dal termine del percorso attrezzato si scende al Bochèt di Spinera (1318 m) tramite il sentiero 456 verso Malga Giù, rientrando al bivio d’andata e quindi al parcheggio del Passo Tremalzo (5h totali).

    ▲Da abbinare

    La zona del Tremalzo offre anche il vicino Sentiero Attrezzato Segata sul versante opposto del lago.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoPrealpi Giudicarie
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00
    • Dislivello ferrata40 m
    • Dislivello itinerario225 m
    • Quota max1774 m
    • Lunghezza7 Km
  • Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf

    Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Marino Guardiano – Monte Pelf
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Marino Guardiano sale al Monte Pelf nel Gruppo dello Schiara, uno dei massicci più selvaggi delle Dolomiti Bellunesi. Itinerario lungo e impegnativo — ideale da abbinare ad altre vie dello Schiara in un giro di più giorni — con difficoltà tecniche moderate nei tratti attrezzati ma terreno esposto e non banale nei passaggi non protetti.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Case Bortot (695 m) in provincia di Belluno (indicazioni Maps): da Belluno si segue la strada del Col di Lana, poi verso Bolzano Bellunese e il Parco delle Dolomiti Bellunesi. Il parcheggio è allo spiazzo finale. Si segue il CAI 501 nel bosco: dopo il Ponte del Mariano (30′) si tiene la sinistra per il Rifugio VII Alpini (1502 m — 2h 45′).

    ▲Il percorso

    Dal Rifugio VII Alpini si sale verso Forcella Marmol con la Ferrata Marmol, che costituisce il primo tratto attrezzato della giornata. Raggiunta la forcella si abbandona la ferrata e si attacca il Sentiero Attrezzato Guardiano in direzione del Pelf: il percorso sale su terreno misto, alternando roccia e erba, con tratti attrezzati di moderata difficoltà e lunghi passaggi su cresta esposta privi di protezioni. La cima del Monte Pelf è il punto più alto e panoramico dell’itinerario. Il rientro scende lungo il CAI 507 fino a Ponte del Mariano e al parcheggio di partenza.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile, con una lunghezza totale di giornata molto impegnativa. I tratti attrezzati non superano MD ma l’itinerario non è adatto a chi non ha esperienza su terreno alpino. Complessità: tecnica 2/5, fisica 4/5, esposizione 3/5, ambiente 4/5.

    ⚠ Itinerario da non sottovalutare per lunghezza e isolamento. Portare viveri e acqua abbondanti; verificare la disponibilità del Rifugio VII Alpini (aperto stagionalmente).
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. L’escursione completa richiede una giornata intera o un pernottamento al rifugio. Partire all’alba per evitare i temporali pomeridiani.

    ▲Discesa

    Dal Pelf si scende per CAI 507 verso il Ponte del Mariano e al parcheggio di Case Bortot (itinerario ad anello).

    ▲Da abbinare

    Nel Gruppo dello Schiara: la Ferrata Zacchi, la Ferrata Marmol e la Ferrata Berti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Bellunesi – Gruppo Schiara
    • Avvicinamento6:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)11:30 h
    • Dislivello ferrata340 m
    • Dislivello itinerario1805 m
    • Quota max2502 m
    • Lunghezza22 Km
  • Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Sentiero Attrezzato Kaiserjager al Lagazuoi

    Il Sentiero Attrezzato Kaiserjager sale al Piccolo Lagazuoi dal Passo di Valparola, in un contesto impregnato di storia bellica: le trincee e le strutture difensive austriache della Grande Guerra accompagnano ogni passo. Itinerario facile, ideale per avvicinarsi al mondo delle vie ferrate con un’esperienza panoramica di grande impatto.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge il Passo di Valparola, 2 Km a est del Passo Falzarego sulla strada tra Cortina e la Val Badia. Ampio parcheggio nei pressi del bar-ristorante (indicazioni Maps). Dal parcheggio si scende leggermente su sentiero e si percorre una traccia che punta verso le pareti meridionali del Lagazuoi, identificando in alto la gola con il ponte sospeso. In circa 45 minuti si raggiunge la cengia attrezzata che segna l’inizio del percorso.

    ▲Il percorso

    Si percorre la cengia fino a un canalino: lo si risale sfruttando tavole di legno incastrate come gradini e una serie di infissi metallici privi di cavo continuo. Attenzione — su questi infissi ci si deve assicurare singolarmente se si vuole procedere in sicurezza. Superato il canalino si entra su una cengia attrezzata con cavo che porta verso l’alto, offrendo una vista sempre più ampia sulle Dolomiti. Si raggiunge il pianoro sommitale e il bivacco militare del Piccolo Lagazuoi (1h 15′ dall’attacco, 2778 m). In discesa si può scegliere la stessa via o imboccare la galleria di guerra del Lagazuoi che scende alla stazione della funivia.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile: i passaggi attrezzati non presentano difficoltà tecniche significative. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5. Ottimo per neofiti con guida o per famiglie con esperienza escursionistica.

    ⚠ Gli infissi metallici del canalino non hanno un cavo continuo: chi intende assicurarsi deve collegare la longe direttamente ad ogni infisso. Verificare le condizioni della via in stagione primaverile.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da giugno a ottobre. Evitare in caso di temporale: la cengia è esposta ai fulmini. La funivia del Lagazuoi offre un comodo rientro alternativo.

    ▲Discesa

    Si scende per la via di salita (45′ al parcheggio) oppure si percorre la galleria di guerra interna al Lagazuoi fino alla stazione della funivia e si scende a Passo Falzarego (funivia a pagamento).

    ▲Da abbinare

    Nelle vicinanze: la Ferrata Fusetti al Sass de Stria, la Ferrata Tomaselli e la classica Ra Gusela.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti Ampezzane
    • Avvicinamento0:40 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)4:45 h
    • Dislivello ferrata350 m
    • Dislivello itinerario575 m
    • Quota max2778 m
    • Lunghezza5,2 Km
  • Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio

    Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Sentiero Attrezzato Leva – Cima di Terrarossa, Montasio
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Leva percorre la scenografica cengia tra la Cima di Terrarossa e la Forca dei Disteis alle pendici del Jof di Montasio. Itinerario di media difficoltà con tratti esposti e non protetti che richiedono passo sicuro: ideale da inserire in un giro di più giorni sull'Altopiano del Montasio.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Chiusaforte sull'A23 (uscita Carnia Tolmezzo) e si prosegue verso est per 20 Km fino a Sella Nevea. Da un tornante si segue il cartello marrone per Altopiano del Montasio fino al termine della strada, dove si trova un ampio parcheggio (indicazioni Maps). Il percorso proposto passa per il Rifugio Brazza e la Cima di Terrarossa; non include la salita al Jof di Montasio (quella è la Ferrata Amalia).

    ▲Il percorso

    Si percorre il sentiero da Cima Terrarossa verso ovest in direzione Forca dei Disteis. Dalla cima si scende verso la Forca del Pallone (2242 m) affrontando una caratteristica scala metallica appoggiata alla roccia — richiede attenzione. Si imbocca poi la cengia attrezzata che aggira la parete ovest della Cima Terrarossa: il tratto è esposto per lunghi tratti e non sempre protetto da cavi. Superata la Forca del Pallone, la via riprende sul versante opposto della gola risalendo gli infissi verso la Forca dei Disteis. I tratti più verticali si trovano nei pressi della Forca, dove si effettua la salita più impegnativa dell'intero percorso.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati sono contenuti ma i passaggi non protetti su cengia esposta rappresentano la vera sfida: richiedono concentrazione e stabilità anche con zaino pesante. Complessità: tecnica 2/5, fisica 3/5, esposizione 3/5, ambiente 3/5.

    ⚠ L'Altopiano del Montasio può conservare neve fino a giugno inoltrato. Verificare le condizioni con il Rifugio Brazza prima di partire.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. Alta montagna con meteo instabile: partire presto. L'itinerario è percorribile in entrambi i sensi ma nel verso descritto (est→ovest) si percorre in salita il tratto più verticale.

    ▲Discesa

    Dalla Forca dei Disteis si scende al Rifugio Brazza e poi al parcheggio di partenza lungo i sentieri dell'Altopiano del Montasio.

    ▲Da abbinare

    Nelle Alpi Giulie: la Ferrata Goitan al Jof Fuart e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Giulie
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata178 m
    • Dislivello itinerario918 m
    • Quota max2420 m
    • Lunghezza9,1 Km
  • Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè

    Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato Vidi al Grostè
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato Gustavo Vidi si snoda attorno a Pietra Grande e agli Orti della Regina nelle Dolomiti di Brenta, partendo dalla stazione a monte della funivia di Madonna di Campiglio al Grostè. Un anello su cengia di rara bellezza in un angolo tra i meno frequentati del Brenta, con esposizione da non sottovalutare nonostante le difficoltà tecniche contenute.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Madonna di Campiglio e si prende la funivia verso il Rifugio Stoppani al Grostè (indicazioni Maps). In alternativa si sale a piedi dal passo con il sentiero CAI 301, che recupera 800 m di dislivello in circa due ore senza pendenza eccessiva.

    ▲Il percorso

    Dalla stazione a monte della funivia si seguono i numerosi segnavia CAI 390 verso Pietra Grande. In venti minuti si incontra il primo cartello rosso che segna l'ingresso ufficiale nel Sentiero Attrezzato Vidi. Si risalgono alcune facili roccette e si percorre un sentiero ripido e ghiaioso fino a una caratteristica cengia ampia, dove una targa metallica ricorda la dedica del percorso. Si prosegue verso nord, mantenendo la quota, fino a un primo restringimento di cresta con attrezzatura metallica. Dopo alcune roccette non protette si affronta un canalino stretto dove il cavo accompagna la salita. Il percorso descrive un arco attorno al massiccio: un lungo tratto di cengia, parzialmente privo di protezioni, richiede piede fermo e concentrazione. In basso si intravede il Rifugio Graffer, meta del rientro (circa 2h 30' dall'attacco).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Moderatamente Difficile. I tratti attrezzati in senso stretto non presentano difficoltà tecniche elevate, ma larghi settori di cengia sono esposti e privi di cavo: richiedono piede sicuro e assenza di vertigini. Complessità: tecnica 2/5, fisica 2/5, esposizione 3/5, ambiente 2/5.

    ⚠ In stagione inoltrata alcuni passaggi possono conservare neve o ghiaccio: piccozza o ramponi come precauzione, analogamente a tutto il settore del Brenta.
    ▲Periodo e sicurezza

    Consigliato da giugno a settembre. Evitare in presenza di precipitazioni o rischio temporali pomeridiani. La funivia chiude stagionalmente: verificarne la disponibilità prima di partire.

    ▲Discesa

    Dal Rifugio Graffer si scende in funivia dalla stazione intermedia oppure si prosegue a piedi lungo il sentiero CAI 301 fino a Madonna di Campiglio (circa 5h totali contando la funivia in salita e la discesa a piedi). In alternativa si risale al Rifugio Stoppani per riprendere la funivia (3h 30' totali).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Brenta si può abbinare la Ferrata della Val Gelada o il vicino Sentiero Attrezzato delle Palete.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)3:30 h
    • Dislivello ferrata220 m
    • Dislivello itinerario300 m
    • Quota max2662 m
    • Lunghezza4,4 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Sentiero Attrezzato delle Laste – Cima Capi

    Il Sentiero Attrezzato delle Laste è la via più diretta per salire da Biacesa al Bivacco Arcioni e alla Chiesa di San Giovanni, sotto Cima Capi e Cima Rocca. Percorso breve, privo di esposizione marcata, adatto a chi muove i primi passi sui sentieri attrezzati in un contesto lacustre di grande fascino.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge Biacesa, 4 Km da Riva del Garda percorrendo le gallerie verso la Val di Ledro (indicazioni Maps). Imboccando via dei Dazi e svoltando a destra si arriva a un parco giochi con ampio parcheggio. Si segue il sentiero CAI 470 (Sentiero dei Bech) verso est in direzione di Cima Capi per circa 15 minuti fino al bivio dove il CAI 471 sale a sinistra: è l'attacco del Sentiero delle Laste.

    ▲Il percorso

    Il primo ostacolo è un diedro di 6 metri con cavo sul lato sinistro e buoni appigli naturali sul destro. Seguono una cengia erbosa nel bosco e una rampa diagonale ben gradinata. Si arriva a una galleria con libro delle firme — ottimo punto di sosta. Ripartendo si sale una paretina con ampie cambre metalliche, poi un secondo tratto simile in diagonale esaurisce le attrezzature. Il sentiero continua su terreno più aperto fino al Bivacco Arcioni (45' dall'attacco), quindi alla Chiesa di San Giovanni.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile: i tratti attrezzati non superano il secondo grado e non presentano esposizione. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 1/5, ambiente 2/5. Adatto a bambini già abituati all'uso del casco e dell'imbrago con supervisione adulta.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile quasi tutto l'anno grazie alla quota modesta. In caso di pioggia il diedro iniziale può essere scivoloso.

    ▲Discesa

    Dalla Chiesa di San Giovanni si prende il sentiero CAI 460 verso ovest fino all'incrocio col CAI 417, poi a sinistra verso Biacesa (45' — 1h 45' totali compresa la salita).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona del Garda: il Sentiero Attrezzato Mora Pellegrini.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Baldo e Garda
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:45 h
    • Dislivello ferrata231 m
    • Dislivello itinerario440 m
    • Quota max858 m
    • Lunghezza4 Km
  • Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Vie Ferrate › Veneto › Vicenza
    Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto – Passo Campogrosso

    Il Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto percorre un itinerario ad anello da Passo Campogrosso attraverso le gallerie e le trincee della Grande Guerra, salendo al Passo degli Onari e alla cima del Cornetto. Un percorso storico e panoramico, nel complesso facile ma con un tratto attrezzato di media difficoltà da percorrere con attenzione.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo di Campogrosso (Vicenza) si raggiunge da Recoaro Terme via Merendaore oppure da Rovereto passando per Pian delle Fugazze (indicazioni Maps). Si parcheggia al passo e si segue il sentiero 170 verso nord in direzione Malga Boffetal.

    ▲Il percorso

    Dal Passo Campogrosso si imbocca il sentiero 170, ampio e ben segnato, in direzione ovest delle pendici del Monte Cornetto fino al bivio col sentiero 176 che piega a destra in salita. Si attraversa la prima galleria militare — utile ma non indispensabile una torcia — e si prosegue su sentiero non difficile attraverso ulteriori gallerie di origine bellica. Il percorso taglia diagonalmente la parete meridionale del Cornetto su cenge panoramiche abbastanza larghe, poi entra in una gola dove il cavo metallico assiste nel passaggio più stretto. Si esce dalla gola e si sale deciso verso il Passo degli Onari, incontrando nuove gallerie, fino alla cima del Monte Cornetto. Il ritorno avviene per il sentiero 149 a mezzacosta fino al Passo del Baffelan e di nuovo al Passo Campogrosso.

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Facile con un tratto attrezzato di media difficoltà nella gola. Complessità: tecnica 1/5, fisica 2/5, esposizione 2/5, ambiente 2/5. Le gallerie aggiungono interesse storico senza aumentare il rischio.

    ⚠ Portare una torcia per le gallerie. Il fondo può essere bagnato all'interno; attenzione al terreno scivoloso all'uscita.
    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da aprile a novembre grazie alla quota relativamente bassa. Evitare in caso di neve o ghiaccio sui tratti esposti.

    ▲Discesa

    Anello completo: Passo degli Onari → sentiero 149 → Passo del Baffelan → Passo Campogrosso.

    ▲Da abbinare

    Nelle Piccole Dolomiti Vicentine: la Ferrata del Vajo Stretto e il Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti – Monti Lessini
    • Avvicinamento0:45 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario450 m
    • Quota max1899 m
    • Lunghezza11 Km
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