Stato: Aperta

  • Ferrata Bergkristall

    Ferrata Bergkristall

    Vie Ferrate › Trentino Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Bergkristall
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La Ferrata Bergkristall e un itinerario breve e moderno (inaugurato nel 2024) che sale una parete vicino all’omonimo campeggio in alta Val Passiria, presso Plan. E composta da due brevi varianti che si riuniscono circa a meta parete, entrambe di difficolta contenuta.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza e nei pressi del campeggio Bergkristall, in alta Val Passiria: da Vipiteno si risale la valle verso Moso e si seguono le indicazioni per Plan, raggiungendo il campeggio in circa 15 minuti. La ferrata attacca sul versante opposto del torrente. L’avvicinamento e brevissimo: un sentierino porta alla parete gia visibile e, attraversato il ponte, si incontra il primo itinerario a destra e, pochi metri piu in alto a sinistra, il secondo (circa 5 minuti dall’auto). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Si puo scegliere tra due varianti. L’itinerario Moderatamente Difficile (il primo che si incontra) presenta un tratto verticale, un traverso a destra e una seconda parete a destra; si risalgono un paio di balzi rocciosi e si sale verso sinistra, incontrando in pochi minuti il secondo itinerario che arriva, in leggera discesa, da sinistra. L’itinerario Facile (il secondo) ha solo un paio di passi moderatamente difficili: inizia con una rampa a destra, seguita da una parete verticale e da un traverso a destra, poi una sezione in discesa dove si intercetta il primo itinerario in arrivo da destra. Da qui il percorso comune: si sale una placca verticale di una ventina di metri, segue un lungo traverso a sinistra sotto le incombenti pareti nero-giallastre e infine un tratto attrezzato in discesa che chiude la ferrata.

    ▲Carattere e difficolta

    Via breve con attrezzature in ottimo stato, ideale per chi vuole iniziare o per una mezza giornata leggera, con la possibilita di scegliere il grado in base alla variante.

    ▲Discesa

    Dall’uscita si segue il sentiero 14B e poi la sterrata verso destra che riporta al parcheggio (circa 40 minuti).

    ▲Da abbinare

    Nella parte settentrionale dell’Alto Adige si trovano la Ferrata delle Cascate di Stuller, la Ferrata Ibex, la Ferrata Lampskorf e la Ferrata Olberg; spostandosi a sud, le varie vie ferrate della Val Venosta.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegioneTrentino Alto Adige
    • GruppoAlpi Breonie
    • Avvicinamento0:05 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)0:45 h
    • Dislivello ferrata60 m
    • Dislivello itinerario70 m
    • Quota max1.600 m
    • Lunghezza0,8 Km
  • Ferrata Martini al Campanile di Colesei

    Ferrata Martini al Campanile di Colesei

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Martini al Campanile di Colesei

    La recente Ferrata Bepi Martini (Martini Barzolai) sale al Colle di Colesei, sul versante Comelico delle Dolomiti di Sesto. Non e lunga ma molto bella, con sviluppo prevalentemente verticale e una grande esposizione; nella parte alta offre due varianti, una delle quali di livello difficile.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Rifugio Lunelli (1568 m), raggiungibile dal versante bellunese del Passo Monte Croce di Comelico (che separa Sesto, in provincia di Bolzano, da Comelico Superiore in Cadore): scendendo dal passo si imbocca a destra Via Valgrande fino al suo termine, presso il rifugio. (In alternativa si lascia l’auto al passo, con avvicinamento piu lungo sul Sentiero 124 verso il Colle di Colesei.) Dal Lunelli si segue il sentiero 171, o la piu lunga strada militare, verso la Forcella Pian della Biscia; dalla forcella si sale verso nord tenendo la destra, fuori dal bosco, per strada militare verso il fortino (opera 10) del Vallo Alpino del Littorio per circa 15 minuti. Si incrocia da sinistra il sentiero 124 dal Rifugio Berti (usato per il rientro), lo si ignora e si prosegue verso nord-ovest fino a una traccia con bolli rossi che da sinistra sale tra i pini mughi verso le pareti sud ed est del Colle; pochi ripidi tornanti portano all’attacco. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    E una classica dolomitica: la prima parte e molto arrampicabile su buona roccia, con esposizione crescente, alternando placche, diedri e tratti piu appoggiati e un paio di traversi di media difficolta. Nella parte superiore si raggiunge una biforcazione: a destra una via piu impegnativa ed esposta corre lungo un’aerea cresta da cui si scende poi con discreto impegno verso una forcella; a sinistra una variante piu facile raggiunge la forcella senza particolari difficolta tecniche. Dalla forcella, ultimi metri e fine delle attrezzature; salendo a destra si raggiunge la Croda Sora di Colesei (2291 m), con magnifico panorama sulle cime vicine (1 ora dall’attacco).

    ▲Carattere e difficolta

    Via inaugurata nel 2020, verticale e impegnativa nella seconda sezione ma molto piacevole e arrampicabile, con attrezzatura nuova e un misto equilibrato di passaggi su roccia e su metallo solo dove necessario. La prima parte e di difficolta moderata.

    ⚠ L’esposizione e elevata: la parte alta, la variante di destra e il tratto in discesa verso la forcella richiedono maggiore attenzione e passo sicuro.
    ▲Discesa

    Il rientro piu breve e verso il Rifugio Lunelli: dalla fine delle attrezzature si segue la traccia fino al sentiero 122 (che collega il Rifugio Berti alla Forcella del Popera), si tiene la sinistra in discesa fino ai ruderi del Rifugio Olivo Sala e poi, ripidi, fino all’incrocio dell’avvicinamento e al Lunelli (circa 1 ora e 30 dal termine). In alternativa si raggiunge il Rifugio Berti e si scende per il piu comodo sentiero 101.

    ▲Da abbinare

    Si presta a itinerari di piu giorni nelle Dolomiti di Sesto orientali: dal Rifugio Berti la Ferrata Zandonella o la Ferrata della Croda Rossa di Sesto, con rientro ad anello al Lunelli, oppure il giro piu lungo con Roghel, Cengia Gabriella e Strada degli Alpini. In Comelico, verso il confine austriaco, ci sono il Sentiero Attrezzato d’Ambros, la ferrata del Camoscio al Palombino e le ferrate del Chiadenis e Sartor al Peralba; verso le Marmarole la Ferrata degli Alpini Jau Tana e il Sentiero Attrezzato Amalio Da Pra.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoDolomiti di Sesto
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:30h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello itinerario723 m
    • Quota max2291 m
  • Ferrata Belvedere

    Ferrata Belvedere

    Vie Ferrate › Basilicata › Potenza
    Ferrata Belvedere
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La recente Ferrata Belvedere e nata accanto al famoso Ponte alla Luna e alla Ferrata Arenazzo, facendo di Sasso di Castalda una meta interessante anche per gli appassionati di vie attrezzate. Tecnicamente non e difficile, in gran parte arrampicabile e con l’aiuto di molte staffe: un’ottima scelta per chi vuole iniziare.

    ▲Avvicinamento

    Si parte da Sasso di Castalda, nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri. Se si vogliono percorrere entrambe le ferrate, l’ideale e fare prima la Ferrata Arenazzo e seguirne le indicazioni fino all’attacco della Belvedere; in alternativa, dal paese si raggiunge l’attacco del Ponte alla Luna e si seguono le indicazioni che in 10 minuti portano all’attacco della via. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Si attacca subito una parete verticale, dove le numerose staffe aiutano la progressione. Si prosegue in piano fino ad alcune roccette facilmente arrampicabili, miste a tratti di sentiero attrezzato, fino a una seconda parete verticale, piu appoggiata della prima e superabile senza problemi con le staffe. Si affronta quindi un traverso, non particolarmente difficile grazie alle staffe per i piedi, durante il quale si passa sotto il lungo Ponte alla Luna. Al termine del traverso c’e una via di fuga; volendo completare l’ultimo tratto, una parete verticale presso il “Belvedere”, simile alle precedenti, si risale con l’aiuto di staffe per piedi e mani, chiudendo la ferrata (45 minuti dall’attacco).

    ▲Carattere e difficolta

    Via non difficile per chi ha un minimo di dimestichezza con le ferrate, e un’ottima escursione per iniziare a cimentarsi con questo tipo di terreno.

    ▲Discesa

    La via termina nello stesso punto in cui si conclude il Ponte alla Luna: seguendo le abbondanti indicazioni, un caratteristico vicolo riporta al paese di Sasso di Castalda e quindi all’auto (20 minuti dal termine, 1 ora e 15 in totale).

    ▲Da abbinare

    Si concatena facilmente con la vicina Ferrata Arenazzo. A circa 1 ora e 15 minuti si trovano le due ferrate delle Dolomiti Lucane, la Ferrata Salemm e la Ferrata Marcirosa: in una gita di due giorni si possono cosi percorrere le quattro ferrate della Basilicata. Lungo la costa tirrenica c’e la panoramica Ferrata al Cristo Redentore di Maratea, mentre in Campania, a Volturara Irpina, la recente Ferrata Maroia.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegioneBasilicata
    • GruppoAppenino Lucano
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerario (a/r)1:15 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario120 m
    • Quota max975 m
    • Lunghezza1,5 Km
  • Ferrata Bellotti Agostino

    Ferrata Bellotti Agostino

    Vie Ferrate › Lombardia › Varese
    Ferrata Bellotti Agostino

    La Ferrata Bellotti Agostino, prima via ferrata della provincia di Varese (inaugurata il 13 ottobre 2024), si trova a Mesenzana. Breve ma impegnativa e atletica, risale con andamento prevalentemente in traverso le pareti di una falesia. Sviluppandosi a bassa quota e percorribile gran parte dell’anno, evitando pero l’estate quando puo diventare rovente.

    ▲Avvicinamento

    Il parcheggio piu comodo e lungo Via San Martino: la strada, inizialmente asfaltata e stretta, sale con alcuni slarghi; l’ultimo posto utile e dove diventa sterrata. In alternativa si parcheggia in paese allungando l’escursione con il bell’anello del “Trekking delle tre penne nere” (circa 14 km). Dall’ultima piazzola si sale la mulattiera sterrata tra vari tornanti; dopo circa 25 minuti, a un bivio, un cartello arancione indica a sinistra la ferrata; dopo una breve discesa un altro cartello indica un sentiero a destra che porta in poco all’attacco, con bacheca. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    La via si svolge nel contesto di una palestra di arrampicata in allestimento, con un percorso ad arco prevalentemente in traverso e alcuni tratti verticali (attacco, finale e qualche passaggio intermedio). Le due estremita sono vicine sullo stesso sentiero ai piedi della parete e la via si puo percorrere in entrambi i sensi, ma e piu agevole in senso antiorario vista la difficolta dell’attacco verticale strapiombante; la descriviamo in questo senso. La prima sezione e il punto piu impegnativo: assicurati al cavo si parte in traverso ascendente e strapiombante verso destra con tre cambre, sollecitando subito le braccia, fino a un breve ma marcato strapiombo da superare con decisione grazie a tre staffe (utili ma non sufficienti). Senza comodi punti di sosta il cavo vira deciso a sinistra in un traverso impegnativo con pochi appoggi, da affrontare in aderenza salvo un paio di staffe, e termina con un breve tratto verticale che richiede un’importante trazione sul cavo. Si raggiunge un terrazzino dove respirare. Si prosegue in traversata a sinistra su terreno facile ma friabile fino a un altro passaggio delicato (molto meno dell’iniziale): un breve traverso discendente in aderenza che termina con la risalita di un breve diedro verticale aiutati da un paio di staffe. Dopo un tratto piu semplice, una breve traversata in piano e poi ascendente su roccette miste a terra ed erba porta all’ultimo tratto attrezzato: il cavo scende in diagonale a sinistra e poi vira in discesa verso un delicato passaggio verticale che diventa strapiombante, con i primi due metri in aderenza e trazione e una cambra ben posizionata dove inizia lo strapiombo; un ultimo traverso strapiombante in discesa a sinistra, che sollecita di nuovo le braccia, chiude il percorso.

    ▲Carattere e difficolta

    Via breve ma intensa e marcatamente atletica: le difficolta sono concentrate nei tratti strapiombanti, in particolare all’attacco, che sollecitano molto le braccia. Le attrezzature sono nuove e in ottimo stato.

    ⚠ Alcuni traversi corrono su terreno friabile e i passaggi strapiombanti sono vicini a terra: valutate con attenzione il senso di percorrenza e arrivate con una buona tenuta di braccia.
    ▲Discesa

    Il rientro avviene scendendo il sentiero sottostante, che in pochi istanti riporta al punto di partenza della ferrata e quindi a ritroso lungo l’avvicinamento.

    ▲Storia e da abbinare

    La via e intitolata al Sottotenente Bellotti Agostino, unico ufficiale originario di Mesenzana (divisione Alpina Julia) caduto nella Seconda Guerra Mondiale dopo la campagna di Russia e la prigionia in Germania. Essendo la prima ferrata del Varesotto, per altre vie ci si sposta verso il Lago di Como (Ferrata del Monte Grona, del Venticinquennale, del Sass Tavarac sul ramo lariano) o verso la Val d’Ossola (Ferrata dei Picasass e la Miccia, Ferrata di Montorfano, Ferrata Walserfall).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaDifficile
    • RegioneLombardia
    • GruppoPrealpi Varesine
    • Avvicinamento0:25 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:20 h
    • Dislivello ferrata50 m
    • Dislivello itinerario150 m
    • Lunghezza1,5 Km
  • Ferrata del BEC Valletta

    Ferrata del BEC Valletta

    Vie Ferrate › Piemonte › Cuneo
    Ferrata del BEC Valletta
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    La nuova Ferrata del BEC Valletta sale nel Vallone di San Giovanni, sopra Limone Piemonte. Grazie alle abbondanti staffe non e particolarmente difficile sul piano tecnico: le maggiori insidie sono il tratto in disarrampicata al termine della via e lo spigolo molto esposto prima della cima. Completano l’itinerario due zip line.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dal Vallone di San Giovanni, vicino a Limone. In auto: alla rotonda di Piazza Risorgimento si prende la seconda uscita per via Valleggia, la si percorre tutta e si prosegue a sinistra per via Almellina fino agli impianti di risalita; quindi via San Giovanni fino al termine della salita e, prima che la strada scenda, a destra e poco dopo a sinistra su una strada che, superata la Chiesa di San Giovanni, diventa sterrata. Si prosegue fin dove e consentito il traffico e si parcheggia. A piedi si segue la sterrata fino a un pascolo, lo si attraversa tenendo la sinistra verso il vallone e in breve si raggiunge l’attacco (15 minuti dal parcheggio). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Si attaccano alcune pareti verticali e balzi rocciosi, con appigli per i piedi e staffe dove mancano; si svolta a sinistra e poco dopo il cavo si interrompe. Dopo un tratto di raccordo si arriva a un tratto caratteristico: una bella placca inclinata di calcare eroso dall’acqua, da risalire in aderenza. Seguono risalti rocciosi attrezzati con staffe e cambre; ci si stacca dal cavo per un breve tratto di sentiero e si riattacca poco dopo, prima in orizzontale e poi arrampicando, fino alla cresta. Si segue il sentiero di cresta che scende alcuni tornanti aggirando un torrione: qui si trovano le due zip line (facoltative), che raggiungono un gendarme e permettono il rientro, oltre a una via di fuga verso valle; finisce cosi il primo tratto. La seconda sezione inizia con una salita sprotetta che richiede alcuni passi di arrampicata, poi un diedro su uno spigolo molto esposto, risalito grazie a una lunga serie di staffe metalliche in decisa esposizione, fino alla cima del BEC Valletta. Da qui si disarrampica fino a una cengia dove la via termina (2 ore e 45 dall’attacco, circa 3 ore in totale).

    ▲Carattere e difficolta

    Tecnicamente abbordabile grazie alle staffe, ma con punti che richiedono attenzione: lo spigolo esposto, i tratti sprotetti di collegamento e soprattutto la disarrampicata finale su roccia friabile.

    ⚠ Una targa all’attacco chiede di portare uno spezzone di corda per assicurarsi nei tratti senza attrezzatura: sono presenti ancoraggi Raumer che consentono di procedere in conserva a coppie (distanza consigliata 10 metri). Per la disarrampicata finale, attenzione alla roccia friabile e utile uno spezzone per assicurare il compagno. Per le zip line serve una carrucola specifica (CAMP Flyte, CT Duetto o Petzl Tandem), noleggiabile a Limone.
    ▲Discesa

    Terminata la ferrata si scende nel Vallone di San Giovanni sul lato sinistro, oppure lungo le piste dell’Alpetta sul lato destro. Dal vallone il sentiero non e ben segnalato: si scende verso sinistra e, prima del torrente, si vira a sinistra fino all’attacco della ferrata e quindi a ritroso fino all’auto (45 minuti dal termine).

    ▲Da abbinare

    A circa un’ora d’auto si trova la Ferrata dei Funs. Nel Cuneese segnaliamo anche la Ferrata di Rocca Senghi, la Ferrata alla Rocca dei Corvi, la Ferrata di Chiaronto e Camoglieres e la piu lunga e impegnativa Ferrata degli Alpini al Dronero. Spostandosi verso sud, in provincia di Savona, c’e la bella Ferrata degli Artisti.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegionePiemonte
    • GruppoAlpi Liguri
    • Avvicinamento0:15 h
    • Ferrata2:45 h
    • Itinerario (a/r)4:00 h
    • Dislivello ferrata332 m
    • Dislivello itinerario442 m
    • Quota max1902 m
    • Lunghezza4 Km
  • Ferrata Barranco del Dolo

    Ferrata Barranco del Dolo

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Barranco del Dolo

    Nei pressi di Civago, nell’alto Appennino Reggiano, la Ferrata Barranco del Dolo (inaugurata nel 2015) risale una lama di roccia di circa 200 metri che dal letto del torrente Dolo sale fino alla strada per il paese. Un itinerario breve ma appagante, in un ambiente splendido con il fiume alle spalle e una buona dose di passaggi verticali.

    ▲Avvicinamento

    Pochi km prima di Civago, dopo un tornante, un cartello indica l’inizio del sentiero (piu visibile per chi arriva da Civago che da Reggio Emilia). Arrivando da Reggio, superata la galleria, si trovano un paio di ampi slarghi sul lato sinistro dove lasciare l’auto; a piedi, guardando a sinistra, dopo una protuberanza rocciosa si vede il cartello e la traccia che scende nei boschi. L’avvicinamento e anomalo: invece di salire si scende, seguendo i segni bianchi lungo un ripido sentiero che in circa 20 minuti porta al letto del torrente e quindi all’attacco, letteralmente un paio di metri sopra il pelo dell’acqua. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Si parte in obliquo guadagnando i primi metri fino a un paio di stacchi verticali che, pur non difficili, danno il tono della via e della roccia (arenaria compatta): gli strappi verticali sono impegnativi ma divertenti, con staffe provvidenziali dove la roccia e levigata. Superato un terzo tratto verticale, un ripido sentiero erboso porta davanti a una placca liscia da risalire in verticale con le maniglie. Segue un traverso dove riposare in vista del passaggio chiave (20 minuti dall’attacco): sull’esposto traverso orizzontale si aggira uno spigolo e si affronta un camino aperto privo di appigli, dapprima in spaccata sulla parete esterna opposta; poi la difficolta aumenta e diventa di fatto necessaria una trazione sul cavo (V grado senza trazionare), per circa 15 metri. Si raggiunge un’ampia cengia dove riposare, notando le chiodature della via di arrampicata sul lato opposto della lama (30 minuti dall’attacco). Un nuovo traverso orizzontale esposto, simile al precedente ma piu breve, si supera con un paio di trazioni decise sul cavo fino ad alcune maniglie e alla parte finale (45 minuti). Si chiude la placca e, con un leggero saliscendi sul filo di cresta sempre assicurato, si arriva al libro di vetta sotto l’ultima parte della lama (1 ora dall’attacco).

    ▲Carattere e difficolta

    Difficolta complessiva moderata, ma le due placche verticali, esposte e prive di appigli nella parte finale alzano nettamente il grado e non vanno sottovalutate. L’attrezzatura e in ottimo stato. Ottima nelle mezze stagioni e, negli inverni miti, anche d’inverno.

    ⚠ Le due placche lische ed esposte e il camino di V grado rendono la via inadatta a persone inesperte o poco allenate. In certi periodi il torrente Dolo ha buona portata: attenzione nei metri di cengia prima dell’attacco.
    ▲Discesa

    Si segue l’evidente sentiero fino a innestarsi su un sentiero CAI presso alcune falesie, poi verso sinistra fino in prossimita della strada dove si e parcheggiato.

    ▲Da abbinare

    Spesso si abbina alla vicina Ferrata del Monte Penna (5 minuti d’auto, 30 di avvicinamento). Per completare il giro delle ferrate reggiane: Ferrata Balze del Malpasso (circa 45 minuti) e la Ferrata degli Alpini e la Ferrata Ovest alla Pietra di Bismantova (circa 1 ora).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaDifficile
    • RegioneEmilia Romagna
    • GruppoAppenino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:20 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata135 m
    • Dislivello itinerario235 m
    • Quota max950 m
    • Lunghezza1,7 Km
  • Ferrata del Mangart

    Ferrata del Mangart

    Vie Ferrate › Friuli Venezia Giulia › Udine
    Ferrata del Mangart
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    L’itinerario al Mangart, nelle Alpi Giulie, concatena la verticale ed esposta Ferrata Italiana e la successiva Ferrata Slovena fino alla vetta a 2677 metri, con discesa per la via normale. Si parte dal territorio italiano, ai Laghi di Fusine: una giornata lunga e impegnativa, tecnicamente di media difficolta ma molto aerea e con un notevole dislivello.

    ▲Avvicinamento

    Si parte dall’ampio parcheggio dei Laghi di Fusine, in provincia di Udine; si raggiunge Fusine Valromana (vicino a Tarvisio, uscita A23 di Tarvisio) e da li la deviazione per i laghi. Dal parcheggio si segue la strada quasi pianeggiante verso sud in direzione del Bivacco Nogara, ignorando le deviazioni a destra per il Rifugio Zacchi (segnavia 512) e per l’Alpe Vecchia (513). Dopo circa 45 minuti si lascia la sterrata e si tiene a destra il sentiero 517A per il Bivacco Nogara; la salita si fa decisa nel bosco, poi si esce su ghiaione con il Mangart ben visibile sopra di noi fino al Bivacco Nogara (1850 m, 2 ore e 30 dal parcheggio). La parete della Ferrata Italiana, molto ripida e con intagli e grotte evidenti, e ben visibile nell’ultimo tratto. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    L’attacco e a pochi metri dal bivacco (cartello e scritta su sasso). Si salgono roccette in diagonale con qualche balzo, si entra in una fenditura e, seguendo il cavo, si esce da un foro nella parte alta della grotta. Si risale quindi una parete verticale con buoni appigli naturali e artificiali, mentre l’esposizione, marchio di questa via, aumenta gradualmente; in lontananza si vedono i Laghi di Fusine. Un facile traverso gradonato a sinistra porta a un primo colatoio (fondo un po’ instabile), seguito da un traverso molto esposto che aggira uno spigolo e da un secondo colatoio ben gradonato col cavo a destra. Si esce a sinistra fino alla base di un camino, lo si sale sul lato sinistro con le staffe, si risale un canalino instabile e si chiude la prima meta della via. Un tratto di sentiero di collegamento riporta alle attrezzature e a un terrazzino, sotto una parete verticale povera di appigli dove solide staffe aiutano nei tratti piu ripidi; la parete si restringe a diedro e una stretta cengia a sinistra porta al passaggio piu iconico: quattro metri verticali su staffe sotto un tetto, che si aggira a sinistra raggiungendo un esposto spigolo camminando un paio di passi su staffe sospese nel vuoto. Si aggira lo spigolo col cavo che riparte ripido; la parete e ben attrezzata di staffe ma molto esposta. Si sale verso un nuovo tetto, aggirato da destra con l’aiuto di alcune staffe, e si traversa a destra superando uno spallone. Una nuova parete verticale, verticale nei primi metri e poi piu appoggiata, si risale piegando a destra; segue un facile traverso a sinistra dove gli appigli si interrompono bruscamente e si procede su un paio di pioli sospesi nel vuoto, entrando nell’ultima sezione italiana. Dopo una breve rampa a sinistra e una parete che piega prima a sinistra e poi a destra, si vedono gli escursionisti sul versante sloveno della Forcella del Mangart; si scende a sinistra pochi metri su una cengia, i cavi si incrociano e si sale in diagonale sul bordo di una fessura, poi si scende un paio di metri alla base di un esposto diedro che si risale, seguito da un altro esposto traverso che aggira uno spigolo. Una serie di passaggi piu facili e appoggiati chiude la Ferrata Italiana (1 ora e 30 dall’attacco, 4 ore in totale).

    Si taglia quindi in diagonale verso destra, entrando in territorio sloveno; nei pressi della Forcella Mangart si tiene la sinistra in leggera discesa fino all’attacco della Ferrata Slovena (2240 m, 15 minuti dal termine della ferrata italiana). Questa e composta da due grandi sezioni: la prima risale una gola tenendosi inizialmente a sinistra, senza eccessive difficolta ne arrampicata; si prosegue su una cengia e quindi su tratti verticali, rampe e traversi (di media difficolta) fino a roccette e cenge non attrezzate, con attenzione al fondo detritico, raggiungendo la vetta del Mangart con la grande croce di legno (2677 m, 1 ora dall’attacco sloveno, circa 3 ore dall’attacco italiano, circa 5 ore e 30 in totale).

    ▲Carattere e difficolta

    Itinerario lungo e di grande respiro. Le due ferrate non presentano difficolta tecniche elevate ma sono molto diverse: l’Italiana e decisamente verticale ed esposta, resa di media difficolta dall’abbondanza di staffe; la Slovena e piu appoggiata e arrampicabile, con roccia talvolta levigata.

    ⚠ Giornata lunga con forte dislivello e tratti molto esposti: serve buon allenamento e passo sicuro. Attenzione alla roccia levigata e al fondo detritico; l’attacco della ferrata slovena, a seconda della stagione, puo presentare un ampio tratto innevato. L’itinerario attraversa il confine di Stato tra Italia e Slovenia (area Schengen, senza posti di controllo).
    ▲Discesa

    Dalla vetta si segue la traccia verso la Cresta del Mangart (est) e dopo pochi minuti, a un bivio (2530 m), si scende a sinistra per la via normale tra roccette e ghiaia aggirando la parete nord; i tratti piu ripidi ed esposti sono attrezzati ma non difficili. Dopo circa un’ora, a un bivio in territorio sloveno, si prosegue dritti per la Forcella del Mangart ignorando a destra la traccia per la Ferrata Italiana; si attraversa il confine e si scende ripidamente nel vallone misto di terra, sassi ed erba fino al Bivacco Nogara, da cui si ripercorre a ritroso l’avvicinamento fino al parcheggio (3 ore dalla vetta).

    ▲Storia e da abbinare

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale la vetta del Mangart non era piu raggiungibile dal versante italiano perche la via normale saliva in territorio jugoslavo: per questo, nel 1955-56, la sezione CAI Monte Lussari di Tarvisio realizzo, con il contributo degli alpinisti di Cave del Predil, la Ferrata Italiana. In zona si possono dedicare giornate adiacenti alla Ferrata della Vita (abbinabile in discesa alla Ferrata Kugy o alla Ferrata alla Ponza di Mezzo); verso il Jof di Montasio ci sono la Ferrata Amalia, il Sentiero Attrezzato Leva e il Ceria Merlone; al Jof Fuart la Ferrata Anita Goitan e il Sentiero Attrezzato Re di Sassonia; sul versante di Sella Nevea la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegioneFriuli Venezia Giulia
    • GruppoAlpi Giulie
    • Avvicinamento2:30 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)8:30 h
    • Dislivello ferrata710 m
    • Dislivello itinerario1540 m
    • Quota max2677 m
    • Lunghezza10,5 Km
  • Ferrata Balze del Malpasso

    Ferrata Balze del Malpasso

    Vie Ferrate › Emilia Romagna › Reggio Emilia
    Ferrata Balze del Malpasso

    La Ferrata Balze del Malpasso e un itinerario facile e divertente lungo una parete che costeggia il fiume Dolo, tra le colline reggiane: un ambiente piacevole fatto di rocce calcaree, ponti tibetani, zip line e cascate. Sviluppandosi a bassa quota e sconsigliata in piena estate.

    ▲Avvicinamento

    Si raggiunge la borgata di Castagnola, nel comune di Toano, poco distante dalla frazione di Quara; conviene parcheggiare nel piccolo spiazzo accanto alla cappella o lungo la strada. Meta dell’avvicinamento e Castel Pizzigolo: dalla cappella si scende sulla sterrata seguendo il sentiero CAI 613, poi al bivio il 613 Bis per Castel Pizzigolo, raggiungendo in pochi minuti le Fonti del Quara. Poco prima dell’area pic-nic vicino al sito archeologico del castello si gira a destra (indicazioni per la ferrata) e si scende fino al primo ponte tibetano; attenzione al terreno scivoloso che lo precede (30 minuti dall’auto). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Il primo ponte tibetano e lungo circa 50 metri, con assi di legno. Oltre il ponte si sale una parete obliqua attrezzata con gradini e si arriva a una paretina da scendere per circa 8 metri, fino a un bivio con due alternative. A destra si sale verso le zip line, che attraversano il canyon in andata e ritorno. A sinistra prosegue l’itinerario principale: si scende per ripido sentiero al secondo ponte tibetano, piu corto del primo; attraversatolo si va a destra su una comoda cengia fino a un breve tratto verticale leggermente strapiombante, dove maniglie e attrezzature annullano di fatto le difficolta. Si prosegue a sinistra su un’altra cengia fino a un bivio: il percorso facile resta sulla cengia e sale una facile parete inclinata ben attrezzata con staffe, terminando in poco piu di 5 minuti; il percorso per esperti riparte a destra su una serie di pioli e affronta una parete verticale di 15 metri, passaggio chiave della via, particolarmente liscia, che in un punto richiede forza di braccia e tenuta atletica nonostante l’abbondanza di pioli. Superato il tratto, in pochi metri si chiude la ferrata (30 minuti dall’attacco). Una variante, dal bivio tra percorso facile ed esperti, segue la cengia a destra e scende alle Antiche Fonti di Quara.

    ▲Carattere e difficolta

    Via facile e adatta anche a famiglie nel percorso principale, con la possibilita di alzare l’asticella sulla variante per esperti. La roccia, specie sulle cenge, e particolarmente sdrucciolevole.

    ⚠ Caschetto indispensabile per il rischio di caduta sassi sulla roccia scivolosa. Per le zip line e obbligatoria una carrucola ad elevato rendimento (es. Petzl Tandem Speed o CT Duetto): con carrucole comuni si rischia quasi certamente di restare bloccati a meta cavo.
    ▲Discesa

    Dal termine della ferrata si raggiunge in breve l’area pic-nic incontrata all’andata e si torna a ritroso lungo il sentiero fino all’auto (30 minuti dal termine). In alternativa la traccia GPS allegata segue la variante che scende al greto del Dolo e alle Antiche Fonti di Quara, rientrando a Castagnola lungo una carrareccia e il Sentiero Matilde, con un percorso ad anello.

    ▲Da abbinare

    Inaugurata nel giugno 2006 grazie al Gruppo Escursionisti Toanesi. Non ci sono ferrate concatenabili a piedi, ma in giornata, in auto, si raggiungono la Ferrata degli Alpini alla Pietra di Bismantova e la Ferrata Ovest (entrambe a circa 40 minuti), la Ferrata Monte Penna (circa 40 minuti) e la Ferrata Barranco del Dolo (circa 35 minuti).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaFacile
    • RegioneEmilia Romagna
    • GruppoAppenino Tosco-Emiliano
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)1:30 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario200 m
    • Quota max556 m
    • Lunghezza2,7 Km
  • Ferrata dei Bambini

    Ferrata dei Bambini

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › Aosta
    Ferrata dei Bambini

    La Ferrata dei Bambini si sviluppa quasi interamente su una cengia obliqua priva di vere difficolta, ideale per bambini e principianti che vogliono avvicinarsi alle vie attrezzate. Solo uno spigolo richiede un po’ piu di attenzione per la distanza tra i gradini, ma il tratto e breve.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza e Gressoney-Saint-Jean: arrivati in paese, si attraversa il piccolo ponte sulla sinistra che scavalca il torrente Lys e si prosegue dritti lungo una stradina per circa 200 metri fino a uno spiazzo dove parcheggiare (stesso attacco e stesso avvicinamento della Ferrata Jose Angster). Dal parcheggio si va a destra verso il lago di Gover, si supera una costruzione in legno e ci si porta sul versante occidentale del lago, lato montagna; si imbocca il sentiero 4A (segni rossi sui sassi) che risale nel bosco. A un bivio si lascia il 4A per il sentiero 15 verso nord, a destra; dopo un centinaio di metri, a una pietraia con cartello e tabella, si abbandona il 15 e si sale lungo la pietraia seguendo i segni gialli fino alla falesia e a un gabbiotto di legno. Si prosegue a destra per un centinaio di metri oltre l’attacco della Ferrata Jose Angster, fino al margine della parete da cui partono i cavi della Ferrata dei Bambini (30 minuti dal parcheggio). In loco l’attacco e segnalato come F2, con guarnizione di gomma verde attorno al cavo (la F1 con guarnizione gialla e la Jose Angster). Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    La via segue una lunga cengia obliqua che da destra prosegue in diagonale verso sinistra, verso lo sperone che taglia la piu difficile Jose Angster. Si sale in diagonale fino a un tratto piu esposto con tre gradini, oltre i quali si incrocia il cavo giallo dell’altra ferrata; si prosegue in orizzontale, si passa un tratto con un tetto e si aggira uno spigolo fino a una parete appoggiata dove il cavo diventa giallo. Si risale questa placca e, dopo un breve traverso leggermente strapiombante, la via termina (20 minuti dall’attacco, 50 minuti dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficolta

    Una ferrata facile, adatta ai bambini e alle persone inesperte: in larga parte un sentiero attrezzato su cengia obliqua con difficolta quasi inesistenti.

    ⚠ Anche se facile, resta una via attrezzata: imbrago, kit da ferrata e caschetto sono sempre necessari, soprattutto con i piu piccoli.
    ▲Discesa

    Si prosegue verso sinistra seguendo la traccia che scende in falsopiano fino a intersecare il sentiero 4A; si scende incrociando il sentiero 15 e si torna al cartello di legno visto all’andata, ripercorrendo a ritroso l’avvicinamento fino all’auto (25 minuti dal termine, 1 ora e 15 in totale).

    ▲Da abbinare

    La Ferrata dei Bambini corre sotto la piu difficile Ferrata Jose Angster: fatte le dovute premesse sul maggiore grado di quest’ultima, le due si combinano comodamente in mezza giornata. Volendo aggiungere un altro itinerario facile, si possono scegliere la Ferrata Harry Potter o la Ferrata di Covarey.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Pennine
    • Avvicinamento0:30 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerario (a/r)1:15 h
    • Dislivello ferrata60 m
    • Dislivello itinerario250 m
    • Quota max1640 m
    • Lunghezza2 Km
  • Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata

    Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata

    Vie Ferrate › Marche › Pesaro-Urbino
    Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Il Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata sale, tra cenge e tratti verticali, fino alla spettacolare apertura naturale a forma di finestra che da il nome alla parete, nella suggestiva cornice della Valle dell’Abisso e dell’Infernaccio del Monte Nerone. Non e una ferrata in senso stretto ma un itinerario alpinistico reso piu accessibile da corde fisse: difficolta tecniche moderate, ma ambiente serio con tratti sprotetti. Consigliato a chi ha gia esperienza.

    ▲Avvicinamento

    Sono possibili due avvicinamenti. Avvicinamento 1 (consigliato per l’anello con la sola Balza Forata): si parte dal Santuario di Santa Maria in Val d’Abisso (380 m), dove si parcheggia. Oltrepassata la chiesa tenendola a sinistra, si imbocca il sentiero 201 che attraversa la Val d’Abisso per circa 40 minuti, supera un vecchio mulino dove si tiene la sinistra restando sul 201; si oltrepassa il torrente, poco dopo si tiene la destra in salita e a un bivio successivo ancora a destra (ignorando il sentiero a mezzacosta). Raggiunta la cava di travertino, con un ampio piazzale e una panchina sotto le pareti bianche di Punta Anna, si segue a sinistra il sentiero a bolli rossi fino a superare l’acquedotto col pannello solare; sulla sinistra un grosso masso segna l’attacco (cavetto metallico e corda gialla), circa 1 ora dal parcheggio. Avvicinamento 2 (consigliato in discesa se si vogliono fare entrambi gli itinerari): si raggiunge in auto il secondo tornante che si affaccia sulla valle dell’Infernaccio (1101 m) e si parcheggia; si scende per il sentiero 204 seguendo ometti e segni rossi fino al sentiero 201, poi a un bivio si scende a destra alla base della parete della Balza Forata, la si aggira a destra fino alla ferrata e si scende a sinistra fino al grosso masso dell’attacco (678 m), circa 1 ora. Apri il punto di partenza su Google Maps.

    ▲Il percorso

    Dall’attacco la via attrezzata alterna sezioni verticali a tratti piu agevoli, con alcuni passaggi impegnativi dove alcune cambre metalliche aiutano pur richiedendo passi di forza. Seguendo la parete fino all’entrata del canalino sulla sinistra (alcuni vecchi chiodi indicano la via), si risale il canalino detritico con catene e corde fisse fino a un primo tratto verticale piu attrezzato. Superato il muretto con gli scalini in ferro, si segue il cavo a sinistra lungo il canalone alternando fondo terroso e tratti verticali fino in cima a Punta Anna. Si arriva a un “grottino”: un tratto scivoloso attrezzato con gradini in ferro e fune d’acciaio, da affrontare con la massima attenzione perche il terreno e pieno di sassi. Raggiunto il “Grottone”, si prende una bella cengia leggermente esposta; svoltando a sinistra si supera un breve tratto con scalini e corda, si percorre un’altra cengia e infine l’ultimo tratto attrezzato che conduce all’interno della Balza Forata, dove la via termina (circa 1 ora dall’attacco, 2 ore dal parcheggio). Volendo, oltre la finestra si puo proseguire sul nuovo Canalino Vampa (circa 40 minuti), itinerario verticale ed esposto che costeggia lo strapiombo dell’Infernaccio.

    ▲Carattere e difficolta

    Le difficolta tecniche restano moderate, ma vanno distinte dall’impegno complessivo: l’itinerario presenta tratti sprotetti e si svolge in un ambiente che richiede attenzione ed esperienza. Il cavo e nel complesso in ottimo stato; qualche gradino in ferro e meno saldo ma non pericoloso, e in alcuni punti il cavo non e molto teso.

    ⚠ Forte rischio di caduta sassi: caschetto obbligatorio e, se si va in compagnia, mantenere ampia distanza. Dove il cavo e poco teso non restare vicini. Usate le corde fisse come corrimano e sicurezza, evitando di appendervisi: e un itinerario per escursionisti gia esperti.
    ▲Discesa

    Con l’avvicinamento 1 si oltrepassa la Balza Forata tenendo la sinistra fino a un ghiaione in discesa che si attraversa per immettersi nel sentiero 201, chiudendo l’anello fino alla cava di travertino e quindi a ritroso fino al Santuario. Con l’avvicinamento 2, dopo l’eventuale Canalino Vampa si rientra risalendo il sentiero 204 (e poi il 201), circa dieci minuti fino al tornante.

    ▲Storia e dintorni

    Il canalino fu percorso da alpinisti marchigiani a fine anni Sessanta; il progetto di attrezzarlo a sentiero attrezzato e iniziato nel 2015 e completato nel 2020, mentre il Canalino Vampa e stato trasformato in via attrezzata da alcuni volontari nel maggio 2026. La Balza Forata, con il sole che filtra dalla finestra naturale, regala un colpo d’occhio davvero scenografico (relazione a cura di Cristian Manduchi). In zona si possono abbinare il trekking dell’Orrido dei Cupi di Fiamma e le cascate di Pian dell’Acqua. Per quanto riguarda le vie ferrate, nelle Marche l’unica altra opzione al momento e la Ferrata dei Piceni a Pioraco, piuttosto lontana.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltaModeratamente Difficile
    • RegioneMarche
    • GruppoAppennino Marchigiano
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)3:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario560 m
    • Quota max880 m
    • Lunghezza6,2 Km
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