Difficoltà: Moderatamente Difficile

  • Ferrata Ombretta

    Ferrata Ombretta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Ombretta
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Ombretta, segnalata in alcuni punti come Ferrata Vernale, è un breve tratto attrezzato inserito in un ampio e impegnativo anello che risale la Val de Contrin fino alla Cima Ombretta Orientale (3011 m), affacciata sull'imponente parete sud della Marmolada. La parte ferrata è facile e adatta anche a chi è alle prime armi con le vie attrezzate, ma il giro complessivo — circa 18 km e oltre 1500 m di dislivello in ambiente di alta montagna — richiede una buona preparazione fisica.

    ▲Approach

    Si parte dall'ampio piazzale della funivia del Ciampac, tra Alba di Canazei e Penia, in Val di Fassa (Trento). Da Canazei si seguono le indicazioni per il Passo Fedaia; ad Alba, sulla destra, compaiono le funivie del Ciampac e il relativo parcheggio (1500 m). Starting point on Google Maps.

    Dal parcheggio si imbocca il sentiero CAI 602 verso sud, dentro il bosco: superato un torrente e ignorato il bivio per il 602A (che scende a Penia), si sale ripidi a tornanti fino alla Baita Locia Contrin (1736 m, 30'). Si prosegue nell'ampia Val de Contrin sul 602, a lungo accanto al torrente, trascurando le diramazioni per il Colac, il Passo San Nicolò e il Col Ombert, fino al Rifugio Contrin (2016 m, 1h 30'). Dal rifugio si seguono i segnavia CAI 607 lungo la forestale verso sud/sud-est, ignorando i sentieri 606 e 610 che a sinistra salgono al Passo Ombretta e alla Forcella Marmolada. Si continua sul 607 fino a un bivio: a destra prosegue il 609 per il Passo Paschè, si tiene invece la sinistra sul 607 verso la ferrata e il Sasso Vernale, entrando nella detritica Val di Cirelle. Attenzione a un bivio non segnalato: dove il 607 punta a sud/sud-est verso il Passo delle Cirelle, si tiene la sinistra risalendo ghiaie verso il Passo Ombrettola. Più in alto, a un ulteriore bivio (2h 45' dal parcheggio), si lascia il 607 e si prende a sinistra il CAI 650, che a mezzacosta porta alla bastionata della ferrata. L'attacco, segnalato da una scritta a vernice scura sulla roccia, è a 2570 m (3h dal parcheggio); poco sotto, una grotta consente di indossare comodamente l'imbrago.

    ▲The path

    Seguendo i segni bianco-rossi si raggiunge l'attacco. La via segue una linea logica e risale un tratto meno ripido rispetto alla bastionata sopra la grotta: si parte su una parete con buoni appigli, si prosegue su una facile cengia rocciosa e si imbocca un lungo canale diagonale, a tratti un po' stretto, che fa guadagnare quota senza difficoltà. Si conclude su roccette dal fondo detritico e poco stabile fino al termine delle attrezzature (2620 m, 20' dall'attacco, 3h 20' complessive), da cui lo sguardo torna sulla Val Contrin appena risalita.

    ▲Character and difficulty

    Tecnicamente la ferrata è breve e facile, adatta anche ai neofiti delle vie attrezzate, e l'attrezzatura è stata rinnovata di recente in ottime condizioni. Il vero impegno sta nell'itinerario: lungo, faticoso e in ambiente severo, con la quota dei 3000 m che non va mai sottovalutata.

    ⚠ Itinerario di alta montagna con forte dislivello (1511 m) e sviluppo di circa 18 km: da affrontare solo in buona forma fisica e con meteo stabile. Le roccette finali hanno fondo detritico instabile: casco indispensabile e attenzione a non scaricare sassi.
    ▲Period and safety

    Stagione tipicamente estiva: a inizio stagione la conca morenica oltre la ferrata può conservare neve. Per la cartografia della zona è utile la carta della Val di Fassa di 4Land.

    ▲Discipline

    Il rientro è ad anello. Dal termine della ferrata si prosegue verso est sul CAI 650 tra ghiaie e detriti verso una sella, con a destra l'imponente parete nord del Sasso Vernale. Si risale la conca morenica, ben segnata, fino a una sella a 2950 m (45'), dove conviene la breve deviazione a destra alla Vetta Ombretta Orientale (3011 m, 15' a/r), con vista magnifica sulla parete sud della Marmolada. Si continua a sinistra sul 650 fino a un'altra sella, poi si scende a destra su sentiero ripido, presso una costruzione della Prima Guerra Mondiale, verso il Passo Ombretta e il Bivacco Dal Bianco (2730 m, 1h 30' dal termine, 5h totali). Raggiunto il Passo Ombretta (2702 m) si tiene la sinistra sul CAI 610 che, in costante discesa, riporta al Rifugio Contrin (1h) e quindi, a ritroso lungo l'avvicinamento, al parcheggio (1h 30', 7h 30' totali). In alternativa, dal Passo Ombretta si può tenere la destra fino al Rifugio Falier (2074 m) per pernottare ai piedi della parete sud della Marmolada.

    ▲To match

    In un itinerario di più giorni la Ferrata Ombretta si abbina bene alla Funds for the Colac and Ferrata Kajserjager al Col Ombert, entrambe raggiungibili dalla Val de Contrin. Chi ha esperienza di ghiacciai può salire la Ferrata a Punta Penia sulla Marmolada (sentiero 606 dal Rifugio Contrin, con ramponi e attrezzatura da ghiaccio per la discesa sul ghiacciaio); dal Passo Fedaia è inoltre raggiungibile la Ferrata delle Trincee.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupMarmolada
    • Approach3:00 h
    • Ferrata0:20 h
    • Itinerary (a/r)7:30 h
    • Hardware level difference50 m
    • Route difference1511 m
    • Max3011 m
    • Length18,2 Km
  • Ferrata Olberg (Val di Vizze)

    Ferrata Olberg (Val di Vizze)

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Olberg (Val di Vizze)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Inaugurata nel 2022, la Ferrata Olberg è la prima via ferrata della Val di Vizze, vicino a Vipiteno: un itinerario moderno di circa 2 ore che risale una bella parete di roccia nerastra incastonata nella verde valle. È di media difficoltà con alcuni punti più impegnativi e propone due varianti con tratti difficili (evitabili).

    ▲Approach

    Si parte lungo la strada che collega Vipiteno a San Jacopo in Val di Vizze. Da Vipiteno si raggiunge Prati e si prosegue in valle per circa 5 minuti; si entra in una galleria e, uscendone, dopo circa 200 m a sinistra si scende su una sterrata fino al parcheggio. Open road signs on Google Maps. Dal parcheggio si prosegue verso sud sulla vecchia strada fino a una rete paramassi, presso cui si trova l'attacco (10' dal parcheggio).

    ▲The path

    L'inizio è facile e appoggiato: una breve paretina, un tratto di sentiero e una seconda paretina conducono a una scaletta metallica; risalita, si prosegue (slegati) verso la parete dove inizia la ferrata vera e propria. Si salgono una serie di paretine cercando i punti più facili da arrampicare, intervallate da scalette, fino a un esposto traverso a destra, una paretina e una lunga scala. A circa metà via si incontra una via di fuga a sinistra (circa 40' dall'attacco). Nella seconda parte la difficoltà cresce, pur restando «moderatamente difficile» salvo le due varianti «difficili» (evitabili): a ciascun bivio si può scegliere l'opzione moderata (a sinistra o a destra a seconda del bivio) o la variante difficile, più atletica e con appoggi sfuggenti o leggeri strapiombi. Lungo il percorso un bivio porta al punto panoramico «Nicchia dei Camosci». Superata l'ultima lunga scala, il tracciato principale prosegue senza difficoltà sostanziali tra brevi salti e tratti orizzontali fino al termine della ferrata (circa 2h dall'attacco). Chi vuole percorrere il ponte sospeso (circa 20 m, stabile) non tolga l'imbraco: un bivio segnalato sul sentiero di discesa vi conduce (è comunque evitabile).

    ▲Character and difficulty

    Via recente, attrezzature in ottimo stato e bei panorami sulla Val di Vizze. Le difficoltà maggiori sono concentrate nelle varianti, tutte aggirabili tramite il percorso principale.

    ⚠ Le varianti «difficili» sono più atletiche ed esposte: chi non se la sente le eviti scegliendo l'opzione moderata a ciascun bivio.
    ▲Period and safety

    Vista la quota e l'esposizione è generalmente percorribile anche nelle mezze stagioni.

    ▲Discipline

    Si segue il sentiero in discesa (eventualmente dopo il ponte sospeso) fino a riprendere il sentiero di avvicinamento, quindi a destra al parcheggio (2h 45' totali).

    ▲To match

    Nearby: la Ferrata delle Cascate di Stuller in Val Passiria; in Val Venosta la Ferrata Hoachwool e la Ferrata Knott in Naturno, and the Ferrata Heini Holzer a Merano.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupAlpi della Zillertal
    • Approach0:15 h
    • Ferrata2:00 h
    • Itinerary (a/r)2:45 h
    • Hardware level difference225 m
    • Route difference250 m
    • Max1358 m
    • Length1,5 Km
  • Ferrata Norina al Monte Cimone

    Ferrata Norina al Monte Cimone

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › Udine
    Ferrata Norina al Monte Cimone
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Norina sale al Monte Cimone dalla Val Dogna, nelle Alpi Giulie: un lungo itinerario che include un guado del torrente, un avvicinamento dapprima nel bosco e poi su tratti ripidi ed esposti, una ferrata di media difficoltà e la salita finale alla vetta passando dal Bivacco Del Torso. Escursione isolata, per esperti, lontana dalle folle.

    ▲Approach

    Si parte in Val Dogna, raggiungibile dall'omonimo comune (Udine): attraversato il ponte a Dogna si prosegue circa 4 km fino a uno stretto spiazzo presso un tornante con palina CAI. Open road signs on Google Maps. Si scende con il CAI 640 nel bosco (circa 100 m di dislivello) fino al letto del fiume: il vecchio ponte metallico è stato distrutto da una piena e oggi è necessario guadare il torrente (d'estate l'acqua arriva alle ginocchia). Sul versante opposto, sempre sul 640, si sale ripido nel bosco ignorando il bivio del 651 fino al Bivacco Cividale (1414 m, 2h 30' dall'auto). Si prosegue in falso piano (sentiero a tratti invaso dalla vegetazione), si ignora il bivio 655 e si segue una scritta su roccia verso la ferrata; attenzione a un paio di canaloni spesso innevati anche a stagione inoltrata. Su rocce e tratti esposti, alcuni attrezzati, si raggiunge l'attacco della Norina (1807 m, 4h 45' dal parcheggio, 2h 30' dal Bivacco Cividale).

    ▲The path

    I primi tratti risalgono uno stretto canalino, seguiti da sentiero esposto e una stretta cengia attrezzata. Inizia poi la ferrata vera e propria, su balze rocciose molto arrampicabili che alternano passaggi di II grado a qualche singolo passaggio più impegnativo; il fondo è detritico, quindi serve attenzione. Si sale tra rocce rotte e colatoi attrezzati, in ambiente sempre più bello e austero, aggirando un esposto spigolo e alternando tratti facili a collegamenti, fino a un camino poco marcato con alcune staffe. Si raggiunge il passaggio più iconico: un cupo canalino chiuso da un masso, in cui ci si addentra per uscirne con un bel passaggio in spaccata, da cui lo sguardo si apre sul Monte Cimone e sul Bivacco Del Torso (2110 m, 1h 30' dall'attacco, circa 6h totali), raggiunto in pochi minuti in discesa. Da qui si può chiudere l'escursione oppure proseguire verso la vetta del Monte Cimone, al lato della cresta, in circa 45' dal bivacco (circa 7h totali), con un paio di passaggi su roccette (max I grado).

    ▲Character and difficulty

    Ferrata di media difficoltà ma inserita in un itinerario lungo e impegnativo. Storica: realizzata all'inizio degli anni '80 dal gruppo Rocciatori del CAI Cividale per collegare la Val Dogna alla Val Raccolana; è dedicata a Norina, madre di Ivano Baracchini, ideatore e capocantiere. Panorama splendido dal Cimone su Jof di Montasio e Canin.

    ⚠ Si percorre la via attrezzata e il guado anche in discesa: vista lunghezza e dislivello (oltre 1700 m, fino a 13h) si consiglia di spezzare in due giorni (Bivacco Cividale o Del Torso). A inizio stagione meglio ramponi e piccozza per canaloni innevati. Tratti di sentiero su fondo sdrucciolevole ed esposto: passo fermo ed esperienza necessari.
    ▲Period and safety

    Piena estate, quando il guado è agevole e i canaloni sono liberi dalla neve. Itinerario isolato: non raro incontrare animali allo stato brado.

    ▲Discipline

    Dalla vetta del Cimone si percorre a ritroso l'intero itinerario dell'andata, guado compreso (circa 6h dal Cimone, 13h totali). Spezzare in due giorni rende il rientro più sicuro.

    ▲To match

    In questo angolo di Alpi Giulie: la Ferrata Anita Goitan at Jof Fuart, the imprint Ferrata Amalia al Jof di Montasio e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionFriuli-Venezia Giulia
    • GroupJulian Alps
    • Approach4:45 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerary (a/r)13:00 h
    • Hardware level difference310 m
    • Route difference1739 m
    • Max2379 m
    • Length15,2 Km
  • Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)

    Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)

    Vie Ferrate › Piedmont › Biella
    Ferrata Nito Staich (Monte Tovo, Oropa)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Nito Staich risale le pareti del Monte Tovo, sopra Oropa (Biella): aerea e impegnativa fisicamente, percorre molti tratti verticali aggirando spigoli esposti e pareti con leggeri strapiombi, senza però risultare mai eccessivamente difficile. Itinerario corto, ideale in mezza giornata, da concatenare con un'altra ferrata del biellese.

    ▲Approach

    Si parte da Oropa (Biella). Dal centro si prosegue verso Rosazza fino a un evidente tornante a fianco del quale sorge una costruzione religiosa diroccata; lì sale una sterrata e nei pressi del tornante si parcheggia a bordo strada. Open road signs on Google Maps. Si imbocca la sterrata poco dopo il tornante in direzione del Rifugio Rosazza; sull'ampio sentiero si giunge a una pietraia con i primi cartelli della ferrata, che si risale verso destra verso lo sperone roccioso seguendo segni rossi e cartelli fino all'attacco (20' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si attacca una parete che fa guadagnare subito quota lungo uno spigolo (tenendosi a sinistra); dopo un breve collegamento e un facile traverso si sale una seconda parete verticale più lunga, intravedendo sopra il pilastro della vecchia funivia. Per sentiero erboso e un paio di paretine appoggiate con staffe si raggiunge il primo pilone in cemento della vecchia funivia, che si risale in verticale con le staffe fino a un breve ponte delle scimmie (3 corde) che collega il pilone alla parete. Oltre il ponte si traversa a destra aggirando uno spigolo poco marcato fino a un pianoro erboso, quindi a un'imponente parete verticale: si attacca un diedro, se ne esce a destra superando un piccolo tetto strapiombante con infissi metallici, e si sale in verticale con esposizione crescente fino ad attraversare il diedro sul suo lato sinistro. Si raggiunge un terrazzo erboso (dove si stacca e riattacca poco sopra il moschettone), con vista sulla cupola del Santuario di Oropa; si attacca uno spigolo con leggero strapiombo verso sinistra, molto esposto, fino a un secondo breve ponte sospeso (3 corde). Si sale su cambre, poi un traverso a sinistra aggira in forte esposizione un tetto roccioso, ci si sposta a fianco della nuova funivia e si sale in verticale su ottime staffe fino al termine delle attrezzature (1h 20' dall'attacco, 1h 40' totali).

    ▲Character and difficulty

    Spigolo roccioso aereo e vario; i molti infissi la rendono mediamente difficile (sarebbe ben più impegnativa senza). L'esposizione la fa da padrona su ampi tratti; attrezzatura ottima.

    ⚠ È esplicitamente vietato scendere la via ferrata. A circa 2/3 della salita è presente una via di fuga a sinistra.
    ▲Period and safety

    Stagione da primavera ad autunno. Progressione fisica: dosare le energie. La Provincia di Biella mette a disposizione mappe e tracce dei sentieri.

    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si imbocca il sentiero D32 (segni bianco-rossi) sul versante opposto; a un bivio si tiene la sinistra su un'ampia mulattiera fino alla pietraia dell'avvicinamento e, a ritroso, all'auto (30' dal termine, 2h 10' totali). In alternativa si può risalire alla stazione a monte della funivia (Rifugio Rosazza) e scendere con la funivia a Oropa, oppure salire per il sentiero 14 alla vetta del Monte Tovo (2230 m).

    ▲To match

    Altre ferrate del biellese: il Sentiero Attrezzato dell'Infernone, la Ferrata del Limbo e la Ferrata Hi Miki.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlpi Biellesi
    • Approach0:20 h
    • Ferrata1:20 h
    • Itinerary (a/r)2:10 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference350 m
    • Max1600 m
    • Length6,7 Km
  • Ferrata Nasego (Corna di Savallo)

    Ferrata Nasego (Corna di Savallo)

    Vie Ferrate › Lombardy › Brescia
    Ferrata Nasego (Corna di Savallo)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Nasego si sviluppa su 5 sezioni ben distinte e di difficoltà media, con alcuni tratti più impegnativi. Mediamente esposta, alterna pareti, traversi, cenge e tratti di cresta; pur abbastanza lunga, offre molti punti dove rifiatare. La bassa quota la rende percorribile gran parte dell'anno.

    ▲Approach

    Si parte presso l'abitato di Comero, vicino a Lodrino (Brescia). Superato Casto, sulla provinciale si nota a destra una strada che risale in senso inverso, con le indicazioni per il Rifugio Nasego e le Corna di Savallo già visibili sopra. La si risale fino a un bivio dove, seguendo il rifugio, si va a destra, si aggira una chiesa e si sale per una strada che si restringe e diventa sterrata in discrete condizioni, fino a uno spiazzo con tettoia dove parcheggiare. Open road signs on Google Maps. Dal parcheggio si seguono le indicazioni per la ferrata verso destra (est) in lieve salita; usciti dal bosco si costeggia la base della Corna di Savallo fino all'inizio delle attrezzature a sinistra (20' dal parcheggio).

    ▲The path

    La via è suddivisa in 5 tronconi. La prima sezione inizia su un tratto inclinato (cavo di equilibrio), poi una paretina coricata dove il cavo zigzaga e va scavalcato un paio di volte, quindi una parete più verticale su spigolo non marcato; si guadagna quota ed esposizione alternando destra e sinistra fino a una cengia e a un breve sentiero attrezzato, dove le attrezzature terminano. Per sentiero erboso si scende al secondo troncone: presso un canale roccioso si risale una parete verticale di 8-10 m con pioli, un breve strapiombo e una pianta sul lato opposto da scavalcare (passaggio non agevole per chi è basso di statura); sopra, il cavo prosegue verticale ed esposto, poi più appigliato, fino a roccette facili. La terza sezione attacca con un traverso diagonale a destra e poi in direzione opposta su pioli, un tratto di sentiero attrezzato, un traverso sotto un tetto poco marcato e facili balzi arrampicabili (attenzione alla roccia friabile). Il quarto troncone sale facili balzi, poi un traverso in leggero strapiombo che sollecita le braccia (meglio non temporeggiare), una breve fessura verticale e balzi gradonati più fisici ed esposti, fino a una forcella tra due torrioni: si rimonta quello di sinistra e si passa sul lato opposto, una stretta cengia terrosa aggira un canalino e una rampa inclinata richiede uno strappo fisico di un paio di metri in contropendenza, poi un facile traverso chiude la sezione. La quinta sezione percorre una cengia sotto un tetto: attenzione all'inizio, con un paio di pareti verticali a pochi appigli; si risalgono balzi e una cengia diagonale attrezzata e un ultimo tratto verticale fino alla croce di vetta della Corna di Savallo (1446 m, 3h dall'attacco, 3h 20' totali).

    ▲Character and difficulty

    Difficoltà media; i passaggi più duri sono la parete con la pianta e il traverso strapiombante. Molti i punti dove riposare grazie alla suddivisione in tronconi.

    ⚠ La roccia è spesso friabile: in alcuni tratti è sconsigliato affidarsi alla sola roccia. I sentieri di collegamento possono essere scivolosi dopo le piogge. Nell'ultimo tratto, se si prosegue sulla cengia senza notare le attrezzature verticali, si arriva a una sella da cui un sentiero attrezzato di cresta porta comunque alla croce, ma saltando l'ultimo troncone di ferrata.
    ▲Period and safety

    Percorribile gran parte dell'anno data la quota contenuta; evitare le giornate umide per i collegamenti scivolosi.

    ▲Discipline

    Dalla croce si prosegue dritti verso ovest seguendo la traccia, che scende con pendenza moderata fino a incrociare la via di fuga e, più in basso, il Rifugio Nasego (gestito da volontari). Dal rifugio si scende al parcheggio per uno dei percorsi possibili: a sinistra il più diretto e ripido, a destra il più dolce (45' dalla vetta, 4h 15' totali).

    ▲To match

    Partendo presto, si concatena con le Ferrate di Casto, sul versante opposto della valle. Verso il Lago d'Idro: Ferrata Fregio, Ferrata delle Ginestre e Ferrata Crench.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionLombardy
    • GroupPrealps Bresciane
    • Approach0:20 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerary (a/r)4:15 h
    • Hardware level difference400 m
    • Route difference550 m
    • Max1436 m
    • Length3 Km
  • Ferrata di Montorfano

    Ferrata di Montorfano

    Vie Ferrate › Piemonte › Verbano-Cusio-Ossola
    Ferrata di Montorfano
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    Modern and equipped in an impeccable way, the Ferrata di Montorfano dates back to bastions of vertical and unspoilt gneiss, therefore rich in artificial fixtures. It is airy and exposed, with two suspended bridges, but the difficult passages are limited: overall it is short and medium commitment, which can be reached most of the year due to the modest share.

    ▲Approach

    It starts from the municipality of Mergozzo (Verbano-Cusio-Ossola), Piedmontese side of Lake Maggiore. From the south, take the 'A26 to Gravellona Toce, exit Verbania, then to the left for Mergozzo; after a minute d' car, on the left, a street with place for 4-5 cars. Open road signs on Google Maps. On foot you will continue about 150 m towards Mergozzo to an asphalted road that climbs on the opposite side: it is the military road of the Montorfano, that to bends in the forest climbs for about 3 km passing next to an old abandoned barracks; the on-site signs bring in short all ' attack (about 1h from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata begins in the woods, next to a bench where to wear l'imbraco. It sticks with a couple of steps and a vertical wall very bracketed up to a panoramic terrace on the Toce valley and Lake Maggiore. It follows the strand of the edge up a slightly overhanging leap with excellent cambre, then a horizontal stretch of connection and an unequipped stretch. The road starts vertically on a beautiful wall, followed by an easy traverse to the left; after a panoramic pulpit you cross a very stable primo suspended bridge. It exits right on cambre for an easy but exposed traverse that begins to descend, always exposed but not difficult, until the second and longer suspension bridge, beyond which the ferrata ends (45' from the' attack, about 2h total).

    ▲Character and difficulty

    By air with marked exposure but technical difficulties contained. Impeccable equipment.

    ⚠ On both bridges the upper rope to which to connect the set from ferrata is quite high: keep it in mind if you are not of high stature.
    ▲Period and safety

    Travelling most of the year, including winter, given the low altitude.

    ▲Discipline

    From the end of the ferrata continue on military mule track until a marked crossing (15'). Two options: go up to the peak of Montorfano (1h from the term, about 4h 30' total) or go down to the parking lot, retracing the approach path (1h 15' from the term, about 3h total).

    ▲To match

    On the Piedmontese shore of Lake Maggiore: easy Ferrata Picasass and the impegnative Ferrata La Miccia; to the north recent Ferrata Walserfall; to the west Ferrata della Falconera.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlps Lepontine
    • Approach1:00 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)3:00 h
    • Hardware level differenceca 250 m
    • Route differenceca 550 m
    • Max794 m
    • Lengthca 10 Km
  • Ferrata della Miniera dell’Erdemolo

    Hardware of the Erdemolo Mine

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Hardware of the Erdemolo Mine
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    The Ferrata della Miniera dell'Erdemolo is a very recent itinerary, realized above the ancient mines of calcopirite (arms) active between 1400 and 1600, in Val dei Mocheni. It is short and in the complex easy, with the only concluding part "moderately difficult": ideal for beginners and for those looking for a first taste of equipped path, between steep path, a short exposed crossing and a vertical wall bracketed with a pinch of overhanging.

    ▲Approach

    Starting from the ' ample paid parking in the locality Frotten («Vròttn» in mòcheno), municipality of Palù del Fersina (TN), reachable by Pergine Valsugana; just before there is also a free parking lot in loc. Canopi, about 20' on foot. Open road signs on Google Maps. From the Frotten parking lot follow the forest road n. 325 towards «Miniera dell'Erdemolo»/Maso Lenzi, reaching in about 30' l' building of mine visits. Continue on the ascent cemented road (indications «Laner – Sette Selle») for about 300 m: on the right a diagonal track (if you reach the sign «343B – Intertol Sette Selle» you have gone over a few meters). This track, uphill south-east in the underwood, leads to all' attack in about 15' (1830 m, about 50' from parking).

    ▲The path

    The rope begins on a simple slope, followed by easy rocks and an easy crossing. For a large part it is a path equipped with the cord as a handrail, useful on the steep soil mixed with grassy laces and land; a short stretch of rock interrupts the grassy ascent, which continues to bends. A first cambre ladder is easily overcome, then a stretch in the undergrowth and a short and fun across rock in light exposure. Some brackets earn altitudes up to the most beautiful stretch: a traverse on rock and brackets to the left, well exposed for a few meters. The key point remains: a vertical paretine of about 10 m with a short and light strapiombo, however without force on the arms. It stands on a last grassy slope where the cord ends, at 1960 m (40' from' attack, about 1h 30' from parking).

    ▲Character and difficulty

    Short path and satisfaction, suitable for those who approach the ferrates. Exposed to the west, you can also face on summer days thanks to the limited direct irradiation. In both ways, unless otherwise indicated.

    ⚠ Ferrata completed in summer 2026 (Common of Palù del Fersina, PNRR funds): this is a very recent work, it is advisable to verify its status before departure.
    ▲Period and safety

    Summer season; given the low altitude and exposure to the west is pleasant also with moderate heat.

    ▲Discipline

    Continue east for a few dozen meters until you enter the trail 324, which takes to the left for the descent (about 20') until the crossroads "loc. Intertol". To return to the forest road and the mine holds the left on 343B; alternatively, on the right on the 324 you reach the Rifugio Sette Selle (about 20') and then descend to the sentiero 343 at the Frotten parking lot, closing a ring (recommended option).

    ▲To match

    Given the brevity, in the Valsugana area: the easy Ferrata di Valimpach at Caldonazzo, il Sentiero Attrezzato Church in Levico Terme, il Sentiero Attrezzato Bertotti at Passo del Cimirlo and, in the heart of Lagorai, the most challenging Ferrata Gabrielli in Cima d'Asta.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionTrentino-Alto Adige
    • GroupChain of Lagorai
    • Approach0:50 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerary (a/r)1:45 h
    • Hardware level difference130 m
    • Route difference460 m
    • Max1960 m
    • Length4,5 Km
  • Ferrata del Bunker (of the Military)

    Ferrata del Bunker (of the Military)

    Vie Ferrate › Piedmont › Turin
    Ferrata del Bunker (of the Military)
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    The Ferrata del Bunker (or the Military) runs along the wall that divides the Gorges of San Gervasio, on the Dora Piccola, near Claviere. It's not difficult, but it's definitely aerial: it starts immediately after the world's longest suspended bridge and closes through a short bunker and two other Tibetan bridges.

    ▲Approach

    The usual starting point is the ticket office of the Tibetan Bridge of Claviere (high Val di Susa, Turin), a wooden case well marked in the village. Open road signs on Google Maps. From the center you cross the suspension bridge «Sergio Bompard» (408 m), followed by an approach bridge of another 70 m: at the end it is at l' attack (30' from parking). Alternatively, park at the campsite after the roundabout before the gallery: go down to the ski lift for children, go up the opposite side and go left towards the gorge of the Tibetan bridge (25').

    ▲The path

    The ferrata begins with a downhill stretch, then climbs right onto the wall that divides the Dora Piccola, earning immediately exposure. It proceeds on a horizontal across a lot of plane above the river, well assisted by brackets, up to a tilted ramp that becomes vertical ascent and ends on a nod. The nod leads to the bunker (usually illuminated in opening hours, but a torch is recommended); all' exit is at a third long Tibetan bridge that leads to the slope where the ferrata ends (1h from' attack, 1h 30' parking).

    ▲Character and difficulty

    Technically contained, but very exposed: the three Tibetan bridges require absolute absence of dizziness. Suitable for those with little experience but firm head.

    ⚠ Bring a flashlight to the bunker. At the ticket office of the Tibetan Bridge you can rent the equipment.
    ▲Period and safety

    Season from late spring to autumn. Check times and accessibility of bridges at the operator.

    ▲Discipline

    From the end of the final Tibetan bridge you descend in short to the ticket office (15', 2h total).

    ▲To match

    Often combined with the Ferrata di Rocca Clarì (difficile) and the Low-High and Chaberton Battery Hardware, which concatenates three ways. From 2024 we also signal the Ferrata delle Cascate di Novalesa.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionPiedmont
    • GroupAlta Val di Susa
    • Approach0:30 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerary (a/r)2:00 h
    • Hardware level difference90 m
    • Route difference100 m
    • Max1758 m
    • Length2 Km
  • Ferrata Mazzocchi

    Ferrata Mazzocchi

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Piacenza
    Ferrata Mazzocchi
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La Ferrata Mazzocchi è inserita in un itinerario paesaggisticamente appagante a cavallo fra le province di Piacenza e Genova, nella zona del Monte Nero. Le difficoltà sono contenute, con l'eccezione di un passaggio più impegnativo.

    ▲Approach

    Si parte dal Passo dello Zovallo (Piacenza), raggiungibile da Piacenza o da Chiavari (A12). Starting point on Google Maps.

    Dal Passo (1405 m) si imbocca il sentiero 001 verso il Lago Nero, ignorando tutte le deviazioni fino al bacino (1541 m, 50'). Costeggiata la sponda nord si lascia il 001 e si prende il sentiero 011 verso Fontana Gelata; da qui il sentiero 007 verso il Bivacco Sacchi: si attraversa il torrente e si risale ripidi alla conca del Dente delle Ali, dove sorge il Bivacco Sacchi (7 posti in autogestione). Poco oltre si raggiunge l'attacco (5' dal bivacco, 1h 45' dal parcheggio).

    ▲The path

    Si parte con un tratto diagonale a sinistra di difficoltà contenute; dopo una rampa più ripida si affronta un esposto traverso attrezzato con cavo e catena, poi uno spigolo e la prima scaletta (pioli e catena, attenzione alla stabilità). Una cengia porta a un risalto, aggirabile a sinistra o superabile su parete leggermente strapiombante con staffe; si arriva a un'ampia cengia con via di fuga a sinistra. Proseguendo si supera una placca inclinata povera di appigli per aggirare uno spigolo esposto in aderenza (passaggio chiave). Si raggiunge un camino con due opzioni: a destra fino a una scala, oppure a sinistra su parete buia e un traverso esposto privo di appigli fino alla scala. Si completa la scala, un terrazzino, una cengia e un'ultima lunga scala; un salto di circa 3 m porta al pianoro del Groppo delle Ali (1689 m, 1h dall'attacco, 2h 45' dal parcheggio), con vista su Monte Nero, Monte Bue e Ragola.

    ▲Character and difficulty

    Ferrata non lunga e di difficoltà moderate, ottima nelle mezze stagioni sia come escursione panoramica sia come allenamento in vista di vie alpine. I pini mughi accompagnano tutta la salita sul versante nord.

    ⚠ Il passaggio chiave (placca in aderenza per aggirare lo spigolo esposto) e il traverso del camino richiedono attenzione: la via di fuga sull'ampia cengia consente di evitarli.
    ▲Period and safety

    Quota appenninica fino a circa 1750 m; ideale nelle mezze stagioni. Inaugurata nel 1979, è dedicata a un socio del CAI Piacenza scomparso alle Pale di San Martino nel 1975. Per la cartografia si consiglia la carta dell'Appennino Ligure-Emiliano / Monte Nero.

    ▲Discipline

    Dalla sommità: si può rientrare al Bivacco Sacchi per la via normale (segni bianco-rossi) e ripercorrere l'avvicinamento a ritroso (1h 30', 4h 15' totali), oppure dirigersi al Monte Bue (1771 m), poi per il sentiero 001 a Sella Costazza e il sentiero 003 fino al Monte Nero (1752 m), scendendo infine il crinale nord-est fino al sentiero 001 presso il Passo dello Zovallo (4h 45' totali).

    ▲To match

    Si concatena ad anello con la Ferrata Adolfo Ferrari: l'itinerario si allunga (circa 6h) ma, vista la lunga avvicinamento in auto, è una scelta logica e appagante.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionEmilia-Romagna
    • GroupMonte Nero
    • Approach1:45 h
    • Ferrata0:45 h
    • Itinerary (a/r)4:30 h
    • Hardware level difference90 m
    • Route difference400 m
    • Max1750 m
    • Length12,2 Km
  • Ferrata Mazzetta alla Croda di Tacco

    Ferrata Mazzetta alla Croda di Tacco

    Vie Ferrate › Veneto › Belluno
    Ferrata Mazzetta alla Croda di Tacco
    Moderately Hard● OpenDescriptionComplexityMapsGallery

    La breve Ferrata Mazzetta collega il Bivacco Gera con il versante della Val Padola, nelle Dolomiti di Sesto. I tratti attrezzati sono di modesta difficoltà, ma l'itinerario di cui fanno parte è solitario e impegnativo: sale a Forcella de Ambata e ne discende per un vallone detritico con passaggi di arrampicata non attrezzati. Rispetto a molte vie delle Dolomiti di Sesto resta poco battuto anche in stagione inoltrata.

    ▲Approach

    Si parte da Padola, presso Comelico (Belluno): se aperti, si usano gli impianti che salgono al Col d'la Tenda, parcheggiando a bordo strada. Starting point on Google Maps. Con impianti chiusi si sale lungo Via delle Acque Rosse (sterrata dissestata, sentiero 152).

    Dal Rifugio Col d'la Tenda (1950 m) si va a est fino al sentiero 152, dove si decide l'itinerario. Per l'anello via Forcella de Ambata (2213 m) si tiene la destra verso Rocca di Campo, si scavalca la Forcella del Campo e, a un bivio, si sale a sinistra un ripido ghiaione con passaggi esposti in libera (I+) fino alla forcella (1h 30' dagli impianti); si scende quindi un canalone detritico fino al Bivacco Carlo Gera (2240 m, 2h 30' totali), da cui si percorre la ferrata in salita chiudendo l'anello. Per la sola ferrata (andata e ritorno) si tiene invece la sinistra sotto la Croda di Tacco fino alle prime attrezzature.

    ▲The path

    Descriviamo la via nel verso Bivacco Gera → Col d'la Tenda. Dal bivacco si va a sud lungo il vallone e, dopo circa 10', a un bivio si tiene la sinistra a mezzacosta verso la parete sud della Croda di Tacco, fino alla targhetta d'attacco. I primi tratti assicurano una cengia verso destra, poi il cavo sale verticale su una parete ben appigliata; segue una salita su prati (attenzione se umidi) e un tratto insidioso di discesa su ghiaie, da fare sulla sinistra attrezzata con il cavo a corrimano.

    Si aggira uno spigolo e si sale a est un salto verticale ben appigliato, in gran parte arrampicabile; si passa fra parete e pinnacolo e, fra roccette attrezzate, una rampa diagonale e un paio di cenge, si raggiunge l'intaglio di Forcella di Tacco (2347 m, 1h dall'attacco), spartiacque fra Valle Ambata e Val Padola. Il cartello bianco può ingannare: le attrezzature proseguono ancora per una discesa di circa 20 m su roccette ben appigliate fino al termine (15' dalla forcella, 1h 15' dall'attacco, 3h 45' totali).

    ▲Character and difficulty

    Via anomala per le Dolomiti di Sesto: non sale a una vetta ma aiuta a scavallare una forcella, perciò meno spettacolare ma molto meno frequentata. Le attrezzature non presentano difficoltà tecniche di rilievo e servono soprattutto da sicurezza nei tratti esposti.

    ⚠ I passaggi di salita alla Forcella de Ambata (I+) e lo stato di innevamento non sono da sottovalutare: ambiente selvaggio, isolato e con fondo detritico instabile. Itinerario adatto a chi cerca un'escursione solitaria e impegnativa.
    ▲Period and safety

    Alta quota (2347 m) in ambiente isolato e detritico, con neve che può complicare il percorso. Per la cartografia si consiglia la carta delle Dolomiti di Sesto.

    ▲Discipline

    Dal termine delle attrezzature si scende a sinistra su detrito e poi un ripido vallone reso instabile da frane e piogge, fino al bivio fra il sentiero 152 (dalla ferrata) e il 153 a mezzacosta; si tiene la sinistra verso gli impianti (1h 30' dal termine, 5h 15' totali).

    ▲To match

    È la ferrata più orientale delle Dolomiti di Sesto; verso ovest la Ferrata Roghel, la Ferrata Capitano Bilgeri e la Cengia Gabriella, tutte in itinerari lunghi; dal Rifugio Lunelli la Ferrata Bepi Martini.

    ▲Gallery
    Technical data
    • DifficultyModerately Hard
    • RegionVeneto
    • GroupSesto Dolomites
    • Approach2:30 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerary (a/r)5:15 h
    • Hardware level difference107 m
    • Route difference347 m
    • Max2347 m
    • Length7 Km
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