Stato: Aperta

  • Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    Vie Ferrate › Emilia-Romagna › Piacenza
    Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla

    La Ferrata Adolfo Ferrari al Monte Roncalla, inaugurata nel 2004, risale una panoramica cresta di balze e gendarmi fino alla vetta del Monte Roncalla (1683 m), nell’Appennino Ligure al confine fra Liguria ed Emilia. È una via facile e divertente, adatta sia ai neofiti sia ai ferratisti esperti che vogliono salirla in arrampicata usando il cavo solo come autoassicurazione; le difficoltà non sono mai sostenute, ma l’itinerario completo è lungo e impegnativo sul piano fisico.

    ▲Approach

    La cresta si può raggiungere da due versanti: da quello ligure, da Rocca d’Aveto (1280 m), oppure da quello piacentino, dal Rifugio Vincenzo Stoto presso il Passo Crociglia (1468 m, dove conviene parcheggiare se si sale da qui). Questa relazione descrive la salita dal versante ligure. Si raggiunge Santo Stefano d’Aveto e, oltrepassato il paese, si imbocca la strada che sale ripida a Rocca d’Aveto: si parcheggia presso il piazzale di partenza della seggiovia (open the starting point on Google Maps – 44.58562, 9.46976) e si imbocca una stradina asfaltata sulla sinistra. L’asfalto termina presto e, superato un cancello, si prosegue verso la Valle Tribolata, passando sotto le pareti del Groppo Rosso fino a incontrare i segnavia gialli triangolari. Prima della frana della Valle Tribolata compaiono le prime indicazioni per la ferrata; la traccia di salita è incerta e richiede attenzione. Dopo alcuni minuti si raggiungono le prime roccette, da affrontare in libera, fino all’attacco della ferrata (1h 15′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La ferrata attacca rimontando uno sperone roccioso in cui si alternano tratti facili e di difficoltà moderata, che conviene affrontare arrampicando e usando il cavo solo come autoassicurazione. Segue un camino, leggermente più impegnativo nella parte iniziale; poi alcune attrezzature metalliche facilitano la progressione e conducono, tra roccette e selle, alla base di una placca ricca di appigli e fessure, ideale da arrampicare. Al termine della placca si arriva all’ultimo gendarme roccioso, che offre due opzioni: aggirarlo a sinistra lungo una traccia assicurata, oppure salire dritti l’esposto diedro (il passaggio chiave della via). Superato quest’ultimo risalto si prosegue sui prati che in breve portano in vetta al Monte Roncalla (40′ dall’attacco, circa 2 ore dal parcheggio).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile, ha difficoltà tecniche e ambientali contenute (1/5), esposizione moderata (3/5) ma impegno fisico elevato (5/5) per la lunghezza complessiva dell’itinerario (circa 12 km e 1000 m di dislivello, soprattutto se concatenata con la vicina Ferrata Mazzocchi). È un’ottima via per iniziare o per divertirsi arrampicando in libera; non presenta mai difficoltà sostenute.

    ⚠ La traccia di avvicinamento è incerta e va seguita con attenzione; prima dell’attacco si superano alcune roccette in libera. Il passaggio chiave è l’esposto diedro dell’ultimo gendarme, evitabile a sinistra lungo la traccia assicurata. Restano obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.
    ▲Period and safety

    Itinerario appenninico percorribile nella bella stagione con roccia asciutta e meteo stabile; in caso di pioggia o nebbia l’orientamento sull’avvicinamento e in cresta si complica. Va valutata la durata complessiva: la sola ferrata è breve, ma il giro completo è lungo. Si ricordi che si tratta di una montagna a quota media (1683 m), spesso ventosa e con possibili nevai a inizio stagione.

    ▲Discipline

    Dalla vetta del Roncalla ci sono due possibilità. La più rapida per rientrare a Rocca d’Aveto scende verso il vicino Groppo Rosso, prosegue al Prato della Cipolla e quindi a Rocca d’Aveto (1h 15′ dal termine della ferrata, 3h 15′ dal parcheggio). La seconda, più lunga ma molto più appagante, include la Ferrata Mazzocchi: subito a destra si scende nella faggeta ignorando i bivi per Prato Cipolla e Monte Bue; al primo bivio si tiene ancora la destra e al successivo la sinistra, sempre in discesa, verso il Passo Roncalla (45′ dal termine della ferrata), dove si svolta a sinistra in direzione Lago Nero e Fontana Gelata. Si scende fino alla confluenza di due ruscelli e si segue il sentiero 007 verso il Bivacco Sacchi; dal bivacco si seguono le indicazioni per la Ferrata Mazzocchi, più difficile della Ferrari (1h 30′ dal termine della Ferrari, 3h 30′ dal parcheggio). La Mazzocchi risale la parete nord del Groppo delle Ali (45′ dall’attacco); dalla cima si scende per tracce fino alla pista da sci che porta al Rifugio Prato Cipolla, poi si tiene la destra scendendo a Rocca d’Aveto (1h 15′ dal Groppo delle Ali, circa 5h 30′ totali).

    ▲Carattere storico

    La via è intitolata ad Adolfo (Alfo) Ferrari, originario della provincia di Cremona, campione del mondo di ciclismo nel 1947.

    ▲To match

    Il concatenamento naturale è con la Ferrata Mazzocchi al Groppo delle Ali, per un anello di circa 6 ore (soste incluse), vario e appagante. Più distanti per viabilità, ma abbinabili su più giorni, la Ferrata Deanna Orlandini e la Ferrata alla Pietra Nera.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:15 h
    • Duration0:50 h
    • Total itinerary4:15 h
    • Hardware level difference450 m
    • Route difference1000 m
    • Maximum altitude1689 m
    • Length12,2 Km
  • Ferrata del 30° OSA al Corno Rat

    Ferrata del 30° OSA al Corno Rat

    Vie Ferrate › Lombardia › Lecco
    Ferrata del 30° OSA al Corno Rat

    La Ferrata del 30° OSA al Corno Rat è un itinerario difficile che risale la bastionata calcarea sopra Valmadrera, nel cuore del Triangolo Lariano (provincia di Lecco, Prealpi Comasche). Via tecnica, atletica e a tratti molto esposta: dà il meglio a chi ha confidenza con l’arrampicata, perché in molti tratti si può progredire sulla roccia riducendo la trazione sulla catena. Si può concatenare con il sentiero attrezzato che porta in vetta al Corno Orientale di Canzo, per un anello attrezzato più lungo (circa 2 ore di solo tratto ferrato-attrezzato).

    ▲Avviso importante
    ⚠ Nel 2021 la ferrata è stata interamente ristrutturata, con l’aggiunta di numerosi infissi: le difficoltà tecniche reali oggi sono inferiori a quelle storiche. La sequenza del percorso e i valori di complessità riportati qui sotto si riferiscono al vecchio tracciato: tienine conto nel pianificare l’uscita e verifica sempre le condizioni aggiornate prima di partire.
    ▲Approach

    Il punto di partenza è la frazione Belvedere, sopra Valmadrera (open the starting point on Google Maps – 45.85047, 9.35219). Raggiunto l’abitato isolato si lascia l’auto nei pressi dell’inizio di una stradina chiusa al traffico, da dove parte il sentiero. Si risale la strada acciottolata verso Belvedere, con la bianca bastionata del Corno Rat che incombe sopra la testa; la carrareccia si fa poi sterrata e passa accanto ad alcune aziende agricole fino a una palina fitta di segnavia. A questo bivio si tiene la destra, seguendo le indicazioni per l’itinerario attrezzato OSA. Si prosegue, si guada un torrente e al bivio successivo si tiene la sinistra, sempre nella direzione dell’itinerario attrezzato; il sentiero sale ripido nel bosco fino all’attacco della ferrata (50′ dal parcheggio).

    ▲The path

    La via attacca su una placca inclinata dai pochi appigli: si sale con la fune al proprio fianco, facendo attenzione a non essere spinti verso l’esterno – è uno dei passaggi più impegnativi e conviene pesare bene i piedi, sfruttando le pedivelle per non gravare troppo sulla catena. Dopo pochi metri il cavo piega e sale verticale, con alcune vecchie staffe a sostegno dei piedi; la roccia è molto solida, calcarea ma povera di appigli. Si raggiunge uno spigolo, risalito tenendo la catena a sinistra e la fune a destra con qualche staffa per i piedi; superato lo spigolo fune e catena si riuniscono e introducono in un angusto canalino, dove un primo passaggio è particolarmente ostico: si supera una sporgenza in cui è difficile non «mungere» la catena. Termina così la prima sezione, la risalita del Sasso OSA, in genere considerata la parte più dura della via.

    Si prosegue su sentiero verso sinistra con un paio di facili balzi rocciosi; attenzione a un bivio: si segue il sentiero di sinistra, perché quello di destra è la via alpinistica al Corno Rat. La seconda parete si percorre inizialmente in diagonale verso destra, sfruttando ottimi appigli naturali per i piedi, fino sotto una parete verticale più lunga di quanto sembri: si parte con alcune staffe su roccia coricata, poi si risale fino a un traverso verso sinistra che deposita su uno stretto e panoramico terrazzino, buono per riprendere fiato con la vista su Lecco e sul Resegone. Segue un tratto breve ma difficile: una frattura da superare in spaccata (lolotte, per chi arrampica) per guadagnare l’altezza utile a cambiare moschettone – passaggio disagevole soprattutto per le persone di bassa statura, quasi costrette a tirare sulla catena.

    Si esce sotto una nuova parete verticale che diventa un camino con buoni appigli per mani e piedi; si arriva sotto un masso che conviene risalire sul suo lato destro, anche se catena e fune corrono sul sinistro, più levigato. Si supera quindi l’esposta parete soprastante con l’aiuto di alcune staffe, fino a uno stretto terrazzino. Aggirato un poco marcato spigolo si riparte in salita su una parete di nuovo difficile, dalla roccia levigata, con un passaggio più ostico in prossimità di una sporgenza che richiede una trazione sulla catena per essere rimontata. Si aggira un altro spigolo e si risale una placca più coricata, lunga ma di difficoltà inferiore, fino a un ulteriore terrazzino. Un breve tratto di sentiero porta all’ultima parete verticale, più appoggiata e ricca di appigli rispetto alle precedenti – senza però abbassare la concentrazione dopo lo sforzo accumulato. Risalita questa parete si esce in vetta al Corno Rat e la ferrata ha termine (1h 15′ dall’attacco, circa 2 ore complessive dalla partenza).

    Prosecuzione al Corno Orientale (facoltativa). Dalla vetta, al bivio si prosegue verso destra su sentiero segnato da cartelli e bolli a tratti rossi e a tratti giallo-rossi, con alcuni passaggi un po’ esposti assicurati da catena. Dopo circa 30′ si risale una placca inclinata, con la parete verticale alla sinistra, salendo in aderenza con gli scarponi e cercando gli appigli nelle fessure. Si alternano poi tratti di sentiero, roccette e facili passaggi di I grado fino a un bivio: a sinistra si raggiunge il Rifugio SEV, a destra si sale l’ultimo tratto attrezzato. Tenendo la destra si percorre una bella placca arrampicabile, si aggira uno spigolo e si sale una paretina appoggiata con esposizione crescente fino al termine della catena; su roccette si raggiunge infine la croce del Corno Orientale di Canzo (1h dal termine della ferrata, circa 3 ore complessive).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Difficile, è una via tecnica e atletica con valori di complessità alti su difficoltà tecniche (4/5) ed esposizione (4/5), impegno fisico 3/5 e difficoltà ambientali 2/5. Sono presenti sia la catena sia la fune metallica: conviene agganciare i moschettoni alla fune e, all’occorrenza, usare la catena per trazionare. La via vive di un doppio approccio: chi sa arrampicare (eventualmente con scarpette), riducendo la trazione, la trova impegnativa ma piacevole; chi non ha dimestichezza con l’arrampicata finisce per usare molto la catena in più tratti, con il rischio concreto di affaticarsi e rendere la salita molto atletica.

    ⚠ Via esposta in molti punti che richiede esperienza, ottimo allenamento e idealmente confidenza con l’arrampicata. Attenzione alla roccia unta in alcuni passaggi. Al bivio dopo il Sasso OSA seguire il sentiero di sinistra: quello di destra è la via alpinistica. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.
    ▲Period and safety

    Itinerario prealpino a quota contenuta (vetta a 1232 m), percorribile in gran parte dell’anno con roccia asciutta e meteo stabile; va evitato con roccia bagnata o ghiacciata, vista l’esposizione e la roccia levigata. L’avvicinamento è breve ma molto ripido. Si ricorda che il tracciato è stato ristrutturato nel 2021: verificare sempre le condizioni e le attrezzature aggiornate.

    ▲Discipline

    Dalla vetta del Corno Rat si può chiudere subito l’escursione scendendo lungo il sentiero segnato «San Tommaso – Valmadrera» e tornando a ritroso al parcheggio (45′ dal termine della ferrata, 2h 45′ complessive). Se invece si è proseguito fino al Corno Orientale, si scende lungo il sentiero segnalato fino al crocevia fra Corno Centrale e Corno Orientale, quindi si seguono le indicazioni per San Tommaso e Valmadrera verso sinistra fino al punto in cui si era deviati per l’attacco; da lì a ritroso lungo il sentiero di avvicinamento fino all’auto (1h dalla vetta del Corno Orientale, circa 4 ore complessive).

    ▲To match

    La 30° OSA è logisticamente vicina alla Ferrata del Venticinquennale al Corno Occidentale (Ferrata di Canzo): salendo al Corno Orientale e proseguendo verso il Rifugio SEV e il Rifugio Terz’Alpe se ne raggiunge l’attacco, per un grande anello dei Corni di Canzo da 7-8 ore. Nelle vicinanze, sul versante del Moregallo, anche il Sentiero Attrezzato del Moregallo e la Ferrata al Canalone Belasa; sopra Valmadrera, oltre San Tommaso, il Hiking Trail Skiing.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:40 h
    • Duration2:00 h
    • Total itinerary5:00 h
    • Hardware level difference340 m
    • Route difference966 m
    • Maximum altitude1232 m
    • Length6 Km
  • Ferrata Piz from Lech

    Ferrata Piz from Lech

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Piz from Lech

    La Ferrata Piz from Lech rises a rocky bastion in the eastern side of the Sella Group to the peak of the Piz da Lech (2916 m), in the province of Bolzano. È a difficile street, short but intense, made very short by Corvara plants: it presents some athletic passages, two aerial stairs and a short suspended bridge, in an environment d’ high mountain with exceptional panorama from the top.

    ▲Approach

    The starting point is the mountain station of the cable car that from Corvara (Val Badia) climbs first to the Crep de Mont and then to the Vallon (2537 m; open the starting point on Google Maps). Alternatively, from Passo di Campolungo (between Arabba and Corvara) you can park at l’ Boè Tree; (1860 m) and climb the wide CAI 638 path to the upstream station of the chairlift (1h 15′ from the pass). Exit from the chairlift you ignore the signs for the normal road (646B) and follow the signs to the north, in the direction of a detritic valley where you turn left uphill until all’ attack, under a characteristic yellow-black rocky wall (2560 m, 15 minutes from the mountain station).

    ▲The path

    The ferrata opens with a rocky leap of difficult-to-grave media; and without obvious claws, then an easy nod on the left and some not difficult steps. On the left side a corner with a census, you will meet new leaps under l’ looming black-yellowish bastion; climb up vertically and stick into a long channel , holding the right side on rocky steps. Where the channel is tightened, there are about fifteen vertical meters, then a short but exposed and challenging across to the right bypasses a edge up to a nod. Follow the più pass; challenging: a fireplace that climbs first on the right side and then passes left with a leap, complex in the initial part for the lack of supports, which gradually rise up. Some exposed rocks lead to the più point; iconic of the street: under the rampage rise two scales interspersed with a rock-mounted plane; finished the second ladder, a challenging passage helped by brackets. In the closing section there are exposed rocks and a ramp up to the summit ridge; after a stretch with the right equipment and a short path, you will meet a breve suspended bridge (a horizontal ladder above a narrow crevice), exposed but not difficult. A short wall well-dressed (often wet) and some rocks put on the final, unequipped path, which carefully leads to the peak cross of the Piz da Lech (2916 m, 1h 45′ from the’ attack, 2 hours from the mountain station), with magnificent views of the Sella Group, the Piz Boè and the Val de Mesdì.

    ▲Character and difficulty

    Classified Difficile (D), with all the parameters of complextà on 3/5: short but intense, with a couple of athletic steps where you need a good point or a discreet climbing technique (some strokes of III-IV degree, however climbing). Not è extremely difficult, but requires good preparation and experience. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ The summit ridge and the pavement around the cross are not wide and go carefully; the final and initial tract require concentration. The return along the normal way è ripido and includes a couple of steps equipped downhill: not remove l’ harness at the end of the ferrata. A short wall before the summit è often wet: pay attention. Useful a frontal if you leave late, because of the way; between climb and descent the day può stretch.
    ▲Period and safety

    High altitude summer road, to be covered with stable weather and dry rock. The equipment is in good condition, recently renovated. Check the opening and hours of cable car and chairlift (serve the return ticket); those who walk up from the Campolungo Pass put into account a longer and tiring approach.

    ▲Discipline

    From the summit you descend to the south along the normal road, marked by the white-red boils of the CAI 646, on the swallows of the south side; a couple of equipped passages are passed down (a vertical wall of 6-8 meters with brackets and a short set of rocks). A crossroads are reached with the CAI 646B: on the right you will descend a fragrant canal up to the path d’ approach and then to the chairlift (45′ from the summit, 2h 45′ overall); or continue on the CAI 646 along a ridge above Lake Bo` up to the mountain station of the cable car.

    ▲To match

    The Piz da Lech fits perfectly with the neighbor Ferrata del Vallon, possibly by staying at the Kostner Refuge. Continuing to half-costa you reach the attack of the impegnative Ferrata Piazzetta piz Boè. On the Sella Group Ferrata Tridentina e la Ferrata delle Mesules. In Val Badia la Ferrata Sas dla Crusc e la Ferrata della Pace.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:15 h
    • Duration1:45 h
    • Total itinerary4:15 h
    • Hardware level difference200 m
    • Route difference371 m
    • Maximum altitude2911 m
    • Length2,2 Km
  • Ferrata del Vallon

    Ferrata del Vallon

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata del Vallon

    La Ferrata del Vallon sale la parete est del Gruppo Sella collegando il Rifugio Kostner alla zona del Piz Boè (provincia di Bolzano). È la via attrezzata meno conosciuta e tecnicamente meno impegnativa del Sella: per gran parte facile, ha un paio di passaggi più impegnativi nel tratto conclusivo dopo un suggestivo ponte sospeso accanto a una cascata. L’ambiente del circo glaciale del Vallon, contornato da imponenti pareti, è uno dei più belli e meno frequentati del gruppo.

    ▲Approach

    The starting point is the mountain station of the cable car that from Corvara (Val Badia) climbs first to the Crep de Mont and then to the Vallon (2537 m; open the starting point on Google Maps). In alternativa, per evitare la funivia, dal Passo di Campolungo (tra Arabba e Corvara) si parcheggia presso l’Alberto Boè (1860 m) e si sale sul largo sentiero CAI 638 fino al bivio per la ferrata, poco prima del Rifugio Kostner (2500 m, 1h 30′ dal passo). Dalla stazione a monte si segue a destra il cartello per le Ferrate Piz da Lech e Vallon; in falsopiano si raggiunge una deviazione (a destra sale alla Ferrata Piz da Lech) e si prosegue a mezzacosta su pendio detritico, entrando nel Vallon sul versante destro fino all’attacco, segnato da grandi bolli rossi in fondo a un magnifico circo glaciale (45 minuti dalla stazione a monte). Si può anche seguire le indicazioni per il Rifugio Kostner e la Ferrata Piazzetta (CAI 638), facendo attenzione, prima del rifugio, ai segni e alla traccia che si addentrano nel circo.

    ▲The path

    Si inizia con un facile traverso diagonale in salita, oltre il quale si affrontano balzi rocciosi ben gradonati con il cavo a sinistra (utilizzabile solo come autoassicurazione, dato che i passaggi sono arrampicabili). Si supera un facile camino, dove una fessura offre molti appigli per salire in spaccata, poi un tratto facile di sentiero attrezzato verso destra e sinistra in direzione della bastionata nero-giallastra che sormonta la valle. Sotto la parete, verso destra, si risalgono alcune roccette (cavo a sinistra) e un nuovo breve camino simile al precedente; la roccia ben appigliata permette di uscirne in spaccata. Si raggiunge così il punto più iconico dell’escursione: un ponte sospeso accanto a una cascata (il tracciato originale passava a sinistra della cascata, ora si sviluppa a destra; sono ancora visibili le vecchie attrezzature). Passato il ponte si entra nella seconda sezione, più impegnativa: una parete esposta e verticale di una ventina di metri. Si sale una prima pancia rocciosa, poi si piega leggermente a sinistra e a destra su buoni appigli per mani e piedi (chi ha dimestichezza con l’arrampicata può procedere senza trazionare il cavo); segue un tratto diagonale che richiama un diedro appoggiato e, dopo le ultime roccette, si raggiunge il terrazzino roccioso che domina il circo glaciale (45 minuti dall’attacco, 1h 30′ complessive).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche, esposizione e impegno fisico contenuti (2/5), con complessità ambientale un po’ più alta (3/5) per la quota e l’ambiente d’alta montagna. È una buona prima ferrata per chi è già esperto di montagna e di percorsi in quota; la parete dopo il ponte, pur ben appigliata, è esposta e richiede un minimo di dimestichezza con l’arrampicata. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Le attrezzature sono state completamente rinnovate nel 2024, ma l’inverno può danneggiare qualche fittone rendendo il cavo lasco in alcuni punti: con cavo molle conviene appoggiarsi alla roccia e prestare più attenzione. A inizio stagione alcuni brevi tratti di cavo possono restare sepolti sotto la neve: utile avere bastoncini per affrontare in sicurezza i tratti su neve. La parete verticale dopo il ponte non va sottovalutata dai principianti vista l’esposizione.
    ▲Period and safety

    Via estiva d’alta quota, da percorrere con tempo stabile e roccia asciutta; nelle giornate limpide il panorama sul Gruppo Sella e le sue valli interne è eccezionale. Verificare l’apertura della funivia se la si usa per l’avvicinamento e l’eventuale presenza di neve a inizio stagione.

    ▲Discipline

    Dal termine della ferrata si seguono le tracce verso il già visibile Piz Boè, salendo a una sella. A un bivio si può scendere a sinistra lungo il Sentiero Lichtenfels, che cala su un pendio detritico e poi in una più ripida vallata con alcuni tratti attrezzati di bassa difficoltà fino al Rifugio Kostner (2517 m, 1 ora dal bivio, 2h 45′ complessive); oppure proseguire dritti in salita al Piz Boè (3152 m, 1 ora dal bivio) per il CAI 672 lungo la Cresta Stenta, a tratti attrezzata ed esposta, rientrando poi a ritroso al bivio (45′ dal Piz Boè) e scendendo per il Lichtenfels al Kostner (4h 30′ complessive). Dal Rifugio Kostner si seguono il CAI 638 e poi il 646B fino alla stazione a monte della seggiovia (20′ dal rifugio) e quindi a Corvara.

    ▲To match

    La Vallon si abbina facilmente alla vicina Ferrata del Piz da Lech e, in un itinerario di più giorni, all’impegnativa Ferrata Piazzetta al Piz Boè. Sul Gruppo Sella, in ordine crescente di difficoltà, la Ferrata Tridentina e la Ferrata delle Mesules. In Val Badia il Sentiero Tru Dolomieu e la Ferrata della Pace; verso Canazei la Ferrata dei Finanzieri al Colac e la Ferrata delle Trincee al Padon.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:45 h
    • Duration0:45 h
    • Total itinerary3:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference263 m
    • Maximum altitude2800 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Col Rodella

    Ferrata Col Rodella

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Col Rodella

    La Ferrata Col Rodella è una via breve sopra il Passo Sella, che collega la Val di Fassa con la Val Gardena (provincia di Bolzano). Avvicinamento e rientro corti la rendono una buona scelta nelle giornate di meteo incerto, quando è sconsigliato impegnarsi nei lunghi itinerari tipici delle ferrate dolomitiche della zona. Di difficoltà medio-bassa, ha però un paio di passaggi su roccia levigata che richiedono attenzione.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è il Passo Sella (tra Canazei e Selva di Val Gardena): al passo si imbocca la stradina che sale ripida sul versante della Val di Fassa verso i Rifugi Valentini e Salei, percorrendola in salita per un centinaio di metri e parcheggiando a bordo strada prima del divieto di transito (open the starting point on Google Maps). Dal Rifugio Valentini (2213 m) si segue la carrareccia, che coincide con il sentiero CAI 557, verso sud-ovest in direzione del Rifugio Salei (2222 m) e poi della stazione a monte della funivia che sale da Campitello di Fassa (in alternativa si può salire direttamente con la funivia). Dalla stazione a monte, proprio sotto i cavi della funivia, si stacca un sentiero privo di segnali per la ferrata: lo si segue aggirando la base del Col Rodella per circa 5 minuti fino a notare un ghiaione sulla destra, risalendo il quale si raggiunge il non evidente attacco (30 minuti dal parcheggio).

    ▲The path

    Da un terrazzino terroso, dove indossare l’imbracatura, si sale una parete ben appigliata e una serie di roccette facilmente arrampicabili. Guadagnata quota si piega a sinistra verso un grosso masso, che si aggira in un tratto esposto; segue un camino non particolarmente impegnativo, da superare in spaccata, prima di una parete su roccia levigata che costringe a una certa trazione sul cavo. Si arriva poi sotto una parete attrezzata con una serie di solide staffe metalliche; risalite queste, un secondo passaggio impegnativo — una nuova parete levigata, breve, da superare con un po’ di trazione. Si prosegue su una parete esposta ma ottimamente appigliata, arrampicabile, fino a un traverso esposto che aggira uno spigolo; oltre lo spigolo, alcuni facili balzi rocciosi portano al termine della via, al Rifugio Col Rodella (2484 m, 40 minuti dall’attacco, 1h 30′ complessive), con notevole panorama sul Gruppo Sella e sulla Val di Fassa.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Moderatamente Difficile (MD): difficoltà tecniche ed esposizione attorno al 3/5, impegno fisico contenuto (2/5). È un buon “test” per chi passa dalle ferrate facili a quelle più difficili. Obbligatori imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ La roccia è abbastanza levigata e in alcuni punti unta: è sconsigliato percorrere la via subito dopo scrosci di pioggia o con umidità. I due passaggi su roccia liscia richiedono una certa trazione sul cavo e non la rendono adatta ai neofiti assoluti, nonostante la brevità. Una targa commemora una persona deceduta per malore lungo la via nel 2020: un promemoria che in montagna nulla è mai banale. Verificare eventuali chiusure del sentiero d’avvicinamento per lavori, segnalate in passato.
    ▲Period and safety

    Itinerario estivo, ideale come “riscaldamento” a inizio vacanza o per le giornate dal meteo incerto vista la brevità e la presenza del rifugio all’arrivo. Affrontarla con roccia asciutta e verificare l’apertura della funivia se la si usa per l’avvicinamento.

    ▲Discipline

    Dal Rifugio Col Rodella si scende per comodo sentiero fino al bivio percorso all’andata e, a ritroso lungo il sentiero d’avvicinamento, si rientra all’auto (30 minuti dal Col Rodella, 2 ore complessive).

    ▲To match

    Dal Passo Sella si possono affrontare, ben più impegnative, la Ferrata Schuster al Sassopiatto e la Ferrata delle Mesules al Gruppo Sella. Verso Canazei e il Passo Pordoi: la difficile Ferrata Piazzetta al Piz Boè, la Ferrata delle Trincee al Padon e la Ferrata dei Finanzieri al Colac. Verso la Val Gardena, la Ferrata Tridentina e la Ferrata Sass Rigais.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference120 m
    • Route difference260 m
    • Maximum altitude2485 m
    • Length4,9 Km
  • Ferrata Susatti a Cima Capi

    Ferrata Susatti a Cima Capi

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Susatti a Cima Capi

    La Ferrata Susatti a Cima Capi è a facile street and very panoramic above Lake Garda, in Valle di Ledro (province of Trento). Undifficultà techniques of relief but with good exposure, è l’ ideal for those who have già mountain experience but wants to approach the equipped paths. L’ environment, overlooking the lake and rich in traces of the Great War, makes it a journey of great historical interest.

    ▲Approach

    The starting point è the village of Biacesa, 4 km from Riva del Garda: from Riva follow the tunnels towards Val di Ledro and, exit from the second, you reach Biacesa; you take via dei Dazi to the right and, at the end of the road, still to the right. L’ excursion begins at the playground of Biacesa, where però non è più allowed to park for non-residents: you need to look for a parking place nearby (open the starting point on Google Maps). From Biacesa follow the path CAI 470 (Sentiero dei Bech) to halfway east along the Gec Valley, ignoring the deviation to the left for the Route Attrezzato delle Laste (use as a return). Between climbs and Mediterranean vegetation (fields, olive trees) and some easy rocks you will reach a crossroads where you ignore the CAI 405 (scende to Riva) and climb towards l’ attack, reached after an easy fireplace (1h 15′ from parking).

    ▲The path

    At the red plate there are some unequipped rocks, besides which the wire rope helps to overcome some rocky jumps in a fireplace. Exit in the ridge rises with increasing exposure, but without difficulty;, on well-calibnate plates where è possible proceed in climbing without relying continuously on the cable. A plaque with a couple of brackets leads to the ridge wire: continue on the right side in strong exposure, always without challenging passages, going up massive and small equipped walls, with Lake Garda behind. L’ the only passage of difficult-and-grave media; consists of the ’ add a large boulder on an exposed traverse, looking for l’appiglio over the edge; supersededed this section, an easy chimney and some short vertical passages put on the path leading to the summit of Cima Capi (909 m, 1h 15′.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), with all the parameters of totaltà on 2/5: the progression è simple but l’ è good, great for taking confidence with l’ equipped environment. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ Low altitude and prevailing exposure to the south-east: in the summer months può very hot, it is advisable to leave soon. The &grave area, full of tunnels and trenches of the Great War that can be visited along the paths: bring a frontal torch. At the end of the ferrata it is advisable to not remove the set, because they are encountered other stretches equipped along any return option.
    ▲Period and safety

    Thanks to the modest share it is possible to travel most of the year and is particularly pleasant in the half seasons. The path signs are great. Check the weather and, in summer, avoid the hottest hours given exposure to the sun.

    ▲Discipline

    From the summit you descend on the opposite side to the uphill slope, along an easy ridge path at the trenches of the Great War and a pitch for helicopters; in 15 minutes you reach a crossroads. A left continues the Path Attrezzato Foletti, which leads to the Bivacco Arcioni, to the Church of San Giovanni and then to Biacesa (1h 30′ from Cima Capi, 4 hours overall); from Bivacco Arcioni can be arranged ograve; alternatively go down the più difficult Sentiero delle Laste, which starts on the CAI 470 route Dritto continues the Path Treated Susatti until Bocca d’Enzima (about 1 hour), with not difficult equipped strokes; hence the CAI 404 to Rocchetta Giochello and then the CAI 417 report to Biacesa with a long ring (3 hours from Cima Capi, 5h 30 &8242; overall).

    ▲To match

    You can combine the Path Attrezzato Foletti and the Path of the Laste downhill; from Bivacco Arcioni, energies allowing, the climb to Cima Rocca with the easy hardware. Nearby the Friendship Ferrata in Cima Sat; going up to Trento la Ferrata in Castel Drena and easy Colods and Cavre Path.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach1:15 h
    • Duration1:15 h
    • Total itinerary4:00 h
    • Hardware level difference315 m
    • Route difference490 m
    • Maximum altitude907 m
    • Length8,1 Km
  • Ferrata Rio Sallagoni

    Ferrata Rio Sallagoni

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Rio Sallagoni

    La Ferrata Rio Sallagoni takes place along the forra dell’ the homonymous stream, at the foot of Castel Drena, in the province of Trento. È a facile street but definitely spectacular: rocking over l’ flowing water, a narrow and suggestive gorge and two suspended bridges make this short itinerary one of the pi’ scenics; Alto Garda. Precisely for the low difficultà and the charm of the ’ environment & very popular in summer.

    ▲Approach

    The starting point is located on the road connecting Dro to Drena. Arriving from Riva del Garda, before the village of Dro follow the signs to the right to climb to Drena; after a few minutes and a hairpin bend, on the left you will find a large parking lot and shortly after, on the right, a field of drum (open the starting point on Google Maps). From the parking lot you will descend towards the hairpin bend by car: on the left side of the road a pole with CAI signs indicates the descent towards the edge of the Rio Sallagoni, where the ferrata immediately begins (about 10 minutes from the parking lot).

    ▲The path

    The ferrata attacks on the left side of the throat. You climb a couple of meters with the rope, then a short traverse to the right on brackets for the feet, then a few meters diagonally and vertically: a stretch exposed and very beautiful, with the river that flows right under the feet. Continue in the traverse and you will encounter the probably more challenging passage of the street, slightly overhanging, which obliges a slight traction on the cable to maintain the balance. After this point you pass under a framed rock and cross a vertical escape route. Continuing in the hole the traverse continues to the right; the throat tightens and, near a large framed rock, passes on the right side facing only one more challenging passage due to a rocky protrusion. In short, the equipment ends and is located in a rocky amphitheatre with waterfalls.

    Start the second part: from the left path you will reach the first suspended bridge at three ropes, about 15 meters long and fairly stable. Continue on the right side of the stream, on equipped path and easy rocky balconies, then you pass on the left side for l’ the only true vertical section of the street, to the right: some passages require a po’ of commitment, but on difficultà altogether low. Then we arrive at the second suspension bridge, più short of the first but less stable, where the Ferrata of Castel Drena ends (40 minutes from the ’ attack, 50 total). You cross a wooden bridge, you go back to the right side of the stream and climb on a path until you exit near the castle (10 minutes from the end of the ferrata, 1 hour overall). At the end of 2024 & a final variante was added dedicated to the Falls of Nassirya: instead of crossing the Rio Sallagoni you stay on the left gold bank, going up on easy equipped strokes (except a sometimes wet and slippery ramp) with long beams on cambre very close to the crude, up to Casteldrena; calculate about 30 minutes in pigrave.

    ▲Character and difficulty

    Classified Easy (F), it has difficulties; techniques, environmental and exposure around 2/5 and minimum physical commitment (1/5). È also suitable for those with little experience, purché at ease with l’ exposure above l’ water. Indispensable l’ complete equipment: harness, hardware kit and helmet.

    ⚠ Itinerary very beaten, especially in summer, by numerous groups: concrete the risk of being bottled in the throat. It is advisable to travel early in the morning or late afternoon, avoiding the più hours; warm and crowded. If you travel the variant of the Nassirya Falls, pay maximum attention to the guadi, which in spring or after abundant rainfall can become difficult: a couple of telescopic sticks are useful.
    ▲Period and safety

    The low altitude makes the ideal way in the half seasons. To avoid with torrents in full or after heavy rains, both for the guds of the variant and for the water level in the hole. Always check the weather and conditions of the rio before descending into the throat.

    ▲Discipline

    From the castle follow the asphalted road downhill; on the left there is a path that, in steep descent with some bends, brings back to the field by drum at the parking (20 minutes from the castle, 1 hour and 20 minutes overall).

    ▲To match

    Given the brevity, the Rio Sallagoni leaves time and energy for a second itinerary in the day. Staying on the easy you can walk Ferrata Colodri o il Sentiero Attrezzato delle Cavre, both towards Riva del Garda. About 45 minutes drive there is the Ferrata Marangoni in Mori, la Ferrata di Ballino e la Artpinistica Ferrata in Preore. For very experienced hikers, about 30 minutes, the difficult Ferrata Rino Pisetta.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:40 h
    • Total itinerary1:20 h
    • Hardware level difference150 m
    • Route difference200 m
    • Maximum altitude365 m
    • Length3 Km
  • Ferrata Colodri

    Ferrata Colodri

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Trento
    Ferrata Colodri

    La Ferrata Colodri sale le pareti orientali del Monte Colodri, che domina la cittadina di Arco in provincia di Trento, a due passi dal Lago di Garda. È una via facile, ottimamente attrezzata e priva di difficoltà tecniche rilevanti: per questo è una delle mete più gettonate per chi vuole avvicinarsi al mondo delle vie ferrate. Si svolge accanto a pareti note per l’arrampicata libera e regala dalla cima un bel panorama su Arco, la valle del Sarca e il lago.

    ▲Approach

    Il punto di partenza è Arco. Si oltrepassa il fiume Sarca sul ponte e si prende a destra via Maini, proseguendo dritti fino all’ingresso di un campeggio sulla destra; subito dopo, sulla sinistra una bacheca e sulla destra uno slargo permettono di parcheggiare poche auto (open the starting point on Google Maps; in alternativa è segnalato l’ampio parcheggio gratuito presso le piscine). Entrati nel parco si seguono i segnavia bianco-rossi del CAI per Cima Colodri e per la ferrata, raggiunta in breve a una targa bianca, circa 10 minuti dal parcheggio.

    ▲The path

    La ferrata inizia su una rampa gradonata, arrampicabile comodamente anche senza usare il cavo. Saliti i primi gradoni si percorre un facile traverso verso destra e si prosegue su un’altra rampa gradonata, dove il cavo funge da corrimano. Si piega a destra su una larga cengia che porta a un primo tratto verticale ma appoggiato, con ottimi appigli; superato questo breve passaggio si volge a sinistra salendo in obliquo tra piccoli balzi rocciosi, cenge e tratti di sentiero. Lo sviluppo prosegue in prevalente falsopiano, su una cengia liscia ma priva di difficoltà tecniche, verso sinistra. Si risalgono un paio di placche inclinate attrezzate con cambre e staffe, alcuni tratti diagonali e una facile fessura, fino all’ultimo tratto: un diedro di una decina di metri dove le cambre annullano di fatto le difficoltà dove gli appigli naturali sono meno evidenti. Percorsa l’ultima placca appoggiata terminano le attrezzature; un breve sentiero conduce a Cima Colodri (400 m), con la sua croce e la caratteristica madonnina, in circa 30 minuti dall’attacco (40 minuti complessivi).

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un itinerario molto elementare, con tutti i parametri di complessità al minimo (1/5): ideale come prima ferrata, adatta anche a chi accompagna persone alle prime armi. Resta comunque indispensabile l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Pericolo di scariche di materiale detritico dall’alto: indossare il casco già durante l’avvicinamento, non solo all’attacco. Sulla via si sono verificati incidenti gravi, anche mortali. Il terreno in alcuni punti è smosso e c’è il rischio di far cadere sassi su chi sta sotto, per cui è importante prestare attenzione, soprattutto quando la via è affollata. La parete è esposta a est ed è in pieno sole al mattino: in estate conviene partire nel pomeriggio per trovare ombra.
    ▲Period and safety

    Grazie alla quota modesta e all’esposizione soleggiata, è percorribile in gran parte dell’anno ed è particolarmente indicata nelle mezze stagioni. La roccia, levigata dalle innumerevoli ripetizioni, può risultare scivolosa: meglio evitarla bagnata. Vista l’elevata frequentazione, mantenere ordine sui passaggi ed evitare di creare ingorghi. Portare acqua e verificare il bollettino meteo prima di partire.

    ▲Discipline

    Da Cima Colodri si scende sul versante opposto (ovest) fino a un bivio con il sentiero CAI 431. Per il rientro più breve si prosegue a sinistra in direzione di Santa Maria di Laghel, quindi si prende la stradina a sinistra che scende verso Arco; dal centro si ripercorre la strada asfaltata fino al parcheggio (1 ora dal termine della ferrata, 1 ora e 45 minuti complessivi). In alternativa è possibile un lungo itinerario ad anello: al bivio si tiene la destra sul CAI 431 fino al Monte Colt e alla Croce di Colt, si scende verso il Sentiero Attrezzato degli Scaloni (parte del Sentiero delle Cavre, circa 2 ore dal termine della ferrata), lo si percorre e, tenendo poi la sinistra sul CAI 408, si rientra nei pressi di Santa Maria di Laghel e quindi ad Arco (circa 4 ore dalla ferrata, circa 5 ore complessive).

    ▲To match

    Arco e l’Alto Garda sono ricchissimi di vie attrezzate per ogni livello. Nella zona di Cima Capi si trovano la Ferrata Susatti e la Ferrata di Cima Rocca; vicino a Riva del Garda la Ferrata dell’Amicizia a Cima Sat. Per chi cerca più difficoltà, l’esposta Ferrata Marangoni in Mori o la molto impegnativa Ferrata Pisetta a Sarche. Verso nord, la Ferrata alla Cascata del Rio Ruzza e la Artpinistica Ferrata in Preore.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:10 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary1:30 h
    • Hardware level difference280 m
    • Route difference300 m
    • Maximum altitude398 m
    • Length4,5 Km
  • Ferrata del Piccolo Cir

    Ferrata del Piccolo Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata del Piccolo Cir

    La Ferrata del Piccolo Cir ` a short and very climbing route that climbs one of the pinnacles of the Cir Group, on the northern side of Passo Gardena (province of Bolzano). Gradely difficult, offers a fun progression on excellent rock and a prim’ panorama; order from the narrow peak of the Piz da Cir V.

    ▲Approach

    Starting from the Passo Gardena (2121 m), which connects Val Badia (Corvara) with Val Gardena (Selva); leave l’ car in the ’ wide square of the pass (open the starting point on Google Maps). On a well beaten path you climb to the mountain station of the Dantercepies cable car (2298 m), which arrives from Selva, in about 10 minutes. Following the signs to the north and the red boils you face a steep stretch on rock; overcome some rocks you reach the attack of the ferrata, about 30 minutes from Passo Gardena.

    ▲The path

    It sticks on easy rocky leaps towards a passage that makes gain exposure; you climb a short metal ladder and some rocky jumps exposed. Attached a edge, a beautiful wall is vertically stretched out, then diagonally to the right and then più vertical up to a transverse plane of medium difficulty; to be faced using the good supports for the feet. You can reach a panoramic terrace, ideal for a stop. Then you pass a più leap; pronounced and you go on a path at a height at a detritic bottom; in the north direction you arrive at the ’ last stretch equipped. After a rocky canal you touch a sella detritica (from here, downhill, è you can keep the right side for an alternative route). L’ last pass è the più challenging of the street: a diagonal wall along a crack, well-dressed but exposed, which with two steps of musk leads to the summit terrace, the narrow peak of the Piz da Cir V (2520 m), reached in about 30 minutes from the ’ attack and 1 hour from Passo Gardena. From the top the panorama embraces the Sella Group and the Odle.

    ▲Character and difficulty

    Classified Editly Difficult (MD), è a short but complete route: complex and comprehensive; technical, environmental and exposure around 3/5, physical commitment più content (2/5). È suitable for those approaching the ferrates only if già accustomed to the ’ exposure, due to the più passage; challenging present both uphill and downhill. Harness obligators, hardware kits and helmet.

    ⚠ Very busy in summer, with possible queues; the summit is small and sometimes difficult to stay. Rock very climbing but some steps are exposed: do not underestimate it despite brevity. According to a report of 2026 the descent was modified and partly equipped, remaining high on the wall with a split passage and a short passage on brackets: check the current configuration of attack and descent before leaving.
    ▲Period and safety

    Summer itinerary, to be covered with stable weather and dry rock. As a short and popular route, it is advisable to leave early to avoid crowding. Bring complete equipment, water and something to eat for a stop at the top, and check the weather report before moving.

    ▲Discipline

    Go down backwards to the detritic già saddle; met uphill. From here you can go back on the way up or, recommended solution, go down a canalone equipped which helps for about fifty meters on rocks up to a detritic path. Then a crossroads are reached: on the left, a half-coast track leads to the’ attack of the Ferrata Gran Cir (1h 45′ return, 3h 30′ overall); on the right, the path leads back to the cable car encountered on the way and then to the car (40′ from the top, 2 hours overall).

    ▲To match

    Natural matching is with Ferrata Gran Cir, starting from the same Passo Gardena: together they commit half a day. Coming down towards Corvara there are three beautiful routes of the Sella Group: the Ferrata Tridentina at Pisciadù, la Ferrata al Piz da Lech e la Ferrata del Vallon. Towards Val Gardena you can climb Ferrata Sass Rigaison the north side of the OdleAlta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia. To Canazei, finally, the Ferrata Piazzetta piz Boè.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:30 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:00 h
    • Hardware level difference100 m
    • Route difference390 m
    • Maximum altitude2520 m
    • Length5 Km
  • Ferrata Gran Cir

    Ferrata Gran Cir

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › Bolzano
    Ferrata Gran Cir

    La Ferrata Gran Cir sale la vetta più alta del Gruppo Cir, a nord del Passo Gardena (provincia di Bolzano). È una via attrezzata facile, con esposizione e difficoltà tecniche molto ridotte: per questo viene spesso scelta come prima ferrata o come itinerario panoramico per chi vuole avvicinarsi alle vie attrezzate. Breve e logica, si abbina con naturalezza alla vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir.

    ▲Approach

    Si parte dal Passo Gardena, che collega la Val Badia (Corvara) con la Val Gardena (Selva); si lascia l’auto nell’ampio piazzale del passo (open the starting point on Google Maps). Dal passo si seguono i numerosi cartelli che, in direzione nord, guidano su traccia ben marcata verso il canalone che separa il Grande Cir dal Piccolo Cir. Si procede su facili sentieri fino a raggiungere il canalone detritico, dove sul lato destro iniziano le attrezzature metalliche (circa 45 minuti dal Passo Gardena).

    ▲The path

    La ferrata apre con una rampa inclinata verso destra, un po’ scivolosa ma priva di difficoltà; a tratti si allarga in una cengia poco inclinata. Dopo una breve serie di roccette si prosegue lungo un sentiero, in un tratto facile e privo di attrezzature metalliche, fino a un secondo breve tratto attrezzato. Si superano alcuni facili balzi rocciosi, si riprende un comodo sentiero e si salgono le ultime roccette fino alla croce di vetta del Gran Piz da Cir (2592 m), raggiunta in circa 30 minuti dall’attacco e 1 ora e 15 minuti dal Passo Gardena. Dalla cima il panorama spazia sul vicino Gruppo Sella e sul Sassolungo.

    ▲Character and difficulty

    Classificata Facile (F), è un’escursione attrezzata ideale per chi inizia: difficoltà tecniche minime (1/5), esposizione e impegno fisico contenuti (2/5), dislivello e durata ridotti. Resta comunque un ambiente di montagna e va affrontata con l’attrezzatura completa: imbracatura, kit da ferrata e casco.

    ⚠ Attenzione: buona parte del percorso si svolge su tratti facili ma sprotetti (senza cavo) e in alcuni punti esposti. Con roccia bagnata o unta diventano decisamente più insidiosi, sia in salita sia in discesa. Da non sottovalutare nonostante il grado facile: usare comunque l’imbracatura nei tratti attrezzati e procedere con prudenza.
    ▲Period and safety

    Itinerario tipicamente estivo, da affrontare con meteo stabile e roccia asciutta vista la presenza di tratti scivolosi se bagnati. Trattandosi di una via molto frequentata e adatta anche a famiglie, conviene mantenere ordine sui passaggi e non creare ingorghi. Portare acqua, abbigliamento a strati e verificare il bollettino meteo prima della partenza.

    ▲Discipline

    La discesa avviene lungo il medesimo itinerario di salita, per un tempo complessivo dell’escursione di circa 2 ore. Nei tratti sprotetti ed esposti la discesa richiede la stessa attenzione della salita.

    ▲To match

    La Gran Cir si combina perfettamente con la vicina e più impegnativa Ferrata del Piccolo Cir. Restando in zona si possono salire la panoramica Ferrata Tridentina at Pisciadù e la Ferrata alla Forcella del Sassolungo; aggirando il Gruppo Sella, le più impegnative Ferrata del Vallon e Ferrata Piz from Lech. Verso la Val Gardena si trovano la Ferrata Sass Rigais, l’Alta Via Günther Messner e la Ferrata at the Sass de Putia.

    ▲Gallery
    Technical data
    • Approach0:45 h
    • Duration0:30 h
    • Total itinerary2:30 h
    • Hardware level difference212 m
    • Route difference471 m
    • Maximum altitude2592 m
    • Length4 Km
Need help? Write to us!