Paese: Italia

  • Sentiero Attrezzato della Scala Santa – Dolomiti di Brenta

    Sentiero Attrezzato della Scala Santa – Dolomiti di Brenta

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato della Scala Santa – Dolomiti di Brenta

    Principale accesso al Rifugio XII Apostoli nelle Dolomiti di Brenta Meridionali, il Sentiero della Scala Santa risale un caratteristico intaglio attrezzato affiancato da un'iconica Madonnina scolpita nella roccia. Facile dal punto di vista tecnico, è il punto di partenza per molti itinerari più impegnativi nel Brenta.

    ▲Avvicinamento

    Da Pinzolo (SS239 da Trento) si prende la funivia in due tronconi fino al Doss del Sabion (2101 m). In alternativa, a piedi con il CAI 307B da Pinzolo passando per il Rifugio Pra Rodont (1530 m). Dalla stazione a monte si percorre un sentiero a mezza costa verso est intercettando il CAI 307 in località Baita del Cacciatori (1836 m). Si entra in Val dei Nardi verso est passando dal Lago d'Agola, poi si prosegue sul lato destro della valle fino alla radura pianeggiante del Lago Asciutto, dove si stacca la teleferica per il rifugio. Da qui il sentiero si fa più ripido (1h30' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Dal Lago Asciutto si punta verso l'intaglio nella roccia che caratterizza la Scala Santa. Il tratto attrezzato è ripido ma privo di difficoltà tecniche una volta assicurati: si sale accanto alla Madonnina scolpita, poi su gradoni in legno e ripido sentiero. Usciti dal tratto attrezzato si risale un vallone morenico su ghiaioni seguendo attentamente i segni biancorossi per non uscire dal percorso. Una caratteristica lastricata di pietra precede il pianoro del Rifugio XII Apostoli dove termina l'escursione (1h30' dalla Scala Santa, 3h totali dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Il tratto attrezzato è ben punteggiato di infissi e non presenta difficoltà intrinseche. Attenzione alla segnatura sul ghiaione che segue la Scala Santa.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre, verificare l'apertura della funivia di Pinzolo e del Rifugio XII Apostoli. Il ghiaione può essere parzialmente innevato a inizio stagione.

    ▲Discesa

    Si ridiscende per il percorso di salita fino alla stazione a monte della funivia (2h dal rifugio, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Dal Rifugio XII Apostoli partono i celebri sentieri delle Bocchette: il Sentiero delle Bocchette Centrali, il Sentiero delle Bocchette Alte e il Sentiero Ideale Bocca di Ambiez.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata200 m
    • Dislivello itinerario389 m
    • Quota max2489 m
    • Lunghezza12 Km
  • Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › BZ
    Sentiero Attrezzato Sass de Putia – Dolomiti delle Odle

    Escursione panoramica nelle Dolomiti che porta alla croce di vetta del Sass de Putia (2875 m) risalendo il versante sud dal Passo delle Erbe. Il sentiero attrezzato impegna solo gli ultimi 150 m, ma l'itinerario complessivo è lungo e paesaggisticamente straordinario, con viste sulle Odle, le Dolomiti Bellunesi e le Alpi Aurine.

    ▲Avvicinamento

    Il Passo delle Erbe (1987 m) si raggiunge dall'uscita A22 di Chiusa seguendo le indicazioni per la Val di Funes e poi per il passo. Dal parcheggio al passo si imbocca l'ampia carrareccia segnata come sentiero 8 verso est. Al primo bivio si tiene la destra sul sentiero 8A che sale in falso piano verso est fino alla Forcella de Putia (2357 m, 1h30'). Lungo il percorso si aggira la parete nord del Sass de Putia e ci si innesta sul sentiero 4 — l'Alta Via Günther Messner — che conduce alla forcella.

    ▲Il percorso

    Dalla Forcella de Putia si seguono le chiare indicazioni che a sinistra portano su sentiero erboso verso l'ampio pianoro sassoso sotto la vetta. Gli ultimi 150 m sono attrezzati con cavi: si risale una comoda rampa inclinata, alcune roccette e si giunge al singolo passaggio più impegnativo, un breve camino con un tratto inizialmente lungo che si supera grazie a una staffa sul lato destro della fessura. Pochi metri di roccia portano alla croce di vetta con panorama a 360 gradi (2875 m, 3h totali dalla partenza).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. I 150 m attrezzati non presentano difficoltà tecniche e le attrezzature sono in ottimo stato. L'ambiente è quello dell'alta montagna dolomitica con segnatura chiara.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre. Evitare in caso di temporali pomeridiani, frequenti nelle Dolomiti. Ottima segnatura dei sentieri; per la cartografia consigliata la mappa della Val Badia o della Val Gardena-Val di Funes (4Land).

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende per il percorso di salita (5h30' totali). In alternativa, consigliato, si percorre l'anello seguendo il sentiero 4B e poi il 35 attorno al versante sud del Sass de Putia fino al Passo di Goma (2111 m, 1h dalla Forcella de Putia) e da lì il sentiero 8B riporta al parcheggio (6h totali).

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoOdle/Puez
    • Avvicinamento1:30 h
    • Ferrata2:30 h
    • Itinerario (a/r)6:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario869 m
    • Quota max2875 m
    • Lunghezza12,8 Km
  • Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa

    Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato al Rifugio Quintino Sella – Monte Rosa
    Moderatamente Difficile● ApertaCaratteristicheComplessità📍 MapsGalleria

    Impegnativo itinerario di alta montagna che sale da Gressoney-La-Trinité al Rifugio Quintino Sella (3585 m) nel massiccio del Monte Rosa. L'ultimo tratto attrezzato percorre una cresta aerea ed esposta con filo di cresta alternato, passerella in legno e un breve verticale. Richiede massima attenzione alle condizioni meteo e ai nevai.

    ▲Avvicinamento

    Da Gressoney-La-Trinité si raggiunge Stafal (fine strada, parcheggio) e si prendono gli impianti di risalita (funivia poi seggiovia coperta) fino al Colle della Bettaforca (2680 m, ca. 30'). Dalla stazione a monte si segue il sentiero 9 verso nord su pietraia con segni gialli e ometti. Si raggiunge il Colle Bettolina Inferiore, poi il Colle Bettolina Superiore (nevaio residuo fino a stagione inoltrata), dove si interseca il sentiero 10 da Pian di Verra Superiore. Si prosegue su bolli e pietre in verticale, con segnatura più rada, fino alla cresta finale (2h45' dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    L'ultima cresta prima del rifugio è aerea ed esposta, attrezzata con corda fissa. Si percorre il filo di cresta alternando lato sinistro e destro fino a una passerella in legno che collega due punti della cresta. Si supera uno stretto traverso e poi un breve verticale di circa 2 m con appigli naturali per mani e piedi. Gli ultimi metri di cresta portano al Rifugio Quintino Sella (40' dalla cresta attrezzata, 3h30' totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Moderatamente Difficile. L'aerea cresta attrezzata non presenta difficoltà tecniche eccessive ma richiede passo sicuro, nessuna vertigine e la capacità di leggere il terreno in alta quota.

    ⚠ Alta montagna a 3585 m: il meteo può deteriorarsi rapidamente. Nevaio persistente al Colle Superiore fino a luglio inoltrato. Partire presto la mattina.

    ▲Periodo e sicurezza

    Luglio-settembre con meteo stabile. Verificare sempre le condizioni di neve e le previsioni meteo del Monte Rosa prima di partire. L'alta quota richiede abbigliamento adeguato e scorte d'acqua.

    ▲Discesa

    Stessa via di salita (3h dal rifugio, 6h30' totali). Alternativa: al Colle Superiore si può seguire il sentiero 10 verso Pian di Verra Superiore, aggiungendo circa un'ora al percorso.

    ▲Da abbinare

    Nella zona di Gressoney si trovano la Ferrata Angster a Gressoney e la Ferrata Guide di Gressoney.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàModeratamente Difficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Rosa
    • Avvicinamento2:45 h
    • Ferrata0:40 h
    • Itinerario (a/r)6:30 h
    • Dislivello ferrata90 m
    • Dislivello itinerario850 m
    • Quota max3585 m
    • Lunghezza9,5 Km
  • Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato al Rifugio Dalmazzi – Bacino del Triolet

    ⚠ Il sentiero attrezzato risulta al momento smantellato. Le corde fisse sono state rimosse. Verificare le condizioni aggiornate prima di avvicinarsi al rifugio.

    Itinerario di alta montagna in Val Ferret che conduce al Rifugio Dalmazzi nel bacino del Ghiacciaio del Triolet (Monte Bianco). Tecnicamente non difficile, il contesto alpino severo con nevaio, morena e rischio caduta sassi richiede esperienza d'alta montagna. Sentiero attrezzato attualmente smantellato.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è la frazione di Arnouva, ultima località di Val Ferret nel comune di Courmayeur (AO). Si parcheggia nel piazzale antistante il ristorante-campeggio e si percorre la sterrata (segnavia 23 poi 32) per circa 1 km verso il Rifugio Elena. A una curva a destra si trova il bivio a sinistra per il Rifugio Dalmazzi. Si risale il fondo valle ignorando il Bivacco Comine (sentiero 22), si attraversano 4 torrenti affluenti della Dora di Ferret e si raggiunge la morena del Ghiacciaio del Triolet. Seguendo i bolli gialli si percorre la pietraia, il fianco nord del vallone, un tratto in leggera discesa verso il vallone glaciale e poi nuovamente in salita fino alla cresta, dove un nevaio precede l'ultimo tratto (2h dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Dalla cresta si incontrano grossi roccioni con spezzoni di corda fissa ancorata a fittoni e chiodi (attualmente rimossi). Si risale il canale verso sinistra, si supera uno spigolo esposto e si affronta un diedro con corde e staffe metalliche. Sul pianoro erboso soprastante un traverso a destra e pochi metri di sentiero concludono il tratto attrezzato in prossimita del Rifugio Dalmazzi (30' dalla prima corda, 2h30' dal parcheggio).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile tecnicamente, ma è un'escursione di alta montagna con ambienti severi, ghiacciaio nelle vicinanze e rischio caduta sassi lungo il canale di salita.

    ⚠ Ambiente alpino impegnativo: non sottovalutare la quota, il ghiacciaio e la caduta sassi lungo il canale di salita.

    ▲Periodo e sicurezza

    Estate (luglio-agosto) con meteo stabile. Neve residua in quota fino a stagione inoltrata. Prima di partire verificare lo stato del percorso attrezzato con il rifugio o le guide locali.

    ▲Discesa

    Stesso percorso di salita (2h dal rifugio, 5h totali). I tratti attrezzati, se presenti, risultano agevoli in discesa.

    ▲Da abbinare

    Nella zona si trovano la Ferrata al Bivacco Borelli e la Ferrata del Bicentenario al Mont Chetif.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoMonte Bianco / Val Ferret
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata0:30 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario800 m
    • Quota max2590 m
    • Lunghezza9,8 Km
  • Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Vie Ferrate › Friuli-Venezia Giulia › UD
    Sentiero Attrezzato Re di Sassonia – La Torre, Alpi Giulie

    Sentiero attrezzato che percorre le cenge del gruppo del Jof Fuart nelle Alpi Giulie, sviluppandosi sul versante sud de La Torre. Facile dal punto di vista tecnico, con un balzo verticale di 7-8 m punteggiato di cambre metalliche come passaggio chiave; il fondo scivoloso e le cenge esposte richiedono comunque attenzione.

    ▲Avvicinamento

    Da Chiusaforte (A23, uscita Carnia-Tolmezzo) si seguono le indicazioni per Sella Nevea verso est per 20 km. Giunti in paese si prosegue sulla SP76 verso il confine sloveno per altri 6,3 km fino a due strette curve: il parcheggio (997 m) è subito prima della prima curva. Si sale con il CAI 625 costeggiando il Rio Bianco nel bosco fino alla Capanna Re di Sassonia (1432 m, Rifugio Brunner, non gestito, 1h30'). Si ignorano le indicazioni per le Cave del Predil (CAI 656) e si prende il sentiero 629 a sinistra.

    ▲Il percorso

    Dal sentiero 629 si sale in diagonale sotto il bosco avvicinandosi alle pareti sud de La Torre. Usciti dal bosco si incontra una bella cascata sul versante sud-est. Si perde leggermente quota avvicinandosi alle rocce dove inizia il primo tratto attrezzato: una cengia esposta su fondo ghiaioso verso sinistra. Aggirando lo spigolo in leggera discesa si trova un secondo tratto esposto, poi si risale sul lato opposto attraverso una stretta cengia. Il passaggio più impegnativo è un balzo verticale di 7-8 m con cambre e infissi metallici che porta alla cengia superiore. Da qui si percorre un traverso orizzontale sotto un tetto roccioso — cambre per i piedi rendono agevole il passaggio esposto — poi si scende di 3 m e si riprende una cengia a sinistra. Si attraversa un colatoio e si prosegue verso un bastione roccioso con passaggi analoghi fino al termine del percorso attrezzato.

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Il balzo verticale e i traversi esposti sono ben attrezzati. Attenzione al fondo scivoloso sui tratti non protetti.

    ⚠ Cenge e tratti non protetti con fondo scivoloso: il cavo non è sempre presente. Scarponi adeguati e set da ferrata raccomandati.

    ▲Periodo e sicurezza

    Estate-autunno. Il percorso è percorribile in entrambe le direzioni. Evitare con pioggia o neve.

    ▲Discesa

    Dal termine del sentiero attrezzato si ridiscende verso il parcheggio di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nelle vicine Alpi Giulie si trovano la Ferrata Anita Goitan al Jof Fuart e la Ferrata Julia al Canin.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneFriuli-Venezia Giulia
    • GruppoJof Fuart / Alpi Giulie
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:30 h
    • Itinerario (a/r)4:15 h
    • Dislivello ferrata80 m
    • Dislivello itinerario449 m
    • Quota max1446 m
    • Lunghezza8,3 Km
  • Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato del Rampin – Monte Casale

    Lunga escursione attrezzata da Pietramurata alla vetta del Monte Casale (1632 m) in provincia di Trento. Tecnicamente facile, il sentiero richiede però buon allenamento e attenzione per il fondo insidioso e il dislivello complessivo. Sconsigliato nelle ore calde dei mesi estivi.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza è il paese di Pietramurata vicino a Sarche (TN). Giungendo da Riva del Garda o da Sarche, si percorre la via principale fino quasi all'uscita sud del paese, dove uno spiazzo con un bar offre parcheggio. Si percorre il lato della strada verso sud fino al segnavia che indica a destra il sentiero CAI 426. Questo attraversa il bosco tagliando i tornanti della Strada Forestale Massampiano fino all'attacco del sentiero attrezzato (1h45' dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    L'attacco apre su tratti attrezzati su roccette e rampe inclinate nel bosco con fondo che può risultare scivoloso. Si risalgono i passaggi con cavo fino alla fine del tratto attrezzato (1h15' dall'attacco, 3h totali). Si prosegue a destra sul CAI 408 verso la località Le Quadre, poi si tiene la destra sul CAI 411 che sale fino al Rifugio Don Zio Pisoni (da verificare l'apertura) e alla croce di vetta del Monte Casale (1632 m, 4h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile dal punto di vista tecnico, il sentiero è però insidioso per il fondo scivoloso e impegnativo per la lunghezza e il dislivello.

    ⚠ Usare set da ferrata e bastoni telescopici per i tratti non protetti. Non percorrere con caldo eccessivo: la via è lunga e faticosa.

    ▲Periodo e sicurezza

    Ottimale in primavera e autunno. I mesi estivi possono portare calore eccessivo su un itinerario che supera le 7 ore complessive. Buon allenamento fisico necessario.

    ▲Discesa

    Dalla vetta del Monte Casale si scende verso nord in direzione del Rifugio Pisoni, poi sul CAI 427 tra pascoli e faggeta verso Godersi e quindi verso Sarche. Seguendo il CAI 427B si torna a Pietramurata (3h dalla fine della ferrata, 7h totali).

    ▲Da abbinare

    Nella stessa zona si trova la Ferrata Che Guevara al Monte Casale, più impegnativa ma con panorami spettacolari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoMonte Casale / Arco
    • Avvicinamento1:45 h
    • Ferrata1:15 h
    • Itinerario (a/r)7:00 h
    • Dislivello ferrata540 m
    • Dislivello itinerario1380 m
    • Quota max1630 m
    • Lunghezza16 Km
  • Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Pierino dalla Zuanna – Monte Pubel

    Sentiero storico della Grande Guerra che risale il Monte Pubel lungo la cengia artificiale scavata dagli alpini. Tecnicamente elementare, con cavi utili soprattutto su terreno bagnato e boschivo, ideale come primo approccio all'ambiente attrezzato.

    ▲Avvicinamento

    Il punto di partenza si trova sulla strada che collega Valstagna con Foza (Vicenza): si raggiunge Valstagna dalla SS47 della Valsugana da Bassano sul Grappa, si svolta a sinistra verso Piazza San Marco e si seguono le indicazioni per Foza fino al secondo tornante, dove un cartello segnala Cala del Sasso. Si parcheggia a bordo strada. Dal parcheggio si percorre una sterrata verso ovest in Val Frenzela, quindi si prende a destra il sentiero 779, ben segnalato per il Sentiero Pierino dalla Zuanna (PDZ).

    ▲Il percorso

    Il sentiero sale su traccia chiara raggiungendo in successione il Pian dea Mea (350 m), il Balcon de Rialto (479 m) e il Col dei Mufloni (618 m). A circa un'ora dal parcheggio si arriva al Bivio Strada Militare (660 m): tenendo la sinistra si entra nella parte più interessante dell'itinerario. Poco dopo un secondo bivio: a sinistra scende la variante facile non attrezzata usata al ritorno, a destra si imbocca la variante attrezzata nel bosco. Si sale fino a una galleria militare con targetta, poi si percorre la cengia artificiale scavata nella roccia. Un tratto ripido con cavo conduce alla Base del Canale (975 m), da cui una scaletta metallica e circa 100 m alternati tra tratti attrezzati e sentiero portano alla cima del Monte Pubel.

    ▲Carattere e difficoltà

    Facile. Le attrezzature non compensano difficoltà arrampicatorie ma aumentano la sicurezza su fondo boschivo, scivoloso e in qualche punto esposto. La cengia artificiale scavata dagli alpini è il passaggio più caratteristico della via.

    ⚠ Fondo insidioso con pioggia o neve: bastoni telescopici consigliati nei tratti non attrezzati del bosco.

    ▲Periodo e sicurezza

    Percorribile da primavera ad autunno. La via è esposta a est e la parte bassa nel bosco rimane umida a lungo dopo le piogge. Evitare con neve o ghiaccio. Non richiede attrezzatura alpinistica, ma il set da ferrata è raccomandato.

    ▲Discesa

    Dal termine della via si ridiscende prendendo la variante non attrezzata a sinistra del secondo bivio, che riporta al bivio della Strada Militare e poi al parcheggio di partenza.

    ▲Da abbinare

    Nella zona del Monte Pasubio e dell'Altopiano si trovano diversi itinerari della Grande Guerra: il Sentiero Attrezzato Baglioni e il Sentiero Falcipieri alle 5 Cime del Pasubio.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàFacile
    • RegioneVeneto
    • GruppoAltopiano di Asiago / Valbrenta
    • Avvicinamento1:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)4:30 h
    • Dislivello ferrata150 m
    • Dislivello itinerario900 m
    • Quota max1138 m
    • Lunghezza9 Km
  • Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    Vie Ferrate › Veneto › VI
    Sentiero Attrezzato Baglioni – Pasubio

    ⚠ SENTIERO CHIUSO Il Sentiero Attrezzato Baglioni è attualmente chiuso a causa di una frana pericolosa lungo il percorso. Non avventurarsi fino alla riapertura ufficiale confermata dal CAI locale o dall’Ente Parco.

    Il Sentiero Attrezzato intitolato a Pasquale Baglioni corre a mezzacosta sul versante occidentale del Pasubio, nella Valle delle Prigioni, in un’area ricca di testimonianze della Prima Guerra Mondiale. L’itinerario con partenza da Pian delle Fugazze è tanto interessante dal punto di vista storico quanto variato negli ambienti, con tratti attrezzati, gallerie e belvederi sulla sottostante vallata.

    ▲Avvicinamento

    Da Pian delle Fugazze (parcheggio ampio al passo, raggiungibile da Rovereto o Schio, indicazioni Maps) si attraversa la strada verso nord e si sale per il sentiero CAI 179 (‘Strada degli Eroi’), carrareccia che si percorrerà anche al rientro. Il sentiero accorcia i tornanti della strada e arriva a Malga Val di Fieno, dove si lascia il sentiero 170 per il Rifugio Papa e si seguono le indicazioni per il Sentiero Attrezzato Baglioni con segnavia CAI 141 (1645 m, 1h15′ dal parcheggio).

    ▲Il percorso

    Il sentiero prosegue a mezzacosta tagliando la dorsale sud della Cima Palon. I primi tratti attrezzati, con cavi che fungono più da corrimano che da vera protezione, accompagnano una lieve perdita di quota. La visuale sulla sottostante vallata e sui rilievi sovrastanti è notevole per tutta la progressione. Si raggiunge il passaggio più impegnativo: un canalino roccioso con fondo instabile e franoso, disceso mantenendosi sul versante destro con l’aiuto di cambre. Dopo circa 1h15′ dall’inizio del Sentiero Baglioni si incontrano due gallerie che attraversano la roccia senza richiedere la torcia. Terminate le gallerie si risale una verde vallata fino a un bivio: a sinistra il Passo dell’Omo, dritto il proseguimento (1h45′ dall’inizio, 3h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile. Il canalino con fondo franoso è il passaggio più tecnico; i tratti attrezzati nel resto del percorso hanno difficoltà contenuta. Il valore aggiunto è l’ambiente storico-alpinistico unico del Pasubio con le sue gallerie e le testimonianze della Grande Guerra.

    ⚠ Attenzione alla nebbia pomeridiana, caratteristica del Pasubio e frequente anche d’estate. Preferire le ore del mattino per l’escursione.
    ▲Periodo e sicurezza

    Il sentiero è attualmente chiuso. Quando sarà riaperto, la stagione consigliata è da maggio a ottobre. Verificare sempre lo stato di apertura presso il CAI locale prima di partire.

    ▲Discesa

    Dal termine del Sentiero Baglioni si segue il segnavia 135 verso destra con indicazioni per il Rifugio del Generale Papa. Si può scendere al rifugio oppure proseguire in quota attraverso gallerie e reperti di guerra, innestendosi sul sentiero di salita al Papa da Pian delle Fugazze e scendendo fino al bivio d’andata (2h30′ dal termine, 5h45′ totali).

    ▲Da abbinare

    Le Piccole Dolomiti offrono itinerari di grande valore tra cui il Sentiero Alpinistico Falcipieri, il Sentiero Attrezzato al Monte Cornetto, la Ferrata Campalani, il Sentiero Attrezzato Pojesi al Carega, la Ferrata Biasin, la Ferrata Viali e la Ferrata Ezio Ferrari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneVeneto
    • GruppoPiccole Dolomiti
    • Avvicinamento1:15 h
    • Ferrata1:45 h
    • Itinerario (a/r)5:45 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario988 m
    • Quota max2150 m
    • Lunghezza8 Km
  • Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Vie Ferrate › Valle d'Aosta › AO
    Sentiero Attrezzato Panorama – Punta Valletta

    Il Sentiero Attrezzato Panorama percorre la cresta che culmina sulla Punta Valletta (3090 m) sopra Aosta, raggiungendo un facile tremila con le attrezzature metalliche a supporto dei passaggi più delicati. Un’escursione con partenza e arrivo in funivia da Pila, con vista superba su Monte Bianco, Cervino, Monte Rosa e Gran Paradiso.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione di Chamôle a monte degli impianti Aosta–Pila (indicazioni Maps) si scende leggermente per il sentiero 19C ignorando le deviazioni verso la seggiovia Couis 1. Si prende poi a sinistra la deviazione per il Col Tsa Setse seguendo il sentiero 22. La salita, mai eccessivamente ripida e guidata da segnali gialli sulle rocce, porta al Col Tsa Setse (2815 m) con magnifico panorama sul massiccio del Monte Bianco. Dal colle, indicazioni a sinistra verso Punta Valletta conducono al sentiero 19A, punto d’attacco delle attrezzature (2h dalla stazione a monte).

    ▲Il percorso

    Il Sentiero Attrezzato inizia con una breve discesa attrezzata per poi risalire un gendarme roccioso. Si percorre la cresta rocciosa verso l’anticima, aggirando un secondo gendarme in aderenza con il cavo. Un esposto traverso poco sotto il filo di cresta introduce a un lungo tratto di cresta con la croce già visibile. L’ultimo risalto presenta alcuni brevi tratti di arrampicata assicurata tra pareti e balzi rocciosi, oltre i quali si trova la croce di vetta della Punta Valletta (3090 m, 1h dall’attacco, 3h totali dalla stazione a monte).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile per la quota, l’esposizione della cresta e i brevi tratti di arrampicata assicurata nella parte finale. Le attrezzature sono recenti e il percorso non presenta difficoltà tecniche elevate in nessun punto; tuttavia l’ambiente di alta quota e il ripido tratto di discesa verso il Col de Chamôle richiedono esperienza escursionistica consolidata.

    ⚠ In discesa, ignorare la freccia gialla che indica un canalone ripido e pericoloso: seguire sempre il sentiero ufficiale verso il Col de Chamôle. Attenzione alla nebbia che può salire improvvisamente dal vallone sottostante.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre con buone condizioni. La quota richiede esperienza in alta montagna, in particolare nel tratto ripido di discesa verso il Colle di Chamôle.

    ▲Discesa

    Dalla vetta si scende verso nord sulla via normale, su sfasciumi e cresta erbosa verso la Tête Noire e quindi al Col de Chamôle. Da qui si raggiunge il lago di Chamôle nei pressi della funivia per il rientro (2h dalla Punta Valletta, 5h totali).

    ▲Da abbinare

    Dalla stessa funivia di Pila è accessibile la più impegnativa Ferrata del Monte Emilius. Il Rifugio Arbolle, raggiungibile dal Col de Chamôle, è punto d’appoggio utile per collegare i due itinerari.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneValle d'Aosta
    • GruppoAlpi Graie
    • Avvicinamento2:00 h
    • Ferrata1:00 h
    • Itinerario (a/r)5:00 h
    • Dislivello ferrata250 m
    • Dislivello itinerario800 m
    • Quota max3090 m
    • Lunghezza12,8 Km
  • Sentiero Attrezzato delle Palete

    Sentiero Attrezzato delle Palete

    Vie Ferrate › Trentino-Alto Adige › TN
    Sentiero Attrezzato delle Palete

    Un lungo anello nelle Dolomiti di Brenta che tocca il Passo delle Palete, la Val Gelada con la sua ferrata e lo Sperone degli Orti, rientrando al Grostè attraverso il Sentiero Attrezzato Vidi. La particolarità di questo percorso è che i tratti più insidiosi sono quelli non attrezzati: cenge esposte prive di cavo richiedono piede sicuro e concentrazione superiore a quella che le protezioni metalliche da sole suggerirebbero.

    ▲Avvicinamento

    Dalla stazione a monte della funivia al Grostè (2442 m, indicazioni Maps) si segue il sentiero CAI 306 verso nord per 10 minuti fino all’ingresso della Val delle Giare.

    ▲Il percorso

    Si scende nella Val delle Giare (2177 m, 1h15′) percorrendo cenge esposte e brevi tratti attrezzati. Si supera il Passo delle Palete (2319 m) e si scende per un canalone ghiaioso fino a Livezza Grande (2184 m, 3h15′). Si risale la Val Gelada con il sentiero CAI 380 fino alla Ferrata Val Gelada: un camino e tratti attrezzati in canalino portano al Passo di Val Gelada (2686 m, 5h15′). Si prosegue sul sentiero CAI 336 dei Costanzi fino alla Bocchetta Tre Sassi (2613 m, 6h) e allo Sperone degli Orti (2520 m, 7h15′). Di qui il Sentiero Attrezzato Vidi riporta alla stazione del Grostè (9h totali).

    ▲Carattere e difficoltà

    Classificato Difficile principalmente per la lunghezza (9h), il dislivello cumulato e i tratti non attrezzati esposti che si incontrano nelle cenge di attacco e lungo il percorso. I tratti attrezzati (Ferrata Val Gelada) sono mediamente impegnativi. Ottima condizione fisica indispensabile.

    ⚠ Partenza all’alba indispensabile. La Val Gelada conserva neve tardivamente. I tratti non attrezzati esposti sono la vera difficoltà di questo itinerario.
    ▲Periodo e sicurezza

    Da luglio a settembre. Evitare in caso di maltempo imminente o nebbia pomeridiana, frequente sulle vette del Brenta.

    ▲Discesa

    Il ritorno avviene attraverso il Sentiero Attrezzato Vidi dalla Bocchetta degli Orti fino alla stazione del Grostè.

    ▲Da abbinare

    La stessa stazione del Grostè dà accesso al Sentiero Attrezzato Orsi verso il Rifugio Pedrotti e a tutto il sistema delle Bocchette del Brenta.

    ▲Galleria
    Dati tecnici
    • DifficoltàDifficile
    • RegioneTrentino-Alto Adige
    • GruppoDolomiti di Brenta
    • Avvicinamento0:10 h
    • Ferrata3:00 h
    • Itinerario (a/r)9:00 h
    • Dislivello ferrata100 m
    • Dislivello itinerario215 m
    • Quota max2687 m
    • Lunghezza17 Km
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